13Questa biografia è stata gentilmente messa a disposizione da Michele Di Francesco

Nome e Cognome: FRED  KENNETH BLASSMAN
Altre Identità:  “The True Spirit Of America”
Altezza: 6’0’’ (1,82 m)
Peso: 220 lb (100 Kg)
Nato il: : 8 Febbraio 1918 a: St. Louis, Missouri  (deceduto il 2 Gugno 2003 a Los Angeles, California).

FEDERAZIONI:
NWA; WWWF; WWA

TITOLI VINTI:
NWA America’s Heavyweight Title (5 volte)
NWA Southern Heavyweight Title (15 volte)
NWA Georgia Heavyweight Title (2 volte)
WWA World Heavyweight Title (4 volte)

WWA World Tag Team Title (2 volte)

PRINCIPALI  FEUD:
Lou Thesz; Rikidozan; Bruno Sammartino; “The Golden Greek” John Tolos.

“Classy” Freddie Blassie è una figura storica e leggendaria del wrestling. Forse nessuno come lui ha saputo interpretare magistralmente il ruolo di “heel”, riuscendo a farsi odiare dal pubblico in modo sviscerato (basti dire che per oltre 20 volte i fans, accecati dall’ira, hanno tentato di usare armi da taglio contro di lui!), abbinando ad ogni tipo di nefandezze sul ring un carisma straordinario.

Oltre ad essere un grande nello sport, Blassie in America (e anche in Giappone) è entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo, proprio grazie alla grande efficacia delle sue interpretazioni: man mano che gli anni passavano, prima la California e poi tutto il Paese lo ha innalzato al livello di celebrità, simbolo stesso dello sport che praticava.

Sia da wrestler che da manager è riuscito ad incarnare alla perfezione il ruolo del cattivo, rappresentando un modello di incalcolabile valore per le generazioni future.

 Nato a St. Louis, Missouri, Blassie esordì come wrestler professionista a soli 17 anni, nel 1935. Sia per la giovane età e la conseguente mancanza di esperienza, sia per la disapprovazione della famiglia che non appoggiò la sua scelta professionale, nei primi anni nel business Freddie sperimentò una dura gavetta, accumulando esperienza e tenacia che poi lo avrebbero reso un worker impareggiabile.

 Da giovane Freddie era acclamato dal pubblico: ciò che lo rese popolare ai tifosi della NWA fu la sua militanza nella Marina Americana durante la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui lottava part time come “Sailor” Freddie Blassie.

Dopo il congedo nel 1946, poté finalmente dedicarsi a tempo pieno al ring e il suo successo aumentò lentamente ma costantemente. Dopo aver sostenuto incontri con tutti i nomi di punta della NWA, nel 1950 Blassie ebbe la prima occasione di far suo il World Title, venendo però battuto a Louisville, Kentucky dal leggendario campione Lou Thesz.

Più avanti, nel 1952, Freddie avrebbe anche brevemente cambiato identità, assumendo il nome di Freddie McDaniels per lottare in coppia assieme al fratello Billy McDaniels: non fu però una parentesi particolarmente gratificante anche se gli incontri del duo apparvero più volte sulla TV nazionale.
Nel 1953 Freddie McDaniels tornò ad essere Freddie Blassie, anzi “Classy” Freddie Blassie, e tornò a combattere da singolo. Da qui in poi comincia un’escalation irresistibile che lo proietterà al top delle classifiche di rendimento e di notorietà tra i lottatori in tutto il mondo.

 Nel 1954 arriva per Freddie il primo importante titolo: a Birmingham, Alabama, l’8 febbraio sconfigge Don McIntyre conquistando il NWA Southern Heavyweight Title. E qui Blassie cominciò a divenire celebre per la sua malvagità: Freddie si tinse i capelli di bianco, adottando un look quasi spettrale, e cominciò a massacrare gli avversari sul ring con uno stile scorretto che divenne il suo marchio di fabbrica.

