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Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

Discuti qui di tutto quello che vuoi inerente al wrestling. Per la WWE è SPOILER (e quindi va segnalato accuratamente) tutto ciò che non sia stato ancora trasmesso da Sky Italia. Per le altre federazioni è SPOILER quanto non sia stato ancora trasmesso in TV negli USA.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Marco Frediani » 08/05/2019, 16:41

Glass Shatters ha scritto:
Marco Frediani ha scritto:
Guilty Fever ha scritto:La sovraesposizione del prodotto é un problema sopravvalutato.
Nel senso, indubbiamente quantità e qualità non vanno di pari passo, e quando scegli di gettarti sul consumo massivo cavalcando l'hype del momento difficilmente offri anche un prodotto dalla qualità artistica oggettivamente rilevante. Il problema della WWE é che non crea e non cavalca alcun hype.

Pensate al Marvel Cinematic Universe (che é palesemente l'ispirazione filosofica della WWE, guardate Reigns quanto é un personaggio smaccatamente superoistico). La strategia di marketing é la stessa che segue la WWE, la saturazione del mercato per cavalcare l'hype, tirano fuori tre, quattro o cinque film all'anno, e da un punto di vista critico probabilmente nessuno di questi ha un valore artistico in sé (valore che non ha neppure nelle intenzioni, sia chiaro), eppure attirano, incassano e soprattutto PIACCIONO alla propria fan base che del valore artistico oggettivo se ne sbatte giustamente le palle.

Il problema della WWE non sono le mille ore di prodotto in sé e per sé, é che quelle mille ore fanno tutte e mille cagare alla propria fan base che così non crea alcun hype né all'interno né all'esterno di sé.

Ps: ah ed Endgame s'incula vent'anni di WWE se non direttamente tutta la sua esistenza.


La Marvel ha indovinato quello che piace al pubblico: fracasso, effetti speciali, meme, starpower. E i numeri gli danno ragione, anche perchè è un prodotto pensato solo per vendere.
Per chi vuole profondità la Marvel offre altre cose.

Come ho scritto nel messaggio precedente, non è l'essere caciaroni la vera chiave del successo della Marvel per me, sennò qualsiasi blockbuster epico dovrebbe fare quelle cifre.
Hanno avuto questo successo perchè hanno portato qualcosa che nei fumetti è presente da sempre al cinema, ossia la serialità. Una cosa che il pubblico cinematografico non aveva mai visto prima. E hanno fatto affezzionare ai personaggi anche i non lettori dei fumetti perchè gli ha dato un percorso di evoluzione dei personaggi lungo 11 anni. Tutte cose che nei fumetti in realtà già c'erano, cose che sono presenti anche nel wrestling da sempre. Per questo per me in realtà il potenziale per fare bene è tanto . Perchè non devi inventarti nulla, devi solo fare quello che il wrestling ha sempre fatto meglio che puoi, ma loro non ci provano neanche.
Wrestling e cultura pop vanno sempre a braccetto.


Ma la serialità c'è sempre stata nel wrestling, specialmente nelle rivalità lunghe, come Austin/McMahon, in Steen Vs Generico, o in un certo senso anche in Okada/Tanahashi o nella AJPW anni 90 con la Royal Road di Giant Baba.
Io intendevo che i film Marvel non sono proprio questi superfilmoni a livello di trama o profondità dei personaggi (con le dovute eccezioni). Sono fumettoni con effetti speciali, una linea narrativa coerente (e mica poco, oggigiorno), e gli si deve riconoscere che danno l'idea di essere stati tutti pianificati a tavolino dall'inizio.
Un po l'idea che mi ha dato Fast And Furios dal quarto capitolo in poi, quando è diventato un franchise.
Sono prodotti che hanno capito i gusti del pubblico e lo accontentano.
Come negli anni '80 si cercava il Real American, c'era Hulk Hogan o Rocky contro Ivan Drago. Negli anni '90 gli antieroi, e quindi Austin.
Adesso che vuole il pubblico? Quello che chiedeva lo ha avuto a Wrestlemania, ma i ratings sprofondano lo stesso.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da ryogascorpio » 08/05/2019, 17:09

Ric777 ha scritto:
ryogascorpio ha scritto:Intanto parto dal presupposto che il wrestling non è fuori moda.
Il wrestling non è mai stato "di moda". Al massimo questa è la percezione che abbiamo avuto in Italia.


