La carriera di Billy Riley, il maestro di Billy Robinson e Karl Gotch

“In quei giorni, i combattenti erano conosciuti in tutto il paese.
Loro erano le star, non i calciatori o i giocatori di rugby.
Erano i combattenti e i lottatori, Billy Riley, Joe e Bob Robinson, Charlie Carroll, i fratelli Carroll, i fratelli Belshaw, Pop Charnock e molti altri, che le persone riverivano.
Questi signori erano delle leggende, e degli atleti incredibili.
Sfortunatamente, nessuno a quei tempi riportava i risultati dei match, così i nomi di tanti grandi wrestler sono andati perduti per sempre.

“Alla fine della guerra, molte persone erano coinvolte nel mercato nero: facevano soldi vendendo qualsiasi cosa, seta, tessere del gas o orologi.
E quando camminavi per la strada, c’era sempre la possibilità che vedessi qualcosa che non avresti dovuto vedere, e allora venivi aggredito e picchiato.
Così, la prima cosa che ho imparato, riguardo ai combattimenti di strada, fu di avere con me una penna 4H (ha una punta molto dura, così non si rovina), affilarla, tenerla fuori dal mio palmo di circa quattro pollici, per poi ruotare la spalla e mirare con essa agli occhi, alla gola o alle guance.”

“C’erano certe regole che tutti rispettavano quei giorni, in Inghilterra.
I ragazzi andavano nei pub e, se scoppiava un litigio, dicevano “forza, usciamo nei ciottoli”.
Il che voleva dire, in sostanza, uscire in strada, picchiarsi a sangue e poi tornare dentro a bersi una birra.
Non c’era animosità, dopo.
Cominciare una rissa in un pub inglese era molto semplice.
Entravi in un pub, bevevi una birra e poi rovesciavi il bicchiere.
Questo significava che eri pronto ad affrontare chiunque dei presenti: era una sfida.
Tutti conoscevano queste regole.”
Billy Robinson “Physical Chess: My Life in Catch-As-Catch-Can Wrestling

Wigan, una città del Lancashire, è sempre stata uno dei luoghi più poveri dell’Inghilterra.
Con una popolazione composta in gran parte di minatori, ancora negli anni ’30 l’età media della popolazione maschile era di 23-24 anni, in parte a causa di un’alta mortalità infantile, in parte a causa di numerosi incidenti sul lavoro.
Il Catch-As-Catch-Can Wrestling era uno dei pochi modi in cui un minatore analfabeta poteva guadagnare bene o, almeno, divertirsi dopo una dura giornata di lavoro.
Non c’è da stupirsi se la lotta fosse incredibilmente popolare nella zona.
Billy Riley, tra tutti i wrestler della vecchia guardia, è l’unico ad essere diventato famoso, e questo per aver allenato due grandi pro wrestler come Billy Robinson e Karl Gotch..
Tuttavia, se la fama di Billy Riley riposa soprattutto sulle sue straordinarie doti di allenatore, anche la sua carriera di wrestler vale la pena di essere raccontata.


