Ichiban: la carriera di Dick Beyer in Giappone

Ichiban: la carriera di Dick Beyer in Giappone

Dick Beyer aveva grandi aspettative per il suo esordio nel territorio di Los Angeles.
Perché non avrebbe dovuto averle?
A trentun anni di età, si era già conquistato un’ottima reputazione nell’Ohio, a New York, a Chicago, nel Kentucky e in ogni altro territorio dove avesse mai lottato.
Il “Wrestling Life Magazine”, nel 1955, lo aveva nominato “Rookie Of The Year”; la sua capacità tecnica, la sua abilità di worker e l’innata competenza nell’entrare in sintonia con il pubblico, sia da face che da heel, lo rendevano una risorsa importante in ogni territorio.
Fiducioso in se stesso, riteneva che il nome di Dick Beyer sarebbe presto diventato famoso anche in California; previsione che si sarebbe rivelata sia corretta che sbagliata.
Jules Strongbow e il promoter Cal Eaton avevano fatto un ottimo lavoro nel territorio californiano: i fan erano numerosi, molti grandi nomi comparivano regolarmente, si guadagnava bene e vi era un’ottima copertura televisiva.
La collaudata routine prevedeva una data a Pasadena il lunedì, Long Beach il martedì, l’Olimpic Auditorium di Los Angeles il mercoledì, San Diego il giovedì e San Bernardino il venerdì.
In occasioni speciali, si faceva una puntata anche a Las Vegas.
Strongbow e Eaton avevano deciso di assumere Beyer, dietro una raccomandazione di Freddie Blassie, per quattro settimane, ma avevano su di lui dei programmi diversi da quelli soliti.
Beyer lo scoprì quando, recatosi all’ufficio della Commissione Atletica di Los Angeles per avere la sua licenza di lottatore, scoprì che il suo nome non compariva nella lista.
Beyer, arrabbiato e preoccupato, telefonò a Strongbow per avere spiegazioni e scoprì che non avrebbe lottato sotto il suo vero nome, ma con la gimmick di un lottatore mascherato: The Destroyer.
Il nuovo wrestler fece il suo esordio il 27 Aprile, a San Diego, contro Seymour Koenig, un body builder di bell’aspetto passato al Pro Wrestling.
Beyer non era per nulla soddisfatto all’idea di dover indossare una maschera, e il suo umore peggiorò ulteriormente quando questa gli venne presentata nello spogliatoio: un oggetto vecchio, puzzolente a tal punto che quando veniva calato sul volto quasi toglieva il fiato e che tendeva a spostarsi durante i movimenti, impedendo di vedere.
Riuscì comunque, ligio al dovere, a portare a termine un incontro decente, ma poi, tornato nello spogliatoio, sfogò tutto il suo malumore su Hardy Kruskamp, il promoter di San Diego, urlandogli in faccia che non intendeva più essere The Destroyer.
Ox Anderson, un wrestler texano che assisteva alla scena, offrì ai due una via d’uscita offrendosi di prestare a Beyer la sua maschera.
Ricavata da una calza da donna, questa era molto più comoda e pratica di quella utilizzata da Beyer nel suo match: si adattava ai lineamenti del volto, aveva comodi buchi per il naso e la bocca e permetteva di respirare comodamente.
Con questa nuova maschera, Beyer, a denti stretti, accettò di essere The Destroyer per le quattro settimane del suo tour della California.
Per fortuna, Willy, la moglie del lottatore, era un’abile sarta e così Beyer era convinto che, una volta restituita la maschera a Baker, sarebbe stato facile procurarsene un’altra.
Prima però, era necessario avere il materiale e così la coppia si diresse nel reparto di intimo femminile di un grande magazzino.
Beyer, con l’eleganza di un elefante, cominciò a togliere dagli scaffali tutti i modelli che vedeva, esaminandone la consistenza e il colore.
Una commessa gli si avvicinò, chiedendogli che taglia indossasse sua moglie.
Beyer, distrattamente, le rispose:

“Oh, non sono per lei, sono per me.”

In quel momento Willy lo raggiunse, chiedendogli:

“Hai trovato qualcosa che va bene per la tua faccia?”

