WWE Raw: quali sono i piani per Mustafa Ali e la Retribution ?

WWE Raw: quali sono i piani per Mustafa Ali e la Retribution ?

Lunedì 3 Agosto la RETRIBUTION ha fatto il suo esordio a Raw, una stable composta da una serie di lottatori incappucciati che avevano come unico scopo quello di distruggere e sbaragliare tutto e tutti.

Per molte settimane i fan del wrestling e della WWE si sono chiesti due cose: chi fossero i membri che si nascondevano sotto quelle vesti e se era presente un leader che comandava le loro azioni. Nel mese di settembre abbiamo conosciuto l’identità di una parte dei membri della RETRIBUTION: T-Bar, Mace, Retaliation, Reckoning e Slapjack.

Nell’episodio di Monday Night Raw del 5 ottobre Mustafa Ali si è proclamato il leader del gruppo. Il wrestler di origini pakistane nell’ultimo episodio dello show rosso si è  dichiarato  l’hacker di Smackdown che interveniva nelle puntate dello show della scorsa primavera incappucciato e chiuso in una stanza buia.

Ora nell’ultimo episodio di Raw la RETRIBUTION non ha certo brillato, perché ha perso il suo match con la Hurt Business ed è finita KO ad opera di “The Fiend” Bray Wyatt.

Fin dall’inizio questa fazione non ha avuto i favori del pubblicato e di molti addetti ai lavori, visto che ricorda molto i Nexus, una stable analoga del 2010 che aveva avuto parecchio successo in WWE. Inoltre il loro look, di lottatori incappucciati per molti sembra essere una scelta di dubbio gusto.

La RETRIBUTION non convince proprio nessuno. Il loro leader Mustafa Ali è stato al centro di molte critiche, fino a questo momento aveva lottato tra i pesi leggeri  a 205 live, poi è stato Smackdown e la scorsa estate era passato a Raw, ma non aveva mai brillato. Infatti come capo della fazione in molti si aspettavano un wrestler più esperto e più credibile nella sua prestanza fisica e atletica. Non a caso come leader della  Retribution circolava il nome di CM Punk.

Il nome di Ali, non deve  essere subito un nome da bocciare, vorrei provare a dare fiducia alla frase di Mick Foley. Secondo lui la WWE non ha ancora sfruttato al meglio le doti le qualità di Ali. E vero, il pakistano non ha vinto ancora nessun titolo in WWE, però bisogna  dargli l’occasione e lo spazio per crescere e maturare. Alcuni suoi segmenti non sono stati da buttare,  le cose che devono preoccupare sono altre.

Nell’ultimo episodio di Raw, nel backstage Ali si è rivelato essere il famoso hacker di Smackdown, una storyline accantonata dalla WWE poi ripresa forse per non lasciarla in sospeso e incompiuta del tutto.

Inoltre l’ultimo episodio di Raw ha lasciato perplessi. Una stable che per mesi cerca di distruggere tutto, viene annientata prima dalla Hurt Business e poi da Bray Wyatt. Non si capisce poi chi siano i face e gli heel, regna quindi il caos e la poca chiarezza.

Questi elementi citati non aiutano la credibilità della Retribution che fino a questo momento non è comparsa in nessun pay-per-view. Al momento per Hell e a Cell, il PPV di questa domenica, l’unica ipotesi di un match con protagonista la Retribution è quella di un possibile incontro tra T-Bar e Bray Wyatt, visti i tweet e i messaggi che i due si sono scambiati.

Per vedere davvero la Retribution in azione si dovrà aspettare il PPV di novembre: Survivor Series. In qualche modo però la WWE dovrà cercare di rendere la Retribution il più possibile credibile e affidabile, con dei match di buona qualità.

Mustafa Ali potrebbe essere un valore aggiunto, come heel si trova a suo agio e con un po’ più di chiarezza si può fare meglio. Per delle rivalità interessanti, visto l’ultimo Draft, la Retribution potrebbe sfidare i campioni di coppia di Raw Kofi Kingston e Xavier Woods. Una rivalità con le cinture Tag Team in palio sarebbe una idea brillante. Mi aspetto una risposta e una risalita della Retribution che deve essere protagonista di spettacoli brillanti e coinvolgenti.

Angelo Sorbello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *