Goldberg: da Man !

Vero Nome: William Scott Goldberg.

Altezza: 192 cm

Peso: 128 kg

Nato il 27/12/1966 a Tulsa, Oklahoma, USA(cresciuto ad Atlanta, ora risiede a San Diego)

Debutto nel wrestling: 1997.

Soprannome: “The Man”.

Altre Identità:

Bill Gold (WCW).

Principali “feud”:

vs. Steve McMichael (1997), vs. Raven’s Flock (1998), vs. NWO (1998, 1999), vs. Kevin Nash (1998, 1999, 2000), vs. Vince Russo (2000), vs. Triple H (2003).

Mosse preferite:

Spear, Gorilla Press Into a Spinebuster, Side Kick.

Mossa finale:

Jackhammer.

Titoli vinti:

WCW United States Heavyweight Title (2 volte:  20/04/1998 – 06/07/1998,  24/10/1999 – 25/10/1999).

WCW World Heavyweight Title (06/07/1998 – 27/12/1998).

WCW World Tag Team Title (w/Bret Hart, 07/12/1999 – 13/12/1999).

WWE World Heavyweight Title (21/09/2003 – 14/12/2003).

WWE Universal Title (2 volte: 05/03/2017 – 02/04/2017 ; 27/02/2020 – 25/03/2020

Introduzione:

Una forza della natura, un uragano di energia pronto ad abbattersi sull’avversario di turno.  Questo ex-giocatore di football ha trovato la strada del wrestling professionistico solo dopo i trent’anni, ma ha avuto un impatto che nessuno poteva prevedere. I fans della WCW vennero immediatamente conquistati dalla pura essenza selvaggia della sua furia, che lo portò ad inanellare una incredibile striscia vincente ed a raggiungere i vertici della federazione. Puro e semplice distruttore, implacabile come una fiera ed inesorabile come un giustiziere, Bill Goldberg si è guadagnato un seguito incredibile incarnando “la Giustizia che calerà sugli uomini malvagi con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno”, per citare Quentin Tarantino e Samuel L. Jackson da “Pulp Fiction”; il tutto con un comportamento da gladiatore inflessibile, di poche parole ed ancor meno esitazioni, votato alla distruzione del nemico e al lancio di urla belluine per sfogare la sua adrenalina. Un personaggio, dunque, di strepitoso impatto e dal fisico eccezionale, assolutamente perfetto per la parte.  Purtroppo, l’esito della sua breve avventura in WWF ha fatto sorgere agli appassionati grossi dubbi riguardo il suo vero amore per lo sport che gli ha dato la celebrità. Dal 2004 Bill ha deciso di impegnarsi a tempo pieno nella carriera di attore e non si può che augurargli buona fortuna; dopo ottime carriere nel football ed ancor più nel wrestling, potrebbe diventare un personaggio di successo anche davanti alle telecamere.  Resterà comunque, in ogni appassionato di wrestling, l’amarezza per un potenziale non sfruttato a pieno, per un lottatore che poteva diventare una leggenda ed è stato invece poco più che una, seppur significativa, meteora.

La carriera da giocatore di football:

Nato a Tulsa ma cresciuto ad Atlanta, Bill Goldberg, figlio di un ginecologo, si fece notare fin dall’adolescenza come un grande prospetto nel football americano. Giocando nel ruolo di “Nose Tackle”, cioè praticamente di perno centrale di una linea difensiva a 3, Bill divenne una stella alla Thomas Edison High School e poi anche all’università di Georgia (dove militò dal 1985 al 1989): durante la sua carriera al college, infatti, Bill venne incluso nella formazione ideale della Southeastern Conference. Purtroppo, le sue chances di avere successo anche come professionista furono in parte compromesse dal fatto che, nell’ultimo anno a Georgia, Bill risultò positivo ad un test per la marijuana; anche a causa di ciò, i Los Angeles Rams lo scelsero soltanto all’11° giro nel draft NFL del 1989. I Rams non lo impiegarono mai in prima squadra e lo “girarono” ai Sacramento Surge, squadra della lega minore; dopo un anno in California, Bill passò agli Atlanta Falcons, dove militò per alcuni anni nella NFL. Nel 1994 uno strappo ai muscoli abduttori terminò, di fatto, la sua carriera: nella primavera del ’95 infatti venne scelto nell’ “Expansion Draft” dai Carolina Panthers (squadra nata in quell’anno), che però lo tagliarono poco dopo.