Non sono particolarmente d'accordo. Al di la dello zoccolo duro dei fan, in alcune epoca il wrestling è stato o è tornato "di moda" anche negli USA. Esempio stupido: nel primo episodio di Ultimate Spiderman, pubblicato a fine 2000 con il preciso intento di "modernizzare" le icone Marvel, per raffigurare un liceale compagno di classe di Peter, il disegnatore Marc Bagley gli fa indossare una maglietta blu con il logo di Smackdown e lo caratterizza come fan di wrestling. Se decidessero di fare un'operazione analoga oggi, secondo te il disegnatore farebbe ancora una scelta del genere? Una simile caratterizzazione verrebbe ancora recepita come moderna e contemporanea? Ho fatto questo esempio per non tornare agli anni '80 con il connubio WWF ed MTV altrimenti mi arrivano le critiche di essere un vecchio rimbecillito.


Sì ma se inviti Roman Reigns a Sanremo quest'anno non sanno nemmeno chi è.
In America un top nome è per sempre...

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da andreawarrior » 08/05/2019, 18:07

ryogascorpio ha scritto:
andreawarrior ha scritto:Si è parlato di cinema, fumetti, personaggi e lotta tra il bene e il male, ma per fare questo è necessario creare degli status mark coerenti e duraturi.

Ci deve essere un face stabilmente più forte degli altri, che si chiama topface, ci deve essere un heel stabilmente più forte degli altri, che si chiama top heel e topface e top heel si devono scontrare nel main event di wrestlemania, ma se i rapporti di forza cambiano ogni settimana, tutto questo va a farsi fottere e i fans si disorientano.

Strowman ad esempio era stato costruito come topface, ma poi all'ultimo è arrivato Rollins dal nulla, che gli ha tolto quel ruolo e tutto ciò ai fans non è piaciuto.

Cosa sarebbe successo se nel 1987 A Wrestlemania 3 Hulk hogan fosse stato messo da parte e al suo posto ci fosse andato un altro, a battere Andrè the giant? magari uno che per 8 anni è stato un midcarder?

un disastro.


Tutto giusto Andrea.
A parziale discolpa della WWE va detto che il modello da te proposto era più agevole da gestire quando gli show erano meno e di durata più ridotta.
Ora ci si ritrova nella condizione di dover far scontrare Tizio e Caio 10 volte in 2 mesi e se si vuole mantenere gli stessi status occorre usare qualsiasi stratagemma o la cosa rischia di sapere di già visto.

Un esempio abbastanza chiaro è la gestione del feud Aj Styles vs Samoa Joe dove il secondo ha SEMPRE perso pulito col primo. Il chè ha senso in un'ottica di coerenza (un po' meno in chiave mark).
Solo che quando la cosa accade tipo 8 volte in 2 mesi diventa quasi stucchevole

Pure questo sarebbe un falso problema, perché se devi fare 12 matches tra 2 wrestlers, fai dei pareggi, delle vittorie sporche di entrambi e nell'ultimo match il verdetto finale pulito, come hanno sempre fatto in Giappone, oppure vince pulito uno poi l'altro e l'hell in a cell finale, che stabilisce chi è più forte.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da ryogascorpio » 09/05/2019, 9:11

Sì è vero, ma è quello che dicevo prima.
Ovvero, finchè devi fare 5 match, te la puoi cavare col finale sporco, l'interferenza esterna, il count out eccetera

Ma se devi farne 10 (ad esempio) finisci col diventare terribilmente ripetitivo.

