Antonio Inoki: il simbolo del wrestling giapponese

Questa biografia è stata gentilmente messa a disposizione da Michele Di Francesco

Vero Nome: Kanji Inoki.

Altezza: circa m.1,91.

Peso: circa 102 kg.

Nato il 20 febbraio 1943.

Luogo di Nascita: Yokohama, Giappone.

Debutto nel wrestling: 1960.

Altre Identità: Kanji Inoki (inizio di carriera), Tokyo Tom (NWA Texas).

Principali “feud”:

vs. Tiger Jeet Singh (1975-80), vs. Stan Hansen (1979-81), vs. Rusher Kimura (1981-83), vs. Masa Saito (1987), vs. Riki Choshu (1982-88).

Mosse preferite: Enzeguri Kick, Indian Deathlock, Choke Sleeper Hold.

Mossa finale: Octopus Stretch.

Titoli vinti:

NWA Texas Heavyweight Title (24/06/1964 – 1964).

NWA World Tag Team Title (Texas version)(w/Duke Keomuka, ?/?/1965 – 08/02/1966).

NWA World Tag Team Title (Tennessee version) (w/Hiro Matsuda, 24/01/1966 – 08/02/1966).

JWA All-Asian Tag Team Title (4 volte: w/Michiaki Yoshimura, 26/05/1967 – 01/1968

w/Kintaro Ohki, 03/02/1969 – 07/1969;

w/Michiaki Yoshimura, 09/08/1969 – 10/10/1969;

w/Michiaki Yoshimura, 30/10/1969 – 13/12/1971).

NWA International Tag Team Title  (4 volte: w/Giant Baba, 31/10/1968 – 08/01/1968;

w/Giant Baba, 03/02/1968 – 19/01/1969;

w/Giant Baba, 04/02/1969 – 11/08/1969;

w/Giant Baba, 13/08/1969 – 13/12/1971).

NWA United National Heavyweight Title (26/03/1971 – 13/12/1971).

NJPW “Real” World Heavyweight Title (04/10/1972 – 10/10/1972).

NWF World Heavyweight Title (4 volte: 10/12/1973 – 12/02/1975;

 26/06/1975 – 08/02/1980;

03/04/1980 – 17/04/1980;

23/04/1981 – abbandonato).

NWA North American Tag Team Title
(2 volte: w/Seiki Sakaguchi, 16/08/1974 – 22/09/1975;

w/Seiki Sakaguchi, 02/10/1975 – 05/02/1976).

WWF Martial Arts Heavyweight Title (2 volte: 18/12/1978;   1989).

WWF Heavyweight Title (30/11/1979 – 12/12/1979) – non riconosciuto dalla WWF –

UWA World Heavyweight Title (13/04/1980 – 24/10/1980).

IWGP World Heavyweight Title (12/06/1987 – 02/05/1988).

Tornei vinti:

JWA Annual World League XI (16/05/1969).

JWA Annual NWA Tag Team League:  I (w/Kantaro Hoshino, 06/11/1970) e II (w/Seiki Sakaguchi, 01/11/1971).

NJPW Annual World League:  I (08/05/1974) e II (16/05/1975).

NJPW Annual MSG League:  I (30/05/1978),  II (07/06/1979),  III (05/06/1980),  IV (04/06/1981).

NJPW Pre Japanese Championship (16/12/1978).

NJPW Annual MSG Tag Team League:  I (w/Bob Backlund, 10/12/1980),  III (w/Hulk Hogan, 10/12/1982),  IV(w/Hulk Hogan, 08/12/1983)  V (w/Tatsumi Fujinami, 05/12/1984).

NJPW IWGP League:  14/06/1984,  11/06/1985,  19/06/1986,  12/06/1987.

NJPW Japan Cup Tag Team League (w/Yoshiaki Fujiwara, 11/12/1986).

NJPW ’88 Japan Cup Six Men Elimination Tag Team League (w/Riki Choshu & Kantaro Hoshino, 07/12/1988).

NJPW B.V.D. Cup Martial Arts Tournament (04/01/1995).

Introduzione:

Uno dei più famosi lottatori di tutti i tempi, una sorta di monumento vivente della terra del Sol Levante, un uomo il cui nome è sinonimo di wrestling in tutto il mondo: questo è Antonio Inoki, simbolo incontrastato del puroresu.