L’esordio da wrestler:

Alla fine del 1996 Goldberg tentò allora la strada del wrestling professionistico, parallelamente a quanto stavano facendo altri ex-giocatori di football molto più forti e famosi di lui, come Kevin Greene e Steve McMichael. Nel corso dell’allenamento al WCW Powerplant sotto la guida di Dwayne Bruce, però, Bill mostrò di essere portato per il wrestling: aveva fisico e carisma adatti e dimostrava anche una notevole facilità di apprendimento. Fu così che dopo pochi mesi, il 24 giugno del ’97, l’ex giocatore dei Falcons esordì in WCW sotto il nome di Bill Gold, sconfiggendo Buddy Landell nell’incontro di debutto.  In questa prima fase della sua carriera, l’avversario più quotato incontrato da Gold fu il grande “Rowdy”  Roddy Piper, contro cui Bill riportò una sconfitta. Soltanto in autunno, tornato a chiamarsi con il suo vero nome, Goldberg avrebbe iniziato la striscia vincente che lo avrebbe proiettato al top della federazione.

L’irresistibile striscia di 176 vittorie:

L’esordio di Goldberg negli show televisivi avvenne il 22 settembre 1997 a Nitro, quando sconfisse Hugh Morrus con la combinazione Spear-Jackhammer, che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica.  Fin da subito il pubblico rimase impressionato ed estasiato dalla sua forza e dal suo comportamento: Bill esprimeva in ogni suo gesto un’aggressività degna di una belva feroce e rappresentava un tripodi  personaggio che nella WCW mancava e che richiamava, anche se con delle significative differenze, ciò che faceva Steve Austin nella WWF. Dopo altre vittorie, la prima vera faida della carriera di Goldberg fu contro Steve McMichael: ad Helloween Havoc ’97 Bill provocò la sconfitta di Steve contro Alex Wright e così si guadagnò il sostegno di Debra, moglie di “Mongo” in lotta contro il marito e che, in cambio dell’aiuto, donò a Bill l’anello di vincitore del Superbowl che McMichael possedeva.  La sfida tra Goldberg e McMichael doveva svolgersi a World War 3 (23 novembre ’97), ma Steve attaccò Bill prima dell’incontro, mettendolo fuori combattimento e riprendendosi l’anello: Goldberg infatti aveva riportato un infortunio all’inguine che lo tenne fuori dalle scene fino a Starrcade ’97 (28 dicembre), evento in cui concluse la rivalità a suo favore, battendo McMichael in appena sei minuti. Nei mesi successivi Bill continuò a vincere incontro dopo incontro, contro avversari di media caratura, tra cui Brad Armstrong, distrutto in poco più di due minuti a Superbrawl VIII (22 febbraio 1998).  Poco dopo entrò in rivalità contro la “stable” Raven’s Flock, al capo della quale c’era il campione USA Raven: dopo aver sconfitto Perry Saturn a Spring Stampede ’98 (11 aprile), otto giorni dopo Bill fece lo stesso con il suo leader, nonostante le interferenze di tutti i membri della “stable” e così, dopo meno di un anno dal suo debutto, conquistò l’importante cintura degli Stati Uniti.

