Wrestling & Cinema: The Expandables – Duello all’ultimo sangue tra Stallone e Stone Cold

Wrestling & Cinema: The Expandables – Duello all’ultimo sangue tra Stallone e Stone Cold

Titolo originale:  The Expendables
Titolo italiano: I Mercenari
Produzione:  USA , Brasile
Anno: 2010
Data di uscita negli Usa: 13 agosto
Data di uscita in Italia: 1 settembre
Durata: 103 minuti circa
Genere:  avventura, azione
Regia: Sylvester Stallone
Soggetto: Dave Callaham
Sceneggiatura: Dave Callaham, Sylvester Stallone
Studio di produzione: Millennium Films, Nu Image Films, Rogue Marble
Produttore: Avi Lerner, Kevin King Templeton, John Thompson, Robert Earl
Distribuzione: Lionsgate
Musiche: Brian Tyler

Cast: Sylvester Stallone (Barney “The Schizo” Ross), Arnold Schwarzenegger (Trench), Bruce Willis (Church), Jason Statham (Lee Christmas), Jet Li (Yin Yang), Mickey Rourke (Tool), Dolph Lundgren (Gunnar Jensen), Randy Couture (Toll Road), Steve Austin (Dan Paine), Eric Roberts (James Monroe), Terry Crews (Hale Caesar), David Zayas (Generale Garza), Giselle Itié (Sandra), Lauren Jones (Cheyenne), Charisma Carpenter (Lacy), Gary Daniels (The Brit).

Trama
Barney Ross e la sua squadra di mercenari vengono ingaggiati da un misterioso agente della CIA per eliminare il generale Gaza, lo spietato dittatore dell’isola di Vilena che è da tempo in affari con alcuni potenti signori della droga. La missione prende tuttavia una piega imprevista, perché i mercenari se la devono vedere non solo con le agguerrite milizie di Garza e con il pericolosissimo ex agente CIA James Monroe, ma anche con alcuni loro demoni interiori e fantasmi del passato.

Recensione
The Expendables ha il grandissimo pregio di aver riportato in vita una tipologia di action movie, quello anni ‘80, che sembrava ormai definitivamente abbandonato in favore di nuove produzioni stracolme di CG, protagonisti patinati, “filtri” da videoclip e effetti 3D: la pellicola rappresenta infatti un ritorno al passato, una lezione di cinema “old style” in cui si spara tanto, si picchia ancora di più, si sfoggiano possenti muscoli e si schivano migliaia di proiettili, trovando però sempre il momento giusto per una battuta che smorzi la disinvoltura con cui si passa da un massacro all’altro.

 

La regia di Stallone convince e a tratti emoziona, grazie soprattutto alle adrenaliniche scene di combattimento girate in modo impeccabile e in grado di esaltare le doti fisiche e guerrafondaie di tutto i grossi “nomi” reclutati per l’occasione: è vero, nel film non mancano le imperfezioni, in qualche punto il montaggio appare caotico e ci sono delle inquadrature non sempre ispirate, alcuni effetti hanno una realizzazione abbastanza grezza, certi dialoghi sono fin troppo sopra le righe e storia e personaggi avrebbero senza dubbio meritato un maggiore approfondimento (è probabile che si rimedi a gran parte di questi difetti nella già annunciata director’s cut per il mercato home video come nel caso dell’ultimo Rambo), ma è innegabile che The Expendables diverta dall’inizio alla fine con le sue dosi massicce di violenza liberatoria e il suo ritmo scanzonato, risultando gradevole sia a chi l’era dei film “esplosivi”  degli anni ‘80 l’ha vissuta e amata, sia allo spettatore casuale che vuole solo trascorrere un’ora e mezza in totale disimpegno.

 

Il vero punto di forza della pellicola resta tuttavia il cast straordinario di vecchie glorie e di giovani attori che Stallone è riuscito a mettere insieme: un applauso va senza dubbio a Dolph Lundgren per il suo personaggio tormentato (che spicca in un contesto dove il profilo psicologico è di solito molto secondario se non del tutto assente) e a un Jason Statham più bravo a lanciare coltelli che a risolvere i suoi problemi di cuore, senza ad ogni modo dimenticare i “colossi” Randy Couture e Terry Crews che, con sorprendente facilità, riescono a cavalcare l’onda dell’autoironia e a dare allo spettatore la piacevole impressione di non essere solo delle monodimensionali macchine di distruzione con il dito indice perennemente sul grilletto.

