Sociologia, fenomenologia e dintorni

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Y2F
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Y2F »

BeforEvolution ha scritto:Spiegamelo, fenomeno.
Se riesci a convincermi che in quello che ha detto BigMan non vi è una discriminazione sessuale, ti mando i soldi su Paypal.
Cristoddio, solo sui forum di wrestling, uno arriva e dice che le sudamericane portano le malattie veneree, che le scandinave non convengono perché sono troppo istruite e non si fanno sfruttare, e la gente li difende pure.
Io mi chiedo davvero dove e come vivete, figa.
Perché il sessimo non sta in queste cose quanto piuttosto nella discriminazione sociale (es. per uno la donna non farà mai certi tipi di lavoro, li sta la discriminazione diobo), nell'ambiente lavorativo e altro non per due frasi del ca**o che una qualsiasi donna potrebbe dire ad uomo( è grasso, gli uomini sono tutti stronzi, o commenti sull'aspetto).

Tu a Big non devi dirgli che è misogino per due frasi del ca**o. Tu devi dirgli che è un c******e.
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Y2F »

BeforEvolution ha scritto:Comunque menomale che ho capito che sei 3:16, ti avevo salutato credendo fossi qualcun altro tipo KTW.
Invece dopo i messaggi che hai scritto a Kirk e a Mysto ho capito che eri tu, e sei rimasto esattamente come ti ricordavo.
Cosa sarà questo, il decimo nick che crei perché ti bannano?
E sti cazzi? Cioè davvero dovrei sentirmi offeso per sta roba?
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TacitusKilgore
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da TacitusKilgore »

Ricapitolando:
BE tappati le orecchie.
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BeforEvolution
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da BeforEvolution »

Y2F ha scritto: Perché il sessimo non sta in queste cose quanto piuttosto nella discriminazione sociale (es. per uno la donna non farà mai certi tipi di lavoro, li sta la discriminazione diobo), nell'ambiente lavorativo e altro non per due frasi del ca**o che una qualsiasi donna potrebbe dire ad uomo( è grasso, gli uomini sono tutti stronzi, o commenti sull'aspetto).
Tu a Big non devi dirgli che è misogino per due frasi del ca**o. Tu devi dirgli che è un c******e.[/quote]

Al di là del fatto che non ho mai detto che tollero le donne che dicono frasi del genere, né che difendo le donne sempre e comunque, ma vedo che devo specificarlo perché qualcuno qua non ci si arriva, rispondo.
Sai cosa zio, il fatto è che quello che dici tu, come la discriminazione sociale, si va a creare proprio perché c'è gente che la pensa come BigMan.
Figa, se uno al bar mi dice "sti africani che ci rubano il lavoro" non lo liquido pensando "massì, è una frase del ca**o", perché se uno dice una cosa del genere evidentemente non sarà certo predisposto all'accoglienza e alla fiducia verso queste persone.
Se uno dice che le donne devono pensare a far rizzare il ca**o, il mio pensiero è questo.

Ma non ritenerti offeso, figurati. Semplicemente i tuoi post e i tuoi ban ti qualificano come personaggio. Buttami un altro sticazzi, dai.
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Y2F
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Y2F »

BeforEvolution ha scritto:
Y2F ha scritto: Perché il sessimo non sta in queste cose quanto piuttosto nella discriminazione sociale (es. per uno la donna non farà mai certi tipi di lavoro, li sta la discriminazione diobo), nell'ambiente lavorativo e altro non per due frasi del ca**o che una qualsiasi donna potrebbe dire ad uomo( è grasso, gli uomini sono tutti stronzi, o commenti sull'aspetto).
Tu a Big non devi dirgli che è misogino per due frasi del ca**o. Tu devi dirgli che è un c******e.
Al di là del fatto che non ho mai detto che tollero le donne che dicono frasi del genere, né che difendo le donne sempre e comunque, ma vedo che devo specificarlo perché qualcuno qua non ci si arriva, rispondo.
Sai cosa zio, il fatto è che quello che dici tu, come la discriminazione sociale, si va a creare proprio perché c'è gente che la pensa come BigMan.
Figa, se uno al bar mi dice "sti africani che ci rubano il lavoro" non lo liquido pensando "massì, è una frase del ca**o", perché se uno dice una cosa del genere evidentemente non sarà certo predisposto all'accoglienza e alla fiducia verso queste persone.
Se uno dice che le donne devono pensare a far rizzare il ca**o, il mio pensiero è questo.