Un grande classico del wrestling è il cattivo che scappa dal buono. Lo puoi fare 1 o 2 volte prima della resa dei conti in pay per view.

Ma se lo fai 15 volte, dopo un po' diventa ridicola la cosa...

Quando citiamo l'era gimmick con nostalgia non è per mera retorica,
ma perché il wrestling si basa sull'hype. Vive di hype. E' quasi più importante l'attesa dell'evento stesso.

In un'epoca in cui hai troppi show, non fai nemmeno in tempo ad avere hype.

Per questo il modello NXT funziona. Purtroppo non è applicabile nel main roster.

Forse, se la AEW dovesse costringere la WWE alle corde (ma attualmente è quasi impossibile), potrebbero rivedere alcune cose.
Ma finchè i palazzetti non si svuotano o i diritti tv non crollano, è impensabile che la wwe faccia un passo indietro

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Titan Morgan » 09/05/2019, 9:45

I punti di forza e gli aspetti che hanno sempre reso il wrestling appetibile presso il pubblico sono la sua semplicità e la sua capacità di rinnovarsi rimanendo comunque uguale a se stesso.
La maggioranza del pubblico guarda il wrestling per "staccare", perché al contrario del football americano o del baseball, non ci sono decine di regole da imparare e tenere a mente o complicazioni che lo rendano stressante e difficoltoso da seguire.
Qualunque sia la strada che potrà portare ad un rinnovamento della WWE, dovrà comunque tener conto di questi fattori.
Qualcuno potrà obiettare che ormai le strade sono state tutte percorse, ma in realtà il wrestling ha sempre saputo rinnovarsi semplicemente adattandosi ai tempi ed alla società.
Per cui, quello che dovrebbero fare oggi, è lasciare intatte le basi del prodotto e la sua semplicità, adeguandosi però ai tempi che corrono. Gli anni ottanta sono stati il decennio degli eccessi e delle grandi personalità "colorate", gli anni novanta quello della ribellione e del politicamente scorretto... adesso?
In che epoca viviamo adesso? E badate bene, questo non significa necessariamente assecondare ciò che va per la maggiore nella società di oggi, bensì riuscire ad intercettare ciò che vorrebbe la stragrande maggioranza della gente nella società di oggi.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Ric777 » 09/05/2019, 10:18

Tutto giusto Manu, personalmente però non ho la minima idea su quale sia la risposta alle domande che poni. E probabilmente non ne hanno idea neanche Vince, Steph, Hunter ecc. Io ripongo le mie speranze in Shane (è una cosa a pelle, non è che abbia qualche dato concreto), ma ho come l'impressione che sia quello con meno potere decisionale e volontà di imporre le proprie idee.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Glass Shatters » 09/05/2019, 10:56

Titan Morgan ha scritto:I punti di forza e gli aspetti che hanno sempre reso il wrestling appetibile presso il pubblico sono la sua semplicità e la sua capacità di rinnovarsi rimanendo comunque uguale a se stesso.
La maggioranza del pubblico guarda il wrestling per "staccare", perché al contrario del football americano o del baseball, non ci sono decine di regole da imparare e tenere a mente o complicazioni che lo rendano stressante e difficoltoso da seguire.
Qualunque sia la strada che potrà portare ad un rinnovamento della WWE, dovrà comunque tener conto di questi fattori.
Qualcuno potrà obiettare che ormai le strade sono state tutte percorse, ma in realtà il wrestling ha sempre saputo rinnovarsi semplicemente adattandosi ai tempi ed alla società.
Per cui, quello che dovrebbero fare oggi, è lasciare intatte le basi del prodotto e la sua semplicità, adeguandosi però ai tempi che corrono. Gli anni ottanta sono stati il decennio degli eccessi e delle grandi personalità "colorate", gli anni novanta quello della ribellione e del politicamente scorretto... adesso?
In che epoca viviamo adesso? E badate bene, questo non significa necessariamente assecondare ciò che va per la maggiore nella società di oggi, bensì riuscire ad intercettare ciò che vorrebbe la stragrande maggioranza della gente nella società di oggi.

