Intervista a Mike Raho, l’unico allievo italiano di Billy Robinson

(Data originale di pubblicazione: 22 Marzo 2014)

Il 27 Febbraio 2014 è venuto a mancare Billy Robinson, grande wrestler britannico.
Robinson è stato un wrestler nel senso più completo del termine: non solo un grande intrattenitore, ma anche un profondo conoscitore del Catch Wrestling, che ha imparato nel leggendario Snake Pit di Wigan.


Billy Robinson con Mike Raho
Ha avuto un importante ruolo nell’allenare autentiche leggende del combattimento come Sakuraba e Josh Barnett.
Per onorare la sua memoria, Real Hookers ha intervistato Mike Raho, wrestler della ICW e suo allievo nell’arte del Catch Wrestling.

Come hai conosciuto Bill Robinson?

Grazie per il tuo interessamento a Billy Robinson e al Catch Wrestling, leggo sempre con interesse il tuo editoriale “Real Hookers”.
Ho conosciuto Billy nel 2009 a Salt Lake City, prima di allora lo avevo sentito nominare nei libri e nelle riviste di wrestling.

Robinson, così come il suo insegnante, il leggendario Billy Riley, era noto per i suoi durissimi metodi di allenamento.
Anche tu sei stato allenato con i tradizionali metodi dello Snake Pit?

Della leggendaria Snake Pit di Wigan conosco la fama e le storie che mi ha raccontato Billy, erano allenamenti molto competitivi dove ogni giorno dovevi dimostrare di avere il cuore e la forza per continuare ad allenarti. Da Riley trovavi giovani atleti, campioni sia britannici che internazionali, e diversi veterani che insieme a Riley custodivano e tramandavano l’arte del Catch as Catch Can.
Le tecniche venivano studiate e ripetute centinaia di volte, migliaia se necessario per arrivare a perfezionarle. Lo sparring durava ore o intere giornate e non era concesso cedere troppo velocemente alle submission, inoltre la preparazione fisica ed atletica era durissima. Se non avevi sia le palle che l’umiltà duravi molto poco in quella palestra.
Negli anni in cui l’ho conosciuto, Billy Robinson era molto severo quando allenava, urlava, si incazzava, insultava, a volte ti colpiva con il suo bastone, oppure lo lanciava con rabbia per terra o verso i suoi allievi.
Dietro a questo suo aspetto però notavi subito la sua cura nello spiegare quei piccoli dettagli che perfezionano le tecniche massimizzando la loro efficacia, capivi subito che la sua conoscenza del Catch era enciclopedica e che la sua passione per il catch era sconfinata: In piedi, a terra, Submission, Libera, Greco-romana, Oltre a Wigan aveva girato il mondo incrementando il suo bagaglio tecnico, ed era un ottimo insegnante.
Billy ti insegnava ad imparare, per lui in Catch era una sfida di “Physical Chess”.


Billy Riley

Robinson ti ha mai parlato delle sue esperienze con giganti del wrestling come Lou Thesz e Antonio Inoki?

Certamente! Amava raccontare storie del suo passato, e io da studioso sia del Catch che del Prowrestling ne approfittavo per fargli un sacco di domande, ho felicemente ascoltato ore e ore di racconti sui suoi maestri Billy Riley e Billy Joyce, sui colleghi e avversari quali Karl Gotch, Andre The Giant, Lou Thezs, Bert Assirati, George Gordienko, Jack Brisco, Greg Gagne, Dory Funk Jr. Harley Race, Terry Funk, Nick Bockwinkle, Antonio Inoki, Ray Stevens, Dick Murdoch ecc, oppure su suoi allievi nelle MMA con Sakuraba, Tamura, Josh Barnett o nel Prowrestling con Ric Flair, Curt Heenig, Sgt. Slaughter, Iron Sheik, Jim Brunzell ecc.

Che tipo di persona era Billy Robinson?
Corrispondono al vero le affermazioni fatte su di lui da alcuni suoi ex colleghi, in particolare Jesse Ventura, che lo descrivono come un uomo dal carattere molto difficile?

