Wladek Zbyszko contro John Pesek

Wladek Zbyszko contro John Pesek

Il ritiro e poi la prematura scomparsa di Frank Gotch lasciarono l’ambito titolo di campione del mondo senza un preciso padrone.
La circostanza provocò una nuova fiammata d’interesse verso uno sport ormai declinante: Gotch era percepito come invincibile, e, finché lui era coinvolto, nessun incontro per il titolo poteva provocare grandi emozione.
D’altra parte, però, nessun altro lottatore godeva della sua reputazione, del suo prestigio e della sua fama a livello nazionale.
A questo bisogna aggiungere il fatto che non esisteva, contrariamente ad altri sport, una federazione nazionale che potesse stabilire ufficialmente un nuovo campione.
In queste circostanze, era inevitabile una guerra tra promoter e lottatori per il dominio sul business.
Lo scontro produsse una manciata di incontri shoot, ma, una volta che l’ordine fu ristabilito, e che i promoter arrivarono a stabilire un ordine per loro soddisfacente, questi divennero sempre più rari.
I work erano sempre esistiti, nella scena inglese e statunitense, ma, a partire dalla fine della Prima Guerra Mondiale, divennero assolutamente la norma.
Il tempo del Pro Wrestling come legittima competizione sportiva era finito per sempre.
Già negli anni ’30, nessuno poteva pensare alla stragrande maggioranza degli incontri come reali.
Come scrisse il giornalista Robert Weaver:

“…negli ultimi anni il wrestling è diventato uno sport professionistico, e chiunque abbia assistito a un match ammetterà senza problemi che non si tratta di altro che di spettacolo.”

Lo stesso Frank Gotch, nel Gennaio del 1914, aveva proposto una soluzione al caos che regnava nel wrestling: un incontro tra Fred Beell e Gus “Americus” Schoenlein avrebbe, secondo lui, dovuto determinare il nuovo campione.
Ma intanto, Henry Ordemann, Jess Westegard e Benjamin Roller si erano già dichiarati campioni del mondo.
E, meno di un anno dopo, Charles Cutler, già campione americano, si proclamerà a sua volta detentore del titolo mondiale.
Per rendere la situazione ancora più complicata, Gotch continuerà a lottare sporadicamente fino alla sua morte, sconfiggendo anche lottatori di primo piano come i già citati Cutler e Ordemann.
Vittorie che non aiutavano certo a far assumere credibilità ai nuovi campioni.
La situazione caotica fece, pian piano, scendere sempre di più le quotazioni della disciplina, fino a quando, nel Luglio del 1915, Joe Stecher, con un’inaspettata vittoria su Cutler, non divenne il nuovo campione riconosciuto.
Nonostante una sconfitta con John Olin, che avrà un regno brevissimo, Stecher rimarrà il campione incontrastato fino al 1917.
Probabilmente l’ultimo campione a dover affrontare una serie di match shoot per difendere la cintura.
E tuttavia, questi match dimostrarono che il pubblico difficilmente digeriva degli autentici match: troppo lunghi, noiosi e privi di azioni spettacolari per poter coinvolgere ed appassionare.
In particolare, il match del Luglio 1916 tra Stecher e Lewis, conclusosi in parità dopo cinque, estenuanti tanto per i contendenti che per il pubblico, ore è considerato l’ultimo match autentico per il titolo.
Con il pubblico in costante calo, e senza una figura carismatica in grado di tenere accesa l’attenzione come Frank Gotch, il wrestling, per sopravvivere, dovette cambiare pelle.
E trasformarsi in puro intrattenimento, camuffato da competizione sportiva.
Una manciata di promoter, manager e wrestler furono i protagonisti di questa grande trasformazione.
Diversi di loro provenivano dal mondo delle fiere, ed avevano ereditato la cinica mentalità di quell’ambiente, dove gli spettatori erano semplici “mark” da sfruttare e ai quali togliere i loro sudati guadagni.
Il più importante di questi uomini fu senza dubbio Jack Curley, che abbiamo già visto svolgere un ruolo decisivo nella seconda parte della carriera di Frank Gotch.
Nell’ultima parte del 1915, Curley abbandonerà definitivamente il pugilato per dedicarsi esclusivamente al wrestling.


