(Questa biografia è stata gentilmente messa a disposizione da Michele Di Franceco)

Nome e Cognome: WAYNE COLEMAN
Altre Identità:  “The True Spirit Of America”
Altezza: 6’4’’ (1,93 m)
Peso: 275 lb (125 Kg)
Nato il: 10 Settembre 1943
a: Paradise Valley, Arizona (USA)

Federazioni: NWA, AWA, WWWF, NWA-Florida, WWF

TITOLI VINTI IN ORDINE ALFABETICO:

IWA Heavyweight Title ; NWA Florida Heavyweight Title (2 volte) ; NWA Hawaii Heavyweight Title
NWA World Tag Team Title
 ; WWWF Heavyweight Title

 PRINCIPALI  FEUD:

Verne Gagne (AWA)  Dusty Rhodes (NWA)
Bruno Sammartino(WWWF)
  Bob Backlund (WWWF)

 

“I Am The Man Of The Hour,

The One With The Power,

To Sweet To Be Sour…”

Una sola volta campione WWF. Eppure, forse nessuno come “Superstar” Billy Graham è stato determinante nell’evoluzione del wrestling business, nella “presa” che i gladiatori del ring riuscivano ad avere sugli spettatori.

Il look unico e la personalità istrionica di questo abbronzato e muscoloso lottatore sono stati talmente influenti sul pubblico che dopo di lui l’approccio dei suoi colleghi alle cosiddette “mic skills” è cambiato radicalmente: tanto nell’aspetto quanto nell’atteggiamento: decine e decine di lottatori della generazione successiva hanno attinto a piene mani proprio da Graham, fulgido modello di wrestler-showman.

Graham aveva un fisico massiccio e mostruosamente definito, lunghi capelli biondi, pantaloni lunghi variopinti e abbronzatura molto accentuata; e l’impatto considerevole del suo aspetto veniva amplificato dalla sua caratterizzazione arrogante ed egocentrica, dalle sue “catchphrases”, ovvero tipiche frasi di battaglia.

Come lo stesso Graham ammette oggi: “Io avevo una limitata abilità tecnica, ma sapevo parlare, sapevo comunicare con il pubblico, riuscivo a convincerli grazie alle mie doti di comunicatore, che avrei sconfitto Sammartino, che avrei sconfitto Rhodes. Li convincevo grazie alle mie mic skills”.

Se vi siete sempre chiesti da dove il leggendario Hulk Hogan abbia preso lo spunto per il suo look colorato e abbronzato, per le sue pose a fine match con i muscoli in bella mostra, per le sue dichiarazioni sui “pitoni da 22 pollici” o per i suoi spavaldi proclami, beh, è proprio quello di Billy Graham l’indirizzo giusto a cui dovete bussare.

E pensate a quanti atleti biondi (o rasati, come poi Graham è diventato) e con fisico molto scolpito abbiamo ammirato negli ultimi anni: Lex Luger, Scott Steiner o il primo Steve Austin, ad esempio.

Proprio Graham è stato mentore ed artefice del look di grandi lottatori come Hulk Hogan e Jesse “The Body” Ventura, dei quali, oltre ad essere prezioso consigliere, è (o è stato) anche grande amico.

Anche il modo di riferirsi a se stesso in terza persona, con cui The Rock da anni ci delizia, nell’ambito del wrestling è un’invenzione di Billy Graham; non per niente, due dei più accaniti avversari di Graham ­ nonché suoi grandi amici fuori dal ring ­ sono stati “Soulman” Rocky Johnson e “High Chief” Peter Maivia, rispettivamente padre e nonno di The Rock.

Graham è stato veramente il primo lottatore a fare del suo personaggio un autentico status symbol: è stato forse il primo heel ad avere un seguito di tifosi che lo sostenevano sempre nonostante il suo comportamento spesso scorretto sul ring e malvagio nelle storylines. Billy Graham lo si poteva amare e odiare, ma nessuno poteva restare indifferente alla sua immagine. Possiamo quindi considerarlo il perfetto modello da seguire per “l’era moderna”, ovvero quella del “wrestling entertainment”, dove l’impatto sulla folla è la cosa principale: nessuno prima di Billy Graham ha mostrato nel mondo del wrestling una caratterizzazione così accentuata.