Nel giro di sei anni vinse per ben 15 volte il Southern Heavyweight Title, che gli veniva conteso da avversari come lo stesso McIntyre e poi Bull Curry, Jerry Graham, Ray Gunkel, Dick Steinborn.

 La sua ascesa fu notata dal promoter Jules Strongbow che lo ingaggiò per la WWA di Los Angeles nel 1960. Qui, Blassie divenne in brevissimo tempo il top heel della federazione e la California lo elesse al rango di star vera e propria.

Mentre sul ring inanellava splendidi confronti con grandi avversari, contemporaneamente divenne una presenza ricorrente in programmi televisivi come “The Tonight Show” o  “The Dick Van Dyke Show”: il suo stile sfrontato, arrogante e aggressivo fu addirittura, secondo alcuni, il modello da cui prese spunto Muhammad Ali.

Nel grande mercato di Los Angeles Blassie divenne il simbolo stesso del wrestling professionistico, così come Ray Stevens e Pat Patterson a San Francisco o Jerry Lawler, più avanti, a Memphis: Blassie si era arrogantemente proclamato “King Of Men” (Re di Uomini) e si procurava l’odio dei tifosi nei sanguinosi confronti con i suoi avversari, beniamini del pubblico, che lui nelle interviste chiamava “Pencil-Neck Geeks”.

Tra il 1961 e il 1964 divenne quattro volte campione WWA; la prima volta conquistò il titolo battendo Edouard Carpentier, quindi lo mise in palio con alterne fortune contro il giapponese Rikidozan, poi ancora con “The Destroyer” Dick Beyer, Carpentier, Bobo Brazil; fu Dick The Bruiser a strappargli definitivamente il titolo nell’aprile del 1964.

Della federazione californiana per due volte detenne anche il titolo Tag Team, in coppia nel 1964 con Mr. Moto e nel 1967 con Buddy Austin.

Contemporaneamente alla sua militanza nella federazione californiana, Blassie trovò anche il tempo per divenire due volte NWA Georgia Heavyweight Champion.

La sua grande popolarità lo portò a recarsi a combattere anche in Giappone, dove sostenne scontri epici con Rikidozan, Giant Baba e dove soprattutto la sua figura crudele e sanguinaria ebbe un impatto assolutamente devastante. Proprio i Giapponesi coniarono per lui il soprannome “The Vampire”, il Vampiro, per via dei suoi canini veramente aguzzi, che Blassie durante i match non esitava a usare per morsicare letteralmente i suoi avversari. Come se non bastasse, Freddie cominciò a portarsi dietro una lima nelle interviste, dicendo che con quella si modellava i denti per renderli più taglienti ed acuminati!!!

Per rendere l’idea di quel che era sul ring “Classy” Freddie Blassie, basta sottolineare le parole di una leggenda giapponese secondo la quale durante i suoi incontri con Rikidozan molti spettatori siano stati colpiti da mortali attacchi di cuore perché incapaci di reggere alla violenza che vedevano sul ring.

Non si sa quanta verità vi sia in questa storia, ma certamente è indicativa di come Blassie suscitasse sincero terrore nell’animo degli appassionati che lo vedevano compiere ogni genere di nefandezza.

 Forse l’avversario per eccellenza di Blassie è stato “The Golden Greek” John Tolos: la loro rivalità interessò addirittura quattro decenni con una serie di match che oltrepassarono ogni limite fino allora concepito per la violenza su un ring. Tra questi incontri, che spesso furono cosiddetti “Blassie Cage Matches”, celebre è quello combattuto al Los Angeles Coliseum il 26 agosto 1971, che stabilì il record statale della California di pubblico e incasso per uno show di wrestling, primato che ancora oggi resiste. Blassie e Tolos si sarebbero fronteggiati sul ring per l’ultima volta oltre dieci anni dopo.

 Dopo aver conquistato l’intera Costa Occidentale degli States e il Giappone, Blassie si diresse ad Est, alla WWWF: qui entrò subito nelle grazie del crudele manager “Captain” Lou Albano e ben presto si procurò ancora lo status di top heel della federazione.

