I nostri eroi ci lasciano: Topic ufficiale

Discuti qui di tutto quello che vuoi inerente al wrestling. Per la WWE è SPOILER (e quindi va segnalato accuratamente) tutto ciò che non sia stato ancora trasmesso da Sky Italia. Per le altre federazioni è SPOILER quanto non sia stato ancora trasmesso in TV negli USA.
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I nostri eroi ci lasciano: Topic ufficiale

da Colosso » 13/08/2018, 17:21

Apro questo topic che fungerà da contenitore per i decessi di tutte le Leggende che ci hanno divertito e intrattenuto nel passato.

Oggi ci ha lasciati un vero mito degli anni 80-90, il perfetto complemento di Bret Hart, un powerhouse d'altri tempi: Jim Neidhart.

http://spaziowrestling.it/breaking-news ... l-neidhart

Vi sembrerà strano ma da ragazzino era nella top 3 dei wrestler che odiavo di più, quella sua barbetta e la risata satanica mi davano sui nervi in modo incredibile. In seguito ho apprezzato la potenza che dava ai suoi tag team e la sua considerevole agilità per essere un energumeno di 130 kg.
Addio Jim, Bret ti deve costruire un monumento perchè soprattutto grazie a te è emerso in WWF nei tempi difficili dell'era gimmick.
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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da andreawarrior » 13/08/2018, 17:23

RIP Jim.

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Teo_Shield » 13/08/2018, 17:53

Era malato se non erro.
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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Gaetano Bresci » 13/08/2018, 17:54

Mai sopportato, ma RIP ovviamente.
«Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il Re. Ho ucciso un principio» [Gaetano Bresci - deposizione - 29 luglio 1900]

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da KevinNash » 13/08/2018, 18:10

Condoglianze alla famiglia

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da fuso81 » 13/08/2018, 18:15

