Il Royal Rumble match è da molti considerato come l’evento più affascinante della storia del wrestling, grazie alla sua imprevedibilità, all’attesa per le entrate, alle varie rivalità che nascono, proseguono o terminano durante l’incontro e, dal 1993, per l’opportunità concessa al vincitore, cioè affrontare il campione WWF nel main event di Wrestlemania.
La prima Royal Rumble, diversa dalla classica battle royal (durante la quale i lottatori iniziano a lottare tutti insieme, anziché entrare ogni 2 minuti, tempo che poi varierà col passare degli anni) vide la luce il 4 ottobre 1987 in un house show di Saint Louis, e fu vinta da One Man Gang, che eliminò per ultimo Junk Yard Dog, per poi essere promossa a grande evento qualche mese dopo.

ROYAL RUMBLE 1988 – 24 gennaio – HAMILTON
Quella che viene considerata la prima Royal Rumble, non fu trasmessa in ppv, ma irradiata live su USA Network, in contemporanea con l’edizione del ppv NWA Bunkhouse Stampede, al quale inflisse una sonora batosta in termini di ascolti.
Oltre ai match che andremo ad evidenziare, durante lo show viene trasmesso il tentativo di Dino Bravo di stabilire un nuovo record di sollevamento alla panca (tentativo “riuscito” grazie alla collaborazione di Jesse Ventura) ma soprattutto alla firma del contratto tra Hulk Hogan ed Andrè the giant, per il loro grande rematch da tenersi durante il primo The Main Event, uno spin-off del più famoso e collaudato Saturday night’s main event, in programma il 5 febbraio, live, ad Indianapolis (evento che segnerà il più alto rating della storia del wrestling)
Andrè è ora accompagnato dal neo arrivato Million Dollar Man Ted Dibiase, desideroso di conquistare il titolo WWF in ogni modo, ed attacca l’Hulkster al termine del segmento, indebolendolo in vista del match.
Nel primo incontro della card, Ricky Steamboat sconfigge Rick Rude, che viene squalificato per aver colpito volutamente l’arbitro Dave Hebner. Un ottimo incontro, di oltre 15 minuti, macchiato dall’errore di Steamboat che, imprigionato in una mossa di sottomissione, fa cadere il braccio 3 volte, costringendo l’arbitro a far finta di nulla ed alzarglielo una quarta volta.
Nel secondo match, le Jumping Bomb Angels sconfiggono le Glamour Girls (Lelani Kai & Judy Martin) in un incontro al meglio delle 3 cadute, conquistando il titolo di coppia femminile (nel replay della terza caduta si nota come la Martin alzi la spalla al conto di 2, un fatto che si ripeterà qualche giorno dopo, nel ben più importante match tra Hulk ed Andrè)
L’incontro previsto tra Killer Bees e Demolition viene cancellato, e si può passare alla “rissa reale” a 20 uomini.
I primi ad entrare sono Bret Hart e Tito Santana (attuale campione di coppia con Rick Martel, titolo strappato proprio alla Hart Foundation) mentre il primo eliminato è Butch Reed. Da segnalare l’entrata anticipata di Nikolaii Volkoff, rispedito perciò dagli arbitri nello spogliatoio, fino al momento del suo corretto ingresso. Ultimate Warrior, non ancora considerato ad alti livelli, rimedia una magra figura, entrando per terzultimo ma venendo gettato sopra la corda più alta 4 minuti dopo da Dino Bravo & One Man Gang. La vittoria va ad Hacksaw Jim Duggan, che elimina per ultimo proprio il futuro Akeem.
Il main event si svolge tra gli Islanders (Haku & Tama) e gli Young Stallions (Jim Powers & Paul Roma) in un best 2 of 3 falls, con un netto 2-0 a favore degli isolani.

ROYAL RUMBLE 1989 – 15 gennaio – HOUSTON
Nei 2 dark match, Jim Powers sconfigge Barry Horowitz, mentre Sam Houston batte Steve Lombardi
Durante i segmenti di intermezzo di quello che è il primo ppv della Royal Rumble, è da sottolineare l’atteggiamento deluso ed arrabbiato di Ted Dibiase che, al momento del sorteggio, si comporta come se avesse estratto uno dei primissimi numeri, avvenimento che cercherà di rimediare prima dell’inizio del match.
Il primo incontro è un 3 vs 3 in cui Hacksaw Jim Duggan & Hart Foundation sconfiggono Dino Bravo & Fabulous Rougeau Brothers in un best 2 of 3 falls, con lo schienamento decisivo di Bret su Dino Bravo.
Successivamente, la campionessa femminile Rockin’ Robin schiena Judy Martin, mantenendo il titolo, pronta a difenderlo dall’assalto dell’ex campionessa Sensational Sherri, presente per l’occasione al fianco del team di commento.
Il terzo incontro, che non verrà inserito nel mercato dell’home video sino all’uscita del cofanetto di dvd “Royal Rumble anthology” è la sfida tra King Haku ed Harley Race, che dovette abbandonare il titolo di king qualche mese prima, a causa di un infortunio subito per mano di Hulk Hogan. Oltre alla corona, in palio vi sono anche i servigi di Bobby Heenan, e la vittoria va ad Haku, con Race che praticamente sparirà subito dal wrestling lottato.
La rissa reale, promossa giustamente a main event rispetto all’anno precedente, si apre subito con una sorpresa che dimostra come ogni uomo lotti per sé stesso: infatti il numero 1 ed il numero 2 sono i membri dei Demolition, Ax e Smash, che si danno battaglia sino all’arrivo di Andrè the giant, contro il quale si alleano fino all’eliminazione di Smash per mano del colosso di Grenoble.
Andrè prosegue nella sua opera di demolizione eliminando anche Ronnie Garvin ed il suo attuale rivale Jake Roberts, che però subito si vendica portando sul ring il serpente Damien (che qualche tempo prima causò un attacco di cuore al gigante, durante il post match di un Saturday night’s main event, che vedeva affrontarsi Jake e Rick Rude) costringendo Andrè ad autoeliminarsi per fuggire negli spogliatoi.
