New Blood: Our Time is Now! – l’ultimo chiodo piantato da Vince Russo sulla bara della WCW

Nell’aprile del 2000, quando ormai la World Championship Wrestling sembrava essere entrata in una sorta di crisi irreversibile, vengono richiamati ai vertici della federazione Vince Russo ed Eric Bishoff. Il primo è l’uomo che, stando a quel che dice lui stesso, ha traghettato la rivale World Wrestling Entertainment nell’era dell'”attitude”, l’individuo che ha rivoluzionato il concetto di “sport entertainment” facendo uscire di scena gli eroi senza macchia e senza paura, colui che ha dato agli appassionati ciò che loro volevano, ovvero sesso, volgarità e storie al limite dell’immaginario collettivo, dell’umana decenza e del pudore. Il secondo è l’inventore del New World Order, il promoter che ha portato negli Stati Uniti i più famosi “pesi leggeri” della scena internazionale, il “leader” che ha stabilito nuovi parametri per i rapporti interpromozionali tra la federazione di Atlanta e le principali compagnie giapponesi e messicane, l’uomo che ha lanciato la sfida alla WWE negli spettacoli del lunedì sera riuscendo nell’intento di far trionfare la WCW nell’infame “guerra degli ascolti”.

Una miscela a dir poco esplosiva quella che viene messa a capo della World Championship Wrestling, al punto che, già dal primo “Monday NITRO” in cui compaiono i due personaggi, vengono praticamente “azzerate” tutte le “storyline” in vigore fino a due settimane prima, i campioni sono spogliati delle loro cinture ed il “roster” della federazione viene diviso in due schieramenti: il “Billionaires Club”, composto dai veterani del ring ed il “New Blood”, del quale fanno parte i giovani lottatori affamati di successo.

Date le predilezioni storiche dei due nuovi dirigenti, tutti si aspettano che Vince Russo venga messo a capo del “New Blood” ed Eric Bishoff del “Billionaires Club”, ma a sorpresa, mentre Hulk Hogan stava fronteggiando Billy Kidman sul ring, Bishoff interviene e si schiera dalla parte del giovane lottatore colpendo il suo vecchio amico Hogan con una sedia di acciaio. E sarà proprio la rivalità tra “The Hulkster” e “The Kidster” uno dei punti focali della faida tra i due schieramenti.

Nelle settimane precedenti l’evento infatti, Hulk Hogan si era lasciato andare a commenti poco generosi nei confronti del giovane collega, che era stato definito il “campione del mercatino delle pulci”. E’ così che Kidman comincia ad accusare Hulk Hogan di volere tutti gli spazi principali per sè e di non concedere ai giovani l’opportunità di emergere. Ovviamente tutto questo fa parte di una “storyline” ben confezionata.

Anche i “character” che fino ad allora avevano contraddistinto i personaggi della federazione vengono radicalmente modificati: lo stesso Hulk Hogan ad esempio, abbandona l’identità dell’eroe americano in giallo e rosso per vestire i panni di una sorta di lottatore fuorilegge, un moderno John Wayne, un veterano che deve dimostrare di essere ancora in grado di competere con i più giovani. Kidman, che fino ad allora era stato un ragazzotto sorridente ma silenzioso, si trasforma in un chiacchierone maleducato che non ha nessun rispetto per i colleghi con più esperienza di lui. Kimberly, la dolce mogliettina di “Diamond” Dallas Page, arriverà addirittura a tradire il marito schierandosi dalla parte di Eric Bishoff ed aiutando Jeff Jarrett a vincere il titolo mondiale proprio contro D.D.P.

