Flashback: TNA The Line is Crossed #4 – 28/01/2010 – 4 Gennaio & Screwjob: il passato ritorna

E’ passato quasi un mese, ma gli echi di quel 4 gennaio ancora si fanno sentire. Due ritorni incredibili, tante situazioni nuove, tanta carne al fuoco, forse il timido inizio della battaglia che tanti sognano. Una volta libero dei gravosi impegni universitari(tesi finita, laurea imminente, trionfo annunciato) ho deciso di occuparmi anche io di ciò che è successo nelle importantissime puntate di Raw e Impact del 4 gennaio, ma naturalmente lo farò a modo mio, ancora una volta sperimentando, dato che in questa occasione mi esprimerò per la prima volta su una storyline WWE! Sono rimasto particolarmente colpito da due episodi, uno accaduto a Raw e l’altro a Impact, che si riferiscono ad altrettanti screwjob: per poterli raccontare e per poter trarre le dovute conclusioni, bisogna però fare un passo indietro e risalire alle origini di quelle grandi rivalità che hanno avuto il loro culmine il 4 gennaio 2010.

I fatti

9 novembre 1997: in occasione del ppv Survivor Series, a Montreal, Bret Hart è vittima di uno screwjob. I suoi “carnefici” sono Shawn Michaels, che applica la sharpshooter su di lui, Earl Hebner, che sancisce la fine dell’incontro senza che Bret abbia ceduto alla mossa del rivale, e Vince McMahon, colui che aveva orchestrato tutto. Il motivo? Hart aveva firmato un contratto per la WCW, ma non voleva perdere il titolo in Canada, specie contro Shawn Michaels col quale aveva sviluppato una rivalità anche lontano dagli schermi televisivi. Dal canto suo, McMahon non poteva rischiare un altro caso Alundra Blayze(la campionessa femminile WWF la quale, una volta passata alla WCW, gettò il titolo in un bidone della spazzatura durante una puntata di Nitro) e agì di conseguenza.

9 luglio 2000: nel corso del pay per view Bash At The Beach, in Florida, Hulk Hogan subisce uno screwjob in piena regola. A “fregarlo” sono Jeff Jarrett, che si getta a terra e si lascia schienare, e Vince Russo, che prima gli consegna la cintura di campione del mondo, poi fa un discorso contro di lui e lo licenzia in diretta televisiva. Perché tutto questo? Semplice, Hogan si era rifiutato di perdere contro Jeff Jarrett, facendo leva sulla clausola del suo contratto che prevedeva il controllo creativo del suo personaggio. Vince Russo però era stanco di questo comportamento da primadonna, ma era anche profondamente egocentrico, e si rese conto che avrebbe potuto avere le luci della ribalta tutte per lui. Hogan vinse la cintura, ma non la difese mai: nel main event dello stesso pay per view, il titolo fu riassegnato in un match tra Jeff Jarrett e Booker T, che fu vinto da quest’ultimo.

Gli anni successivi

Negli anni seguenti, lo screwjob di Montreal non solo è stato nominato più volte on screen, ma è stato anche rimesso in scena diverse volte: si pensi al match tra Bret Hart e Goldberg a Starrcade 1999 o a quello tra Mankind e The Rock alle Survivor Series dello stesso anno. Shawn Michaels si è ritirato nel 1998 per problemi fisici, ma ha fatto il suo ritorno nel 2002 e da allora combatte a grandi livelli. Bret, invece, ha subito un bruttissimo infortunio alla testa che ancora oggi ne limita la mobilità; negli anni successivi, scrive spesso parole di fuoco contro Vince McMahon e Shawn Michaels nel suo sito ufficiale. Nel 2006 è arrivata l’inattesa pace tra Bret e Vinnie Mac, che ha portato The Hitman dritto nella Hall Of Fame della WWE; nessun riavvicinamento invece con Shawn Michaels. Questo, almeno, fino al 4 gennaio 2010.

Lo screwjob di Bash At The Beach, invece, è passato quasi del tutto inosservato, se non per il fatto che Hogan ha fatto causa alla WCW, vincendola. La stessa federazione ha chiuso i battenti nel marzo del 2001, e meno di un anno dopo, Hogan è tornato in WWE, riuscendo persino a conquistare il titolo del mondo. A metà del 2002, Jeff Jarrett ha fondato una nuova federazione di wrestling, la NWA/TNA, e si è portato dietro Vince Russo, il quale nei primi anni di vita della compagnia ha portato on screen il suo controverso personaggio, per poi farsi da parte nel 2004. Il 13 ottobre 2003 c’è stato un episodio che ha fatto pensare alla riapertura di quel capitolo aperto in Florida e mai chiuso del tutto: Jeff Jarrett si è presentato al Tokyo Dome e ha colpito Hulk Hogan con una chitarrata in testa! Il debutto di Hogan in TNA sembrava cosa fatta, ma l’infortunio al ginocchio dell’Immortale ha mandato tutto all’aria, senza contare che, una volta guarito, Hulk ha preferito firmare nuovamente per la WWE, dove è rimasto per qualche anno(anche se le sue apparizioni sono state sempre più sporadiche). Un incontro/scontro tra Hulk Hogan e i suoi “nemici” sembrava così destinato a rimanere nella nostra fantasia… ma quanto successo il 4 gennaio 2010 ha cambiato le carte in tavola.

