Baltimora, 1904: la grande rivalità tra un promoter e un wrestler

Oggi un’evenienza assai rara. Per molto tempo gli incontri shoot sono stati tutt’altro che infrequenti nel wrestling professionistico americano: era consuetudine comune, per i lottatori, lanciare sfide aperte ai membri del pubblico.
Anche in questo caso, come nella maggioranza degli incontri tra wrestler, molti di questi match erano work, organizzati con membri della troupe, conosciuti come “sticks”, nascosti tra il pubblico.
E tuttavia, la possibilità di affrontare qualcuno disposto a fare sul serio, semplici “duri” del paese, combattenti da strada o anche lottatori non professionisti, era sempre presente,e ogni troupe doveva sempre avere a disposizione uno shooter per l’occasione.
Il tipo di shooter più ricercato e richiesto era il “Combination Man”, una persona cioè versata sia nel Catch Wrestling che nel pugilato, e che quindi potesse accettare le sfide di personaggi pericolosi con qualunque stile o regola.
Per capire a fondo la reale pericolosità di questi scontri, è necessario tenere presente che il pubblico dell’epoca era molto diverso da quello di oggi, ed era composto per lo più da lavoratori manuali, contadini o boscaioli.
Uomini magari non particolarmente versati nell’arte della lotta, ma dotati di una forza fisica notevole, che era meglio non prendere troppo sottogamba.
Karl Von Hess, un Combination Man degli anni ’50, in una intervista concessa allo storico americano del wrestling Mark S.Hewitt, ha ricordato:

“Boscaioli e camionisti…potevano staccarti la testa dal collo se riuscivano ad afferrarti.
Non dovevi offrire loro nessuna possibilità di prenderti…
Ci voleva un po’ di tempo per capire come fare.
Qualche volta capitava di essere afferrato e allora era finita…questi tizi tentavano qualsiasi mezzo per avere la meglio.
I boscaioli più grosso ti strizzavano come uva, pensavi che le costole ti stessero per uscire dalle orecchie, avevi giusto due o tre secondi per reagire.
Dopodiché, boom!, era finita.
C’era bisogno di uno shooter, e io ero uno shooter esperto.
Mi occupavo dei problemi che gli altri ragazzi, non potevano risolvere”.

Dick Cardinal, altro esperto shooter, dell’epoca, aggiunge, ricordando le sue esperienze:

“Ho avuto centinaia di incontri shoot con i duri del paese: contadini, cowboy..relativamente facili da battere, li portavamo a terra, solitamente con una Leg Dive, e, una volta lì, rimanevano senza fiato dopo due o tre minuti e potevi fare con loro quello che volevi.
Ho lottato con amatori molto bravi, ma non erano una grande minaccia, perché lottavano, appunto, come amatori, non sapevano difendersi dagli hook, come la Face Lock, il Double Wristlock e il Toehold.”

Non sempre, in queste sfide, l’avversario era uno solo: lo stesso Von Hess ricorda di avere dovuto lottare contro diciassette marinai nel corso di una giornata, senza contare le scommesse, piuttosto comuni, in cui un lottatore doveva battere tutti i membri della squadra di football locale.
E un lottatore a cui capitava di perdere troppo spesso rimaneva presto disoccupato.
Anche tra lottatori avvenivano abbastanza comunemente match non predeterminati, chiamati in gergo “Blood Match” o anche, nella frequente eventualità che intorno all’incontro ci fosse un giro di scommesse, “Money Match”.
A dire la verità, la grande maggioranza di questi incontri non avvenivano in pubblico.
Oggi, nel business del wrestling, tutto si svolge in funzione dello spettacolo e dei ratings, ma, una parte significativa della storia della disciplina si è svolta nell’ombra, lontano dai riflettori: incontri privati, tenuti davanti a un pubblico selezionato e facoltoso, dove il denaro degli scommettitori scorreva a fiumi e i combattenti non si risparmiavano.
La stampa veniva esplicitamente dissuasa dal riportarli, e della stragrande maggioranza di loro non è rimasta traccia, se non, in alcune tragiche occasioni, per la morte di qualche wrestler.
Altri Blood Match, però, avvenivano alla luce del sole, per sistemare risentimenti privati, o per dare una lezione a qualcuno.
Uno degli esempi più famosi accadde a Baltimora, nel 1904.

Gus Schoenlein, conosciuto da tutti, nel mondo della lotta, come Americus, era un wrestler tecnico e idolatrato dal pubblico.
Di tale successo, in effetti, che pensò di mettersi in proprio, abbandonando Charles Weiss, il suo primo manager.
La rottura fra i due fu burrascosa, e Weiss, in cerca di rivincita, cominciò a cercare un lottatore in grado di sconfiggere il suo ex protetto.

