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WWE WOW Talk #3


Ciao a tutti e bentornati al WOW Talk, qui ancora per parlare dell'universo della WWE! Dopo il numero d'esordio e la puntata dedicata all'Independence Day e alle breaking news di settimana scorsa è ora il momento di fare il punto dopo Great Balls of Fire. Quindi fuoco alle polveri in questa puntata inevitabilmente Raw-centrica!

 

Great Balls of Fire: una breve review

 

Poteva andare peggio; ma poteva sicuramente andare meglio. Inizio con questa banalità che tuttavia ben riassume il primissimo Great Balls of Fire, anche chiamata nell'intimità “la sagra delle opportunità sprecate”.

Dopo un kickoff tutto sommato brioso che ci ha regalato il solito match dei cruiser buono (per non sfigurare) ma non troppo (per non oscurare), l'opening è stata affidata a Bray Wyatt e Seth Rollins. Per fortuna non sempre il buongiorno si vede dal mattino, i due hanno tirato su un match noioso che di certo non ha incentivato i telespettatori a restare incollati al televisore. E dopo lo squash match scontato di Big Cass contro l'ex tag team partner Enzo Amore ecco che la WWE si gioca il carico da novanta, l'Iron Man match per i titoli di coppia. Non un capolavoro, ma un buonissimo match impreziosito dal pathos dato dai quattro nella rincorsa al punto vincente. Quindi un match sopra le aspettative per il titolo femminile, un match per il Titolo Intercontinentale non buono, e francamente il titolo avrebbe bisogno di una rinfrescata con un nuovo sfidante, l'Ambulance match che pone più di qualche interrogativo sul futuro, e il main event che poteva godere dell'atmosfera delle grandi occasioni.

Posto che di alcuni wrestler o match parleremo nei prossimi paragrafi, perché definire GBOF “sagra delle opportunità sprecate”?

Il motivo per me è semplice, al di là del fatto che una definizione del genere quasi si spiega da sola: troppi finali sbagliati. Direi almeno tre se non quattro, e non sono pochi considerando che parliamo più o meno di metà card. Escludo Wyatt vs Rollins e Miz vs Ambrose che sono stati match sbagliati quasi in toto, escludo lo squash di Cass, e pure l'Iron Man tag team match che, al contrario, aveva un finale strepitoso reso tale dal tempismo dei quattro interpreti.

Invece direi che il match femminile sicuramente lasci l'amaro in bocca, visto anche che la campionessa Alexa Bliss si era riuscita a esprimere su un buon livello ma che Sasha Banks ne esce con una ingenuità che potremmo perdonare a Bayley, non certamente al Boss. Così come fa strano dopo un buon match vedere Akira Tozawa soccombere a Neville senza particolari fuochi d'artificio. O Roman Reigns mancare una spear in puro stile Paperissima perdendo il match. Per non parlare del main event che poteva diventare qualcosa di memorabile con qualche minuto e qualche accorgimento in più.

Non mi va quindi di bocciare Great Balls of Fire, ma continuo a vedere troppe volte una WWE che sembra andare avanti col freno a mano tirato, imponendosi limiti che bene non fanno alla qualità media degli show che propone.

 

Perché serve 'Joe vs Lesnar 2'

 

Ne avevo già parlato in parte, e non c'è che dire: Samoa Joe è stato costruito più che bene per questo match con Brock Lesnar. Non il classico heel codardo, non l'underdog in cerca di rivalsa, non un qualsiasi avversario incolore di transizione, ma un avversario spavaldo e senza freni, temibile e, in effetti, temuto.

Con queste premesse Joe vs Lesnar è diventato un match atteso, uno di quei match che gode di quelle atmosfere magiche della boxe, quando aspetti per mesi l'incontro dell'anno. Questo sicuramente anche perché il Titolo Universale ha fatto capolino finalmente dopo WrestleMania, ma soprattutto perché sebbene in cuor nostro già sapessimo che Lesnar non avrebbe perso noi in quei minuti ce ne siamo dimenticati e abbiamo pensato che Joe ce la potesse fare, rendendo l'incontro avvincente.

Il problema è che il finale è apparso troppo frettoloso. Dopo aver costruito lo sfidante perfetto il match si è chiuso alla prima F5 del campione, dopo poco più di sei minuti; e non è esclusivamente un problema di minutaggio, dopotutto il match è stato intenso e ha regalato emozioni, resta il fatto che ci hanno illuso con un Joe che doveva essere la minaccia definitiva e che invece si è arreso, dopo essersi procurato un vantaggio iniziale e subendo relativamente poche mosse da Lesnar.