In parte è anche vero che viviamo in un decennio culturalmente molto povero, dove tutto è di consumo usa e getta e quindi è difficile creare qualcosa che duri e abbia un seguito costante senza il rischio di stancare dopo poco. Il wrestling da quando è diventato più spettacolo che lotta vera e propria ha sempre vissuto di cavalcare i tempi e la cultura pop dell'epoca. Da Hogan eroe Reganiano a Austin simbolo della moda degli anni 90, ossia gli antieroi.
E' molto difficile capire lo zeitgeist dell'ultimo decennio, ma per tutti:dal cinema, ai fumetti, alla musica, al cinema...è forse l'epoca più culturalmente povera da molti decenni a questa parte. E anche il wrestling ne è un riflesso.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Jagger » 09/05/2019, 11:40

Ric777 ha scritto:Tutto giusto Manu, personalmente però non ho la minima idea su quale sia la risposta alle domande che poni. E probabilmente non ne hanno idea neanche Vince, Steph, Hunter ecc. Io ripongo le mie speranze in Shane (è una cosa a pelle, non è che abbia qualche dato concreto), ma ho come l'impressione che sia quello con meno potere decisionale e volontà di imporre le proprie idee.


Tecnicamente Shane ha lo stesso potere decisionale di Kevin Owens. Dal suo ritorno nel 2016 ha sempre avuto un contratto da performer, non ha alcun effettivo ruolo dirigenziale. Poi se padre, sorella e cognato lo ascoltano comunque non lo so e non lo può sapere nessuno, ma a livello di "potere" Shane proprio non ne ha.

In topic, suonerò nichilista ma secondo me il wrestling (almeno come lo conosciamo noi) è destinato a morire. Una morte lenta e progressiva, ma irreversibile. Un po' come sta morendo il circo, che per certi versi è la forma d'intrattenimento più vicina.
Il prodotto è in crisi d'identità. Forte crisi d'identità. Cosa vuole essere, al giorno d'oggi?
- Uno spettacolo dal vivo? Nell'era di Youtube, Facebook e social?
- Una fiction? Nell'era in cui la serialità televisiva è stata sdoganata come forma d'arte non inferiore al cinema?
- Uno sport? Nell'era in cui qualsiasi gonzo ha a disposizione dozziliardi di contenuti sportivi, compresi sport di lotta con intrattenimento simile ai feud come le MMA?
Il punto è che, da qualsiasi punto la si guardi, il wrestling è sorpassato e/o ha alternative migliori.
Ripeto, sarò nichilista, ma per me la crisi è irreversibile e può solo essere tamponata. Nello specifico della WWE e del breve periodo, io cercherei di differenziare gli show il più possibile (l'esatto contrario di quello che stanno facendo ora insomma), in modo da avere uno show "telefilmesco" e uno "sportivo", attirando entrambi i tipi di pubblico e dando un senso a tutte quelle ore di programmazione.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da RCLIB » 09/05/2019, 15:23

Guardando l'ultima puntata di Raw mi sono accorto di tante cose che non sopporto più :
- Gli inizi sono tutti uguali, arriva qualcuno, dopo interviene un altro, e così via, fino ad annunciare o l'opener o il main event
- Gli atleti passano troppo velocemente dall'essere forti all'essere schiappe in base all'essere face o heel, per dire, Lashley ha battuto Reigns, dopo sei mesi perdeva pulito con Elias.
- Troppi match e segmenti inutili, questa è colpa probabilmente della durata, però che palle quando dopo due ore scappano fuori dei mid carders per un incontro che non cambierà nulla.
- Tutto inizia e tutto finisce nella stessa puntata, non creano hype per la successiva.
- Mancanza di storie interessanti, sono sempre le stesse, che però non vengono mai approfondite
- Atleti che non riescono ad esprimersi al 100%, personaggi non approfonditi e mai veramente presentati
La cosa che adesso alcuni atleti possono cambiare roster è una gran vaccata, spero duri poco, sono curioso di vedere la AEW, se riescono a trovare un ottimo connubio tra storie, lottato e personaggi possono farcela, sicuramente su certe cose sembrano già partire a favore contro la WWE.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da RCLIB » 09/05/2019, 15:30

