I pionieri del Pro Wrestling: storia e personaggi americani della seconda metà dell’Ottocento

La storia

In Europa, soprattutto in quella del Nord, l’emergere della lotta come sport più popolare può essere fatto risalire al Rinascimento: in precedenza, durante il Medioevo, era considerata un semplice passatempo festivo o un buon modo per preparare i soldati alla guerra.
Iniziarono così a essere organizzati degli incontri tra campioni locali come divertimento per la nobiltà, nonché, per le classi più basse, scontri nelle taverne frequentate dai contadini.
Questi ultimi, accompagnati da un forte consumo di alcolici e da un grosso giro di scommesse, finivano spesso in tragedie, con la morte di uno dei contendenti e lo scoppio di rivolte.
A Londra, durante il tredicesimo e il quattordicesimo secolo, gli incontri di lotta erano diventati un vero e proprio problema di ordine pubblico, data la frequenza con cui questi eventi sportivi davano luogo a disordini.
E’ in questo periodo che cominciano a prendere forma i diversi stili locali inglesi, in particolare il Cumberland And Westmoreland, il Cornwall “jacket wrestling” (che utilizzava divise simili al “gi” del Judo) e il Lancashire Catch As Catch Can, che finirà per diventare il fondamento del moderno wrestling professionistico.
La popolarità e la diffusione dello sport è testimoniata dalle prime pubblicazioni europee, dove il wrestling svolge un ruolo importante.
Il celebre illustratore tedesco Albrecht Durer realizzò più di cento ritratti di prese di lotta, e il “Ringerkunst” di Fabian von Auerwald, uno dei primi libri illustrati della storia (fu pubblicato nel 1539) era una sorta di manuale pratico di lotta.
Anche nella letteratura inglese del periodo il wrestling fa spesso capolino: nella “Morte D’Arthur”, di Mallory, viene descritto un combattimento tra Gawain e Lancelot, e riferimenti a incontri rurali sono presenti sia nei “Piers Plowman” che nei “Canterbury Tales”.
La lotta, inoltre, era considerata una parte importante dell’educazione fisica e della preparazione militare.
Il primo saggio pubblicato in Inghilterra sull’educazione fisica, “The Governour” , di Thomas Elyot (pubblicato nel 1531) promuove il wrestling come “esercizio salutare”, adatto a mantenere le persone sane e attive fino a tarda età.
Un secolo più tardi, il matematico di Cambridge Sir Thomas Parkyns darà alle stampe “The Inn-Play, or Cornish-Hugg Wrestler”, saggio che non solo promuove la lotta come attività fisica, ma stabilisce le regole per evitare ogni comportamento inadatto a un gentleman durante la pratica.
Il libro di Parkyns era rivolto a un pubblico di nobili, e illustra bene come le diverse classi sociali si approcciassero al wrestling in modo differente: preparazione fisica alla guerra per la nobiltà, divertimento e modo di guadagnare una sorta di status sociale per i contadini.
In una società rigidamente classista come quella inglese dell’epoca era impensabile che un nobile accettasse di lottare con un semplice lavoratore, anche se il fatto che anche la nobiltà praticasse lo sport era ampiamente conosciuto (tutti sapevano, ad esempio, che il re Enrico VIII era un grande appassionato di wrestling).
Già nel diciassettesimo secolo, era presente una cultura sportiva piuttosto ampia e semiformalizzata, in Inghilterra.
Dopo la parentesi puritana (che guardavano con sospetto a tutte le attività sportive, in particolare al pugilato e alle corse dei cavalli, ma anche, sia pure in misura minore, al wrestling), già agli inizi del 1700 si sviluppò un embrionale professionismo, con membri della nobiltà che finanziavano gli atleti migliori delle classi lavoratrici.


“Wrestling Bout”, dipinto di Arthur Sheppard del 1825

La grande cultura sportiva inglese influenzò senza dubbio gli Stati Uniti, dove però la fortissima influenza puritana rallentò enormemente il nascere del professionismo.
In New England, dove l’influenza puritana era più forte, bisognerà attendere il diciannovesimo secolo e un forte afflusso di immigrati irlandesi per veder emergere una considerazione dello sport analoga a quella inglese.
Parzialmente diversa la situazione nel Sud, dove il wrestling divenne sia una ricorrenza tradizionale nei giorni festivi, sia un modo per risolvere le controversie tra i membri delle classi lavoratrici.
Anche qui, come già in Inghilterra, le taverne divennero il centro del wrestling; i locandieri, resisi conto che la lotta attirava clienti, incoraggiavano gli incontri all’interno dei propri locali.
Benjamin Berry, proprietaria di una taverna a Berrytown, Virginia, divenne famoso per ingaggiare forzuti e lottatori locali per esibizioni che non mancavano mai di attirare spettatori.
Anche la nobiltà del sud trovava interessante la lotta, ma, anche qui, erano rigidamente proibiti incontri tra persone non appartenenti allo stesso ceto.
George Washington, come molti giovani del Sud, era un appassionato lottatore e, durante la Rivoluzione, promosse il wrestling come metodo d’addestramento dei soldati.
Molti ufficiali del Nord non apprezzavano il suo punto di vista, considerando la lotta volgare e degna solo di bifolchi, ma esitavano a proibirla, data la sua crescente popolarità presso le truppe.
All’inizio del 1800, il wrestling era diventato uno dei passatempi preferiti della gioventù statunitense, ma, allo stesso tempo, aveva perso gran parte della sua popolarità presso le fasce alte della popolazione, che vedevano il duello come metodo migliore per risolvere le dispute.
Questo punto di vista fu probabilmente incoraggiato dall’emergere, nelle zone di frontiera e nel Sud, di uno stile incredibilemente violento noto come Rough And Tumble.
Nel Rough And Tumble, conosciuto anche come Gouging, non esistevano restrizioni di sorta sulle tecniche da utilizzare (erano permessi colpi, strangolamenti e ogni genere di tecnica proibita) e uno dei modi di vincere era strappare un occhio all’avversario.
Il Rough And Tumble svanì mano a mano che i territori della frontiera divennero più popolosi, e si sviluppò gradualmente un nuovo stile che, pur non prevedendo nessuna restrizioni alle prese, eliminò gli aspetti più brutali della pratica.
Inoltre, molti stati emanarono delle leggi che proibivano la mutilazione degli avversari.
Il nuovo stile riuscì a guadagnare un certo rispetto, e cominciò ad essere visto con un accettabile passatempo, sia per gli adulti che per i bambini.
Il fatto che due presidenti degli Stati Uniti, Zachary Taylor e Abraham Lincoln, fossero stati wrestler in gioventù contribuì senza dubbio a favorire la popolarità della lotta.