Anche nella difesa di questo titolo Bill continuò ad essere la solita e implacabile macchina di distruzione: ebbe la meglio su lottatori quotati come Perry Saturn (a Slamboree, 17 maggio 1998) e Konnan (a Great American Bash, 14 giugno 1998), mostrando oltretutto dei continui progressi sul ring, sfoggiando spesso nuove manovre ad ogni incontro. L’irresistibile ascesa di Bill lo portò, nel luglio del ’98, ad essere considerato lo sfidante designato del campione del mondo, “Hollywood” Hulk Hogan, il malvagio leader del New World Order.  Il 6 luglio 1998 Bill prima si guadagnò il diritto di sfidare Hogan battendo Scott Hall (grazie anche all’aiuto di Diamond Dallas Page e di Karl Malone, che contrastarono le interferenze del NWO), e poi conquistò il titolo mondiale, battendo Hogan con la patentata combinazione Spear-Jackhammer, dopo aver resistito a due Legdrop.  Bill si era dunque reso protagonista di una scalata senza precedenti, per come era stata veloce e risoluta: da dieci mesi non faceva altro che vincere ed il titolo mondiale era arrivato alla prima opportunità, come logico tributo ad una forza così inarrestabile. Il nuovo campione iniziò dunque un’accanita lotta contro i membri del New World Order: a Bash At The Beach (12 luglio’98) si sbarazzò di Curt Hennig, battuto anche a Nitro la sera successiva; un mese dopo, a Road Wild (8 agosto ’98) Goldberg partecipò ad una “Battle Royal” assieme ad otto membri del NWO e ottenne una fantastica vittoria, eseguendo anche un’incredibile Jackhammer su The Giant. Dopo nuove schermaglie contro Hogan e Nash, nel settembre del ’98 Goldberg venne ripetutamente provocato da Chris Jericho, campione TV, che insinuava che il campione del mondo avesse paura di affrontarlo: a Fall Brawl (13 settembre ’98), il canadese arrivò addirittura ad inscenare un match contro un nano imitatore di Goldberg, battuto in un minuto; tuttavia questa faida non venne sviluppata fino ad una sfida vera e propria. Ad Halloween Havoc ’98 sfidante di Goldberg fu Diamond Dallas Page, suo alleato nella lotta al NWO; l’incontro fu forse il più bello dell’intera carriera di “Da Man”, che emerse anche stavolta vincitore.  Goldberg cominciò poi una faida contro Bam Bam Bigelow, giunto dalla ECW proprio con l’intento di sfidarlo, e proprio un attacco di Goldberg fu fatale a Bigelow a World War 3, quando Kevin Nash si aggiudicò il ruolo di primo sfidante vincendo una “Three Ring Battle Royal”. Lo scontro tra Goldberg e Nash ebbe luogo a Starrcade ’98 (27 dicembre) e fu il match che vide Goldberg perdere il titolo mondiale ed interrompere la sua incredibile serie di 176 vittorie consecutive: infatti a causa dell’interferenza di Scott Hall, che colpì Goldberg con un Taser (fucile paralizzante), Nash riuscì a aggiudicarsi l’incontro.

1999: un altro anno di grandi lotte:

Nash si disse insoddisfatto di quella vittoria poco pulita e dichiarò di voler concedere a Goldberg una rivincita nel Nitro del 4 gennaio 1999; tuttavia lo scontro non poté disputarsi, perché all’inizio dello show Miss Elizabeth accusò Bill di averla molestata a fini sessuali.  Quest’accusa, ovviamente fasulla, faceva parte di un piano ben orchestrato da Eric Bischoff, “mente” del NWO; infatti a fine serata, anziché affrontare Goldberg, Nash si fece schienare dal suo vecchio leader Hogan, sancendo così la riunione della loro “stable”; mentre la farsa andava in scena, Goldberg riuscì a raggiungere il ring, ma a causa dell’intervento di Lex Luger non riuscì ad intervenire contro i due impostori. Bill si impegnò comunque in una faida contro Scott Hall: a Souled Out ’99 (17 gennaio) i due si affrontarono in un “Taser-Ladder Match” in cui la vittoria andò a Bill, che però a fine match dovette subire l’assalto di Bam Bam Bigelow; così ricominciò la rivalità fra i due, con Bill che ne uscì vincitore a Superbrawl IX (21 febbraio ’99). Dopo essere stato escluso dalla card del ppv Uncensored ’99, Goldberg sfidò Kevin Nash per Spring Stampede (11 aprile ’99) ed ottenne su di lui una sonante vittoria; successivamente, puntò la sua attenzione su Diamond Dallas Page, divenuto campione del mondo, e così i due “super face” Goldberg e Sting, in lotta per chi dovesse essere l’avversario di DDP, si affrontarono in un match a Slamboree, il 9 maggio: questo incontro finì in no contest a causa dell’interferenza di Bret Hart e degli Steiner Brothers, che attaccarono entrambi i contendenti.  In seguito agli infortuni patiti in questo episodio, Goldberg si assentò dalla federazione per un paio di mesi, periodo in cui partecipò alle riprese del film “Universal Soldier II”.