La mia idea prima di leggere tutti i commenti è che la WWE non deve pensare di essere uno sport, ultimamente tra i fans va questa moda di pensare al wrestling come uno sport, di limitarsi al grande match, ma la WWE é altro, il wrestling è sempre stato storie, personaggi, quasi come un fumetto o una serie TV, personaggi unici oggi non ci dono più perché la WWE (Triple H su tutti) segue questa nuova politica di pensare solo al lottato.
Io dei match a 5 stelle a cavolo non me ne faccio nulla, rivoglio i personaggi di una volta, di quelli ci si appassiona a e ci si innamora a. Non scredito i wrestler attuali perché secondo me sono vittime di questa nuova politica, perché AJ Styles in Giappone aveva un gran personaggio, sviluppato, approfondito, potevi capire perché agiva in determinati modi, ora è semplicemente '' Il fenomenale'' senza altra storia dietro, e questo discorso lo si può applicare a tutti.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Titan Morgan » 09/05/2019, 17:14

Glass Shatters ha scritto:In parte è anche vero che viviamo in un decennio culturalmente molto povero, dove tutto è di consumo usa e getta e quindi è difficile creare qualcosa che duri e abbia un seguito costante senza il rischio di stancare dopo poco. Il wrestling da quando è diventato più spettacolo che lotta vera e propria ha sempre vissuto di cavalcare i tempi e la cultura pop dell'epoca. Da Hogan eroe Reganiano a Austin simbolo della moda degli anni 90, ossia gli antieroi.
E' molto difficile capire lo zeitgeist dell'ultimo decennio, ma per tutti:dal cinema, ai fumetti, alla musica, al cinema...è forse l'epoca più culturalmente povera da molti decenni a questa parte. E anche il wrestling ne è un riflesso.


Condivido in larga parte quello che hanno scritto Jagger e RCLIB, ma volevo concentrarmi su questo interessante punto di vista espresso da Glass Shatters.
Quello che scrivi, ovvero che stiamo vivendo nell'epoca della povertà culturale e del consumo usa e getta, è probabilmente vero, ma ciò che volevo intendere nel mio intervento precedente quando ho scritto "questo non significa necessariamente assecondare ciò che va per la maggiore nella società di oggi, bensì riuscire ad intercettare ciò che vorrebbe la stragrande maggioranza della gente nella società di oggi" era proprio: ok, questa è la società di oggi, ma siamo sicuri che alla gente vada bene che sia così? Oppure stiamo tutti subendo passivamente un modello che ci viene imposto dall'alto?
Se fosse quest'ultimo il caso, allora vorrebbe dire che il pubblico sta semplicemente aspettando un punto di rottura, qualcosa che vada contro a questo modello imposto e che in qualche modo li faccia tornare a sognare.
Fu così nel 1984 con l'esplosione della Hulkamania, fu così nel 1998 con la ribellione di Stone Cold Steve Austin... e se anche stavolta il pubblico stesse proprio aspettando qualcosa in cui possano realmente identificarsi, qualcosa o qualcuno che vorrebbero essere ma che non possono perché l'attuale modello di società calato dall'alto lo impedisce?
Forse sta proprio in questo la formula segreta per riuscire ad innovare ancora una volta il prodotto WWE.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Glass Shatters » 10/05/2019, 0:49

Titan Morgan ha scritto:
Glass Shatters ha scritto:In parte è anche vero che viviamo in un decennio culturalmente molto povero, dove tutto è di consumo usa e getta e quindi è difficile creare qualcosa che duri e abbia un seguito costante senza il rischio di stancare dopo poco. Il wrestling da quando è diventato più spettacolo che lotta vera e propria ha sempre vissuto di cavalcare i tempi e la cultura pop dell'epoca. Da Hogan eroe Reganiano a Austin simbolo della moda degli anni 90, ossia gli antieroi.
E' molto difficile capire lo zeitgeist dell'ultimo decennio, ma per tutti:dal cinema, ai fumetti, alla musica, al cinema...è forse l'epoca più culturalmente povera da molti decenni a questa parte. E anche il wrestling ne è un riflesso.


