La leggenda di El Santo, el Enmascarado de Plata

La leggenda di El Santo, el Enmascarado de Plata

Quando si parla di Lucha Libre (la spettacolare e pittoresca forma di wrestling messicana) è praticamente impossibile non menzionare il nome di El Santo, senza dubbio il più grande luchadore che la storia ricordi.

La sua carriera, lunga ben cinque decadi lo ha fatto diventare un simbolo di forza e giustizia nella cultura popolare del Messico (un pò come è successo ad Hulk Hogan negli Stati Uniti).

Rodolfo Guzmán Huerta, noto in vita come El Santo, naque il 23 Settembre 1917 a Tulancingo, nella regione Messicana dell’Hidalgo, ma ben presto si trasferì nella immensa Città del Messico, la città più popolata del mondo. Nell’età adolescenziale, Rodolfo giocava a Baseball e Rugby, ma presto si appassionò a quello che poi sarebbe stato il trampolino di lancio della sua leggenda: la Lucha libre. Così iniziò ad allenarsi, acquisendo le basi della lotta greco-romana e del Ju-Jitsu (stile del quale era un grande appassionato).

Con quelle basi atletiche, un fisico possente ed una grande passione, Rodolfo Huerta entrò a far parte del meraviglioso mondo della Lucha libre.

C’è da precisare che a differenza di ciò che succede oggi, in Messico (e precedentemente anche in America) c’era abitualmente uno spettacolo di wrestling ogni settimana, nella stessa città.

Così, Città del Messico aveva (ed ha tuttora) uno spettacolo settimanale, dove le stelle della loro città e quelle provenienti da altri paesi potevano esibirsi davanti ad una folla sempre festante (in Messico il wrestling viene vissuto in una maniera molto più folkloristica a differenza di quanto accade nel resto del mondo).

Huerta quindi debutta davanti agli occhi del pubblico nel 1934, e come accade spesso in Messico cambiò molti nomi prima di stabilirne uno fisso per la sua persona. Si esibì sotto il nome di Rudy Guzmán, El Hombre Rojo (l’Uomo Rosso) ed infine El Murcielago II (il Pipistrello II).

Come avrete notato, uno dei nomi usati inizialmente da Rodolfo fu “El Murcielago II”, ciò significa che esisteva anche un precedente El Murcielago (vero nome Jesús Velázquez), il quale però non era per niente contento dell’uso che si fece del suo nome e diede non pochi problemi ad El Santo, fino a quando non decidette di rinunciare a questo ring-name.

All’inizio degli anni ’40, il suo manager Don Jesùs Lomelì stava mettendo su una stable di wrestler vestiti d’argento ed insistette per avere anche Santo tra i suoi.

Rodolfo doveva scegliere tra tre nomi: El Santo (il santo), El Diablo (il diavolo) ed El Angel (l’angelo), ma lui scelse El Santo, El Enmascarado de Plata (Il Santo dalla maschera d’argento). E scrisse la storia.

Con un nome così altisonante ed una forma fisica in continuo miglioramento, Santo trovò finalmente il suo stile e fece innamorare di sé l’intero Messico.

Il suo modo di lottare era molto veloce, ma allo stesso tempo tecnico e preciso. Il suoi dropkick, veloci come missili, infuocavano le arena ed una miriade di tecniche inventate da lui divennero parte integrante del background degli attuali lottatori messicani (tra tutte il “Mexican arm-drag”).

Santo era un innovatore. Era diverso da tutto quello che si era visto fino ad allora.

Ciò che stupiva di più era la capacità di rapportarsi col pubblico senza mostrare il volto. Era come un simbolo, un’icona nella quale il popolo Messicano si identificava, immaginando se stessi sotto la maschera d’argento.

Nella sua vita reale sposa María de los Ángeles Rodríguez Montaño, le loro unione farà nascere ben dieci bambini: Alejandro, María de los Ángeles, Héctor Rodolfo, Blanca Lilia, Víctor Manuel, Miguel Ángel, Silvia Yolanda, María de Lourdes, Mercedes ed infine El Hijo del Santo (il figlio del Santo), anch’egli luchadore dal nome ancora oggi sconosciuto..

L’immagine di Santo coinvolse la fantasia di scrittori e fumettisti, che, nel 1950 crearono un fumetto sulle sue (improbabili) gesta, che lo vedevano combattere contro enormi mostri, scienziati pazzi per salvare il mondo.

Come tutti i grandi eroi, anche Santo aveva una spalla, il suo amico era Blue Demon, il quale innalzò ancor di più il nome di El Santo combattendo sempre al suo fianco. Blue Demon, amico anche nella vita reale di El Santo era un luchadore classico, non grande quanto El Santo, ma anch’egli di grande caratura carismatica.