Il 15° ad entrare (su 30, a differenza della prima edizione, che fu a 20 uomini) è il campione in carica Machoman, seguito poco dopo (col numero 18) dal compagno nei Mega Powers, cioè Hulk Hogan. Il loro sodalizio, dopo diverse eliminazioni, viene messo seriamente in crisi quando, mentre Savage e Bad News Brown sono in lotta vicino alle corde, Hogan interviene eliminando entrambi, causando il ritorno sul ring del campione, desideroso di spiegazioni e di vendetta. La calma viene riportata grazie all’intervento della manageressa Miss Elizabeth, con i due atleti che si stringono la mano dopo alcuni istanti di tensione. Ma la situazione precipiterà un mese dopo…
Rimasto senza il suo partner, Hogan deve soccombere all’attacco combinato delle Twin Towers (Big Boss Man & Akeem) entrati rispettivamente col numero 22 e 23. Hulk riesce a prendersi una piccola rivincita colpendo successivamente entrambi, ed eliminando poi Boss Man facendolo cadere da fuori ring mentre quest’ultimo era vicino alle corde.
Col numero 30 fa il suo ingresso Ted Dibiase, che evidentemente era riuscito a scambiare il suo numero di ingresso pagando qualche altro wrestler. Purtroppo per lui questo non gli basta a trionfare, venendo eliminato per ultimo dal vincitore Big John Studd, appena rientrato in federazione.

ROYAL RUMBLE 1990 – 21 gennaio – ORLANDO
Nel dark match, Paul Roma schiena Brooklyn Brawler
Quest’anno, per evitare i trucchi dell’anno scorso, viene aumentata la sicurezza intorno al sorteggio, con Ted Dibiase che, ironia della sorte, pesca proprio il numero 1. Anche il numero 30 viene rivelato in anticipo, con Mr. Perfect che dichiara infatti di avere estratto il “perfect number”.
Oltre ai match, segnaliamo anche il Brother Love Show con protagonista Sensational Queen Sherri, interrotta poi da Sapphire, con conseguente scontro che vede protagonisti anche Machoking Randy Savage e Dusty Rhodes, preludio del match che vedrà luce a Wrestlemania VI.
Nel primo match, i Bushwhackers bissano la vittoria ottenuta a Wrestlemania 5 ai danni dei Fabulous Rougeau Brothers, che qui combatteranno l’ultimo match come team.
Tocca poi a Brutus the barber Beefcake e The Genius Lanny Poffo, che terminano il loro incontro per doppia squalifica. Nel post-match, Brutus riesce a tagliare i capelli all’avversario, sino all’intervento di Mr. Perfect, col quale inizia così una rivalità che li porterà a vedersela durante Wrestlemania 6.
Il terzo incontro è un only submission match tra Rugged Ronnie Garvin e Greg the hammer Valentine. Il primo era stato costretto al ritiro dopo aver perso un match contro lo stesso Valentine durante un episodio di WWF Superstars del 16 aprile 1989 (erroneamente si pensa che quello tra Savage e Warrior di WM 7 sia stato il primo “career ending match” della federazione) ed aveva intrapreso la carriera di arbitro, colpendo gli heel di turno. Durante Summerslam aveva proclamato (come special announcer) Hercules vincitore del match contro Valentine, che invece aveva trionfato sul ring. Per questo, Jimmy Hart e lo stesso Valentine avevano chiesto ed ottenuto il reintegro dell’ex campione NWA, fino ad arrivare a questo incontro. I due contendenti sembrano non capire la stipulazione, cercando diverse volte lo schienamento. La vittoria va, dopo quasi 20 minuti, a Garvin, che vince quindi lo scontro tra la sua “Scorpion death lock” e la “figure four leglock”.
Nell’ultimo match prima della rumble, Hacksaw Jim Duggan batte Big Bossman per squalifica, scattata dopo che il poliziotto ha colpito il patriota con il suo manganello. Duggan si rifà successivamente, aggredendo il rivale ed il suo manager Slick con la spranga di legno
Come detto poco fa, è Ted Dibiase ad aprire la rissa reale, seguito da Koko B. Ware. Il Birdman viene subito eliminato, e la stessa sorte tocca a Marty Jannetty. Poi, fino al quattordicesimo minuto, si susseguono solo entrate, ma tocca a Jake Roberts volare sopra la corda più alta. Uno dei favoriti, il solito Andrè the giant, viene eliminato intorno al 28esimo minuto, grazie alla collaborazione dei 2 Demolition, coi quali era in corso un feud (Andrè ed Haku, chiamati ora Colossal Connection, avevano strappato il titolo di coppia da Ax & Smash).
Fuori un gigante, ne arriva un altro, Earthquake, che elimina subito Dusty Rhodes ed Ax, prima di capitolare quando ben 5 wrestlers capiscono che solo alleandosi possono estrometterlo dal combattimento.
Col numero 21 è il momento del campione intercontinentale Ultimate Warrior, da tempo acclamato al pari del solito Hulk Hogan, che lo raggiunge col numero 25. I due campioni iniziano una serie di eliminazioni, fin quando rimangono soli sul ring, tra il tripudio generale. L’epico scontro dura poco più di un minuto, quando tocca a Barbarian fare il suo ingresso, e Rick Rude deve anticipare la sua entrata per aiutarlo a contrastarli. I due heel sono sul punto di eliminare Warrior, ma Hulk interviene in suo soccorso… però in questo modo il campione intercontinentale cade dal ring, e ancora una volta Hulk elimina un amico. Warrior rientra sul quadrato, colpisce Barbarian e Rude prima di andare nel backstage, poi entrano Hercules col 29 e Mr. Perfect col 30. Hercules elimina Barbarian, ma subito dopo è il suo turno, cortesia di Rick Rude, che può così aiutare il futuro compagno di scuderia (nella Heenan family) nella lotta contro il campione WWF. Ma l’alleanza dura poco: Perfect sta tenendo Hogan da dietro, per permettere a Rude di colpirlo, ma Hulk si sposta, Rude colpisce Hennig che vola fuori ring salvandosi sull’apron. Hogan allora lancia Rude verso le corde, Perfect le abbassa e Ravishing è eliminato! Perfect va subito all’assalto di Hogan, mettendolo anche nel perfect plex, ma col classico Hulk up il campione si rialza e trionfa, legittimando il proprio titolo.