Dipinto raffigurante un  match di Abraham Lincoln

Nel frattempo, anche nel Nord, la considerazione verso gli sport stava gradualmente aumentando; educatori e pedagoghi erano sempre più consapevoli dell’importanza dell’educazione fisica nella crescita e, gradualmente, stavano sviluppandosi le basi per una cultura sportiva paragonabile a quella inglese.
William Porter cominciò a pubblicare “Spirit Of The Times”, la prima rivista statunitense dedicata esclusivamente allo sport, nel 1831.
E tuttavia, diversi fattori ostacolavano la crescita del movimento sportivo negli Stati Uniti.
La disciplina di gran lunga più popolare era la corsa dei cavalli, che tuttavia doveva subire continue accuse di truffe e di gare predeterminate (la fama negativa dell’equitazione era tale che anche nel mondo del wrestling, per lungo tempo, si utilizzò il termine “ippodromo” per definire un match predeterminato).
Il pugilato, ancora regolato dalle brutali regole londinesi, era illegale in molti stati, e tenuto in una considerazione appena superiore a quella del Rough And Tumble.
Il baseball godeva di una reputazione migliore, ma la sua diffusione era ancora in gran parte limitata al New England.
Nonostante ciò, è in questo periodo che possiamo notare le prime radici del moderno wrestling professionistico.
Lo “Spirit Of The Times” riportò una esibizione di wrestling tenutasi a New York nel 1832.
Inoltre, gli Stati Uniti furono caratterizzati da una forte immigrazione europea, che fece giungere sul suolo americano dei nuovi stili.
Gli immigrati della Cornovaglia, oltre a lavorare nelle miniere, importarono il loro tradizionale “jacket wrestling”, mentre gli scozzesi e gli irlandesi crearono delle versioni americane degli antichi Giochi Scozzesi, che includevano il wrestling.
Tenutisi per la prima volta negli anni ’30 del 1800, venti anni più tardi erano diventati un evento che attirava grandi quantità di pubblico, anche di statunitensi, non solo di immigrati scozzesi.
Tutti i primi pugili degli Stati Uniti di una qualche importanza erano irlandesi, ma, in Irlanda, lo sport più popolare era la lotta, praticata in uno stile conosciuto come Collar And Elbow, non il pugilato, e fu soprattutto la lotta che gli irlandesi portavano con se ovunque si stabilissero.
In particolare, fu il Vermont, stato particolarmente interessato dall’immigrazione irlandese fin dal 1830, a conoscere un particolare sviluppo dello stile, e a poter essere considerato la culla del wrestling professionistico statunitense.
Nel Vermont avevano particolare influenza diversi preti cattolici che erano stati lottatori in gioventù: in particolare Padre Thomas McQuade, che riteneva il wrestling non solo un passatempo ma anche un modo per risolvere, senza spargimenti di sangue, le dispute che nascevano frequentemente tra irlandesi provenienti da territori diversi.
Questa insolita miscela di passione popolare e incoraggiamento da parte della autorità, permise al wrestling di divenire incredibilmente popolare, con incontri che facevano parte della quotidianità e, poco prima della Guerra Civile, l’emergere di alcuni wrestler professionisti che si guadagnavano da vivere spostandosi da una località all’altra.
Tuttavia, si può dire che per il wrestling professionistico dell’epoca valgono le stesse considerazioni che Eliott Gorn fece a proposito del pugilato:

“rimase un fenomeno locale, largamente etnico, decisamente confinato alla classe lavoratrice e tradizionale nelle origini.”

