Hulk Hogan: il più grande di tutti i tempi (Parte 1 di 4)

Hulk Hogan: il più grande di tutti i tempi (Parte 1 di 4)

Vero nome: Terrence Gene Bollea
Data di nascita: 11 agosto 1953
Altezza: 203 cm
Peso: 125 kg 

Titoli vinti: NWA South Eastern Heavyweight title, MSG Annual Tag Team Tournament (2 volte), AWA World Title (2 volte), IWGP Title, WWF / WWE World Title (6 volte), WCW World Title (6 Volte +  il contestato titolo di Bash at the Beach 2000),  WWE Tag Team Title (insieme a Edge).

Entrance themes: Eye of the Tiger, Real American, American Made, Voodoo Child.

Posizioni nella PWI 500: 1991: 1*, 1992: 12*, 1993: 17*, 1994: 2*, 1995: 6*, 1996: 8*, 1997: 57*, 1998: 11*, 1999: 44*, 2000: 59*, 2001: N.C. (ha disputato solo un match), 2002: 19*, 2003: N.C. (ha disputato solo 5 match).

Incontri migliori: Hulk Hogan vs Andrè the Giant (Wrestlemania 3); Hulk Hogan vs Ultimate Warrior (Wrestlemania 6), Hollywood Hulk Hogan vs The Rock (Wrestlemania 18).

Finisher: Sterling Squeeze Bearhug (NWA), Running Leg Drop noto anche come “Leg Drop of Doom” (WWF/WWE, WCW), Axe Bomber (NJPW).

Gimmicks: Super Destroyer, Terry Boulder, Sterling Golden, Hulk Hogan, Hollywood Hogan, Hollywood Hulk Hogan, Mr. America.

Stile e mosse preferite:  Lo stile di Hogan si basa prevalentemente su combinazioni di pugni, chop, calci e gomitate alternate  alle celebri “prove di forza”, qualche suplex, frequenti clotheslines, piledriver  (indimenticabile quello tentato su Andrè the Giant fuori dal ring a Wrestlemania 3), rarissimi Gorilla Press Slam (su avversari o manager di stazza non elevata) oltre ai tradizionali Body Slam, Headlock, Elbow Drop, Russian Leg Sweep e alla mitica combinazione Big Boot + Running Leg Drop. Hulk non disdegna nemmeno le prese di sottomissione (usate più che altro in Giappone) oltre a qualche sorpresa come la Diamond Cutter (!) eseguita su Triple H a Backlash 2002 o il Superplex ai danni di Undertaker sfoderato un mese dopo a Judgment Day.

Catch phrase: “Whatcha gonna do brother, when Hulkamania runs wild on you?\\”

Riconoscimenti PWI:

– 1980 Most Hated Wrestler  (3° classificato)
– 1980 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Andre the Giant)
– 1982 Most Popular Wrestler(2° classificato)
– 1982 Wrestler of the Year (2° classificato)
– 1983 Most Inspirational Wrestler
– 1984 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 1984 Match of the Year (2° classificato)
– 1984 Wrestler of the Year (1° classificato)
– 1985 Most Popular Wrestler
– 1985 Match of the Year (Hogan & Mr. T vs. Roddy Piper & Paul Orndorff)
– 1985 Wrestler of the Year (1° classificato)
– 1986 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 1986 Feud of the Year (Hogan vs. Paul Orndorff)
– 1986 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Paul Orndorff)
– 1986 Wrestler of the Year (1° classificato)
– 1987 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 1987 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Andre the Giant)
– 1987 Wrestler of the Year
– 1988 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 1988 Feud of the Year (3° classificato: Hogan & Randy Savage vs. Ted DiBiase & Andre the Giant)
– 1988 Match of the Year (Hogan vs. Andre the Giant)
– 1989 Most Popular Wrestler
– 1989 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
– 1989 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
– 1989 Wrestler of the Year (1° classificato)
– 1990 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
– 1990 Most Popular Wrestler
– 1990 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Earthquake)
– 1990 Match of the Year (3° classificato: Royal Rumble)
– 1990 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Earthquake)
– 1990 Match of the Year (Hogan vs. the Ultimate Warrior)
– 1990 Wrestler of the Year (2° classificato)
– 1991 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 1991 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Sgt. Slaughter)
– 1991 Wrestler of the Year
– 1992 Match of the Year (2° classificato: Royal Rumble)
– 1994 Comeback of the Year
– 1994 Most Popular Wrestler (3° classificato)
– 1994 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
– 1994 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
– 1994 Wrestler of the Year
– 1995 Most Popular Wrestler (3° classificato)
– 1995 Wrestler of the Year (3° classificato)
– 1996 Most Hated Wrestler
– 1996 Wrestling Observer Hall of Fame Inductee
– 1997 Most Hated Wrestler (1° classificato)
– 1997 Feud of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Roddy Piper)
– 1998 Most Hated Wrestler
– 1998 Feud of the Year (1° classificato: NWO Hollywood vs. NWO Wolfpac)
– 1998 Match of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Bill Goldberg)
– 1999 Most Inspirational Wrestler
– 1999 Feud of the Year (3° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
– 2002 Match of the Year (Hogan vs. the Rock)
– 2002 Most Popular Wrestler (1° classificato)
– 2002 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
– 2002 Comeback of the Year