Dopo la tragica fine del suo maestro Rikidozan, Inoki seppe prima seguirne le orme, affiancando all’attività di wrestler quella di promoter (fu lui infatti a fondare la New Japan Pro Wrestling), e poi addirittura superarne la popolarità: Antonio infatti non soltanto è stato per anni il numero uno pressoché indiscusso in patria ma, con i suoi epici scontri con tante superstar straniere, ha contribuito più di chiunque altro a conferire al wrestling giapponese (più “giovane” di quello americano) la tradizione ed il prestigio di cui oggi gode;  in più, questo leggendario atleta ha anche combattuto per la credibilità e l’onore del wrestling in generale, sostenendo valorosamente molti incontri con alfieri di altre discipline da combattimento.

Dotato di un fisico longilineo e non proprio possente, questo atleta si è elevato al rango di leggenda tra le leggende sfruttando la maestria tecnica, l’intelligenza tattica, il carisma, la tenacia e lo straordinario coraggio; lottatore e promoter di straordinario successo, artefice della diffusione del puroresu in tutto il mondo, “ambasciatore” del wrestling alla corte degli altri sport, Inoki è stato anche un importante uomo politico, di grande influenza e visibilità.

Alcuni hanno definito immeritato il suo grande successo e lo hanno accusato di essere un egomaniaco che ha sempre voluto le luci della ribalta tutte per sé, colpevole di aver in qualche modo ostacolato le carriere di lottatori che potevano diventare popolari quanto lui, come Tiger Mask I (Satoru Sayama) o Tatsumi Fujinami;

ma, a prescindere dalla fondatezza di queste voci, possiamo dire che senza ombra di dubbio l’importanza di Inoki nella storia del wrestling è incalcolabile ed incontestabile.

L’adolescenza e gli esordi:

Kanji Inoki nacque nel 1943 presso Yokohama, decimo degli undici figli di Sajiro e Fumiko Inoki.

Rimasto orfano di padre all’età di cinque anni, Kanji portò a termine gli studi di “high school” nella sua città natale e fu in questo periodo della sua vita che cominciò ad appassionarsi al sumo e soprattutto al wrestling, guardando in televisione le imprese di Rikidozan, l’uomo che qualche anno prima aveva fondato la JWA, prima grande promotion giapponese.

Nel 1957 Kanji e la sua famiglia emigrarono in Brasile e fu qui che il ragazzo dimostrò il suo grande talento atletico, riuscendo a vincere nel 1959 i campionati brasiliani juniores di getto del peso e di lancio del disco; proprio in Brasile Inoki ebbe modo di conoscere il suo idolo Rikidozan che, conquistato dal talento dell’adolescente Kanji, nella primavera del 1960 lo riportò con sé in Giappone per introdurlo nella JWA.

Il debutto di Inoki avvenne il 30 settembre 1960, con una sconfitta contro Kintaro Ohki; da notare come nella stessa sera debuttò anche Giant Baba, l’altro grande pupillo di Rikidozan che nei decenni a venire avrebbe “spartito” con Inoki l’eredità del maestro.

Ben presto, il giovane Kanji divenne Antonio Inoki; le ragioni delle scelta del nome “Antonio” sono incerte, alcuni pensano che fosse un omaggio ad Antonino Rocca (grande wrestler italo-americano di quegli anni), altri ritengono che sia derivato dal soggiorno di Inoki in Brasile (paese in cui Antonio è un nome molto comune); in ogni caso, il giovane Inoki bruciò le tappe e furono molto poche le sconfitte che dovette subire dopo quella dell’incontro d’esordio.

Il 15 dicembre 1963 Antonio e l’intero mondo del wrestling vennero sconvolti dalla morte del “pioniere” Rikidozan, rimasto ucciso a soli 38 anni in un night club ad opera di un gruppo di malavitosi; i rimpianti per la morte di questo grande personaggio non potranno mai essere estinti, ma almeno per quanto riguarda il lato-wrestling possiamo dire a posteriori che la successione del grande campione sia stata affidata ad ottime mani.

Le prime cinture e il primo tentativo da promoter:

Ventunenne, Inoki visitò per la prima volta gli Stati Uniti assieme a Toyonobori e durante questo tour lottò in Texas con il nome di Tokyo Tom, detenendo nell’estate del 1964 l’NWA Texas Heavyweight Title.

Successivamente si fece valere nelle competizioni di coppia: tra il ’65 e l’inizio del ’66 riuscì infatti a conquistare l’NWA World Tag Team Title sia nella versione del Texas, in coppia con Duke Keomuka, sia nella versione del Tennessee, in coppia con Hiro Matsuda (grazie alla vittoria su Eddie Graham & Sam Steambot); l’8 febbraio 1966 però Inoki & Keomuka persero i titoli texani contro The Destroyer & Golden Terror ed Antonio riportò un infortunio che lo costrinse a lasciar vacante anche il titolo del Tennessee.

