Sono passati quasi due anni da quando ho pubblicato il mio ultimo The Line Is Crossed, e quasi quattro dalla stesura del primo speciale su Kurt Angle, dal titolo “Il fardello del migliore”. Ammetto di essere molto affezionato a quel pezzo, dove parlai di uno dei miei eroi per eccellenza, facendo riferimento anche ad altre personalità di spicco che hanno segnato la mia vita. Avevo evidenziato il lato umano di Angle, quello di cui molti si dimenticano, per poi sottolineare il grandissimo peso che gravava su di lui: quello di aver scelto di essere migliore di tanti altri, in un mondo in cui i mediocri non vedono di buon occhio chi riesce ad elevarsi dalla massa. In questi anni, il suo fardello è diventato sempre più grande, al punto da non essere più sopportabile, e dieci giorni fa abbiamo visto l’eroe olimpico effettuare una brutta caduta, dalla quale, però, sono sicuro che saprà rialzarsi, proprio come la fenice rinasce dalle proprie ceneri.

Partiamo proprio dai fatti concreti, perché non voglio fare la figura del fazioso che infarcisce di retorica il proprio discorso per mettere in secondo piano la realtà. Sono il primo ad ammettere che Angle ha SBAGLIATO, e in questo articolo punto a cercare di comprendere le motivazioni del suo errore, non giustificare, facendo allo stesso tempo notare la buona azione che ha seguito quella cattiva. Il 2 agosto, Kurt Angle è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza, ed è quindi stato rivelato al mondo il suo problema con l’alcol, di cui già si sospettava tempo fa. Tempo fa, Hulk Hogan aveva provato a coprirlo, facendo leva sulle scarse capacità di guida dell’olimpionico; tuttavia, qualche volta Kurt si era giustificato per qualche Tweet offensivo scritto la notte prima dicendo semplicemente “ero ubriaco”. E’ una fortuna che sia stato fermato prima di provocare qualche brutto incidente, e va sottolineata l’incoscienza del wrestler, che non si sarebbe mai dovuto mettere alla guida in pessime condizioni. Ho provato sconforto quando ho appreso la notizia, per poi realizzare che anche io, in quel momento, stavo idealizzando Angle come un eroe infallibile, dimenticandomi invece come siano proprio quelli come lui ad arrivare più facilmente al cosiddetto “punto di rottura”.

Per spiegarvi questa mia affermazione, devo assolutamente ricorrere a una frase pronunciata da Caska, personaggio del manga Berserk (consiglio a tutti la lettura dei primi quindici numeri, di una profondità mai riscontrata in altri fumetti), riferita al suo amato ex condottiero, Grifis, reo di aver commesso un’azione sconsiderata: “Chi vuole realizzare qualcosa di grandioso, sopporta più della gente normale. Lui doveva diventare forte, ma non è un Dio!”. Gli sforzi che ha fatto Angle negli ultimi vent’anni sono stati immensi, e non sempre gli sono stati riconosciuti. Non dimentichiamo che ad Atlanta 1996 non ha vinto la medaglia d’oro olimpica in circostanze normali, ma con il collo rotto, lo stesso infortunio che si è portato dietro per diversi anni, ma che non gli hanno impedito di presentarsi a Wrestlemania XIX, disputare un match strepitoso e regalare la gloria a Brock Lesnar. Eppure, come ho sottolineato nel “Fardello del migliore”, sono stati in tanti a sminuire le sue grandi imprese, da chi gli preferiva lottatori a lui inferiori a chi, quando approdò in TNA, lo accusò di volere tutta l’attenzione per sé, arrivando addirittura a coniare il pessimo nomignolo di Total Nonstop Angle. Non parliamo poi degli insulti rivolti alla sua stable, la main Event mafia, e degli espertoni del web capaci di alterare l’evidente realtà dei fatti pur di dire che Desmond Wolfe gli aveva dato una lezione di wrestling e che Sweet T (!!!!!!!!) gli era superiore dal punto di vista tecnico.