Goldberg tornò sulle scene in un Nitro di fine luglio ’99(comparendo al termine di un’esibizione dei Megadeth, che cantavano proprio la canzone che compariva nella colonna sonora di Universal Soldier, la bellissima Crush’Em), quando si alleò con Sting ed Hogan contro Kevin Nash, Sid Vicious e Rick Steiner; quest’ultimo fu l’avversario di Goldberg al ppv Road Wild ’99 (14 agosto), in cui Bill ottenne un’altra vittoria schiacciante.  “Da Man” entrò quindi in rivalità con la “stable” The Triad, formata da Diamond Dallas Page, Bam Bam Bigelow e Kanyon, rivalità conclusa dalla vittoria di Goldberg su DDP a Fall Brawl (12 settembre ’99). Intanto Sid Vicious, che deteneva il titolo USA, pretendeva di essere l’uomo del nuovo millennio e annunciava di voler battere la striscia vincente di Goldberg, provocandolo ripetutamente; ad Helloween Havoc ’99 (24 ottobre) Bill ridusse all’incoscienza il gigantesco avversario , diventando per la seconda volta campione USA.  Nella stessa serata, Sting aveva conservato il titolo mondiale schienando un accondiscendente Hogan (in polemica con Vince Russo) e, insoddisfatto di quella mancata competizione, dichiarò di voler concedere un’opportunità seduta stante a chiunque fosse giunto sul ring.  Goldberg raccolse la sfida e in appena tre minuti sconfisse “The Stinger”, aggiudicandosi dunque prima il titolo degli USA e poi il titolo mondiale nello stesso show! Il giorno dopo però questo passaggio di titolo venne annullato, perché il match non era stato sanzionato dalla federazione: perciò la cintura massima venne messa in palio in un torneo, con la finale da svolgersi al ppv Mayhem, nel quale Goldberg affrontò al primo turno Bret Hart; in questo match Goldberg subì l’interferenza di Vicious, Nash ed Hall e così Hart, controvoglia, lo eliminò dal torneo, sottraendogli anche la cintura USA. La furia di Goldberg allora si scatenò ancora contro Sid Vicious: nel ppv Mayhem (21 novembre ’99) “Da Man” batté di nuovo Sid in un “I Quit Match” e nella stessa sera Hart diventò campione del mondo, battendo Chris Benoit nella finale del torneo.

La sera successiva Hart espresse sentimenti di amicizia nei confronti di Goldberg, dichiarandolo “N°1 Contender” ed iniziando con lui una rivalità contro Nash & Hall: il 7 dicembre Hart & Goldberg conquistarono anche i titoli di coppia, strappandoli agli Harris Brothers, ma solo cinque giorni dopo dovettero cederli a Nash & Hall, a causa dell’interferenza di Jeff Jarrett e di un infortunio alla gamba patito da Bret. A Starrcade ’99 (19 dicembre) i due amici Hart e Goldberg si affrontarono per il titolo mondiale ma lo scontro fu rovinato dal Commissioner “Rowdy” Roddy Piper: una volta che il canadese aveva applicato la sua Sharpshooter, infatti, Piper ordinò di dichiarare Bret vincente senza che Goldberg avesse ceduto (in un’evidente richiamo allo “Screwjob” subito da Hart a WWF Survivor Series ’97); da sottolineare che, proprio in quell’incontro, Goldberg colpì Hart con un malaccorto calcio alla testa, procurando al canadese dei disturbi motori che lo avrebbero poi costretto al ritiro.  Il giorno dopo Bret, affranto per questo esito così poco pulito, annunciò di voler affrontare di nuovo Goldberg in quella stessa serata: durante il match Nash, Hall e Jarrett intervennero ancora contro Goldberg e, mentre “Da Man” cercava di respingere il loro assalto, venne incredibilmente colpito alle spalle dal falso amico Hart. Quella sera Hart, Nash, Hall e Jarrett riformarono il New World Order (“The Band Is Back Together” fu lo slogan usato da Nash) e Goldberg divenne immediatamente il loro principale avversario; una sera, mentre Goldberg stava inseguendo furiosamente i suoi nemici, incappò in una limousine nella quale pensava si nascondesse Nash: nel rompere a pugni il vetro di quella macchina, Goldberg si procurò un serio infortunio al polso, con sospetta lacerazione del tendine.  A causa di questo incidente, Bill scomparve dalle scene per alcuni mesi.