Ma non ritenerti offeso, figurati. Semplicemente i tuoi post e i tuoi ban ti qualificano come personaggio. Buttami un altro sticazzi, dai.[/quote]

Sti cazzi.
Mr. Mackey
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Mr. Mackey »

Parlando invece di amicizie, voi credete nella possibilitá di poter farsi nuovi amici una volta usciti dalla scuola? per mie esperienza tutte le amicizie coltivate tra lavoro, uffici, hobby, etc... sono mezze amicizie oppure amicizie forzate destinate a durare ben poco.
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Colosso
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Colosso »

Mr. Mackey ha scritto:Parlando invece di amicizie, voi credete nella possibilitá di poter farsi nuovi amici una volta usciti dalla scuola? per mie esperienza tutte le amicizie coltivate tra lavoro, uffici, hobby, etc... sono mezze amicizie oppure amicizie forzate destinate a durare ben poco.
Personalmente no, pure degli studi dimostrano che le amicizie fatte in età matura sono meno profonde, sentite e durevoli di quelle che si stringono da ragazzi.
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ironmaiden
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da ironmaiden »

mah...dipende pure dalla nostra predisposizione e dalle persone che si ha la fortuna di incontrare.
Penso che pure i primi anni di università siano adatti a fare nuove amicizie.
io paradossalmente alle medie qualche amico, pur in un ambiente ostile, me lo ero fatto, alle superiori solo uno. All'università qualcuno avrei pure potuto coltivarlo meglio. Ma purtroppo nel mio caso la colpa sta in me che sono apatico e non mi va di fare nulla. senza considerare che lo studio mi ha sempre pesato parecchio, portandomi a fare le nottate sin dalle medie e superiori, quindi cmq tempo per attività ricreative non ne avevo. cmq in età da fine università ho conosciuto altre persone, ma erano amici di mio fratello, che si era fatto cmq a scuola o nei primi anni di università.
In generale sicuramente è più difficile fare amicizie dopo una certa età o fase della vita, ma non impossibile.
in fin dei conti ti può andare male addirittura nel periodo della scuola che dovrebbe essere il più propenso, e andarti meglio all'università o a lavoro.
io ad esempio se per strada vedo un ex compagno di superiori faccio finta di non riconoscerlo e non vederlo. (tranne quell'unico di cui parlavo prima, benché con un carattere particolare che mi ha portato per alcuni anni a non frequentarlo molto, ma che cmq è l'unica persona che è valsa la pena frequentare).
In generale è che a me secca uscire e fare tutto, quando andavo a scuola era acuito dal fatto che dovevo prendere voti alti e i compiti erano moltissimi, quindi studiavo notte e fine settimana. all'università è andata peggio come mole di studio e per di più avevo l'obbligo della frequenza, quindi passavo 8-10 ore al giorno a lezione. ho fatto qualche amicizia in biblioteca, dato che siccome ci studiava mio fratello iniziai ad andare pure io, ma appena lui e gli altri si laurearono e rimasi da solo ho conosciuto solo persone negative, al cui solo pensiero di incontrare per strada mi viene la nausea.
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Mr. Mackey
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Mr. Mackey »

ma poi io sono convinto che per coltivare una amicizia vera come minimo é necessario un livello intelletuale simile, stessa estrazione sociale, idee simili. La simpatia e il hobby in comune non basta. Per dire, io posso vedermi la mia squadra di calcio con un gruppo di tifosi, oppure posso andare al concentro con un gruppo di persone che hanno i miei stessi gusti musicali e magari ci conosciamo attraverso un fan-page, o un concentro precedente. Ma essi sono solo amici occasionali, gente con cui mi vedo per l'occasione e stop, non amici con cui confidarsi intimamente.
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ironmaiden
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da ironmaiden »