Tornato in Giappone, Inoki tentò per la prima volta di fondare un gruppo indipendente dalla JWA: il 23 aprile 1966 lui e Toyonobori fondarono infatti la Tokyo Pro Wrestling, che avrebbe avuto vita molto breve.

Antonio cominciò questa nuova avventura opposto a Johnny Valentine, battuto sia nel primo show (tenuto al futuro “Sumo Hall” di Tokyo il 12 ottobre), sia nell’incontro valido per il U.S. Heavyweight Title di un mese dopo, prima che la nuova promotion chiudesse i battenti il 5 gennaio 1967 e il “figliol prodigo” Inoki tornasse nella JWA.

L’era del “B-I Cannon”:

Il 31 ottobre 1967 Giant Baba & Antonio Inoki conquistarono l’NWA International Tag Team Title (allora difeso nella JWA) battendo Bill Watts & Tarzan Tyler; iniziò così la leggenda del “B-I Cannon”, l’accoppiata formata dai due allievi prediletti di Rikidozan, i quali in quattro anni avrebbero detenuto quel titolo per quattro volte.

Baba & Inoki persero infatti le cinture il l’8 gennaio 1968 perché Antonio (a causa dalla neve, sembra) diede forfait ad un match titolato, ma le riconquistarono meno di un mese dopo; nel 1969 per due volte persero il titolo per poi prevalere nella rivincita, prima contro Wilbur Snyder & Danny Hodge e poi contro Crusher Lisowski & Dick The Bruiser.

Parallelamente, l’impegnatissimo Inoki lottava anche per l’altro storico titolo di coppia giapponese: l’All-Asian Tag Team Title. La prima vittoria di questa cintura risale alla primavera del 1967, quando lui e Mishiaki Yoshimura sconfissero Fritz Von Erich & Ike Eakins; lasciati vacanti i titoli nel gennaio del ’68, Antonio tornò ad aggiudicarseli un anno dopo insieme a Kintaro Ohki, grazie alla vittoria su Buster Royd & Tom Jones.

Stavolta fu Ohki a lasciare vacanti le cinture nel luglio del ’69, ma Inoki le riconquistò per due volte, sempre insieme a Yoshimura, nell’autunno del 1969, battendo prima Crusher Lisowski & Al Mahilik e poi Buddy Austin & Mr. Atomic.

In questo periodo Antonio raccolse grande gloria anche in competizioni singole: nel 1969 infatti vinse l’undicesima Annual World League, battendo in finale Chris Markoff, e qualche mese dopo ebbe la prima opportunità per il titolo mondiale NWA, ottenendo un pareggio per limite di tempo (60 minuti) contro il campione, Dory Funk Jr.

Da segnalare poi, il 26 marzo 1971 in quel di Los Angeles, la vittoria dell’NWA United National Heavyweight Title ai danni di John Tolos

Oltre che collezionando titoli, Inoki in questi anni si tolse soddisfazioni anche nelle prime due Annual Tag Team League, che si aggiudicò nella prima edizione (1970) in team con Kantaro Hoshino, battendo in finale Nick Bockwinkel & John Quinn, e nella seconda (1971) con Seiki Sakaguchi, battendo in finale Killer Kowalski & Killer Austin.

L’ultima esibizione del B-I Cannon ebbe luogo a Sapporo il 7 dicembre 1971, quando Inoki e Baba persero definitivamente il titolo internazionale a vantaggio dei fratelli Funk (Dory Jr. & Terry); sei giorni dopo Antonio venne estromesso dalla JWA perché i dirigenti sospettavano che tramasse per impadronirsi della promotion.

Dovette così lasciare vacanti sia il titolo NWA United National che i titoli asiatici di coppia (che ancora deteneva insieme a Yoshimura).

La nascita della NJPW e i primi incontri inter-disciplina:

L’espulsione dalla JWA non fermò certamente l’ambizione di Inoki, che il 26 gennaio 1972 al Keyo Plaza Hotel di Tokyo annunciò la nascita della sua nuova promotion, la New Japan Pro Wrestling (il suo “alter ego” Baba lo avrebbe imitato otto mesi dopo, abbandonando a sua volta la JWA per formare la sua compagnia, la All Japan Pro Wrestling).

