Flashback: WWE Spotlight #13 10/01/2010

Tutto fumo e niente arrosto
Minimi particolari sì, ma enormi segni di evidenti vizi che possono sfociare in un male incurabile, un veleno che si racchiude proprio nella figura di Hogan. Sono sicuro che tra qualche anno Dixie Carter maledirà il giorno che lo ha incontrato. L’onda dell’Hulkamania è terminata da un pezzo ormai e il suo ritorno in pianta stabile porterà tutt’altro che benefici. Hulk ama stare al centro dell’attenzione ed ha deciso di entrare in TNA solo per scopi personali, mettere a disposizione tutta la sua esperienza affinché le giovani leve imparino per diventare delle future stelle è una favola a cui non credono nemmeno i più piccoli.
Non ci penserà due volte a ritagliarsi lo spazio che desidera pur andando a discapito dei giovani, volete una prova? Eccola.
Hogan è apparso più volte durante lo show così come i suoi vecchi compagni tant’è che il minutaggio degli incontri disputati parlano chiaro, ben quattro match su sei sono durati meno di cinque minuti con addirittura uno di essi appena trenta secondi ed un altro senza esito, tre ore di show con solo due contese degne di nota…e menomale che Jarrett disse che avrebbero privilegiato il wrestling lasciando l’intrattenimento alla WWE…

Riportare in scena gente che ha fatto la storia di questa disciplina pensando ad un nuovo successo in termini di ascolti è sbagliato. Ogni era è diversa dall’altra, bisogna guardare avanti non indietro, riportare in auge wrestlers che negli anni novanta han fatto furore è un segno di come si voglia rimanere attaccati al passato fregandosene del futuro. La TNA ha dimostrato solo tanta confusione buttando nel calderone tutto quello che aveva per mano senza una direzione ben precisa bruciando tutte le cartucce in una sola serata. L’episodio di lunedì sembrava una vecchia rimpatriata dove amici e colleghi si ritrovavano dopo anni e nulla più.
Le fantomatiche sorprese a cui in tanti hanno inneggiato non trovano riscontro. Orlando Jordan, Shannon Moore e Val Venis si sono rilevate sorprese in negativo visto che i fans si attendevano ben altro dopo aver letto notizie sui eventuali approdi di Rob Van Dam e Mr.Kennedy. La presenza dei principali fondatori dell’nWo, di Flair, di Bischoff, di Sting, di Jarrett e dei Nasty Boys erano state vociferate da tempo e come da pronostico han trovato conferma. Unica nota positiva e colpo di scena è stato il ritorno di Jeff Hardy che desta comunque titubanza per il poco spazio che troverà da qui in poi visto la schiera di squali cui ha davanti.

Nel confronto head-to-head la WWE batte TNA. Non lo dico io, lo dicono i dati di ascolto. Dai ratings risulta che oltre al solito pubblico TNA qualche fans di wrestling ha guardato Impact giusto per passare il tempo ed infatti una volta iniziato RAW c’è stato il cambio di canale. Impact è andato al ribasso mentre RAW al rialzo. Da questo si evince che non c’è competizione e di conseguenza nessuna Monday Night War. A cosa serve riportare sul sito ufficiale che la puntata scorsa ha fatto registrare il record degli ascolti facendolo passare per un evento memorabile? Serve per ricoprirsi di ridicolo. Vince Russo si è dimostrato perplesso come Vince McMahon non abbia preso in considerazione la sfida lanciata dalla TNA ma come ho già avuto modo di esprimere è chi sta in fondo che deve darsi da fare per raggiungere la vetta, non il contrario.
Riassumendo, ecco cosa non ha funzionato ad Impact:

  • Presenza delle vecchie glorie che non possono dare nulla di nuovo per il progetto TNA
  • Orlando Jordan, Val Venis e Shannon Moore
  • Scarsa durata degli incontri disputati
  • Ratings non soddisfacenti e non competitivi
  • Troppo spazio ad Hogan e soci a discapito dei giovani

Alzi la mano chi aveva ipotizzato ad un abbraccio tra Bret Hart e Shawn Michaels. Una scena che mai e poi mai avremmo immaginato di vedere, una scena più sensazionale dell’abbraccio di qualche tempo tra Vince McMahon ed Eric Bischoff. Tra il 97 ed oggi Bret ha lasciato molte dichiarazioni contro Vince ed HBK, interviste senza peli sulla lingua apostrofati in maniera pesante. Arrivò perfino a dichiarare che non avrebbe messo più piede su un ring WWE ma lunedì sera lo ha fatto regalandoci un momento emozionante con tanto di brividi sulla pelle. Vederlo faccia a faccia con Michaels era Al momento non sappiamo con quale frequenza Bret presenzierà ai prossimi show ma di certo il finale di Raw equivale ad un “to be continued”, è come aver messo una pallina su un tavolo in discesa, il via alle danze è stato dato.
E per una storyline che nasce una storyline che finisce. Il rematch tra la DX e il duo JeriShow ha emesso la sentenza. I quattro hanno dato spettacolo e alla fine Jericho ha lasciato per sempre lo show rosso. Di conseguenza Y2J ritorna nel suo Smackdown dova ha brillantemente eseguito una variante della Walls Of Jericho messa già in atto ai tempi della WCW, davvero dolorosa solo nel vederla.
Per Triple H e Shawn Michaels si prospetta una Rumble da assoluti protagonisti ma se per HBK la strada per Wrestlemania sembra già delineata per HHH al momento c’è un grande punto interrogativo. Per il re dei re che nelle ultime dieci edizioni di WM ha collezionato ben sei main eventing si prospetta un ruolo secondario, sarà così? Solo il tempo potrà darci una risposta.

Per il mid carding c’è da segnalare la vittoria di MVP confermandosi come nuovo primo contendente al titolo US detenuto da The Miz, un 2010 molto importante per MVP, considerato da me come l’ultima occasione, se andrà male non escludo il licenziamento.

Situazione invariata tra Batista e Rey Mysterio. Affascinante come sempre la sfida tra Davide e Golia con un finale davvero strano, un no contest che prolunga l’attesa per sapere chi andrà a sfidare The Undertaker nel prossimo ppv. Penso che alla fine la spunterà Batista mentre Rey sarà impegnato nella rissa reale.
Altra botta e risposta tra Drew McIntyre e John Morrison, probabile una rivincita da qui a breve, un feud molto avvincente dove nessuno prevale in maniera netta lasciando quel senso di grande equilibrio.
Ecco l’esempio di due giovani a cui viene dato il giusto spazio settimana in settimana senza disturbi esterni a soffocare il loro talento…take a look!.

Per la categoria femminile c’è purtroppo da segnalare l’esito delle visite a cui si è sottoposta Melina, si parla di sei mesi di stop…son tanti…
Maryse a Raw e Gail Kim a Superstars sono le prime due atlete ad accedere al secondo turno per il titolo vacante e spero che sia proprio l’asiatica a conquistare quel titolo per lanciarla al top, posto in cui merita di stare. Molto più definita la situazione a Smackdown con un lotta a tre tra la McCool, la Phoenix e la James.

WWE Superstars oltre al match femminile già citato prima è stato luogo del match tra Chris Masters e Ted DiBiase, avvincente con azioni frenetiche dove ancora una volta il talento del membro della Legacy è venuto fuori.

Il 4 Gennaio è passato agli archivi come uno dei giorni più importanti per il mondo del wrestling in generale, e tra ritorni, presunti colpi di scena, abbracci, vecchie carcasse, spettacolo e non spettacolo termina questo numero di Spotlight.
Au revoir!

 

‘The Great One’

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