ROYAL RUMBLE 1991 – 19 gennaio – MIAMI
Nel dark match, Jerry Saggs schiena Sam Houston
Nel primo incontro, i Rockers sconfiggono gli Orient Express, in un match spettacolare, della durata di quasi 20 minuti, prendendosi la rivincita dopo quanto avvenuto a Wrestlemania VI.
Big Bossman schiena Barbarian, continuando la sua striscia vincente contro i membri della Heenan family, che lo porterà ad affrontare il campione IC Mr, Perfect a WM 7
Si arriva quindi al match valevole per il titolo WWF. Precedentemente, nella serata, Mean Gene stava intervistando Ultimate Warrior quando Sensational Sherri era uscita a pregare il campione di concedere una title shot a Randy Savage nel caso fosse riuscito a superare Slaughter (il sergente aveva promesso a Machoking un eventuale match titolato, e così Sherri voleva essere certa che il suo assistito potesse lottare per il titolo indipendentemente dall’esito del match della Rumble). Nonostante le pressanti proposte di Sherri, alcune anche un po’ osè, Warrior aveva risposto con un secco: “Nooo!” mandando su tutte le furie lei e Machoking.
Si passa così al piano B: Sherri interferisce diverse volte nel match, permettendo poi a Savage di colpire in testa Warrior con lo scettro, dando in questo modo via libera a Slaughter per lo schienamento vincente, nella sorpresa di un pubblico rimasto in silenzio, sbigottito.
Nel quarto incontro, The Mountie schiena Koko B. Ware. Questo match non verrà incluso nel video dell’evento fino all’uscita del cofanetto di dvd “Royal Rumble Anthology” (mentre noi italiani l’abbiamo potuto vedere commentato da Dan Peterson nello speciale sul ppv)
Nell’incontro successivo, Ted Dibiase & Virgil sconfiggono Dusty Rhodes e suo figlio Dustin, dopo un rollup di Ted su Dusty. A fine match Dibiase umilia nuovamente Virgil, che pone fine ad anni di “onorevole” servizio colpendo The Million Dollar Man con la sua cintura. I Rhodes torneranno invece alla WCW.
Il royal rumble match inizia con Bret Hart e Dino Bravo. Quest’ultimo viene eliminato dal terzo entrato, cioè dal compagno di scuderia Greg Valentine, che poi colpirà anche Jimmy Hart sancendo il proprio passaggio a face.
Col numero 12 entra Undertaker, che elimina subito Bret Hart (resistito oltre 20 minuti). La rivalità tra Martel e Roberts prosegue ancora a favore del primo, che estromette il rivale. Non entra nessuno col numero 18, assegnato a Randy Savage, che però si stava nascondendo dalla furia di Ultimate Warrior. Ci vuole un’azione combinata degli LOD per far fuori Taker, poi tocca ad Hogan ed Earthquake fare un po’ di piazza pulita: tra i tanti, il canadese elimina Bushwhacker Luke dopo soli 4 secondi, mentre Hogan elimina l’amico Tugboat quando costui stava per eliminare Martel, dimostrando (come negli anni passati con Savage o Warrior) di non guardare in faccia a nessuno, salvo poi recriminare un anno dopo…
Successivamente vanno fuori Rick Martel (iron man con 52 minuti di permanenza) per mano di Bulldog, a sua volta estromesso da Quake & Brian Knobbs, che sembrano avere così vita facile con Hogan. Ma Hulk resiste agli attacchi combinati ed allo splash del terremoto, eliminando prima Knobbs e, dopo una bodyslam, gettando oltre la terza corda anche lo stesso Earthquake, bissando il successo dell’anno prima.

ROYAL RUMBLE 1992 – 19 gennaio – ALBANY
Quest’edizione sarà difficilmente raggiungibile in termini di spettacolarità, importanza, livello dei partecipanti, scontri incrociati, attesa e posta in palio.
Qualche mese prima, durante Survivor Series, Undertaker aveva strappato il titolo WWF dalle mani di Hulk Hogan, grazie anche all’aiuto di Ric Flair, da poco arrivato dalla WCW e autoproclamatosi “il vero campione del mondo”. Solamente 6 giorni dopo, nel ppv speciale This Tuesday in Texas, l’Hulkster si riappropria della cintura, ma anche lui lo fa in maniera sporca, gettando il contenuto dell’urna di Paul Bearer negli occhi del rivale. Il presidente Jack Tunney decide così di rendere vacante il titolo, e di riassegnarlo al vincitore della Royal Rumble.
Due giorni prima della Rumble, Bret Hart, campione intercontinentale, viene sconfitto in un match in house show dallo sfidante Mountie, in un incontro che si sarebbe dovuto svolgere al ppv (si disse che Bret aveva problemi col contratto, e per questo fu privato del titolo, ma nel suo libro egli stesso scriverà che fu fatto tutto ad arte per arrivare al match contro Piper di Wrestlemania 8, che l’avrebbe reso over).
Così l’incontro titolato divenne Mountie – Rowdy Roddy Piper, che si aggiunse agli altri match della card: Orient Express – New Foundation; Legion of doom – Natural Disasters (valido per i titoli di coppia) e Bushwhackers – Beverly Brothers
19 gennaio 1992, una data indimenticabile. Con un Dan Peterson in forma strepitosa, assistiamo ad un memorabile pay per view.
Chris Walker esce vittorioso dal dark match contro Brooklyn Brawler.
Nel match di apertura, tra Orient Express e New Foundation (Owen Hart e Jim Neidhart) a farla da padrone è lo spettacolo, mentre il trionfo sul ring va al fratello minore di Bret ed al suo partner.
Roddy Piper si laurea nuovo campione intercontinentale, conquistando il primo titolo in anni di militanza in WWF.
L’incontro tra Bushwhackers e Beverlys è solo comedy wrestling, unica pecca di un ppv eccezionale..