Il primo show della neonata New Japan si svolse il 6 marzo ’72, quando Inoki venne sconfitto da Karl Gotch che, grazie a questa vittoria, venne nominato primo Real World Heavyweight Champion della federazione; Inoki si prese la rivincita su Gotch il 4 ottobre ma perse poi la “bella” sei giorni dopo.

Nei mesi successivi la NJPW riuscì ad ingaggiare un altro nome prestigioso come Seiki Sakaguchi e, grazie a questo, conquistò un contratto televisivo con la rete televisiva NET (oggi TV Asashi): fu il primo passo verso un grande e duraturo successo.

Nel frattempo, il “Real World Title” venne abbandonato e la nuova cintura principale della federazione divenne il National Wrestling Federation Title, che Inoki si aggiudicò il 10 dicembre 1973 battendo Johnny Powers.

In questo periodo iniziò la lunghissima rivalità con Tiger Jeet Singh, che fece il suo esordio nella New Japan attaccando a sorpresa Inoki per le strade di Tokyo; nel 1974, oltre che contro Singh, Antonio difese con successo il titolo anche contro Shozo “Strong” Kobayashi, nel primo incontro tra due atleti nipponici di grande calibro dopo molti anni in cui i più forti atleti “di casa” erano sempre e solo opposti a stranieri; da segnalare in questo periodo anche la conquista, a Los Angeles, del NWA North American Tag Team Title insieme a Seiki Sakaguchi (il loro primo regno con questa cintura durerà oltre un anno) e il ritorno nella sua “seconda patria”, il Brasile, per il suo primo incontro con Andre The Giant, il 15 dicembre 1974.

Battuto da Tiger Jeet Singh il 15 marzo 1975, Inoki riconquistò il titolo NWF tre mesi dopo e stavolta lo avrebbe detenuto per cinque anni. Parallelamente si impose anche nei primi tornei organizzati dalla NJPW, le “NJPW Annual World League” del ’74 e del ’75, battendo in finale nella prima occasione sia “Killer” Karl Krupp che Seiki Sakaguchi, nella seconda ancora Krupp. Sempre nel 1975, l’incontro che lo vide opposto a Billy Robinson diventa subito un classico, considerato uno dei match più belli di sempre.

Nel frattempo iniziarono le sue battaglie di “Mixed Martial Arts”, cioè contro atleti provenienti da altri sport da combattimento.

Nel 1976 infatti riuscì a battere prima Willem Rushka, judoka medaglia d’oro alle Olimpiadi di Monaco quattro anni prima, e poi Akrum Pelwan, campione pakistano che in seguito alla sconfitta attuò un tragico suicidio; nel mezzo, il 26 giugno ’76, ebbe luogo il famoso e chiacchieratissimo incontro tra Inoki e Muhammad Ali, concluso con un pareggio per limite di tempo.

Il 2 agosto 1977, nel match più spettacolare della serie, Antonio ebbe la meglio per ko al 5° round su “The Monsterman” Eddie Everett, campione del mondo dei pesi supermassimi di karate, e due mesi dopo emerse ancora vittorioso (stavolta per sottomissione) contro il pugile americano Chuck Wepner; l’ultima sfida di questo tipo si sarebbe poi svolta il 27 febbraio 1980, quando Inoki pareggiò contro un altro karateka, Willie Williams.

Queste grandi prestazioni valsero ad Antonio da parte della WWF il titolo di “World Martial Arts Champion”, attribuitogli nel 1978; nell’estate di quello stesso anno, Inoki fu protagonista al “Budokan Hall” di due leggendarie battaglie contro il campione WWF Bob Backlund, entrambi “2 Out Of 3 Falls Match” validi per le due cinture WWF ed NWF ed entrambi conclusi in pareggio per limite di tempo.

Le grandi faide con Singh, Hansen e Kimura:

Negli anni a cavallo fra i ’70 e gli ’80 Antonio Inoki conobbe probabilmente la sua massima notorietà internazionale, mietendo successi in tutto il mondo e a spese di avversari di ogni tipo.

Da segnalare la vittoria nel   “Pre-Japanese Championship” sull’antico compagno Hiro Matsuda (1978), ma soprattutto il suo autentico predominio nel torneo “Madison Square Garden League”: di questo evento Inoki vinse le prime quattro edizioni, imponendosi in finale prima su Andre The Giant per conteggio fuori dal ring (1978) e poi per tre volte di fila su Stan Hansen, nel 1979 per schienamento, nel 1980 per squalifica e nel 1981 per conteggio fuori dal ring.