Regni da campione (U.S.A.):

– NWA South Eastern Heavyweight Champion (12/79 – 1/80)
– AWA World Heavyweight Champion (18/04/8224/04/82)
– AWA World Heavyweight Champion(2) (24/04/8324/04/83)
– WWF World Heavyweight Champion (23/1/84 – 5/2/88)
– WWF World Heavyweight Champion(2) (2/4/89 – 1/4/90)
– WWF World Heavyweight Champion(3) (24/3/91 – 27/11/91)
– WWF World Heavyweight Champion(4) (3/12/91 – 4/12/91)
– WWF World Heavyweight Champion(5) (4/4/93 – 13/6/93)
– WCW World Heavyweight Champion (17/7/94 – 29/10/95)
– WCW World Heavyweight Champion(2) (10/8/96 – 4/8/97)
– WCW World Heavyweight Champion(3) (9/8/97 – 28/12/97)
– WCW World Heavyweight Champion(4) (20/4/98 – 6/7/98)
– WCW World Heavyweight Champion(5) (4/1/98 – 14/3/99)
– WCW World Heavyweight Champion(6) (12/7/99 – 12/9/99)
– WWF World Heavyweight Champion(6) (
21/4/0219/5/02)
– WWE World Tag-Team Champion w/ Edge (
4/7/0221/7/02)

Questa biografia è dedicata al più grande wrestler di tutti i tempi, al mio eroe dell’infanzia, ad un’icona che è già entrata nella leggenda…

(un ringraziamento speciale a “Titan Morgan” Manuele Poli per i preziosi consigli)


CAPITOLO I: I PRIMI PASSI VERSO LA LEGGENDA

Terrence Gene Bollea nasce ad Augusta in Georgia l’ 11 agosto 1953. Di corporatura robusta fin da tenera età, il giovane Terry comincia a praticare seriamente il bodybuilding nel 1967 in una palestra di Tampa in Florida, portando contemporaneamente avanti i suoi studi di amministrazione aziendale e la passione per la musica alla University of South Florida.

Sembra che il primo ad accorgersi del suo potenziale sia stato Jack Brisco, colpito dalla mole di quel ragazzone biondo che  stava suonando in un locale insieme ad alcuni amici: Brisco gli offre subito  la possibilità di sfondare nel mondo del wrestling professionistico e poco tempo dopo il futuro Hulk Hogan viene presentato al severissimo trainer Hiro Matsuda (famoso per aver già “formato” talenti del calibro di Paul Orndorff e Tito Santana). Durante una sessione di allenamento, Matsuda infortuna Terry al ginocchio (gira voce che Matsuda fosse solito far male agli aspiranti wrestlers nelle lezioni iniziali in modo da scoraggiarli e farne quindi una prima selezione) che così decide di lasciar perdere e di cercare fortuna dedicandosi, tra le atre cose, a suonare in un gruppo ( “the Gentrics”, ma il nome è incompleto).

Successivamente Terry tenta di riavvicinarsi al mondo del wrestling e, nell’estate del 1978, Rip Tayler lo fa debuttare nella Southeast Championship Wrestling (raggruppamento della Florida) nei panni di “Super Destroyer”: nel suo primo incontro pareggia con Brian Blair dimostrandosi più che all’altezza del suo avversario e ben presto il pubblico inizia a chiamarlo “The Wrestling Hulk”. In seguito aiuta Ox Baker e il manager Billy Spears a sconfiggere Leon “Tarzan” Baxter diventando un “cattivo” a tutti gli effetti,  mentre nel settembre dello stesso anno ha il suo primo faccia a faccia con Andrè the Giant in un arm wrestling match (una sfida a braccio di ferro): la contesa termina quando Destroyer colpisce il gigante francese prima con una gomitata e poi con il tavolo usato per il confronto.

Per tutto il 1978 continua a lavorare con la SCW con il nome di Terry Boulder (identità successiva a quella di Super Destroyer) disputando anche alcuni match in Alabama. In questo periodo forma il tag team “The Boulders Brothers” insieme a Ed Leslie (alias Brutus the Barber Beefcake).

All’inizio del 1979 passa dalla parte dei “buoni” grazie a un segmento che coinvolge Ox Baker, Ron Fuller e il campione NWA Harley Race. Baker e Boulder avevano già avuto delle discussioni in diversi tag team match e così, quando Fuller interferisce in un match di Baker prendendosi un Heartpunch (la tremenda mossa di Baker capace addirittura di “uccidere” l’avversario), Terry interviene per salvare l’aggressore, se lo carica sulle spalle e lo porta nel backstage. Quella stessa sera, Fuller era stato scelto per affrontare Harley Race ma non essendo in grado di lottare viene sostituito da Boulder che vince il match per squalifica grazie all’interferenza di Baker: sfortunatamente il titolo rimane nelle mani di Race.