Billy era una rock star della lotta, amava divertirsi, raccontare storie, bere e mangiare, chiaccherava con le ragazze e aveva un gran senso dell’umorismo, era una grande persona!
Sicuramente da giovane invece era molto più difficile come persona, lui viveva per dimostrare di essere il miglior lottatore al mondo, e molto probabilmente per un periodo lo è stato.

Un tempo un wrestler, per essere considerato un buon worker, doveva fare in modo che il suo incontro sembrasse reale.
Oggi, questo aspetto è completamente venuto meno, a favore della spettacolarità e della capacità di intrattenere il pubblico.
Stando così le cose, può ancora essere utile, per un pro wrestler, la conoscenza del Catch Wrestling?

Non solo doveva sembrare più reale, ma visto il numero di federazioni, territori e rivalità tra promoters, un tempo un buon worker per arrivare ad essere campione doveva assicurare la dirigenza di saper proteggere il titolo anche in situazioni di shoot.
La conoscenza del Catch Wrestling al giorno d’oggi può essere utilissima per un Pro wrestler, non solo per la sua credibilità nello stile, ma anche perché sono convintissimo che nel Pro wrestling c’è sicuramente spazio per ottimi wrestlers che si affidano ad uno stile tecnico basato sulle submission.
Il bello del prowrestling è proprio il fatto che c’è spazio per i giganti, gli high flyers, i brawlers, i tecnici, ecc.

E’ un’affermazione ripetuta spesso che, mentre gli stili di combattimento basati sullo striking presentano differenze anche rilevanti, quelli lottatori parlano, in fondo, un linguaggio comune.
Cosa distingue il Catch Wrestling da altre discipline di grappling, in particolare dal BJJ?

L’umano lotta dall’inizio dei tempi, ci sono immagini di lotta che provengono da statue Sumere, dalle tombe Egizie, da vasi e statue della Grecia classica, e altri reperti che dimostrano come la lotta sia sempre stata presente in ogni parte del mondo. Troviamo la lotta anche nelle leggende personaggi mitologici come i fratelli Krishna e Balarama che affrontano i lottatori di Kamsa, oppure Giacobbe che lotta contro l’Angelo.
Sicuramente un filo comune avvicina tutti gli stili di combattimento a terra, per quello che riguarda le differenze tra Catch e BJJ se ne possono trovare molte, dall’abbigliamento alle regole, nel Catch si vince anche per pin (schienamento) di 3 secondi, nel Catch ogni tipo di submission è lecita e legale, un incontro di Catch solitamente dura più a lungo. Per quello che riguarda lo stile penso che il Catch sia molto più aggressivo, brutale e doloroso.

”Physical Chess” la biografia di Robinson, non è solo la storia della vita di un wrestler, ma anche uno straordinario spaccato della vita inglese degli anni ’30 e del primo dopoguerra.
E’ incredibile pensare, oggi, che, ancora nei primi decenni del ‘900, l’aspettativa di vita media di un uomo del Lancashire fosse di poco superiore ai 20 anni!
Quanto pensi che l’incredibile durezza di quelle condizioni di vita abbia condizionato lo sviluppo del Catch As Catch Can?
E oggi, il radicale cambiamento della situazione economica e sociale non rischia di rendere più difficile il tramandare in modo corretto la disciplina?

Hai centrato il punto, il Catch Wrestling appartiene ad un’altra epoca, i lottatori di Catch arrivavano da una povertà estrema, vincere incontri poteva fare guadagnare molti più soldi di quanto facesse guadagnare il normale lavoro di ogni giorno, a Wigan trovavi minatori e marinai, le risse erano frequenti come lo erano le scommesse sugli incontri. Si lottava nelle palestre, sui ring, ma anche per strada, sui prati ecc.
Alle persone a cui interessa seriamente lo studio del Catch consiglio sempre di leggere “The Road to Wigan Pier” di George Orwell, è forse la più accurata descrizione di cosa volesse dire vivere a Wigan in quel periodo storico.