I Natural Disasters sconfiggono i Legion of doom, ma solo per conteggio fuori, ridimensionando i campioni ma senza riuscire a strappare loro le cinture.
E’ quindi il momento della rissa reale. Ad entrare come primi sono British Bulldog (che aveva vinto una speciale Battle royal all’Albert Hall, in Inghilterra) e Ted Dibiase (sfortunato come nel 1990 ad entrare subito).
Bulldog riesce ad eliminare l’uomo da un milione di dollari, ed attende l’entrata del numero 3. Con grande dispiacere di Bobby Heenan e di Dan Peterson, è Ric Flair a fare la sua entrata. Uno dei favoritissimi è costretto quindi a dover resistere almeno 56 minuti (Flair era famoso in NWA per la sua resistenza in match lunghissimi da un’ora o quasi, ma questo il tifoso WWF medio non lo sapeva)
Bulldog dimostra subito la sua potenza contro Ric, che si salva in varie occasioni, anche grazie all’intervento di altri lottatori.
Davey Boy Smith elimina poco dopo anche Jerry Sags ed Haku, portandosi a 3 eliminazioni su 3 (ci vorranno poi circa 15 minuti per assistere alla quarta eliminazione)
Col numero 6 tocca a Michaels presentarsi nel ring, accolto da insulti e lanci di oggetti.
Poi, tra gli altri, tocca anche a Texas Tornado e Greg Valentine entrare sul quadrato, scagliandosi subito contro Flair, col quale c’erano state aspre battaglie in NWA, WCCW, ecc (i fan più accaniti, che seguivano Flair ovunque, apprezzarono la scelta di ricordare il passato, anche se non erano rivalità made in WWF)
Flair comunque riesce a resistere, arrivando anche ad eliminare British Bulldog, con una mossa di gran furbizia.
Michaels invece è eliminato per mano di El Matador Tito Santana, riuscendo tuttavia ad eliminare lui stesso Tito.
Flair, dopo aver eliminato anche Big Boss Man, crolla al centro del ring, in attesa del 15° partecipante.
Purtroppo per lui si rivela essere il suo nemico, Rowdy Roddy Piper, intenzionato a vincere 2 titoli nella stessa serata.
Piper imprigiona Ric nella sua micidiale sleeper hold, e viene il momento dell’entrata numero 16: Jake the snake Roberts.
Dapprima Jake si fa in disparte, tra il tripudio del pubblico, ma poi attacca Piper, impedendogli di eliminare Flair. Ric è convinto di aver trovato un alleato, ma invece viene colpito anche lui da the snake.
Si arriva poi all’entrata numero 20 (da questo momento possono entrare sia Hogan sia Undertaker, favoriti nel sorteggio per essere stati gli ultimi campioni)
Ed è proprio “il becchino” a comparire, mettendo a frutto l’alleanza con Roberts.
Ma subito dopo è il nemico mortale di Jake ad entrare: Machoman, desideroso di mettere le mani addosso a colui che aveva attaccato Miss Elizabeth.
Riesce ad eliminare Roberts, ma poi commette un incredibile errore, saltando fuori ring dalla terza corda. Gli arbitri però fanno finta di nulla (Savage, secondo i programmi, non doveva essere eliminato) e Macho può continuare ad inseguire il titolo.
Intanto Flair continua a resistere, pur non eliminando nessuno.
Col numero 26 è il momento di Hulk Hogan! Subito elimina The Undertaker! E poi tocca anche a Berzerker.
Col 28 tocca a Sergeant Slaughter, mentre il 29 è il numero di Sid Justice, rientrante dopo un infortunio e tifatissimo dal pubblico.
Dopo l’eliminazione di Sgt. Slaughter (lanciato come un pupazzo dall’altra parte del ring da Sid Justice) e di Irs, Sid e Hulk (si parla di un’alleanza tra loro) eliminano Warlord, entrato col numero 30.
A questo punto rimangono: Piper, Rick Martel (che era uscito, ma tra la seconda e la terza corda), Randy Savage, Ric Flair, Hulk Hogan, Sid Justice.
Piper e Martel vengono eliminati da Justice mentre lottano a bordo ring, Savage viene anch’esso estromesso da Sid con la complicità di Flair.
Sid rimane immobile a guardare Hogan tentare di gettare fuori Flair, poi si guarda in giro, sembra pronto ad aiutare Hogan, ma invece si avvicina e lo elimina!
Il pubblico si divide, tra chi lo sostiene e chi lo fischia (successivamente i fischi saranno cancellati nelle trasmissioni e nei dvd)
In effetti la rissa reale ha il motto: “ognuno per sè stesso”, e Hogan negli anni passati eliminò Savage, Warrior e Tugboat, suoi alleati, quindi Sid è dalla parte della ragione, pronto a conquistare il titolo, contro un Flair distrutto.
Ma Hogan non ci sta e, antisportivamente, prende Sid per un braccio, cercando di eliminarlo, lasciando piuttosto la vittoria al suo nemico Ric Flair.
E così accade: Flair si rialza e, sollevando una gamba a Justice, grazie al contemporaneo aiuto di Hogan, riesce a trionfare dopo un’epica battaglia di un’ora, divenendo così il campione indiscusso della WWF!
Al termine Sid e Hulk rimangono a centro ring, pronti ad affrontarsi, col pubblico schierato in gran parte col neo arrivato, fin quando i dirigenti riescono a riportare la calma.
