Giant Baba: il gigante del Sol Levante

Questa biografia è stata gentilmente messa a disposizione da Michele Di Francesco

Vero Nome: Shohei Baba.

Altezza: 6’10” = circa 2,08 m.

Peso: 330 libbre = circa 150 kg.

Nato il 23 gennaio 1938

a Sanjo, Niigata, Giappone.

Deceduto il 31 gennaio 1999 a Tokyo, Giappone.

Debutto nel wrestling: 1960.

Soprannome:

Touyou no Kyojin (=”Il Gigante dell’Oriente”).

Principali “feud”:

vs. The Destroyer, vs. Gene Kiniski, vs. Bob Brazil, vs. Jack Brisco, vs. the Funks, vs. Abdullah the Butcher, vs. Harley Race, vs. Bruiser Brody, vs. Stan Hansen.

Mosse preferite:

Overhead Chop, Big Boot, Russian Leg Sweep, Back Suplex, Neckbreaker, Reverse Atomic Drop.

Mosse finali:

Lariat Takedown.

Titoli vinti:

All-Asia Tag Team Title (3 volte: w/Toyonobori, 29/05/1964-03/06/1965; w/Toyonobori, 15/07/1965-05/01/1966; w/Michiaki Yoshimura, 01/07/1966-05/11/1966).

NWA International Heavyweight Title (3 volte: 24/11/1965-25/06/1968, 27/06/1968-13/12/1970, 19/12/1970-02/09/1972).

NWA International Tag Team Title [12 volte: una volta w/Michiaki Yoshimura (05/11/1966-06/10/67), 4 volte w/Antonio Inoki (31/10/1967-08/01/1968, 03/02/1968-09/01/1969, 04/02/1969-11/08/1969, 13/08/1969-07/12/1971), una volta w/Seiji Sakaguchi (19/05/1972-02/09/1972), 6 volte w/Jumbo Tsuruta (05/02/1975-28/10/1976, 09/12/1976-07/11/1977, 11/05/1978-12/10/1979, 19/10/1979-12/04/1983, 17/04/1983-26/07/1983, 01/08/1983-05/1985)].

PWF Heavyweight Title (4 volte: 27/02/1973-01/06/1978, 10/02/1979-26/10/1982, 11/02/1983-08/09/1983, 31/07/1984-30/07/1985).

NWA World Heavyweight Title (3 volte: 02/12/1974-09/12/1974, 31/10/1979-07/11/1979, 04/09/1980-09/09/1980).

NWA World Tag Team Title [Detroit version] (w/Jumbo Tsuruta, 28/06/1980-10/1980).

Tornei vinti:

8th JWA Annual World League (1966).

9th JWA Annual World League (1967).

10th JWA Annual World League (1968).

12th JWA Annual World League (1970).

13th JWA Annual World League (1971).

14th JWA Annual World League (1972).

1st AJPW Champion Carnival (1973).

2nd AJPW Champion Carnival (1974).

3rd AJPW Champion Carnival (1975).

AJPW Open Championship (1975).

5th AJPW Champion Carnival (1977).

6th AJPW Champion Carnival (1978).

1st AJPW Real World Tag League, w/Jumbo Tsuruta (1978).

3rd AJPW Real World Tag League, w/Jumbo Tsuruta (1980).

9th AJPW Champion Carnival (1981).

10th AJPW Champion Carnival (1982).

 

Introduzione:

Shohei Baba, fondatore della All Japan Pro Wrestling, è senza dubbio uno dei più importanti lottatori nella storia del wrestling in generale e, per quanto riguarda il Giappone, una delle tre figure storiche del Puroresu.

In seguito alla tragica scomparsa di Rikidozan, Baba ha saputo raccoglierne l’eredità come stella principale del Paese, riuscendo a mantenere vivo l’entusiasmo che il maestro aveva acceso; con il passare del tempo ha saputo trasformarsi in un promoter tra i più saggi ed avveduti di sempre. Per quasi trent’anni la sua AJPW ha conteso alla NJPW la supremazia sul panorama giapponese, sviluppando un prodotto molto diverso da quello della promotion di Inoki e raggiungendo uno standard competitivo e qualitativo senza eguali nella storia del wrestling.

Inoltriamoci dunque nel racconto della leggendaria carriera del Gigante del Sol Levante, soffermandoci sulle sue imprese, sui suoi grandi meriti e sulle conseguenze della sua morte.

Gli esordi nella JWA:

La carriera sportiva di questo monumentale atleta inizia nel baseball: ad appena vent’anni infatti Shohei Baba entrò a far parte dei Tokyo Giants come lanciatore. Alto oltre due metri e con arti lunghissimi, Baba era capace di lanciare palle veloci come proiettili anche se ovviamente i suoi riflessi non erano fulminei e si trovava in difficoltà quando doveva reagire velocemente all’evolversi del gioco sul diamante.