Da ricordare, il 26 agosto 1979, la partecipazione nell’evento “All Stars” al quale collaborarono sia la NJPW che la AJPW e la IWE; nell’incontro principale di quella serata Inoki tornò a fare coppia con Baba e i due ebbero la meglio su Tiger Jeet Singh & Abdullah The Butcher; dopo l’incontro Antonio sfidò il suo storico compagno ad un match, ma questo non si sarebbe mai svolto.

Tra tutti questi trionfi spicca però l’incontro del 30 novembre 1979 che lo vide laurearsi campione del mondo della WWF, grazie a una vittoria su Bob Backlund; il campione americano si prese la rivincita sei giorni dopo ma con la determinante interferenza di Tiger Jeet Singh, motivo per cui l’allora presidente della WWF Hisashi Shinma volle riconsegnare la cintura ad Inoki, il quale però la rifiutò; ad oggi la federazione di Stamford non riconosce questo cambio di titolo avvenuto in quel tour giapponese.

L’anno dopo il grande Backlund sarebbe anche stato compagno di coppia di Antonio: i due infatti si aggiudicarono  il primo “Madison Square Garden Tag Team League”, battendo in finale Stan Hansen & Hulk Hogan.

Nel 1980 la grande rivalità tra Inoki e Tiger Jeet Singh oltrepassò i confini giapponesi per sbarcare in Messico: il 13 aprile di quell’anno infatti Antonio riuscì a strappare al rivale la cintura di UWA World Heavyweight Champion, ma sei mesi dopo capitolò nella rivincita, svoltasi in Giappone ad Okinawa.

Come già detto, oltre a Singh, l’altro grande avversario di Inoki in questo periodo fu Stan Hansen: il texano nel febbraio del 1980 riuscì a strappargli, dopo cinque anni, il titolo mondiale NWF, ma Antonio si prese la rivincita due mesi dopo e poi sconfisse definitivamente Hansen nell’aprile dell’81, prima che il titolo venisse abbandonato per lasciare spazio ad un nuovo e ambizioso progetto: l’International Wrestling Grand Prix.

La nascita di questo nuovo circuito portò molti grandi cambiamenti sulla scena del wrestling giapponese: intanto, Abdullah The Butcher, stella della All Japan, passò alla New Japan attirato proprio da questo nuovo titolo, mentre Tiger Jeet Singh compì il percorso opposto: a questo punto la battaglia per gli ascolti tra le due federazioni si fece davvero accesa.

In più, nell’autunno del 1981, la IWE (terza forza del panorama giapponese) chiuse e i suoi lottatori, capeggiati da Rusher Kimura, si riversarono nella NJPW: tra Inoki e Kimura nacque in questo periodo un’accesissima e accanita rivalità, che vide il suo culmine l’11 aprile 1982, quando Inoki dovette affrontare Kimura, Animal Hamaguchi & Isamu Teranishi in un “Handicap Tag Team Match”, nel quale venne battuto per conteggio fuori dal ring da Kimura dopo aver messo fuori gioco gli altri due avversari.

Continuavano, nel frattempo, le ottime prestazioni anche negli incontri di coppia del “Madison Square Garden Tag Team League”: nella seconda edizione di questo torneo, svoltasi nel 1981, Antonio fece coppia con Tatsumi Fujinami ma i due dovettero accontentarsi della piazza d’onore, venendo battuti in finale da Andre The Giant & Rene Goulet.

L’anno dopo però Antonio tornò a trionfare, stavolta in coppia con Hulk Hogan, grazie alla vittoria in finale su Killer Khan & Tiger Toguchi.

Le sfide con Hogan nei tornei IWGP:

Il 23 aprile 1983, nel primo show della NJPW al “Sumo Hall”, il grande Antonio sconfisse Masa Saito in un “Loser Leaves Town Match”.

Poi, tra maggio e giugno del 1983 si svolse la prima edizione dell’“International Wrestling Grand Prix Tournament”: le grandissime stelle che partecipavano a questo torneo disputavano una sorta di campionato tra maggio e giugno, dopodiché i primi due in classifica si sfidavano nella finale.

Alla fine a contendersi il trofeo rimasero Antonio Inoki e Hulk Hogan, nella finale del 2 giugno 1983: dopo venti minuti di battaglia, Antonio venne lanciato fuori dal ring e cadde malamente, non riuscendo a tornare sul quadrato in tempo per evitare la sconfitta: fu così che Hogan vinse il primo torneo IWGP e si tolse l’enorme soddisfazione di sconfiggere Inoki nella sua patria.

