Strano a dirlo ma ci sono voluti circa sei anni affinché Batista trovasse la personalità giusta che contraddistingue un vero heel.
La sfida che lo vedrà opposto a John Cena è più che una semplice contesa per il titolo del mondo.
E’ una sfida per decretare chi sia il vero nuovo leader della federazione, chi sia l’erede di Stone Cold Steve Austin, chi sia il migliore tra i due, il vero campione della WWE.
La loro storia è viaggiata in parallelo, entrambi hanno esordito nel 2002 ed entrambi sono diventati campioni del rispettivo show a Wrestlemania 21. Entrambi hanno vinto la Royal Rumble e assieme hanno conquistato i titoli di coppia.
E l’atmosfera che si respirerà a Phoenix sarà quella del grande evento, Batista è entrato a piedi uniti nel ruolo di tutti quelli che detestano Cena, stufi delle sue parole ad effetto, delle sue t-shirt, della sua faccia, stufo di vederlo da per tutto…stufo di lui!
Ed è così che diventerà idolo, ambasciatore e wrestler da tifare a gran voce di tutti gli anti-Cena che non lo sopportano più e che non vedono l’ora di vederlo ko lontano dal titolo che conta.

Questi tre segmenti di Raw hanno dato un ulteriore iniezione di Attitude.

Il Money In The Bank sale a sette partecipanti, e nonostante wrestler di prima fascia come Rey Mysterio, John Morrison, CM Punk e Randy Orton siano stati lasciati fuori ciò non toglie spettacolarità all’incontro.
Christian e Shelton Benjamin hanno dimostrato che con la scala sono una garanzia, Dolph Ziggler e Jack Swagger hanno le doto giuste per suddetta stipulazione, Kane sta bene ovunque, Matt Hardy è pur sempre Matt Hardy e MVP….MVP è l’unica nota dolente. L’ultimo posto disponibile dovrebbe spettare a Kofi Kingston ma allo stesso tempo c’è da tener d’occhio la situazione di Drew McIntyre. Con la speranza che l’incontro valevole per i titoli di coppia non venga disputato a telecamere spente (errare è umano, ma perseverare è diabolico) John Morrison e R-Truth saranno gli avversari di Big Show e The Miz. Qualcuno avrà sicuramente avuto da ridire in quanto questa possibilità poteva essere consegnata a coppie ben più veritiere come l’Hart Dynasty o i Cryme Tyme ma Morrison e R-Truth hanno un appeal maggiore verso il pubblico e questo fattore è molto ma molto importante da non sottovalutare.

NXT: LA RICONFERMA
Quanto visto di buono nel primo episodio non è stato un fuoco di paglia ma bensì frutto di un progetto ben solido. Se la scorsa volta Daniel Bryan si aggiudicò il titolo di MVP, nel secondo episodio invece ogni wrestler coinvolto, sia rookie che pro, ha lasciato la sua impronta. Gli screzi tra allievo e mentore si stanno allargando a macchia d’olio come un epidemia, R-Truth e Otunga sono passati alle mani mentre molto ironico William Regal totalmente schifato per essere stato accoppiato a tale Skip Sheffield.
Il talento che si intravede fa ben sperare e questa volta a dar spettacolo è toccato a Justin Gabriel che con un strepitoso 450 splash ha persino schienato il veterano Regal, primo ed unico al momento ad aver avuto simile privilegio.
L’inglese Wade Barrett ha le potenzialità giuste, con un altezza considerevole potrà dire la sua mentre per l’ex campione della ROH c’è un punto interrogativo…il dolore alle costole sta venendo strumentalizzato per una funzione da storyline o è veramente sofferente?. Dando retta a quanto dice Daniel sembra che l’infortuno è reale ma in WWE non si può avere nessuna certezza, la storia insegna.
Il nuovo show è partito in quinta, l’ennesima invenzione della federazione di Stamford convince, la combinazione rookie/pro sta portando benefici tant’è che le nuove leve cominciano ad apparire nei major show per dar supporto ai loro maestri.
Il format “The Ultimate Fighter” della UFC con le dovute specifiche funziona anche nel wrestling e chissà che a suggerire la cosa non sia stato proprio quel Shane McMahon ora in forza alla federazione delle arti marziali miste.

L’appuntamento è per il prossimo fine settimana.
Au Revoir!.

 

Girolamo “The Great One” De Nicolo

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