Flashback: WWE Spotlight #11 01/01/2010

Happy New Year!…e un altro anno è andato via.
Il 2010 per noi fans del wrestling comincia nel migliore dei modi.
Chi sul calendario non ancora segnato di rosso la fatidica data del 4 Gennaio? Siamo tutti in ansia, la suspance aumenta di giorno in giorno e le ipotesi su cosa potrebbe accadere si sprecano. La WWE ha pensato di prolungare le feste e come regalo sotto l’albero ci ha fatto trovare Bret The Hitman Hart. Sono passati dodici anni dallo Screwjob di Montreal eppure quello che accadde è impossibile da rimuovere.
Negli States la vicenda prenderebbe il nome di “unfinished business”, un lavoro non ancora terminato, ed è proprio così. Proviamo ad immaginare ad un brande libro sulla storia della federazione, leggendo il capitolo 1997 ci accorgiamo che termina con dei punti di sospensione ma se prendiamo una lente di ingrandimento notiamo che in piccolo ma molto in piccolo c’è scritto che per sapere l’epilogo del capitolo bisogna attendere il 2010.
Il primo trimestre è sempre quello più “hot” per via dei due major ppv ossia Royal Rumble e Wrestlemania e mai come quest’anno lo showcase of immortals potrebbe avvicinare pericolosamente l’edizione del 2001.
Il 2009 è stato un anno importante, eventi di prim’ordine che hanno portato novità a casa Stanford, e in questa edizione di Spotlight andremo a scoprire i fatti e le vicende più significative.

» PPV A TEMA «
Attualmente si disputano 14 pay-per-view all’anno, numero ragionevolmente notevole dato che di norma bisognerebbe disputare un evento a mese. Così facendo si rischia di cadere in match ripetitivi e storyline poche avvincenti per via delle date ravvicinate. A volte la qualità degli incontri né risente e si arriva a riproporre continuamente gli stessi atleti l’uno contro l’altro. Ultimamente i dati d’acquisto sul suolo americano ne hanno fatto le spese registrando un vistoso calo rispetto all’anno precedente.
Si doveva porre un rimedio e la WWE ha colto nel segno introducendo appunto i “ppv a tema”. La novità consiste nel rendere speciale ogni singolo evento caratterizzandolo con un dettaglio ben preciso. L’esperimento è andato a buon fine anche seppur correndo dei rischi, svolgere nella stessa serata più di due incontri con la stessa stipulazione speciale può avere i suoi pregi e i suoi difetti. L’Hell In A Cell si sa, rappresenta il gimmick match più cruento e violento che ci sia, rappresenta il punto più alto per la conclusione di una faida molto accesa e data la sua epicità lo vediamo proporre al massimo una volta all’anno. Nel ppv di Ottobre l’HIAC è stato ripetuto per ben tre volte affievolendo quell’atmosfera speciale che appariva ogni qual volta vedevamo con i nostri occhi calare la gabbia dall’alto. Questa è stata l’unica nota dolente di un progetto ben apprezzato chiusosi con l’ultimo evento dove scale, sedie e tavoli hanno portato all’esaltazione la folla dell’arena. A partire da quest’anno potremmo avere qualche altra novità, nel frattempo la strada per portare i “big four” ad un ipotetico “big twelve” è a buon punto.

» WWE SUPERSTARS «
Nonostante la presenza di tre show non tutti riescono a trovare spazio e la maggior parte delle volte alcuni atleti si devono accontentare di disputare dei dark match, incontri non ripresi dalle telecamere. Un problema che la WWE non ha sottovalutato e per questo motivo ha deciso di riportare in vita “Superstars” la cui particolarità sta nell’esibizione di wrestlers di tutti e tre gli show.
Il 16 Aprile debutta ufficialmente sulla rete americana WGN, dopo circa sei mesi mi sento in dovere di promuovere il prodotto a pieni voti. WWE Superstars trasmette di settimana in settimana incontri di discreta qualità e ultimamente è anche oggetto di storyline.