A questa cocente delusione sportiva ne seguì un’altra, inerente al business: nell’agosto dell’83 infatti, a causa del fallimento del progetto brasiliano “Anton Hisel” nel quale avevano speso molte risorse della compagnia, Antonio Inoki e Seiki Sakaguchi furono costretti a dimettersi dai ruoli di presidente e vice-presidente della NJPW.

Anche nell’83, come l’anno prima, Inoki ed Hogan fecero coppia e vinsero il “MSG Tag Team League”, battendo Dick Murdoch & Adrian Adonis, anche se il posto in finale sarebbe spettato di diritto ad Andre The Giant & Stan Hansen, costretti alla rinuncia per l’infortunio di quest’ultimo.

In questo periodo Antonio confermò di essere ben lontano dal declino, collezionando prestigiose vittorie nella cornice del Sumo Hall di Tokyo su Yoshiaki Yatsu (3 novembre ’83), Bad News Allen (7 febbraio ’84) e Riki Choshu (19 aprile ’84).

Nella primavera del 1984 partecipò alla seconda edizione dell’IWGP Tournament: Antonio si impose nel torneo, lasciandosi dietro stelle come Andre The Giant, Tatsumi Fujinami e Riki Choshu, per poi, il 14 giugno, sfidare il campione uscente Hulk Hogan nella rivincita dell’anno prima; stavolta la sfortuna volse decisamente le spalle al baffuto americano, poiché l’incontro venne rovinato da Riki Choshu, il quale intervenne per colpire entrambi mentre erano fuori dal ring: Inoki fu il primo dei due a risalire sul quadrato mentre Hogan subì l’intero conto di 10 e così, per una manciata di secondi, Antonio riportò nella sua terra il titolo di campione IWGP.

La resa dei conti con Choshu si svolse al Sumo Hall il 2 agosto, quando il grande Inoki sconfisse di nuovo il coreano; il 15 agosto Antonio si impose su Bad News Allen in uno show tenutosi ad Islamabad, in Pakistan.

Quattro mesi dopo, Antonio trionfò per la quarta volta nel “MSG Tag Team League” (giunto alla quinta ed ultima edizione), in coppia con il suo erede designato Tatsumi Fujinami: i due ebbero la meglio in finale su Dick Murdoch & Adrian Adonis.

L’ultimo periodo di dominio:

Il 18 aprile 1985 Antonio Inoki fu protagonista di una splendida sfida contro Bruiser Brody, incontro terminato in pareggio perché entrambi furono contati fuori dal ring.

In giugno  riuscì a mantenere l’IWGP Championship battendo prima Andre The Giant (vincitore della fase eliminatoria del torneo di quell’anno) e poi battendo di nuovo Hulk Hogan sempre per conteggio fuori dal ring.

Verso la fine dell’anno Antonio tornò a fare coppia con Sakaguchi nel torneo per l’assegnazione dell’IWGP Tag Team Title: i due si classificarono secondi nel torneo, dietro a Bruiser Brody & Jimmy Snuka, ma poi in finale vennero battuti da Tatsumi Fujinami & Kengo Kimura; in questa occasione Inoki venne schienato proprio dal suo giovane “delfino”.

Il 1986 vide Inoki vittorioso in altre due occasioni al “Sumo Hall”, contro Yoshiaki Fujiwara il 6 febbraio e poi in coppia con Unamosuke Ueda contro Andre The Giant & Ichimasa Wakamatsu il 1° maggio;

nei mesi successivi il grande campione fu protagonista anche sulle cronache dei giornali rosa, per problemi con la seconda moglie: in risposta a questa vicenda, Antonio decise di rasarsi la testa per simboleggiare la chiusura di un capitolo della sua vita.

Queste polemiche tuttavia non compromisero i suoi risultati sul quadrato, che rimasero eccezionali: infatti, nella quarta edizione del torneo IWGP, Antonio confermò il titolo sconfiggendo in semifinale Andre The Giant per sottomissione e poi in finale Dick Murdoch in uno splendido incontro durato 30 minuti.

Dopo aver battuto Steve Williams il 5 agosto 1986, alla fine dell’anno l’eroe nipponico rinverdì i suoi storici confronti contro atleti di altre discipline, battendo il pugile Leon Spinks (ex campione dei pesi massimi, ma per la verità in netto declino da anni) e poi, assieme a Yoshiaki Fujiwara, si impose nella “Japan Cup Tag Team League Tournament” battendo in finale Akira Maeda & Osamu Kido.