Il fallimentare “turn heel” nell’era-Russo:

Nella primavera del 2000 Vince Russo & Eric Bischoff erano stati messi a capo della WCW, nel tentativo di risollevare la federazione da una grave crisi di idee e di ascolti; i due divisero i lottatori della federazione in due schieramenti, il “New Blood”, formato dalle stelle emergenti e capeggiato proprio dai due dirigenti, e il “Millionaire’s Club”, formato dai lottatori più titolati e più amati dal pubblico.  In questo scenario si costituirono faide in cui i “nomi nuovi” sfidavano membri dello schieramento avversario, e nella fattispecie Tank Abbott prese di mira proprio l’assente Goldberg. Nel maggio del 2000 il “monster truck” di Goldberg apparve nel parcheggio dell’arena e distrusse la macchina di Abbott, annunciando di fatto il ritorno di “Da Man”; poche settimane dopo infatti Goldberg tornò sulle scene per distruggere l’insolente Abbott e per aiutare Kevin Nash nella lotta contro Russo, Bischoff e i membri del “New Blood”. A Great American Bash 2000 (11 giugno) Nash affrontava Jeff Jarrett (nome di punta del “New Blood”) per il titolo mondiale; dopo le interferenze degli alleati di Jarrett, Goldberg intervenne ma clamorosamente tradì Nash, favorendo la vittoria di Jarrett e passando dunque, per la prima volta nella sua carriera, dalla parte degli “heel”. Questo “turn heel” doveva essere un evento scioccante, ma col tempo si rivelò un grande fallimento: nonostante Bill compiesse azioni riprovevoli, come effettuare su Hogan un Jackhammer che lo schiantò su un tavolo o attaccare selvaggiamente “Hacksaw” Jim Duggan (reduce da una battaglia contro un cancro), la folla infatti continuò ad acclamarlo, sancendo dunque il fallimento annunciato della “storyline”. Comunque, il malvagio Goldberg sviluppò la sua rivalità con Nash entrando in possesso del contratto di Scott Hall (fraterno amico di Kevin): a Bash At The Beach 2000 (9 luglio) Goldberg e Nash si affrontarono con in palio il contratto di Hall e la vittoria andò a Bill, a causa del tradimento di Scott Steiner ai danni di Nash.  Il risultato fu che Goldberg stracciò il contratto di Hall, estromettendolo così dalla WCW.

Goldberg ebbe un’opportunità per il titolo mondiale contro Booker T, ma venne sorprendentemente battuto; a New Blood Rising (13 agosto 2000) Bill, Nash e Scott Steiner si affrontarono in un “Three Way Dance” con in palio il posto di “N°1 Contender” per il titolo assoluto e nel corso del match Goldberg incredibilmente si allontanò dal ring, maledicendo Vince Russo e le sue idee. Così Bill tornò “face” e iniziò una faida contro Russo, nella quale venne inizialmente tradito ed ostacolato da Bret Hart e poi da Scott Steiner: a Fall Brawl 2000 (17 settembre) Steiner sconfisse Goldberg grazie all’aiuto di Russo, che la sera dopo annunciò il ritiro di “Da Man”, mostrando una fasulla lettera di dimissioni. Il 25 settembre Goldberg smascherò l’inganno e tornò sulle scene, prendendosi la rivincita su Steiner in un “Cage Match” (grazie all’aiuto di Jumbo Elliott); poco dopo interferì anche in un match che vedeva Russo impegnato contro Booker T.Una settimana dopo, Russo decise di ricattare Goldberg, costringendolo a ripetere la sua striscia di 176 vittorie consecutive, con la minaccia di licenziarlo alla prima sconfitta.  Bill dovette così sostenere incontri a ripetizione contro gli alleati di Russo, essendo costretto a vincere per forza, pena la fine della sua carriera: fra ottobre del 2000 e gennaio del 2001 riuscì a mettere a segno 35 vittorie consecutive, tra cui quelle sui KroniK ad Helloween Havoc e due su Lex Luger a Mayhem e a Starrcade. Rimaneva sulla sua strada la coppia dei Totally Buff (Lex Luger & Buff Bagwell), che dovette affrontare assieme a The Sarge (alias Dwayne Bruce, suo “maestro” al WCW Powerplant) nel ppv Sin (14 gennaio 2001); al culmine dell’incontro Goldberg venne accecato da una bomboletta spray di un “tifoso” a bordo ring e questa fu la causa della sua sconfitta, che provocò la sua sparizione dagli schermi della WCW. Due mesi dopo, la federazione di Atlanta venne acquistata da Vince McMahon ed annessa dunque alla arci-rivale WWF.