Jack Curley, al centro

La sua base era il Madison Square Garden di New York, e da lì partì alla conquista di tutto il Nordest.
La costruzione del suo impero fu senz’altro favorita dal momento difficile del pugilato, che continuava a essere oggetto di proibizioni in diversi stati.
E tuttavia, l’intraprendente promoter aveva di fronte una grande difficoltà: non esistevano wrestler particolarmente importanti nelle zone limitrofe a New York.
Farmer Burns e Frank Gotch erano entrambi dello Iowa, Joe Stecher del Nebraska…il cuore del wrestling americano era situato nel Midwest.
Per consolidare il suo potere, Curley aveva bisogno di legami con i promoter di quella zona.
Il più importante tra di essi era Gene Melady, un ex giocatore di football che aveva fatto fortuna con degli intelligenti investimenti finanziari e aveva investito molto denaro nel wrestling.
Melady non aveva l’intelligenza, la progettualità e l’ingegno di Curley, ma, in cambio, controllava Earl Caddock, il campione che era succeduto a Joe Stecher.
Figlio di immigrati ebrei, Caddock, dopo una grande carriera nella Lotta Libera, era diventato un Pro Wrestler nel 1915, ed era cresciuto rapidamente nella considerazione dell’opinione pubblica grazie alla macchina propagandistica di Melady.
Soprannominato “l’uomo dalle mille prese” (il primo lottatore, nella storia del wrestling, ad avere questo soprannome) e mandato a perfezionare le sue abilità da Farmer Burns e Frank Gotch, Caddock era diventato rapidamente uno degli uomini più in vista della scena.
Nell’Aprile del 1917, Caddock affrontò Stecher a Omaha, in un incontro organizzato da Melady.
I due si aggiudicano una ripresa a testa, ma Stecher, esausto, si rifiutò di presentarsi sul ring per la terza e decisiva, lasciando il titolo nelle mani del rivale.
Caddock passerà il resto dell’anno a difendere la cintura appena conquistata.
Era quindi Melady l’uomo con cui Curley doveva ottenere un accordo.
Secondo il promoter di New York, le cause del declino del wrestling erano la lentezza e la tediosità dei match, la mancanza di un’organizzazione centrale e l’indipendenza dei wrestler.
La sua profonda comprensione delle preferenze del pubblico americano gli permise di intuire che gli spettacoli dal successo garantito erano quelli veloci e dai risultati immediati.
Per questo vennero introdotte una serie di modifiche alle regole: limiti di tempo, decisioni arbitrali e l’utilizzo sempre più frequente di match con una sola caduta.
Ma la cosa più importante fu un’altra: Curley capì che i promoter, collaborando tra loro, potevano diventare la forza dominante del wrestling, eliminando una volta per tutte il potere di ricatto dei lottatori dalla mentalità indipendente.
E, una volta stabilito un controllo ferreo sul mondo del wrestling, avrebbero potuto massimizzare i profitti, selezionando con attenzione quali wrestler lanciare verso il successo e quali incontri organizzare.
Naturalmente, perché questo potesse avvenire, i work dovevano diventare parte integrante del business.
Evitando però gli eccessi dell’epoca precedente, dove, con l’eccessiva rapacità dei barnstormers nel rapinare la popolazione locale con delle scommesse, si finiva per compromettere la reputazione del wrestling in interi territori.
Uno dei punti fondamentali dei piani di Curley era lo stabilire un campione che i fan di New York potessero riconoscere come loro: per questo indisse un torneo, nel Dicembre del 1917.
Può darsi che, in origine, il vincitore dovesse essere Caddock, in modo da conferirgli un riconoscimento a livello nazionale.
E tuttavia, tra il promoter e il wrestler ci furono presto dei dissapori, e Caddock abbandonò il torneo.
Curley allora procedette a incoronare come campione Wladek Zbyszko, fratello minore del grande Stanislaus.
Wladek divenne campione sconfiggendo, nella finale, un altro lottatore destinato a far parlare di se: Ed “Strangler” Lewis.
Wladek aveva senz’altro il fisico giusto per interpretare il ruolo del campione, grazie alla sua possente conformazione e ai suoi muscoli poderosi.
E, diversamente dal fratello maggiore, possedeva, oltre a un’ampia conoscenza della Lotta Greco Romna, anche una discreta abilità negli “hook” del Catch Wrestling.