Tra il febbraio e il marzo del 1979, sconfigge Baker diventando il South Eastern Champion riconosciuto in Alabama. A giugno, al culmine della rivalità contro Austin Idol, perde il titolo per via di un imbroglio orchestrato dal suo avversario. A luglio, durante il suo secondo title match contro Harley Race, viene accecato da Idol con il flash di una macchina fotografica e il campione in carica ne approfitta per chiudere l’incontro in suo favore: il testa a testa con Idol si protrae per altri due mesi durante i quali Boulder subisce un infortunio a una gamba.

Sempre nel 1979, Race e Idol decidono che Terry è pronto per il grande salto di qualità e lo portano a lottare nell’NWA in Georgia, dove debutta con il nome di Sterling Golden: inizialmente disputa degli handicap match in cui sfodera una devastante finisher nota come “ Sterling Squeeze Bearhug” e in seguito si trova impegnato in un’importante feudo contro “Mr USA” Tony Atlas. Purtroppo, nonostante il suo ruolo di cattivo sia stato ben costruito ( Sterling offre 10.000$ a chiunque sia in grado di liberarsi dalla sua Squeeze), Terry non riesce ad imporsi come vorrebbe.

Le cose cominciano ad andare decisamente meglio quando torna nella SCW (come Sterling Golden), e sconfigge Bob Roop conquistando il South Eastern Title, questa volta riconosciuto ufficialmente: i suoi successi attirano infatti l’attenzione del proprietario della WWWF Vince Mcmahon Senior, che in quel periodo era alla ricerca di wrestlers simili per stazza e movenze a Billy Graham o a Jessy Ventura. Terry accetta l’offerta (su consiglio dell’amico Terry Funk) e Vince gli propone il nome “Hogan” che, unito al soprannome “Hulk” tanto caro ai fans, diventa ovviamente  “Hulk Hogan”. Verso la fine del dicembre 1979, Hogan debutta nella WWWF sconfiggendo facilmente Ted DiBiase nel suo primo match al Madison Square Garden di New York.

Alla SCW non sono però molto contenti di quanto Terry sta facendo alla WWWF e nel gennaio del 1980 lo costringono a perdere il titolo contro Bob Armastrong: la sconfitta segna la fine di Sterling Golden e dei rapporti con la federazione. Intanto la WWWF affianca ad Hogan il leggendario Freddie Blassie come manager e lo tiene per un paio di mesi al vertice concedendogli una sfida valida per il titolo contro Bob Backlund vinta però solo per countout: tuttavia i fans hanno già iniziato a tifare per lui piuttosto che per Graham e Ventura.

Alla fine del 1980 collabora con la NJPW e  partecipa anche al Madison Square Garden Tag League (21/10/80-10/12/80): in coppia con Stan Hansen raggiunge la finale del torneo dove perde contro Antonio Hinoki e Bob Backlund.

Tornato dal Giappone, viene contattato da Stallone per girare a Los Angeles alcune scene di “Rocky III” (in cui interpreta il celebre ruolo di “Thunderlips”, un wrestler affrontato per beneficenza da Rocky all’ inizio della pellicola) in dei giorni che coincidono con una show della WWWF a Charlotte. McMahon minaccia di licenziarlo in caso di assenza ma Hulk ignora le sue parole e sceglie di andare sul set di Rocky III: conclusi gli impegni cinematografici si reca a Minneapolis e firma subito un contratto con l’AWA (American Wrestling Association)  di Verne Gagne che lo fa debuttare nel 1981, ancora in un ruolo da cattivo, contro Sonny Roger.

All’inizio del 1982, Rocky III esce in tutte le sale cinematografiche degli Stati Uniti e la fama di Hogan cresce a tal punto che Gagne decide di fare di lui l’eroe della federazione: il tutto avviene in occasione di un match contro Harley Race dove Hulk evita incredibilmente la finisher dell’avversario (Top Rope Head Butt) e si aggiudica il match passando dalle parte dei buoni.

Osannato dal pubblico, vince in seguito una battle royal guadagnandosi il diritto di sfidare il campione in carica Bob Bockwinckel. Il 18 aprile 1982, nel corso del match valido per il titolo, Hogan schiena una prima volta Bockwinckel ma è trascinato via da Bobby Heenan che getta poco dopo un corpo contundente sul ring: Hulk riesce a prenderlo prima di Bockwinkel e a colpirlo ottenendo così lo schienamento vincente. Purtroppo il suo regno da campione AWA dura pochissimo perché la cintura, a causa del finale poco pulito del match, gli viene tolta 6 giorni dopo dal presidente Stanley Blackburn e riassegnata  a Bockwinkel.