La “leadership” del “New Blood” viene affidata al nuovo detentore della cintura di campione del mondo dei pesi massimi Jeff Jarrett, all’epoca grande amico di Vince Russo. Insieme a lui, oltre al già citato Billy Kidman, fanno parte della fazione anche “The Franchise” Shane Douglas, Torrie Wilson, Vampiro, Buff Bagwell, Mike Awesome, Chuck Palumbo, The Cat, “Hard Knocx” Chris Candido e la sua fidanzata Tammy Lynn Sytch, Shawn Stasiak, “Big Poppa Pump” Scott Steiner (che in seguito passerà all’altro schieramento), Mark Jindrak, Sean O’Haire, i “Filthy Animals” e da tutti i giovani lottatori della federazione di Atlanta, compresi quelli appena usciti dal centro di allenamento denominato “Power Plant”. Il “Billionaires Club” è invece composto da Hulk Hogan, Ric Flair, Kevin Nash, “Diamond” Dallas Page, Curt Hennig, Sting, Lex Luger, i Kronic e da qualche altro veterano.

Oltre a questi due gruppi principali, vi è anche una fazione di rinnegati che, “licenziati” da Eric Bishoff, si aggregano al “Billionaires Club”: si tratta dei “Misfits In Action”, una “stable” militare composta da G.I. Bro (Booker T),  Captain/General Rection (Hugh Morrus), Major Stash (Van Hammer, che in seguito sarà sostituito da Sergeant A-Wall), Lieutenent Loco (Chavo Guerrero Jr.), Corporal Cajun (Lash LeRoux) e la sensuale Major Gunns (Tyrone Buck).

Se Kidman si trova coinvolto in una faida con Hulk Hogan, alcuni dei suoi colleghi non sono certo da meno: Shawn Stasiak diventa “Perfectshawn” e cerca di rubare la “gimmick” del lottatore perfetto a Curt Hennig; Vampiro si trasforma in un pericoloso piromane che vuole a tutti i costi incendiare il suo “brother in paint” Sting; Chuck Palumbo si fa chiamare “The Main Event” ed arriva addirittura ad usurpare la scenografia ed il tema d’entrata a “The Total Package” Lex Luger; Mike Awesome, da poco arrivato dalla Extreme Championship Wrestling, federazione della quale era campione del mondo, vuole dimostrare a Kevin Nash di avere una “powerbomb” dagli effetti molto più devastanti della sua. “The Franchise” Shane Douglas, che in passato aveva più volte esternato il suo rancore nei confronti di Ric Flair dai microfoni delle altre federazioni, stavolta si trova faccia a faccia con il “Nature Boy” direttamente sul quadrato di gara.

Tutto questo accade in un brevissimo lasso di tempo ed è inutile dire che il coinvolgimento dei giovani atleti con gli storici veterani dello “sport entertainment” riesce a suscitare un discreto interesse tra il pubblico degli appassionati.

Oltre alle storie ed ai caratteri, vengono aggiornate anche le scenografie e tutto ciò che fà da contorno agli spettacoli televisivi. Al tavolo dei commentatori di NITRO, il posto di Bobby “The Brain” Heenan viene preso da Mark Madden, un “giornalista” obeso che fino ad allora aveva scritto come editorialista sul WCW Magazine, conosciuto per essere stato un precursore della filosofia “smart” nel mondo del wrestling. Madden, schieratosi fin da subito con Vince Russo, viene immediatamente preso in grande antipatia dai telespettatori e questo farà di lui un prototipo ed un esempio da seguire per tutti gli “heel commentators”. A Tony Schiavone, nome storico della postazione di commento, ed a Mark Madden, viene affiancato anche Scott Hudson. Mike Tenay, attuale commentatore della Total Nonstop Action Wrestling, si occuperà invece della telecronaca di THUNDER, il secondo spettacolo in diretta della WCW.

Anche se gli ascolti che hanno fatto registrare i primi programmi televisivi di questa nuova era non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli ottenuti dagli spettacoli targati World Wrestling Entertainment, la WCW ottiene comunque un discreto ritorno di interesse, dovuto soprattutto al nuovo ruolo ricoperto dai nomi storici della federazione. Infatti, se fino ad allora il pubblico della WCW era stato abituato a seguire Hulk Hogan, Sting, Ric Flair e Lex Luger affrontarsi tra di loro nei “main-event” dei vari “pay per view”, il vederli alle prese con Kidman, Shane Douglas, Chuck Palumbo e Vampiro rappresentava un qualcosa di veramente innovativo.