Wladek Zbyszko

Il fatto che ora anche Curley controllasse un campione lo assicurava, almeno nei suoi progetti, di una certa forza contrattuale nei confronti di Caddock e dei promoter del West.
Fu l’inizio di una forte rivalità tra le due fazioni, tra le quali fu raggiunta una, momentanea, tregua nell’Aprile del 1918.
In quel mese i due campioni si affrontarono a Des Moines, davanti a oltre 8.000 spettatori.
Caddock sconfisse il polacco con il rotondo risultato di tre cadute a zero.
Il match aveva un limite di tempo, e la terza caduta fu assegnata a Caddock per decisione arbitrale.
E tuttavia, le discussioni precedenti al match, c’erano state diverse opinioni su dove l’incontro si sarebbe dovuto svolgere, davano a Curley l’opportunità di contestare il risultato.
Opportunità che ebbe un’occasione irripetibile di sfruttare, quando, con l’ingresso in guerra degli Stati Uniti, Caddock e Stecher furono chiamati in servizio.
Wladek Zbyszko invece, fu dichiarato da un dottore militare (che, sospettiamo, aveva qualche rapporto con Curley) inabile al servizio a causa di un problema all’udito causato dalle orecchie a cavolfiore.
E così, Curley, ancora una volta, dichiarò Wladek campione del mondo.
Quando Stecher, agli inizi, del 1919, tornerà dalla guerra, sia alleerà con il promoter di New York.
Stecher e Zbyszko si affronteranno diverse volte al Madison Square Garden scambiandosi il titolo, in una serie di match di grande successo che stabiliranno in via definitiva il dominio di Curley sulla scena del wrestling.
Il sogno si era realizzato: il business era sotto il dominio di un solo promoter.
E con un ampio ventaglio di possibile campioni: la possibilità dell’emergere di un nuovo lottatore più grande di tutti come Frank Gotch era scongiurata.
Nel frattempo, mentre la scena nazionale era sconvolta da questi avvenimenti, in Nebraska stava muovendo i suoi primi passi un giovane lottatore destinato lasciare un segno nella storia dello sport.

Harry Bateman è un nome completamente sconosciuto al giorno d’oggi, ma, all’epoca, era una piccola celebrità locale nel Nebraska, in particolare nelle cittadine di Poole e Ravenna.
Uomo di notevoli dimensioni, pesante più di 90 chili, era solito, insieme al fratello George, interrompere le partite di baseball, attaccare briga con tutti nei locali e, in poche parole, tormentare e spaventare gli abitanti dei due villaggi.
Una sera, in una sala da biliardo di Poole, successe una cosa insolita: un giovane contadino del luogo non si mostrò affatto intimidito dai due.
Infastiditi, i due bulli invitarono il giovane a risolvere la faccenda fuori dal locale.
La successiva rissa si risolse con entrambi i fratelli Bateman atterrati dai veloci pugni del loro avversario.
Ma Harry Bateman ci teneva alla sua reputazione di duro e, una volta scoperto che l’uomo che lo aveva picchiato era un certo John Pesek, della vicina Ravenna, non ci mise molto a sfidarlo pubblicamente.
I due si affrontarono in un magazzino semivuoto della zona.
Purtroppo per Bateman, più che un match lo scontro finì per assomigliare a un’esecuzione: Pesek lo prese a pugni da una parte all’altra del magazzino, poi, inchiodatolo contro il muro, procedette a massacrarlo.
Alla fine, Bateman non sarà uno spettacolo piacevole: naso rotto, diversi denti spezzati e uno squarcio su una guancia così profondo che era possibile vedergli l’interno della bocca.
La sua carriera di bullo terminò in quel momento: pare che, per tutto il resto della sua vita, eviterà di dare fastidio a qualcuno.
Questo episodio segnò una svolta di un certo rilievo nella carriera di John Pesek: avendo liberato i cittadini da un noto provocatore, sarà visto come una sorta di eroe locale.
I suoi inizi nel wrestling erano avvenuti nel primi mesi del 1913, contro alcuni lottatori locali di basso rilievo.


