Flashback: TNA The Line is Crossed #7 – 12/11/2011 – La fine della grande amicizia tra James Storm e Bobby Roode

Flashback: TNA The Line is Crossed #7 – 12/11/2011 – La fine della grande amicizia tra James Storm e Bobby Roode

Mentre mi rassegnavo a concludere il 2011 senza neanche un The Line Is Crossed all’attivo, ci ha pensato il mio Tag Team preferito, i cui due membri sono stati improvvisamente catapultati nella lotta per il titolo dei pesi massimi, a darmi un motivo per rimettermi al lavoro su quella rubrica che, con tutto il rispetto per l’UltimateX, considero un po’ come il mio gioiellino. La mia riflessione parte dalla puntata di Impact Wrestling del 3 novembre, che ha visto Bobby Roode tradire il suo amico James Storm e colpirlo con una bottiglia per conquistare il suo titolo mondiale, ma vi assicuro che vi porterò abbastanza lontano, fino alle origini del loro sodalizio. E scordatevi i “bookerdim….”, gli “Hulk Hogan sta rovinando tutto”, la “logica che va a quel paese” e tutte le altre BOIATE (perché questo sono, boiate) trite e ritrite che si leggono abitualmente su internet, specchio di una generazione abituata a criticare e incapace di vivere davvero il nostro grande sport. Detto questo, si comincia: buona lettura!

Arrivano insieme nel giro titolato in così poco tempo; l’unico caso in cui entrambi i componenti di una coppia sono giunti così in alto è quello di Edge e Christian, ma in quel caso sono dovuti passare diversi anni. Stavolta, invece, è successo tutto in poche settimane: Bobby Roode ha vinto le Bound For Glory Series, è andato a giocarsi il titolo nel pay per view più importante dell’anno contro un mostro sacro come Kurt Angle, ha perso in modo sporco, ma quattro giorni dopo è stato vendicato da James Storm, che ha vinto match e cintura a Impact Wrestling. Roode ha gioito in modo sincero per la vittoria dell’amico, ma poi si è subito rimboccato le maniche e, con una convincente vittoria su Samoa Joe, è diventato il contendente numero uno per il titolo, e quindi eccoli qua, i Beer Money, a lottare tra di loro per il motivo più importante. La sfida si rivela equilibratissima, e sembra sempre più difficile capire chi riuscirà a spuntarla, fino a quando l’arbitro non subisce un infortunio e Roode non si ritrova a guardare la bottiglia di birra che Storm consuma prima di ogni incontro. Il canadese guarda la bottiglia, più di una volta, poi la prende e la fracassa in testa al Cowboy, infine lo schiena e conquista la cintura tra i fischi del pubblico. Il dramma si è consumato, Bobby Roode non è più un fan favourite, ma soprattutto i Beer Money non esistono più. In pochi hanno notato che l’epilogo di questo glorioso tag team, dominatore quasi incontrastato della categoria negli ultimi quattro anni, è lo stesso a cui andarono incontro gli America’s Most Wanted nel 2006: anche allora, tutto finì con una bottiglia spaccata sulla testa, ma in quell’occasione fu Storm l’aggressore. Si potrebbe, dunque, dire” chi la fa l’aspetti”.

E’ stato facile per loro continuare ad essere amici, poiché la loro comunanza di interessi è durata nel tempo, fino a quel 2011 in cui è successo veramente di tutto. Bobby Roode si è ritrovato improvvisamente sotto le luci della ribalta, e non del tutto per merito suo; infatti, se Samoa Joe non avesse infortunato Crimson, il canadese molto probabilmente non avrebbe vinto le Series. Roode va quindi a sfidare Kurt Angle per il titolo, e Storm lo spalleggia, gli sta vicino psicologicamente, in modo totalmente altruista, facendo la cosa giusta; in quel momento non ricaverebbe nulla da un’eventuale sconfitta dell’amico nel pay per view più importante, anzi, si ritroverebbe con un tag team partner frustrato che offrirebbe prestazioni sottotono. Bobby va a rincorrere il suo sogno, ma fa l’errore di vedere un’eventuale vittoria come qualcosa di dovuto, una ricompensa per essersi fatto il mazzo per anni (come se gli altri fossero arrivati in alto senza fare gavetta), inoltre le sue chanches aumentano quando Kurt Angle subisce un infortunio alla gamba; ma a Bound For Glory, l’eroe olimpico riesce a compensare i suoi acciacchi con la furbizia, battendo l’avversario in modo sporco.