La commessa spalancò la bocca, poi, dopo un breve ed inutile tentativo di capire cosa stesse succedendo, si allontanò.
In modo metodico, Beyer iniziò, con l’aiuto della moglie, a provare svariati modelli infilandoseli in testa; alcuni erano troppo rigidi, altri troppo poco e solo alcuni risultarono perfetti.
I due erano talmente assorti nelle loro valutazioni che non si accorsero che tutte le donne presenti nel reparto li stavano fissando con gli occhi sbarrati.

Può sembrare strano, soprattutto per un fan di wrestling dei giorni nostri, abituato a un mondo dove tutto viene pianificato a tavolino in base a ben precise strategie aziendali, che una delle più grandi leggende di tutti i tempi sia nato quasi per caso.
E tuttavia, se Dick Beyer non fosse stato costretto a indossare la maschera e ad assumere l’alter ego di The Destroyer, la sua carriera sarebbe rimasta quella di un ottimo lottatore, dotato di un importante background nella lotta libera e nel football e capace di gestire di match…ma nulla più di questo.
Non sarebbe mai diventato un grande lottatore.
E, soprattutto, non sarebbe mai esistito quello che è forse stato il più importante e influente gaijin di tutti i tempi.

A dire la verità, anche il primo incontro tra Beyer e Rikidozan avvenne per una semplice coincidenza.
Beyer si trovava alle Hawai, dove, oltre a lottare nel territorio locale, imparava il Judo.
Karasick, il promoter del luogo, decise di introdurre, come diversivo nella card, un match di Judo tra Beyer e l’esperto giapponese Kokichi Endo, che terminò in un pareggio quando il nipponico colpì involontariamente l’avversario con una testata, provocandogli un vistoso taglio all’arcata sopracciliare.
Endo, per scusarsi con Beyer, lo invitò a cenare con lui, in un piccolo e nascosto ristorante giapponese, dove era presente il grande Rikidozan, all’epoca già il lottatore più famoso del Giappone.
Beyer e Rikidozan si piacquero subito, e si lasciarono con la promessa di organizzare un incontro insieme.
Sarà solo alcuni anni dopo, in seguito a una serie di incontri sul suolo statunitense con Baba, che Rikidozan si ricorderà del suo impegno e contatterà Beyer per un tour giapponese che cambiò per sempre la storia del Puroresu.
In quel periodo, la lotta era incredibilmente popolare in Giappone, e Beyer, che mantenne sempre la maschera e l’identità di The Destroyer in pubblico, si trovava ovunque andasse seguito da fotografi e giornalisti.
Il lottatore mascherato venne introdotto al pubblico giapponese prima del match finale del Fifth World League Tournament, tra Killer Kowalski e Rikidozan.
Destroyer schiaffeggiò duramente Kowalski, per poi stringere la mano, con un leggero inchino, a Rikidozan, lasciando gli spettatori muti per lo sbalordimento.
Beyer aveva mancato di rispetto a un connazionale, e aveva reso chiaro fin dal suo esordio che sarebbe stato un gaijin diverso da tutti gli altri.
Il primo match tra Rikidozan e The Destroyer si tenne ad Osaka, con il lottatore mascherato che si aggiudicò la vittoria con una Figure Four.
Dopo avere sconfitto anche Great Togo, davanti a 13.000 spettatori, Beyer si diresse a Shibuya, dove ritrovò Baba.
Baba conservava un ottimo ricordo di Beyer dai suoi match con lui negli Stati Uniti, ed era particolarmente grato al wrestler americano, che riteneva in gran parte responsabile per il suo successo e per averlo messo nel giro che conta nel mondo del wrestling.
A Shibuya, davanti a 11.000 spettatori, Baba fu sconfitto in un incontro violento e colmo di scorrettezze, ma, nella vita di tutti i giorni, i due erano diventati ottimi amici.
Rikidozan aveva un fiuto con pochi rivali per costruire un match: l’impressionante serie di vittorie conseguite da Destroyer nei suoi primi match giapponesi aveva reso spasmodica l’attesa del rematch tra lo straniero e l’eroe nazionale.
Nessuna delle 16.000 sedie del Tokyo Municipal Stadium rimase vuota quella sera, e altre 5.000 persone si accalcavano fuori dallo stadio.
In tutto il paese, nei bar e nei ristoranti, ovunque ci fosse un televisore, le persone si accalcavano per assistere allo spettacolo.
E nessuna di loro rimase delusa.
Rikidozan e Destroyer diedero vita a uno dei match più brutalmente fisici della storia della disciplina, con il giapponese che, nelle fasi iniziali del match, fece saltare uno dei denti del rivale con un karate chop: Beyer rispose con un calcio al petto che risuonò per tutta l’arena.
Per sessanta minuti, i due duellarono e si sbatterono reciprocamente al tappeto: per tutta la durata del match nessuno fischiò il wrestler straniero.
Rikidozan si procurò un profondo taglio sulla fronte, che cominciò a sanguinare copiosamente, bagnando anche la maschera di Beyer; i due wrestler avevano un aspetto spaventoso e sembravano impegnati più in una lotta per la vita che in un semplice match di wrestling.
Al termine del tempo previsto, nessuno dei due aveva avuto la meglio sull’altro, e venne dichiarato il pareggio.
Un ulteriore rematch venne programmato per Dicembre.
Questo incontro stabilì in modo definitivo la fama di The Destroyer in Giappone, e può essere considerato uno dei più importanti nella storia del Puroresu.
Si calcola che 70 milioni di giapponesi, su una popolazione di 100 milioni, assistettero al match, con un rating di 67.0, record assoluto nella storia della televisione giapponese.
Il secondo tour giapponese di Beyer, che lo vide affrontare due volte Rikidozan, ottenendo una sconfitta e un pareggio, fu un altro enorme successo.
Il pubblico giapponese aveva nei suoi confronti un atteggiamento diverso da quello solitamente riservato agli stranieri: non odio, ma curiosità e ammirazione, che a volte raggiungevano livelli di fanatismo.