Due anni di apparizioni sporadiche:

Anziché accordarsi con McMahon, Goldberg lasciò scadere il suo contratto con la WCW, rimanendo inattivo per tutto il 2001; nel 2002, firmato un contratto con la AOL/Time Warner, apparve in televisione prima come “assistente allenatore” all’All-Star Game della NHL, occasione in cui fu coinvolto in un segmento con Chris Jericho, e poi in una gara automobilistica fra celebrità. Nell’estate del 2002 si trasferì temporaneamente in Giappone, prima facendo da commentatore per un evento del PRIDE, poi accordandosi per alcune date con la All Japan Pro Wrestling: in questa federazione, Bill fece il suo ritorno sul ring dopo un anno e mezzo, apparendo al Budokan Hall il 30 e 31 agosto, quando batté sonoramente prima Satoshi Kojima e poi Tayio Kea.  Inutile sottolineare che le schiaccianti vittorie ottenute da un lottatore straniero, e per di più estraneo alla federazione, contro due stelle emergenti della AJPW sollevarono in Giappone un vespaio di critiche contro i dirigenti della All Japan. Goldberg ricomparve nella AJPW il 17 novembre 2002, all’evento Wrestle-1, quando sconfisse Rick Steiner, e poi il 19 gennaio 2003 al Tokyo Dome, quando in coppia col grande Keiji Mutoh sconfisse i KroniK. Nel frattempo, si stava finalmente realizzando un suo approdo alla WWE, anche se i termini del contratto furono oggetto di numerose polemiche fra le due parti in causa.

Il periodo in WWE:

Bill Goldberg apparve a Raw il 31 marzo 2003, all’indomani di Wrestlemania XIX, quando stese con una Spear The Rock, reo di aver osato troppo nel vantarsi della vittoria ottenuta la sera prima contro Steve Austin. Dopo un’interessante faida, lo scontro finale andò in scena a Backlash 2003 (27 aprile), quando al termine di un ottimo match Goldberg sconfisse Rocky con la solita combinazione Spear-Jackhammer; il verdetto dell’incontro era praticamente scontato, considerati gli impegni del “People’s Champion” a Hollywood, ma come “prima vittima” Bill non avrebbe comunque potuto pretendere di meglio. Nelle settimane successive, Goldberg si impegnò nel distruggere i vari “heel” di media caratura dello show, come Christian e i Three Minute Warning, e nell’instaurare una prima intesa con Steve Austin, divenuto General Manager; entrò poi in rivalità con Chris Jericho, altro avversario di enorme prestigio, rivalità conclusa con la vittoria di Goldberg a Bad Blood il 15 giugno 2003.  Nonostante le vittorie, l’inizio dell’avventura di Bill in WWE non fu molto soddisfacente: gran parte del pubblico infatti aveva preferito sostenere Rocky e Jericho piuttosto che schierarsi dalla parte del nuovo arrivo, conscio delle sue pretese contrattuali: a tal proposito, ricordiamo che il primo “house show” WWE a cui Goldberg ha partecipato si svolse il 14 giugno, cioè due mesi e mezzo dopo che Bill era comparso in televisione. Dopo aver facilmente distrutto anche Rodney Mack, in agosto Goldberg si proponeva ormai come prossimo sfidante dell’odiato Triple H, che deteneva il titolo mondiale di Raw da quasi un anno, offrendo per di più prestazioni sottotono; fu proprio grazie alla contrapposizione ad Helmsley che i fans cominciarono finalmente ad entusiasmarsi per le imprese di Bill.  A Summerslam 2003 il titolo fu messo in palio in un “Elimination Chamber Match” fra HHH, Goldberg, Shawn Michaels, Chris Jericho, Kevin Nash e Randy Orton; Bill entrò nella contesa per ultimo ed ebbe un impatto assolutamente devastante, eliminando tutti gli avversari a parte Triple H, che riuscì ad avere la meglio su di lui grazie allo “sledgehammer” ( il grosso martello da fabbro) che il suo alleato Ric Flair gli passò dall’esterno della gabbia; l’evento si concluse con un durissimo pestaggio dell’Evolution (HHH, Flair ed Orton) ai danni di Goldberg.

