RAW in crisi, ma il problema non è Goldberg..

L’ultimo episodio di Raw del 4 gennaio 2021 era un episodio atteso. Si chiamava  WWE Raw Legends ed è stato emozionante rivedere tante leggende della WWE.

La serata ha fatto però emergere un problema in WWE e che a Raw si è rivisto, ovvero l’azienda non riesce a liberarsi del suo passato che sicuramente è glorioso, ma bisogno anche pensare al presente a al futuro della WWE. Ecco, il presente ed il futuro sono pieni di dubbi e di incognite. Il finale della puntata di Raw ha mostrato il rivale del WWE Championship Drew Mcintyre al PPV della Royal Rumble, che sarà Goldberg. Una scelta che ha fatto scatenare il web di proteste e critiche. Goldberg è ormai risaputo è stato un grande campione, è un Hall of Famer, ma non riesce più reggere e a sopportare degli incontri lunghi, per limiti di età, di fisico, di infortuni.

Ma perché la WWE fa queste scelte? Goldberg è un nome che attira Business e merchandising. Ok, ma alla Royal Rumble vedere un Drew Mcintyre vs Goldberg che durerà pochi minuti, che senso avrà? Già sarà una Royal Rumble probabilmente senza pubblico e questo di per sé sarà molto triste. Inserire un match tra Drew Mcintyre vs Goldberg, che durerà pochi minuti non può aiutare un PPV storico e di grande importanza come la Royal Rumble. L’unica cosa che potrebbe animare il match è il possibile incasso del MITB di Miz.

Drew Mcintyre negli ultimi mesi ha fatto benissimo da campione mondiale, le sue sfide con Randy Orton, Roman Reigns e AJ Styles sono state avvincenti. Una sfida con Goldberg non credo proprio possa aiutarlo. Questa però a mio parere e solo la punta di un iceberg, ovvero la crisi che sta colpendo Raw, i suoi ascolti e il suo livello tecnico. Attualmente nello show del lunedì  sera diverse le cose che non funzionano:

1. La gestione assurda del MITB. Prima lo conquista Otis, una scelta sbagliata e incomprensibile, poi Miz conquista a Hell in a Cell su Otis il possesso del MITB. Miz la incassa a TLC. Anzi no. La valigetta verde viene riconsegnata senza motivo a Miz.

2. Un’altra gestione senza senso, quella della Retribution. Credo che sia una fazione che poteva fare anche bene a Raw, con tutti i suoi problemi e i suoi limiti, ma qualcosa di buono potevano fare, con una gestione più equilibrata. Ma la Retribution è stata maltrattata e ridimensionata. Ora si è persa a Raw, e vedere un potenziale come Mustafa Ali che come leader della Retribution poteva avere finalmente il suo push, adesso è spaesato e in imbarazzo. Tutto questo, fa venire una enorme rabbia.

3. Il titolo 24/7 non è più necessario. Su questo punto non voglio spendere molte parole, questa cintura ora sfiora il ridicolo, se non il trash. I suoi segmenti comedy, adesso non hanno più veramente una logica. Anche se credo che questo titolo non abbia mai avuto un senso logico.

4. Asuka è una grande campionessa, ma da mesi non le trovano una rivale adeguata. Ora forse ci sarà Charlotte. Non lo nascondo, Asuka a mio parere è probabilmente la lottatrice migliore in WWE, una campionessa femminile eccellente. Ma non puoi metterle come rivali, con tutto il rispetto ci mancherebbe, Zelina Vega o Lana. Per fortuna è arrivata la solita Charlotte Flair a salvare la situazione. Certo mi chiedo però se contro la nipponica non potevano essere utilizzate, Alexa Bliss, Nia Jax o Shayna Baszler.

5. Su quest’ultimo punto abbiamo già detto tutto. Drew Mcintyre vs Goldberg al PPV della Royal Rumble non ha credibilità.

Sono tutti punti su cui la WWE deve riflettere, ma non voglio puntare solo il dito contro il proprietario Vince McMahon. Cerco di pormi delle domande. Il team creativo e i produttori che cosa fanno? Che ruolo hanno in WWE? Perché credo che un po’ tutti questi personaggi che sono all’interno dell’azienda devono metterci la faccia e prendersi le loro responsabilità.

La crisi a Raw c’è e si vede. La crescita della AEW è un qualcosa che deve far scuotere tutta la WWE. Adesso c’è la difficoltà di non avere il pubblico fisicamente presente nelle arene e chissà per quanto. Ma a maggior ragione c’è un forte bisogno di assistere a degli show di Raw, (pur con tutte le problematiche che ormai conosciamo bene della pandemia), almeno accettabili e presentabili.

Ora Goldberg e la sua presenza a Raw ed al prossimo PPV della Royal Rumble contro Drew Mcintyre racchiudono una crisi e un momento difficoltà che è sotto gli occhi di tutti. La crisi di Raw del resto credo  che parta da lontano. Già negli ultimi mesi del 2018 si erano visti dei segnali di crisi tecnica, quando la famiglia McMahon sul ring disse di voler controllare più da vicino gli show, togliendo la figura del general manager e le clausole di rematch titolati. Ma non solo, continuare a insistere sui PPV in Arabia, insistere sui campioni part time come Brock Lesnar sono scelte che hanno iniziato a fare molto male al benessere della WWE. E purtroppo queste idee sbagliate hanno avuto ancora adesso i loro effetti negativi.

Abbiamo dei roster sovraffollati, e per questo nascono cinture come il 24/7 per ricordarci che alcuni wrestler come R Truth fanno ancora parte della WWE. Al di la di questo credo la questione più importante è come si esce da questa crisi. Credo che sarà importante in questo 2021 non prendere più decisioni avventate come riprendere Goldberg e rimetterlo sul ring a 54 anni. Bisogna cercare di puntare sui talenti che la WWE possiede, come Keith Lee, la Hurt Bussines, Big E, Ricochet, Karrion Kross, Shayna Baszler, Rhea Ripley. Sono questi i ragazzi e i talenti che devono crescere per il bene della WWE. Un 2021 che la WWE deve assolutamente utilizzare per rilanciare le sue quotazioni e la sua credibilità.

ANGELO SORBELLO

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