Ad ogni modo, la sua carriera di lanciatore venne precocemente stroncata da un infortunio domestico alla spalla; durante il periodo di riabilitazione, Baba conobbe il mitico Rikidozan, già allora un autentico semi-dio in Giappone.

Il “padre del Puroresu”, ovviamente impressionato dalla stazza del giovane lanciatore, lo convinse a tentare la fortuna nel mondo del wrestling; Baba dunque divenne allievo di Rikidozan ed apprese i fondamenti della disciplina assieme ad altri giovani talenti che sarebbero diventati leggende del Puroresu: Antonio Inoki, Hiro Matsuda, Kintaro Ohki, Seiji Sakaguchi.

L’esordio da pro wrestler di Giant Baba avviene il 30 settembre 1960, quando a Tokyo sconfigge Yonetaro Tanaka; nello stesso show esordisce anche Inoki, che viene sconfitto da Ohki.

In breve tempo Baba scala i ranghi della federazione: ovviamente non si tratta di un genio della tecnica, perché nonostante abbia perfettamente recepito gli insegnamenti di Rikidozan la sua statura impressionante lo penalizza in rapidità e scioltezza nei movimenti; d’altro canto però le sue dimensioni lo rendono un atleta difficilissimo da mettere fuori combattimento, un ostacolo durissimo per qualunque avversario. Si tratta, per di più, di un gigante dall’animo nobile e proprio le qualità umane di Baba conquisteranno in breve il pubblico giapponese e lo renderanno uno degli atleti più amati e rispettati di sempre.

Nell’estate del ’61 Rikidozan spedisce Baba negli USA, per fargli acquisire ulteriore esperienza: qui si presenta come “Giant of the Orient” e, nonostante sia sconosciuto a tutti, la sua stazza lo rende subito un credibile avversario per il campione NWA di allora, “Nature Boy” Buddy Rogers, contro il quale si scontra più volte.

Nella quinta edizione della JWA Annual World League, svoltasi nella primavera del ’63, il venticinquenne gigante ottiene il sesto posto, mentre ovviamente la vittoria è appannaggio di Rikidozan. Nel dicembre di quello stesso anno il grandissimo pioniere muore a soli 39 anni per le conseguenze di una coltellata ricevuta in un locale notturno: l’intero Giappone è in lutto e il Puroresu, orfano dell’uomo che lo aveva reso grande, ha bisogno di nuove stelle che sappiano mantenerlo in auge. Per sua stessa ammissione, Rikidozan non si era ancora ritirato dalle scene perché riteneva che nessuno dei suoi allievi fosse ancora pronto per prendere il suo posto; sarà proprio Giant Baba ad accollarsi questa grande responsabilità negli anni seguenti.

Gli anni ’60: Baba erede di Rikidozan:

Il 1964 di Baba comincia “in trasferta”: il Gigante infatti compie una tournée negli USA, nel corso della quale affronta uno dopo l’altro Lou Thesz, Bruno Sammartino e Freddie Blassie, rispettivamente detentori dei titoli mondiali NWA, WWWF e WWA. Baba viene sconfitto in tutte e tre le occasioni, ma questa avventura americana è comunque un primo passo per ottenere notorietà internazionale.

La World League del 1964 vede Baba piazzarsi al quarto posto; pochi giorni dopo però il Gigante ottiene finalmente la sua prima cintura, si tratta dello All-Asian Tag Team Title, che il 29/05/1964 lui e Toyonobori strappano a Gene Kiniski & Cyclon Negro in quel di Sapporo.

Nella World League del 1965 gli atleti giapponesi ed i “gaijin” (ovverosia gli stranieri) sono divisi in due gironi eliminatori distinti; Baba si classifica al primo posto tra gli indigeni e così approda in semifinale, dove però viene battuto da Freddie Blassie, destinato a perdere in finale contro il campione uscente Toyonobori.

Il 03/06/1965 il primo regno di Baba & Toyonobori come campioni asiatici termina ad opera di The Destroyer & Billy Red Lyons; solo un mese dopo però i due giapponesi sapranno prendersi la rivincita e manterranno le cinture fino al gennaio del 1966: in questo periodo, Toyonobori viene espulso dalla JWA e si associa con Antonio Inoki per dare vita alla Tokyo Pro-Wrestling, una promotion che avrà vita brevissima.

La stella di Giant Baba si consacra definitivamente ad Osaka il 24 novembre 1965, giorno in cui sconfigge Dick the Bruiser e si laurea NWA International Champion, conquistando un titolo che dopo la morte di Rikidozan era stata lasciato vacante. Giant Baba darà nuovo lustro a questa cintura, mantenendola per quasi tre anni e difendendola in tutto il mondo: nel 1966 dobbiamo ricordare le vittorie ottenute su Don Chuy (il 18 giugno al Kawasaki Stadium) e su Fritz Von Erich (il 3 dicembre) al Budokan Hall.