La sfida tra Helmsley e Goldberg era dunque lanciata e sarebbe andata in scena al ppv Unforgiven 2003 (21 settembre); per poter avere questa opportunità, Goldberg dovette sottostare alle condizioni di Helmsley, per cui in caso di sconfitta Bill avrebbe dovuto ritirarsi (bella mossa per rendere il risultato ancora più scontato…); le interferenze di Flair e di Orton non furono sufficienti ad arrestare la furia di Goldberg, che uscì vincitore e conquistò così il titolo mondiale di Raw. Dopo aver respinto, il giorno dopo, l’assalto di Chris Jericho, Bill dovette sostenere la vendetta di Triple H, che mise sulla sua testa una taglia di 100.000 dollari per chiunque lo avesse malmenato fino a ridurlo all’impotenza: il primo a provarci fu Rodney Mack, con risultati per lui disastrosi, poi fu la volta di Mark Henry, che fece già una figura migliore; infine, una serie di malintesi portò, il 20 ottobre, ad un incontro tra Goldberg e Shawn Michaels, altro grande nemico di HHH.  Nel corso di questo match comparve sul ring Batista, membro dell’Evolution fermo da mesi per infortunio, che distrusse entrambi i contendenti facendo così risparmiare al suo capo i soldi della taglia. Ciononostante, anche nella rivincita di Survivor Series Goldberg riuscì ad avere la meglio su Triple H; nello stesso show assistemmo al primo confronto verbale tra Bill e Brock Lesnar, campione di Smackdown!, che nelle aspettative di tutti doveva prima o poi incrociare la sua strada con quella di Bill per dare luogo a un match fra due mostri di potenza (anche se Lesnar possedeva anche altre grandi qualità). Il giorno dopo, l’ennesimo tentativo di massacro di Bill da parte dell’Evolution venne interrotto da Kane, che si prese la soddisfazione di effettuare la sua Chokeslam su Goldberg; una settimana dopo un’altra interferenza di Kane interruppe la seconda rivincita tra Goldberg ed Helmsley, e così al ppv Armageddon (14 dicembre) i tre si affrontarono in un “Triple Threat Match”; complice l’ingenuità di Kane e le interferenze dell’Evolution, fu HHH a uscire vincitore e riconquistare dunque il “suo” titolo mondiale. Il giorno dopo, a causa di una selvaggia protesta, il GM Eric Bischoff sospese Goldberg dallo show per un mese, periodo in cui Bill aveva in programma degli incontri in Giappone: il 4 gennaio sconfisse Naoya Ogawa in uno show della Zero One-Hustle.

Tornato a Raw il 19 gennaio, Bill vinse una “Battle Royal” che gli dava il diritto di entrare nella Royal Rumble 2004 con il numero 30.  Prima della rissa, Goldberg e Lesnar ebbero un secondo e acceso scontro verbale, che fu la causa di quanto avvenne poi: poco dopo che Goldberg aveva fatto il suo ingresso nella “Rumble”, Lesnar intervenne eseguendo su di lui la F-5 e favorendo la sua eliminazione da parte di Kurt Angle. Era così preparato il grande scontro di Wrestlemania XX tra Bill Goldberg e Brock Lesnar, per il quale Steve Austin venne nominato arbitro speciale; l’inizio della faida vide Austin regalare a Goldberg un biglietto per No Way Out, ppv del roster di Smackdown!, fra le proteste del GM di Smackdown! Paul Heyman; nella confusione che ne seguì, Bill accidentalmente colpì Austin con una Spear.  A No Way Out (15 febbraio 2004), Goldberg intervenne contro Lesnar, favorendo la sua sconfitta contro Eddie Guerrero. Mancava dunque un mese a Wrestlemania XX e la faida tra i due sembrava più bollente che mai; ma Goldberg aveva già partecipato a tutti gli show WWE previsti dal suo contratto, che scadeva proprio dopo il grande evento del 14 marzo; perciò mentre Bill era impegnato a girare il film “Santa’s Slay”, Lesnar portava avanti la faida prendendosela con Steve Austin, una cosa veramente senza senso perché, dal momento che il texano sarebbe stato l’arbitro del match, quella di Brock non pareva proprio una mossa molto saggia. Si arrivò dunque al momento del grande scontro di Wrestlemania XX: 14 marzo 2004, Madison Square Garden, due autentiche macchine di distruzione l’una di fronte all’altra… per offrire uno spettacolo assolutamente indegno.  Il pubblico dello show sapeva che il contratto di Goldberg era in scadenza senza speranze di rinnovo e che Lesnar aveva improvvisamente deciso, nei giorni precedenti, di lasciare il wrestling per tentare l’avventura della NFL; il risultato furono tredici minuti di smorfie e “shoulder block” tra i due smarriti atleti, mentre il pubblico di New York li copriva impietosamente di fischi.  La vittoria, per quel che contava, andò a Goldberg con un improvviso Jackhammer, ma il vero trionfatore dell’evento fu l’arbitro speciale Steve Austin, che sancì l’addio di Goldberg e di Lesnar alla federazione “salutandoli” entrambi con due Stunner, fra l’esplosione del pubblico che sfogava il suo odio verso i due “traditori”.