John Pesek

In realtà, il giovane Pesek avrebbe voluto dedicarsi al pugilato, ma la madre, preoccupata che potesse uccidere qualche avversario (un suo rivale era rimasto svenuto per alcune ore dopo essere stato messo KO), lo aveva convinto a dedicarsi invece alla lotta.
Nel Febbraio del 1915, a Ravenna, Pesek strappa un pareggio in un incontro con un allievo di Farmer Burns, John Poshusta.
Con il crescere della sua reputazione, finì per attrarre l’attenzione di alcuni wrestler professionisti, desiderosi di guadagnare.
All’epoca, lo sconfiggere dei lottatori di grande fama locale era il modo più semplice di fare molto denaro per i “barnstormers”: i contadini del posto credevano ciecamente nei loro idoli, ed erano disposti a scommettere grandi cifre su di loro.
Fiducia spesso mal riposta, perché difficilmente dei semplici lottatori di provincia potevano competere con dei veri professionisti.
Un tale Young Dean, proclamando di provenire dall’Ohio e di essere imbattuto, si fece vedere a Ravenna e sfidò John Pesek.
Impossibile sapere chi fosse davvero quell’uomo: all’epoca combattere sotto falso nome era pratica comune.
Sta di fatto che, in un incontro tenutosi alla Ravenna Opera House, Pesek lo sconfisse facilmente, ottenendo due cadute in meno di dieci minuti.


John Pesek allena i muscoli del collo

Il primo sfidante di un certo rilievo, per l’emergente lottatore, è Clarence Eklund, che allora deteneva il titolo canadese dei pesi leggeri ed era insegnante di lotta all’università.
Il match tra i due si tenne il 5 Settembre del 1915.
Eklund si aggiudicò la prima caduta in 40 minuti.
Dopo altri 30 minuti di lotta estenuante, i due contendenti decisero di terminare il match con un pareggio.
Il “Ravenna News” scrisse:

“Mr.Pesek è un giovane ragazzo…ha una forza fenomenale, è stoico come un indiano nel sopportare il dolore, e in questo scontro ha dimostrato di essere tenace fino al midollo.
Eklund è il primo lottatore che abbia un nome e una reputazione ad aver affrontato, e la sua performance è stata tale da far credere ad amici e sostenitori che può avere un futuro nel mondo del wrestling”.

Eklund, da parte sua, definirà Pesek “l’amatore più duro che abbia mai affrontato”.
La fama di Pesek continuò a crescere, con diversi scontri con lottatori locali.
E venne allenato dallo stesso Eklund, e, per un breve periodo, da Farmer Burns.