Sempre nel 1966 Baba si conferma nuovo uomo di punta del Puroresu trionfando nell’ottava World League, grazie alla vittoria in finale su Wilbur Snyder.

L’ascesa di Baba in questo periodo è favorita anche dalla caduta in disgrazia di Toyonobori, che viene espulso dalla JWA e (assieme ad Inoki) fonda la Tokyo Pro-Wrestling, un’organizzazione che avrà vita brevissima. La sua dipartita costringe il Gigante a scegliere un nuovo compagno; si tratta di Michiaki Yoshimura. I due nel maggio del ’66 perdono il titolo asiatico contro Killer Karl Kox & Joe Carrolo, ma tre mesi dopo lo riconquistano ai danni dello stesso Kox e di Eddie Graham. Il 5 novembre 1966 Baba & Yoshimura abbandonano questa cintura perché conquistano un titolo ancor più prestigioso, lo NWA International Tag Team Title, ai danni di Mike Padosis & Fritz Von Goehring.

Baba inizia dunque il 1967 come campione internazionale della NWA sia in singolo che in coppia; per di più in primavera bissa il successo dell’anno precedente nella World League, battendo in finale The Destroyer. Nello stesso anno Baba comincia a fare coppia con Inoki, fondando lo storico team chiamato “B-I Cannon”: i due esordiscono su un palcoscenico importante il 22/07/67 battendo Jesse Ortega & Art Mahlik al Kawasaki Stadium. Baba, insieme a Yoshimura, perde il titolo internazionale di coppia il 6/10/1967, ad opera di Bill Watts & Tarzan Tyler, ma venti giorni dopo riconquista questo titolo insieme ad Inoki.

Per quanto riguarda la difesa del titolo singolo, il 14/08/67 Baba pareggia all’Osaka Stadium contro Gene Kiniski (incontro durato ben 65 minuti);  tre mesi dopo al Sumo Hall sconfigge Tarzan Tyler e poi, il 3/01/1968, fa lo stesso battendo Reggie “The Crusher” Lisowski.

All’inizio del ’68 Baba & Inoki vengono detronizzati d’ufficio a causa di un involontario “forfait”, ma in febbraio ritornano campioni internazionali battendo Lisowski & Bill Miller. Nella primavera del ’68 il Gigante ottiene il terzo trionfo consecutivo nella World League, stavolta ai danni di Killer Kowalski. Il 25 giugno 1968 a Nagoya Baba perde, dopo due anni e mezzo, il titolo internazionale NWA contro Bobo Brazil; la delusione però dura appena 48 ore, perché il 27 giugno al Sumo Hall il Gigante ottiene una perentoria rivincita. Sempre al Sumo Hall, il 6 dicembre ’68 difende vittoriosamente la cintura contro Gene Kiniski.

Il 9/01/69 ad Hiroshima Baba & Inoki vengono battuti da Danny Hodge & Wilbur Snyder e sono costretti a cedere il titolo internazionale, che però riconquistano per la terza volta appena un mese dopo. La World League del 1969 ha un esito abbastanza controverso, infatti sia Baba che Inoki approdano alle semifinali dove devono affrontare rispettivamente Bobo Brazil e Chris Markoff; il match tra Baba e l’atleta di colore termina in pareggio, mentre invece Inoki sconfigge il suo avversario e viene così dichiarato vincitore del torneo, una decisione prevista del regolamento che però lascia decisamente un po’ di amaro in bocca. A Sapporo, l’11/08/1969, Crusher Lisowski & Dick The Bruiser sottraggono il titolo internazionale di coppia al B-I Cannon, che però si prende la rivincita due giorni dopo ad Osaka; sarà il loro quarto ed ultimo regno, inaugurato il 28/11/69 al Sumo Hall con un pareggio contro Dory Funk jr & Danny Hodge.

Campione internazionale sia in singolo che in coppia, nella primavera del ’70 Baba si aggiudica nuovamente la World League, battendo in finale Don Leo Jonathan. Nell’autunno di quello stesso anno la JWA organizza anche la prima Annual Tag League, per la quale il B-I Cannon si divide: Baba fa coppia con Mitsu Harai ed Inoki con Kantaro Hoshino, sono proprio questi ultimi due ad aggiudicarsi il trofeo. Il 13 dicembre 1970 l’irriducibile Gene Kiniski riesce nell’impresa di sconfiggere Baba ad Osaka e sottrargli così il titolo internazionale; l’incontro di rivincita si tiene sei giorni dopo a Los Angeles e il Gigante restituisce il favore, riconquistando il “suo” titolo in terra straniera.