E probabilmente, il Collar And Elbow sarebbe rimasto un fenomeno locale ed etnico se non fosse stato per la Guerra Civile.
Il wrestling, assieme al baseball, fu uno degli sport che divennero più popolari tra i soldati, e venne promosso dagli ufficiali come mezzo per mantenere la disciplina tra le truppe.
Nei campi dell’Unione, grazie ai soldati del Vermont, il Collar And Elbow divenne in breve lo stile più popolare.
Vennero tenuti dei veri e propri tornei, dove i wrestler del Vermont emergevano spesso come vincitori.
Jacob S.Bailey ottenne una certa fama, in seguito alla sua vittoria in un torneo del 1863, ma la sua fama fu presto oscurata da quella di George William Flagg.
Un colosso di 193 centimetri di altezza per un quintale di peso, Flagg si era arrabattato a guadagnare qualcosa come lottarore e forzuto, prima di arruolarsi nell’esercito, dove venne riconosciuto come il miglior wrestler dopo avere vinto la “Grand Championship Of The Army of the Potomac”.
Come Lawrence Fielding ha scritto, la Guerra Civile fu un “melting pot di diverse tradizioni sportive”.
Il Collar And Elbow, precedentemente praticato solo da un ristretto gruppo di immigrati, che perpetuavano una loro tradizione, si diffuse un tutto il territorio nazionale una volta che i soldati, che l’avevano appreso durante le guerra, tornavano nelle loro case.
La situazione, una volta che le armi tacquero, fu favorevole come non mai a una diffusione di massa dello sport, e il wrestling professionistico, con il Collar And Elbow come stile più praticato, ne beneficiò grandemente.
L’urbanizzazione (tra il 1820 e il 1870 quadruplicò il numero degli statunitensi residenti in città) l’industrializzazione e la sempre più massiccia immigrazione fecero nascere una classe media urbana fortemente interessata a seguire e praticare ogni genere di attività sportiva.
New York divenne il centro della cultura sportiva statunitense, non solo per il numero dei suoi abitanti, ma anche per le sue numerose taverne che ospitavano incontri di pugilato e di wrestling.
Pian piano, anche i quotidiani cominciarono a riportare i risultati delle partite di baseball e degli incontri di wrestling e pugilato.
Il “Journal” di William Randolph Hearst inaugurò la prima sezione sportiva negli ultimi anni del diciannovesimo secolo.
L’apparire sulle pagine dei quotidiani permise ai wrestler di godere di una popolarità impensabile in precedenza, rendendo così possibili dei tour non limitati a un singolo stato, come accadeva nel Vermont prima della guerra, ma estesi a tutta la nazione.
La principale fonte di informazioni sportive non erano però i quotidiani ma la “National Police Gazette”.
Fondata, nel 1845, inizialmente la “Police Gazette” si occupava esclusivamente di ristampare resoconti di attività criminali apparsi in altri giornali.
Popolare negli anni ’50, il settimanale conobbe un lungo declino prima di essere rilevato da Richard Kyle Fox, un immigrato irlandese giunto negli Stati Uniti con solo cinque dollari in tasca.
La ricetta di Fox per far risalire le vendite era semplice ed efficace: sesso, sensazionalismo e sport.
Verso la fine dell’800, la “Police Gazette” poteva vantare una tiratura di 150.000 copie, ma, dati gli sforzi di Fox perché fosse diffusa tra i barbieri, nelle mense dei lavoratori e nelle arene sportive, si può ipotizzare che fosse letta da circa un milione di persone.
Col tempo, la “Police Gazette” divenne il luogo dove pugili e lottatori lanciavano le loro sfide ai rivali, una tradizione di lunga data in Inghilterra, che giunse solo allora negli Stati Uniti.
Come abbiamo detto, il wrestling trattato dalla “Police Gazette”, era in gran parte Collar And Elbow.
Nonostante la sua esplosione come fenomeno nazionale, la maggior parte dei migliori lottatori era ancora originaria del Vermont, ma la sicurezza degli irlandesi nella loro superiorità nello stile fu bruscamente scossa dall’emergere del campione di New York McLaughlin.
McLaughlin divenne uno degli sportivi professionisti più pagati negli Stati Uniti, ma la sua carriera illustra bene anche uno degli aspetti negativi del primo wrestling professionistico: l’alta incidenza degli infortuni.
McLaughlin uccise infatti due avversari e pare che ne abbia storpiati molti altri.
Il Collar And Elbow rimase comunque lo stile più popolare fino agli ’80, dove emerse un nuovo metodo di lotta, elaborato in Francia, chiamato Lotta Greco Romana.
L’avvento della Lotta Greco Romana sancì la fine del Collar And Elbow, e quasi tutti i suoi praticanti trovarono impossibile adattarsi al nuovo metodo: nella Lotta Greco Romana era infatti fondamentale la forza fisica, mentre nel Collar And Elbow, essendo permesse le prese al di sotto della cintura, veniva premiata l’agilità.
Henry Moses Dufur continuò a proclamarsi campione di Collar And Elbow ancora verso la metà degli anni ’90, ma già un decennio dopo il titolo non aveva più alcuna importanza.
Lo stile tornò ad essere praticato quasi esclusivamente nelle comunità irlandesi del Vermont, dove lentamente morì.
Quando il campione canadese di Collar And Elbow, John H.Quinn, arrivò negli Stati Uniti, nel 1892, trovò enormi difficoltà a organizzare anche un solo match.
La Lotta Greco Romana, come ho narrato in articoli precedenti, raggiunse il vertice della sua popolarità con il regno di William Muldoon, ma il suo successore, Ernst Roeber, fallì nel generare interesse nel pubblico, e lo stile venne soppiantato dal Catch As Catch Can proveniente dal Lancashire.

I protagonisti:

Colonel James McLaughlin


James McLaughlin

McLaughlin era, tra tutti i pionieri del Pro Wrestling, il più temuto, celebre per il suo carattere violento e facile all’ira, quasi al limite della patologia.
Ufficiale durante la Guerra Civile, era solito lottare con i suoi commiltoni, da qui il soprannome di “Colonel” che lo accompagnerà nel resto della sua carriera.
Ma il suo primo incontro era avvenuto anni prima, quando il futuro campione aveva solo quindici anni, a Binghamton.
Il suo avversario, uno scozzese di nome Hiram McKee, aveva il doppio dei suoi anni, ma McLaughlin era un ragazzino estremamente forte e corpulento (sfiorava già i novanta chili di peso) e riuscì a uscire vincitore dalla contesa.
Umiliato dalla sconfitta con un avversario così acerbo, e furioso per avere perso i cento dollari in palio, McKee cominciò a insultare McLaughlin, che, per tutta risposta, lo scagliò per terra così violentemente da fratturargli una gamba.
Allo scoppio della Guerra Civile, si arruolò come volontario, riuscendo ad arrivare fino al grado di maggiore nella ventiquattresima divisione di Cavalleria.
Dopo essere ritornato alla vita civile, fu promosso Colonnello dal governatore del Michigan.
McLaughlin vinse tutte i combattimenti che sostenne mentre era nell’esercito, con Duval Wilcox (che sconfisse nel 1861 a Fort Lyon, in Virginia, in un match durato tre ore con in palio 400 dollari) e Corporal Corrigan (che batté a Fort Ellsworth in un incontro con in palio 300 dollari).
Nel 1870, si tenne a Detroit uno storico torneo di Collar And Elbow: si trattò infatti della prima volta in cui venne messa in palio, per il vincitore, una cintura simboleggiante il titolo di campione.
Il torneo iniziò il 10 Marzo, alla Young Men’s Hall.
Mc Laughlin ebbe facilmente la meglio su E.P.Harrington e sul canadese Barney Smith, divenendo, con tutta probabilità, il primo lottatore a fregiarsi di una cintura.
Tuttavia, il suo trionfo fu macchiato da una tragedia: durante l’incontro con Smith, Laughlin divenne furioso perché i giudici non gli assegnavano la vittoria.
Procedette allora a pestare a sangue il suo avversario, per poi scagliarlo fuori dal palco così violentemente che Smith si procurò un grave trauma cranico.
Il mattino successivo, Smith fu trovato che vagava sotto la pioggia, mormorando frasi senza senso.
Dichiarato pazzo, fu ricoverato in manicomio e morì poco tempo dopo.
McLaughlin, in un raro gesto di umanità, si dichiarò profondamente pentito dell’accaduto e donò la sua vincita alla famiglia.
Il 29 Giugno del 1871, tramite il New York Clipper, McLaughlin si dichiarò disposto a sfidare qualsiasi uomo al mondo: non troppo sorprendentemente, nessuno si dimostrò disposto ad accettare la sfida e il Colonnello, in mancanza di rivali, venne considerato da tutti il legittimo campione mondiale.
Negli anni successivi, si trasferì a Detroit, dove iniziò a lavorare per la Detroit And Lansing Railroad; fu in questo periodo che le sue incursioni nel mondo della lotta cominciarono a rarefarsi.
Nel 1875 tornò a lottare contro un massiccio poliziotto di San Francisco, Michael Whalen, conosciuto come Corduroy.
McLaughlin vinse entrambe le riprese e gli scommettitori che lo sostennero guadagnarono la notevole cifra di 15.000 dollari.
Il 29 Giugno del 1876, Jacob H.Martin, soprannominato “Butcher Boy”, lo costrinse a un pareggio, dopo un’estenuante match che si prolungò fino al tramonto.
Il 7 Dicembre dello stesso anno, durante un incontro con Charles Murphy, si infortunò gravemente all’anca.
Fu con questo problema di salute che, il 27 Dicembre, McLaughlin dovette affrontare una delle sfide più dure e significative della sua carriera.
A Boston, davanti a un pubblico entusiasta, si tenne infatti un incontro valevole per il Collar And Elbow Championship Of The World.
Certo, McLaughlin non era nelle migliori condizioni fisiche, ma la sua determinazione feroce lo portò a un passo dal compiere l’impresa.
In due riprese i lottatori pareggiarono, e se ne aggiudicarono una a testa.
Al termine della quarta ripresa, l’arbitro giudicò i due contendenti troppo stanchi per poter continuare e fermò il match.
Ma il pubblico non fu contento della decisione e continuò a rumoreggiare fino a che McLaughlin e Owens non accettarono di proseguire la sfida.
Nella quinta e decisiva ripresa, Owens si aggiudicò l’incontro e il titolo.
Nel Novembre del 1879, il veterano lottatore ottenne l’incarico di conducente presso la Michigan Central Railroad, ma, quattro anni dopo, il richiamo della lotta tornò a farsi sentire e McLaughlin abbandonò il suo lavoro per affrontare ogni wrestler esperto di Collar And Elbow.
Nonostante fosse ormai sulla quarantina, affrontò e sconfisse atleti prestigiosi come Henry Moses Dufur, Duncan C.Ross e George W.Flagg.
L’ultimo resoconto giornalistico che abbiamo su un suo match risale al 1892, quando lottò contro un toro a Seattle, uscendone malconcio e con gli abiti stracciati.
Nel 1901, partecipò, insieme a Joe Carroll e al futuro campione Frank Gotch, a un tour dello Yukon.
Morì quattro anni più tardi.

John McMahon “The Green Mountain Boy”