Pesek era solito utilizzare i maiali della sua fattoria per allenare le gambe

Il giovane lottatore attirò l’attenzione di Jack Taylor, un duro lottatore canadese.
Taylor, annunciato come “Campione del Canada” e “il lottatore più forte degli Stati Uniti dopo Joe Stecher” accettò di affrontare Pesek in un Handicap Match con una borsa di 200 dollari.
Il canadese era senza dubbio l’avversario più forte e più esperto che Pesek avesse affrontato fino a quel momento.
Poteva vantare delle vittoria su Cutler, Roller, Santel, Westergaard e Hussane.
Il match si tenne a Shelton a attirò il pubblico più numeroso che si fosse mai visto nella piccola cittadina.
Taylor e il suo manager Daily, pensavano che il match sarebbe stato una passeggiata e scommisero quasi 5.000 dollari sulla loro vittoria.
I sostenitori di Pesek arrivarono da tutto il Nebraska, alcuni addirittura dal Kansas, per sostenere il loro eroe.
E tutti erano pronti a scommettere su Pesek.
Daily era fin troppo contento di raccogliere il denaro di tutte le scommesse, sicuro che il match avrebbe seguito il consueto copione: Taylor avrebbe finto di essere in difficoltà nelle fasi iniziali, per stimolare ulteriori puntate sull’avversario, di cui si sarebbe sbarazzato rapidamente nel finale.
E tuttavia, appena il match iniziò, Taylor capì subito che Pesek non era il solito campagnolo che si era illuso di essere un lottatore.
Dovette mettercela tutta per ottenere la prima caduta, che comunque fu oggetto di furiose contestazioni da parte del pubblico.
Infatti, fu chiaramente notato da tutti che le spalle di Pesek non avevano mai toccato il tappeto, rimanendo almeno a due centimetri da esso.
Mentre il pubblico fischiava e rumoreggiava, Pesek accettò impassibile il verdetto.
Aveva preso le misure dell’avversario, ed era sicuro che non sarebbe stato messo nella stessa posizione due volte.
Nella seconda ripresa, Taylor si lanciò subito in un attacco aggressivo, ma Pesek, stando sulla difensiva, neutralizzò tutti i suoi tentativi di presa.
Dopo quaranta minuti di lotta, Taylor cominciò a parlare con Pesek, cercando di convincerlo a farsi schienare in cambio di una parte del denaro.
Ma, davanti al suo pubblico, e con i risparmi di parenti ed amici puntato su di lui, Pesek rifiutò fermamente.
Comprendendo prontamente la brutta piega dalla situazione, Daily sollevò le mani, e dichiarò il match e tutte le scommesse annullate.
Un silenziò attonito calò sul pubblico.
Daily spiegò che la conversazione tra i due wrestler durante il match dimostrava che l’esito era stato predeterminato, e che non aveva altra alternativa, per salvare il denaro degli scommettitori, che annullare il tutto.
Ovviamente, il vero motivo dell’improvvisato intervento era di evitare di perdere la grossa quantità di denaro che aveva scommesso.
E gli spettatori non erano così sciocchi da non capirlo.
L’atmosfera diventa sempre più brutta, parole grosse e qualche oggetto cominciano a volare verso Daily e Taylor.
La polizia deve intervenire, e proteggere Daily mentre restituisce il denaro agli scommettitori, che lo fissavano accigliati.
In seguito al match con Taylor, Pesek inizia a lavorare per Joe Stecher, che lo usa come sparring partner in vista dei suoi match più importanti.
Il 18 Gennaio del 1918, viene organizzato un match tra Pesek e Earl Caddock: Caddock deve ottenere due cadute in un’ora.
Caddock non riuscirà a compiere l’impresa.
Il “Shelton Clipper” scrisse:

“Pesek non fu mai in pericolo durante la contesa, e, anche se cercava di raggiungere le corde ad ogni opportunità, ha dato l’impressione di poter competere con Caddock quando si sono trovati al tappeto.
In effetti, è stato il primo dei due a mettersi dietro la schiena dell’avversario e ha dimostrato la capacità di trovare quella posizione tanto spesso quanto Caddock.
Il suo metodo di lotta, molto fisico, ha messo in difficoltà il lottatore dello Iowa, che ha continuamente cercato di mettere a segno le sue prese favorite, solo per vederle neutralizzate dalla forza dell’avversario.
Dopo i primi trenta minuti, era diventato evidente che Pesek aveva vinto: sorrideva al pubblico, mentre “l’uomo dalle mille prese” era preoccupato e sembrava aver esaurito le sue energie.”

Caddock, uomo di grande sportività, si complimenterà personalmente con Pesek, e esprimerà interesse a affrontarlo di nuovo, in un match risolutivo.

Le strade del veterano Wladek Zbyszko e del giovane campione si incrociarono nel 1919.
Pesek aveva continuato a accumulare successi su successi, arrivando a 68 vittorie consecutive.
Cominciarono allora, da parte del manager del lottatore, Martin Slattery e del giornalista Sandy Griswold, delle trattative con Curley per organizzare un incontro tra l’astro nascente del Nebraska e il campione Wladek Zbyszko.
Alla fine, si arrivò a fissare il match per il 14 Giugno.
Poche settimane prima della sfida, Pesek affronta Chris Sorenson, il campione dell’esercito statunitense.
Pesek riesce a vincere, ma l’incontro fu estenuante e arrivò a durare quasi due ore.
Anni dopo, riflettendo sulla sua carriera, definirà l’incontro con Sorenson il più impegnativo di tutti.
Dopo la vittoria, tornò nel suo ranch di Ravenna per preparasi all’importante incontro.
Pesek e Slattery avevano già lanciato numerose sfide a tutti i wrestler che si proclamavano campioni, ma finora nessuno aveva accettato.
A Zbyszko era stata offerta la cifra impressionante di 12.000 dollari, e solo questo lo aveva spinto ad accettare.
L’incontro si tenne durante una fiera di te giorni, ospitante uno spettacolo indiano, gare di baseball, concerti e una Battle Royal di pugilato, intrattenimento comune, all’epoca, nel Sud degli Stati Uniti, dove diversi giovani di colore dovevano boxare con gli occhi bendati.
Previsto sotto un tendone da circo, il match tra Zbyszko e Pesek era, ovviamente, l’attrazione principale.