Come gli ha detto Vince McMahon Jr. in un loro colloquio di fine anni ’80, “l’unico problema che hai avuto nel wrestling professionistico è stato essere troppo avanti coi tempi”.

Wayne Coleman, questo il reale nome di ”Superstar”, figlio dell’Arizona, a scuola praticò football e atletica leggera: gareggiò per entrare nella selezione statunitense per le Olimpiadi di Città del Messico 1968 nelle specialità del getto del peso e del lancio del disco. Raggiunse anche notevoli risultati come sollevatore di pesi: si era infatti costruito un fisico erculeo che lo rendeva estremamente appetibile per il wrestling professionistico.

Terminati gli studi però Wayne non aveva una prospettiva di lavoro certa: viveva a Los Angeles sbarcando il lunario come buttafuori o rivestendo impieghi part time. Proprio a Los Angeles nel 1969 fu notato da Bob Lueck, giocatore di football della CFL (Lega Canadese), il quale gli propose di seguirlo in Canada e provare a dedicarsi al wrestling: dunque l’esordio di Coleman come wrestler avvenne alla federazione canadese, con sede a Calgary, di proprietà del grande Stu Hart, impressionato dal fisico e dalla forza del giovane Wayne. Qui il giovane Coleman apprese le basi tecniche della disciplina.

Al ritorno in California, il suo nome divenne Billy Graham, in quanto venne presentato come un nuovo componente della famiglia Graham, fratello degli originali Graham Bros (Eddie & Jerry), venuti alla ribalta anni prima, e di “Crazy” Luke Graham, nonché zio di Mike Graham (figlio di Eddie).

Facendo coppia con Pat Patterson (suo mentore fuori dal ring) e facendosi chiamare “The True Spirit Of America”, e l’11 luglio 1971 i due conquistarono il NWA Tag Team Title battendo Peter Maivia & Ray Stevens; persero però le cinture soltanto una settimana dopo contro Rocky Johnson & Pepper Gomez.

Dall’originale look vagamente hippie (faceva sfoggio di bandiera americana sull’asciugamano, o del simbolo della pace sul costume), Graham pian piano sviluppò il suo look fino a creare l’immagine che abbiamo descritto e a chiamarsi “The Superstar” (probabilmente prendendo spunto dalla grande popolarità del film “Jesus Christ Superstar”, uscito da poco).

Ben presto la giovane “Superstar” divenne uno dei personaggi più conosciuti e odiati dal pubblico: nessuno prima di lui aveva attirato gli spettatori così fortemente, dunque i promoters di tutto il Paese cominciarono a fare a gara perché Graham si esibisse nei loro palazzetti, dal momento che ciò si traduceva in un successo di pubblico assicurato.

Passato alla AWA nel 1973, l’arroganza del giovane Graham e quella del suo manager Bobby “The Brain” Heenan lo resero in breve il top heel della federazione e in poco tempo Graham fu coinvolto in un feud con il grande Verne Gagne per l’AWA World Championship, che però non riuscì a conquistare.

Dopo nemmeno un biennio però “The Superstar” abbandonò la federazione di Gagne perché ne aveva abbastanza del clima rigido del Minnesota e perché altri palcoscenici ancor più prestigiosi lo attendevano.

Nel 1974 arrivano cinture in circuiti “secondari” della NWA: l’NWA Hawaii Heavyweight Championship e poi l’IWA Heavyweight Title, conquistato battendo Billy Robinson.

Nel 1975 Graham si dedicò anche al body building, arrivando quarto nel contest Mr. Pro America e vincendo nella categoria “Migliori Braccia”. In quell’anno Graham si spostò alla WWWF.