LA CADUTA DELLE STELLE
Chi è appassionato di Ken il guerriero ricorderà sicuramente i 5 episodi nei quali il protagonista rimembrava ciascun combattente di Nanto morto sino a quel momento, simboleggiandone la scomparsa con la caduta della propria stella.
Purtroppo nel mondo del wrestling i lottatori defunti sono molti di più, ed il fatto che siano stati in migliaia a calcare il ring non giustifica l’ecatombe che ha contraddistinto il periodo old school che siamo soliti trattare, dove Ultimate Warrior è stato solo l’ennesimo wrestler a perdere la vita prima dei sessant’anni.
Con questo articolo intendo ricordare diversi lottatori (e non solo) che ci hanno accompagnato sin qui, e prematuramente scomparsi.
-) Playboy Buddy Rose, morto di diabete il 28 aprile 2009 a 56 anni.
Vincitore di alcune cinture nel circuito NWA, e del titolo di coppia in AWA, è conosciuto (ma non da tutti) per aver lottato nel primo match di Wrestlemania, interpretando il personaggio The Executioner nel match contro Tito Santana.
Nei primi anni ’80 disputò alcuni main event anche in WWF contro l’allora campione Bob Backlund, per poi metter su tantissimo peso nel corso degli anni.
Noi l’abbiamo conosciuto nell’epoca d’oro del periodo di Dan Peterson, quando affrontò il debuttante Texas Tornado nel Saturday Night’s Main Event che precedette Summerslam 1990.
-) Crush, deceduto il 13 agosto 2007 a 43 anni a causa di un infarto, probabilmente causatogli dalle numerose sostanze illegali rinvenute in casa sua.
Famoso per essere stato il terzo membro dei Demolition (dopo un’intossicazione alimentare che colpì Ax) non riuscì mai a raggiungere i vertici, né come face nel 1993 né col suo turn heel del 1994. Ottenne due titoli di coppia in WCW con Bryan Clark per poi tornare assieme al suo partner in WWF quando quest’ultima acquisì la federazione di Atlanta ma, nonostante la possibilità di lottare contro Undertaker & Kane, i due Kronik fallirono l’occasione datagli.
Passò gli ultimi anni di vita a fare da guardia del corpo di Machoman Randy Savage.
Nel 1996 apparve in un film indiano, dove lottava contro l’Undertaker interpretato da Brian Lee.
-) Bam Bam Bigelow, morto a 45 anni il 19 gennaio 2007, a causa di un’overdose di cocaina.
Uno dei più grandi big man della storia, ha avuto meno trionfi di quanto meritasse, soprattutto in WWF, dove giovanissimo venne pushato nel 1987, con la Battle for Bam Bam, il main event alle prime Survivor Series e la coppia con Hulk Hogan. Tra i favoriti per il titolo a WM 4, subì poco prima un infortunio al ginocchio. Dopo alcuni anni in Giappone, tornò in WWF come heel nel 1993, ma non fu sfruttato a dovere, e lasciò poco dopo il main event di Wrestlemania 11 contro il giocatore di football Lawrence Taylor a causa dell’astio della Kliq.
Passò prima in ECW e poi in WCW, ma non arrivò mai ai livelli che avrebbe meritato.
-) Matt Borne, morto il 28 giugno 2013 per un’overdose di medicinali e droghe. Aveva 55 anni
Lottatore del circuito indipendente, fu chiamato dalla WWF nel 1985 per combattere contro Ricky Steamboat durante la prima Wrestlemania. Girovagò successivamente in varie federazioni, tra cui la WCCW e la WCW, ma è per il personaggio di Doink, il pagliaccio cattivo, che viene tuttora ricordato.
Debuttò con dei segmenti dove giocava brutti scherzi sia ai face sia agli heel, per poi concentrarsi contro Crush (in quanto British Bulldog, che comunque poi lasciò la WWF per altri motivi, rifiutò di lottare contro un clown) sconfiggendolo a WM 9, con il geniale intervento di un secondo Doink. Dopo alcuni grandi incontri (contro Jannetty, Perfect e Bret Hart) fu licenziato per abuso di droghe (il personaggio fu girato face e rovinato).
Nonostante alcune apparizioni in ECW dove rinnegava il personaggio di Doink, vi rimase sempre legato, portandolo in scena nelle indies.
-) Giant Gonzalez, deceduto all’età di 44 anni, il 22 settembre 2010, per le complicazioni dovute al diabete.
Giocatore di basket della nazionale argentina, fu scelto dagli Atlanta Hawks per giocare nella NBA, ma non riuscì a sfondare anche a causa degli infortuni alle ginocchia. Il proprietario degli Hawks era Ted Turner, patron anche della WCW, dove lo fece debuttare col nome di El Gigante.
Passò poi alla WWF attaccando Undertaker alla Royal Rumble 1993, per essere sconfitto dal becchino a Wrestlemania IX e a Summerslam 1993. Nonostante l’impressionante debutto, non aveva le doti per lottare a grandi livelli, e si ritirò poco dopo, anche a causa dei gravi problemi di salute. Partecipò ad un episodio di Baywatch e Thunder in Paradise, per poi tornare in Argentina, passando gli ultimi anni da solo e su una sedia a rotelle.
Curioso il video dove stringe la mano ad Hulk Hogan a WM 9, presente nel dvd sulla storia di Wrestlemania.