 

Interessante pure il ruolo “non action” di Mickey Rourke pronto ad offrire il meglio di sé in un inatteso monologo (in cui è sintetizzato il vero senso del film)  e quello “100% action” di Stallone che, nella “coralità” della storia, non pecca mai di egocentrismo: Jet Li al contrario, resta purtroppo abbastanza in ombra (complice un doppiaggio italiano inadeguato) e soffre non poco l’ingombrante presenza dei suoi colleghi, riscattandosi solo nelle occasioni (per sua fortuna abbastanza frequenti) in cui le parole lasciano spazio ai pugni e alle armi. Nessuna chance invece per i cattivi della storia, relegati appunto alla loro funzione di “nemico da spazzare via” e quindi come da tradizione privi di una caratterizzazione accurata.

 

The Expendables è in definitiva un film coraggioso e fuori dal tempo, il simbolo di un filone dimenticato da Hollywood e rimpianto dal pubblico, la zampata feroce dei vecchi leoni (e dei loro eredi) che sanno ancora cosa significhi girare film “alla vecchia maniera” con poche controfigure, tanto sudore e tantissima polvere da sparo nelle narici: a 30 anni dalla prima prova da regista e dopo aver riportato alla ribalta i “leggendari” Rocky e Rambo, Stallone vince così un’altra scommessa con il pubblico, inaugurando con il botto il suo terzo franchise di successo e riconfermandosi di nuovo, per quei pochi che ancora non se ne sono resi conto o che continuano a criticarlo a sproposito, uno degli artisti più poliedrici (e sottovalutati) del cinema moderno.

L’infortunio di Stallone
Durante il brutale duello contro Steve Austin, Stallone ha preteso di girare l’intera scena senza l’ausilio di controfigure: il prezzo pagato per questa scelta tanto coraggiosa quanto folle è stato altissimo, dato che Sly ha riportato un grave infortunio al collo e si è dovuto sottoporre a un delicato intervento chirurgico per inserire una placca metallica tra le vertebre fratturate. Quando si è diffusa la notizia, in un primo momento si era pensato al classico rumor messo in circolazione per far pubblicità al film, ma appena Stallone ha inviato al sito Stallonezone.com le radiografie post operazione del suo collo, nessuno ha avuto più dubbi sull’autenticità della storia…

La “storica” scena con Schwarzenegger e Willis
La famosa scena in cui Stallone recita per la prima volta in carriera insieme a Arnold Schwarzenegger e a Bruce Willis è già considerata una pietra miliare nella storia del cinema: le riprese hanno avuto luogo nel corso di una sola mattinata in una chiesa di Los Angeles e il risultato è un’epica sequenza che, nonostante la sua eccessiva brevità, getta delle basi molto interessanti per il sequel del film. Dopo il clamore suscitato da questo cameo, la  presenza sia di Schwarzy che di Willis in Expendables 2 (in dei ruoli più corposi e definiti) appare infatti praticamente certa e già dalle prime indiscrezioni (Bruce Willis nel ruolo del villain e Schwarzenegger a capo di un’altra squadra di mercenari composta da nuovi importanti nomi)  si preannuncia a dir poco esplosiva.

 


L’interpretazione di Steve Austin
Trovarsi fianco a fianco con quasi tutte le più grandi stelle degli action movies degli ultimi 25 anni e riuscire a fare una figura almeno dignitosa non era poi una cosa così facile e scontata eppure, per la gioia dei suoi numerosissimi fans, il nostro Stone Cold è riuscito nell’intento risparmiandoci l’ennesima insipida e deludente comparsata di un wrestler (o nel suo caso un ex wrestler) nel mondo del cinema. Indubbiamente il personaggio da Dan Paine, con un approfondimento psicologico pari a zero e delle battute quasi monosillabiche lo ha agevolato abbastanza nel compito però, analizzando la sua interpretazione, non si deve cadere nella facile trappola dello stereotipato tirapiedi muscoloso e senza cervello che il protagonista riesce a fregare in meno di un minuto ricorrendo all’astuzia: Austin lascia davvero interdetti per la sua inquietante “cattiveria” e, se nelle prima metà del film si limita a grugnire alle spalle di Eric Roberts, non appena si comincia a menare le mani “esplode” sullo schermo con una brutalità e un sadismo pazzeschi, facendo capire subito agli spettatori che sbarrazzarsi di lui sarà dura per chiunque. Nei due duelli all’ultimo sangue con Stallone e Randy Couture (dove oltre a pugni e calci si lotta anche a suon di mosse di wrestling) Austin ci offre una prova da grande professionista e, contro ogni pronostico, non perde mai il passo del resto del cast sfruttando al massimo sia la fisicità che le sue modeste ma genuine doti recitative: l’ennesima conferma che Stallone non ha ancora perso il suo “tocco magico” quando si tratta di attingere alle inesauribili risorse “offerte” dal mondo del wrestling…