Dal mio punto di vista, però, i veri sacrifici Angle gli ha fatti negli ultimi tre anni, dove ha accettato le scelte di booking più scellerate e ha sopportato di portare la sua vicenda personale sul ring. Così, il divorzio con Karen è diventato una storyline, con Kurt che ha avuto un feud con la sua ex moglie e col nuovo marito di lei, Jeff Jarrett, e non è mai andato fuori dal copione, anche se, molto probabilmente, avrebbe voluto. Dopo una serie di match strepitosi, in cui ha rischiato più volte l’osso del collo (ricordate il moonsault dalla cima della gabbia?), l’eroe olimpico ha vinto il titolo, che mancava dalla sua bacheca dal 2008, ma è stato costretto a effettuare un heel turn tanto inutile quanto incoerente, trovandosi poi nella stessa stable di Karen e di Jeff Jarrett! Angle ha sopportato anche questo, così come ha accettato di buon grado di perdere la cintura in una manciata di secondi pur di lanciare James Storm, da cui si è fatto sconfiggere in altre occasioni. Peccato solo che la TNA abbia poi messo da parte il Cowboy…. Non parliamo poi del suo tentativo di partecipare alle Olimpiadi, stroncato da uno sfortunatissimo infortunio: per lui dev’essere stato davvero un duro colpo.

Infine, qualche mese fa, Kurt ha sacrificato tutto sé stesso per mettere over Wes Brisco, ma stavolta l’impresa non è andata a buon fine per la manifesta incapacità del ragazzo. L’introduzione nella Hall Of Fame e la rinascita della main Event mafia sono ben poca roba rispetto a tutti i bocconi amari che Angle ha dovuto ingoiare per accontentare tutti e per non venir mai meno al suo dovere. Sono sforzi che alla lunga si pagano, e a quanto pare, l’eroe olimpico non è riuscito a trovare una valvola di sfogo appropriata. L’alcol gli deve aver reso tutto più sopportabile, ma la faccenda gli dev’essere sfuggita di mano in fretta: nemmeno uno come lui, capace di controllare tante cose nella sua vita, è riuscito a sfuggire a quella maledizione chiamata dipendenza. O almeno, non c’era riuscito fino a oggi, perché i veri eroi si riconoscono anche nel momento successivo alla loro caduta, quando invece di fare le vittime o di negare di avere un problema, ce la mettono tutta per rialzarsi. Ed è questo che sta facendo Kurt Angle, il quale non ha avuto paura ad ammettere i propri errori e a comunicare al mondo la scelta di riprendere in mano la propria vita.

E’ stato proprio lui, in prima persona, ad annunciare il suo ingresso in un centro di recupero, senza alcuna vergogna e col desiderio di diventare una persona migliore. Il suo messaggio su Twitter merita di essere riportato integralmente: “Sono benedetto perché ho il supporto della mia famiglia, dei miei amici e della mia federazione. Alla luce dei recenti eventi, entrerò immediatamente in un centro di disintossicazione. Ho realizzato che questo è un momento cruciale nella mia vita e chiedo le vostra comprensione, le vostre preghiere e il vostro supporto continuo. Sono sicuro che compiendo questi passi potrò iniziare ad adottare i cambiamenti necessari nella mia vita”. Un messaggio commovente, umile, ma che allo stesso tempo riflette la sua classe cristallina. Pochi sarebbero stati capaci di scrivere frasi come quelle, forse nessuno, e in cuor mio so già che quelle non rimarranno solamente parole, ma saranno supportate da fatti concreti. I suoi fans lo aspetteranno, consapevoli di aver imparato l’ennesima lezione di vita dall’uomo che non si arrende mai.

Per oggi è tutto, spero che abbiate apprezzato questo pezzo un po’ più “intimo”, un doveroso tributo aun vero mito; mercoledì prossimo tornerò a parlare di TNA, come di consueto.

If you don’t know… Now you know!

 

Alessandro Bogazzi

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