Il 24 aprile 1983, ottiene il rematch contro Bockwinkel e riconquista l’AWA World Title: Blackburn però sale sul ring e gli strappa la cintura di mano riconsegnandola per la seconda volta allo sconfitto tra le proteste dei fans. Le due cinture vinte nell’AWA e poi assurdamente tolte per volere di Verne Gagne (che per una serie di motivi personali ed economici non voleva Hulk campione) verranno ufficialmente riconosciute a Hogan solo nel 2005.

Sempre nel 1983 torna nella NJPW e partecipa alla prima edizione annuale del IWGP (International Grand Prix Wrestling) 10 men round-robin Tournament a cui prendono parte due lottatori per ognuna delle cinque diverse parti del mondo (Hulk rappresenta gli Stati Uniti insieme a Big John Studd): Hogan pareggia con Antonio Inoki, sconfigge Killer Khan, sconfigge Big John Studd, pareggia con Andrè the Giant, vince per countout contro Rusher Kimura, sconfigge Canek, Enrique Vera, Otto Wanz e Akira Maeda. Sia Hulk che Inoki totalizzano in totale 37 punti e Il 2 giugno si scontrano nella finale del torneo. durante le fasi più concitate del match, Hogan colpisce Inoki con un potentissima clothesline e lo scaraventa fuori dal ring: Inoki batte violentemente la testa sul pavimento e, incapace di risalire sul quadrato, perde per countout nell’incredulità generale (in realtà doveva essere lui ad aggiudicarsi il match) ed è costretto a dire addio al trofeo del torneo e quindi al titolo di campione. Il titolo resta nelle mani di Hogan fino al giugno dell’anno successivo quando viene riconquistato da Inoki.

In tag team con Inoki, Hogan riporta altri due importanti successi: la vittoria del terzo Madison Square Garden Tag League (12/10/82) ottenuta sconfiggendo Killer Khan e Tiger Toguchi nell’ultimo match del torneo e il bis nell’edizione successiva (18/11/83-8/12/83) in cui le due leggende si impongono in finale sulla coppia Adrian Adonis / Dick Murdoch.

CAPITOLO II: WWF. IL DOMINIO DELL’HULKMANIA (1984-1993)

La rapida ascesa di Hogan nel panorama del wrestling professionistico, spinge la WWF ad intavolare delle nuove trattative e il 7 gennaio 1984 Hulk esordisce per la seconda volta nella federazione di Stanford intervenendo a favore di Bob Backlund attaccato scorrettamente dai Samoans.

Il 23 gennaio, vince il suo primo WWF World Title sconfiggendo Iron Sheik al termine del match che segna la nascita dell’ Hulkmania.

Il 31 marzo 1985 partecipa a Wrestlemania I e in coppia con Mr.T trionfa su Paul Orndorff e Roddy Piper. Nei mesi successivi il fenomeno Hulkmania cresce a dismisura grazie alle vittorie su Bob Orton (10/5/85), John Studd (13/8/85) e Nickolai Volkoff (3/10/85). Il 2 novembre, in coppia con Andrè the Giant, sconfigge per squalifica King Kong Bundy e John Studd mentre il 4 gennaio 1986 si impone su Terry Funk.

Il 7 aprile 1986, con una popolarità ormai alle stelle, affronta King Kong Bundy a Wrestlemania II in un intenso cage match da cui esce vincitore conservando la cintura di campione. In seguito sconfigge Terry e Dory Funk (1/5/86, in coppia con Junkyard Dog), Hercules Hernandez (15/11/86) e Paul Orndorff (3/1/87, steel cage match). Ma la consacrazione definitiva arriva quando Andrè decide di troncare la loro amicizia per sfidarlo in un match valido per il titolo a Wrestlemania III.

L’ epico scontro si tiene il 29 marzo 1987 al Pontiac Silverdome davanti a 93.173 persone: la scena iniziale di questa sfida in cui l’ imbattuto gigante francese e l’ American Hero si fissano quasi immobili per degli interminabili secondi è qualcosa destinato a restare impresso per sempre nell’immaginario collettivo. Al termine di un’emozionante battaglia, Hogan riesce ad imporsi sollevando con uno sforzo disumano l’ avversario e a sbatterlo a terra per poi finirlo con il classico Running Leg Drop: come lo stesso Hulk ha dichiarato spesso negli anni successivi (come nel bellissimo video di apertura di Wrestlemania 18 in cui il Body Slam su Andrè viene riproposto con il commento fuori campo di Hogan) questa vittoria rappresenta senza ombra di dubbio il momento più importante di tutta la sua carriera.

A Survivor Series (26/11/87) la squadra composta da Hulk Hogan, Paul Orndorff, Don Muraco, Ken Patera e Bam Bam Bigelow viene sconfitta da Andrè the Giant, One Man Gang, King Kong Bundy, Butch Reed e Rick Rude (Andrè resta solo sul ring mentre Hogan è eliminato per countout).