Tutto questo lo potremmo relegare nell'archivio WWE nel reparto sotto la dicitura “opportunità sprecate”, se non che, nel Monday Night Raw successivo a Great Balls of Fire, Samoa Joe ha ricevuto un'accoglienza da eroe, è stato salutato dal pubblico come il Rivale della Bestia. Certamente è un wrestler che a una parte del pubblico piace, ma l'impressione è che in questo momento la WWE abbia costruito col minimo sforzo e quasi senza volerlo un heel più che convincente, e che il pubblico se ne sia accorto e lo tributi.

Un 'Joe vs Lesnar 2' quindi sarebbe un altro match attesissimo, una di quelle rivincite che sa di incontro della vita se non di saga cinematografica. Basterebbe riuscire a creare un incontro neanche troppo dissimile dal precedente ma che non si concluda alla prima F5, che faccia crollare il tabù della finisher di Brock così come è stato con lui per la Jackhammer di Goldberg, e, considerando il valore dei due performer, si potrebbe davvero plasmare un capolavoro, in particolare con la cornice di Summerslam e il pubblico delle grandi occasioni.

Bisogna però chiedere a Lesnar se abbia voglia di fare un match che preveda altro che non siano German Suplex o F5. Chi sia il vincitore poco importa, ma è essenziale lasciare che quei due regalino un incontro da ricordare. E ne sono capaci entrambi.

 

Reigns è face o heel?

La domanda per molti appare scontata, eppure non tutti per me darebbero la medesima risposta. Certo, Reigns è il wrestler prescelto da Vince & company per guidare la compagnia in questi anni e gli anni a seguire; sì, questo ruolo è sempre stato dato al beniamino di almeno una parte del pubblico; e no, seppur controverso di certo non è la prima volta che si crea un alone di ambiguità su una figura cardine della federazione, deal with it. Però le perplessità restano e sono davvero difficili da spazzare via, soprattutto se andiamo a ragionare su due eventi.

In primis, e non è roba freschissima: Roman Reigns è al momento il wrestler che ha chiuso l'era di Undertaker, idolo di più generazioni, icona del wrestling e della WWE. Ha chiuso un'era aprendone un'altra, quella in cui è lo stesso Reigns a reclamare il suo territorio con insolita prepotenza e davanti ad un pubblico schierato con veemenza contro il Big Dog stesso.

Seconda cosa su cui ragionare: Roman Reigns si è comportato in maniera scellerata nel post-match contro Braun Strowman a Great Balls of Fire, e non era la prima volta. Già tempo fa Reigns attaccò brutalmente Strowman nonostante il gigante fosse infortunato a un braccio e avesse vistose protezioni, ma dopo l'Ambulance match lo sfogo di Reigns ha varcato il limite della decenza e ha provocato un incidente automobilistico coinvolgendo lo sventurato Strowman, uscito a stento da quella situazione complicata.

Ora, chiaro che non sono qui per chiedere l'arresto del samoano, ma rifletterei invece sulle sue azioni in kayfabe, che in prima battuta non appaiono certo i gesti tipici del comportamento di un face. Pure qui non sarà la prima volta che la WWE fa comportare i propri face in maniera controversa e oltre i limiti della legge, appena pochi mesi fa infatti Randy Orton ha bruciato la casa di Bray Wyatt impunemente, ma un tentato omicidio? Seriamente? Il prossimo passo quale sarà? Prendere in ostaggio uno dei figli di Vince McMahon per avere un match titolato?

Ad ogni modo, dubito che la WWE stia anche solo considerando il fatto di proporre Reigns e Strowman a parti invertite, il primo resta face e il secondo resta heel. E quindi come giustifica la WWE queste azioni del controversial champion?

Ricorderete tutti la puntata in cui Braun ha demolito il samoano e infierito sul suo corpo esanime, il giorno in cui tutto è iniziato e l'ambulanza è diventata il simbolo della loro rivalità fino a sfociare in quest'ultimo Ambulance match. Esatto, quel momento in cui la maggior parte di voi sghignazzava osservando Reigns subire le pene dell'inferno! La violenza di Reigns a Great Balls of Fire non appare fine a se stessa, sono piuttosto sicuro che nella mente di molti, Vince e booker compresi, quella violenza sia giustificata dalla vendetta. Ecco la parola chiave: vendetta; la vendetta che l'eroe buono usa nei film americani per dare un senso di giustizia primordiale; una giustizia che il cattivo merita, e che fa apparire il buono come vincitore e dominatore.

