Hall of Shame: Thurman “Sparky” Plugg

Hall of Shame: Thurman “Sparky” Plugg

Thurman “Sparky” Plugg

Avrebbero dovuto dargli uno STOP

Ci sono due sport che saltano subito alla mente quando si parla di “Americanate”…

Uno è il wrestling è l’altro è senza dubbio la NASCAR, le corse spericolate sui circuiti ovali a 400 kilometri orari a base di metanolo! Misure di sicurezza abbozzate, incidenti, incendi e feriti sono all’ordine del giorno nella NASCAR Racing e gli stezzi “Americanazzi” che seguono queste corse in linea di massima adorano anche il Pro-Wrestling Americano! Incidenti di automobili sugli ovali o schiacciate accompagnate sul ring, non fa differenza per l’americanazzo panzone spaparanzato di fronte la TV!  L’importante è lo spettacolo!

Per questo motivo quel “genio” di Vince McMahon ha pensato di proporre una gimmick che racchiudesse la velocità e la pericolosità della NASCAR e la spettacolarità di un vero atleta con la forza di un vero wrestler!

Oh, detta così sembra un’ottima idea, ma non è andata proprio così!

Vi presento Thurman “Sparky” Plugg:

Molti di voi si saranno già resi conto che dietro quella “folta” capigliatura si cela il nostro mitico “Bob / Hardcore Holly”, che abbiamo imparato ad amare (e anche ad odiare) in tutti questi anni.

“Sparky” venne introdotto nella WWF di metà anni 90 con una serie di vignette che lo vedevano protagonista in alcune corse di NASCAR. Il video mostrava “Sparky” che correva sui circuiti ad un certo punto si fermava ai box e si faceva intervistare dalle telecamere della federazione dei McMahon dicendo “Sto arrivando alla WWF!” . Lui, con queste giacchette sportive, con il logo WWF e una serie di decorazioni a scacchi (proprio come la bandiera che indica la fine della corsa nel mondo dei motori). Lo vedevamo a volte addirittura a controllare i motori, in altre invece controlla la pressione delle gomme, in altre ancora si prepara alla partenza della corsa, dicendo varie volte che dopo aver conquistato il mondo delle corse si prepara a conquistare il mondo del wrestling.

Una carriera automobilistica di cui nessuno ha mai sentito parlare!

Il suo nome era il solito gioco di parole tipico degli “Anni ’90” del wrestling. La parola “Spark” è quella che noi chiamiamo “candela” del motore e la parola “Plugg” sta ad indicare l’iniezione dell’automobile.

Senza dubbio un gran bel nome! … ehm! …vabbè!

Arriva il momento del debutto di Sparky Plugg e (ovviamente) si presenta con la sua giacchetta antologica ed un costume a tema: le bratelle e i pantaloni hanno anch’essi la tipica striscia a scacchi che lo contraddistingue.

Nostante il fatto che dimostra di essere un buon worker sul ring, nonostante mostrasse in ogni match una buona tecnica ed uno dei migliori “dropkick” del business, la gente continuava ad ignorare il suo personaggio.

Insomma, a chi dovrebbe importare di un pilota di Nascar (di cui nessuno ha mai sentito parlare d’altronde!) che fa Wrestling a livello professionistico?

Ci si chiede a chi è rivolto il suo personaggio e soprattutto perché. Perché infilare un buon wrestler in una gimmick fallimentare già dai primi sintomi? Perché un pilota?

Un vero appassionato di Nascar non se lo filerebbe MAI…e sapete perché? Perché semplicemente la sua carriera nella Nascar non è mai esistita. Quindi via gli appassionati di Nascar.

Un ragazzino non si appassiona al personaggio poiché non è poi così simpatico come personaggio e poi perché non ha niente di particolare e soprattutto non FA niente di particolare a parte entrare con quella sua giacchetta.

Da notare anche il suo breve stint assieme a “The 1-2-3 Kid” (a.k.a. Sean Waltman, a.k.a. X-Pac, a.k.a. 6-Pac, a.k.a. Six-Pac, a.k.a Ics Pac, a.k.a. Sei Pacco) come WWF Tag-Team Champions.

Per ridare un minimo di appeal al suo personaggio, venne ribattezzato in seguito Bob “Spark Plugg” Holly… ma non ci fu niente da fare, alla fine degli anni 90 la gimmick venne cancellata.

Subito dopo gli venne chiesto di ossigenarsi i capelli e diventare “Bodacious Bob”.

Ma quella è un’altra storia.

Luca Celauro
lucapoison@gmail.com

Data originale di pubblicazione: 6 Novembre 2009

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