Anche la World League del 1971 ha un esito insolito come quella di due anni prima, stavolta però a favore di Baba; in semifinale infatti Baba esce vincitore dallo scontro con il terribile Abdullah the Butcher e questo gli basta per aggiudicarsi la competizione, in virtù del pareggio tra Inoki e The Destroyer nell’altra semifinale. Inoki si consola conquistando ancora una volta la Annual Tag League, stavolta assieme a Seiji Sakaguchi, superando l’accoppiata Baba-Yoshimura. Il 7 dicembre 1971 a Sapporo l’epopea del B-I Cannon giunge al termine: i due fuoriclasse infatti perdono definitivamente il titolo internazionale a vantaggio dei fratelli Funk, due “gaijin” che proprio in questo periodo stringono con Baba un solidissimo rapporto di amicizia e negli anni seguenti saranno protagonisti a più riprese nella sua promotion.

Nel 1972 Giant Baba ottiene ancora grandi successi: in primavera si aggiudica per la sesta ed ultima volta la World League, battendo in finale Gorilla Monsoon, e pochi giorni dopo ottiene il sesto titolo internazionale di coppia, superando i fratelli Funk insieme a Seiji Sakaguchi.

Nei mesi seguenti però la scena del wrestling giapponese subisce dei cruciali cambiamenti: in disaccordo con la dirigenza della JWA, sia Baba che Inoki abbandonano la storica promotion fondata dal loro maestro e si mettono a capo di due nuove federazioni, cioè rispettivamente la All Japan Pro Wrestling e la New Japan Pro Wrestling.

Gli anni ’70: successi nella AJPW e nel mondo:

Al comando della sua nuova promotion, Baba viene inizialmente affiancato dai fratelli Momota (figli di Rikidozan); il prestigio dei suoi proprietari e l’accordo televisivo con Nippon TV garantisce alla AJPW un’esposizione pari a quella della morente JWA. Il primo show di questa federazione dal radioso futuro si tenne il 21 ottobre 1972 alla Machida City Gym di Tokyo.

Nell’ambito della nuova federazione, Baba istituì un nuovo organismo, la Pacific Wrestling Federation, che aveva il compito di controllare tutte le cinture messe in palio; il neonato PWF World Heavyweight Title viene assegnato per la prima volta in un torneo tenutosi nel febbraio del 1973. Se lo contendono grandissime stelle della ribalta internazionale come Bruno Sammartino, Terry Funk, Abdullah the Butcher, The Destroyer, Wilbur Snyder, Don Leo Jonathan, Bobo Brazil, Pat O’Connor e, appunto, Baba; quest’ultimo sfodera una serie di grandi prestazioni e, con un bilancio di otto vittorie e due pareggi, il 27 febbraio 1973 viene nominato primo PWF World Heavyweight Champion.

Nella primavera del 1973 la AJPW organizza per la prima volta il torneo Champion Carnival, ad eliminazione diretta; ovviamente ad aggiudicarselo è ancora il Gigante, vincitore nei quarti su Calypso Hurricane, in semifinale su King Curtis Iaukea ed in finale su Mark Lewin. Alle spalle di Baba intanto comincia a brillare la stella del giovane Jumbo Tsuruta, allievo prediletto del Gigante e destinato ad esserne l’erede; il 9/10/1973 al Sumo Hall i due sfidano i fratelli Funk ed ottengono un pareggio.

All’inizio del 1974 la AJPW aderisce alla NWA, impegnandosi dunque a riconoscere quale unico campione del mondo il NWA World Champion, che in quel periodo era Jack Brisco; di conseguenza, il titolo dei pesi massimi della PWF perse l’appellativo di “mondiale”, ma in compenso la All-Japan si assicurò il privilegio di continuare a schierare molti “gaijin” nei propri show ed in più Baba veniva riconosciuto come uno dei principali contendenti al titolo mondiale NWA, ottenendo dunque fama internazionale. In questo modo la AJPW prendeva praticamente il posto della JWA, che priva di tutte le sue stelle aveva bruscamente cessato di esistere.

Suggellando la nuova alleanza con la NWA, il 23/01/1974 Baba sfida il campione del mondo Jack Brisco, ottenendo un pareggio. Tre mesi dopo la seconda edizione del Champion Carnival lo vede di nuovo vincitore, grazie alle vittorie in successione su Iaukea, Lewin e, in finale, su Mr. Wrestling (George Woodin). Nell’agosto del ’74 al Sumo Hall il Gigante difende vittoriosamente il suo titolo PWF con una prestigiosa vittoria su Terry Funk; il 2 dicembre 1974 a Kagoshima Baba riesce a sconfiggere Jack Brisco e diventa così il primo lottatore giapponese (ed anche il primo non americano) a laurearsi campione del mondo NWA.

In questo momento il Gigante dell’Oriente è dunque sul tetto del mondo, ma ovviamente i promoter NWA non potevano permettere che la cintura rimanesse a lungo in possesso di un lottatore che non poteva esibirsi regolarmante negli States; di conseguenza nel giro di una settimana Brisco si prese la sua rivincita, il 9 dicembre 1974 a Toyohashi. Nonostante la brevità del regno, l’aver conquistato il titolo mondiale conferisce a Baba ulteriore, immenso prestigio.

