Hulk Hogan: il più grande di tutti i tempi (Parte 2 di 4)

Hulk Hogan: il più grande di tutti i tempi (Parte 2 di 4)

A Nitro (26 luglio) in tag con Sting, viene sconfitto in modo sporco da Nash e Sid: Rick Steiner colpisce infatti Hogan alla testa con una sedia e questa volta Goldberg giunge sul ring quando Nash ha già eseguito il pin vincente.

Il 2 agosto (ancora a Nitro) interviene per porre fine alle scorrettezze durante il main event della serata che vede contrapposti Goldberg e Sting a Steiner e Sid, ma Nash lo blocca schiantandolo sul tavolo dei commentatori con la solita Jacknife Powerbomb.

9 agosto: in un atmosfera quasi surreale, Hogan fa il suo ingresso nell’ arena del Monday Nitro indossando la sua vecchia tenuta giallo e rossa accompagnato nuovamente dalla theme “American Made” accantonata dopo la nascita dell’NWO: quella sera, acclamatissimo dal pubblico, sconfigge Sid, Nash e R. Steiner insieme ai fedeli alleati Sting e Goldberg segnando così la rinascita dell’Hulkmania.

A Road Wild (14/8/99) Hulk infligge una dura lezione a Kevin Nash riuscendo a conservare il titolo WCW.

Il 16 agosto, a Nitro, affronta con successo Sid grazie all’aiuto di Sting (piombato sul ring a fermare le consuete azioni irregolari di Vicious e Steiner). 7 giorni dopo fronteggia lo stesso Sting in un match titolato ma lo scontro è interrotto da Steiner e Vicious che si accaniscono su entrambi i contendenti fino all’arrivo di Luger (in difesa di Sting) e di Goldberg (in difesa di Hogan). Un rematch tra i due viene fissato per il ppv successivo ma nel frattempo Luger convince Sting della malafede di Hogan mostrandogli delle foto in cui appare ancora legato ai colori dell’NWO.

Il 30 agosto (Nitro) Hogan e Goldberg sconfiggono The Triad (DDP, Bam Bam Bigelow e Kanyon) e la settimana successiva si impongono su DDP, Sid e Rick Steiner. Intanto le manovre di Luger per screditare Hulk agli occhi di Sting continuano.

Fall Brawl (12/9/99): L’incontro valido per il WCW World Title Tra Hogan e Sting è rovinato dalle interferenze di DDP, Sid e infine Luger che fornisce a Sting una mazza per colpire il campione in carica: il successivo schienamento pone così fine al brevissimo regno di Hogan e sancisce l’incredibile passaggio di Sting tra i cattivi.

Il giorno dopo a Nitro, Sting e Luger sconfiggono in modo scorretto Bret Hart e Hogan: la rivincita dell’Hulkster è però vicina perché nell’edizione del Monday Nitro del 4 ottobre riesce ad imporsi sui suoi due nuovi nemici in uno storico match in cui fa coppia con Ric Flair.

Halloween Havoc (24/10/99): il tanto atteso rematch tra Hogan e il nuovo campione Sting non ha praticamente luogo dato che Hulk sale sul ring in abito borghesi, si sdraia a terra e si lascia schienare in segno di protesta (in realtà si tratta di una delle tante stravaganti trovate del writer Vince Russo, il cui unico vero scopo è quello di sbarazzarsi di Hogan perché lo considera un pericoloso ostacolo alla sua sete di popolarità).

Monday Nitro dell’14 febbraio 2000: Hogan torna nella WCW e nel main event della serata sconfigge per squalifica Flair (Flair si avvale dell’intervento scorretto di Luger). La settimana successiva ha la meglio su Luger in un last man standing cage match: la loro rivalità si conclude a Superbrawl (20/2/2000) dove Hogan si impone su Luger nonostante una mano ingessata: la prevedibile interferenza di Flair è neutralizzata a sorpresa da Sting che, dopo il tradimento dell’anno precedente, torna ad allearsi con Hulk.

I conti con Flair vengono regolati una volta per tutte ad Uncensored (19/2/2000): le due icone si affrontano in uno strap match da cui The Nature Boy esce sconfitto.

Il 20 marzo a Nitro, Hogan e il campione del mondo in carica Sid Vicious affrontano Jeff Jarrett e Scott Steiner: nel corso del match Sid si rende conto che tutto il pubblico sta tifando per Hulk e accecato dall’invidia lo attacca inchiodandolo al tappeto con un micidiale Chokeslam: in apparenza sembrano esserci i presupposti per una nuova sfida titolata,  ma l’assurdo azzeramento di tutte le rivalità in corso e l’espropriazione dei titoli detenuti dai rispettivi campioni imposta da Vince Russo, porta nel giro delle settimane successive a uno stravolgimento dei già delicati equilibri all’interno della WCW e ad una progressiva diminuzione dei ratings.

Il personaggio di Hogan viene snaturato e inserito in una trama che prevede uno scontro generazionale tra i wrestlers anziani (The Millionaires Club) e quelli più giovani (New Blood): Hulk è costretto ad abbandonare di nuovo la tenuta giallo/rosso, torna a vestirsi di nero (sfoderando anche un’inedito abbigliamento alla Stone Cold…) e si trova coinvolto in una deprimente rivalità contro il peso leggero Billy Kidman che sconfigge sia a Slamboree (7 maggio) che a Great American Bash (11 giugno).