Rikidozan gli diede delle precise istruzioni di indossare sempre la maschera nelle sue apparizioni pubbliche (nonché di bere solo birra Kirin, uno dei suoi sponsor):

“Non voglio che te ne vai in giro senza la maschera; ti ho pagato molto per venire qui, quindi indossala.”

Il campione giapponese era un uomo di parola, ma anche molto esigente e dal carattere lunatico e difficile.
Ne stava facendo le spese Baba, di cui Rikidozan era geloso per il suo crescente successo, e che veniva regolarmente umiliato in match di basso profilo.
Inoltre, Rikidozan, come Baba raccontò a Beyer, si aspettava che i suoi lottatori fossero dei duri: era solito ordinare loro, impugnando un bastone, di eseguire mille squat.
Se qualcuno sbagliava qualcosa, si arrivava a duemila o addirittura tremila.
Il Six Man Tag Team Match tra Destroyer, Ilio DiPaolo e Buddy Austin contro Rikidozan, Yoshimura e Great Togo fu l’ultimo della carriera del padre del puroresu, che fu tragicamente accoltellato il giorno successivo: Beyer scoprì la tragedia sui giornali, essendosene appena tornato negli Stati Uniti.

Dopo la morte di Rikidozan, la Japan Pro Wrestling Alliance cadde nel caos.
Toyobonori divenne presidente, e Giant Baba, di gran lunga il lottatore più popolare, divenne il centro di ogni card.
Lui e Inoki lavorarono duramente per tenere il wrestling vivo e quando chiesero a Beyer di tornare in Giappone per aiutarli, lo statunitense non poté fare altro che accettare.
All’epoca, nel Dicembre del 1964, Beyer era campione della WWA, e accettò di perdere il titolo contro Toyonobori, tenutosi a Tokyo.
Con la possibilità di annunciare Toyonobori come un campione, la JWA riuscì a recuperare una parte dell’interesse del pubblico; Beyer, negli Stati Uniti, continuò a lottare come campione.
Nella primavera del 1965, Beyer ricevette un altro invito in Giappone da parte di Baba: un tour giapponese nel periodo diventò una vera e propria ricorrenza annuale, per onorare Rikidozan e ringraziare il pubblico giapponese.
In tutti questi tour, Beyer continuò la tradizione inaugurata ai tempi di Rikidozan, e indossò sempre la maschera in tutte le sue apparizioni pubbliche.
L’utilizzo di celebri wrestler stranieri aiutò fortemente la JWA, e, nel frattempo, Baba e Inoki avevano costituito un formidabile tag team, ma le cose non andavano del tutto bene.
Inoki era risentito per avere un ruolo secondario rispetto a Baba e, nel 1966, si unì alla Tokyo Sports Wrestling, federazione che però ebbe breve vita, costringendolo a ritornare in JWA.
Nel nono tour giapponese, dove, per la prima volta, portò con se la sua famiglia, Beyer stesso osservò come Inoki sembrava lottare controvoglia, senza impegno e senza entusiasmo.
E, in effetti, solo poche ore dopo che Beyer se ne fu andato dal Giappone, Inoki richiese di vincere la cintura NWA International Heavyweight detenuta da Baba.