Condivido in larga parte quello che hanno scritto Jagger e RCLIB, ma volevo concentrarmi su questo interessante punto di vista espresso da Glass Shatters.
Quello che scrivi, ovvero che stiamo vivendo nell'epoca della povertà culturale e del consumo usa e getta, è probabilmente vero, ma ciò che volevo intendere nel mio intervento precedente quando ho scritto "questo non significa necessariamente assecondare ciò che va per la maggiore nella società di oggi, bensì riuscire ad intercettare ciò che vorrebbe la stragrande maggioranza della gente nella società di oggi" era proprio: ok, questa è la società di oggi, ma siamo sicuri che alla gente vada bene che sia così? Oppure stiamo tutti subendo passivamente un modello che ci viene imposto dall'alto?
Se fosse quest'ultimo il caso, allora vorrebbe dire che il pubblico sta semplicemente aspettando un punto di rottura, qualcosa che vada contro a questo modello imposto e che in qualche modo li faccia tornare a sognare.
Fu così nel 1984 con l'esplosione della Hulkamania, fu così nel 1998 con la ribellione di Stone Cold Steve Austin... e se anche stavolta il pubblico stesse proprio aspettando qualcosa in cui possano realmente identificarsi, qualcosa o qualcuno che vorrebbero essere ma che non possono perché l'attuale modello di società calato dall'alto lo impedisce?
Forse sta proprio in questo la formula segreta per riuscire ad innovare ancora una volta il prodotto WWE.

Molto probabile. Come dicono spesso nelle aziende "il consumatore non sa davvero cosa vuole", e devi essere tu a farglielo scoprire.
Eppure il wrestling ha da sempre nel DNA elementi che si sposano con le mode recenti, tipo l'esplosione di popolarità della cultura nerd al di fuori dei nerd (con la moda dei fumetti, cinecomic, videogiochi, serie tv) e la serialità che si propaga per anni (i feud più amati di sempre sono quelli più lunghi e duraturi, da Austin - McMahon, a Hart - HBK, a WCW vs NWO).

Per questo per me il problema non è il wrsetling in sè, perchè ha elementi che si sposano con le cose più popolari recenti. Il wrestling stesso è vista generalmente come una cosa da nerd, proprio come i fumetti...che una volta l'italiano medio derideva e che invece oggi si ritrova a vedere Endgame in prima fila. Il problema non è il prodotto in sè, ma il TIPO di prodotto che ci propongono.

Non dico un terzo boom dopo gli anni 80 e 90, perchè comunque sono altri tempi (basti pensare a Endgame...incassa 2 miliardi di dollari in 2 settimane, quindi di una popolarità assurda, eppure le vendite dei fumetti restano basse, perchè con telefoni e tecnologia sono cambiati i media e i tipi di intrattenimento). Stesso discorso di Endgame-fumetti ma applicato al wrestling: il wrestling può pure tornare super popolare, ma i rating non saranno mai più stellari, perchè anche qui sono cambiati i media, perchè la TV con lo streaming, Youtube e mille altre cose non la vede più nessuno.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Ric777 » 10/05/2019, 10:15

Glass Shatters ha scritto: proprio come i fumetti...che una volta l'italiano medio derideva e che invece oggi si ritrova a vedere Endgame in prima fila.


Super OT: La cosa di cui non mi capacito è che buona parte di coloro che si ritrovano in prima fila a vedere Endgame i fumetti continuano a deriderli. Non dico che debbano iniziare a leggerli (anche se ovviamente mi farebbe piacere) ma almeno non schifarli.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Glass Shatters » 10/05/2019, 13:01

Ric777 ha scritto:
Glass Shatters ha scritto: proprio come i fumetti...che una volta l'italiano medio derideva e che invece oggi si ritrova a vedere Endgame in prima fila.