John McMahon

Il primo McMahon della storia del wrestling non fu un promoter, ma un lottatore, un grande esponente dello stile Collar And Elbow, il metodo di lotta dell’Irlanda, la terra dei suoi genitori.
Conosceva comunque anche il Catch Wrestling e la Lotta Greco Romana, e affrontò, durante una lunga carriera che si estese nell’arco di trent’anni (dal 1861 al 1891), tutti i grandi lottatori della sua epoca, sotto ogni tipo di regolamento, negli Stati Uniti e nel Canada.
McMahon iniziò la sua carriera di lottatore professionista a Port Henry, New York, nel giugno del 1861, sconfiggendo Peter English, con una posta in palio di cento dollari.
La vittoria fu solo la prima di una lunghissima striscia di imbattibilità, che durò diciassette anni.
Durante la guerra civile, si arruolò nelle truppe dell’Unione, diventando in breve famoso tra i soldati per le sue capacità atletiche.
Il 22 Luglio del 1873, con una vittoria su Thomas Copeland di Montreal, venne riconosciuto come il campione degli Stati Uniti e del Canada.
Anche se originario del Vermont, McMahon si spostò nella costa occidentale in cerca di degni avversari.
Nel Luglio del 1877, a Mendocino, California, batté Harry Thurston, un gigantesco taglialegna locale, assicurandosi cinquecento dollari.
Nel gennaio dell’anno successivo, un suo amico scommettitore, residente a Virginia City, Nevada, chiese il suo aiuto dopo avere perso grandi somme di denaro puntando contro William J. “Dakota Bill” Tompkins, un lottatore locale.
Nell’occasione, McMahon si dimostrò un “ringer” da manuale, sfidando Tompkins a un incontro di Collar And Elbow senza rivelare la sua identità, e perdendo di proposito la prima e la terza ripresa per incrementare le scommesse contro di lui.
Nello stesso mese, McMahon andò incontro alla prima sconfitta della sua carriera, contro James Farwell a San Francisco.
Il match suscitò molti dubbi, e poco dopo McMahon rimase lievemente ferito dai colpi di un’arma da fuoco in circostanze misteriose.
Niente di particolarmente serio, visto che, poco dopo, il wrestler ritornò a Virginia City, dove aprì un saloon.
Nel Novembre del 1878, a Chicago, si tenne un incontro considerato uno dei più importanti di tutti i tempi: McMahon affrontò McLaughlin, l’unico uomo che poteva essere considerato suo pari nel Collar And Elbow.
McLaughlin vinse l’incontro, e i 5.000 dollari in palio, in un match al meglio delle tre cadute.
McMahon vinse il rematch, poi l’incontro decisivo, nel Marzo del 1879, si concluse con un pareggio.
Nel frattempo, stava emergendo un nuovo protagonista nel mondo della lotta: Henry Moses Dufur.
I due si incontrarono a Boston, il 16 Marzo del 1880, e lottarono per sei ore senza che si riuscisse a stabilire un vincitore.
Nel Dicembre del 1883, fu organizzato un rematch a Boston.
Ma ormai McMahon non era più nel momento migliore della sua carriera: ingrassato e fuori forma dovette abbandonare la lotta dopo due ore.
L’umiliazione della sconfitta bruciò particolarmente all’orgoglioso irlandese: ripresi seriamente gli allenamenti, tornò in perfetta forma e si prese la sua rivincita l’anno successivo, in un match pubblicizzato come valevole per il titolo mondiale di Collar And Elbow.
McMahon ebbe l’opportunità, il 22 Marzo del 1881, di combattere contro un emergente William Muldoon, in un incontro al meglio delle tre cadute.
Il primo round si tenne con le regole della Greco Romana (lo stile preferito da Muldoon), il secondo con quelle del Collar And Elbow.
Ogni lottatore vinse il round con le regole del suo stile, e l’esito della sfida si sarebbe dovuto determinare con un terzo round di Catch Wrestling, che però non si tenne mai perché Muldoon e McMahon non riuscirono a trovare un accordo sull’abbigliamento da utilizzare durante la lotta: l’incontro venne così dichiarato un pareggio.
Quella con Muldonn fu l’ultima sfida di un qualche rilievo negli Stati Uniti: McMahon cominciò a viaggiare e a lottare in tutto il mondo, ottenendo vittorie importanti in Australia e in Argentina
Nel 1884, sconfisse John Tedford in Inghilterra, in un incontro valevole per il titolo mondiale di Collar And Elbow.
Nell’ultimo periodo della sua carriera si esibì in diversi circhi, oltre a lottare sporadicamente nel nativo Vermont e in Massachussets.
Nel suo ultimo match, a circa 50 anni di età, fu una vittoria contro Jim Cowley, il 2 Marzo del 1891, a Montreal.
Morì nel 1912.

Donald Dinnie


Donald Dinnie

Donald Dinnie non fu un semplice wrestler: fu, con tutto probabilità, il più grande atleta del diciannovesimo secolo e il primo lottatore a diventare una celebrità e un’autentica icona popolare.
La sua carriera sportiva durò oltre cinquanta anni e 11.000 competizioni.
Dinnie vinse il suo primo evento sportivo a 16 anni, nel piccolo villaggio di Kincardine O’Neil.
Poco dopo, batté il forzuto locale, David Forbes, in un incontro di lotta.
Ma fu nel 1860 che raggiunse la fama nazionale, con una prova di forza ricordata ancora oggi: Dinnie sollevò due pietre, afferrandole per un anello di ferro posto a un’estremità, del peso complessivo ci circa trecento chili, e attraversò con esse il Potarch Bridge.
Con il passare del tempo, Dinnie divenne un atleta a tutto tondo, con un regno di venti anni (dal 1856 al 1876) come Campione Scozzese.
Praticamente, non esisteva disciplina atletica nella quale non eccellesse; qualcuno, confrontando i suoi risultati migliori con quelli delle Olimpiadi di Atene, nel 1896, ritiene che avrebbe potuto vincere sette medaglie d’oro, una d’argento e una di bronzo.
Nel corso della sua prodigiosa carriera, Dinnie detenne diversi titoli, anche se nessuno di essi riconosciuto ufficialmente: “World Champion Wrestler”, “Greatest Athlete In The World” e “Strongest Man In The World”.
La sua fama era tale che, durante la Prima Guerra Mondiale, i proiettili d’artiglieria pesante inglese erano soprannominati “Donal Dinnies”.
Ancora oggi, la sua immagine è utilizzata per campagne pubblicitarie in Scozia.
Dinnie competé in sedici edizioni degli Highland Games nella sua terra nativa, e, nel 1870, compì il suo primo tour degli Stati Uniti, dove guadagnò una fortuna.
Fu solo il primo tour di una lunga e fortunata serie: all’età di 60 anni era ancora impegnato in Australia e Nuova Zelanda.
Nel 1903, Robert Barr utilizzò la sua immagine per promuovere la sua nuova bevanda, la Iron Brew.
Fino al 1912 continuò a partecipare agli Highland Games, in qualità di giudice o in eventi sportivi riservati ai veterani.
Nell’ultima parte della sua vita andò incontro a gravi difficoltà economiche e, nel 1912, era ancora costretto a esibirsi in prove di forza nel centro di Londra per guadagnarsi da vivere.
Alla fine, le autorità londinesi gli proibirono di continuare nei suoi spettacoli, a causa della sua età avanzata.
Fu allora organizzato un concerto di beneficenza per lui, che gli permise di continuare a vivere, sia pure con uno stile di vita assai modesto.
Morì a Londra nel 1916, a 78 anni di età.
Il New York Times pubblicò la notizia della sua morte, segno della sua grande fama in tutto il mondo.