La JWA respinse la richiesta, ritenuta prematura.
Baba e Inoki persero la loro cintura tag team contro i fratelli Funk; una settimana più tardi, Inoki fu licenziato dalla JWA con l’accusa di avere complottato per prendere il controllo della federazione.
Inoki formò una nuova federazione, la New Japan Pro Wrestling, deciso a condurre una guerra senza quartiere contro la JWA.
La stazione televisiva NTV aveva il diritto esclusivo di trasmissione sui match di Baba, ma la JWA ruppe l’accordo quando permise alla rivale NET di trasmettere un incontro.
La NTV, in tutta risposta, smise di trasmettere i match della JWA e Baba, intuendo che i giorni della storica federazione stavano volgendo alla fine, rese vacante il suo titolo e fondò anch’egli una propria associazione, la All Japan Pro Wrestling.
Quando Beyer raggiunse Baba per il suo decimo tour annuale del Giappone, si rese conto che la neonata AJPW non sarebbe potuta sopravvivere a lungo.
Certo, Baba era una grande star, ma il resto del roster non era assolutamente all’altezza, ed era tenuto a gallo solo dalle sporadiche apparizioni di wrestler stranieri.
Data la sua amicizia con Baba, Beyer accettò senza problemi di aiutare il collega, e rifiutò tutte le proposte della NJPW di Inoki.
Beyer organizzò un incontro con Akira Hara, un dirigente della NTV (che, nel frattempo, aveva deciso di trasmettere i match della AJPW), e sostenne con lui un acceso confronto verbale, che durò un intero pomeriggio, per convincerlo che lui e Baba avevano in mente una storyline che si sarebbe risolta in un enorme successo.
Hara era esitante e scettico, ma Beyer insistette fino alla sfinimento e riuscì infine a convincerlo.
Davanti alle telecamere, The Destroyer annunciò che avrebbe combattuto contro Baba e che, se non fosse riuscito a batterlo, sarebbe rimasto in Giappone come suo compagno di coppia.
La cosa più difficile per Beyer, ancora più che la guerra verbale con Hara, fu spiegare a sua moglie Willy la decisione di rimanere in Giappone.
Il match tra The Destroyer e Baba, tenutosi il 19 Dicembre del 1972, si rivelò un grande successo, di pubblico e di rating.
Baba fu dichiarato vincitore per Count Out, il lottatore mascherato tornò sul ring e, preso il microfono, dichiarò:

“Non mi piace la piega che hanno preso le cose…lui non mi ha sconfitto e io non ho vinto…ma sono un uomo di parola…siccome non l’ho battuto, mi unirò a lui.”

Una stretta di mano cementò la nuova intesa tra i due.
Per la prima volta, un lottatore statunitense lottava a tempo pieno in una federazione giapponese; non solo, ma lottava a fianco dei giapponesi contro gli altri malvagi gaijin.
Il giorno successivo, il nuovo tag team di Baba e Destroyer sconfisse Moose Morowsky e Cyclone Negro nella Korakuen Hall di Tokyo: i due vincitori furono portati in trionfo dalla folla.