Mr. Mackey ha scritto:ma poi io sono convinto che per coltivare una amicizia vera come minimo é necessario un livello intelletuale simile, stessa estrazione sociale, idee simili. La simpatia e il hobby in comune non basta. Per dire, io posso vedermi la mia squadra di calcio con un gruppo di tifosi, oppure posso andare al concentro con un gruppo di persone che hanno i miei stessi gusti musicali e magari ci conosciamo attraverso un fan-page, o un concentro precedente. Ma essi sono solo amici occasionali, gente con cui mi vedo per l'occasione e stop, non amici con cui confidarsi intimamente.
diciamo che allora di hobby e interessi in comune ne servono ben più di uno, che ti porta magari a vederti per una partita o un concerto o una sessione di gare di mini4wd...se sommi queste cose alla fine arrivando ad un bel po' di hobby in comune, allora se ci si trova davvero spesso a condividere molteplici esperienze allora ci potrà pure essere amicizia. Ma comunque un'amicizia non necessariamente deve avere in comune qualche hobby, ma forse questo vale per quelle di vecchia data sorte nell'infanzia o nelle scuole primarie
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Aaron Kirk »

Mr. Mackey ha scritto:ma poi io sono convinto che per coltivare una amicizia vera come minimo é necessario un livello intelletuale simile, stessa estrazione sociale, idee simili.
Lel ottima ricetta se vuoi essere amico di te stesso e basta.
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AL Snow
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da AL Snow »

Le amicizie secondo me nascono e si cementano tramite esperienze in comune. Da ragazzi si fanno molte più cose insieme agli amici quindi viene più naturale, andando avanti tra lavoro e relazioni stabili il tempo con gli amici si riduce a qualche serata nei week end e trovare tempo significativo per fare nuove amicizie è difficile ma non impossibile.
Mia cognata ad esempio ha un fidanzato da circa un anno, io sono uno che ci mette un pò a dare confidenza, ma devo dire che piano piano un'amicizia sta nascendo proprio perchè ci si vede parecchio e ci capita anche spesso di fare cose assieme. Ovvio che ci deve anche essere una certa affinità di carattere.
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Aaron Kirk »

AndyLewis ha scritto:Le amicizie secondo me nascono e si cementano tramite esperienze in comune. Da ragazzi si fanno molte più cose insieme agli amici quindi viene più naturale, andando avanti tra lavoro e relazioni stabili il tempo con gli amici si riduce a qualche serata nei week end e trovare tempo significativo per fare nuove amicizie è difficile ma non impossibile.
Mia cognata ad esempio ha un fidanzato da circa un anno, io sono uno che ci mette un pò a dare confidenza, ma devo dire che piano piano un'amicizia sta nascendo proprio perchè ci si vede parecchio e ci capita anche spesso di fare cose assieme. Ovvio che ci deve anche essere una certa affinità di carattere.
Hai centrato il punto sostanzialmente.
In genere le amicizie mantenute più a lungo (chiaro che 'sta cosa non si applica indistintamente a tutti) sono quelle con un alto livello di vicinanza funzionale.
Cos'è la vicinanza funzionale? È abbastanza autoesplicativo: meno è il lavoro che dobbiamo compiere per incontrarci con una persona, più questa persona ci è funzionalmente vicina. Se ha tempo libero quando ce l'ho io, scende quando scendo io, andiamo nella stessa piazzetta, roba del genere.
Le caratteristiche come "livello intellettivo" in realtà significano poco, non è che Mackey è una persona brillante che avrà chissà che difficoltà a incontrare gente che lo capisce, è che gli piace affibbiare queste caratteristiche ai suoi amici... caratteristiche che possono facilmente adattarsi a qualunque persona e danno l'illusione di essere particolarmente selettivo.
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Mr. Mackey »

Un fenomeno recente mi sembra quello della socialità a tutti costi: esco con gli altri, mai da solo! Vedo una massificazione assoluta, più siamo meglio è, etc...