Il 5 febbraio 1975 a San Antonio, Texas, Baba conquista per la settima volta il titolo di coppia NWA International; stavolta suo compagno è il fedele “delfino” Tsuruta e i due strappano le cinture proprio ai padroni di casa, i fratelli Funk. Il Champion Carnival del 1975 cambia la propria formula ma non il vincitore: dopo due incontri eliminatori vinti contro Mark Lewin e Killer Kowalski, Baba viene inserito in un girone finale assieme a Kiniski, Destroyer e Mr. Wrestling e il Gigante sconfigge tutti e tre gli avversari, riportando dunque una vittoria schiacciante e indiscutibile. Nel dicembre del 1975 la AJPW organizza un nuovo torneo, l’Open Championship, e anche stavolta è il proprietario della federazione ad uscire vincitore, superando sia “gaijin” come Abdullah the Butcher, Dick Murdoch, Destroyer, Dory Funk jr che compatrioti come Tsuruta e Rusher Kimura.

Dopo tre vittorie nelle prime tre edizioni, il Champion Carnival del 1976 vede finalmente Baba sconfitto (anche se solo per squalifica) in finale contro Abdullah the Butcher. Nell’ottobre di quell’anno Baba & Tsuruta perdono il titolo internazionale contro la coppia coreana di Kintaro Ohki & Kim Duk, ma lo riconquistano nel giro di un mese e mezzo.

Nel Champion Carnival del 1977 Baba torna alla vittoria, anche se il livello della competizione è decisamente cresciuto: il Gigante infatti arriva “solo” secondo nel girone unico, dietro allo scatenato Tsuruta, ma il piazzamento gli garantisce la qualificazione alla semifinale. Qui si prende la rivincita dell’anno prima contro Abdullah e poi in finale regola i conti con il suo pupillo, dimostrando che il momento del passaggio di consegne è ancora di là da venire.

Il 7 novembre 1977 Baba & Tsuruta difendono il loro titolo internazionale NWA a Seoul, in casa dei due acerrimi rivali Kintaro Ohki & Kim Duk; sono questi ultimi ad avere la meglio. Nel mese di dicembre del 1977 la AJPW indice il suo primo torneo di coppia, la Open Tag League; Baba & Tsuruta partecipano come favoriti ma devono inchinarsi ai fratelli Funk.  Baba si rifà nel successivo Champion Carnival, dove ottiene la quinta vittoria su sei edizioni: nella finale del 7/04/1978 ha la meglio su Abdullah, sconfiggendolo per conteggio fuori dal ring. Un mese dopo a Tokyo Baba & Tsuruta si prendono la rivincita su Ohki & Duk, tornando campioni internazionali.

Il 1° giugno 1978 però Giant Baba, dopo oltre cinque anni di dominio incontrastato, viene inaspettamente sconfitto da Tor Kamata, che decreta così la fine del suo primo e lunghissimo regno da PWF Champion. A quarant’anni suonati si potrebbe interpretare questa sconfitta come un segnale dell’avvicinarsi del tramonto, ma Baba ha ancora molte frecce al suo arco e molti altri sucessi che lo aspettano, a cominciare dal primo torneo Real World Tag League, indetto dalla AJPW nel dicembre del 1978. Baba & Tsuruta si aggiudicano il trofeo ma devono ringraziare i fratelli Funk, che nell’ultimo incontro della competizione (la quale si svolge a girone unico) riescono a sconfiggere la perfida coppia di Abdullah the Butcher & The Sheik, impedendo a questi ultimi di superare in classifica i due idoli locali.

1979-1985: Gli ultimi anni di supremazia:

Il 10/02/1979 a Chicago Baba sconfigge Abdullah the Butcher per riconquistare ciò che è suo, ovvero il titolo PWF; il suo secondo regno durerà per altri tre anni. Il successivo Champion Carnival però vede il Gigante soltanto terzo, dietro all’allievo Tsuruta e all’acerrimo nemico Abdullah, che si laurea vincitore. Il 12/10/1979 ad Asahikawa “the Madman from Sudan” dà un altro dispiacere agli eroi del Sol Levante, strappando loro il titolo internazionale NWA assieme a Ray Candy; dopo solo una settimana però Baba & Tsuruta si riscattano, conquistando il titolo per la quarta volta insieme (la nona in totale per il Gigante).

Nel frattempo bisogna ricordare l’evento “All Stars” del 26 agosto 1979, al quale collaborarono tutte le federazioni giapponesi; nell’incontro principale di quella serata Baba tornò a fare coppia con Inoki e i due ebbero la meglio su Tiger Jeet Singh & Abdullah The Butcher.