Qui Graham, assistito dal manager The Grand Wizard (che rimarrà sempre al suo fianco nella federazione dei McMachon),  si impose come uno dei lottatori più famosi e più detestati dal pubblico: l’ostacolo sulla via del titolo WWWF però era un uomo che sembrava imbattibile, il leggendario Bruno Sammartino: Graham lo sfidò più volte, ma non ci fu niente da fare. In un’occasione Graham riuscì anche a battere Sammartino per count out, e questa vittoria gli diede grande prestigio perché le sconfitte di ogni tipo erano molto rare; in ogni caso, la cintura rimase ben salda nelle mani dell’italiano, idolo dei fans.

Dopo questo periodo comunque positivo nella WWWF, Graham tornò all’NWA stavolta come face, asserendo di essersi pentito della malefatte compiute in passato. Graham strinse quindi alleanza con un altro lottatore appena passato face: Dusty Rhodes, che da poco aveva sciolto il malvagio team Texas Outlaws in cui era affiancato da Dick Murdoch.

Tuttavia, la coppia Graham-Rhodes ebbe vita breve: Graham tradì Rhodes e questo fu l’inizio di una feroce rivalità che incendiò i ring del Sud degli Stati Uniti per quasi un anno e che sarebbe durata nel tempo, propagandosi attraverso le federazioni.

Tra il 1976 e il 1977 Graham conquistò prima l’NWA Florida Heavyweight Title, poi il prestigioso NWA Southern Heavyweight Title, in entrambi le occasioni battendo l’arcinemico Rhodes in scontri durissimi.

Detenne anche l’NWA Florida Tag Team Title facendo coppia con Ox Baker.

Nella primavera del 1977 Graham ritornò alla WWWF, sempre con The Grand Wizard come manager e proponendosi ancora come pericoloso sfidante per Sammartino: il 30 aprile 1977 a Baltimore Graham riuscì finalmente a fare sua la cintura, terminando il secondo regno del campione italiano, che durava da 4 anni.

Lo schienamento decisivo fu ottenuto grazie a due piedi sulle corde, che gli arbitri, per fortuna di Graham, non ravvisarono.

Il regno di Graham come campione fu lungo e significativo: il prima regno duraturo di un lottatore heel come campione nella WWWF. Con mezzi più o meno leciti, Graham riuscì a conservare il titolo respingendo la voglia di rivincita di Sammartino, l’eterno rivale Rhodes ed altri sfidanti temibili come Ivan Putski, Chief Jay Strongbow, Gorilla Monsoon, Larry Zbyszko, “High Chief” Peter Maivia, Tony Garea, Dean Ho e Mil Mascaras.

Graham divideva il pubblico in due: nonostante fosse un heel scorretto e senza scrupoli, una larga fetta di pubblico lo sosteneva. Divenne così praticamente il primo “tweener” e in un certo senso possiamo quindi dire che dette spunto per un’era attitude ante litteram. In ogni caso il richiamo che aveva sulla folla, che lo odiassero profondamente o lo ammirassero, era indiscutibile: su venti serate della WWWF al Madison Square Garden che lo videro headliner ben diciannove fecero registrare il tutto esaurito: nessun wrestler prima o dopo di lui può vantare una percentuale così alta.

Sempre nel 1977 a Miami Graham affrontò Harley Race nel primo, storico, incontro di riunificazione fra i detentori delle massime cinture WWWF e NWA. L’incontro fu duro, cruento ed intenso, e si concluse con un pareggio per limite di tempo dopo oltre un’ora di battaglia: entrambi i grandi campioni dunque rimasero con il proprio titolo ben saldo alla vita.

Ma dopo dieci mesi di permanenza come campione, il 2 febbraio 1978 al Madison Square Garden il titolo gli venne strappato da Bob Backlund, con schienamento ritenuto valido nonostante, ­ ironia della sorte,­ un piede di Graham fosse sulla corda più bassa.

Questa vittoria contestata fu l’inizio di un lungo e famoso feud fra i due wrestlers, completamente diversi tra loro: buono, sportivo e molto tecnico Backlund, scorretto, arrogante, spaccone e potentissimo Graham.

