Survivor Series: considerazioni varie in attesa dell’edizione 2020

Survivor Series: considerazioni varie in attesa dell’edizione 2020

Nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 novembre si disputerà la 34esima edizione di Survivor Series, uno dei Big Four tra i pay-per-view della WWE, insieme alla Royal Rumble, Wrestlemania e SummerSlam.

È impossibile riassumere la immensa storia di Survivor Series, sono stati tantissimi i momenti indimenticabili di questo show. Voglio cogliere l’occasione per ricordare degli episodi, dei momenti e dei match che hanno fatto la storia di questo pay-per-view.

Domenica verrà celebrata la carriera di The Undertaker, che dopo 30 anni darà l’addio definitivo al wrestling. Survivor Series è dove tutto inizio’ per il Becchino. Il suo esordio avvenne durante Survivor Series del 1990, certo allora non si poteva nemmeno immaginare che fulgida carriera avrebbe Mark Calaway che sotto le vesti di Undertaker è riuscito a rappresentare una vera pietra miliare nella storia del wrestling.

Quando si pensa però alle Survivor Series, non si può non citare l’edizione del 1997, dove si consumò il celeberrimo Screwjob di Montreal, che vide protagonisti Shawn Micheals, Vince McMahon e la “vittima” Bret Hart. Una edizione e un momento, quello del Screwjob del 1997 che cambiò la storia della WWE, con l’inizio della cosiddetta Era Attitude.

Survivor Series ha poi avuto come punti importanti sempre dei grandi ritorni. Pensiamo al 2011 quando ritornò a lottare The Rock, dopo ben sette anni di assenza. Nel 2014 invece c’era stato il debutto di Sting, la leggenda della WCW e di Impact wrestling. Nel 2016 invece, alle Survivor Series avvenne il ritorno sul ring dopo ben 12 anni di Bill Goldberg, che si impose in pochi minuti contro Brock Lesnar.

La storia di questo PPV, è sempre stata caratterizzata dagli Elimination Match, una stipulazione che negli anni era stata oggetto di diverse discussioni, in quanto nel corso degli anni hanno entusiasmato sempre meno. Non sarà un caso che lo scorso anno oltre a Raw e Smackdown, c’è stata l’idea vincente di aggiungere anche il terzo brand di NXT. Una scelta che rese il PPV uno dei migliori dell’anno. Con dei match davvero entusiasmanti e eccellenti.

Quest’anno non ci sarà NXT, per motivi di vario genere, un po’ per la pandemia, un po’ per il fatto che NXT ha perso quell’effetto magico che aveva all’inizio. Ma al di la di questi discorsi, un altro episodio che vorrei citare della storia di Survivor Series, è l’edizione del 2012, quando avvenne l’esordio dello Shield, composto da Roman Reigns, Seth Rollins e Dean Ambrose ( quest’ultimo ora in AEW con il ring name di Jon Moxley),  una stable che aiutò in quella circostanza CM Punk a mantenere il titolo mondiale, contro John Cena e Ryback. Una stable che negli ultimi anni, ha fatto la differenza in WWE.

Mi piacerebbe poi ricordare di Survivor Series altri episodi dove fu protagonista The Undertaker, visto che questa edizione del 2020, sarà dedicata al Deadman. Nel 2003, Undertaker perse un match contro Kane, ma a parte la sconfitta ricordo con precisione che quella fu la penultima volta che si vide la gimmick del American Badass. Poi la gimmick dell’American Badass si è rivista a sorpresa soltanto nell’ultima edizione di Wrestlemania 36 contro Aj Styles. Un personaggio quello del “motociclista cattivo”, che forse avrebbe meritato più spazio in WWE, ma che inevitabilmente è stata schiacciato, dal personaggio di forte impatto creato dal Becchino.

Ricordiamo poi l’edizione del 2015, dove Kane e Undertaker hanno unito le forze, formando ancora una volta i Brothers of Destruction, sconfiggendo la Wyatt Family, rappresentata per quell’occasione da Bray Wyatt e Luke Harper. È stato il suo ultimo match disputato alle Survivor Series. Non è ancora chiaro se Undertaker Domenica disputerà un match, la WWE sta cercando di tenere il più possibile segreto e nascosto un suo eventuale incontro. Per saperlo non ci resta che aspettare il PPV.  In ogni caso Survivor Series ci ha regalato sempre delle emozioni importanti, speriamo lo faccia anche questa volta.

ANGELO SORBELLO

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