Il 31 ottobre 1979 a Nagoya Giant Baba sconfigge Harley Race e si laurea per la seconda volta campione del mondo NWA; passano solo sette giorni e Race si prende la rivincita ad Amagasaki. La successiva Real World Tag League vede sempre battagliare Baba & Tsuruta con i Funk e con Abdullah & The Sheik; stavolta sono i due fratelli texani a spuntarla.

Nel Champion Carnival del 1980 Baba offre una prova molto al di sotto delle aspettative, finendo solamente quinto, superato in classifica da Dick Slater, Jumbo Tsuruta, Abdullah e Terry Funk; il torneo però sarà vinto da Tsuruta, che con questa vittoria riceve in pratica una prima, grande consacrazione anche in singolo. Il 28 giugno 1980 il maestro e l’allievo volano a Detroit, dove si aggiudicano il titolo mondiale NWA di coppia nella versione locale, sconfiggendo Randy Scott & John Bonello; è un successo che non ha grandissimo valore poiché pochi mesi dopo la promotion del Michigan chiude e il titolo cade nel dimenticatoio.

Ben più importante invece è la vittoria, ottenuta ancora ai danni di Harley Race, del 4 settembre 1980 a Saga grazie alla quale Baba si laurea campione del mondo NWA per la terza volta. Anche stavolta, ovviamente, il suo regno è brevissimo; solo cinque giorni dopo a Ohtsu Race si riprende la cintura. La Real World Tag League del 1980 vede Baba & Tsuruta conquistare la loro seconda vittoria nella competizione, superando i famigerati Funk e la nuova coppia formata da Abdullah & Tor Kamata; l’incontro decisivo è una vittoria per conteggio fuori ottenuta al Sumo Hall l’11/12/1980 sui due texani.

Nel 1981 Baba torna alla vittoria (la sesta su nove edizioni) anche nel Champion Carnival, nel quale ha la meglio sui vari Tsuruta, Bruiser Brody, Abdullah, Jack Brisco, Tiger Toguchi. Neanche il tempo di godersi la conquista del trofeo che il Gigante è già impegnato in un altro torneo: quello per l’assegnazione dello NWA International Heavyweight Title, riassegnato dopo ben nove anni in cui era rimasto vacante.

Baba, che ha già conquistato quella cintura tre volte, inizia benissimo sconfiggendo Terry Funk nei quarti di finale, ma in semifinale viene sconfitto da un nuovo e folle nemico, Bruiser Brody; quest’ultimo perderà poi in finale contro Dory Funk jr.

Il 9 ottobre 1981 è “ospite” della AJPW il grande Bruno Sammartino; per l’occasione i due leggendari campioni lottano in coppia, al Sumo Hall, per avere la meglio su Tiger Jeet Singh & Umanosuke Ueda. Nella successiva Real World Tag League la coppia Baba-Tsuruta riesce a superare in classifica i fratelli Funk ma non a conquistare il trofeo, che spetta invece a Bruiser Brody & Jimmy Snuka.

Fra marzo e aprile del 1982 si tiene la decima edizione del Champion Carnival e il Gigante trionfa per la settima volta in questo torneo, lasciandosi alle spalle avversari come Brody, Tsuruta, Ted Di Biase, Billy Robinson e il giovane Genichyro Tenryu. E’ la sua ultima apparizione in questo torneo: il Champion Carnival non verrà più disputato fino al 1990 e anche in seguito Baba, che ormai aveva lasciato le luci della ribalta ai suoi successori, deciderà di non parteciparvi.

Il 26/10/1982 Harley Race sconfigge Baba in terra nipponica, mettendo fine al suo secondo regno da PWF Champion; la rivincita del Gigante arriverà tre mesi dopo a St. Louis. La Real World Tag League del 1983 vede Baba & Tsuruta piazzarsi al terzo posto, dietro ai fratelli Funk e a Bruiser Brody & Stan Hansen; quest’ultimo, assieme a Ron Bass, il 12/04/83 strappa ai due giapponesi anche il titolo internazionale, ma Baba & Tsuruta si riscattano appena cinque giorni dopo.

Gli scontri contro i “gaijin” in questo periodo sono incredibilmente appassionanti. L’8 giugno ’83 al Sumo Hall la sfida tra Baba e Brody termina in doppia squalifica; il 26 luglio a Fukuoka sono Singh & Ueda a strappare il titolo internazionale a Baba & Tsuruta, che però se lo riprendono cinque giorni dopo. La minaccia più temibile comunque è rappresentata da Stan Hansen: l’8 settembre del 1983 a Chiba il texano sconfigge il Gigante in singolo, strappandogli il PWF Title e divenendo l’unico lottatore della storia ad avere sconfitto sia Inoki che Baba in incontri validi per un titolo. Nella Real World Tag League del 1983 la storica coppia Baba-Tsuruta si scinde, infatti il gigante si allea con Dory Funk jr mentre Jumbo con l’altra forza emergente, Tenryu; la vittoria però arride alla coppia Brody-Hansen.