Da settembre ho provato di uscire con 2 donne e con entrambe è successa la stessa cosa: si sono presentati in gruppo! La prima volta ho provato a "scollegarla" dal gruppone, ma non c'era verso. La seconda volta appena ho visto che erano almeno in 10 ho tagliato corto.

le donne di oggi spesso si lamentano che non vengono più cagate, ma non riescono capire che non vengono cagate perchè si presentano sempre in massa, e la massa da fastidio per l'approccio singolista.
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ironmaiden
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da ironmaiden »

@Mackey, sinceramente non saprei che dirti. Può essere che sia così come dici tu. Non so se dipende anche dal contesto socio-geografico. Io onestamente qui da me non so come funzioni di preciso, visto che ormai vivo praticamente recluso in casa o esco per andare in studio, fare spesa, andare dal medico e cose così.
Tendenzialmente però penso che in una prima uscita ci può stare che si esca in gruppo se vogliono presentarti una persona, o magari anche per evitare una sorta di paura-imbarazzo-disagio nel trovarsi da soli con una persona che si conosce da poco.
C'è ad ogni modo da considerare che rimane lo stesso una cosa accettabile, ma fino ad un certo punto. Io direi che possa capitare nel 50% dei casi. Ma nel resto del 50% mi aspetterei una cosa diversa...mi spiego: se chiedo ad una ragazza di uscire, orientativamente se non ci ero mai uscito prima in altre occasioni anche di gruppo, mi aspetterei che magari non subito alla prima occasione, ma per lo meno alla seconda, accetti di uscire in 2.
Poi dipende pure dalla timidezza di questa persona, ovvio, o da quanto ci si conosce prima dell'invito ad uscire.
Se è una persona con cui hai parlato una manciata di volte, è più prevedibile voglia uscire in gruppo.
Se invece, ad esempio, ci si vede, chessò, per lavoro, per studio, da qualche tempo (immagino una persona che in ufficio si incontra quasi quotidianamente) invece le probabilità che si lanci subito in un appuntamento a 2 sia più alta.

Per me anche se ti danno fastidio queste uscite a gruppi, se ti interessa realmente quella persona o in generale l'avere una relazione, dovresti provare a sforzarti ad uscirci e a fare buon viso a cattivo gioco diciamo, mandando giù il rospo di una cosa che magari non sopporti, come l'uscire in gruppo comunque con dei potenziali sconosciuti. Secondo me se un feeling esiste è pronto a sbocciare e magari alla seconda uscita potreste essere voi 2 soltanto.
Per esperienza personale (una cosa capitata ormai 10 anni fa) secondo me potrebbe essere che sciupi una occasione nel non uscire anche in gruppo.
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Mr. Mackey »

Ironmaiden!

Il fatto è che in gruppo ci si snatura sempre, almeno io. Non riesco rendere come nelle uscite a 2. Poi io faccio fatica parlare sopra gli altri, spesso dunque capita che mentre io parlo arriva un'altro che mi parla sopra e finisco fuori discussione.

Quello che mi da fastidio è che per moltissime donne uscire fuori da sola è diventato inconcepibile, una stranezza. Se non si è in grupponi di 10 persone allora non si esce. Collettività forzata di merda!
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da ironmaiden »

Mr. Mackey ha scritto:

Poi io faccio fatica parlare sopra gli altri, spesso dunque capita che mentre io parlo arriva un'altro che mi parla sopra e finisco fuori discussione.