Non ebbe però fortuna nelle occasioni che gli si presentarono per conquistare la cintura più importante: in vari match, prima con Bruno Sammartino, poi con Pedro Morales (che successe all’italiano che campione del mondo), Blassie arrivò spesso vicino alla vittoria senza però mai riuscire a coglierla.

 Si avvicinava la metà degli anni ’70 e la carriera di Freddie come lottatore era purtroppo costretta ad interrompersi. Le ginocchia non reggevano più gli sforzi richiesti dal ring; inoltre l’età faceva sentire sempre di più il suo peso (i 50 anni erano passati da un pezzo) e soprattutto giova ricordare che verso la fine degli anni ’60 Blassie aveva subito un trapianto di rene!

 Ma se la salute poteva chiudere la storia di “Classy” Freddie Blassie come wrestler effettivo, non poteva in alcun modo incidere sul personaggio straordinario che Freddie era stato e che sempre continuò a essere.

Fu dalla metà degli anni ’70 in poi che Blassie divenne forse il miglior manager heel della storia della World (Wire) Wrestling Federation passata e futura.

Insieme a “Captain” Lou Albano e a The Grand Wizard costituì un triade di perfidi manager che ebbero sotto il loro controllo praticamente tutti gli heel della WWWF.

In particolare, Freddie assistette tanti lottatori stranieri che assunsero atteggiamento antiamericano, come Spiros Arion, Victor Rivera, Mr. Saito, Peter Maivia, Killer Khan, Mr. Fuji, Nikolay Volkoff, The Iron Sheik; allo stesso tempo, fu manager anche dei “cattivi” statunitensi più forti e malvagi dell’epoca, come Jesse “The Body” Ventura, Stan Hansen, George “The Animal” Steele, Dick Murdoch ed Adrian Adonis.

Addirittura, nell’evento del 1976 “Boxer vs. Wrestler matchup”, che vide contrapposti Antonio Inoki e Muhammad Ali, Blassie partecipò come manager di quest’ultimo.

Dopo aver fatto scuola come wrestler, Blassie insomma divenne un assoluto modello e punto di riferimento anche come manager; tra l’altro fu proprio lui, nel 1979, a far muovere i primi passi nella WWWF ad Hulk Hogan, allora giovane e odiato dai fans.

 Nel 1983 Blassie portò il suo assistito The Iron Sheik alla conquista del WWF World Heavyweight Title con la vittoria su Bob Backlund, grande beniamino del pubblico e possessore della cintura da anni.

L’ultimo successo professionale lo ottenne portando sempre Sheik e Nikolay Volkoff alla vittoria del titolo Tag Team Title.

 Rimanendo costantemente un personaggio di culto fra il grande pubblico; status amplificato anche dal film “My Breakfast With Blassie” in cui venne affiancato dal compianto grande showman Andy Kaufman, Blassie si ritirò dalle scene del wrestling mondiale nel 1986.

Nel 1994 venne indotto con tutti gli onori del caso nella WWF Hall Of Fame e sempre mantenne un alone di popolarità ed estrema rispettabilità, confermata dal grande successo della sua autobiografia “Legends Of Wrestling  “Classy” Freddie Blassie ­ Listen, You Pencil-Neck Geeks”, scritta in collaborazione con K.E. Greenberg.

 L’ultima apparizione di Blassie nell’ambito del wrestling fu come ospite a WWE Raw nella primavera del 2003; poche settimane dopo, purtroppo, il 2 giugno 2003 un attacco di cuore l’ha strappato all’affetto della moglie Miyako (ultima di tre) e dei suoi tre figli.

Infinite furono le manifestazioni di devozione e rispetto tributate da tutto l’ambiente del wrestling professionistico.

Mai potrà essere messa in discussione l’importanza fondamentale che Freddie Blassie ha avuto nel wrestling, in cui è stato innovatore ed esempio, e la sua eccezionale carica carismatica quando si esprimeva davanti ad una telecamera.

Sia l’audience del wrestling che quella dello spettacolo USA non potrà dimenticare questo splendido Mefistofele.

 

Michele “Jena” Di Francesco

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