-) Ludvig Borga, suicidatosi l’8 gennaio 2010 a 47 anni.
Tony Halme, questo il suo vero nome, lottò dapprima in Giappone per poi debuttare in WWF col personaggio del finlandese che odiava l’America. Fu lui ad interrompere la striscia vincente di Tatanka, ma dovette lasciare la federazione a causa di un infortunio alla caviglia in un house show del 17 gennaio 1994, pochi giorni prima la Royal Rumble.
Tornò a lottare nel 1995 nell’europea CWA, vincendo il titolo massimo, per poi passare al pugilato ed alle arti marziali miste. Venne infine eletto nel parlamento finnico con un partito di estrema destra.
Partecipò anche al terribile film live action su Ken il guerriero, Fist of the north star.
Dopo aver tentato di uccidere la moglie, passò diversi giorni in coma, e qualche tempo dopo essere guarito e processato, si sparò un colpo in testa.
-) Earthquake, deceduto il 7 giugno 2006 all’età di 42 anni, dopo una lunga lotta contro il cancro.
Uno dei più acerrimi rivali di Hulk Hogan, fece spaventare i bambini di tutto il mondo quando cercò di chiudergli la carriera attaccandolo al Brother Love Show nel 1990.
Iniziò come lottatore di sumo, combattendo 17 incontri senza mai essere battuto, poi passò alla corte di Vince McMahon, fingendosi uno spettatore ed attaccando Ultimate Warrior. Da ricordare anche il suo feud contro Jake Roberts, durante il quale “uccise” il serpente Damien, e quello contro Andrè the giant. Dopo una buona parentesi nella categoria di coppia assieme a Typhoon, la sua carriera cominciò un lento declino.

-) Bad News Brown, scomparso per un attacco cardiaco il 6 marzo 2007. Aveva 63 anni.
Conosciuto per essere uno dei lottatori più duri del circuito, iniziò la carriera come judoka, vincendo la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1976. Dopo un periodo nella Stampede Wrestling canadese e nella New Japan, arriva la grande opportunità della WWF nel 1988, dimostrandosi un heel diverso dai soliti, che non guardava in faccia a nessuno, arrivando anche ad attaccare il presidente Jack Tunney (molto prima degli attacchi di Steve Austin a McMahon).
Vinse la battle royal di Wrestlemania 4, ed ebbe discrete rivalità con Bret Hart, Machoman, Hulk Hogan e Jake Roberts, per poi lasciare la federazione in quanto affermava che McMahon non aveva rispettato i patti di farlo diventare il primo campione di colore.
In Giappone fu famoso per la sua rivalità con Antonio Inoki, che portò i due a scontrarsi anche nel leggendario evento svoltosi all’Eur di Roma nel 1988, organizzato dalla Contea delle Farfalle.
-) Sensational Sherri Martel, morta il 15 giugno 2007 a 49 anni per overdose di droghe.
Inizia ad alto livello col doppio ruolo di lottatrice e manageressa in AWA, poi si presenta col botto in WWF, conquistando la cintura femminile battendo Fabulous Moolah. Detiene il titolo per oltre un anno, prima di cederlo a Rockin’ Robin. Si consacra come assistente di Machoman, Ted Dibiase e Shawn Michaels, per poi lasciare la federazione pochi mesi dopo Wrestlemania 9, dove aveva cominciato una rivalità con Luna Vachon.
Indimenticabili i commenti di Dan Peterson al suo abbigliamento: “Ehi Sherri, sei settimane da Weight Watchers e poi potrai indossare quel vestito!”
La sua stella continua a brillare anche in WCW, dove accompagna prima Ric Flair e poi gli Harlem Heat (con questi ultimi otterrà sette titoli di coppia).
Nel 2006 ottiene la meritata introduzione nella Hall of fame della WWE.
La foto che la ritrae qui sotto è molto particolare, in quanto è assieme ai due rivali Warrior e Savage la sera di Wrestlemania VII. Purtroppo tutti e 3 più Miss Elizabeth ora non ci sono più.