Se vi chiedete quindi se Reigns abbia effettuato un turn heel, beh, ne dubito. La prepotenza del personaggio era già abbondantemente palesata da mesi, e la violenza fuori misura usata altro non è che un disegno, per di più un disegno neanche originale nell'immaginario collettivo del target a cui esso è proposto.

 

Ufficio dei wrestler smarriti: Finn Balor

 

Bene ragazzi, nel caso non vi foste accorti di questo dato ve lo propongo io: a Great Balls of Fire Curt Hawkins e Heath Slater hanno avuto più spazio di Finn Balor. Già. Il focus era sull'espressione attonita di Kurt Angle che mostrava preoccupazione per le conseguenze del post-Ambulance match, tuttavia i due sono stati chiamati in causa nel pay-per-view mentre Balor continua a essere un oggetto misterioso del roster di Raw.

La parabola ascendente di Finn Balor pare essersi interrotta a Summerslam 2016, quasi un anno fa, quando la vittoria del Titolo Universale ora saldamente alla vita di Brock Lesnar coincise con l'infortunio che lo ha poi costretto a restare fuori dalle scene e dai combattimenti fino a primavera 2017 inoltrata. Dal rientro l'irlandese è sembrato quasi di troppo, e per non scombinare eccessivamente i piani della compagnia si è provveduto a usare il wrestler che ha contribuito a innalzare lo status di NXT come un jolly, un factotum senza feud ben delineati, per dirlo in maniera ancor meno lusinghiera oserei tirare fuori il termine “tappabuchi”.

Tappabuchi. Questo è sembrato essere sino a qui Finn Balor. Il punto più alto è stata la partecipazione al Fatal-5-Way match per stabilire il number one contender allo Universal Title sfuggitogli dalle mani l'anno precedente, ma non c'è stata la parvenza di una costruzione ben ponderata da parte dei booker per lui. Persino il match tanto sognato dopo lo shake-up per gimmick e atmosfera tra il semi-dio Bray Wyatt e il Demon King pare essere stato accantonato in attesa di momenti migliori e meno densi di eventi.

Insomma, dopo essere stato il Piano A della compagnia, quando aveva bruciato le tappe battendo pulito in fila Reigns e Rollins, Balor è al momento la riserva che attende la propria occasione facendo di tutto per farsi notare. Ciò che fa tuttavia ben sperare è proprio il fatto che la WWE abbia già mostrato in passato di puntare le sue fiches su di lui. Per ora l'irlandese paga lo scotto di un infortunio pesante nel momento più sbagliato, che ha confuso i piani e mischiato le carte a Raw, ma non ho dubbi che presto o tardi Balor riceverà l'occasione giusta. Sempre meglio che pensare a un remake della querelle-Aries, no?

 

Alla WWE piacciono i remake: Broken gimmick e Shield 2.0 are ready?

A proposito di remake, non c'è dubbio che la WWE voglia spolpare fino all'osso alcune delle risorse che ha, puntando allo stesso tempo sull'effetto nostalgia e sull'effetto novità, i quali paradossalmente in alcuni casi possono coincidere.

Non è certo notizia nuova la volontà di acquisire la Broken gimmick dalla TNA/Impact/GFW/come-si-chiama di Jeff Jarrett per gli Hardy Boyz, e i tempi sembrerebbero anche maturi, considerando l'ultimo promo dei due fratelli a Raw. Il ritorno di Matt e Jeff non sta svanendo ancora gli effetti positivi, ma sarebbe meglio cautelarsi prima che comincino i mugugni su una coppia che è ben lungi dall'essere all'apice della propria forma, e la gimmick che li ha rilanciati in Impact sarebbe un colpo da novanta per la WWE, la quale proporrebbe al proprio pubblico una delle gimmick più riuscite negli ultimi anni e allo stesso tempo mostrerebbe i denti ai rivali con una prova di forza non indifferente.

L'acquisizione però non è semplice. Jarrett è ben conscio di non poter lasciare questa libertà creativa tanto facilmente all'avversaria per antonomasia, e il risultato è che ogni settimana ci sono aggiornamenti contrastanti sull'acquisizione dei diritti, tra chi dice che le trattative sono alla deriva e chi dice che l'accordo è al contrario molto vicino. La WWE e gli Hardy Boyz ci provano, noi dovremo solo aspettare un responso pazientemente.