Il 5 febbraio 1988, Hogan e Andrè si affrontano ancora durante Saturday night Main Event ma in questa occasione Hulk è vittima delle macchinazioni di Ted DiBiase:  ad arbitrare il match è infatti Dave Hebner, il “corrotto”  fratello gemello dell’arbitro  Earl Hebner, che esegue il conteggio di tre sul campione in carica nonostante abbia alzato chiaramente la spalla. Conclusosi il match, Andrè regala la cintura a DiBiase e a nulla serve l’intervento del vero Earl Hebner che tenta di invalidare il risultato dell’incontro: solo in seguito i vertici WWF dichiarano nullo il passaggio del titolo e decidono di rimettere in palio la cintura in un torneo a eliminazione diretta  a Wrestlemania IV.

Il 27 marzo 1988 si tiene l’attesa quarta edizione di Wrestlemania in cui Hogan e Andrè si trovano di nuovo faccia a faccia ma entrambi vengono squalificati ed eliminati dal torneo per una serie di reciproche scorrettezze. Ad aggiudicarsi il torneo è Macho Man Randy Savage, grazie anche ai ripetuti interventi di Hulk: da questa nuova alleanza nascono i Mega Powers, uno dei più celebri tag team nella storia della WWF che a Summerslam (29/8/88) sconfigge la coppia Andrè / Ted Di Biase. Circa un mese prima Hogan (31 luglio) aveva avuto di nuovo la meglio su Andrè in uno steel cage match.

A Survivor Series (24/11/88), i Mega Powers insieme a Koko B. Ware, Hillibilly Jim e Hercules si impongono su Ted di Biase, Big Boss Man, Haku, Akeem e Red Rooster (Hogan e Savage sono gli unici sopravvissuti dell’elimination match). Tuttavia la presenza di miss Elizabeth (manager di Macho) ben presto inizia a pesare fomentando le gelosie di entrambi i wrestlers: la situazione precipita durante un match contro i Twin Powers, in cui Elizabeth viene involontariamente colpita da Macho (sbattuto fuori dal ring da Akeem) e portata subito da Hogan nell’infermeria del backstage. Savage resta da solo sul ring e al ritorno del compagno abbandona a sua volta il quadrato dopo un breve diverbio per andare dalla sua manger. Hogan riesce a chiudere lo stesso l’incontro ma nel backstage si riaccende la discussione con Macho che porta inevitabilmente alla rottura della coppia e alla sfida nell’imminente Wrestlemania V.

Il 2 aprile 1989 al Trump Plaza di Atlantic City Hogan sconfigge Macho Man nel main event della quinta edizione di Wrestlemania aggiudicandosi così il suo secondo WWF World Title.

Dopo aver avuto ragione di Big Boss Man e Honkytonk Man (rispettivamente il 21 aprile e il 22 luglio) Hulk affronta, in coppia con l’amico Brutus Beffcake, di nuovo Savage e il suo alleato Zeus a Summerslam (28/8/89) riportando un’altra acclamatissima vittoria.

Il 23 novembre a Survivor Series, insieme a Jake “The Snake” Roberts. Ax e Smash (gli Hulkamaniacs) si impone Ted di Biase, Zeus e the Powers of Pain (Million Dollar Team).

Il 21 gennaio 1990 Hogan, praticamente al top della sua carriera, vince la sua prima Royal Rumbe mandando in delirio l’arena, ma la prima vera sconfitta dell’Hulkmania è ormai prossima: iniziano infatti i primi dissapori con il campione intercontinentale Ultimate Warrior (nuovo idolo dai fans e già a fianco di Hogan nel vittorioso tag team match contro Lanny Poffo e Mr Perfect del 3 gennaio), eliminato involontariamente da Hulk durante la Rumble.

1 aprile: allo Skydome di Toronto va in scena (davanti a 67.678 persone) la sesta storica edizione di Wrestlemania dove Hogan perde con onore contro Warrior in un match di riunificazione delle cinture dicendo addio alla sua imbattibilità: l’abbraccio tra le due icone alla  fine dell’incontro è uno dei momenti più emozionanti nella storia del wrestling.

Il 13 aprile torna in Giappone e a Tokio sconfigge Stan Hansen. Il 27 agosto a Summerslam si scontra con Earthquake (peso: 225kg) per vendicarsi dell’aggressione in cui ha riportato la frattura di 2 costole e vince per countout.

22 novembre, Survivor Series. Hulk disputa due match: nel primo in coppia con Jim Duggan, Big Boss Man e Tugboat sconfigge Earthquake, Haku, Dino Bravo e the Barbarian. Nel secondo incontro insieme a Ultimate Warrior e Tito Santana elimina la squadra composta da Ted di Biase, Rick Martel, Warlord, Hercules e Paul Roma.