In occasione del primo evento trasmesso in “pay per view” dell’era Russo & Bishoff, Spring Stampede 2000, ne accadono di tutti i colori. Hulk Hogan, che a NITRO era stato gravemente infortunato da Kidman, interviene nell’incontro che vede protagonisti Vampiro ed il nuovo pupillo di Eric Bishoff, impartendo a quest’ultimo una severa lezione. Scott Steiner vince il titolo degli Stati Uniti. Nel match valevole per il titolo mondiale vacante, Kimberly Page colpisce il marito con una chitarra, abilitando Jeff Jarrett ad impadronirsi della cintura. L’unico “neo” è rappresentato dal vecchio Terry Funk, che rimane in possesso del campionato “Hard Core”. Il giorno dopo a NITRO, Vince Russo, Eric Bishoff e tutti i membri del “New Blood” festeggiano sul ring il buon esito del “pay per view”, tra palloncini colorati e accompagnati dalle note della celebre canzone “New York, New York” (dedicata alla città natale di Russo).

Nel frattempo Vince Russo presenta alcune idee veramente disgustose, prima tra le quali la vittoria del titolo di campione del mondo dei pesi massimi da parte dell’attore David Arquette! Già, la stessa cintura detenuta da Ric Flair, Bret Hart, Big Van Vader, Hulk Hogan, Randy Savage e Sting, viene conquistata da un mediocre attore il cui unico merito è stato quello di essere il protagonista di “Ready To Rumble” (e quello di essere il marito della bellissima attrice Cortney Cox…), un film di scarso successo ambientato nel mondo del wrestling prodotto dalla Time Warner.

Fortunatamente il campionato viene poi reso vacante e messo in palio nel successivo “pay per view”, l’ottimo Slamboree 2000, in un “Triple Cage Match”. Per l’occasione viene montata sul ring un’imponente struttura metallica, una sorta di gabbia a tre piani che oggi farebbe impallidire anche i creatori dell’Elimination Chamber di WWE Survivor Series 2002, nella quale combattono per l’ambito alloro “Diamond” Dallas Page, Jeff Jarrett e…David Arquette! In occasione di questo incontro abbiamo l’intervento di alcuni lottatori da parte di entrambe le fazioni. Ma quando Kanyon, amico di “Diamond” Dallas Page, giunge al secondo piano della gabbia, viene afferrato da Mike Awesome e fatto precipitare sulla rampa di accesso al ring! Un volo davvero terrificante che ha lasciato il pubblico presente nell’arena ed i telespettatori inorriditi.

Memorabile anche lo scontro tra Hulk Hogan e Billy Kidman con Eric Bishoff nei panni di arbitro speciale, nel quale “The Hulkster” ha fatto vedere alcune doti “Hard-Core” fino a quel momento tenute nascoste. L’incontro è terminato quando Hogan ha eseguito una “powerbomb” su un tavolo ai danni di Bishoff ed ha successivamente schienato Kidman. Il nipote di Hulk, Horace Hogan ha provveduto a muovere la mano dell’arbitro privo di sensi regalando la vittoria allo zio.

Nel frattempo, reduce da un grave infortunio all’avambraccio che lo ha costretto lontano dalla ribalta per diversi mesi, torna sul ring l’acclamatissimo Bill Goldberg.
Nel primo incontro dal suo rientro, il cosiddetto “Da Man” riesce a distruggere Tank Abbott in pochi minuti. Da notare che nelle settimane precedenti al loro confronto diretto, Tank Abbott, ex lottatore del violentissimo torneo Ultimate Fighting Championship, aveva sbeffeggiato Goldberg utilizzando la sua musica d’entrata ed imitandone i gesti caratteristici. Inoltre, la costante presenza a Monday Nitro del “Monster Truck” dell’ex campione del mondo, non faceva altro che preannunciare il suo imminente rientro.

