Daniel Bryan: terzo incomodo o problem solver per WrestleMania?

Daniel Bryan: terzo incomodo o problem solver per WrestleMania?

Anche se manca ancora l’ufficialità, il main event di Fastlane ha dato un importanze indizio sui piani per lo Universal Title in vista di Wrestlemania. Sembra proprio che, infatti, Daniel Bryan stia per essere inserito nel match valido per la cintura, che in questo caso diventerebbe un triple threat, proprio come accadde nella trentesima edizione dello Showcase Of The Immortals. Sembra molto difficile che il leader dello Yes Movement si faccia da parte e soprattutto che riesca a perdonare Edge, reo di averlo colpito con una serie di sediate e di avergli fatto perdere l’opportunità di conquistare il titolo. La Rated R Superstar, allo stesso tempo, vorrà sicuramente vendicarsi di Bryan, che è stato il primo a colpirlo con una sedia, seppur per errore. Non resta, a questo punto, che valutare i pro e i contro di questa scelta, partendo proprio dai lati negativi.

Chi si aspettava un confronto risolutivo tra Edge e Roman Reigns resterà deluso: stavolta, a Wrestlemania sarà difficile stabilire una volta per tutte chi è il più forte tra i due e chi è provvisto della spear migliore. L’inserimento di Bryan nella contesa rompe un po’ il fascino di quello che sarebbe stato un completo inedito, un po’ come se avessero trasformato il main event di Wrestlemania 19 in un triple threat tra Brock Lesnar, Kurt Angle e Big Show. Non si può fare un discorso analogo per la ventesima e la trentesima edizione del pay per view, in quanto i due wrestler “principali” (Triple H e Shawn Michaels la prima volta, Batista e Randy Orton la seconda) si erano già affrontati tra di loro più volte, e l’aggiunta di un outsider non ha inciso sull’atmosfera. Daniel, purtroppo, in questa occasione scombina un po’ gli equilibri, rendendo meno epico il primo incontro tra Edge e Reigns.

Pur trattandosi di un grosso problema, si tratta dell’unico lato negativo della vicenda, poiché per il resto Daniel Bryan non solo aiuta a risolvere diversi problemi, ma rappresenta anche una grande protezione dai rischi che la WWE non vuole assolutamente prendere. Non dimentichiamoci, infatti, che Edge ha 47 anni ed è rientrato da poco da un infortunio che lo ha tenuto lontano dal ring per ben sette mesi; qualora il fisico dovesse nuovamente tradire il canadese, il “Goat Face” sarebbe in grado di prenderne il posto non solo a Wrestlemania, ma anche nei prossimi mesi, avendo già una rivalità accesa con Reigns, senza che ci si debba inventare una storyline da zero andando a pescare a caso tra i talenti del main roster, cosa accaduta più volte in passato. Anche in caso di acciacchi nel corso del match, la presenza di Bryan permetterebbe di continuare la contesa, catalizzando l’attenzione del pubblico su ciò che accade nel quadrato e permettendo allo stesso tempo allo staff della federazione di prestare i soccorsi a Edge. La speranza, ovviamente, è che vada tutto bene, ma è comprensibile che la WWE si voglia far trovare pronta a ogni tipo di evenienza.

Non è da sottovalutare, poi, la questione dell’alchimia: Edge e Reigns sono due ottimi wrestler, ma non sempre riescono a trovare la giusta intesa con l’avversario, e ciò rende un match singolo tra i due un potenziale flop. In realtà, a rischiare veramente è Roman, in quando la Rated R Superstar è ormai una leggenda a tutti gli effetti, e un eventuale brutto match non cambierebbe di una virgola il giudizio dei fan nei suoi confronti; il Big Dog, invece, deve sconfiggere i fantasmi del passato se vuole essere definitivamente rivalutato dai fan, che dall’heel turn in poi hanno cominciato ad apprezzare il suo lavoro. I precedenti contro Triple H, Undertaker, Brock Lesnar non sono per niente incoraggianti, ragion per cui un flop contro Edge sarebbe l’ultimo di una lunga serie. In questo caso, con Bryan si va sul sicuro: i due si sono sempre trovati benissimo sul quadrato sin dal loro primissimo confronto, e già a Fastlane 2015 vedemmo un Daniel aiutare Reigns a scrollarsi di dosso le critiche del pubblico. Il leader dello Yes Movement, inoltre, difficilmente avrà problemi a trovare la sintonia di Edge, che in passato ha dato il meglio di sé quando si è trovato davanti lottatori tecnicamente eccelsi come Kurt Angle e Chris Benoit.

L’ idea del triple threat, infine, pur essendo meno epica rispetto al match singolo, non solo rende tutto più incerto, ma protegge anche tutti i lottatori presenti. Reigns potrebbe perdere il titolo senza essere schienato e preservando quindi il suo status, ma potrebbe anche ottenere una vittoria di rapina e non rovinare il buon momento di Edge, offrendo invece al canadese la possibilità di chiedere un rematch. Difficilmente, infatti, Bryan uscirà dal pay per view con la cintura intorno alla vita, ed è assai più probabile che venga invece usato come vittima sacrificale. Si tratta del giusto prezzo da pagare per l’ex Planet Champion, se si considera il fatto che il ritiro definitivo è sempre più vicino e che questa è quasi sicuramente la sua ultima occasione per vivere Wrestlemania da vero protagonista. Il giusto tributo alla carriera di un fenomeno che ha superato tanti ostacoli e che ha sempre dato il massimo sul quadrato.

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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