-) S.D. Jones, morto a 63 anni il 26 ottobre 2008 dopo un ictus.
Nella sua carriera è stato poco più di un jobber, però è riuscito ugualmente a ritagliarsi un suo spazio nei ricordi dei fans, prima come partner di Tony Atlas (che introdusse nella hall of fame della WWE) e poi per la sconfitta lampo contro King Kong Bundy durante la prima Wrestlemania.
-) Steven Dunn, scomparso all’età di 48 anni il 22 marzo 2009 dopo un problema intestinale con complicazioni al flusso sanguigno.
La sua permanenza nella World Wrestling Federation non passerà sicuramente alla storia, avendone fatto parte tra il 1993 ed il 1995, ma senza alcun acuto.
In coppia con Thimothy Well componeva infatti il team Well Dunn (che debuttò con una sconfitta contro i Bushwhackers), ma qualche anno prima, col nome di Southern Rockers, erano riusciti a togliersi alcune soddisfazioni in USWA e nel circuito NWA.
Nel 1985 fu uno dei due avversari nel match di debutto dei Blade Runners (i futuri Sting & Ultimate Warrior) in UWF.
Poco prima di terminare questo libro, è deceduto anche Thimothy Well.
-) Dino Bravo, assassinato da una gang il 10 marzo 1993 a 44 anni, a causa di sue implicazioni nel contrabbando di sigarette.
Nato in Italia col nome Adolfo Bresciano, iniziò ad avere successo nel circuito NWA, prima di ottenere le cinture di coppia in WWF con Dominic Denucci. Alla fine degli anni ’80 fu soprannominato l’uomo più forte del Canada, e poi del mondo, ed entrò in rivalità con Ultimate Warrior ed Hulk Hogan. Alla fine del 1992, dopo la tournee europea, lasciò il wrestling lottato.
-) Joey Marella, morto il 4 luglio 1994 in un incidente automobilistico, mentre rientrava da uno show. Aveva appena 30 anni.
Figlio di Gorilla Monsoon, fu un famoso arbitro, secondo solo ai gemelli Hebner. Fu lui a dirigere il main event di Wrestlemania III tra Hulk Hogan ed Andrè the giant, e quello di Summerslam ’92 tra Bret Hart e British Bulldog.
Ecco il racconto dell’incidente tratto dal libro di Harvey Wippleman, che era con lui in auto.
Marella insistette molto per farsi portare al prossimo show da Wippleman, pur non essendo in buoni rapporti con lui. Nonostante le lamentele di Harvey, Marella continuò a bere birra ed a non volere andare in hotel, che distava 3 ore di strada (dovendosi recare ai tapings del giorno dopo). Quando finalmente si convinse a mettersi in auto, dopo diversi kilometri decise di mettersi lui stesso alla guida.
Wippleman si sedette dietro e decise di dare fiducia a Marella in quanto era evidente che non fosse la prima volta che si metteva alla guida in quelle condizioni, e che gli era sempre andata bene, e anche perché lui stesso era molto assonnato. Joey disse a Wippleman di dormire, che l’avrebbe svegliato se ce ne fosse stato bisogno. Ed in effetti lo svegliò, ma non nel modo che avrebbero voluto: Harvey sentì forti rumori, e si accorse che la macchina stava rotolando fuori dalla strada. La macchina poi si fermò, adagiata sul lato passeggero, e Harvey riuscì a togliere le chiavi per paura di un’esplosione. Wippleman capì che Marella era morto, e con le poche forze riuscì a lasciare l’auto per cercare soccorso. Siccome erano le 3 di notte e la macchina era giù in una scarpata, quindi non visibile, nessuno si fermò, e perciò Harvey dovette tornare giù a prendere il paraurti per far capire dell’incidente. Finalmente un camion si fermò e chiamò i soccorsi. La testa dell’arbitro era distrutta. Il manager fu ricoverato col naso rotto e diverse schegge di vetro nella mano e nella testa.
Wippleman non farà l’ipocrita e affermerà che Joey ha rischiato di ammazzare anche lui, ed è un miracolo che non abbia ucciso altri prima di quella tragica notte. Inoltre, siccome Marella non aveva un’assicurazione personale sulla guida, Wippleman dovette pagarsi gli oltre 10mila dollari di visite mediche. Continuerà oltretutto ad avere problemi al collo ed incubi.
-) Brady Boone, morto dopo un incidente d’auto il 15 dicembre 1998 a 40 anni.
Jobber di lusso, fu famoso in Italia per aver affrontato a Milano (e nelle altre città del tour) Steve Lombardi nell’aprile 1988.
Per qualche mese nel 1990 interpretò il personaggio di Battle Kat, prima di lasciare la federazione. Lotterà poi nelle federazioni indipendenti, influenzando un giovane Rob Van Dam.
-) Uncle Elmer, deceduto il primo luglio 1992 per insufficienza renale. Aveva 54 anni.
Il culmine della sua carriera lo ottenne nel 1986 con la stable che lo vide assieme ad Hillbilly Jim e lo portò a scontrarsi con Roddy Piper, Adrian Adonis e Jesse Ventura. Il segmento in cui si sposò non fu solo una storyline, in quanto la commissione atletica non avrebbe accettato un finto matrimonio.
-) Little Beaver, morto il 4 dicembre 1995 per un enfisema polmonare. Aveva 60 anni.
Uno dei più celebri midget (nani) del panorama mondiale, il cui vero nome era Lionel Giroux, lottò il suo ultimo match a Wrestlemania III quando, all’età di 52 anni, fu vittima dello splash di King Kong Bundy e dovette ritirarsi. Lo stesso gigante ha sempre temuto di essere stato causa della prematura scomparsa del lottatore.