Quattro giorni dopo accade l’impensabile: Storm sfida Angle e lo sconfigge a Impact Wrestling, facendo sua la cintura! Anche se è bravo a non darlo a vedere, qualcosa inizia a incrinarsi nell’anima di Roode; tutto ciò che sognava di avere lui, che era sicuro avrebbe avuto lui, ora è in mano al Tennessee Cowboy. E’ un po’ come quando la ragazza che hai corteggiato per mesi ti confessa di essere innamorata del tuo migliore amico: sulle prime non riesci a odiarlo, ma qualcosa in te si rompe per sempre. Bobby Roode fa buon viso a cattivo gioco, si guadagna il match per il titolo e poi va a sfidare il campione, fino a trovarsi di fronte alla fatidica decisione, che per molti sembra facile, ma che invece non lo è per niente. Qui si tratta di scegliere tra un amico e il sogno di una vita, ciò per cui Roode, come ci ha ricordato fin troppe volte, ha versato sudore, lacrime e sangue. A questo punto, voglio citarvi due frasi molto significative che sono tratte dal manga Berserk, nel quale un personaggio molto carismatico di nome Grifis spiega la sua concezione dei termini “sogno” e “amico”: “Il sogno è qualcosa che non si fa per nessuno. E se si realizza, lo si realizza solo per sé stessi”; “Un amico non si affida mai al sogno di un altro. Non accetta costrizioni da nessuno. Persegue da solo lo scopo della propria vita… E se qualcuno disonorasse il suo sogno, per difenderlo combatterebbe anima e corpo… anche se quel qualcuno fossi io”. A quanto pare, Roode ha scelto proprio questa strada, e il suo potrà sembrare a molti un comportamento ingiustificabile, ma va detto che è, per lo meno, comprensibile e per niente illogico. L’attuale campione non è stato costretto dalle circostanze ad agire così, ma ha scelto ciò che per lui era più giusto in quel momento, forse per paura di non rimanere seppellito dalle rovine del suo sogno.

Roode ha ribadito con forza le sue posizioni una settimana dopo, accusando il pubblico di essere incoerente (“E’ strano che mi fischiate, fino a sette giorni fa cantavate il mio nome. Tutto questo perché ho ucciso i Beer Money? O solo perché ho fatto ciò che tutti voi avreste fatto?”) e ammettendo di far parte di una nuova generazione, fatta di esseri umani che pensano solo a sé stessi; un punto di vista da molti non condivisibile, ma per lo meno rispettabile, visto che è in linea con quello che viene visto come un tradimento. James Storm avrebbe dovuto mettere in conto una simile eventualità, ma non si è saputo calare nei panni dell’amico, andando incontro così a una bruciante sconfitta. Ora sta a lui rialzarsi, vestire i panni del guerriero e lottare fino allo stremo per riconquistare ciò di cui è stato privato. Roode, d’altro canto, ha ricevuto immediati vantaggi dalla sua scelta, ma si ritroverà presto a fronteggiare nuovamente il suo compagno di mille battaglie. Il vincitore finale sarà sicuramente colui che abbraccerà il proprio sogno con maggiore tenacia, e personalmente spero che sia Storm, il ragazzo incauto ma tanto altruista che ha saputo farci commuovere in quell’indimenticabile 20 ottobre, ad alzare la cintura al cielo alla fine di tutto. E magari un giorno, quando il sogno svanirà del tutto, il titolo non sarà più alla loro portata, ma sarà maturata in entrambi la consapevolezza di aver scritto la storia, Roode e Storm potranno tornare ad essere amici e permetteranno nuovamente ai fans di urlare quelle due mitiche parole: “Beer! Money!”

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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