Il significato dell’alleanza tra Baba, Destroyer e la NTV andava al di là dei ring di wrestling.
Nulla di simile si era mai visto nel Pro Wrestling statunitense o nel Puroresu; mai i giapponesi avevano considerato uno straniero come uno di loro, men che meno un americano mascherato.
In questo periodo, la NTV aveva appena lanciato un nuovo show musicale del giovedì, che si stava rivelando un fallimento.
Fu negoziata un’apparizione di Destroyer che si rivelò un successo e diede il via a un’importante carriera televisiva.
Baba aveva un ottimo acume come promoter, e continuava a reclutare wrestler stranieri per dare un’atmosfera internazionale, da grande evento, agli show della sua federazione.
Beyer lo aiutava con la sua abilità sul ring e la sua capacità di interagire col pubblico: negli show si rivolgeva direttamente ai telespettatori, tramite un interprete, promettendo loro che avrebbe risposto personalmente alle loro lettere.
Dopo alcune settimane, i fan risposero in modo entusiasta, e Beyer si ritrovò a scrivere innumerevoli lettere di risposta.
Tuttavia, i rating della AJPW non crescevano come sperato.
E la federazione doveva fronteggiare una concorrenza agguerrita, formata dalla New Japan Pro Wrestling di Inoki e dalla Kokusai International Pro Wrestling.
Beyer rifletté a lungo su come aumentare il numero degli spettatori, e ricordando il successo della sua unica apparizione televisiva extra wresttling in NTV, arrivò alla conclusione che trasformare The Destroyer in una star televisiva avrebbe, di riflesso, avuto risultati positivi sulla AJPW.
Non voleva, tuttavia, chiedere direttamente alla NTV uno spazio nei loro programmi: la richiesta sarebbe stata, con tutta probabilità, respinta, perché vista come utile solo a lui stesso.
Allora Beyer ebbe una brillante idea: far venire la richiesta direttamente dagli spettatori.
Cominciò, nelle lettere di risposta che inviava ai fan, a chiedere loro di scrivere alla NTV che volevano vederlo in altri programmi.
In breve, il pubblico giapponese cominciò a vedere il lottatore mascherato in programmi di cucina o di intrattenimento: la sua reazione fu così positiva che la NTV si rese conto di avere tra le mani un’importante risorsa e cominciò a pensare al modo migliore di utilizzarla.
Uno dei più popolari programmi televisivi dell’epoca era “Kohaku Best 10 Show”, una sorta di Hit Parade dove si potevano ascoltare i motivi più in voga del momento.
Durante un episodio, una cantante adolescente, Sakurada Junko, si trovò circondato da cinque delinquenti, e fu salvata da The Destroyer, che si sbarazzò dei malvagi a colpi di mosse di wrestling.
Junko poté terminare la sua esibizione, con il wrestler che rimase vicino a lui per assicurarsi che nessun altro potesse minacciarlo.
Il divertente episodio si rivelò un successo clamoroso, e in breve il programma, ribattezzato “Uwasa No Channel” cominciò ad ospitare regolarmente il wrestler.
Il pubblico giapponese era enormemente divertito dai goffi tentativi di Beyer di parlare nella loro lingua, al punto tale che, quando il wrestler cominciò a migliorare sensibilmente nella pronuncia, la produzione gli chiese di continuare comunque a utilizzare un giapponese zeppo di errori, che ormai era una parte insostituibile dello show.
Nel giro di tre mesi, il cast giapponese di “Uwasa No Channel” e The Destroyer divennero volti familiari a tutti i giapponesi.