Henry Moses Dufur


Henry Moses Dufur

Uno dei più grandi praticanti di Collar And Elbow, Herny Moses Dufur, nonostante non arrivasse a pesare 70 chili, era solito affrontare e sconfiggere lottatori ben oltre il quintale.
Fu allenato dal padre, Eliphalet Dufur, che comprese le incredibili potenzialità del figlio quando questi riuscì a pareggiare contro di lui, a soli tredici anni di età.
Nato nel Vermont, passò la prima parte della sua vita a lavorare come boscaiolo, sviluppando una forza poderosa nelle braccia e nella parte superiore del corpo.
Dopo essersi trasferito a Hudson, nel Massachussets, affrontò William Jenkins, barbiere del luogo e lottatore.
Nessuno pensava che Jenkins, un uomo massiccio, del peso di 110 chili, e considerato imbattibile, potesse essere sconfitto dal piccolo straniero, ma Dufur ribaltò ogni pronostico, aggiudicandosi la contesa.
Jenkis non poté tornare al lavoro per diverse settimane, tanto dura era stata la lezione impartitagli.
In seguito, Dufur si trasferì a Marlboro, dove, mente lavorava nel settore dell’abbigliamento, continuò a lottare contro chiunque volesse sfidarlo.
Una delle sue più grandi rivalità fu contro James Owens.
Dopo avere pareggiato due anni prima, i due si affrontarono nuovamente a Boston, l’11 Giugno del 1879.
Owens, nel frattempo, aveva avuto numerosi e prestigiosi successi ed era considerato il campione: tuttavia, nel corso del match, fu ben presto chiaro che Dufur era più potente e veloce, e altrettanto tecnico.
Owens fu sconfitto, nella prima ripresa, in trentatré minuti, poi Dufur vinse anche la seconda.
Il cugino di Owens, John McMahon, esercitò delle forti pressioni sull’arbitro affinché cambiasse il suo verdetto, ma questi rimase sulle sue posizioni.
Owens portò via con se, in un modo fortemente antisportivo, la cintura che Dufur aveva appena vinto.
Ma, anche senza il possesso della cintura, Dufur fu riconosciuto dalla stampa e dal mondo sportivo come il campione.
In seguito però, John McMahon ,lottò contro Owens per il titolo e, dopo la vittoria, comincò a proclamarsi, senza averne il diritto, campione.
Dufur era furibondo e lanciò una serie di sfide a entrambi i lottatori, che rimasero per diverso tempo senza risposta.
Finalmente, Dufur e McMahon si affrontarono nella Music Hall di Boston il 16 Marzo del 1880.
Il match, furioso e interminabile, si concluse in parità.
Nel 1883, avvenne un ulteriore incontro tra i due, con McMahon che abbandonò la lotta dopo un paio d’ore, dichiarando di non essere preparato fisicamente.
Il record di Dufur è probabilmente superiore a quello di qualsiasi altro wrestler della sua era.
A un certo punto della sua carriera, era arrivato ad aver sostenuto 127 incontri senza mai perdere una caduta, record che resistette fino al suo incontro del 1884 con McLaughlin.