Poco prima del successivo “pay per view”, il Great American Bash 2000, Eric Bishoff annuncia a tutti che questo evento cambierà per sempre il corso della storia del wrestling! Tutti cominciano a chiedersi cosa avrà in mente il “promoter”; qualcuno dice che Shane McMahon, figlio di Vince McMahon, proprietario della federazione rivale, debutterà nella World Championship Wrestling. Altre voci sostengono che qualche grosso nome della World Wrestling Entertainment possa passare all’altra sponda. Nel frattempo, Hulk Hogan torna a vestire i panni del suo alter-ego Hollywood Hogan e nella faida con Billy Kidman ci entra di mezzo anche suo nipote Horace, passato nelle file del “New Blood” grazie alla complicità della bellissima Torrie Wilson.

La grande sorpresa del Great American Bash si rivela essere Bill Golderg, che attaccando Kevin Nash nel “main event” della serata si schiera dalla parte di Vince Russo ed Eric Bishoff, permettendo a Jeff Jarrett di vincere l’incontro. Quindi l’evento che avrebbe dovuto cambiare per sempre il corso della storia nel wrestling professionale si rivela essere un semplice passaggio da “fan favourite” a “rule breaker” (ovvero da buono a cattivo…) di un lottatore importante, ma che ha fatto il suo debutto nel “business” soltanto tre anni prima. E’ da questo momento che la storia del “New Blood” e del “Billionaires Club” comincia il suo inesorabile declino, degenerando in una sorta di ibrida pagliacciata itinerante, mal gestita e pessimamente organizzata. Goldberg è sempre più scontento del suo nuovo ruolo, mentre il pubblico continua ad acclamarlo nonostante gli scrittori dei programmi televisivi gli impongano di compiere le peggiori nefandezze. Per essere credibile nei panni del “cattivo”, Goldberg deve mettere in scena azioni disgustose come il pestaggio ai danni di “Hacksaw” Jim Duggan, da poco operato per un tumore. Il titolo di campione del mondo continua a cambiare detentore di settimana in settimana, passando anche nelle mani di Ric Flair.

Al Great American Bash, Hulk Hogan ha sconfitto Kidman guadagnandosi la possibilità di un incontro per il titolo al “pay per view” successivo. Ed è proprio a Bash at the Beach che viene consumata una delle azioni più vili, vergognose, vigliacche e raccapriccianti della storia del wrestling!

Hulk Hogan arriva sul ring per affrontare il campione del mondo Jeff Jarrett, ma non appena suona il gong, Jarrett si sdraia per terra invitando Hogan a schienarlo. Hulk dice a Jarrett: – Jeff, non lo fare, tu sei uno di noi! -. Jarrett sembra lasciarsi convincere dalle parole di Hogan, ma proprio quando si sta per rialzare arriva Vince Russo che, microfono alla mano, urla: – Fermo Jeff! Resta dove sei! -. E continua: – Hogan, vuoi la cintura? Forza, prenditela! -. Hulk Hogan con un’espressione rassegnata dice: – E’ colpa di stronzate come questa se la compagnia sta andando allo sfascio, Russo! -, dopodichè schiena Jarrett per il conto di tre e riceve la cintura lanciata sul ring da Russo come se si trattasse di un pezzo di spazzatura. Niente festeggiamenti, Hulk se ne va e questa sarà l’ultima volta che lo vedremo su un ring della WCW. Infatti, pochi minuti più tardi, Russo torna sul ring e informa il pubblico che la cintura vinta da Hulk Hogan non vale niente e che nella serata ci sarà un vero incontro per il titolo tra Jeff Jarrett e Booker T. Russo continua dicendo che non vedremo mai più quel “pezzo di merda di Hulk Hogan” su un ring e conclude gridando: – Hogan, brutto figlio di puttana, baciami il culo! –.