Verso la fine del 1973, era diventato il programma più seguito di tutta la televisione giapponese, con un incredibile rating del 37%.
Le apparizioni pubbliche di The Destroyer suscitavano un interesse pari a quelli di politici, attori o sportivi di grande celebrità.
Un risultato ancora più eccezionale se si considera che Beyer era uno straniero.
Come previsto, la crescente popolarità televisiva del lottatore ebbe benefiche ricadute anche sulla AJPW, che vide un incremento sia nei rating televisivi che nel pubblico dal vivo.Baba, tuttavia, era preoccupato che i match di Beyer si trasformassero in qualcosa di comico, e volle delle forti assicurazioni, da parte del lottatore, che il suo buffo personaggio televisivo non avrebbe minimamente cambiato il suo modo di combattere sul ring.
Le paure di Baba si rivelarono infondate: anziché danneggiarsi, il wrestling e la televisione si sostenevano a vicenda.
Destroyer, insieme a Akiko Wada, la conduttrice del programma, apparvero sulla copertina della rivista “Japanese Tv Guide”, e Beyer vinse un Tv Guide Award, l’equivalente giapponese dell’Emmy Award americano.
Beyer cominciò a partecipare a iniziative di beneficenza, e visitava spesso ospedali e scuole, dove insegnava ai bambini alcune mosse di wrestling e un po’ di inglese.
Venne dato alle stampe un manuale di ginnastica, con The Destroyer e la sua famiglia ritratti mentre si allenavano.
Oltre alle apparizioni televisive, il lottatore era impegnato in una faticosa routine di oltre 200 match all’anno.
Molte riviste giapponesi, incluso “Sports Illustrated” lo ospitavano spesso sulle loro copertine, era presente in pubblicità di McDonald, Fugi Film, Cheetos e Drain-O.
Per un abitante di Tokyo, era pressoché impossibile non imbattersi nel suo volto nell’arco di una giornata.
The Destroyer era diventato qualcosa di più di un popolare wrestler: era diventato “Ichiban” (il numero uno).

Verso la fine del 1974, all’avvicinarsi della stagione natalizia, Beyer, che si trovava in un bar con i dirigenti della NTV, cominciò a canticchiare “Jingle Bells” mischiandola con qualche parola giapponese.
Gli uomini della NTV scoppiarono a ridere, e gli proposero di incidere un disco di canzoni natalizie.
Sul momento, Beyer pensò che la proposta fosse uno scherzo, sapeva di non avere una bella voce, ma pochi giorni dopo fu contattato dalla RCA, seriamente interessata alla cosa.
E così, Beyer, insieme alla moglie Willy, incise un disco con dieci canzoni natalizie, che mischiavano cantato e parlato, inglese e giapponese.
Il disco si rivelò essere il maggior successo dell’anno per la RCA in Giappone, e fece vincere a Beyer un premio musicale.

Tra il 1974 e il 1976, la AJPW, in collaborazione con “Tokyo Sports Press”, uno dei quotidiani sportivi più importanti, organizzò una serie di dieci storici incontri tra The Destroyer e dieci dei wrestler mascherati più importanti del mondo.
Questo in aggiunta ai match regolari, che continuavano a vedere Beyer impegnato, e quasi sempre vincitore, contro lottatori del calibro di Abdullah The Butcher, Bob Backlund e Jimmy Snuka.
Il feud più importante fu quello con Mil Mascaras, la grande stella della Lucha Libre.
Beyer era uno dei pochi lottatori ad apprezzare l’idea di lavorare con Mil Mascaras: il luchador era infatti, senza ombra di dubbio, un grande performer, ma aveva uno stile ruvido e duro, estremamente fisico, che metteva molti wrestler in difficoltà.
Nel Luglio del 1974, a Tokyo, The Destroyer sconfisse Mil Mascaras in un match con in palio il Pacific Wrestling Federation U.S. Heavyweight Title.
Lo scontro finale, nella serie dei dieci lottatori mascherati era contro Super Destroyer, e l’angle prevedeva che, in caso di sconfitta, il wrestler non avrebbe più potuto utilizzare il nome, né negli Stati Uniti, né in Giappone.
Destroyer vinse, e, avendo sconfitto tutti e dieci gli avversari mascherati, la “Tokyo Sports Press” gli assegnò il titolo di “più forte uomo mascherato del mondo”, con tanto di nuovo trofeo e targa commemorativa.
La serie di match tra lottatori mascherati fece salire alle stelle la richiesta di maschere di The Destroyer: se prima Willy riusciva da sola a fare fronte alle modeste richieste dei fan, ora Beyer dovette trovare un fornitore in grado di sostenere una notevole produzione.