Vista l’importanza del ppv, che festeggia il ventennale proprio nel 2012, andiamo a valutare le performance di ciascun lottatore
-) New Foundation: l’accoppiata Jim Neidhart & Owen Hart, che ha debuttato da poche settimane, si dimostra degna erede dell’illustre Hart Foundation, peccato che Neidhart (licenziato a novembre e successivamente reintegrato) verrà nuovamente allontanato dalla federazione. Ad ogni modo, grande prova di tecnica e spettacolarità. Voto: 8
-) Orient Express: da quando Kato (Paul Diamond) ha rimpiazzato Sato (riformando con Tanaka quelli che in AWA erano noti come Bad Company) gli Orient hanno offerto il miglior match della Rumble 91, e bissano l’opera quest’anno, dopo essere stati per molti mesi lontano dalle scene (e spariranno subito dopo, almeno come coppia). Voto: 8
-) Rowdy Roddy Piper: rientrato per rivaleggiare con Ric Flair, conquista il titolo IC (per il quale non avrebbe neppure dovuto combattere, ma Hot Rod servirà per lanciare Bret Hart a Wrestlemania VIII), è protagonista di un gran segmento di Rumble con Flair (e, successivamente, Jake Roberts) ed arriva fino in fondo alla rissa, stando sul ring ben 34 minuti (secondo solo a Flair). Non aveva grandi chance di vittoria, ma esegue ottimamente il suo ruolo di outsider. Voto: 8
-) The Mountie: perchè mettere un wrestler come pretendente al titolo, se poi non lo si rende credibile? Ottiene la cintura per caso, e subito la perde. Già sconfitto da Bossman a Summerslam ’91, questa sconfitta lo fa scendere di molto nei ranghi della WWF (seguiranno due anonime partecipazioni a WM 8 e Summerslam ’92, per poi sparire dalle scene, anche se avrebbe dovuto lottare nuovamente per il titolo IC a Survivor Series ’92). Voto: 4.5
-) Bushwhackers: in carriera hanno ottenuto fin troppo, grazie al loro difficilmente concepibile appeal sul pubblico (e pensare che in NWA erano heel) ma si sono sempre dimostrati delle macchiette, e questa volta sono pure accompagnati dallo scemo Jamison. Oltre 10 minuti di noia nel loro match, ma perlomeno ne escono sconfitti. Voto: 3
-) Beverly Brothers: da diversi mesi in federazione, non riescono ad ottenere un’identità, e di certo non aiuta il feud coi Bushwhackers. Riusciranno comunque a mantenere un minimo interesse grazie alla striscia vincente che li accompagnerà sino al match titolato, perso ma combattuto bene, di Summerslam 1992. Voto: 4.5
-) Legion of doom: nessuno era mai riuscito a tenergli testa, raggiungendo anche vette di popolarità mai raggiunte da un tag team. Tuttavia, non escono benissimo dal match contro Typhoon & Earthquake, salvando le cinture solo grazie ad un count-out. Un mese dopo dovranno abdicare a favore di Irs & Ted Dibiase in un house show (cambio di titolo improvviso dovuto alla sospensione di Hawk, trovato positivo ad un controllo antidoping) per poi rientrare a Wm 8 e sparire dopo Summerslam. Voto: 5.5
-) Natural Disasters: una coppia che sembra inarrestabile rimane fregata dalla vittoria per count-out. Ingenuamente (come se non conoscessero il regolamento) i due mastodonti e Jimmy Hart pensano di essere comunque i nuovi campioni. A febbraio saranno i Money Inc. a togliere il titolo agli LOD (grazie all’aiuto dei Disasters, che però, nella storyline, diranno di essere rimasti vittime del tradimento di Jimmy Hart, turnando così face. Tanto nessuno, tranne gli spettatori dell’arena, ha potuto vedere quanto realmente accaduto). Voto: 6
-) British Bulldog: in rampa di lancio da molti mesi (avrebbe dovuto sfidare lui Perfect a Summerslam ’91) arriva alla Rumble dopo aver trionfato nella battle royal all’Albert Hall, davanti al pubblico di casa. Si può considerare quindi come uno degli outsiders, e compie una grande prestazione, fino ad essere eliminato da un’astuzia di Flair. Voto: 8
-) Ted Dibiase: ancora dall’inizio, come nel 1990, la sua carriera da singolo è in fase calante, ma potrebbe comunque dire la sua. Viene invece eliminato subito da Bulldog, a causa della sua presunzione (pensava di averlo eliminato). Voto: 4.5
-) Ric Flair: uno dei favoritissimi entra col numero 3, facendo calare quasi del tutto le sue possibilità di vittoria. Ma chi lo seguiva nei tempi d’oro della NWA/WCW sapeva che la sua peculiarità era la resistenza fisica (come dimenticare i match con Steamboat, che purtroppo lasciò la WWF prima delle Series, oppure Sting?) e tutto l’evento è concentrato sui tentativi degli avversari di eliminarlo, riportando in auge vecchie rivalità contro Piper, Valentine, Kerry Von Erich, strizzando così l’occhio a quei tifosi che sapevano come non esistesse solo la World Wrestling Federation. Una prestazione stellare, insuperabile. Voto: 9
-) Jerry Sags: senza il suo compagno Brian Knobbs (accoltellato il 5 gennaio durante una rissa avvenuta a Peoria con alcuni “balordi”, che vide coinvolti anche Sags ed Irs) può solo fare la comparsa, e così avviene. Voto: non giudicabile
-) Haku: da tempo lontano dalle scene, rientra per sostituire l’infortunato Marty Jannetty. Nessuna pretesa per lui, che tornerà nel dimenticatoio immediatamente dopo l’eliminazione. Voto: non giudicabile
-) Shawn Michaels: dopo aver gettato l’ex partner Jannetty attraverso la vetrata del Barber shop, l’attesa nei suoi confronti è molto alta. Accolto dagli oggetti tirati da fan, potrebbe essere un outsider pericoloso, in attesa della resa dei conti con Jannetty per WM8 (che verrà poi rinviata a causa del licenziamento di Marty, sostituito nei programmi da Santana, che si era eliminato proprio assieme a Michaels). Notevoli i suoi continui salvataggi dall’eliminazione, avrebbe dovuto stare di più sul ring, comunque lascia il segno. Voto: 6.5