-) Sapphire. Un infarto la uccise il 10 settembre 1996 a 61 anni.
Indimenticabile nel ruolo della fan che diventa in seguito manageressa del suo idolo Dusty Rhodes, arrivando a lottare al suo fianco a Wrestlemania VI.
Pochi mesi dopo tradisce l’amico quando viene “comprata” da Ted Dibiase, e lascia la federazione quasi immediatamente. Sul WWF Magazine verrà scritto che Dibiase si riprese tutti i suoi regali, mentre nella realtà Sensational Sherri dichiarerà che Sapphire soffrì il fatto di essere separata da Rhodes.
Nel dvd dedicato a Dusty, lo stesso American Dream ammise di aver chiesto di essere slegato dal personaggio di Sapphire, ma che McMahon lo convinse che rimanere in coppia fosse la scelta giusta.
-) Sir Oliver Humperdink. Deceduto per un tumore all’età di 62 anni il 20 marzo 2011.
Storico manager in Florida e nel circuito NWA, fece solo un breve periodo in WWF, debuttando al fianco di Bam Bam Bigelow nel 1987, quando era in corso una battaglia tra manager per accaparrarsi il contratto del lottatore, e poi accompagnando Paul Orndorff nella sua rivalità contro Rick Rude.
-) Mabel. Morto per infarto a 43 anni il 18 febbraio 2014.
Dopo un periodo in USWA in coppia con il futuro “Mo”, arrivarono in WWF con la gimmick dei rapper Men on a Mission, combattendo per il titolo a Wrestlemania 10, e vincendolo in house show qualche tempo dopo, seppur per un errore dello stesso Mabel, che non si alzò dal rivale dei Quebecers, obbligando l’arbitro a contare il pin vincente. Il titolo cambiò di mano due giorni dopo per ripristinare la situazione originale.
Ottenne buoni risultati diventando heel e vincendo il King of the ring 1995, e poi in seguito col personaggio di Viscera.
-) Ultimate Warrior. Deceduto l’8 aprile 2014 a 54 anni per un attacco cardiaco.
Dopo anni di litigi con la WWE ed il suo boss Vince McMahon, che lo portarono anche aad aggiungere legalmente nel suo nome quello di “Warrior”, le parti riuscirono a seppellire l’ascia di guerra, introducendo Ultimate nella hall of fame 2014.
Dopo 3 giorni di riappacificazioni nel weekend di Wrestlemania 30, Warrior tenne un discorso a Raw il 7 aprile, che sembrò quasi un presagio.
Si dimostrò sudato ed affannato in quella serata, ma nessuno pensò che potesse subire un infarto, cosa che purtroppo accadde nemmeno 24 ore dopo.
-) Machoman Randy Savage. Un infarto causò l’incidente stradale che lo fece schiantare contro un albero il 20 maggio 2011, all’età di 58 anni.
Purtroppo i rapporti tra lui e McMahon non si riuscirono a ricucire dopo l’addio di Savage nel 1994. Vince adorava Randy, ma lo voleva al commento, mentre Machoman sentiva di poter ancora dare tanto sul ring. A differenza di quanto fatto con altri, McMahon fece un comunicato di augurio a Randy durante la puntata di Raw successiva al suo addio, ma non accettò mai il passaggio ai rivali della WCW per quello che reputava quasi un figlio. Totalmente infondate le voci riguardanti rapporti sessuali tra Savage e la figlia di Vince, Stephanie (all’epoca diciottenne).
Verrà comunque introdotto nella hall of fame nel 2015.