Quello che mi da fastidio è che per moltissime donne uscire fuori da sola è diventato inconcepibile, una stranezza. Se non si è in grupponi di 10 persone allora non si esce.
quello da fastidio anche a me. si crea in effetti confusione perché si parla un po' tutti e ci si parla di sopra di conseguenza. uno poi finisce che sta zitto e si limita ad ascoltare (che poi in base al gruppo magari ci si annoia anche)…

un po' riflettendoci, però è strano sai? da quel che mi dicevi hai più di 40 anni, e in effetti è un comportamento bizzarro, quasi infantile, che delle donne a questa età sfuggano da una uscita a 2, rifugiandosi nel gruppo...più ci penso a quello che hai raccontato più mi sembra una cosa "poco da adulti"...che sia una cosa generazionale, o geografica?

per il resto come va? nelle ultime settimane si è smossa qualcosa?
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Glass Shatters »

Che le amicizie che si fanno da ragazzi (diciamo prima dei 30 anni come il mio caso) reggano di più è vero. Perchè è un età in particolare in cui si passa continuamente per esperienze formative, che può essere l'andare a vivere da soli, i primi viaggi per conto proprio, le prime storie più serie di quelle che puoi farti al liceo ecc...insomma, la condivisione delle esperienze che andranno a formare il tuo essere adulto non fa che legarti ancora di più a certe persone. Perchè è proprio quella fascia d'età ad essere importante. Per la questione donne io la vedo cosi: noi uomini siamo più stupidi per molti versi (abbastanza stupidi da considerare una ragazza una troia una se è stata con più di 2 uomini in vita propria), ma loro sono più pazze, proprio ai limiti dell'instabilità mentale a volte. Noi siamo scemi, loro pazze. Ci equilibriamo.
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da ironmaiden »

Ottima analisi! :D
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Re: Sociologia, fenomenologia e dintorni

Messaggio da Mr. Mackey »

non vi sembra che ci sia una nuova forma di cattiveria in giro? Mi riferisco a queste bande quasi sempre inter-razziali (ma non necessariamente) formato da 4-5 persone che girano tra discoteche e altri pub, ad occhio tra i 16-24 anni.

Non sono più le bande di ragazzi poveri che ti accerchiano per rubarti il telefonino o l'orologio, sono ragazzi nella media quasi sempre agiati, figli di papà, che fanno del bullismo il loro modus vivendi. Non rubano neanche, semplicemente ti sfottono cosi a caso, e se reagisci ti gonfiono pure di botte, visto che loro sono prevalentemente in gruppetti da 5 e sfottono solo una persona sola o al massimo due.

vi scrivo due esempi che mi sono capitati di recente, uno a Torino e l'altro ad Oulx:

Vengo fermato per strada da un gruppetto di 4 ragazzi, giovanissimi, vestiti bene e con il classico slang da strada che ormai credo sia anche una specie di auto-parodia, tipo il fra ripreso dal bro anglosassone, etc. Mi chiedono di una via che stanno cercando, non la conosco, partono subito con gli insulti, sputi, etc... io sono pure preso dalla rabbia, però di certo non vado sfidare quattro persone probabilmente muniti pure di coltello o lame varie. Dunque mi tocca fare la figura di quello che non reagisce, tutto umiliato.

Ad Oulx invece stavo prendendo un caffè in santissima pace quando vengo avvicinato dal classico branco da cinque. Uno voleva vendermi a tutti costi del hashish, rispondo con tono pacato che non sono interessato, e subito di nuovo gli insulti. Anche in questo caso ho dovuto fare la figura del vigliacco e far finta di non sentire per poi andarmene.

Le caratteristiche che contraddistinguono questi gruppi mi sembrano i prossimi:

- cattiveria gratuita, senza alcuna motivazione
- a-politica, non parliamo di bande con delle identità politica precise, per lo più mi sembrano menefreghisti alla grande.
- slang cannibalizzato, cioè, non stiamo più parlando dei classici ragazzi di periferia, ma di ragazzi benestanti che prendono in prestito questi slang in una sorta di fascinazione per le condizioni periferiche.
- zero individualità, mi sembrano tutti uguali che fanno le stesse cose, ascoltano la stessa musica, si vestono nella stessa maniera, etc. seguendo la moda del momento.
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