I mesi seguenti sono caratterizzati da una serie di assalti al PWF Title detenuto da Hansen; Baba riesce finalmente in quest’ultima grande impresa il 31 luglio 1984 al Sumo Hall. Nella successiva Real World Tag League Baba fa coppia con Rusher Kimura ma i due non vanno oltre il sesto posto, mentre ad imporsi sono Tsuruta & Tenryu; nel frattempo il Gigante accusa un infortunio che constringe lui e Tsuruta a lasciare vacante il titolo internazionale NWA.

L’ultima difesa vittoriosa del PWF Title è compiuta al Budokan Hall il 21/06/1985, ai danni di Rusher Kimura; appena un mese dopo, il 30 luglio 1985 a Fukuoka, Stan Hansen detronizza definitivamente il vecchio Gigante. L’anno si conclude con la partecipazione di Baba alla Real World Tag League, in cui lui e Dory Funk jr si piazzano quarti; vincitori sono Hansen & DiBiase.

1986-1998: il viale del tramonto e i cambiamenti della AJPW:

Ormai 47enne e martoriato da acciacchi di ogni tipo, Shohei Baba si rende conto di non poter più aspirare ad un ruolo da protagonista nella federazione: da quel momento in poi il Gigante lascerà le luci della ribalta ai suoi degni eredi, Jumbo Tsuruta e Genichyro Tenryu, e ai “gaijin” loro antagonisti. Il Gigante dell’Oriente continuerà regolarmente ad apparire negli show più importanti della sua AJPW ma sempre relegato in incontri di secondo piano oppure in quelli che vengono coinvolti ospiti speciali.

Nel 1986 ad esempio l’unica vittoria significativa in singolo è quella del 12 giugno al Budokan Hall contro Rusher Kimura; per il resto Baba è impegnato soprattutto in match 3 vs. 3 dove interagisce con lo stesso Kimura ed altri atleti di secondo piano. Fa eccezione lo show del 21 ottobre al Sumo Hall, dove fa coppia con Tenryu e i due battono i Road Warriors per squalifica. Nella Real World Tag League del 1986 il Gigante si associa ad un giovane emergente, Tiger Mask II (ovvero Mitsuharu Misawa) e l’inedita coppia si classifica al sesto posto.

Negli anni seguenti  il trend non cambia: Baba mantiene un’attività piuttosto fitta ma è impegnato soprattutto in incontri di squadra, che gli consentono di non faticare troppo pur onorando gli show con la sua presenza e anche di donare una vetrina importante ai suoi compagni ed ai suoi avversari. I rari incontri singoli di fine anni ’80 lo vedono vincitore al Budokan Hall su Raja Lion (9/06/1987), su Kimura (29/08/1988) e su Abdullah (2/09/1989). Per quanto riguarda la Real World Tag League, nel 1987 Baba vi partecipa assieme a Hiroshi Wajima e i due ottengono un settimo posto; va meglio insieme a Rusher Kimura, con cui conquista il terzo posto sia nel 1988 che nel 1989.

In seguito il sogno di un’alleanza tra il Gigante dell’Oriente e quello dell’Occidente diviene realtà sui ring della AJPW: Giant Baba e Andre the Giant lottano insieme per la prima volta al Tokyo Dome il 13 aprile 1991, sconfiggendo i Demolition (allora campioni WWF); i due leggendari giganti faranno coppia anche nelle Real World Tag Leagues del 1990 e del 1991, piazzandosi rispettivamente al terzo e al sesto posto.

Nel frattempo, nel 1988 la All Japan Pro Wrestling si era separata dalla NWA e questo avrebbe comportato numerosi cambiamenti. Innanzitutto i tre “storici” titoli dei pesi massimi gestiti dalla PWF (ovvero il PWF Title, l’NWA International Title e il NWA United National Title) vennero riunificati per formare un nuovo titolo mondiale, la cosiddetta Triple Crown; il primo ad aggiudicarsela fu Jumbo Tsuruta.

In più, tagliando il cordone ombelicale che lo legava alla NWA, Baba condusse una politica di “isolamento”, riducendo al minimo gli show congiunti con altre federazioni e puntando quindi su un gruppo di atleti che erano sotto contratto esclusivo con la AJPW.

L’innovazione più importante comunque riguardò lo stile di combattimento: Baba impose ai suoi lottatori la propria ideale visione del wrestling, visto come lotta senza fronzoli e senza risparmio. Gli incontri della AJPW anni ’90 avrebbero puntato al massimo sull’aspetto sportivo e marziale, eliminando praticamente ogni componente estranea al confronto sul ring e qualunque “scappatoia” all’esito di questo: niente stipulazioni particolari e niente verdetti dubbi come squalifiche o conteggi, i match terminavano sempre per schienamento o sottomissione ed erano “semplicemente” teatro di una acerrima competizione fra gli atleti coinvolti.