Karl Gotch, uno dei più celebri allievi di Billy Riley

Billy Riley nacque nel 1896, a Leigh, Lancashire, uno dei cinque figli di James Patrick Riley e Jayne Bolan, entrambi di origini irlandesi.
Nel 1899, quando il piccolo Billy non ha ancora tre anni, il padre emigra in cerca di lavoro negli Stati Uniti: per il primo anno, la famiglia riceve regolarmente del denaro, poi perde ogni contatto con lui.
Jayne rimane da sola con cinque figli da crescere, e la cosa peggiore è che, non essendo suo marito mai stato dichiarato ufficialmente morto, non ha neanche diritto a riscuotere la pensione da vedova.
In una situazione famigliare del genere, Billy dovette trovarsi presto un lavoro e, a soli 14 anni, diventò apprendista modellatore.
Suo fratello Jim intraprende la carriera di pugile professionista anche se non ottiene straordinari risultati perché, pur essendo dotato di un grande talento, non dedica particolare impegno negli allenamenti.
Anche Billy si dedica agli sport da combattimento, cominciando ad allenarsi come lottatore, e, in breve tempo, realizza che, mediante il wrestling, si può guadagnare molto meglio che come semplice apprendista.
Disponiamo di davvero poche informazioni su Willie Charnock, probabilmente l’uomo che contribuì più di ogni altro alla formazione marziale di Riley; anche i suoi discendenti non sembrano avere molte informazioni su di lui.
Viene comunque citato in un articolo di giornale per un match del 1905 contro George Bohtner, tenutosi a New York, in cui avrebbe vinto il World Lightweight Title, ed è attestata la sua partecipazione al torneo di Alhambra nel 1908.
Billy Robinson, nella sua autobiografia, scrive che i rapporti tra Charnock e Riley erano diventati molto tesi, all’epoca in cui lui cominciò ad allenarsi, ma non di non saperne il motivo.
Un’altra importante influenza fu quella di Waito Ketonen, lottatore finlandese che visse a Wigan in quel periodo, e che affronterà Riley più avanti nella sua carriera, durante il suo tour degli Stati Uniti.
Grazie agli insegnamenti di questi uomini, Riley cominciò a lottare, soprattutto contro giovani minatori, il sabato sera, anche se i guadagni più forti vengono fatti la domenica, in incontri privati dove si scommetteva sul vincitore.
Non perdette mai un match dove erano in palio dei soldi, e in breve la condizione economica della famiglia migliorò nettamente.
Il suo primo match riportato sui quotidiani è quello contro Tom Bowling, nel 1913, che vince per due cadute a zero.
All’epoca, era Ernie Riley, il suo fratello maggiore, a organizzare gli incontri di Billy.
A diciotto anni, Billy strappò un pareggio contro Jackie Burns, Bantamweight Champion inglese; nonostante non riuscì ad aggiudicarsi il titolo, dimostrò comunque a tutti di essere un lottatore da tenere d’occhio.
Nel settembre del 1914, affrontò Peter Burns, a Westwood.
Burns rimase sulla difensiva per venti minuti, per poi afferrare rapidamente un braccio e una gamba di Billy e ottenere la prima caduta.
Nella seconda caduta, Riley attaccò in modo incessante, ma Burns, dal suo canto, dimostrò di avere una difesa impeccabile.
Dopo ottanta minuti, e senza che nessuno dei due fosse riuscito ad avere la meglio sull’altro, l’arbitro G.Simmons dichiarò il pareggio.
Cinque anni più tardi, nel 1919, Riley ottenne un altro pareggio contro il Middleweight Champion inglese, Billy Moores: dopo un match durato novanta minuti, l’arbitro era incapace di stabilire un vincitore, e così prese questa decisione.
Fu stabilito un rematch tra i due che però, a seguito di diverse complicazioni, non ebbe luogo che nel 1922.
L’accordo prevedeva un incontro al meglio delle tre cadute, con un tempo limite di novanta minuti.
Moores si preparò per il match con Tommy Rode, un famoso lottatore del Lancashire.
Un sabato di Ottobre, 2500 persone si riunirono al Central Park per assistere all’incontro.
Riley ottenne la prima caduta dopo circa un quarto d’ora, e stette sulla difensiva per tutto il resto del match, impedendo a Moores di recuperare lo svantaggioe strappandogli il titolo.

Pochi giorni dopo avere sconfitto Moores, Billy Riley, insieme a un suo amico, il pugile Jimmy Cox, si imbarcò negli Stati Uniti.
I due partirono da Liverpool il 24 Ottobre, e arrivarono a Boston il 2 Novembre.
Non si hanno molte informazioni sul tour statunitense di Riley, e pare che lo stesso lottatore non fosse troppo disposto a parlarne.
Tommy Moore, noto nel mondo della lotta come Jack Dempsey, uno dei migliori allievi di Riley, sostiene che il suo maestro si fosse recato negli Stati Uniti non solo per lottare, ma anche per cercare suo padre: a New York, con l’aiuto di un poliziotto, avrebbe scoperto che era morto di influenza, e avrebbe visitato la sua tomba.
Il tour durò circa sei mesi, e vide Riley affrontare diversi avversari a Boston, Chicago, Dakota e Wilmington.
Ma il più grande successo lo ottenne a New York, dove sconfisse, dopo un estenuante match durato due ore e cinque minuti, Pinkie Gardner (che aveva sconfitto, un anno prima, a Waito Ketonen) ottenendo così il World Middleweight Title.
Gardner può essere considerato, con tutta probabilità, l’avversario più capace mai affrontato in tutta la sua carriera da Riley, visto che univa una preparazione fisica perfetta, una conoscenza enciclopedica della lotta e un atteggiamento freddo e lucido sul quadrato.
Lo stesso Waito Ketonen, si riprese il titolo sconfiggendo Riley poco tempo dopo, ma l’inglese non sembrava particolarmente angustiato dalla sconfitta visto che dichiarò, in una intervista concessa al settimanale “Ringsider”:

“Ho sempre considerato questo match come il migliore della mia carriera.
Mi sono divertito in ogni minuto di esso.
E’ stata una battaglia fin dall’inizio, e, quando mi sono reso conto di aver perso il titolo, ho trovato consolazione nel fatto di averlo lasciato nelle mani di un uomo davvero meritevole.”