Clarence Whistler, il Ciclone del Kansas


Clarence Whistler

Clarence Whistler fu un grande lottatore di Lotta Greco Romana negli anni ’80 dell’Ottocento e il principale rivale di William Muldoon, con il quale ebbe tre grandi incontri, durati, nel loro complesso, oltre 14 ore.
Da giovane lavorò in una fonderia, dove sbalordiva i colleghi con incredibili prove di forza, come trasportare una sbarra di ferro di cinquecento chili per dieci metri.
Impressionati, i suoi amici organizzarono per lui un incontro con Lucien Marc che Whistler, con una conoscenza appena rudimentale della lotta, vinse per due cadute a zero.
L’avversario successivo fu Andre Christol, un importante lottatore professionista che riuscì a strappare un pareggio dopo quattro estenuanti ore di match.
Christol, constatate le potenzialità del giovane wrestler, lo prese sotto la sua protezione e iniziò assieme a lui un tour degli Stati Uniti occidentali, insegnandoli, durante il viaggio, tutti i segreti della lotta professionistica.
Nel 1881, Whistler si recò a New York per lottare contro William Muldoon, che l’anno precedente aveva vinto il titolo mondiale di lotta greco romana contro Theobaud Bauer.
L’incontro fu uno dei più lunghi della storia del wrestling, sette ore e quindici minuti, e nessuno dei due contendenti riuscì ad avere la meglio.
Muldoon si lamentò di Whistler, dichiarando che il rivale lo aveva ripetutamente graffiato, per poi sfregare la sua capigliature, precedentemente bagnata nell’ammoniaca, sulle ferite.
Queste dichiarazioni diedero vita a quella che può essere considerata la prima vera grande rivalità della storia della disciplina.
Consapevoli dell’interesse nazionale generato dal loro incontro, i due organizzarono un tour dell’America, dove combattevano l’uno contro l’altro ad ogni tappa, in incontri sulla cui legittimità è lecito avere molti dubbi.
Muldoon era pubblicizzato come il campione mondiale di Lotta Greco Romana, Whistler come il campione mondiale di Catch Wrestling.
Ma la fruttuosa relazione d’affari ebbe una brusca fine, sia per antipatia personale, sia per il comune interesse verso una donna, che finì per essere conquistata da Muldoon.
L’animosità di Whistler verso il rivale divenne così grande che passò il resto dell’anno a lanciare sfide sui quotidiani, proclamando di essere disponibile ad affrontare Muldoon sia sul tappeto che sulla strada.
Muldoon aveva due vantaggi decisivi su Whistler: un fisico naturalmente più possente e una incredibile disciplina negli allenamenti, che l’accompagnò per tutta la vita.
Whistler, al contrario, era più frequentemente ubriaco che sobrio, e il suo corpo cominciava a risentirne.
Tuttavia, il suo carattere instabile e violento lo faceva temere da Muldoon; secondo alcune indiscrezioni dell’epoca, portava sempre con se una pistola e un pugnale ed era solito, durante il tour, mostrargliele, intimandogli di lottare senza eccessiva durezza.
A Cincinnati, Whistler combatté contro un ringer, rivelatosi poi l’esperto di Catch Wrestling Tom Cannon, e rimase ferito.
Abbandonata la vita sulla strada, tornò a Kansas City, dove incontrò la futura moglie Minnie, mentre prendeva in considerazione l’idea di darsi al pugilato e salire sul ring contro il campione John L.Sullivan.
Alla fine, però, tornò a dedicarsi alla lotta, intraprendendo un altro tour insieme all’ex rivale Tom Cannon.
Una sua ulteriore sfida a Muldoon, per un rematch da tenersi al Madison Square Garden, rimase senza risposta: il rivale era già impegnato in un tour negli Stati Uniti occidentali con la troupe di Madame Modjeska.
Nel frattempo, un antico rivale di Tom Cannon, Joe Acton, era arrivato in America e lo aveva sconfitto.
Whister mise il palio la sua pretesa al titolo in un incontro tenutosi al Madison Square Garden, che terminò in un pareggio.
Il risultato fu dannoso per la sua reputazione: un uomo più piccolo di lui lo aveva dominato per tutta la durata del match, e tutta la sua superiorità fisica era stata a malapena sufficiente per strappare un pareggio.
In un torneo tenutosi a St.Louis nel 1883, Whistler vinse nella categoria della Greco Romana, e arrivò secondo, dietro a Edwin Bibby, in quella del Catch Wrestling.
Al successo sportivo non corrispose però quello del pubblico: l’interesse del pubblico stava svanendo e il torneo si rivelò un disastro negli incassi.
L’unico incontro che poteva sperare di riaccendere l’interesse dei fan era un rematch con William Muldoon, che si tenne verso la fine del 1883.
Molto più eccitante del primo match tra i due, fu caratterizzato dalla brutalità dell’azione; i due si odiavano e il pubblico poté chiaramente percepirlo.
Dopo quattro ore di lotta, Muldoon sbatté Whistler a terra così violentemente da fratturargli la clavicola.
Whistler intendeva continuare a lottare come se nulla fosse, ma l’arbitro interruppe la contesa e dichiarò Muldoon vincitore.
Non appena si riprese dall’infortunio, sfidò nuovamente Muldoon, e il terzo e ultimo match tra i due si tenne nel Marzo del 1884.
Entrambi i lottatori stettero tutto il tempo sulla difensiva, e, dopo tre ore e dieci minuti, concordarono che l’incontro si era risolto in un pareggio.
Le relazioni tra i due, migliorate dopo l’infortunio di Whistler, si ruppero definitivamente dopo questo incontro: ciascuno dei due accusava l’altro di avere iniziato lo stallo.
Mentre l’interesse verso la lotta si stava spegnendo in California, Muldoon si spostò a est, mentre Whistler continuò a lottare nella costa occidentale, in incontri che generavano sempre meno pubblico e interesse.
Nel tentativo di rivitalizzare la sua carriera, tentò la strada del pugilato.
Ma, come Frank Gotch dopo di lui, anche Whistler scoprì che lotta e pugilato non sono la stessa cosa, e che essere un campione in una disciplina può non significare nulla nell’altra: il 1 Gennaio del 1885, a San Francisco, venne messo rapidamente KO da un professionista.
Poco dopo, Professor William Miller propose a Whistler un tour dell’Australia, al termine del quale si sarebbero affrontati per determinare il campione di Lotta Greco Romana.
Accettata l’offerta, Whistler inanellò una serie di vittorie sul suolo australiano, e affrontò e sconfisse Miller nel Settembre del 1885, a Melbourne.
La forza e l’aggressività di Miller lo resero un idolo agli occhi degli australiani, che sembravano molto più entusiasti della lotta rispetto agli statunitensi.
Tuttavia, il trionfo ebbe un risvolto tragico: Whistler, entusiasta della vittoria, si abbandonò a un mese intero di festeggiamenti, contrasse la polmonite e, il 6 Novembre, morì, a soli 29 anni.
Sulla sua morte circolano diverse versioni: secondo alcuni la polmonite fu causata dagli eccessivi stravizi, secondo altri Whistler, mentre era ubriaco, accettò, per scommessa, di inghiottire un bicchiere di vetro.
Tutti i lottatori del suo tempo, incluso Muldoon, lo ricordarono come uno dei wrestler più forti e coraggiosi del mondo.