9 luglio 2000: Bash at the Beach. Hogan deve affrontare Jeff Jarrett in un match valido per il WCW World Title grazie alla stipulazione speciale dell’incontro di Great American Bash però Jarrett, una volta salito sul ring, si distende a terra  su ordine di Vince Russo e tra lo stupore generale si lascia schienare senza opporre resistenza. Finito il conteggio, Hulk raccoglie la cintura di campione gettata con disprezzo sul quadrato da Russo e torna nel backstage dopo aver gridato di fronte ai fans increduli che è grazie a idee ridicole come quella se la WCW è in crisi. Nel corso della serata Russo prende la parola e offende pesantemente Hogan accusandolo di aver imposto la sua clausola di controllo creativo del personaggio per costringere Jarrett a perdere: il suo delirante discorso (dove si intuisce chiaramente la volontà di allontanare Hulk dalla federazione) si conclude con la riconferma di Jarrett campione e la proclamazione di Booker T come nuovo sfidante per il titolo. Incredibilmente, la cintura di cui Hogan è entrato in possesso non ha più alcun valore…

Gli sconcertanti fatti di Bash at the Beach fanno in poche ore il giro del mondo e per tutta l’estate sono oggetto di infuocate discussioni tra gli appassionati che non riescono a capacitarsi di come sia stato possibile arrivare a tanto e sopratutto cosa sia realmente accaduto quella notte…

Sulla vicenda non è mai stata fatta chiarezza fino in fondo.: Si dice che Hogan si sia rifiutato di perdere e di subire a fine match una violentissima aggressione da parte Scott Steiner per poi abbandonare definitivamente la WCW: da qui sarebbe maturata la decisione del Russo di obbligare Jarrett ad agire in quel modo perchè riteneva inaccettabile l’idea di una vittoria pulita di Hulk. C’è però chi sostiene che invece si sia trattato di una grandiosa messa in scena, costruita appositamente per salvare la federazione dalla terribile crisi che la stava portando sull’orlo del fallimento: secondo questa teoria, Hogan doveva tornare in azione qualche mese dopo per allearsi con Bischoff nell’intento di distruggere Russo e affrontare Goldberg (che in quel periodo era stato trasformato in un poco ispirato super cattivo) in una sfida dagli antichi sapori.

Qualunque sia la verità, possiamo affermare con certezza che qualcosa è andato storto rispetto ai piani originali perché Hogan non solo non ha fatto più ritorno alla WCW (fallita 8 mesi dopo BATB) ma ha anche intrapreso un’azione legale contro Russo in merito alla quale il tribunale ha emesso una sentenza nell’agosto 2003 (vedi capitolo VI).

CAPITOLO IV. L’HULKMANIA VIVE ANCORA? (2001)

Dopo i fatti di Bash at the Beach, iniziano a circolare le voci più disparate sul futuro di Hogan: in rete si parla di un suo ritorno in Giappone, di un’ultima apparizione alla WCW e addirittura di un possibile ingaggio da parte della WWF. In realtà Hulk continua ad avere grossi problemi al ginocchio (nonostante due operazioni) e per lui è impensabile qualsiasi impegno sul ring anche saltuario: In questo periodo comincia anche a pensare seriamente al ritiro, idea già presa in considerazione  negli ultimi anni alla WCW e poi sempre rimandata per non lasciare la federazione senza un importante punto di riferimento.

In occasione di Wrestlemania 17 viene contattato da Vince Mcmahon che gli propone un match contro Triple H ma il progetto salta a causa delle sue pessime condizioni fisiche: Hulk segue Wrestlemania in televisione e si rende conto di aver perso un occasione importante…

Alcuni giorni dopo si sottopone a una terza operazione al ginocchio che finalmente dà i risultati sperati perchè l’equipe del Dott. Picci riesce a fargli recuperare la completa funzionalità dell’articolazione e nei mesi successivi torna a far parlare di sé con un fantomatico progetto che i siti specializzati non tardano a chiamare “Hulk Hogan Wrestling Federation”: in realtà si tratta della XWF (sfortunata federazione fondata dall’amico Jimmy Hart) a cui accetta di prendere parte per disputare un solo match (14 novembre) in cui sconfigge Mr Perfect. Da notare che  Hulk partecipa solo per aiutare la neonata XWF a decollare e per mettere alla prova le sue condizioni generali senza pretendere un solo dollaro per l’ingaggio.

Questa esperienza gli permette di riacquistare fiducia in se stesso e presto le voci di un suo ritorno alla WWF iniziano a farsi sempre più insistenti: in un primo momento si parla di una rematch contro Warrior a Wrestlemania 18 ma poi si cominciano a fare anche i nomi di Kevin Nash e Scott Hall e quindi di un  ritorno dell’NWO.

Nello stesso periodo Randy Savage lo sfida in un  match di beneficenza che Hulk però rifiuta per stare vicino al padre malato (deceduto poi alla fine del 2001). Intanto, a fine dicembre, la firma con la WWF sembra essere quasi cosa fatta…

CAPITOLO V. WWF/WWE. IL RITORNO DELLA LEGGENDA. (2002).

25 gennaio: Hulk, tornato fisicamente in gran forma,  firma un contratto annuale con la WWF con la possibilità di rinnovarlo per un altro anno.