Il 19 gennaio 1991, vince di nuovo la Royal Rumbe aggiudicandosi così una nuova chance per il titolo mondiale detenuto da Sgt. Slaughter. La loro rivalità trova  nella Guerra del Golfo, in pieno svolgimento in quel periodo, un grandioso espediente per catalizzare l’attenzione del pubblico, dato che Slaughter si dichiara simpatizzante del regime iracheno.  Il 23 marzo, un Hogan patriottico come non mai, infligge una dura sconfitta a Slaughter nel main event di Wrestlemania VII diventando così campione WWF per la terza volta.

Il 30 marzo, nuovamente in Giappone,  in coppia con  Genichiro Tenryu perde per countout contro i Legion of Doom.

A Summerslam (26/8/91) in coppia con Warrior, spazza via Sgt. Slaughter, Col. Mustafa e Gen. Adnan.

Una nuova minaccia per l’Hulkmania si sta però profilando all’orizzonte e risponde al nome di Undertaker: tutto ha inizio con l’aggressione di Hulk da parte del becchino durante un’intervista rilasciata a Paul Bearer (manager storico di Taker) da cui Hogan esce fuori piuttosto malconcio. Il 29 novembre  Hulk affronta Undertaker a Survivor Series ma a causa di un’interferenza di Flair (che prima distrae Hogan e poi posiziona sul quadrato un sedia su cui viene eseguita la Tombstone vincente) perde ingiustamente la cintura di campione riconquistandola però il successivo 3 dicembre nell’evento “Tuesday in Texas”. La conclusione di questo rematch è ancora una volta piuttosto controversa perché Hulk acceca Undertaker con le ceneri contenute nell’urna custodita da Bearer e i vertici della WWF decidono di dichiarare il titolo vacante e di metterlo in palio nella successiva edizione della Royal Rumbe.

Il 12 dicembre Hogan compie una nuova trasferta in Giappone e a Tokio sconfigge Genichiro Tenryu.

19 gennaio 1992: al termine della più celebre edizione della Royal Rumbe, Hogan si ritrova sul ring insieme a Flair e Sid Justice ma quest’ultimo lo elimina a sorpresa troncando di fatto la loro alleanza: alla fine è Flair ad avere la meglio e a portarsi a casa il WWF World Title approfittando proprio dell’intervento di Hulk che tenta di tirare giù dal ring Sid per vendicarsi.

Hogan viene successivamente scelto come lo sfidante ufficiale di Flair a Wrestlemania ma rifiuta questa opportunità per pareggiare i conti con Sid che, dopo la momentanea riappacificazione post Royal Rumbe, tradisce ancora Hulk lasciandolo da solo in un tag-team match contro Flair e Undertaker.

A Wrestlemania VIII (5/4/1992) Hulk, nel suo presunto ultimo match prima del ritiro, riesce a fatica a tener testa alla devastante potenza di Sid e si aggiudica l’incontro solo grazie alla squalifica dell’avversario determinata dall’inferenza del manager Harvey Wippleman. La mediocrità di questo match è parzialmente salvata dall’inattesa irruzione sul ring del rientrante Warrior, che sopraggiunge  in soccorso di Hogan attaccato  da Sid e da Papa Shango dopo che è già stata decretata la squalifica: tuttavia è ormai chiaro che Hogan non è più quello di un tempo e con questo incontro l’Hulkmania sembra inziare la sua fase discendente.

Il 3 maggio in Giappone sconfigge The Great Muta: in seguito Hulk e Muta si impongono sugli Hellraiser (Hawk e Kensuke Sasaki).

Per quasi un anno Hogan resta lontano dal ring per girare un film e rientra per aiutare l’amico Brutus Beefcake a vendicarsi dell’aggressione subita dai campioni di coppia Ted di Biase e da IRS: i 4 si affrontano a Wrestlemania IX (4/4/1993) in un match valido per il WWF Tag Team Title che Hogan e Brutus perdono per squalifica.

La stessa sera Bret Hart perde il WWF title contro Yokozuna (Bret viene accecato con del sale dal manager Mr Fuji…) però all’improvviso Hulk sale sul ring e protesta per il risultato del match. Yokozuna va su tutte le furie e lo sfida subito in un incontro valido per il titolo: le cose non vanno molto bene per il novello campione perché Hulk lo sconfigge in appena 23 secondi conquistando così il suo quinto WWF Title.

Yokozuna ottiene comunque la sua rivincita a King of the Ring (13/6/93) grazie all’aiuto di un misterioso fotografo (Harvey Wippleman travestito) che lancia una specie di palla di fuoco addosso a Hogan stordendolo: si tratta di uno dei peggiori match mai disputati da Hulk e di una delle sue ultime apparizioni nella WWF fino al 2002: il 30 luglio infatti, dopo un altro scontro con Yokozuna vinto per countout (Dortmund, Germania) decide di lasciare la federazione.