-) El Matador: la nuova gimmick ha dato un po’ di linfa a Tito Santana, ma comunque non ci sono grosse apettative per lui nella rissa. Si autoelimina con Michaels, col quale si scontrerà a WM 8 prima di ricominciare la fase calante. Tempo di permanenza di 14 minuti. Voto: 6
-) Barbarian: relegato ad alcune puntate di Prime Time Wrestling, avrebbe dovuto affrontare Bret Hart con in palio il titolo IC a Tuesday in Texas, prima di essere rimpiazzato da Skinner senza alcun annuncio. Nessuna possibilità di andare oltre il ruolo di comprimario, e così fa, resistendo 13 minuti. Voto: 6
-) Texas Tornado: in crollo verticale dopo essere stato campione IC, riprende durante la Rumble lo scontro con Flair (al quale strappò il titolo NWA nel lontano 1984) ma fa poco altro, prima di sparire dalle scene e suicidarsi a causa dei suoi problemi di droga. Voto: 5.5
-) Repo Man: personaggio scadente, nessuna attesa per lui nella Rumble, però elimina Volkoff e Valentine. Voto: 6
-) Greg the hammer Valentine: relegato da tempo ai margini della federazione, non si pretende molto da lui, però battaglia con Flair a colpi di figure 4. Voto: 6
-) Nikolai Volkoff: Dan Peterson lo accoglie così: “oh, Nikolai Volkoff, non era neanche in programma… Una voce dal passato”. Chiamato giusto per fare numero, la sua apparizione non può essere valutata. Voto: non giudicabile
-) Big Boss Man: dopo un ottimo 1991, arriva alla Rumble deciso a non fare solamente la comparsa. Si comporta bene, salvandosi da un attacco di Flair ma capitolando poco dopo. Non si può dire che sia stata una prestazione da ricordare, visto che sta sul ring solo 4 minuti, ma nemmeno pessima. Voto: 6
-) Hercules: praticamente fuori dal giro, sostituì Big Bully Busick alle Survivor Series, e si presenta alla Rumble come riempitivo. Nessuna attesa, niente di degno da ricordare. Verrà cacciato un mese dopo, per non aver venduto le mosse di Sid Justice (o forse non le vendette proprio perchè già certo del licenziamento) Voto: non giudicabile
-) Rowdy Roddy Piper: già valutato precedentemente, vedere sopra
-) Jake the snake Roberts: uno che ha sempre creato interesse anche se non è mai entrato in alcun giro titolato, arriva alla Rumble forte dell’alleanza con Undertaker, e dopo aver attaccato Sid Justice e Machoman (Sid aveva rimpiazzato Warrior nel feud, e poi fu Savage a rimpiazzare Sid, infortunato) si prospetta una rissa reale incandescente. Si mette a guardare Piper colpire Flair, salvo poi intervenire, ma contro entrambi. Viene eliminato proprio da Machoman, ma il suo compito di comprimario lo svolge alla grande. Voto: 7
-) Hacksaw Jim Duggan: anche lui in fase calante, si fa comunque sempre sentire, grazie all’apporto del pubblico al suo classico “USA – USA!”. Delude un po’ le aspettative, eliminandosi assieme a Virgil, ma resiste circa 20 minuti. Voto: 6
-) IRS: buon lottatore, ma personaggio che non hai mai detto un granché, è sempre stato tenuto in buona considerazione dalla federazione, sia prima sia dopo la Rumble. La sua partecipazione non lascia momenti indelebili, eppure arriva in fondo, ben oltre le proprie possibilità, stabilendo il terzo tempo di permanenza sul ring, quindi merita un giudizio alto. Voto: 7
-) Superfly Jimmy Snuka: rientra giusto per la Rumble. Nulla da segnalare. Voto: non giudicabile
-) Undertaker: grande attesa per lui, desideroso di riprendersi il titolo, sfruttando magari l’alleanza con Roberts. Entra subito col numero 20 (primo numero che lui o Hogan avrebbero potuto “pescare”, in quanto ultimi detentori della cintura) colpisce duramente tutti, senza guardare in faccia a nessuno, e perde quasi immediatamente il compagno Jake, eliminato da Savage. Resta sul ring 13 minuti, ma appena entra Hogan, questi lo getta oltre la terza corda grazie ad un “braccio teso”. Farlo arrivare tra gli ultimi 5-6 sarebbe stato ideale, anche per vederlo contro Sid. Prestazione quindi al di sotto delle aspettative. Voto: 6.5
-) Machoman Randy Savage: reintegrato da Jake Tunney per combattere Jake Roberts, partecipa alla Rumble più per mettere le mani addosso al rivale che non per vincerla, e infatti si autoelimina in un eccesso di foga. Gli arbitri però fanno finta di niente (evidentemente non doveva andare così) e può ambire ad essere tra i favoriti. Arriva così fino in fondo, ma saprà sfruttare a suo favore questo piazzamento, andando per il titolo WWF a Wrestlemania VIII. Voto: 7.5
-) Berzerker: nessuna possibilità per lui, e risultato che conferma le previsioni, sta però sul ring 9 minuti, fino all’arrivo di Hogan. Da un colosso del genere, ci si poteva aspettare qualcosa in più. Voto: 5.5
-) Virgil: finito il feud con Ted Dibiase, il suo personaggio rimane a jobbare a chiunque. Prova un tag team prima con Santana e dopo con Bossman, ma senza successo. Riempitivo. Voto: 5
-) Col. Mustafa: speranze nella Rumble? Nessuna. Risultato ottenuto: niente. Voto: non giudicabile
-) Rick the model Martel: tornato in federazione poche settimane prima del ppv, sfrutta a dovere il numero di ingresso favorevole, arrivando tra gli ultimi, prima di essere eliminato da Sid mentre era in corso uno scontro con Piper (anch’esso eliminato). Manda in confusione Dan Peterson, uscendo tra la seconda e la terza corda (“oh oh, non puoi Rick Martel, non puoi… Ma io non capisco questo, per me Rick Martel era eliminato”). Risultato ben oltre le aspettative. Voto: 6.5
-) Hulk Hogan: dopo aver vinto le ultime 2 edizioni, in chiave smart è difficile poter pensare che si ripeta, soprattutto dopo il doppio cambio di titolo. Ovviamente la sua partecipazione è da ricordare, ma l’eliminazione antisportiva di Sid lo ridimensiona parecchio agli occhi del pubblico. Voto: 7