Super OT: La cosa di cui non mi capacito è che buona parte di coloro che si ritrovano in prima fila a vedere Endgame i fumetti continuano a deriderli. Non dico che debbano iniziare a leggerli (anche se ovviamente mi farebbe piacere) ma almeno non schifarli.

Perchè i fumetti sono arte, e chi non apprezza l'arte prima non può apprezzarla neanche dopo. Dire "non mi piacciono" è legittimo, deriderli è da scemi.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Marco Frediani » 10/05/2019, 13:23

Ric777 ha scritto:
Glass Shatters ha scritto: proprio come i fumetti...che una volta l'italiano medio derideva e che invece oggi si ritrova a vedere Endgame in prima fila.


Super OT: La cosa di cui non mi capacito è che buona parte di coloro che si ritrovano in prima fila a vedere Endgame i fumetti continuano a deriderli. Non dico che debbano iniziare a leggerli (anche se ovviamente mi farebbe piacere) ma almeno non schifarli.


Immagino sia moda.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da andreawarrior » 10/05/2019, 15:19

Comunque visto che si parla di innovare il prodotto, vorrei sapere quali tipi di face e topface vanno di moda nei fumetti di oggi?

Dopo gli eroi anni 80 e gli antieroi anni 90, adesso cosa va di moda?
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Legend94 » 10/05/2019, 15:36

Ric777 ha scritto:
Glass Shatters ha scritto: proprio come i fumetti...che una volta l'italiano medio derideva e che invece oggi si ritrova a vedere Endgame in prima fila.


Super OT: La cosa di cui non mi capacito è che buona parte di coloro che si ritrovano in prima fila a vedere Endgame i fumetti continuano a deriderli. Non dico che debbano iniziare a leggerli (anche se ovviamente mi farebbe piacere) ma almeno non schifarli.


La Disney e riuscita a rendere solo i film degli avengers una moda, qualcosa di cool, i fumetti no

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Colosso » 10/05/2019, 15:58

andreawarrior ha scritto:
Dopo gli eroi anni 80 e gli antieroi anni 90, adesso cosa va di moda?


Gli eroi caratteristici di questo periodo sono quelli politicamente corretti (eroi gay, donne, afroamericani, asiatici, musulmani) ma non si può dire che vadano di moda perchè il pubblico di riferimento restano i maschi bianchi che non supportano questi personaggi.
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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da IrishCurse » 10/05/2019, 16:26

Colosso ha scritto:
andreawarrior ha scritto:
Dopo gli eroi anni 80 e gli antieroi anni 90, adesso cosa va di moda?


Gli eroi caratteristici di questo periodo sono quelli politicamente corretti (eroi gay, donne, afroamericani, asiatici, musulmani) ma non si può dire che vadano di moda perchè il pubblico di riferimento restano i maschi bianchi che non supportano questi personaggi.


Se fossi un accanito lettore di fumetti, e non lo sono, pure a me ovviamente non interesserebbero eroi gay a meno che non subentrasse un discorso lesbo. Ma donne perché no? Se poi sono pure fighe e in tute sexy l’interesse dovrebbe venire da sé.

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Re: Innovare il prodotto WWE: sì, ma come?

da Colosso » 10/05/2019, 16:39

IrishCurse ha scritto:
Se fossi un accanito lettore di fumetti, e non lo sono, pure a me ovviamente non interesserebbero eroi gay a meno che non subentrasse un discorso lesbo. Ma donne perché no? Se poi sono pure fighe e in tute sexy l’interesse dovrebbe venire da sé.


Ma infatti sono sempre esistite supereroine donne. Il trucco è di metterle al posto di eroi titolari che sono stati sempre e solo uomini, come Thor e Wolverine rimpiazzati da due donne.
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