CAPITOLO III: WCW. L’ALTRA FACCIA DELLA LEGGENDA: HOLLYWOOD HOGAN E L’NWO (1994-2000)

All’inizio del 1994 (4 gennaio) Hogan torna in Giappone e riporta una grande vittoria su Tatsumi Fujinami. L’11 giugno firma con la WCW (nuovo nome della storica NWA acquistata da Ted Turner) dopo essersi dedicato per diversi mesi anche alla realizzazione del serial “Thunder in Paradise”.

Il 17 luglio, a Bash at the Beach, sconfigge Ric Flair nel suo match di debutto  conquistando il WCW World Title. In quell’estate, Hulk viene coinvolto nel caso Zahorian e testimonia al processo in cui Vince Mcmahon è accusato di aver costretto i wrestlers della WWF a prendere steroidi da lui stesso venduti: Hogan difende Mcmahon dichiarandolo completamente estraneo alla vicenda e afferma che  erano i wrestlers a procurarsi le sostanze di loro spontanea volontà senza pressioni dall’alto. Nel corso della sua testimonianza, è comunque costretto ad ammettere pubblicamente di aver fatto uso di steroidi fino al 1989.

Dopo questi fatti incresciosi affronta di nuovo Flair a Clash of the Champions XVIII (29/9/94) e a Halloween Havoc (23/10/94) conservando la cintura.

A Starcade (27/12/94) si impone su the Butcher (nuova gimmick di Ed Leslie alleatosi con i Dungeon of Doom perché invidioso del successo di Hogan).

Nell’edizione di Bash at the Beach dell’anno successivo (16/7/95) se la deve vedere contro Vader in uno steel cage match ma anche in questa occasione Hulk esce vincitore. I due si erano già affrontati in un cage match a Slamboree (25/5/95) rispettivamente in coppia con Flair e Macho Man ma gli ex Mega Powers non avevano lasciato speranza agli avversari.  A Clash of the Champions XXXI (4/8/95) Hogan sconfigge Kamala.

l’Hulkmania sembra vivere una seconda giovinezza e solo dopo più di un anno di regno da campione arriva la prima immeritata sconfitta contro The Giant (Paul Wight alias Big Show) a Halloween Havoc (29/10/95): i due si scontrano in un assurdo monster truck match (fortunatamente la pagliacciata su questi enormi mezzi dura pochi minuti e i conducenti passano presto allo scontro fisico vero e proprio) durante il quale Jimmy Hart, manager di Hogan, tradisce il campione e si schiera dalla parte di Giant. La successiva interferenza di Macho Man (che attacca the Giant) costa la squalifica e la perdita del titolo a Hogan per via dell’astuta stipulazione del match voluta da Jimmy Hart.

I dirigenti della WCW decidono comunque di dichiarare il titolo vacante e di rimetterlo in palio a World War 3 (26/11/95) in una battle royal dove si affrontano 60 wrestlers divisi su tre ring: Hogan viene eliminato in modo scorretto proprio da the Giant mentre Macho Man conquista il titolo. La resa dei conti definitiva avviene a Superbrawl VI (11/2/96) e Hulk sconfigge finalmente the Giant in uno steel cage match.

Tuttavia il pubblico sta iniziando lentamente a stancarsi di Hogan e della sua eterna immagine di eroe senza macchia: gli incontri che disputa non suscitano più l’interesse di una volta e in alcune occasioni sono accompagnati dai fischi (in questo periodo su internet circolano anche molte falsità finalizzate a screditare Hulk e la sua carriera): il caotico (e poco realistico) match in coppia con Savage contro ben 8 lottatori (Flair, Arn Anderson, Meng, Barbarian, Lex Luger, Kevin Sullivan, Ze Gangsta e The Ultimate Solution) a Uncensored (24/4/96) è solo un esempio di quanto appena detto.

Un’altra grande svolta nella carriera di Hogan è comunque vicina…

7 luglio 1996: Bash at the Beach. Una data storica per tutti gli appassionati di wrestling che segna il primo incredibile passaggio di Hogan tra le schiere dei cattivi: nel main event del ppv, praticamente un handicap match, con Sting, Luger, Macho Man da una parte e Nash e Hall dall’altra, Hulk irrompe a sorpresa e aggredisce Macho Man  rivelando così di essere il lottatore misterioso che non si era presentato all’inizio dell’incontro. Hogan tradisce quindi i suoi vecchi amici e offre su un piatto d’argento la vittoria a Nash e a Hall: con un storico discorso rinnega il suo passato e fonda così il New World Order (NWO), la stable più importante nella storia del wrestling dopo la formazione originaria dei Four Horsemen.

Il 10 agosto, a Hog Wild, sconfigge The Giant e riconquista il WCW World Title: l’NWO lo ha rapidamente rilanciato ai vertici della federazione e Hollywood Hogan (come inizia a farsi chiamare dopo aver abbandonato la sgargiante tenuta giallo e rossa per un nuovo look in bianco e nero molto più aggressivo) conserva il titolo di campione per un anno.