17 febbraio: un’altra data storica nella carriera di Hogan. In apertura del ppv No Way Out, dopo nove anni di assenza dalla WWF, Hulk o meglio Hollywood fa il suo trionfale ingresso nell’arena insieme a Nash e Hall vestito con i tradizionali colori dell’NWO: la reincarnazione della storica stable, voluta da Vince Mcmahon come ultima arma nella lotta per il controllo della federazione, non tarda a tornare ai vecchi metodi e il primo a farne le spese è Stone Cold Steve Austin che, nel main event della serata, vede sfumare la possibilità di diventare campione ai danni di Jericho proprio per l’intervento di Hogan e soci.

Nell’edizione di Raw post No Way Out (18 febbraio) The Rock sfida Hogan in un dream match a Wrestlemania X-8 ma viene aggredito da tutto il New World Order (grandioso il segmento in cui Hulk prende una bomboletta spray e scrive le parole “NWO 2 sweet” sulla schiena di Rocky): successivamente, l’ambulanza che sta trasportando il People’s Champion in ospedale, viene centrata in pieno da un tir guidato sempre da Hollywood. Le cose non vanno certo meglio a Stone Cold che una settimana dopo  subisce un’altro duro pestaggio rimediando un blocco di cemento sul ginocchio. Il 2 marzo, durante un house show, Hogan disputa il primo match dal suo ritorno in federazione sconfiggendo Rikishi.

11 marzo: (Raw) The Rock e Stone Cold Steve Austin vengono sconfitti dall’NWO al termine di un handicap match in cui risulta decisivo il Running Leg Drop di Hogan eseguito proprio su The Rock.

17 marzo: Wrestlemania 18 (Toronto, Canada). Hollywood Hulk Hogan e The Rock, i due wrestlers più rappresentativi degli ultimi 20 anni oltre che i simboli rispettivamente dell’era Gimmick e dell’era Attitude, si affrontano in un grandioso match senza interferenze e scorrettezze: all’inizio dell’incontro il pubblico (68.237 spettatori) tifa per metà Hogan e per metà The Rock ma alla fine, cosa che non ha precedenti nella storia della WWF, i fans abbandonano il loro nuovo idolo per schierarsi tutti o quasi dalla parte del vecchio campione. Poco importa se è Hogan a uscire sconfitto dall’epico scontro: l’arena ha già decretato il suo eroe. Terminato il match, i due si stringono sportivamente la mano ma Hall e Nash non gradiscono e accorrono dal backstage per punire Hulk del suo fallimento: The Rock interviene prontamente e respinge il loro attacco alleandosi così con Hogan tra gli applausi scroscianti dell’arena.

18 marzo: a Raw, Nash e Hall perdono per countout contro The Rock e Hollywood Hogan tornato, a furor di popolo, nuovamente buono.

21 marzo, Smackdown: Hulk interviene per neutralizzare l’interferenza di Hall ai danni di The Rock (in procinto di schienare Nash) ma viene colpito a sorpresa da X-Pac, nuovo membro dell’NWO. Il 25 marzo a Raw, sempre in coppia con The Rock perde per squalifica contro Nash, Hall e X-Pac a causa dell’interferenza di Kane: la stessa sera, durante le selezioni antecedenti il draft della federazione, Vince Mcmahon lo sceglie e lo inserisce nel roster di Smackdown. Tre giorni dopo a Smackdown, il trio composto da The Rock, Kane e Hogan si vendica sconfiggendo l’NWO.

4 aprile: a Smackdown The Rock annuncia tra il tripudio generale che a Backlash lo sfidante di campione in carica Triple H sarà Hulk Hogan e poco dopo Vince Mcmahon dà la conferma ufficiale. Per l’occasione Hogan si presenta nell’arena con un nuovo costume (forse il migliore di tutta la sua carriera)  dai mitici colori giallo e rosso. È ormai evidente che Hulk sta assumendo di nuovo il ruolo di uomo di punta  della federazione e non tardano le iniziative mirate a una rinascita dell’Hulkmania: oltre ai numerosi promo e gadgets, la WWF gli dedica addirittura un sito internet con tanto di biografia e foto.

Il 18 aprile (Smackdown) affronta Angle e Jericho in coppia con Triple H: quest’ultimo poco prima del pin vincente lo colpisce con una sedia per vendicarsi di un colpo subito per errore durante il match.

Il 21 aprile a Backlash i sogni di tutti i fans di Hogan diventano realtà: al termine di un tesissimo match (caratterizzato anche dalle pesanti interferenze di Undertaker e Jericho) Hulk riesce a strappare l’Indisputed Title dalle mani di Triple H tornando campione WWF all’età di 49 anni. Nelle settimane successive sembra di essere tornati ai tempi d’oro dell’Hulkmania di fine anni 80 tanto è l’eco di questo impensabile successo: il pubblico continua infatti a impazzire per Hogan, a venerarlo come un dio e a seguire le sue gesta  con un’incredibile partecipazione.

Il 29 aprile a Raw affronta William Reagal (divertentissimi i momenti precedenti al match in cui Hogan accetta una tazza di the per poi sputarglielo addosso) ma, quando sta per chiudere l‘incontro, Undertaker (sfidante per il titolo a Judgment Day) lo assale. Il 2 maggio a Smackdown difende il titolo sconfiggendo Jericho.