L’intera famiglia Beyer fu coinvolta nella sempre crescente celebrità del marito.
Dick Beyer comparì in un film, insieme alla sua collega televisiva Akiko Wada.
Toshiyuki Kuramori, un rispettato giornalista giapponese, scrisse un libro sul wrestler.
La NTV produsse uno speciale di 90 minuti su di lui, “The Destroyer Show”, che lo mostrava nella vita di tutti i giorni, mentre si allenava e mentre stava con la sua famiglia…il tutto indossando la maschera.
Kris, la figlia dodicenne di Dick Beyer, venne presto bersagliato di domande dai suoi coetanei: volevano sapere se aveva mai visto il volto del padre.
Inizialmente rispondeva di sì, ma poi, resosi conto dell’assurdità della cosa, cominciò a replicare:

“No, non ho mai visto la sua faccia.
Ho tentato una volta mentre dormiva, ma mi ha sorpreso.”

Alcuni si spinsero a chiedere a Willy se avesse mai visto il volto del marito mentre faceva sesso con lui.
Tuttavia, Willy stava cominciando a diventare stanca: stanca di vedere suo marito più in televisione che a casa, stanca di dover sempre essere “Mrs.Destroyer” in pubblico.
Il matrimonio tra Dick e Willy uscì irreparabilmente compromesso dalla situazione: senza arrivare ad odiarsi, e senza voler coinvolgere i figli nelle loro difficoltà, i due erano diventati degli estranei.
Nel 1977 ci fu il divorzio.
L’intenzione degli ex coniugi era quella di tenere la cosa il più riservata possibile (nessun annuncio fu fatto alla stampa e sia la NTV che la AJPW temevano delle ripercussioni negative), ma, nessuno sa come, l’informazione divenne pubblica.
Una sera, mesi dopo il divorzio, Beyer ricevette una telefonata che lo informò che, il giorno successivo, un quotidiano avrebbe pubblicato un articolo sul suo divorzio.
La sua veemente telefonata di protesta alla redazione non ebbe risultati, e Dick non ebbe altra scelta che informare Willy e i suoi figli della cosa.
Ma, anche se informata, Willy non avrebbe mai potuto immaginarsi i toni dell’articolo.
In esso, Dick veniva presentato come un onesto lavoratore, che si impegnava a mantenere la famiglia, e tutta la colpa del divorzio veniva scaricata su Willy, dipinta in toni sensazionalistici come una donna avida, fredda e disonesta.
Il giorno dopo, Kris si presentò a scuola con una copia del quotidiano: non sapeva ancora leggere il giapponese, ma capiva che si parlava del divorzio dei suoi genitori e voleva sapere cosa ci fosse scritto.
La sua amica Noriko Akiyama le strappò il giornale di mano, gridando che erano solo bugie e rifiutandosi di restituirglielo.
Ma se gli amici e i conoscenti protessero i figli di Beyer, lo stesso non avvenne per Willy.
Le insinuazione erano state troppo pesanti per svanire senza traccia.
Perse per sempre degli amici, alcuni negozianti si rifiutavano di servirla e si trovava a essere guardata male da dei perfetti sconosciuti.

Inizialmente, Beyer aveva deciso, subito dopo il divorzio, di trasferirsi immediatamente a New York, ma finì per rimanere in Giappone altri due anni.
Al termine di questi, decise di tornare negli Stati Uniti e sia Baba che la NTV si mostrarono comprensivi verso la sua decisione.
Il 14 Giugno del 1979, The Destroyer sconfisse Baba, guadagnandosi la libertà persa otto anni prima.
I due si lasciarono in ottimi termini e Beyer promise a Baba che sarebbe tornato ogni Luglio per i tornei estivi della AJPW.

E’ impossibile sopravvalutare l’importanza che Dick Beyer ha avuto nella storia del Puroresu o la sua popolarità in Giappone.
Tramite apparizioni televisive e pubblicità dei media è stato per diversi anni uno degli uomini più celebri del paese.
E si rivelò decisivo nel lanciare la AJPW di Baba, una delle più grandi e influenti federazioni del mondo.

 

Nicola

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