4 Gennaio 2010: Raw vs Impact

E siamo arrivati al giorno fatidico: Bret Hart si presenta a Raw in qualità di Guest Host dello show. Un Bret che ha avuto tanto tempo per pensare, ma anche tanto spazio per sfogarsi, così come Vince e Shawn. E’ normale, a questo punto, che non senta più il bisogno di vendicarsi, bensì quello di seppellire l’ascia di guerra, per il bene comune: non vuol dire certo diventare amici, ma semplicemente accantonare questo atteggiamento ostile per avere una maggiore serenità. Shawn si presenta sul ring, gli dice ciò che pensa in modo sincero e schietto, poi accetta la stretta di mano e l’abbraccio: è un momento storico, che probabilmente ci verrà riproposto per i prossimi dieci anni. Alla fine dello show, Hart pensa di poter fare lo stesso con Vince McMahon, ma qualcosa va storto: dopo i finti abbracci, i finti festeggiamenti, Vinnie Mac colpisce Bret con un calcio “nello scatoleficio”(come direbbe il grande Dan Peterson). Come biasimarlo? Bret Hart sapeva perfettamente a cosa andava incontro, sapeva che se per lui era il momento di far cessare ogni rancore, non era detto che per gli altri fosse la stessa cosa. Dal mio punto di vista, Hart si è buttato nella tana del lupo, pensando che questi con la vecchiaia non avesse più le zanne, ma ha sbagliato i calcoli ed è stato sbranato, di nuovo. Ora vedremo cosa succederà, ma il 4 gennaio il vincitore è stato nuovamente Vince McMahon, il quale, per dirla in termini calcistici, si porta sul punteggio di due a zero.

In TNA la situazione è completamente ribaltata: nessun riferimento a quanto accaduto in Florida, nessun tentativo di fare pace, semplicemente Hulk Hogan si presenta in TNA come il salvatore della patria, colui che porterà la compagnia a competere direttamente con la WWE. Hulk non chiama sul ring i suoi vecchi nemici, bensì i suoi vecchi amici, facendoci respirare per qualche minuto quella vecchia atmosfera da nWo che probabilmente avrà fatto scendere qualche lacrimuccia ai più nostalgici. Russo non c’è, Russo non si fa vedere, Russo ha rinunciato da anni al suo ruolo on screen e non intende rimangiarsi tutto. Più tardi nello show si presenta invece Jeff Jarrett, che sale sul ring e fa un promo nel quale si prende tanti meriti per quanto fatto per la compagnia in questi anni, dicendosi entusiasta dell’arrivo di Hogan in TNA e promettendo che loro due insieme a Dixie Carter faranno crescere la federazione. Sul titantron compare Hulk Hogan ed è allora che la vendetta, attesa per quasi dieci anni, si consuma: l’Immortale taglia letteralmente fuori Jarrett, accusandolo di aver quasi ucciso la TNA con le sue decisioni scellerate e ordinandogli di mettersi in fila con gli altri lottatori per guadagnarsi un posto all’interno della compagnia, visto che è uguale a tutti gli altri. A questo punto, mi viene in mente la frase che Hogan disse a Jarrett in quel famoso Bash At The Beach, quando The Chosen One si gettò spontaneamente a terra per farsi schienare: “Alzati, Jeff, sei uno dei ragazzi, non puoi fare questo, alzati”. Jeff non si alzò e fu allora che si capì che non era più “uno dei ragazzi”, bensì l’amicone di Russo, e col tempo sarebbe diventato il proprietario di una federazione. Il 4 gennaio Jeff Jarrett è tornato a essere “uno dei ragazzi”, né più né meno, e tutto ciò è successo a causa di Hogan, la vittima che, a differenza di Bret Hart, è riuscita a ottenere la sua vendetta, portandosi, così, sull’1-1. Come per lo screwjob di Montreal, però, la storia non finisce qui: aspettiamoci un Jarrett vs Hogan prima o poi, e stavolta non vedremo una pantomima, ma uno scontro all’ultimo sangue.

E’ incredibile come due episodi per molti versi simili abbiano portato a esiti completamente diversi: tutto ciò è frutto non solo di tutto ciò che è accaduto negli anni, ma anche, come abbiamo avuto modo di vedere, dell’atteggiamento dei protagonisti. Nel caso della WWE, la “vittima” ha mostrato il fianco e ha pagato questo suo errore, nel caso della TNA è stato uno dei “carnefici” ad assumere un ruolo troppo conciliante, servendo al suo vecchio nemico un occasione assai ghiotta su un piatto d’argento. In entrambi i casi, si tratta di atteggiamenti tipicamente umani, ed ecco che ancora una volta il confine che separa la realtà dalla “finzione scenica” diventa così sottile da risultare quasi invisibile. La linea è stata superata, stavolta da entrambe le federazioni, e la cosa è successa più o meno in contemporanea! E a questo punto, sta ancora una volta a noi decidere da che parte schierarci, metterci nei panni delle parti in causa e vedere chi si avvicina di più ai nostri ideali e quindi, secondo il nostro punto di vista, ha ragione. Un buono sforzo intellettuale, che tiene la nostra mente in allenamento e allo stesso tempo stimola il nostro interesse verso gli show delle due compagnie: insomma, il 2010 non poteva avere un inizio migliore. E anche a livello editoriale, posso dirvi che qualcosa bolle in pentola: rimanete sintonizzati, perchè “qualcuno” sta per tornare.

And if you don’t know… Now you know

Alessandro Bogazzi

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