Grandi hooker americani come Joe Stecher, John Pesek e Ad Santel erano noti per il loro incredibile “leg wrestling”, questi uomini potevano usare le loro gambe come se fossero un altro paio di braccia.
Questo aspetto viene ancora insegnato?
Avete metodologie particolari di allenamento per la parte inferiore del corpo?

Il “leg wrestling” si è un pò perso nel tempo, ma si trova ancora nel Catch e anche nella lotta libera, il leg wrestling non è solo inteso come eseguire submission usando le gambe come la leggendaria body scissor di Stecher, ma è soprattutto visto nelle fasi di controllo come il leg riding, poi c’è l’arte del portare l’avversario in pin usando le gambe, oltre che nelle transizioni per passare da una mossa all’altra.


Joe Stecher, leggendario catch wrestler americano, nonché il più giovane campione mondiale della storia, era celebre per la sua micidiale Body Scissors

Come vedi il futuro del Catch Wrestling?
Si tratta, come sosteneva Lou Thesz negli ultimi anni della sua vita, di un’arte ormai perduta o ha un futuro davanti a se?

Penso che il Catch stia piano piano facendosi spazio tra le altre forme di lotta, ovviamente serve un Catch Wrestler di punta che aiuti a dare credibilità allo stile oltre che farlo tornare di moda. Basta pensare all’influenza che Gotch, Robinson e Thesz hanno avuto sul Giappone, oppure la leggenda che è stato Sakuraba.
Penso e spero che il Catch non morirà mai, ma per una esplosione di popolarità serve un nuovo Gotch, Robinson, Thezs o Sakuraba, serve un nuovo portabandiera che sia in cima alla catena alimentare della lotta, molti pensano che Josh Barnett potrebbe diventare questa figura

Esiste la possibilità di apprendere il Catch Wrestling in Italia?

Catch Wrestling Italia organizza uno o due stage all’anno insieme a Scientific Wrestling, abbiamo portato Billy Robinson in Italia nel 2012 e 2013, stavamo organizzando per il 2014 quando Billy è mancato…
Durante l’anno tengo diversi stage in giro per l’Italia, e sono disponibile per stage di gruppo o stage privati.

Domanda scherzosa: hai mai avuto il desiderio di fare uno shoot a un tuo collega?

Certo a volte mi è capitato di incazzarmi sul ring e voler “shootare”, ma mi sono sempre controllato per essere professionale.
Comunque in ICW c’è sempre qualcuno disponibile per un pò di shoot, basta chiedere!

Infine, volevo chiederti una tua opinione sulla scena del wrestling italiano.

Posso parlarti della Italian Championship Wrestling, che è la realtà che conosco, abbiamo fatto grandi passi dal 2001 e siamo cresciuti e migliorati molto. Penso che non si sia ancora formato uno stile che si possa identificare all’Italia.
Paesi come America e Canada, Giappone, Messico, Inghilterra e in modo minore anche Germania hanno uno stile particolare di wrestling che si identifica con lo specifico paese di origine.
In Italia c’è un amalgama di diversi stili, In ICW per esempio ci sono lottatori come Manuel Majoli che si è allenato sia in Giappone per la Michinoku che in America da Dory Funk Jr. e che usa un wrestling in stile Puroresu, Mr. Excellent si è specializzato in UK nello stile di chain-wrestling Inglese, io mi sono specializzato nel Catch Wrestling ma per anni ero influenzato dallo stile Hard Core Americano, Red Devil è stato forse il primo in Italia ad utilizzare un wrestling in stile Lucha Messicana.
La ICW ha ospitato oltre 20 stage con professionisti stranieri del calibro di El Generico, Nigel McGuinness, Dick Togo, Mike Quackenbush, Chris Hero ecc.
Inoltre, wrestlers ICW come Kaio, Red Devil, Charlie Kid, Mr. Excellent, Doblone ecc. hanno lottato in tutta Europa e la nostra Queen Maya è una delle migliori wrestlers Europee. Penso che il wrestling Italiano sta crescendo e che continuerà a migliorare.   

 

Nicola Medici

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