-) Skinner: nessuna possibilità per lui, che non sfrutta neppure l’entrata con un numero alto. Voto: non giudicabile
-) Sgt. Slaughter: finita la guerra del golfo, il suo personaggio è tornato nell’ambito a lui più consono, quel del patriota midcarder. Buono comunque per fare il comprimario nella rissa, visto anche il numero di ingresso. Voto: 6
-) Sid Justice: tifatissimo dal pubblico, si era infortunato prima di Survivor Series, e questo gli aveva bloccato l’ascesa. Rientra apposta per la rissa, nonostante la forma non ottimale, ed è da considerarsi uno dei favoriti, considerazione aumentata anche dall’entrata col numero 29. Fa piazza pulita di diversi wrestlers, tra i quali Hulk Hogan, che si vendica aiutando Flair ad eliminare l’ex amico. Voto: 8
-) Warlord: anche alla Rumble dimostra come abbia solo una notevole stazza, che non l’ha comunque portato a risultati apprezzabili. Tre secondi di permanenza nel 1989, un minuto e mezzo nel 1991, e due minuti quest’anno. Serve solo a far sembrare Sid e Hulk realmente alleati. Voto: 4
Cosa dire d’altro riguardo questa perla di spettacolo e suspence? Che sarebbe stato meglio evitare la parte relativa all’eliminazione di Sid da parte di Hogan che, ovviamente, ha fatto schierare ancora di più il pubblico dalla parte di Justice. Ciò porterà al turn di Sid (con la WWF che userà successivamente lo stesso scenario della WCW, cioè con Sid che si lamenterà di non avere opportunità per il titolo, ulteriore “avvicinamento” ai fan dell’altra federazione) e, di conseguenza, di Undertaker. Justice sembrava lanciato a prendere il posto di Warrior come sostituto di Hogan, e (a mio avviso) un ottimo scenario sarebbe stata la sua vittoria, con match titolato contro Taker a WM 8 (col quale aveva avuto un mini-feud prima dell’infortunio, e col quale si scontrerà brevemente anche dopo) mentre Flair avrebbe potuto eliminate l’Hulkster, salvo poi essere eliminato da lui da fuori ring, cosa che avrebbe portato i due alla resa dei conti di Wrestlemania, ed avrebbe cementato l’alleanza Sid-Hulk.
Ma di fronte alla meravigliosa ora offerta (tutti noi, all’epoca bambini, aspettavamo il ppv, e ne parlammo per i giorni successivi in una maniera che mai prima né mai dopo è stata raggiunta) questi “dettagli” passano in secondo piano, soprattutto considerando, col senno di poi, quanto avvenuto realmente ad Indianapolis, con Savage vs Flair e Sid vs Hogan col ritorno di Warrior.

ROYAL RUMBLE 1993 – 24 gennaio – SACRAMENTO
Doink sconfigge Jim Powers nel dark match, mentre nel primo match trasmesso in tv, gli Steiners battono i Beverlys.
L’incontro per il titolo intercontinentale vede prevalere Shawn Michaels, che sfrutta un errore di Sherri, che colpisce Jannetty nel tentativo di mettere ko l’ex assistito. A fine match i 3 si daranno battaglia anche nel backstage.
Marty Jannetty, il 25 gennaio, viene trovato privo di sensi in stanza durante un house show, subendo così un nuovo licenziamento. Apparirà tuttavia in tv per una settimana ancora, nei match registrati prima dell’allontanamento.
Bam Bam Bigelow sconfigge facilmente Big Boss Man, e Bret Hart costringe Razor Ramon a cedere alla sharpshooter, dopo essere riuscito a liberarsi dalla Razor’s edge, divincolandosi con le braccia.
Bobby Heenan rivela a tutti che Narcissist, colui che è oltre la perfezione, è in realtà Lex Luger, che concentrerà le sue attenzioni su Mr. Perfect.
La rissa reale inizia con Ric Flair come primo partecipante, peggio ancora dello scorso anno, mentre il numero 2 è Bob Backlund, in una sfida che sa di amarcord.
I migliori momenti si hanno al 18° minuto, quando Mr. Perfect entra ed elimina Flair, poco prima di essere estromesso anche lui, per mano di The king Jerry Lawler (che era stato però già eliminato proprio da Perfect), ed al 30° minuto quando Undertaker si trova di fronte quella che si rivela essere la “grande bomba” annunciata da Harvey Whippleman: non annunciato, non iscritto alla rissa reale, sconosciuto anche ai telecronisti, ecco comparire un uomo di 2.30 metri, che abbatte facilmente Undertaker, lo elimina dalla rumble, e lo attacca continuamente fuori ring, lasciandolo esanime. Il becchino si riprenderà solo dopo l’intervento di Paul Bearer e della sua urna.
La vittoria va a Yokozuna, che getta oltre la terza corda prima Bob Backlund (l’ex campione WWF stabilisce il nuovo record di permanenza sul ring) dopo aver comunque rischiato la clamorosa eliminazione, e poi Randy Savage che, forse preso dalla stanchezza, cerca di schienare il mastodonte giapponese, subendo come risposta una forte spinta che lo scaraventa da terra direttamente fuori ring.
Yokozuna si guadagna così l’opportunità di sfidare il campione WWF Bret Hart a Wrestlemania IX, al Ceasar’s palace di Las Vegas, grazie all’apposita stipulazione, inserita per il primo anno per il vincitore della rumble (a torto si pensa che la stipulazione fosse in vigore dal 91, in quanto Hogan affrontò Slaughter a WM 7 dopo aver trionfato nella rissa reale, ma la scelta di Hulk fu fatta da Jack Tunney durante Main Event n° 5 del febbraio 1991, dopo sver scelto da una rosa che comprendeva anche Warrior, Savage e Duggan)

ROYAL RUMBLE 1994 – 22 gennaio – PROVIDENCE
Il dark match tra Brooklyn Brawler e Jim Powers si conclude con la vittoria del primo.
La diretta tv si apre subito con una sorpresa: Ted Dibiase, l’uomo da un milione di dollari, fa il suo ritorno in WWF dopo circa 5 mesi (dal match perso contro Razor Ramon a Summerslam) e lo fa in veste di commentatore, al fianco di Vince McMahon.