Il ritiro, gli impegni cinematografici, i rumours, le MMA

L’infame prestazione di Wrestlemania XX segna l’inizio di un lungo periodo sabbatico per Golberg, che  il 9 aprile 2005 Bill si è sposa con Wanda Ferraton e si dedica principalmente al cinema. dopo aver partecipato al film “The Longest Yard” insieme ad altre stelle del wrestling come Austin e Nash, nel 2005 recita in Babbo Bastardo, nel 2007 in Half Past Day 2 e nel 2008 in Fast Glass. Sono inoltre diverse le sue partecipazioni televisive, da telefilm(Desperate Housewives, Law & Order), a documentari(Automaniac, programma sulle auto su History Channel), arrivando a quell’Hulk Hogan Celebrity Wrestling nel quale svolge il ruolo di allenatore speciale. Per anni, girano rumours sul suo ritorno, sia in WWE che in TNA, che però non si concretizzano. Il 22 giugno 2006 Goldberg commenta per la prima volta le Mixed Martial Arts, nel pay per view della World Fighting Alliance chiamato King Of Streets che si è svolto a Los Angeles; dal 10 febbraio 2007 ha svolto più volte il ruolo di commentatore per la Elite Xc, altra federazione MMA. Bill è inoltre diventato il vice-presidente delle pubbliche relazioni della World Alliance Of Mixed Martial Arts, un’ organizzazione che intende provvedere ai ranking universali dei lottatori e organizzare scontri interpromozionali per i vari titoli.

Il ritorno come part timer

Goldberg effettua il suo ritorno nel mondo del wrestling il 7 luglio 2015, quando, in un evento della Legends of Wrestling, interviene in aiuto di Rob Van Dam, eseguendo una spear su Scott Steiner e una jackhammer su Doc Gallows. Da Man attacca nuovamente Steiner il 23 gennaio 2016, nella sua ultima apparizione per la promotion. Nei mesi seguenti, avviene un clamoroso riavvicinamento tra Da Man e la WWE, che inizialmente portano a una collaborazione di carattere videoludico (il personaggio di Goldberg è il bonus character per chi effettua il pre-ordine di WWE2K17), ma poi sfociano nel ritorno in federazione da parte dell’atleta. Il 17 ottobre, Bill si presenta per la prima volta a Raw dopo tredici anni e mezzo per rispondere alla sfida di Paul Heyman e Brock Lesnar, con quest’ultimo che vuole una rivincita del match di Wrestlemania XX. I due si affrontano alle Survivor Series, ed è nuovamente Goldberg a spuntarla, in un incontro che dura solamente un minuto e mezzo.

Da Man partecipa alla Royal Rumble 2017, ma viene eliminato da Undertaker. Lesnar lo sfida a un ennesimo rematch a Wrestlemania, ma nel frattempo, Goldberg compie un’altra impresa, conquistando il titolo Universale a Fastlane ai danni di Kevin Owens. Il suo regno dura meno di un mese, in quanto a Wrestlemania 33, Brock gli strappa la cintura, rifilandogli la prima sconfitta pulita della sua carriera ; il giorno dopo a Raw, Bill annuncia nuovamente il ritiro dalle scene, e un anno dopo viene introdotto nella Hall Of Fame della WWE. Goldberg torna nuovamente in azione il 7 giugno 2009, quando affronta Undertaker a SuperShowdown, ma il match è un autentico disastro, complice anche una commozione cerebrale subita dal Deadman nelle fasi iniziali della contesa. Da Man si rifà parzialmente a Summerslam, quando ha la meglio su Dolph Ziggler in un buon incontro.

Goldberg riconquista lo Universal Title il 27 febbraio in una nuova edizione di SuperShowdown, dove sconfigge The Fiend e diventa il primo wrestler a laurearsi campione dopo essere stato introdotto nella Hall Of Fame. I piani prevedono un match contro Roman Reigns a Wrestlemania, ma il Big Dog viene poi estromesso dagli show per precauzione in seguito alla diffusione del Covid19. Il suo posto viene preso da Braun Strowman, che porta via la cintura a Da Man nella prima serata dello Showcase Of The Immortals. Dopo nove mesi di assenza, Bill si ripresenta a Raw all’inizio del 2021 per lanciare la sfida a Drew McIntyre, il quale difende con successo il WWE Title alla Royal Rumble.

 

Michele “Jena” Di Francesco e Alessandro Bogazzi

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