La settimana successiva a Raw (6 maggio), Hogan distrugge con un tir la moto di Undertaker (questa edizione dello show si segnala anche per l’ufficializzazione della nuovo nome della federazione che passa dallo storico marchio WWF alla sigla WWE) mentre a Smackdown (9 maggio) sfida insieme a Edge la coppia Angle/Jericho: il match termina in no contest per via dell’intervento di Triple H che stende tutti a suon di martellate.

Il 13 maggio (a Raw) affronta Ric Flair in un match valido per il titolo da cui esce vincitore grazie all’aiuto di Stone Cold e Bradshaw (intervenuti per controbilanciare le interferenze di Big Show e X-Pac). La stessa sera subisce una dura aggressione da parte di Undertaker che gli lega una corda intorno ai piedi e lo trascina via con la sua nuova moto. Nella successiva edizione di Smackdown Vince Mcmahon urla a Hogan che l’Hulkmania fa schifo e che Undertaker la spazzerà via: l’esternazione gli vale un pugno in faccia e un Leg Drop.

19 maggio: a Judgment Day, Hulk perde l’Indisputed Title nel match contro Undertaker grazie all’intromissione di Vince Mcmahon. Nell’edizione di Smackdown post ppv (23 maggio) annuncia il suo ritiro ringraziando i suoi fans e dicendo che ormai è giunto il momento di farsi da parte: l’arrivo sul ring di Vince e le sue conseguenti minacce lo spingono però a cambiare rapidamente idea e a non ritirarsi fino a quando non avrà distrutto il boss della WWE.

Il 6 giugno a Smackdown! partecipa a una battle royal con in palio la possibilità di sfidare il campione in carica a King of the Ring: la battaglia ha un esito incerto in quanto Hogan e Triple H, rimasti gli unici sul quadrato, cadono contemporaneamente fuori dal ring e nel main event della serata i due si sfidano in un match risolutore vinto da The Game. Al  termine dell’incontro entrambi sono attaccati da Angle e Undertaker.

Una settimana dopo Hogan e Triple H affrontano gli assalitori: l’incontro diventa un handicap match perché Hulk subisce un’aggressione negli spogliatoi e arriva sul ring solo dopo che Triple H è stato squalificato per aver usato il solito martello contro Undertaker. Nonostante ciò, si toglie la soddisfazione di umiliare Angle strappandogli il bizzarro parrucchino che porta da quanto Edge lo ha rasato a zero.

23 giugno: a King of the Ring. Hogan disputa un ottimo match contro Angle ma è costretto a cedere all’Ankle Lock dell’avversario: l’epilogo dell’incontro è ad ogni modo piuttosto strano perchè Hulk tocca più volte le corde prima di arrendersi senza che l’arbitro intervenga a interrompere la presa del campione olimpico.

Il 27 giugno affronta Jericho vincendo per squalifica ma l’impressione generale dopo le ultime sconfitte è che la fiamma dell’Hulkmania si sia affievolita: intanto iniziano a circolare le voci di un super sfida contro Vince destinato a culminare in un match a Summerslam ma la WWE ha già pronta anche un’altra sorpresa…

4 luglio, Festa dell’Indipendenza: a Smackdown, in una atmosfera di altri tempi, Hogan entra nell’arena accompagnato dalla mitica “Real American” sventolando una bandiera americana e indossando tre boa dai colori rosso, bianco e blu. Quella sera conquista in coppia con Edge il WWE Tag Team Title sconfiggendo Chuck e Billy campioni in carica fin da Wrestlemania. 7 giorni dopo gli ex campioni tentano un nuovo assalto alle cinture ma la coppia Hogan / Edge riesce a conservare il titolo.

Il 18 luglio Hogan, Rikishi e Edge sconfiggono il Team Canada (Storm, Christian e Test) nel preludio al match programmato per il ppv Vengeance con in palio il Tag Team Title. Il 21 luglio a Vengeance, Storm e Christian diventano i nuovi campioni di coppia strappando le cinture a Hogan e Edge.

Il 25 luglio a Smackdown Hogan tenta di riconquistare le cinture affrontando Storm e Christian in coppia con The Rock ma ottiene solo una vittoria per squalifica: alla fine del match subisce un violento attacco da parte dalla nuova superstar Brock Lesnar, che lo manda ko con un micidiale F-5.

1 agosto, Smackdown. Hulk affronta di nuovo Angle: in palio c’è la possibilità di affrontare Lesnar e di sottrargli la chance per il titolo che si è guadagnato per Summerslam trionfando al torneo di King of the Ring. Hogan vince per squalifica ma non immagina cosa lo aspetta la settimana successiva…

8 agosto, Smackdown: lo scontro con Lesnar è durissimo però Hulk riesce a tener testa all’avversario più che dignitosamente fino a quando non viene distratto dal manager Paul Heyman che gli impedisce di eseguire un secondo Leg Drop e quindi di chiudere il match: Lesnar approfitta così del momento favorevole per eseguire prima l’F-5 e poi un tremendo bearhug. L’arbitro alza tre volte il braccio di Hogan (privo di sensi e sanguinante dalla bocca) che ricade sempre giù decretandone la sconfitta. Brock, su consiglio di Heyman, umilia ancora Hulk colpendolo con una sedia non appena quest’ultimo tenta di rimettersi in piedi: l’orrenda scena si conclude con Lesnar che cosparge il proprio petto con il sangue dello sfidante quasi a simboleggiare il suo battesimo come futura icona della WWE.