» UNIFICAZIONE DEI TITOLI DI COPPIA «
La categoria che ha più sofferto la divisione dei roster è senza senza dubbio quella di coppia. I tag team hanno rappresentato negli anni 80 e 90 una vera minera d’oro ma nell’ultimo decennio si è invertita la rotta svalorizzando di conseguenza i titoli. La WWE si è trovata di fronte ad un bivio e l’unica via di uscita stava proprio nell’unificare le cinture.
Il fatto di per sé unico ed eccezionale doveva per forza di cose aver luogo nella vetrina degli immortali ma fatto curioso verte che l’incontro per stabilire i primi campioni indiscussi sia stato disputato a telecamere spente!…una bocciatura nella promozione.
Piccolo incidente di percorso già dimenticato visto il successo avuto da lì in poi.
Dopo Wrestlemania i tag team titles sono nuovamente tornati in auge e nella seconda parte dell’anno sono stati difesi 6 volte su 9 ppv, un dato positivo in confronto a due anni fa quanto fu difeso in solo 4 occasioni su 12.
L’importanza di un titolo si evince dalla figura del campione e con il duo JeriShow abbiamo fatto strike! Chris Jericho e Big Show hanno unito le forze generando un devastante tag team senza nulla da invidiare alle coppie di una volta. Grazie al loro talento han dato vita a faide interessanti e incontri di tutto rispetto tale da rendere il loro regno da campioni come uno dei più soddisfacenti dell’ultimo anno. E come ciliegina sulla torta a TLC si è toccato l’apice per tre motivi ben precisi.
Lo scontro tra il team più in voga del momento e la stable più rivoluzionaria della wwe, l’inserimento di scale, sedie e tavoli ma sopratutto per esser stato piazzato nel main event..da quanti anni non accadeva?…
Attualmente HBK ed HHH sono i detentori dei titoli e avere la DX sia a Raw che a Smackdown incarna il fiore all’occhiello della categoria.

» ESPLOSIONE DEI NUOVI TALENTI «
Due nomi su tutti, Sheamus e Drew McIntyre.
La WWE ha sempre lavorato per il futuro cercando di portare al top le nuove leve. Per mezzo delle scuole di sviluppo (OVW prima, FCW ora) gli addetti al lavoro hanno il compito di inquadrare colui che può aspirare a futura superstar. E’ con questo sistema che oggi abbiamo i vari John Cena, Batista, John Morrison, The Miz, Shelton Benjamin e via dicendo. Tanti vengono trasferiti nella major fed ma pochi superano l’esame. Alcuni vengono retrocessi nella FCW mentre in tanti vengono licenziati in tronco. Per emergere bisogna avere talento, carisma, presenza e tanto altro ancora. Quest’anno abbiamo assistito ad una vera propria ondata di nuove leve verso il top.
Cody Rhodes e Ted Di Biase, figli d’arte con enorme potenzialità, per il figlio dell’American Dream la strada è leggermente in salita mentre per il figlio dall’uomo da un milione di dollari si tratta solo di aspettare il momento propizio e chissà che proprio un duello con il “boss” Randy Orton non lo porti a futura stella face.
Kofi Kingston, atleta dalla indiscusse qualità acrobatiche che finalmente sta venendo fuori anche sotto l’aspetto della personalità e la rivalità con The Viper lo ha promosso a pieni voti.
John Morrison, beneficiato dalla separazione con The Miz ha trovato il suo posto tra le grazie dei fans e il suo essere belloccio arricchito da un arsenale tecnico di spessore lo ha portato ad un livello mai raggiunto prima.
Dolph Ziggler, unico superstite della Spirit Squad, faccia tosta e irriverente.
Jack Swagger, atleta da wrestling universitario, grande doti tecniche e personalità in fase di sviluppo.
E terminiamo con i primi due, coloro che hanno fatto dell’aggressività spietata una virtù. Drew McIntyre e Sheamus hanno bruciato le tappe e i successi ottenuti nell’immediato evidenziano sì un azzardo ma se si riveleranno una scelta vincente allora tanto di cappello.

» GUEST HOST GM ON RAW «
Questione delicata, l’esperimento in questo caso è riuscito o è fallito? Mmmm, non saprei, quali possono essere i pregi?
La presenza di vip affermati negli USA ma anche in tutto il mondo porta senza dubbio ulteriore popolarità. Le star che presentano di volta in volta Raw finiscono il giorno dopo sui vari tg nazionali, rappresentano spunti di argomento per i talk show e per le radio, di conseguenza la WWE ne beneficia come immagine. Altra funzionalità consiste nell’attirare gente esterna a vedere lo spettacolo, Mayweather è frutto di interesse per gli appassionati di boxe, Timbaland per il popolo dell’hip pop, Shaq per il mondo dell’NBA e via dicendo.
Quali possono essere i difetti?
Svalorizzare la figura del General Manager che è da sempre una figura di autorità per quel che ne concerne il wrestling. Guardare una rock band o un presentatore di giochi a premi decidere incontri è un insulto alla categoria. Ripeto, la questione è delicata, c’è il lato positivo e quello negativo.
Una soluzione ci sarebbe…chiamare come Guest Host “solo ed esclusivamente” personaggi inerenti al mondo del wrestling. Di esempi lampanti ce ne sono stati, pensiamo a Trish Stratus, Jesse Ventura, Dusty Rhodes e Ted DiBiase.
Non mi sento in grado di dare un giudizio finale ma una cosa è certa, è proprio la figura del Guest Host che porterà a Raw dopo un assenza di tredici anni un campione del calibro di Bret Hart!

Bene, non mi resta che rinnovare gli auguri per un felice anno nuovo.
Vi rimando al fine settimana con il consueto appuntamento di Spotlight.
Au revoir!

 

Girolamo “The Great One” De Nicolo

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