Nel primo incontro di rivincita Graham punì fisicamente Backlund in maniera molto dura e l’arbitro interruppe il match non ritenendo Backlund in grado di continuare: il titolo però rimase in mano al campione.

Fu così necessaria una terza sfida, sempre al Garden, in cui Backlund e Graham si affrontarono in uno Steel Cage Match.

 Graham condusse il match per quasi mezz’ora, ma sfortunatamente poi andò a vuoto tentando di colpire Backlund con una ginocchiata all’angolo e rimase con la gamba impigliata nella gabbia. Così intrappolato, non poté ostacolare il rivale che uscì dalla gabbia aggiudicandosi il match e risolvendo definitivamente a proprio favore la rivalità.

Persa l’opportunità di riprendersi il titolo, Billy combatté alcuni match in coppia con il “fratellastro” “Crazy” Luke Graham e con Ivan Koloff; poi scrisse un nuovo capitolo della sua eterna rivalità con Dusty Rhodes: questo nuovo feud tra i due, il secondo nella WWWF, si risolse nel 1980 in un Texas Bullrope Match al Madison Square Garden, vinto da Graham.

Dopo la vittoria su Rhodes, però, per un paio d’anni la variopinta superstar abbandonò la federazione di cui era ormai un’icona.

Per un biennio fece registrare soltanto sporadiche apparizioni nella USWA di Memphis contro Jerry “The King” Lawler e si fece notare in TV partecipando al CBS Strongest Man Competition, gara che vedeva implicati sia atleti che body builders (come ad esempio Lou Ferrigno).

Il 3 febbraio 1982, quattro anni dopo la sconfitta di Billy contro Backlund, Graham fece il suo impressionante ritorno nella federazione dei McMahon. Il Graham che si presentò al Madison quella sera era molto cambiato: i lunghi capelli biondi avevano lasciato spazio ad una testa rasata, i suoi indumenti non avevano più colori vivaci, sopra la sua bocca erano comparsi dei baffetti scuri e anche il suo stile di lotta si era arricchito con elementi delle arti marziali.

Il look stesso rimandava all’abbigliamento dei maestri del karatè. Un elemento di continuità con il passato era la costante presenza di The Grand Wizard come manager.

Ma era un Graham molto più determinato, inflessibile e concentrato sul suo obiettivo: Bob Backlund e la cintura che doveva tornare ad essere sua.

Proprio nella sera del suo ritorno, Graham sfidò apertamente Backlund ricordandogli di non essere mai riuscito a sconfiggerlo chiaramente, poi lo attaccò mettendolo fuori combattimento e addirittura spezzò letteralmente in due la cintura di campione! Mai una sfida era stata lanciata con tanta rabbia!

Nacque dunque il secondo grande feud tra i due e ancora una volta Graham impegnò seriamente Backlund ma, complici altri episodi sfortunati alla fine di alcuni incontri, non riuscì mai a batterlo e a strappargli il titolo: ancora una volta fu Bob ad uscire vincitore dalla rivalità.

Dopo questa nuova, grande delusione Graham tornò alla NWA nella zona della Florida. Qui dapprima si schierò nella scuderia di Kevin Sullivan, per poi ribellarsi al leader e vincere un feud contro di lui; poi nel 1984 conquistò per la seconda volta l’NWA Florida Heavyweight Title, battendo Billy Jack Haynes.

Questo stint di Graham fu uno degli ultimi successi della NWA Florida, un circuito prima molto prestigioso che attraversava una grave crisi e che poco dopo chiuse i battenti.

A metà degli anni ’80 Graham tornò alla WWF, proprio all’inizio del periodo di “decollo” della federazione verso popolarità inimmaginabili. Vi ritornò con il suo look variopinto, biondo e shockante che aveva fatto storia negli anni ’70, e i giovani, nuovi fans della federazione lo elessero proprio beniamino acclamandolo stavolta come face.

Purtroppo però il suo corpo perfetto gli stava chiedendo l’alto prezzo di tanta perfezione: Graham non era più in grado di combattere.