Per la cronaca, il titolo mondiale viene vinto da Booker T che con il suo regno inaugura il periodo più buio che la WCW abbia mai vissuto. Ma perchè Vince Russo si è comportato in questo modo? Semplice, per diventare famoso! Si dice infatti che nel “backstage”, Hulk Hogan e i vari scrittori, Russo compreso, avevano raggiunto un accordo secondo il quale Hulk sarebbe diventato campione del mondo, decretando l’inizio di una “faida” tra lui e Jeff Jarrett. Russo aveva inizialmente manifestato il proprio dissenso ma alla fine aveva accettato senza problemi. Ma quale miglior modo per entrare nella storia se non quello di umiliare pubblicamente il più grande nome del wrestling? Ed infatti Russo ha raggiunto il proprio scopo proprio in questo modo.

Nelle settimane successive all’avvenimento, tutti parlano di Vince Russo chiedendosi se quello che hanno visto a Bash at the Beach sia stato un qualcosa di scritto (work) o un imprevisto (shoot). Molti anni più tardi siamo venuti a sapere che Vince Russo aveva agito di testa propria, piantando un ulteriore chiodo nella bara della World Chmpionship Wrestling, che grazie alla sua bravata si era ritrovata senza Hulk Hogan (che chiaramente ha intentato una causa milionaria per diffamazione del proprio personaggio e violazione delle clausole contrattuali), con un Eric Bishoff che ha preso le distanze dall’accaduto uscendo di scena e dedicandosi ad altre attività non legate al mondo del wrestling e due mediocri personaggi quali Booker T e Jeff Jarrett (ai quali il pubblico non dedicava nessuna attenzione) nel “main-event”.

A dimostrazione del fatto che l’unico scopo di Vince Russo era quello di essere al centro dell’attenzione dei “mass media”, si aggiunge il suo breve regno come campione del mondo dei pesi massimi, quasi come se questa cintura non avesse perso già abbastanza credibilità.

Purtroppo l’interessante storia del “New Blood” si trasforma in una vera e propria farsa, proprio perchè Vince Russo, nonostante voglia far credere di essere il paladino dei giovani lottatori, nutre invece esclusivamente ambizioni personali di rivalsa nei confronti di Vince McMahon, proprietario della federazione concorrente.

Il “pay per view” di agosto, New Blood Raising, doveva essere l’apice della ribalta per il cosiddetto “New Blood”, ma invece si rivela essere un altro mediocre evento condannato a segnare la fine di questo “angle” una volta per tutte. A fare da condimento a questo “flop”, c’è lo “shoot” di Goldberg, che si rifiuta di combattere allontanandosi dal ring nel corso dell’incontro, in quanto indignato per la strada intrapresa dalla sua carriera e dalla federazione in generale. Come dargli torto?

Questa è la triste storia del “New Blood”. Quello che viene dopo non ha niente a che vedere con questo pezzo di storia recente della World Championship Wrestling.

E’ il racconto di come una “storyline” di successo, inizialmente ben strutturata, sia stata invece capace di condurre alla rovina quella che fino a due anni prima era la più grande federazione di wrestling del mondo. E’ una storia così incredibile che ancora oggi molti si chiedono come sia potuto succedere un disastro di una tale portata. C’è chi dice che dietro a tutto questo ci sia stata la diabolica mente di Vince McMahon, che ha inviato Vince Russo a distruggere la concorrenza; c’è chi sostiene, molto probabilmente a ragione (visto anche che i giovani sui quali Russo puntava sono quasi tutti spariti dalla circolazione), che il cosiddetto “New Blood” non era ancora pronto per il “grande salto”. Forse non sapremo mai cosa si nasconde dietro a tutto questo mistero, ma una cosa è certa: Vince Russo sarà pure uno degli artefici del grande successo riscosso dalla politica innovativa denominata “WWF Attitude”, ma è senz’altro anche uno dei maggiori responsabili per la clamorosa caduta della World Championship Wrestling.

 

“Titan Morgan” Manuele Poli titanmorgan@hotmail.com

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