Theobaud Bauer


Theobaud Bauer

Theobaud Bauer può essere ricordato, nella storia del wrestling professionistico, per due importanti ragioni: si tratta, con tutta probabilità, del primo lottatore mascherato ed ha introdotto lo stile Greco Romano negli Stati Uniti.
Il “lottatore mascherato di Parigi” elettrizzò il pubblico francese, che non aveva mai visto nulla di simile, diventando in breve un vero e proprio fenomeno popolare.
Nessuno conosceva l’identità del lottatore, e nacquero diverse leggende, che sostenevano che si trattasse di un nobile che non poteva permettersi di combattere in un ring con la sua vera identità.
Nel corso del tempo, diversi uomini hanno proclamato di essere il lottatore mascherato, ma oggi si è quasi sicuri che dietro alla maschera si nascondesse Bauer.
Oltre al mistero rappresentato dalla maschera, l’enigmatico lottatore, apparso nella seconda metà del 1867, sapeva anche il fatto suo sul ring, visto che nessuno dei professionisti francesi riusciva a batterlo.
All’inizio del 1875, abbandonata la sua parte di lottatore mascherato, Bauer arrivò a New York, senza trovare nessuno disposto a combattere contro di lui.
Allora, si trasferì a San Francisco, dove affrontò Louis Gerichten.
Quello di Gerichten è un nome che non dice nulla al pubblico moderno, ma allora era considerato praticamente invincibile: pugile, ginnasta e istruttore di lotta, fu un atleta con pochi eguali.
Tuttavia, Bauer lo dominò senza particolari difficoltà, battendolo in due cadute consecutive.
Fu in questo match che venne dimostrata la forza dello stile Greco Romano, che divenne rapidamente il più popolare e importante degli Stati Uniti.
Tuttavia, il pubblico americano non poteva appassionarsi troppo alle gesta di un lottatore straniero e, anche se il nuovo stile si stava diffondendo, per imporsi definitivamente aveva bisogno di un portabandiera americano (la stessa cosa che avvenne, anni più tardi, con il Catch: importato da immigrati inglesi, raggiunse il massimo della popolarità solo quando il campione divenne Evan Lewis).
Inizialment, l’Olympic Athletic Club di San Francisco ripose le sue speranze su William Miller, fatto arrivare appositamente dall’Australia per affrontare Bauer.
Miller, campione di lotta e di pugilato a mani nude, era considerato uno degli uomini più duri del mondo, ma, contro Bauer, non rimediò una figura molto migliore di quella di Gerichten, venendo anch’esso sconfitto in breve tempo.
Il match creò una sorta di isteria collettiva negli Stati Uniti, con ogni città di medio o grandi dimensioni che spediva il suo campione locale a testare la tecnica e la forza di Bauer.
A emergere vincitore fu, infine, il grande William Muldoon, che divenne il più popolare wrestler degli Stati Uniti.
L’incontro tra i due, tenutosi il 19 Gennaio del 1880, attirò oltre 3000 spettatori, un numero impressionante per l’epoca.
Gli incontri tra Bauer e Muldoon generarono un grande interesse, ma non furono esenti da controversie.
Il famoso giornalista sportivo Al Spink scrisse, in un articolo pubblicato nella Reno Evening Gazette nel 1919:

“Ricordo un incontro in cui i due avversari (Bauer e Muldoon) sembravano fare del loro meglio, ma poi, dietro le quinte, tra una caduta e l’altra, udii Bauer dire a Muldoon:
-Se vuoi che continui, Mul, devi lanciarmi più leggermente di come stai facendo.
Se no, non lotterò più contro di te.-
Per la prima volta, scoprii che tutto il mondo del wrestling era marcio.
In seguito, appresi ulteriori cose, ma questo fu il mio primo risveglio.”

Oltre a combattere con i più importanti wrestler della sua epoca, Bauer si esibì, il 3 Gennaio del 1878, in un incontro, tenutosi al French Theater di New York, con l’orso Martin
L’orso, al quale erano state strappate zanne e artigli, sembrò confuso e incerto sul da farsi, venendo battuto da Bauer dopo quindici minuti di lotta.

Campioni del diciannovesimo secolo:

Collar And Elbow Champions

Colonel James H.McLaughlin (1870 – 28 Dicembre 1876)
Nel 1870, McLaughlin vince un torneo a Detroit per aggiudicarsi il titolo.

James Owens (28 Dicembre 1876 – 11 Giugno 1879)

Henry Moses Dufur (11 Giugno 1879 – 1884)

John McMahon (1884)
L’ultimo campione dello stile, sconfigge Henry Moses Dufur nel 1884.

Greco-Roman Champions:

William Muldoon (19 Gennaio 1880 – 1890)
Muldoon sconfisse Andre Christol il 6 Febbraio del 1877 per il titolo nazionale, aggiudicandosi quello mondiale contro Bauer nel 1880.
Nel 1890 annuncia il suo ritiro, da campione imbattuto.

Ernest Roeber (1890 – 2 Marzo 1893)
Roeber viene sconfitto da Evan Lewsi, nel 1893, in un match di riunificazione, dove il titolo di campione di Lotta Greco Romana viene unito a quello americano.

American Heavyweight Champions:

Edwin Bibby (19 Gennaio 1881 – 7 Agosto 1882)

Joe Acton (7 Agosto 1882 – 11 Aprile 1887)
Acton sconfisse Bibby il 7 Agosto del 1882.
In precedenza, il 9 Dicembre del 1881, aveva sconfitto Tom Cannon a Londra per il Catch As Catch Can Title.

Evan “Strangler” Lewis (11 Aprile 1887 – 20 Aprile 1895)

Martin “Farmer” Burns (20 Aprile 1895 – 26 Ottobre 1897)

Dan McLeod (26 Ottobre 1897 – 7 Novembre 1901)
McLeod verrà sconfitto da Tom Jenkins nel 1901.

 

Nicola

 

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