 


Il cast di The Expendables: chi non c’era e chi avrebbe dovuto esserci…
In un film come The Expendables non potevano mancare i colpi di scena nella ricerca dell’attore adatto ad interpretare un certo personaggio o nel tentativo di convincere le varie stelle degli action movies anni ’80 e ’90 a partecipare alle riprese: Ecco qui di seguito una sintetica lista di tutti i nomi contattati e delle curiosità legate alla creazione del cast…

– I primi due attori scelti da Stallone sono stati Jason Statham e Jet Li.

– 50 Cent era stato scelto per il ruolo di Hale Caesar ma poi Stallone gli ha preferito Terry Crews vista anche la reazione piuttosto fredda dei suoi fans sul web all’idea di scritturare il celebre rapper.

– Il ruolo di Dolph Lundgren era stato inizialmente pensato per Jean Claude Van Damme che tuttavia non ha accettato: le ragioni del rifiuto non sono mai state chiarite o meglio, ne sono state date varie versioni abbastanza contrastanti tra loro. Van Damme sostiene di aver ricevuto pochissimi dettagli sul suo personaggio e di aver depennato l’invito perché intenzionato a chiudere una volta per tutte con i film d’azione (salvo poi ritornare sui suoi passi pochi mesi dopo con “Universal Soldier: Regeneration”), Stallone invece ha dichiarato che l’attore belga aveva pretese eccessive per il suo ingaggio e soprattutto non era disposto a perdere un combattimento a mani nude contro Jet Li. Qualunque sia la verità, pare che Van Damme si sia letteralmente mangiato le mani una volta visto il successo ottenuto dal film e che abbia dato la sua disponibilità per apparire nel sequel.

– Steven Seagal ha rifiutato a causa di vecchi dissapori con il produttore Avi Lerner

– Danny Trejo era già stato annunciato ufficialmente nel cast ma ha dovuto rifiutare perché le riprese coincidevano con quelle di Machete: la produzione spera di recuperarlo nel sequel.

– Kurt Russell ha rifiutato perché, a differenza di Van Damme, sembra aver davvero abbandonato il genere action.

– Wesley Snipes non ha potuto partecipare a causa dei suoi problemi con la legge (su di lui grava una condanna per evasione fiscale e non può espatriare senza l’autorizzazione del tribunale).

– Forest Whitaker ha rifiutato perché, come nel caso di Danny Drejo, aveva già confermato la sua presenza sul set di altre produzioni.

– Jackie Chan ha rifiutato per via di vecchi rancori con Stallone.

– Chuck Norris non ha accettato per motivi sconosciuti ma sul web c’è una fitta schiera di sostenitori che chiede a gran voce almeno un suo cameo nel sequel.

– Le partecipazioni a sorpresa di Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis sono state ufficializzate solo verso la fine delle riprese.


Curiosità
I coltelli usati da Dolph Lundgren a da Stallone sono stati realizzati dal maestro Gil Hibben, lo stesso creatore delle celebri “lame” di Rambo III e IV.

In alcune scene Stallone indossa una protezione in pelle sulla mano sinistra per nascondere la fasciatura intorno al pollice (fratturato mentre provava la coreografia di un combattimento).

Il tatuaggio con il logo dei mercenari disegnato sul braccio di Terry Crews è grosso quanto quello che Stallone si fa tatuare a tutta schiena da Mickey Rourke.

I vistosi tatuaggi che Stallone ha su entrambe le spalle sono veri.

Le riprese del film sono iniziate il 28 marzo 2009 e sono terminate il 1° luglio a New Orleans. La scena nella chiesa con Schwarzenegger e Willis è stata però girata il successivo 27 ottobre.

 

T.C. The Punisher

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