Locandina pubblicitaria del match

Quando i due uomini si incontrarono al centro del ring, fu evidente a tutti la differenza di peso tra i due: il polacco era più pesante dell’avversario di almeno quindici chili.
Davanti a 4.000 fan ansiosi, Zbyszko mise a segno il takedown iniziale, ma Pesek, veloce come un fulmine, ribaltò la situazione e cominciò a cercare una Toe Hold.
Zbyszko riuscì a liberarsi e a rimettersi in piedi.
Ognuno dei due lottatori si alternò in fasi di vantaggio, con Pesek costantemente all’offensiva.
Il campione polacco cominciò visibilmente a stancarsi e i suoi respiri diventarono sempre più affannosi.
Allo scadere delle prime due ore, venne annunciato, come da accordi, che il wrestler che si fosse aggiudicato la prima caduta avrebbe vinto il match.
Pesek si lanciò su Zbyszko, lo sollevò di peso e lo fece schiantare violentemente a terra, per poi aggiudicarsi lo schienamento con la sua solita combinazione di Head Scissors e Double Wristlock.
Con la sua vittoria su un campione del mondo, John Pesek dimostrò di essere un wrestler da tenere in considerazione.
L’”Omaha World Herald” commentò:

“Il famoso Zbyszko, che ha sconfitto Strangler Lewis diverse volte e che ha schienato Joe Stecher lo scorso inverno, ha incontrato il suo maestro in un giovane contadino che divide il suo tempo tra il ring e la fattoria.”

Nel Marzo del 1920, Zbyszko si prende la sua rivincita, vincendo la prima e la terza caduta in quello che, probabilmente, è da considerare un work.
I giornalisti presenti notarono come Pesek avesse surclassato l’avversario in termini di velocità e tecnica, ma si sia fatto battere commettendo alcune banali ingenuità.
Il giovane lottatore del Nebraska stava cominciando a entrare nel vero mondo del wrestling professionistico, dove non sempre la vittoria toccava al combattente migliore.
Un terzo incontro, tenutosi il 15 Ottobre del 1920, a Kansas City, ebbe un esito inaspettato.
John Pesek mostrò una caratteristica che lo accompagnerà per il resto della sua carriera: una forte indipendenza e una scarsa propensione a obbedire agli ordini.
Non sappiamo precisamente cosa sia successo: probabilmente gli era stato detto di perdere, ma lui, sapendo di essere in grado di battere Zbyszko, decise di fare di testa sua.
Va anche ricordato che Zbyszko era noto per le sue tattiche scorrette, e forse provò a utilizzarle contro Pesek, scatenando la sua violenta reazione.
Sta di fatto che il match si trasformò subito in un massacro, con i due contendenti che si scambiarono numerosi pugni e testate.
A un certo punto, l’arbitro separò i due lottatori, avvisandoli che non avrebbe tollerato ulteriori scorrettezze.
Non appena l’azione venne ripresa, Pesek sferrò un micidiale destro sulla mascella di Zbyszko, facendolo crollare a terra svenuto, e venendo immediatamente squalificato.
Ci vorranno cinque minuti per rianimare il polacco, che poi verrà accompagnato, sanguinando copiosamente dalle labbra spaccate e dalla lingua lacerata, nello spogliatoio.
Poco dopo, John Pesek fu reclutato da Ed Lewis come policeman, per tenere a bada i wrestler indipendenti.

 

Nicola Medici

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