Nel 1987 Antonio fu coinvolto in una dura rivalità contro Masa Saito: i due si affrontarono il 26 marzo nell’evento “Inoki Toukon Live II”, incontro che venne vinto dal campione per squalifica; il 27 aprile il grande Inoki riuscì nuovamente a respingere l’assalto del rivale, battendolo per ko tecnico in un “No Rope Handcuff Match”.

Saito tornò comunque alla carica aggiudicandosi l’ultima edizione annuale del torneo IWGP, ma il 12 giugno Inoki lo batté di nuovo, nell’incontro che vide la trasformazione della cintura IWGP in un vero e proprio titolo, anziché un trofeo in palio in un torneo.

Il 4 ottobre 1987 poi Inoki sconfisse Saito di nuovo, stavolta in un particolarissimo “Island Death Match”, un incontro disputatosi sull’isola di Ganryu senza alcun pubblico, con i due rivali coinvolti dunque in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

La fase calante e l’impegno politico:

Antonio mantenne il titolo fino al 4 maggio 1988 (difendendolo tra gli altri contro Bam Bam Bigelow, Steve Williams e Riki Choshu), quando lo lasciò vacante per l’impossibilità di difenderlo a causa di un infortunio al piede.

Tornò sul ring pochi mesi dopo, ma stavolta i risultati non furono più brillanti come sempre: il 22 luglio 1988 infatti dovette incassare una clamorosa sconfitta per schienamento (la prima in tanti anni di rivalità) contro Riki Choshu e un mese dopo rimediò un pareggio per limite di tempo contro Fujinami, dopo aver dichiarato che in caso di sconfitta in quell’incontro si sarebbe ritirato.

Il 22 febbraio 1989 Inoki venne di nuovo  sconfitto da Choshu e tre giorni dopo dette inizio ad un tour in cui lottò nel primo incontro di ogni show, per “ricominciare dal principio” e così ritrovare la sua forza in quel momento difficile; in questo periodo, da segnalare l’incontro con la giovane promessa Minoru Suzuki.

Il 24 aprile 1989, nel primo show della NJPW al Tokyo Dome, Inoki conobbe per la prima volta la sconfitta in un incontro di “Mixed Martial Arts”, ad opera del sovietico Shota Chochoshivili, judoka medaglia d’oro a Seoul, che lo mise ko al 5° round.

Anche se sul ring non era più brillante come un tempo, Antonio Inoki aveva comunque altri obiettivi non meno importanti da raggiungere: l’estate del 1989 lo vide prima sposo per la terza volta, poi fondatore (il 20 giugno) del partito politico “Sports Peace Party” e, infine, il 24 luglio, eletto nella “House Of Council” giapponese (l’equivalente del Senato nelle democrazie occidentali).

Con questo eccezionale riconoscimento, Inoki divenne il primo wrestler di tutto il mondo ad essere eletto membro del Congresso della propria nazione: negli anni successivi sarebbe stato impegnato in visite politiche in tutto il mondo, esprimendo sempre le sue idee pacifiste fondate sul rifiuto della violenza.

Il ritorno sul ring del “senatore Inoki” avvenne il 31 dicembre 1989 a Mosca: Antonio infatti fu il promoter del primo show straniero di wrestling in Unione Sovietica e nell’occasione fece coppia con Chochoshivili per battere Masa Saito e Brad Rheingans; già dall’inizio dell’anno, negli show della New Japan avevano cominciato ad apparire lottatori sovietici.

Sempre più impegnato in politica, nei primi anni ’90 Antonio apparve sul ring solo in occasioni speciali.

Il 10 febbraio 1990 fece coppia, per l’ultima volta, con Seiki Sakaguchi per sconfiggere Shin’ya Hashimoto & Masahiro Chono; fu alla fine di questo incontro (onorato della presenza del grande Lou Thesz come arbitro speciale) che per la prima volta Antonio emise il famoso grido di vittoria “ich, ni, san, DAAHHH!”.

Il 1° settembre ’90 lottò nella prima tournée della NJPW in Cina, riportando una vittoria su Tatsutoshi Goto, e poi, il 30 settembre 1990, celebrò i trent’anni esatti di carriera battendo, in coppia con l’antico rivale Tiger Jeet Singh, Big Van Vader & Animal Hamaguchi.