Dopo questa brutta batosta, Hogan non appare più in nessun show della federazione: la motivazione ufficiale è un infortunio alla schiena riportato nel suo ultimo incontro ma con il passare dei giorni iniziano a circolare voci di notevoli attriti con la dirigenza circa il compenso da percepire per un tour in Australia.

Nei mesi successivi al match dell’8 agosto si diffondono le notizie più disparate, alcune delle quali alimentate dalle dichiarazioni dello stesso Hulk: in più di un’occasione il suo ritorno alla WWE appare imminente per poi diventare impossibile solo qualche giorno dopo…

Prima di Survivor Series le parti si incontrano di nuovo per discutere la fattibilità di un rientro in federazione: l’idea è quella di riprendere la rivalità contro Lesnar, (diventato nel frattempo campione a Summerslam) e di farlo culminare in una resa dei conti definitiva nell’imminente ppv da cui  Hogan dovrà uscire sconfitto. Hulk accetta la proposta a condizione di vincere almeno una volta contro Brock strappandogli l’Indisputed Title in una delle edizioni di Smackdown precedenti il suddetto ppv: di fronte al secco rifiuto della dirigenza WWE, le trattative si arenano e Hogan comunica a Vince Mcmahon di non aver intenzione di riprenderle prima della fine dell’anno.

Il 19 novembre esce la sua biografia sotto il marchio WWE (scritta da lui e da Michael Jan Friedman) e contemporaneamente parte una lunga campagna pubblicitaria per promuoverla: durante le numerose apparizioni televisive, Hogan lascia intuire la volontà di tornare a lottare ma non si sbilancia sulla data del rientro. Nel frattempo piovono le prime critiche sul contenuto della biografia (mosse in particolare dalla moglie di Vince Mcmahon) in cui sarebbero state omesse alcune ombre del periodo d’oro 1984-1993 in primis la questione steroidi.

Verso la fine di dicembre, alcune fonti riferiscono di un’imminente trasferta di Hulk in Giappone per disputare alcuni tag team match insieme al suo grande amico Goldberg già sotto contratto con la AJPW di Keiji Mutoh. La cosa risulta però molto dubbia visto che il contratto in esclusiva con la WWE scade alla fine di gennaio 2003:  allo stesso tempo si continua a parlare di un ritorno a sorpresa di Hulk per disputare un ultimo grandioso match contro Vince Mcmahon in concomitanza di Wrestlemania 19.

CAPITOLO VI. WWE. HULKMANIA IS STILL RUNNING WILD (2003).

All’inizio di gennaio Hogan si reca a in Giappone insieme al figlio e subito tutti i principali siti specializzati danno per certa la sua partecipazione a uno show della Wrestle-1 in cui devono lottare anche Goldberg e Mutoh: quello che sembra il primo grande scoop dell’anno si rivela in realtà un clamoroso buco nell’acqua perché pochi giorni dopo si scopre che Hulk è nella terra del Sol Levante solo per visitare un salone automobilistico e non per lottare (nonostante il colloquio informale avuto con Mutoh).

Al termine dell’edizione di Smackdown del 23 gennaio, Hogan entra a sorpresa nell’arena accompagnato ancora dalle note Voodoo Child ed è accolto da un incredibile ovazione da parte del pubblico della durata di oltre 10 minuti: una volta presa la parola, visibilmente emozionato per la calorosa accoglienza, ringrazia i suoi fans e dice di aver firmato un nuovo contratto che segnerà il suo ultimo periodo alla WWE prima del ritiro. Il discorso viene interrotto dall’improvviso arrivo sul ring di Vince Mcmahon che offende senza mezzi termini lui e l’Hulkmania ottenendo però come unico risultato un pugno in faccia e una dichiarazione di guerra ufficiale da parte di Hulk: il match tra la più grande icona del wrestling e il suo creatore sembra ormai imminente.

30 gennaio, Smackdown!: Vince, dopo aver chiesto spiegazioni alla figlia Stephanie (general manager dello show) in merito al ritorno di Hogan in federazione, sale sul ring e annuncia che a No Way Out l’Hulkmania sarà distrutta dal rientrante The Rock, assente da 5 mesi per  degli impegni cinematografici. The Rock appare sul Titan Tron in collegamento via satellite da Hollywood e promette, tra i fischi del pubblico, di prendere Hogan a calci nel sedere.

6 febbraio, Smackdown!. Hogan e The Rock (di nuovo in collegamento via satellite) si minacciano a vicenda spianando la strada al loro rematch in cui i ruoli di buono e cattivo sono curiosamente invertiti.