-) Big Boss Man. Morto per attacco cardiaco a 41 anni, il 22 settembre 2004.
Pur senza vincere titoli nel periodo che abbiamo rivissuto, è stato un personaggio sempre presente negli show di punta della WWF, sia come heel sia come face.
Dopo il suo addio nel 1993 per andare in WCW, tornerà nel 1998 al fianco di Vince McMahon, seppur con alti e bassi.
Anche per lui arriva l’introduzione postuma nella hall of fame, precisamente in quella del 2016.
-) Texas Tornado Kerry Von Erich. Suicidatosi il 18 febbraio 1993 a soli 33 anni.
Dipendente da sempre dall’abuso di droghe, il 4 giugno 1986 fu vittima di un incidente motociclistico che lo portò all’amputazione del piede destro.
Campione NWA nel 1984 nel match tributo per il fratello deceduto David (il quale era in lizza per divenire egli stesso campione) e storico membro della federazione di famiglia WCCW, passò in WWF nell’estate del 1990 divenendo subito campione intercontinentale al posto dell’infortunato Brutus Beefcake.
Lasciò la federazione nel 1992, e la causa del suicidio va quasi sicuramente ricercata nella probabile incarcerazione che avrebbe seguito il suo ennesimo arresto per uso di sostanze illegali.
Fu il terzo fratello a suicidarsi, dopo Mike e Chris, ed il quarto a morire prematuramente (le circostanze di quanto avvenuto a David sono state oggetto di diverse ipotesi) ottenendo il triste appellativo di “Kennedy del wrestling”
L’intera famiglia Von Erich verrà introdotta nella hall of fame della WWE nel 2009.
-) Rowdy Roddy Piper. Deceduto il 31 luglio 2015 per un arresto cardiaco, soffriva da anni di problemi di salute.
Hall of famer WWE nel 2005, fu l’avversario principale di Hulk Hogan durante il boom della cosiddetta “Rock’n’wrestling connection” ed uno dei pochissimi a non essere mai schienato dall’Hulkster (il suo primo pin televisivo sarà contro Bret Hart a WM 8).
Si è cimentato anche nel ruolo di attore, ottenendo discreti risultati grazie ad “Essi vivono”, ed in quello di commentatore.
-) Dusty Rhodes (Virgil Riley Runnels). Deceduto il 10 giugno 2015 per un cancro allo stomaco, all’età di 69 anni
Il cosiddetto “American Dream” arrivò in WWF tardi, ma seppe costruirsi comunque un personaggio da ricordare, con il costume a pois ed il ruolo dell’uomo comune, in parte già utilizzato negli anni precedenti.
Grandissimo carisma, fu protagonista di rivalità con Big Boss Man, Machoking e Ted Dibiase, prima di lasciare la federazione per tornare dalla concorrenza, che aveva dovuto lasciare anni prima a causa di un sanguinamento in diretta a Starrcade ’88, cosa proibita dopo la recente acquisizione da parte del gruppo di Ted Turner (dove lui era anche booker).
Il nome Virgil fu dato al bodyguard di Ted Dibiase su suggerimento di Bobby Heenan, come presa in giro di Dusty, all’epoca booker nella rivale JCP (futura WCW). Quando lo stesso personaggio fu portato sugli schermi della WCW nel 1996, lo stesso Heenan consigliò il nome Vincent, cioè quello del rivale McMahon. Tuttavia, Bruce Prichard ha sempre negato che il nome Virgil fu scelto come scherno per Rhodes.