Il 27 ottobre, ad Halloween Havoc ha la meglio su Randy Savage mentre il 29 dicembre a Starcade viene sconfitto per sottomissione (via Sleeperhold) in un non title match da Roddy Piper di cui si vendica il 23 febbraio 1997 a Superbrawl.

Il 4 agosto 1997 cede il titolo a Luger ma lo riconquista 5 giorni dopo a Road Wild grazie alle interferenze dell’NWO. A Halloween Havoc (26/11/97) perde un altro non title match contro Roddy Piper.

A Starrcade (28/12/97) è sconfitto da Sting al termine di un altro incontro piuttosto controverso che si segnala anche per il debutto nella WCW di Bret Hart, intervenuto per contestare la decisione arbitrale di assegnare in un primo momento la vittoria al campione in carica. Il titolo è dichiarato vacante ma nel rematch a Superbrawl (22/02/98) Sting conquista definitivamente la cintura.

A Uncensored (15/3/98) affronta Randy Savage ma il match finisce in no contest: il 20 aprile a Nitro, i due si scontrano di nuovo (questa volta con il titolo WCW in palio vinto la sera precedente da Savage ai danni di Sting) e Hogan riesce a tornare campione.

A The Great American Bash (14/6/98) sconfigge in tag con Bret Hart, Macho Man e Roddy Piper. il quarto regno da campione di Hollywood è comunque poco duraturo: dopo due mesi e mezzo è costretto ad arrendersi alla furia distruttiva di Goldberg che, nell’edizione del Monday Nitro del 6 luglio, vince sia  l’U.S. Title contro Hall che il WCW Title contro Hogan.

Qualche mese dopo, quando il destino di Hollywood Hogan si incrocia ancora  con quello di Warrior, molti si aspettano un remake dello scontro epico di Wrestlemania 6 ma il loro match di Halloween Havoc (25/11/98) si rivela purtroppo un autentico flop: la prestazione di entrambi è a dir poco imbarazzante e la vittoria di Hogan grazie all’interferenza del nipote Horace (con relativo tentativo di dare fuoco al malcapitato Warrior) non aggiunge assolutamente niente a questo incontro deludente sotto ogni punto di vista che segna  l’inizio del lento declino della gloriosa WCW.

Durante l’edizione del Moday Nitro del 4 gennaio 1999, sconfigge Kevin Nash riconquistando il WCW World Title ( a dire la verità si tratta di un match farsa perché Nash si fa abbattere con un solo dito regalando così la cintura): l’importanza di questo incontro non è tanto nel quinto titolo vinto da Hogan quanto nella fondazione da parte dei due contendenti dell’NWO Wolfpac, nuova genesi della stable originaria che in precedenza si era scissa in Wolfpac (con a capo Nash) e Hollywood (con a capo Hogan).

La prima sfida per la cintura viene lanciata da Ric Flair e a Superbrawl (21/2/1999) Hogan riesce a spuntarla grazie anche all’interferenza di David Flair che stordisce il padre con uno Stun Gun.

Nella seconda sfida ad Uncensored (14/3/99), the Nature Boy si vendica e diventa campione grazie alla complicità dell’arbitro corrotto Charles Robinson che finge di non accorgersi del sangue che sta uscendo dalla fronte di Flair (si trattava di un first blood steel cage match). A sorpresa, durante l’incontro, il pubblico torna a sostenere Hogan come non avveniva più dalla nascita dell’NWO e quasi involontariamente viene compiuto il primo passo verso un importante ritorno all’originaria immagine di eroe buono.

A Spring Stampede (11/4/99) affronta in un match a 4 (valido per il titolo) Sting, Flair e Diamond Dallas Page che lo infortuna gravemente a un ginocchio con una tremenda Figure Four Leg Lock eseguita servendosi di uno dei paletti del ring.

Il 12 luglio, dopo un’operazione e 3 mesi di stop (che non si rivelano sufficienti a risolvere del tutto i problemi al ginocchio malandato), Hogan torna in azione a Nitro dopo aver rotto nelle settimane precedenti diverse sedie e stampelle in testa a DDP e sconfigge in modo rocambolesco il campione in carica Randy Savage: assistiamo prima all’interferenza di Sid Vicious (allontanato dal ring da Sting) e successivamente a quella di Nash, che mette ko Savage con la Jacknife Powerbomb regalando la vittoria a un Hogan tramortito. Con questa affermazione, il “ritorno” tra i buoni diventa quasi una certezza e inizia a concretizzarsi con la sfida lanciata da Nash per l’imminente  Road Wild.

Il 19 luglio sempre a Nitro, sconfigge per squalifica Sid Vicious a causa dell’intervento di Nash: anche Sting interviene nella contesa in difesa del campione in carica ma il suo altruistico gesto viene vanificato dall’arrivo di Rick Steiner. Lo squilibrio delle forze in gioco (3 cattivi contro 2 buoni) trova un bilanciamento nella devastante irruzione di Goldberg che spazza via Sid e soci alleandosi con Sting e Hogan.

 

T.C. the Punisher

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