Umaga: il nostro ricordo a 11 anni dalla scomparsa

Umaga: il nostro ricordo a 11 anni dalla scomparsa

Il 4 dicembre 2009 ci lasciava Edward Fatu, meglio conosciuto come Umaga, a soli 36 anni. Probabilmente non era una leggenda come lo era ad esempio il compianto Eddie Guerrer, ma il Samoan Buldozzer, nel suo breve periodo in cui era stato in WWE, tra il 2005 e il 2009, aveva comunque lasciato il segno.

Umaga veniva spesso accompagnato dal suo manager Armando Alejandro Estrada, questo avveniva in particolare nei suoi primi periodi in cui appariva nella WWE, poi la carriera dei due personaggi si è evoluta separatamente. La gimmick di Umaga, per molti ricordava quella di Kamala, un personaggio che ci ha lasciati proprio in questo 2020. Umaga era stato coinvolto in una delle faide più assurde e bizzarre della storia, ovvero lo scontro tra Vince McMahon e Donald Trump.

Non possiamo davvero dimenticare Wrestlemania 23, nel 2007 la sfida tra Vince McMahon e Donald Trump. La così detta “Battle of bilionaires”, dove i due miliardari si sfidarono in una particolare e curiosa rivalità, su chi fosse più ricco. Ognuno dei due doveva scegliere un wrestler per un match allo Showcase of Immortals. Il perdente si sarebbe dovuto tagliare i capelli. L’ex presidente degli USA scelse Bobby Lashley, il Chairman scelse proprio Umaga. Il match di Wrestlemania 23, vide la vittoria di Lashley, in un incontro arbitrato per l’occasione niente meno che da Stone Cold Steve Austin, uno rivali storici di Vince McMahon.

La rivalità, al di là del vincitore era stata interessante e coinvolgente. Per questo motivo, crescono ancora di più i rimpianti per la carriera che avrebbe potuto avere Umaga in WWE e nel mondo del wrestling in generale. Il samoano invece ci ha lasciati troppo presto. Sicuramente sarebbe riuscito a vincere più titoli nella sua carriera e avrebbe avuto una bacheca più importante, rispetto ai due titoli intercontinentali vinti.

Non si possono dimenticare i suoi match a inizio 2007 contro John Cena, il Last man Standing Match della Royal Rumble in cui Cena vinse e mantenne il titolo mondiale WWE, al termine di una sfida dura e cruenta.

Umaga lo ricordiamo anche in Italia, nell’episodio di WWE Raw del 16 aprile 2007. A Milano Umaga perse il titolo intercontinentale contro il nostro Santino Marella, aiutato da Bobby Lashley. Per Santino Marella quello era stato il suo debutto in WWE. A conferma di come Umaga sia sempre stato presente nei momenti cruciali e importanti.

Purtroppo il Samoan Buldozzer è stato protagonista anche di una delle pagine più brutte della WWE, con un coinvolgimento nelle sospensioni del “Wellness Program”. Un coinvolgimento che non ha agevolato per niente la sua avventura nel wrestling professionistico. Ma a parte questa vicenda che c’entra fino ad un certo punto con il wrestling, Umaga va ricordato più che altro per il suo lavoro e le sue abilità sul ring,  che erano più che buone.

Umaga era uno dei classici personaggi che apparteneva alla categoria dei “Monster” del wrestling, ma per tutti quanti era anche un ottimo wrestler. A differenza di tanti wrestler “Monster” grandi e grossi, come Mark Henry e The Great Khali, Umaga era anche un eccellente lottatore, capace di disputare degli ottimi incontri e di essere protagonista di buone rivalità. Un match che probabilmente molti fan avrebbero voluto vedere, sarebbe stato contro Undertaker, magari in un PPV come Wrestlemania. Purtroppo questi sono dei match che si potranno creare solo con la fantasia, o tramite i videogiochi.

Umaga forse avrebbe meritato anche di vincere un titolo mondiale in WWE, o in qualche altra federazione di wrestling, un’altra cosa che non è accaduta. Il samoano non sarà un wrestler che ricorderemo come uno dei migliori e dei più forti in assoluto, ma ad 11 anni dalla sua scomparsa è doveroso un tributo alla sua carriera.

ANGELO SORBELLO

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