E’ stato introdotto nella WWE hall of fame nel 2007.
-) Paul Bearer. Un infarto l’ha stroncato il 5 marzo 2013 a 58 anni, ma da anni soffriva di problemi di salute che lo portarono ad aumentare notevolmente di peso.
Introdotto nella hall of fame nel 2014, è stato sempre legato al personaggio di Undertaker, sia come suo manager che come manager di qualche suo nemico.
Conosciuto nelle federazioni indipendenti come Percy Pringle (dove accompagnò lo stesso Mark Calaway) fu portato in WWF dall’amico Rick Rude, poco prima che Ravishing lasciò la federazione.
Condusse anche un segmento di interviste denominato “Funeral Parlor”.
-) Bastion Booger. Anche lui scomparso a causa di un attacco cardiaco, avvenuto l’11 settembre 2010 all’età di 53 anni.
Debuttò in WWF da face con la gimmick di un frate calvo, ma per alcune polemiche cambiò con quella heel di Booger, con la quale fece la prima apparizione rimediando la sconfitta per schienamento contro Virgil.
Anche in WCW interpretò una gimmick bizzarra, quella di Norman the lunatic, dopo aver lottato con discreti risultati nella Stampede Wrestling, sotto lo pseudonimo “Makhan Singh”.
Ritornò per un’apparizione nello speciale dedicato al 15° anno di Raw.
-) Luna Vachon. Deceduta il 27 agosto 2010 a 48 anni per abuso di droghe.
Adottata dalla celebre famiglia Vachon, si fece le ossa nei territori.
La sua assunzione fu particolare, in quanto si recò in WWF per il provino del suo futuro marito (Gangrel) ottenendo invece lei l’attenzione dei dirigenti, che però non seppero rintracciarla fin quando non fu trovata da un investigatore privato mentre lavorava in un ristorante.
Debuttò quindi a Wrestlemania IX per intraprendere una rivalità con Sensational Sherri, e poi schierandosi al fianco di Bam Bam Bigelow, esibendosi come una sorta di selvaggia.
Lasciò la WWF alla fine del 1994, per poi tornare con un personaggio diverso dal 1997 al 2000.
Perse quasi tutti i suoi averi in un incendio che colpì casa sua
-) Hercules. Deceduto il 6 marzo 2004 a 47 anni per un problema circolatorio.
Protagonista in WWF dal 1985 al 1992, in uno dei suoi ultimi incontri non “vendette” la powerbomb subita da Sid Justice.
Il suo maggiore successo può essere considerata la vittoria nella battle royal precedente Wrestlemania III, ma è stato comunque un discreto protagonista di quegli anni.
-) Hawk. Morto all’età di 45 anni il 19 ottobre 2003 per un infarto, poche ore dopo aver terminato alcuni lavori di trasloco.
Storico membro dei Road Warriors, fu spesso vicino alla WWF, ma il suo debutto assieme ad Animal ci fu solo nell’estate del 1990.
Pur dominando anche in World Wrestling Federation come fatto nelle altre federazioni, divenendo gli unici ad aver vinto le cinture nelle tre compagnie principali (WWF, NWA e AWA) i problemi di dipendenza di Hawk portarono al suo licenziamento dopo Summerslam 1992.
Fecero comunque in tempo ad ottenere altri ottimi risultati in WCW prima di tornare nuovamente in WWF, dove però i problemi di Hawk tornarono alla luce.
Assieme ad Animal fu inserito nella hall of fame del 2011.