Nell’ultima edizione di Smackdown! prima di No Way Out (20 febbraio), Hogan e The Rock si ritrovano faccia a faccia sul ring: Rocky afferma che L’Hulkmania è rinata solo grazie a lui e porge la mano ad Hulk ma rapidamente la tira indietro e gli sputa in faccia…

23 febbraio, No Way Out: il main event del ppv è come da copione il super pubblicizzato  rematch tra Hogan e the Rock. alla fine dell’incontro, Hogan esce incredibilmente dal conteggio pur avendo subito ben due People’s Elbow e mette a sua volta a segno il Leg Drop schienando The Rock: tuttavia, prima che l’arbitro abbia finito di contare, l’arena resta di colpo al buio e quando la luce torna l’arbitro è a terra privo di conoscenza mentre Hulk è l’unico ancora in piedi sul ring. Pochi istanti dopo Vince Mcmahon entra in scena e si avvicina con aria soddisfatta al quadrato mentre l’arbitro si riprende all’istante e porge una sedia a The Rock: Hulk viene centrato in pieno dalla sediata e crolla a terra subendo così uno scorettissimo conteggio. Nell’incredulità generale, Vince sale sul ring alza il braccio all’esultante The Rock e si gode così i frutti di questa assurda truffa ai danni di Hogan…

27 febbraio, Smackdown. Hulk non partecipa stranamente allo show: Vince accenna ai fans di un apparente emergenza in famiglia, nonostante lui sia convinto che si tratti di un palese atto di viltà. Durante la serata l’odiatissimo “arbitro” di No Way Out  Sylvain Grenier prende la parola dicendo di essere stato inviato da Vince a commentare una delle pagine più belle nella storia della WWE: al pubblico vengono mostrati così i 5 minuti conclusivi del match tra Hogan e The Rock con l’aggiunta alcuni momenti inediti del post ppv in cui Hulk furioso sta cercando Vince nel backstage per vendicarsi dell’insensata sconfitta.

6 marzo, Smackdown: Hogan prende parte allo show e dopo aver ringraziato i suoi fans chiama sul ring Vince per dimostrargli che non è un codardo: Mcmahon appare sulla rampa dell’arena e accusa Hulk di averlo tradito nel 1994 firmando con la WCW di Turner, ma Hogan gli ribatte che senza la sua testimonianza nel processo per la questione steroidi probabilmente sarebbe finito in carcere. Nonostante questa pesante accusa, Vince si rifiuta di salire sul quadrato e rimanda la loro sfida a Wrestlemania 19 in un match a stipulazione speciale: in caso di sconfitta Hulk dovrà abbandonare per sempre il wrestling.

La settimana successiva (13 marzo) va in onda un filmato con alcuni dei momenti più importanti della carriera di Hogan al termine del quale Vince dichiara che Hulk ha distrutto la loro amicizia permettendosi di sfidarlo dopo che gli era stato concesso di tornare alla WWE: per questo motivo sarà costretto a uccidere l’Hulkmania a Wrestlemania…

20 marzo, Smackdown: Hogan sale sul ring per firmare il contratto del match di Wrestlemania: Mcmahon lo aggredisce alle spalle con una serie di sediate e lo costringe a firmare con una penna imbevuta del suo stesso sangue. 7 giorni dopo Hulk giunge a Smackdown (accompagnato da suo figlio e da Jimmy Hart) e informa i fans che per lui non è stato un problema apprendere dai suoi avvocati che il match di Wrestlemania sarà uno street fight perché è consapevole di poter sconfiggere il boss della WWE…

30 marzo, Wrestlemania 19: nella splendida cornice del ppv più importante dell’anno, Hogan e Vince danno vita a un match violentissimo e sanguinario, al termine del quale assistiamo all’inattesa interferenza di Rowdy Piper che prende a calci Mcmahon e colpisce Hulk con un tubo di ferro per poi sparire nel nulla. Nonostante questo imprevisto, Hogan scatenato esce dal conteggio, si sbarazza pure di Sylvain Grenier chiamato sul ring da Vince per tentare un’altra scorrettezza, e chiude il match eseguendo ben tre Leg Drop consecutivi sull’avversario: l’Hulkmania torna così a correre selvaggia, mettendo a segno una delle vittorie più importanti e difficili del suo lungo cammino.

Ma i colpi di scena non sono finiti: durante l’edizione di Smackdown del 3 aprile, Vince chiama sul ring Hulk, riconosce la sconfitta e gli stringe la mano informandolo che quella è la sua ultima apparizione nella WWE poichè che ha deciso di pagargli tutto l’ingaggio del contratto facendolo restare a casa. Detto questo si reca nel parcheggio dove Hogan furioso lo raggiunge, ma l’intervento di numerosi agenti impedisce un nuovo faccia a faccia.

La settimana successiva (10 aprile, Smackdown) Vince Mcmahon è ospitato da Roddy Piper nella prima edizione del nuovo Piper’s Pit e dopo un lungo battibecco i due concludono di avere almeno una cosa in comune: l’odio per Hogan. Nella successiva puntata di Smackdown va in onda un promo che annuncia l’imminente arrivo in federazione del misterioso Mr. America: lo stesso promo è riproposto anche nel seguente Raw e nell’edizione di Smackdown del 23 aprile.

1 maggio: Roddy Piper in apertura del suo talk show annuncia l’ospite della serata ovvero Mr. America: sulle note di Real American, Hogan entra nell’arena indossando una maschera che lascia scoperti i baffoni biondi e  un costume bianco, rosso e blu. Appena salito sul quadrato Piper lo riconosce e lo schernisce ma Hulk/Mr. America gli risponde di non essere Hogan e che è pronto a prenderlo a calci nel sedere se oserà insultare l’America. Poco dopo giunge sul quadrato anche Vince che ordina a Hogan di finirla con quella buffonata e di non offendere la sua intelligenza: detto questo, in qualità di presidente della WWE, licenzia Mr. America ironizzando sulla sua vera identità. Mr. America passa però al contrattacco facendo notare a Vince che il nuovo contratto firmato con Stephanie include un clausola speciale in base alla quale  nessuno può licenziarlo o sospenderlo: a questo punto Vince, Piper e  Shane O’Haire (di cui Piper è il nuovo manager) tentano di strappargli la maschera senza riuscirci. Hulk ha infatti la meglio su tutti e tre e lascia trionfalmente l’arena salutato da una pioggia di coriandoli rossi, bianchi e blu.

