Flashback: WWE Spotlight #25 05/04/2010

La mia Wrestlemania

Si comincia, parte il filmato iniziale, le voci dei wrestlers si mescolano con i video di repertorio, l’arena è stracolma, un colpo d’occhio incredibile, una ragazza canta America The Beautiful, i preparativi non fanno altro che accrescere l’attesa.
L’incontro per i titoli di coppia fila via veloce senza intoppi, la contesa dura pochi minuti, giusto il tempo per assistere al massacro di The Miz e per rafforzare lo status di Big Show come l’uomo dominante del team, un solo pugno ben assestato e Morrison finisce ko.
Si passa alla sfida a tre tra Orton, Di Biase e Rhodes. Randy ultimamente sta entrando sempre più nelle grazie dei fans e l’arena di Phoenix ha ulteriormente confermato questo fatto. Ad ogni mossa eseguita dal Legend Killer susseguivano boati e applausi per poi raggiungere l’apoteosi durante l’esecuzione della rko! Randy vince sconfiggendo i suoi allievi per la gioia del pubblico e anche per la mia, la faida sempre essersi conclusa qua.
Velocemente arriva il momento del Money In The Bank, ed è qui che cominciano i miei primi sussulti e le prime esaltazioni. Non è facile dopo cinque anni inventarsi nuovi spot eppure la WWE è riuscita nell’impresa. Evan Bourne vola e cade da da altezze siderali come se fosse la cosa più divertente da fare, Jack Swagger viene fatto vittima di un sandwich dove lui rappresenta la carne mentre le scale fungono da panino, Shelton Benjamin in stile scimmiesco come al solito, capace di arrampicarsi sempre e ovunque, Christian e Matt Hardy autori di mosse dalla cima della scala ma la chicca dell’incontro se la aggiudica Kofi Kingston quando si tramuta in trampoliere con le due facciate di una scala divisa in due per raggiungere la valigetta! Una manovra anormale, impensabile eppure vista con i nostri occhi! E per concludere un sorprendente Jack Swagger che si aggiudica l’incontro spazzando via ogni tipo di pronostico, un risultato inatteso tant’è che lo stesso atleta colpito da una comprensiva emozione vede le sue mani diventare delle saponette e solo dopo alcuni secondi riesce a sganciare la valigetta.
Dopo una serie di grida a suon di “holy shit” e “this is awesome” riprendo fiato proseguendo con la sfida tra Triple H e Sheamus, da una parte il veterano e dall’altra la voglia di emergere, il giovane scalpitante alla ricerca di una vittoria prestigiosa, mi schiero con The Game e il mio tifo è spudoratamente per lui. I due vanno avanti con botte da orbi, scazzottate e colpi ben assestati, tiro un sospiro di sollievo quando HHH riesce ad uscire dallo schienamento in seguito ad un big boot dell’irlandese Sheamus per poi andare in delirio all’esecuzione vincente del Pedigree che vale il conto di tre finale.
Il ppv continua a crescere di livello e di emozioni, si giunge a CM Punk opposto a Rey Mysterio. Circa sei minuti di azioni, tentativi di finisher falliti, interferenze esterne e il messicano con un uno due micidiale si porta a casa l’incontro tra il mio stupore, la voglia nel vedere qualcosa di nuovo era forte e di conseguenza la delusione è stata maggiore.
Ma non c’è tempo per rimuginare perché ecco che è arrivato il momento dell’incontro della più grande controversia della storia del wrestling, l’incontro che mai nessuno poteva immaginare di poter vedere, Bret Hart entra nel ring con aria quasi spaesata, i lunghi anni di assenza si fanno sentire e respirare nuovamente l’aria di Wrestlemania appare per il canadese come una nuova sensazione mai provata prima.
Vince McMahon percorre la rampa spavaldo e sicuro di sé mentre tutta la famiglia Hart si sistema in stile lumberjack contro Bret ma fortunatamente la situazione si capovolge, questa volta i ruoli si invertono, Bret screwed Vince e l’Hart Dynasty diventa protagonista assoluta con un pregevole Hart Attack dalla terza corda al di fuori del ring. Tyson Kidd e DH Smith ottengono i loro cinque minuti di gloria. Il match in se stesso non regala nulla di esaltante, nulla di trascendentale ma poco importa. Criticare quanto avvenuto sul ring è da ipocriti, tutti noi eravamo ben consapevoli che le condizioni fisiche di Bret erano precarie, tutti noi abbiamo aspettato tredici lunghissimi anni per vedere solo ed esclusivamente Vince McMahon cedere sotto la sharpshooter applicata da Bret. Tutto il resto è superfluo tant’è che il pubblico non ha minimamente protestato con cori dispregiativi, la condotta del match è stata esemplare con un Bret intento a picchiare il suo boss ripetutamente armato di sedia e tubo di ferro per sfogare tutta la rabbia repressa e assopita in tutto questo tempo, i due sono stati dei grani autori nel raccontare una storia, il wrestler canadese ha avuto la sua rivincita calcando per un ultima volta il ring WWE.