In questo scenario, la concezione dello “Strong Style” (messa in pratica da Inoki negli anni ’70) venne praticamente portata all’estremo:al punto che al realismo si sostituivano l’eroismo e l’esaltazione dello spirito combattivo, costituendo un nuovo stile chiamato “Royal Road”: i colpi si fecero sempre più violenti e le proiezioni sempre più raffinate tecnicamente e più pericolose. Il filo conduttore degli incontri si basava dunque sul cosiddetto “Fighting Spirit”: nessuna manovra, per quanto violenta e pericolosa fosse, riusciva da sola a decidere un incontro, ma lo schienamento decisivo avveniva invece allorché una serie di colpi di qualunque tipo fosse finalmente riuscita a frustrare la combattività dell’atleta sconfitto. Questa nuova concezione di wrestling fece della AJPW la promotion più acclamata dalla critica a livello mondiale: i talenti della nuova generazione (su tutti Mitsuharu Misawa, Toshiaki Kawada, Kenta Kobashi ed Akira Taue) ed alcuni “gaijin” particolarmente tosti (su tutti l’immarcescibile Hansen, “Dr. Death” Steve Williams e lo sforunato Terry Gordy) divennero monumenti di un wrestling competitivo, duro e, allo stesso tempo, “integro”.

L’artefice di questo capolavoro, ovvero Giant Baba, si godeva questi scontri epici da dietro le quinte: la sua parte sul ring l’aveva già fatta in precedenza, generalmente in un match 3 vs. 3 di metà “card”, dove interagiva di volta in volta con atleti giovani da lanciare, con vecchie glorie come lui oppure con “main eventers” che per l’occasione si prestavano a questo palcoscenico. Nonostante la sua mobilità fosse ormai limitatissima, l’entusiasmo ed il sostegno del pubblico non abbandonarono mai il mitico Gigante dell’Oriente.

L’unico trofeo per cui continuava a competere era la Real World Tag League: nel 1992 vi partecipò assieme all’astro nascente Kenta Kobashi, piazzandosi al quarto posto; l’anno successivo invece si alleò con Stan Hansen (“orfano” del suo compagno abituale, Ted DiBiase, rimasto vittima di un infortunio) e i due conquistarono un sensazionale secondo posto, alle spalle di Misawa & Kobashi ma davanti a Kawada & Taue. Anche nel 1994 la coppia Baba-Hansen si fece onore, con un altro secondo posto.

L’ultima Real World Tag League a cui partecipò Baba fu quella del 1995, dove si piazzò quinto assieme a Tamon Honda. Negli anni seguenti comunque il Gigante, ormai prossimo ai sessant’anni di età, continuò a lottare onorando tutti gli impegni della sua federazione al Budokan Hall, resistendo anche alla malattia che lo avrebbe ucciso.

La morte di Baba e le conseguenze sulla scena del Puroresu:

 La vita del Gigante del Sol Levante si spense in un ospedale di Tokyo il 31 gennaio 1999, a causa di un tumore all’intestino contro cui lottava da tempo. Se ne andava un monumento del wrestling mondiale, grandissimo sia come lottatore che come promoter, e la sua scomparsa fu ricevuta da profondo dolore da tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori.

La AJPW ha onorato la sua memoria con il “Giant Baba Memorial Show”, svoltosi al Tokyo Dome il 2 maggio 1999; presenti fra il pubblico vi erano suoi antichi avversari come Sammartino, Destroyer e Kiniski, nonché “Lord” James Blears, presidente della PWF dalla sua fondazione (in seguito, nel 2000 gli sarebbe succeduto Stan Hansen). Proprio la “creatura” che Baba aveva plasmato avrebbe accusato enormemente la sua scomparsa. La forte personalità ma soprattutto le grandi qualità umane di Shohei Baba gli avevano garantito nel corso degli anni la fiducia e la fedeltà di tanti grandissimi lottatori; adesso che lui non c’era più, mancava una guida riconosciuta da tutti.

Nel 2000 le divergenze tra Motoko Baba (vedova del Gigante) e Mitsuharu Misawa portarono quest’ultimo ad abbandonare la AJPW per fondare una propria, nuova promotion, la Pro-Wrestling NOAH, alla quale aderirono tutti i lottatori giapponesi nel “roster” della All-Japan (con l’eccezione di Kawada). Da allora la NOAH ha progressivamente affiancato la NJPW quale promotion principale del Paese, continuando a proporre il wrestling purissimo che caratterizzava la All-Japan, seppur rinunciando all’isolamento e valorizzando maggiormente la “junior division”; invece la AJPW, pur conservando notevole prestigio, ha conosciuto una crisi di idee e di talento dalla quale non è ancora completamente uscita. La stessa Motoko Baba ha lasciato la direzione della compagnia a Keiji Mutoh.

 Michele “Jena” Di Francesco

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