8 maggio, Smackdown: Stephanie rivela a Vince che l’unica possibilità di rescindere il contratto di Mr America è quella di dimostrare che sotto la maschera si nasconde Hogan: nei minuti successivi Hulk si collega via satellite dalla sua casa di Tampa e afferma non sapere niente di Mr. America ma si augura di poterlo affrontare in futuro o di averlo come compagno di tag team. Vince ha la certezza che Mr America non apparirà ma a metà serata viene clamorosamente smentito: il suo nuovo (vecchio?) nemico sale sul quadrato e ringrazia pubblicamente Hogan per avergli dato l’ispirazione e la forza per allenarsi duramente e diventare Mr. America. Mcmahon a questo punto entra in scena visibilmente alterato e tenta di strappare nuovamente la maschera al wrestler misterioso finendo involontariamente addosso a sua figlia Stephanie.

Nella successiva puntata dello show, Vince lancia un appello a tutti i wrestlers promettendo di ricompensare chiunque riuscirà a sconfiggere e a smascherare Mr. America a Judgment Day. Più tardi Roddy Piper chiama sul ring Mr. America e lo sfida ufficialmente nel prossimo ppv attaccandolo insieme a O’Haire. Durante la rissa giunge in difesa di Hulk un giovane “fan” di nome Zack Gowen (il wrestler diveramente abile prima conosciuto con il nome di “Teanacious Z”), armato di bandiera a stelle e strisce: Piper si ritrova all’improvviso con una gamba artificiale in mano e visibilmente scosso lascia il quadrato mentre Mr America soccorre il ragazzo portandolo nel backstage.

18 maggio: Judgment Day. Mr America affronta e sconfigge  Roddy Piper nonostante le numerose interferenze di O’Haire e di Vince McMahon. Nelle confuse fasi finali del match, Vince viene assalito da Zack Gowen (invitato da Mr America ad assistere all’incontro a bordo ring) che gli impedisce di fermare il conteggio.

22 maggio: Smackdown. Vince accusa pubblicamente Piper di aver fallito contro Mr. America ma O’Haire si assume tutta la responsabilità di quanto accaduto a Judgment Day e si offre volontario per sconfiggere Mr. America al fine di rimediare ai suoi errori (la sconfitta di Piper al ppv è stata infatti in buona parte determinata da un involontario colpo inflittogli da O’Haire con un tubo di ferro): in caso di sconfitta, Piper sarà licenziato e dovrà lasciare la WWE.

Mr. America accetta la sfida però Vince pone una clausola speciale per il match: se sarà Mr. America a perdere, la settimana successiva dovrà sottoporsi alla macchina della verità: McMahon rincara la dose dicendo che se le sue condizioni non saranno rispettate, userà ogni suo mezzo a disposizione affinché il più grande sogno di Gowen, quello di diventar un wrestler, non si realizzi né alla WWE né in nessun altra federazione. Mr. America affronta così O’Haire ma nel corso del match Vince irrompe nell’arena e fa arrestare Gowen per l’aggressione subita a Judgment Day e per essersi introdotto senza autorizzazione in una proprietà privata (Zack non ha alcun contratto per stare nello show). Mr. America segue la scena scendendo dal ring e perde l’incontro per count out: resosi conto dell’accaduto tenta di aggredire Vince ma Piper lo blocca colpendolo con una sedia.

29 maggio: Vince in persona sottopone Mr America alla macchina della verità che, alla fatidica domanda “sei Hulk Hogan?”, risponde di no ricevendo conferma dall’apparecchiatura. McMahon furibondo, ripete la domanda più volte ottenendo sempre lo stesso risultato e così decide di provare lui stesso la macchina: Mr. America approfitta così dell’occasione per ridicolizzarlo e riesce a fargli ammettere, tra le altre cose, di essere un pervertito. Poco dopo Vince tenta di colpirlo ma come al solito finisce subito al tappeto.

La settimana successiva il boss della WWE concede a Gowen di tornare a Smackdown! e gli promette un contratto nell’eventualità che riesca a sconfiggerlo in un gara di braccio di ferro. Zack, accompagnato da Mr. America accetta la sfida per la successiva puntata di Smackdown!.

12 giugno: Mr America sfida McMahon proponendo e ottenendo di sostituirsi a Zack nella gara di braccio di ferro a patto di abbandonare il ring in caso di sconfitta : tutto sembra volgere il suo favore ma sul più bello Sable (presente sul ring in qualità di assistente di Stephanie) lo distrae mostrandogli il seno permettendo a Vince di vincere. Mr America è così costretto ad abbandonare la scena mentre Zack viene pesantemente insultato dal boss della WWE.

19 giugno: Mr America interviene insieme a Angle durante il match tra il campione in carica Lesnar e Big Show per fermare le scorrettezze messe in atto da Charlie Haas e Shelton Benjamin ma il trio dei buoni ha la peggio.