Billy Riley

Riley tornò in Inghilterra, dove, negli anni successivi, avvenne un importante cambiamento nel mondo della lotta.
Sir Athol Oakley e Henry Irslinger introdussero una revisione nelle regole del Catch-As-Catch-Can, permettendo di vincere anche per sottomissione, non solo per schienamento.
Nel suo libro “Blue Blood On The Mat” Oakley sostiene che fu Farmer Burns a introdurre questa modifica, perché erano emersi lottatori come Stanislaus Zbyszko, che, grazie alla loro enorme corporatura, erano praticamente impossibili da schienare con le vecchie regole.
Così Burns decise di aggiungere tutte le svariate tecniche di sottomissione prese dal Ju-Jitsu al repertorio del Catch-As-Catch-Can.
In realtà, la tesi sostenuta da Oakley presenta diversi punti deboli: innanzitutto è difficile credere che le tecniche di sottomissione fossero completamente sconosciute ai catch wrestler in precedenza, visto che abbiamo diversi articoli che parlano di match decisi con Double Wristlock o Toe Hold.
Oakley, probabilmente, semplifica molto questo punto, e va inoltre ricordato che il suo background era quello della lotta libera, dove certe prese erano proibite.
Inoltre, dal punto di vista storico, Farmer Burns, nel 1925, era ormai una figura relativamente marginale nel mondo del wrestling professionistico americano, ed è difficile credere che avesse ancora l’influenza di cambiare in modo così drastico le regole del gioco.
Probabilmente, l’introduzione del nuovo stile, battezzato “all in”, segnò il tentativo di introdurre anche in Inghilterra un metodo di lotta più spettacolare e avvincente, che stava gradualmente prendendo piede negli Stati Uniti.
Billy Riley lottò contro Bill Garnon, nello stadio Bellevue di Manchester, il 15 Dicembre del 1930, nella card che vide l’esordio del nuovo stile, ottenendo una vittoria.
Nel 1931, Karl Reginsky, campione tedesco dei pesi medi, era impegnato in un tour delle Music Hall inglesi, e decise di lanciare una sfida a Billy Riley.
Riley accettò e sconfisse il tedesco, in un incontro estremamente avvincente e combattuto, disputato secondo le regole del Catch-As-Catch-Can.
Reginsky era piuttosto inesperto nello stile inglese (la sua specialità era la Lotta Greco-Romana), ma bisogna anche considerare che aveva dieci anni meno del rivale, ed era in perfetta forma.
Il match fu molto pubblicizzato, non solo in Inghilterra ma in tutto il mondo, e articoli su di esso apparvero in quotidiani australiani e sudafricani.
E fu proprio questo incontro a spingere il club sportivo di Johannesburg a contattare Riley, offrendogli una grossa somma e la copertura delle spese di viaggio per lottare in Sud Africa.
Quando finalmente arrivò, un giornalista scrisse, rimarcando una certa delusione:

“Non c’è nulla nella tranquilla, quasi insignificante, persona che è arrivata alla stazione la mattina del primo dicembre, che suggerisca che sia il campione inglese dei pesi medi.
Tuttavia, ha la reputazione di essere il più duro dei lottatori britannici.
Ancora meno impressionante risulta essere quando viene visto a torso nudo, perché non ha nulla del fisico muscoloso dei suoi predecessori americani, che sembravano più adatti alla parte dello spietato campione del ring.”

Ma Riley fu molto rapido nel chiarire che il suo aspetto era ingannevole, guadagnandosi, nel primo match in Sud Africa, contro Ben Sherman, il soprannome di “Wild Bill”.
Riley vinse il match, al termine del quale i secondi salirono sul ring e iniziarono una violenta rissa.
Dopo Sherman, Riley lottò contro Bullett Bob Myers, detentore del Middleweight World Title.
Alcune fonti riportano che ci furono tre incontri tra Riley e Myers, mentre altre ne riportano solo due.
Durante il loro primo incontro, Riley si trovò svantaggiato dal fatto che il ring aveva una terza corda posizionata più alta del normale: diverse volte tentò, senza fortuna, di scagliare l’avversario fuori dal quadrato, ma a Myers bastava aggrapparsi alla corda per neutralizzare la sua strategia.
Myers non sembrava avere la consueta velocità, e Riley dimostrò chiaramente di possedere una forza maggiore, ottenendo il primo schienamento alla quarta ripresa, sulle otto previste.
Myers cercò di reagire, nonostante sanguinasse copiosamente da un taglio sotto a un occhio, ma finì per venire sconfitto per due schienamenti a uno.
Ma il match più importante, nel tour sudafricano fu quello contro Jack Robinson.
I due si erano già affrontati in passato, in un incontro dove Robinson aveva riportato la frattura di un braccio, ma, questa volta, sarebbe stata in palio la British Empire Belt.
Lo scontro si rivelò una delusione per il pubblico, con Riley che dominò nettamente dall’inizio alla fine, senza incontrare particolari difficoltà.
Tornato in Inghilterra come campione,  negli anni successivi si dedicherà sempre più a una carriera di promoter e di allenatore, tornando occasionalmente sul ring.
Il suo ultimo match è del 1958, contro Emil Foy.

 

Nicola

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