Il 7 gennaio 1992 sconfisse Hiroshi Hase al Tokyo Dome e due mesi dopo, in occasione del 20° anniversario della fondazione della NJPW, lottò insieme a Osamu Kido contro Riki Choshu & Kengo Kimura.

Per quanto riguarda gli impegni politici, bisogna ricordare che nel dicembre del ’90, alla vigilia della Guerra del Golfo, Inoki compì un’importantissima missione diplomatica in Iraq, convincendo Saddam Hussein a liberare gli ostaggi giapponesi; da ricordare anche l’incontro ufficiale con Fidel Castro a Cuba nel luglio del ’91 e i viaggi in Nicaragua e Brasile nel ’91, in Cambogia nel ’92, in Etiopia e in Mozambico nel ’93.

La popolarità del grande Antonio subì però un duro colpo nell’estate del ’93, quando la sua ex-segretaria Kumiko Sato lo accusò di corruzione.

Il “Final Countdown” e il ritiro:

Sempre coinvolto nella politica, Inoki tornò sul ring il 4 gennaio 1994, quando al Tokyo Dome venne battuto da Genichyro Tenryu; un mese dopo il leggendario campione annunciò il proprio “Final Countdown”, ovvero una serie di incontri che lo avrebbero visto protagonista negli anni successivi in attesa del ritiro.

Questi eventi lo vedranno vincitore in successione su The Great Muta (1° maggio ‘94), Willem Rushka (23 settembre ’94), Gerald Gordeau e Sting in un torneo di MMA (4 gennaio ’95), Yoshiaki Fujiwara (19 marzo ’95), Big Van Vader (4 gennaio ’96), Willie Williams (4 gennaio ’97) e “Tiger King” Satoru Sayama (12 aprile ’97).

Nel luglio del 1995 Inoki fallì nel tentativo di venire rieletto nella “House Of Council”, probabilmente a causa dell’impatto avuto dall’accusa di corruzione che gli era stata mossa due anni prima.

Comunque mantenne una grande attività di promoter a sfondo sociale: nel maggio del ’94, durante una visita politica in Corea del Nord, aveva infatti annunciato la nascita del “World Wrestling Peace Festival”, evento che si svolse il 4 giugno ’96 a Los Angeles e vide la partecipazione di grandi star come Sting, “The Giant” Paul Wight, Jushin Lyger e tanti altri, compreso lo stesso Inoki che, in coppia con Dan Severn, sconfisse Yoshiaki Fujiwara & Oleg Takhtarov.

Da segnalare anche il “Pyongyang International Sports & Culture Peace Festival”, show di collaborazione NJPW-WCW che si svolse in due giorni nell’aprile del ’95 e che vide Antonio sconfiggere “The Nature Boy” Ric Flair nel primo confronto tra queste due leggende del ring.

Altri show organizzati in quegli anni da Inoki furono il “Suddenly, Octopus Hold” del 30 dicembre ’95 a Yokohama, in cui fece coppia con Nobuhiko Takada per battere Yoshiaki Fujiwara & Kazuo Yamazaki, e lo “Inoki Festival” del 1° dicembre ’96 a Yoyogi, quando sconfisse Gasper.

La carriera della leggenda giapponese si concluse al Tokyo Dome il 4 aprile 1998, nello show intitolato “The Inoki Final”, che fece registrare 70.000 spettatori tra cui Muhammad Ali e Bob Backlund: nell’incontro principale della serata Antonio dette l’addio al ring con una vittoria su “The Predator” Don Frye.

Le attività dopo il ritiro

Avendo rinunciato alla presidenza dello “Sports Peace Party” nell’aprile ’98, pochi mesi dopo Antonio Inoki annunciò la fondazione della UFO (“Universal Fighting Arts Organization”), federazione di “shoot fighting”, avvalendosi dell’appoggio di illustri colleghi come Satoru Sayama e Naoya Ogawa.

Negli successivi il grande campione ha comunque continuato a rivestire una posizione di prestigio nella New Japan Pro Wrestling, favorendo l’ascesa di nuovi talenti militanti anche nelle “Mixed Martial Arts”, come ad esempio Bob Sapp e Shinsuke Nakamura: nel 2003 nacque la “stable” detta “Inoki Army”, formata da elementi con un passato comune nelle MMA o nello “shoot fighting”: Nakamura, Sapp, Yoshihiro Takayama, Minoru Suzuki, Kazuyuki Fujita.

 Michele “Jena” Di Francesco

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