La loro alleanza arrivò a coinvolgere la fantasia popolare e venne proposto ad El Santo ed a Blue Demon di recitare in dei film che li avrebbero visti come protagonisti.

Nel corso della sua carriera Santo girerà più di quaranta film che lo vedranno combattere contro le forze del male, siano esse rappresentate da mostri, da alieni o da scienziati pazzi, spesso assieme al suo assistente Blue Demon.

I film di Santo erano dei B-Movie (film di serie B), paragonabili alla serie televisiva di Batman e nonostante alcuni di questi fossero stati girati con budget minimi ed avevano delle trame improbabili, ebbero un grande successo al botteghino.

Il più famoso di questi era Santo vs. las Mujeres Vampiro (Santo contro la Donna Vampiro) del 1962, considerato il migliore tra i tanti film da lui recitati.

La cosa bella di tutto questo era che Santo riusciva ad alternare regolarmente il wrestling con il cinema, al contrario di come fece Hulk Hogan a suo tempo che per intraprendere la carriera cinematografica dovette temporaneamente ritirarsi dalle scene, o come Dwayne “The Rock” Johnson, che ha preferito Hollywood alle arene, abbandonando la sua carriera da wrestler.

La carriera di Santo è talmente lunga ed articolata che non basterebbe un libro per raccontarla tutta.

Basti sapere che la sua striscia vincente è una tra le più lunghe di tutti i tempi e le sue sconfitte per anno si possono contare sulle dita di una mano.

Un grande capitolo nella storia del Santo messicano è quello dell’alleanza con l’altra grande leggenda della lucha messicana, il capostipite di una famiglia tutta votata al wrestling, Gory Guerrero.

Gory era un wrestler duro, un wrestler serio concentrato e molto tecnico. Il suo nome da Luchadore, “Gory” era la sua descrizione: sanguinario.

Lo stile classico mixato alla velocità e all’esplosività del wrestling moderno ne facevano uno dei luchadores più completi dell’intero panorama messicano.

Guerrero e El Santo decisero di far coppia sui ring messicani ed infuocarono le arene per anni. La loro unione era chiamata “La pareja Atomica” (ovvero “La coppia atomica”, riferito all’esplosività delle loro azioni). I due in coppia lavorarono perfettamente, sembrava che fossero stati creati l’uno per l’altro: El Santo faceva tutte le parti veloci ed esplosive del match, mentre Guerrero, più tecnico e calcolatore disegnava le strategie e spesso portava il match alla conclusione.

Come da tradizione messicana, i lottatori mascherati devono difendere la propria maschera dagli attacchi degli altri wrestlers. La maschera viene messa in palio in spettacolari incontri, che per l’enorme interesse che suscita nel pubblico, sono gli eventi più seguiti dell’anno della Lucha Libre.

El Santo è sempre riuscito a mantenere la maschera in questi storici eventi.

L’unico episodio in cui venne immortalato il suo viso fu quando Santo, nel Gennaio del 1984 (ritirato già da qualche tempo) fu invitato al programma televisivo Contrapunto, un programma simile al Maurizio Costanzo Show nostrano, dove senza nessun preavviso si tolse la maschera davanti le telecamere. Gli momenti che ritraggono il suo vero volto sono quei pochi secondi.

Voleva far vedere al mondo il suo vero volto prima di morire poco tempo dopo.

L’eredità che lasciò El Santo nel mondo del wrestling è stata grandissima.

Il Mexican Armdrag, la Headshissor e le grandi mosse di impatto volanti messicane, introdotte per la prima volta da lui, sono ancora presenti tutt’oggi nel repertorio di tanti wrestlers.

Non solo. La tradizione della maschera assunse un valore ancor più importante di quanto era stato nel passato grazie alle sue gesta eroiche nel tentativo di preservare la sua identità, perché Santo veniva visto non solo come un luchadore, ma anche quasi come un supereroe che senza di essa avrebbe perso tutto il fascino e il potere del suo personaggio.

Anni dopo la sua morte una grande notizia stava per sconvolgere il Messico.

Un wrestler si presentò con una nota maschera d’argento, dal sapore antico…il suo nome racconta una grande storia che si credeva conclusa.

Il suo nome era “El Hijo del Santo” (il figlio del Santo).

I Messicani impazzirono all’idea di poter vedere ancora all’opera colui che era stato cresciuto ed allenato da El Santo in persona, suo padre.

La leggenda continua.

 

Luca Celauro

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