Il primo match è tra Tatanka e Bigelow, che in questo modo mettono fine alla loro rivalità (nell’estate ‘93 il loro incontro risolutivo, dopo un acceso feud, è stato trasmesso solo in vhs). Match molto combattuto, tra due wrestlers meritevoli, col nativo americano che riesce a portare a casa il pinfall decisivo. Tatanka avrebbe voluto affrontare Borga per prendersi la rivincita, ma questo match non vedrà più la luce.
Dopo un recap delle diatribe tra i fratelli Hart, ed del doppio passaggio di titolo tra i Quebecers e la coppia formata da 1-2-3 kid & Marty Jannetty, è proprio l’incontro valido per le cinture di coppia ad aver luogo. Ben 15 minuti di incontro, uno dei migliori della storia della categoria, con un finale atipico: un duro colpo subito da Bret, che si rifiuta inoltre di dare il cambio ad Owen, costringe l’arbitro a decretare la sospensione del match.
Owen non accetta il risultato, ma soprattutto il comportamento del fratello maggiore, troppo orgoglioso ma anche evidentemente poco fiducioso nei suoi confronti, e colpisce Bret con un calcio alla gamba infortunata, mettendo a serio rischio la partecipazione dell’Hitman alla rissa reale.
Il pubblico all’epoca, ma anche negli anni successivi, ha sempre preso le parti di Bret, ma personalmente il fratello minore aveva tutte le ragioni per prendersela, in quanto l’egoismo del beniamino dei tifosi ha veramente tentato di “tenerlo nell’ombra”, come da parecchio tempo lo stesso Owen affermava.
Nel match successivo, Razor Ramon perde il titolo intercontinentale a favore di Irs, grazie all’interferenza di Shawn Michaels, che colpisce il campione con la sua falsa cintura. Poco dopo, un secondo arbitro mette al corrente dell’accaduto quello ufficiale, sancendo l’annullamento del verdetto e la ripresa dell’incontro, che si conclude con la Razor’s edge. Lo stesso scenario era stato proposto in un house show con protagonista Ludvig Borga (il match è stato poi incluso in una vhs)
E’ giunta l’ora del casket match per il titolo WWF, un incontro senza squalifiche, dove per vincere occorre mettere il rivale nella bara e chiuderla. Vista la paura di Yokozuna per le bare, la vittoria del “becchino” sembra cosa fatta. L’incontro procede ad armi pari, ma proprio quando Undertaker sta per chiudere la “scatola” (come preferirla chiamarla Jim Cornette) ecco arrivare Crush, membro della scuderia di Mr. Fuji, ad aiutare il campione. Taker riesce comunque a tenergli testa, ma poco dopo si trova a fronteggiare anche Great Kabuki, Tenryu, Adam Bomb, ma ancora non riescono a sopraffarlo. Arrivano altri wrestlers: Jeff Jarrett, gli Headshrinkers, Bam Bam Bigelow, Diesel, per un totale di 9 lottatori oltre a Yokozuna. La resistenza di Taker va avanti, addirittura uscendo dalla bara mentre questa sta per esser chiusa, ma una volta sottratta a Paul Bearer l’urna “magica”, il beniamino del pubblico deve arrendersi, senza che nessuno venga in suo aiuto.
Yokozuna rimane così campione, sfruttando a suo favore la stipulazione senza squalifiche, ma esce molto ridimensionato. Mentre i “cattivi” stanno festeggiando, Bearer torna in possesso dell’urna, ed accade l’inimmaginabile: si vede Taker da dentro la bara, che afferma che la sua anima non riposerà in pace, e poco dopo “ascende” al cielo (in realtà era Marty Jannetty) in uno dei segmenti più famosi, più belli, ma più controversi della storia della disciplina.
La Royal Rumble ha come grande protagonista Diesel, che elimina facilmente tutti gli avversari (compreso un Owen Hart deludente) e rimanendo in alcune occasioni solo sul ring, in attesa di nuovi rivali. L’eliminazione del bodyguard di Shawn Michaels avviene dopo una ventina di minuti, grazie alla collaborazione di diversi lottatori (e con l’Heartbreak kid che non fa nulla per aiutare l’amico). Nonostante il suo status di heel, Diesel lascia l’arena tra i cori dei tifosi. Col numero 23 entra Lex Luger, che poco prima aveva subito un attacco negli spogliatoi da parte di Kabuki & Tenryu. Subito fa piazza pulita dei rivali, dimostrandosi in grado di portare a casa la vittoria. Il numero 25 non entra, facendo credere che toccasse a Bret Hart l’ingresso, e che questo non sia avvenuto a causa dell’infortunio. Ma dopo Rick Martel, è proprio l’hitman ad entrare, seppur zoppicante, col numero 27 (l’assente risulterà poi essere Bastion Booger).
Dopo l’eliminazione di Tatanka ad opera di Bigelow (che si prende così una piccola rivincita dopo la sconfitta nel match iniziale), la bestia dell’est viene estromessa da Luger. Marty Jannetty viene eliminato dal nemico Michaels, poi Tenryu abbandona la contesa per mano di Luger e Bret, Headshrinker Fatu va oltre la terza corda per cortesia di Bret, Luger elimina Shawn, e rimangono quindi i due favoriti della vigilia: Lex Luger e Bret Hart. Il primo cerca di sfruttare la cattiva condizione dell’avversario, ma incredibilmente quest’ultimo gli resiste, e i due arrivano ad eliminarsi a vicenda!
Le telecamere non riescono a risolvere il dilemma su chi abbia toccato terra per primo, gli arbitri sono in disaccordo, ed ecco che parte prima la musica di Luger, col pubblico diviso, ma subito dopo parte la musica di Bret, ed anche qui ovviamente il pubblico è spaccato.
Tocca al presidente Jack Tunney dirimere la faccenda, e dopo aver parlato con l’annunciatore Howard Finkel, quest’ultimo parte con la decisione ufficiale: “the winner is….” ma non finisce la frase e si consulta di nuovo con Tunney. Dopo un nuovo: “the winner is…” si corregge, affermando: “the winners are Lex Luger & Bret hitman Hart”, sancendo la prima co-vittoria della storia della rissa reale.

 

Daniele Fusetto

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