26 giugno, Smackdown (Madison Square Garden, New York): Lesnar, Mr America e Angle affrontano Haas, Benjamin e Big Show ma alla fine Vince si presenta a bordo ring insieme a Zack Gowen e lo colpisce con un calcio allo stomaco: Big Show approfitta così della distrazione di Mr America per eseguire lo Showstopper e chiudere l’incontro. A telecamere spente Mr America si sfila la maschera rivelando la sua vera identità mentre i cameramen continuano a filmarlo a sua insaputa: finite le registrazioni dello show, Hulk si toglie pure il lusso di eseguire uno spettacolare Body Slam sul gigantesco Big Show.

Pochi giorni dopo, durante un’intervista radiofonica al Bubba the Love Sponge, Hulk afferma di essere in forte contrasto con la WWE per la gestione creativa del personaggio e lascia intuire di voler lasciare la federazione: ai primi di luglio la rottura diventa ufficiale. Nella successiva puntata di Smackdown! (3 luglio) Vince manda in onda il filmato segretamente realizzato 7 giorni prima e, avendo ormai la prova certa che Hogan e Mr America sono la stessa persona, li licenzia entrambi.

Il divorzio con la WWE non appare tuttavia definitivo e un ritorno di Hogan in prossimità di Wrestlemania 20 è ritenuto da entrambe le parti molto probabile se non quasi certo: nel frattempo the Immortal inizia a pensare di nuovo a una trasferta in qualche federazione del Sol Levante.

Alla fine di agosto viene emessa la sentenza sui fatti di Bash at the Beach 2000: il tribunale riconosce Vince Russo del tutto estraneo alle accuse di diffamazione in quanto le offese del suo discorso erano rivolte al personaggio inventato Hulk Hogan e non a Terry Bollea. Per Hulk non si tratta certo dei una bella notizia e i suoi legali decidono di fare ricorso.

A metà settembre, Randy Savage lancia l’ennesima sfida a Hogan, accusandolo di essere un vigliacco per non aver mai accettato il confronto diretto e questa volta gli dedica addirittura una canzone del suo primo album dal titolo molto emblematico “Be a man”: Macho Man indica Wrestlemania 20 come lo scenario ideale per la resa dei conti definitiva ma la WWE non tarda a far sapere di non essere affatto interessata alla cosa.

Il 18 settembre Hogan firma un contratto con la NJPW per un match contro Masahiro Chono. Non contento del clamore suscitato con questo inatteso ritorno nella federazione che lo ha reso celebre, ai primi di ottobre raggiunge un accordo di massima anche con la TNA e subito viene data per certo il nome del suo primo avversario: Jeff Jarrett.

Il 13 ottobre durante l’evento della NJPW “Ultimate Crush 2” (Tokiodome), Hulk, accolto trionfalmente dai fans giapponesi, sconfigge Masahiro Chono in un bellissimo match in cui rispolvera la vecchia finisher che tante vittorie gli aveva regalato nella terra del Sol Levante agli inizi degli anni 80: l’Axe Bomber. Durante la successiva conferenza stampa, Hogan afferma di voler concludere la sua carriera proprio in Giappone e di voler vincere sia il titolo di campione della TNA che l’IWGP Title ma, all’improvviso, si verifica un incredibile colpo di scena: Jeff Jarrett irrompe infatti nella sala gremita di giornalisti e aggredisce brutalmente Hogan rompendogli pure una chitarra in testa…

Nel corso del ppv TNA del 15 ottobre, vanno in onda le immagini del violento attacco ai danni di Hulk.

Il 21 ottobre tutti i principali newsboard della rete annunciano che Hogan si è di nuovo infortunato al ginocchio dopo il match contro Chono e che dovrà presto sottoporsi a un’altra operazione: la TNA si trova così costretta a posticipare a data indeterminata l’importantissimo ppv “Bound for Glory” il cui main event doveva essere proprio il match tra Hulk e Jarrett.

22 ottobre: durante il consueto show settimanale in ppv della TNA, Jimmy Hart entra nell’arena sulle note di American Made, informa i fans che il responsabile dell’infortunio di Hulk è Jarrett e provoca quest’ultimo ricordando gli incresciosi fatti di Bash at the Beach 2000: Jarrett entra in scena poco dopo, lo aggredisce e si prende gioco di Hogan imitandolo nelle sua classiche pose.

Il 31 ottobre Hulk si sottopone all’intervento al ginocchio sinistro nella speranza di risolvere una volta per tutte i noti problemi all’articolazione. Il successivo 26 novembre Jarrett chiama di nuovo in causa Hogan affermando che ormai la sua carriera è finita e che non avrà mai il coraggio di presentarsi sul ring: detto questo chiede un minuto di silenzio al pubblico per far suonare 10 rintocchi di campana di addio all’Hulkmania ma di colpo ferma la “cerimonia” perché del tutto immeritata.

Una settimana dopo la stessa TNA annuncia che il ginocchio di Hulk non ha reagito bene all’intervento e che i tempi di recupero saranno piuttosto lunghi: ad alcuni sembra solo una scusa confezionata ad arte per prendere tempo (la WWE è infatti ancora interessata ad avere Hogan a Wrestlemania 20 a patto però di non vederlo lottare in una federazione concorrente nei mesi precedenti al suddetto ppv) mentre altri insistono, nel divulgare in rete notizie sempre più allarmanti (e infondate…) sulle condizioni di Hogan, arrivando ad ipotizzare  pure un’imminente ritiro.

T.C. the Punisher

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