Purtroppo ci sono parecchi atleti da ricordare, considerando tutti coloro che non hanno lottato in WWF o che l'hanno fatto nel periodo successivo a quello che stiamo narrando, mentre per quanto concerne le annate fino al 1994, è doveroso menzionare Miss Elizabeth, Mr. Perfect, British Bulldog, Yokozuna, Rick Rude, Owen Hart, Big John Studd, Dick Murdoch, Andrè the giant, Adrian Adonis, Mondoog Spot, Junkyard Dog, Jimmy del Ray.
Tra i jobbers citiamo Rick McGraw, Mike Bell, Stephan DeLeon, Chris Duffy, DJ Peterson e Joey Maggs, oltre ai già discussi Iron Mike Sharpe, Pez Whatley e Louie Spicolli.
Tra chi è deceduto ad oltre 70 anni per motivi difficilmente riconducibili alla carriera di lottatore, ci sono Chief Jay Strongbow, Captain Lou Albano, Black Jack Mulligan, Fabulous Moolah, Frenchy Martin, Classie Freddy Blassie, Mr. Fuj, George the animal Steele, Ivan Koloff e Jimmy Snuka.

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da RedandYellow » 13/08/2018, 18:57

Porca miseria della Hart Foundation (1997) rimane solo Bret... :cry: R.I.P. Anvil

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Luca Borgia » 13/08/2018, 19:37

Uno dei migliori tag team di fine anni 80 inizio 90, l'Hart Foundation. Hart e Neidhart si completavano bene e han funzionato ottimamente sia da heel con Jimmy Hart manager, sia da face, soprattutto dopo la loro piccola pausa come coppia (soprattutto Bret, tra fine 88 e 1989, fece diversi match e show da singolo) sul finire del decennio. Poi, la sconfitta a WM 7 e la separazione, non brusca. Neidhart come singolo non ha brillato molto: si è fatto notare in alcuni match nella seconda metà del 1994, in "società" con Owen Hart dopo i fatti di King of the Ring, ma poco altro. Anche in seguito, ruolo abbastanza da comprimario nella nuova Hart Foundation versione "stable", e jobber di lusso in WCW per qualche match successivo a Survivor Series 97. Mi spiace, era giovane (63 anni), ed è stato un protagonista degli show che quotidianamente cercavo di non perdere, da piccolo.

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Ludvig Borga » 13/08/2018, 19:52

Rip Jim Neidhart... che tristezza...

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da ironmaiden » 13/08/2018, 20:31

:'(
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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da ironmaiden » 13/08/2018, 21:11

praticamente con lui se ne sono andati i 4/5 della Hart Foundation… :'(
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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Colosso » 13/08/2018, 22:20

E' arrivato il commento di Bret sulla morte del cognato:

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da ironmaiden » 13/08/2018, 23:24

Colosso ha scritto:E' arrivato il commento di Bret sulla morte del cognato:

http://spaziowrestling.it/bret-hart-com ... m-neidhart



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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Hateful Eight » 13/08/2018, 23:52

RIP

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Colosso » 14/08/2018, 2:04

Condoglianze anche a Natalya. Ronda ha fatto un bel discorso per consolarla in apertura di Raw.
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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da ryogascorpio » 14/08/2018, 9:27

so che in passato aveva avuto diversi problemi,
mi sarebbe piaciuto rivederlo assieme a Bret in alcuni segmenti celebrativi.

Non era tra i miei preferiti, ma se ne va un altro pezzo della mia infanzia

rip

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Hart Foundation » 14/08/2018, 21:17

Le mie più sentite condoglianze.

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da RCLIB » 14/08/2018, 22:25

RIP

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da Boston Crab » 22/08/2018, 9:14

Purtroppo è morto Villano III, probabilmente a causa di un’emorragia cerebrale. Aveva 65/66 anni (sulla data di nascita ci sono fonti discordanti). E’ stato sicuramente una delle grandi star della lucha libre tra gli anni 70 e 80 ed insieme ai fratelli ha avuto una rivalità storica con i Los Brazos. Il suo match più ricordato è sicuramente quello in cui ha perso la maschera contro Atlantis in CMLL (votato come miglior match del 2000 dal Wrestling Observer e match del decennio da SuperLuchas).

Attualmente la sua eredità è raccolta dai due figli Villano III Jr. che lotta da un annetto in AAA e Hijo del Villano III che si sta allenando nel CMLL.

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Re: I nostri eroi ci lasciano: Jim Neidhart

da andreawarrior » 22/08/2018, 10:49

Condoglianze anche a Villano 3, i Los Villanos mi piacevano come personaggi, per il poco che ho visto.

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