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Americus
La sua prima scelta fu Young Fairmont, un altro dei suoi uomini.
Weiss scommise mille dollari su Fairmont, che affrontò Americus in un incontro senza esclusione di colpi (No Holds Barred) e senza limite di tempo, venendo però sconfitto.
Ma Fairmont non era l’atleta più forte della scuderia di Fairmont: Shad Link, considerato da molti l’uomo più possente di tutto il Maryland, lo era.
Avendo svolto il mestiere di fabbro fin da tenera età, Link aveva sviluppato una forza fisica disumana: era capace di maneggiare agevolmente ancore dal peso superiore ai 200 chilogrammi.
Uno dei numeri preferiti dal pubblico era la sua lotta con un toro ammaestrato, che riusciva a sbattere a terra prendendolo per le corna.
Oltre a un fisico fuori dal comune, Link conosceva assai bene Americus, essendo stato suo compagno di allenamento per diversi anni.
Ma tutto ciò non fu sufficiente a Link per sconfiggere Americus, che trionfò anche in questo match.
I due, comunque, rimasero amici anche dopo il loro scontro, e Americus, quando Link, molti anni più tardi, morì, fu uno degli uomini che portavano la sua bara.
Sarà un colpo di fortuna a far incontrare Weiss con l’uomo giusto per ottenere vendetta su Americus: mentre lui e Link stavano viaggiando a Milwaukee incontrarono Fred Beell.
Beell era un assoluto specialista nei “blood match” tenuti in privato, si dice che ne abbia fatti più di qualsiasi altro wrestler.
E, nonostante le dimensioni non enormi, non aveva nessuna paura ad affrontare qualunque avversario, anche il colossale Tom Jenkins.

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Fred Beell

Nato in Germania, Beell era cresciuto a Marshfield, nel Winsconsin.
Dotato di una grande forza fisica naturale, era solito intrattenere il pubblico delle fiere piegando sbarre di ferro e sollevando grossi pesi da terra.
Inizialmente, anche nel wrestling si limitava ad utilizzare le sue capacità fisiche per sconfiggere gli avversari, ma, dopo un anno di allenamento sotto la guida del grande Ed Lewis, aveva notevolmente perfezionato la sua tecnica, al punto da diventare noto per la sua notevole velocità d’esecuzione.
Velocità d’esecuzione tale da permettergli di combattere alla pari anche con uomini esperti e di 20 chili di peso in più.
Il veterano lottatore Harvey Parker, noto come “The Little Daemon”, lo aveva preso sotto la sua protezione, organizzando con lui tour degli Stati Uniti e innumerevoli combattimenti privati.

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Harvey Parker

Weiss si accordç rapidamente con Beell, e il lottatore tedesco lo raggiunge a Baltimora, dove passa il tempo a allenarsi con Fairmont, senza impegnarsi in alcun match.
Nel frattempo, Weiss stabilisce un accordo con Mueller, il nuovo manager di Americus, per un incontro al meglio delle tre cadute su cinque.
L’incontro viene ampiamente pubblicizzato, e attira numerosi scommettitori.
Il 29 Dicembre del 1904, alla Germania Maennerchor Hall, si svolse l’incontro da tutti atteso.
Mentre Frank Kimble sconfigge Young Hercules, e Young Fairmont pareggia in 30 minuti con Max Wiley, il pubblico rumoreggia, desideroso di assistere al tanto atteso match.
Finalmente, Americus e Beell si fronteggiano, entrambi molto cauti, consapevoli della forza e delle capacità dell’altro.
I due avversari, entrambi celebri per la loro fulminea velocità al tappeto, si portano ripetutamente a terra con perfetti takedown, ma nessuno riesce ad assicurarsi una presa vincente sull’altro.
Un giornalista locale scriverà, il giorno dopo l’incontro, che i due contendenti sono pari in tutto e per tutto, e che solo la resistenza ha determinato il vincitore.
Ci sono momenti di tensione quando, con i due lottatori avvinghiati a terra, sembra che Beell stia strangolando Americus.
Il pubblico comincia a inferocirsi, e uno dei secondi di Americus irrompe sul ring, ma l’arbitro, un veterano di incontri di wrestling e pugilato, e avvezzo a queste situazioni burrascose, riesce a riportare l’ordine, dopo essersi accertato che non è stata commessa alcuna infrazione.
Dopo questa breve interruzione, e un’ora di lotta ininterrotta, finalmente Beell riesce ad assicurarsi il primo schienamento con un doppio hammerlock.
Per Beell assicurarsi la seconda caduta sarà ancora più difficile, visto che Americus gioca prevalentemente sulla difensiva, ma, alla fine, dopo un’altra, estenuante, ora di combattimento, riuscirà a far toccare a terra entrambe le spalle dell’avversario.
La terza ripresa inizerà a mezzanotte passata, e, a questo punto, Americus appare stanco e provato: Beell lo riesce a battere in pochi minuti con un armlock.
Weiss si è preso la sua vendetta, e può raccogliere i soldi delle scommesse; entrambi i wrestler, probabilmente, non vedevano l’ora che lo sfiancante match finisse.

Sia Beell che Americus continueranno la loro carriera di wrestler professionisti dopo questo Blood Match.
Beell sarà uno dei pochi uomini a sconfiggere due autentiche leggende come Farmer Burns e Frank Gotch (anche se il match con Gotch è considerato da diversi esperti un work).
Nel 1933, ritiratosi dal mondo della lotta e diventato poliziotto, rimarrà ucciso in una sparatoria.
Americus continuerà a lottare ancora per molti anni, per poi diventare allenatore della squadra locale di wrestling e pugilato, e morirà nel 1958.
Entrambi sono ricordati oggi come leggende del wrestling americano.

A cura di Nicola Medici

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