Notizia ben più recente, benché su questo si sia speculato per anni, è la ritrovata intesa tra Seth Rollins e Dean Ambrose, in quello che potremmo definire uno Shield 2.0 se veramente si concretizzasse questa reunion. In questa versione aggiornata mancherebbe Roman Reigns, ma non è il samoano ad avere problemi di recente, li hanno invece gli altri due ex membri di una delle stable più apprezzate degli ultimi anni.

Dean Ambrose sembrava aver ricevuto la sua grande consacrazione con l'incasso del Money in the Bank proprio su Rollins e la vittoria del Titolo WWE, ma ha conseguentemente perso il titolo da AJ Styles e non ha generato successivamente il giusto grado di interesse come campione Intercontinentale, non riuscendo a convincere quanto ha fatto invece The Miz. Il punto più basso credo sia stato raggiunto proprio a Great Balls of Fire, con un match svogliato e lontano dai livelli cui ci hanno abituato i due wrestler nel 2016.

Seth Rollins invece ancora non è riuscito a ottenere una cintura da quando l'ha vinta e persa l'anno scorso contro i due ex compagni dello Shield a Money in the Bank 2016, ma non è questo che ha smorzato l'interesse sull'Architetto della WWE, quanto il fatto che da face non abbia convinto appieno i fan, mostrandosi più piatto del dovuto nonostante feud di spessore e un match ottimo contro Triple H a WrestleMania.

Ambrose e Rollins condividono un'impostazione forse troppo monocorde, quest'ultimo come detto poco avvezzo a un ruolo da face, e il primo ben più a suo agio a rincorrere piuttosto che a sfoggiare il titolo. Una reunion appare come il metodo più rapido per ricreare interesse sui due in attesa di nuovi sviluppi o di una maturazione a livello di personaggi, sfruttando come detto sia la nostalgia dei loro fan che l'effetto novità, riproponendo in altro contesto la stable che spopolò in WWE tra 2012 e 2014.

Ma siamo ancora a livelli di ipotesi.

 

Ascesa e declino di Talking Smack

La notizia giunge all'ultimo, ma come non parlare almeno brevemente della cancellazione di Talking Smack? Il programma non era una semplice appendice di SmackDown, un di più extra-puntata settimanale dispensabile e da tralasciare, era il vero e proprio completamento di SmackDown Live. A Talking Smack si creavano faide, si consolidavano alleanze e rivalità, si mettevano in atto segmenti memorabili come quello già cult di The Miz dal quale estrapolo la frase finale di ogni WOW Talk, si dava spazio a chi servisse qualche minuto per spiegazioni, proclami, richieste...

È una doccia fredda, e non solo per Renee Young e Daniel Bryan, i quali pare non sapessero di questa epurazione, ma anche per i fan e soprattutto per i wrestler. Proprio questi ultimi potrebbero essere facilmente i primi a subire il peso di questa decisione, dal momento che avranno meno spazio per poter risaltare agli occhi del pubblico, uno spazio nel quale peraltro fare pratica senza le pressioni di una folla ingente live.

Ora lo show andrà in onda solo dopo i pay-per-view dedicati al roster blu, e le motivazioni ancora non ci sono. Meltzer parla di scarso share, e pare in effetti la spiegazione più probabile. Indipendentemente da questo gli editor e i writer paiono aver pensato che questo programma non valesse lo sforzo creativo, e tuttavia a me sembra un colpo inferto al cuore di un programma, SmackDown Live, che da dopo WrestleMania stenta vivendo di alti e bassi.

Inoltre non si può non pensare male, magari fantasticando sull'ennesima ripicca nei confronti di Renee Young, dopo la separazione forzata dal marito Dean Ambrose passato a Raw per effetto dello shake-up (il che spiegherebbe anche la svogliatezza manifestata talvolta dal wrestler statunitense), e la cancellazione ulteriore di Unfiltered. Tutto questo probabilmente per aver voluto un matrimonio privato senza la partecipazione delle telecamere della WWE. Che mostri i due!

Spero piuttosto che io mi sbagli e che sia un colpo senza ripercussioni.

 

Anche per questa puntata è tutto! Spero vi sia piaciuto il numero, come spero che la WWE continui a soddisfare i vostri appetiti, altrimenti come sempre fate vostro il consiglio di The Miz e...

...go to the bingo halls with your indie friends!

Tanti cari saluti e ci si incontra di nuovo, salvo sorprese, ad agosto per il WOW Talk #4!

 

A cura di Stefano Buonfino

 

Copertina di Matteo Riva


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L'autore dell'articolo è Stefano Buonfino

Stefano Buonfino

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