Il piatto forte sta per arrivare, Edge e Chris Jericho aprono le danze verso il main event. Il pubblico è caldo, io seduto sulla sedia con ancora energie da spendere, tanti tentativi di schienamento, tanti conti di due, lo spettacolo mi coinvolge ed è come se mi teletrasportasse nell’arena insieme ai settantamila spettatori, la tanto citata spear non arriva mentre Jericho con astuzia e slealtà sconfigge Edge tra perplessità unita alla felicità…ebbene sì…il mio tifo per Chris cresce di minuto in minuto, vederlo mentre imprigiona l’avversario nella walls è sempre gradevole, unico e speciale nell’urlare le parole “tap out” invitando Edge a cedere. Il post match fa volare un pezzo della barricata mentre Jericho viene spiaccicato al suolo dalla temibile spear.
Il cinque contro cinque tutto al femminile è poca roba, ogni diva riesce a mettere a segno la propria mossa finale mentre porky pig Vickie Guerrero sale sulla terza corda nel tentativo di effettuare il frog splash imitando il compianto marito ma quel che effettivamente riesce a fare è il salto della porchetta.
Nemmeno il tempo di rifiatare che John Cena e Batista sono l’uno di fronte all’altro, come sempre nascono le due tifoserie, quella pro-Cena e quella anti-Cena, l’atleta più controverso della storia della WWE fa sempre discutere. I due wrestlers disputano un buon incontro condito con un atmosfera da grande evento, anche qui vari tentativi di pin e submission, personalmente il mio tifo è per Batista, vedere The Animal uscire dall’Attitude Adjustement mi fa sobbalzare, al contrario vedere Cena uscire dalla Batista Bomb mi fa disperare, comincio ad essere corto di fiato, Cena fallisce il salto dalla terza corda e quando avvenuto a Summerslam sta per ripetersi ma John intrappola nuovamente il campione nella stf, con la voce cerco di spingere Batista verso le corde, sono in trepidazione come lo è il pubblico di Phoenix…ma Batista cede! Deluso dall’esito finale, Dave dopo anni e anni aveva finalmente ritrovato credibilità, ed un ulteriore affermazione nel più grande evento dell’anno avrebbe detto molto ma dall’altro canto Cena merita di essere riconosciuto come “l’uomo immagine della federazione”, che lo si ami o lo si odi è un esempio di professionalità e di dedizione…ed ha anche estro in quello che fa, andare ad alzare la cintura WWE in faccia a tre spettatori in prima fila che indossavano la maglia “io odio cena” con quel sorriso irrisorio è un gesto creativo e di grande improvvisazione, chapeau!
Manca solo il main event, The Undertaker e Shawn Michaels nuovamente l’uno contro l’altro nella rivincita dello scorso anno, il Deadman sbuca dal basso, come la salita sulla terra da parte del diavolo, colui che rappresenta l’inferno. C’è un atmosfera elettrizzante, al suonare del gong s intuisce che quello a cui si sta per assistere sarà un “Wrestlemania Moment”. Rispetto al 2009 compaiono anche mosse di sottomissione, sia HBK che Taker mettono in pratica le loro finisher moves, voli dalla terza corda, un tavolo che va in frantumi, tre sweet chin music non sono sufficienti e neanche due tombstone piledriver, si va ad oltranza come nei calci di rigore, entrambi falliscono, sono davanti allo schermo esclamando stupore quasi senza voce esausto dalle mille emozioni provate fino a quel momento, l’incontro dura esattamente 24 minuti, non un secondo di meno, non un secondo di più, il finale è quasi commovente, Shawn intravede nello sguardo di Taker come un segno di resa e a quel punto lo schiaffeggia intimandolo di reagire e di non provare pietà nei suoi confronti….terza tombstone piledriver e la carriera di Shawn Michaels termina qui.

I LOVE THIS!