Coinvolto in un lungo feud con Greg “The Hammer” Valentine, Graham venne messo a tradimento nella Figure Four Leglock dell’avversario e rimediò una gamba rotta che lo tenne fuori dal ring per molti, molti mesi.

In realtà il motivo della sua lontananza dal ring era più preoccupante: nel 1986 fu sottoposto alla prima operazione all’articolazione dell’anca: il suo recupero atletico venne filmato dalla WWF come promo del suo ritorno.

L’anno successivo tornò alla WWF come manager di “The Rock” Don Muraco; nel novembre del 1987, nella prima edizione del PPV Survivor Series, in un incontro 5 vs. 5 Graham e Muraco dovevano far parte del team di Hulk Hogan, contrapposto a quello di Andre The Giant.

Purtroppo però un attacco del mastodontico One Man Gang mise Graham fuori gioco: colpito più volte dal micidiale 747 Splash del pesantissimo avversario, uscì dal ring in barella e fu costretto ad una nuova, lunga assenza, che questa volta sarà una assenza definitiva dal ring.

Il suo ruolo nella WWF divenne infatti quello di commentatore, fino al gennaio 1989, quando i rapporti tra lui e la federazione si interruppero bruscamente.

In seguito all’insuccesso professionale e all’operazione, stavolta alla caviglia, Graham attraversò anni difficili: pubblicamente si scagliò contro l’uso degli steroidi che gli stavano infliggendo tanto dolore, contro i dirigenti della WWF che non ne proibivano l’uso e anche contro i suoi colleghi che negavano di usarli: da qui nacque un diverbio tuttora non rimarginato con Hulk Hogan, del quale prima era amico e ispiratore. Contro i medici e la WWF intraprese anche delle cause legali che lo videro perdente e che successivamente ha definito “errori”.

Altro grave dissidio Graham lo ebbe con il suo antico maestro Pat Patterson: con un’uscita veramente infelice (per sua stessa ammissione), Graham calunniò Patterson riguardo un’imbarazzante questione, in un programma televisivo nel 1992.

Graham negli anni successivi si è reso conto degli errori fatti scusandosi pubblicamente con Patterson e con i colleghi attaccati troppo duramente.

Con il suo fisico incredibile e la sua personalità istrionica Wayne Coleman è riuscito a divenire una star nel wrestling e nell’immaginario collettivo: probabilmente nessuno ha avuto maggiore influenza sui posteri.

Questa storia e questo “seguito” hanno però un lato triste: l’abuso di steroidi, all’epoca completamente legali, a cui erano in parte dovuti i suoi enormi e gonfi muscoli, e il conseguente, logico aumento della diffusione di questi prodotti tra altri wrestlers desiderosi di emulare il successo del look di Graham.

Ovviamente già prima esistevano sostanze dopanti: ma Graham fu forse il primo a puntare così forte sulla propria perfezione fisica.

È intuibile che ben poco si poteva sapere a quel tempo sui risultati dell’abuso di certe sostanze; ed è comunque sicuro che non esiste alcuna droga con cui tanti altri possono eguagliare lo straordinario carisma di Graham, muscoli a parte.

Il grande campione ha sofferto sulla sua pelle i danni causati dall’abuso degli steroidi, avendo dovuto sottoporsi a diverse operazioni per rimarginare strutture scheletriche; inoltre ha recentemente risolto dei problemi al fegato.

Dopo sette operazioni all’anca tra cui una di totale ricostruzione dell’osso, oggi Wayne Coleman non ha problemi a camminare normalmente. In più con gli anni sembra avere riscoperto un’intensa fede religiosa e adesso è coinvolto nella predicazione evangelica, insieme alla moglie Valerie, con cui vive a Phoenix.

Oggi è una figura rispettata per le sue opinioni nel mondo del wrestling, estremamente onesto nell’ammettere i propri errori e acuto nell’analizzare la sua carriera così come il wrestling attuale.

Michele “Jena” Di Francesco

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