Fino al match di wrestlemania 6, mai nessuno aveva contrastato per tifo Hulk Hogan. E mai ci fu un incontro face vs face. Credo che, oltretutto, il clima creatosi quella sera a Toronto non fu superato neppure col passare degli anni.

Da una parte c’era colui che aveva portato il wrestling ad un livello inaudito, trasformandolo da prodotto regionale a fenomeno mondiale, dall’altra un giovane lottatore che stava bruciando le tappe e, a livello di apprezzamento del pubblico, eguagliava il campione in giallo e rosso.

Hulk aveva riconquistato il titolo un anno prima, sconfiggendo l’ex compagno Machoman, mentre Warrior era diventato campione intercontinentale per la seconda volta schienando Rick Rude in quel di Summerslam.

Alla survivor series le loro rispettive squadre ottennero la vittoria, e tutti attendevano un eventuale scontro, che prima o poi sarebbe diventato inevitabile.

E così fu. Lo scenario è quello della Royal Rumble 1990: Hulk Hogan e Ultimate Warrior (che era entrato prima nella rissa) spazzano via gli altri partecipanti, e si trovano faccia a faccia, tra il tripudio della folla presente.

Dopo essersi guardati iniziano a collidere, fino a rimanere entrambi al tappeto, dimostrando il sostanziale equilibrio tra i due.

Il loro confronto si esaurisce con l’entrata di altri wrestler, finchè Hogan, nel tentativo di aiutare Warrior che stava per essere eliminato, compie una manovra azzardata (situazione avvenuta anche un anno prima con Savage, e che caratterizzerà anche altre presenze di Hulk nelle Rumble e battle royal) finendo per estromettere lui stesso Warrior dalla competizione.

Hogan vincerà poi la rissa reale eliminando Mr. Perfect, ma il primo scontro tra i due più forti dell’epoca era avvenuto, e non si poteva tornare indietro.

Qualche giorno dopo (anche se le registrazioni furono fatte prima del ppv a 30 uomini) i due beniamini del pubblico decidono di far coppia per affrontare, a Saturday night’ s main event, il team composto da Mr. Perfect & The Genius Lanny Poffo (che aveva sorprendentemente sconfitto, per count-out, il campione WWF nel SNME di novembre).

Le due top stars si dimostrarono troppo forti per gli avversari, vincendo tutto sommato facilmente. A fine incontro gli sconfitti attaccarono Warrior, che si liberò facilmente di loro ma, nella confusione, colpì anche il partner, creando la comprensibile reazione dell’Hulkster.

Wrestlemania era oramai alle porte, e Jack Tunney decretò che sarebbero stato proprio Ultimate Warrior lo sfidante di Hulk Hogan, ed entrambi titoli sarebbero stati in palio.

La rivalità proseguì in un clima di rispetto, con delle piccole schermaglie dovute all’aiuto che ognuno portava all’altro quando si trovava assalito da altri lottatori. Occorre infatti ricordare Warrior che salva Hogan dall’attacco di Dino Bravo ed Earthquake, con l’immortale che ricambia il favore durante Main Event III, con il campione intercontinentale colpito anch’esso dai due canadesi.

Entrambi rifiutavano il sostegno dell’altro, sostenendo di essere abbastanza forti per potersela cavare da sé.

Arriviamo allora al 1° aprile 1990, alla prima Wrestlemania fuori dal territorio Usa, davanti a più di 67000 spettatori.

Il match inizia sulla falsariga dello scontro avvenuto a gennaio alla royal rumble, con entrambi a terra dopo un reciproco braccio teso.

Ad un certo punto il campione WWF sembra infortunato, ma l’arbitro evita di contarlo fuori, sia per l’importanza del match sia per il fatto che entrambe le cinture sono in palio.

Il pubblico è nettamente diviso nel tifo, e la partecipazione è stupefacente.

Dopo circa 15 minuti Hogan ha la vittoria in pugno, ma Dave Hebner non può contare il tre, a causa di una momentanea mancanza di sensi dovuta ad un colpo fortuito subito qualche istante prima.

Warrior ne approfitta per ribaltare la situazione, ma anche in questo caso il conteggio non arriva.

Hogan esegue quindi il suo classico “gasamento”, che fino ad allora l’aveva portato a trionfare in tutti i match, ma questa volta il suo legdrop va a vuoto, permettendo poi a Warrior di eseguire il pin vincente, al termine del match più coinvolgente mai avvenuto fino a quel momento (e tra i primi 4-5 di ogni epoca).

Hogan esce dal ring, prende la propria cintura e la porge al nuovo campione, con un abbraccio che rimarrà nella storia di questo sport. E’ doveroso a tal proposito citare la frase detta da Dan Peterson quella sera: “si abbracciano, non si vede mai, mai, mai, nella WWF… facciamo un monumento qui al centro del ring”

Le loro strade si divideranno momentaneamente, in quanto Hogan intraprese una rivalità con Earthquake, mentre Warrior fu sfidato dall’unico lottatore capace fino a quel momento di sconfiggerlo in match televisivi, cioè Ravishing Rick Rude.

Entrambi uscirono vittoriosi dai rispettivi match di Summerslam, ribadendo la loro indiscussa superiorità.

Alle survivor series, sia Hogan sia Warrior furono gli unici “sopravvissuti” dei loro team, arrivando a fare nuovamente squadra insieme nell’unica finale mai disputata alle survivor series.

I due infatti, affiancati da Tito Santana, affrontarono ben 5 avversari, usciti vittoriosi dalle altre sfide.

Furono proprio i due fuoriclasse a rimanere in piedi vittoriosi a fine ppv.

Tutto faceva presagire una rivincita da disputarsi a wrestlemania 7 ma, mentre Hogan trionfò per il secondo anno di fila nella Royal Rumble, Ultimate perse sorprendentemente il titolo a favore di Sergeant Slaughter, a causa dell’intervento di MachoKing Randy Savage.

A wrestlemania Hogan tornò campione ai danni di Slaughter, mentre Warrior pose fine (momentaneamente) alla carriera di Savage, in un match a dir poco sensazionale.

Warrior entrò in rivalità con Undertaker, e con Jake Roberts, che lo aveva tradito schierandosi col becchino.

Il match con Jake, o con Taker, da disputarsi a Summerslam, non ebbe poi luogo, a causa di diatribe di Warrior con la dirigenza. Fu fatto quindi lottare nuovamente in coppia con Hogan, contro Slaughter, Col.Mustafa & Gen. Adnan.

Non ci furono problemi a portare a casa la vittoria, ma quella fu l’ultima apparizione del guerriero, che sparì dalle scene.

Rientrò per aiutare l’amico Hogan a wrestlemania 8, al termine del match contro Sid Justice, in un momento indimenticabile per ogni fan del wrestling.

 

Daniele Fusetto

 

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