A differenza di quanto dicono i soliti sapientoni e criticoni del web, tutto ciò che accade da Wrestlemania in poi è estremamente interessante, emergono nuove superstars, le faide proseguono e nuove avvolgenti storyline prendono vita. Infatti la settimana successiva al ppv ci sono dei dati di fatto inconfutabili che approvano la mia tesi.
Dopo la vittoria al MITB per Jack Swagger era ipotizzabile un push guaduale che lo avrebbe portato a lottare con i big nel giro di qualche mese ed invece la valigetta è stata sfruttata a tempo record, l’All American American si è evoluto in opportunista come nemmeno il miglior Edge ne è stato capace, sconfiggendo Jericho e diventando campione del mondo! Una scelta discutibile che farà parlare molto, Swagger appare ancora acerbo per stare sul ring con le top superstars attuali a differenza di Edge e Rob Van Dam che avevano alle spalle molti titoli secondari e altrettanti scontri con main eventers rinomati.
Ma la WWE ci ha abituati alle sorprese, bisogna rischiare e obiettivamente terminato il regno da campione ECW per Swagger era iniziato un periodo tutt’altro che positivo, sarebbe stato un peccato bruciare un atleta tecnico come lui e allora meglio tentare la carta jolly che tenerlo galleggiante senza un ruolo ben preciso. Come mic skill sta migliorando e chissà che non si riveli una scommessa vincente, le probabilità di assistere ad un flop ci sono ma d’altronde chi avrebbe scommesso un solo euro nella riuscita del personaggio di JBL? Bradshaw passò nel giro di un mese dalla categoria tag team alla categoria main eventer ritrovandosi direttamente contro il campione conquistando il titolo, da li in poi fu un successo.
La storia potrebbe ripetersi…staremo a vedere.

Kane ha finalmente cambiato look dei pantaloni, uno stile più combattivo e la sfida lanciata a tutti gli otto atleti dello show NXT lo riporta al suo status come mostro pazzo e schizzo frenico.

L’ADDIO DI SHAWN MICHAELS
Non potevo terminare il numero di Spotlight se non prima spendendo qualche parola sull’ultimo saluto di HBK avvenuto nell’ultimo episodio di Raw.
Il discorso di Shawn Michaels è stato commovente, vedere la gente piangere è stato toccante ma nulla è paragonabile alle lacrime del campione che scendevano sul suo viso mentre era intento a parlare.
Va ricordato che questi wrestlers sono prima di tutto degli uomini, degli esseri umani come tutti noi, degli eroi che lavorano più di 300 giorni all’anno per deliziare i nostri occhi sacrificando la loro vita privata. Ma Shawn Michaels è fiero di quello che ha fatto, non ha nessun rimpianto, è vero che avuto poco tempo per la moglie e per i propri figli ma lo ha fatto per un buon motivo.
Il suo ritiro è legittimo, è una scelta che va rispettata, è nel giro di questo business da più di venti anni e se ora vuole starsene a casa con la famiglia non c’è nulla da obiettare, ha tutte le ragioni di questo mondo.
L’abbraccio finale con Triple H è un esempio lampante come all’interno del wrestling nascono delle vere e proprie amicizie, i due hanno condiviso assieme tante avventure, DX in primis.
Ora tutti cominciano a chiedersi se il ritiro di Michaels sia vero o finto come è accaduto con Ric Flair ma i due casi sono diversi, è ovvio e scontato che pagherei oro per rivedere ancora un ultima volta il ragazzo che spezza i cuori all’interno di un ring per un ultimo incontro ma sono sempre più convinto che manterrà la parola data.
Il dispiacere più grande è che Shawn Michaels è ancora in buone condizioni fisiche ed è ancora in grado di regalare prestazioni a cinque stelle per anni e anni, un vero peccato quando invece in giro c’è ancora chi si ostina a salire sul quadrato nonostante sia a pezzi rimediando brutte figure, ma certe persone pur di guadagnare soldi ed essere ancora al centro dell’attenzione sono disposti ad autoumiliarsi (Hogan su tutti).
Ladies & Gentleman The Heart Break Kid has left the building.

Match Of The PPV: The Undertaker vs. Shawn Micheals
Con il capolavoro dell’anno precedente si credeva di aver raggiunto il limite massimo ma a Phoenix i due hanno toccato un livello al di sopra di qualsiasi scala di valutazione.

Anche per questa volta è tutto, l’appuntamento è per il prossimo fine settimana.
Alla prossima!
Au revoir!

 

The Great One

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *