Rhea Ripley: un’evoluzione da vera campionessa

Uno dei momenti più importanti dell’ultimo episodio di Raw è stato l’esordio col botto di Rhea Ripley, che ha immediatamente sfidato Asuka per il titolo, ricevendo una risposta affermativa. Per la seconda volta consecutiva, dunque, Miss Brutality prenderà parte a Wrestlemania, ma stavolta da sfidante, e col desiderio di ribaltare il risultato dell’anno scorso, quando Charlotte Flair le portò via la cintura di NXT. Proprio la figlia del Nature Boy, risultata positiva al Covid-19, si è dovuta fare da parte, spalancando le porte a Rhea, ma è probabile che comunque i piani originari prevedessero comunque un suo inserimento nel giro titolato. Ora, però, non resta che compiere il passo successivo, affidando la corona a chi già in passato è stata una campionessa eccellente, e mettendo fine al regno piuttosto deludente di Asuka. Il roster femminile di Raw ha infatti bisogno di una ventata di aria fresca, dopo che infortuni, gravidanze e cattiva gestione di alcuni lottatrici hanno indebolito parecchio la divisione, che stenta a tenere il passo di Smackdown e di NXT. Premiare il nuovo che avanza sarebbe un passo nella giusta direzione, e un meritato premio per un’atleta che è cresciuta più di chiunque altro negli ultimi anni.

Ammetto di essere rimasto colpito da Rhea Ripley quando la vidi debuttare nella prima edizione del Mae Young Classic, ma anche di aver percepito subito quelli che erano i suoi limiti. Fisico slanciato, agilità fuori dal comune per una della sua stazza e buona mimica facciale facevano di lei un prospetto molto interessante, ma l’attire anonimo e i tratti del personaggio non marcati la rendevano ancora “una delle tante”, al contrario di chi, come ad esempio Shayna Baszler e Toni Storm, aveva già un character definito. Nel giro di un anno, Rhea è riuscita nell’ardua impresa di colmare il gap che lo separava dalle colleghe, e si è presentata alla seconda edizione del Mae Young Classic con un look completamente rinnovato: capelli corti, attire goth/metal e un approccio molto più aggressivo sul ring. Inoltre, ha lavorato molto anche sul fisico, diventando più muscolosa senza però compromettere la sua agilità. Pur non essendo riuscita ad arrivare in fondo alla competizione, ha ben impressionato la dirigenza, ed è arrivata puntuale la chiamata di NXT UK, dove è diventata la prima campionessa della storia del brand e ha dato vita a una serie di grandi match contro la sopracitata Toni Storm e contro Piper Niven. Per entrambe le atlete, lavorare con Rhea è stato fondamentale, vista la sua capacità di mandare over praticamente chiunque.

L’ ottimo stint a NXT UK ha portato la Ripley all’approdo negli States e a una nuova sfida: replicare da face il successo ottenuto da heel. Per fare ciò, fortunatamente non ha snaturato il suo personaggio, ma lo ha adattato alle esigenze del suo nuovo ruolo, rimanendo “badass” e continuando a migliorare dentro e fuori dal ring. Il suo regno da campionessa di NXT, seppur breve, è stato ottimo, e ha portato al punto più alto mai raggiunto dalla cintura e dalla divisione femminile del brand giallo: il match a Wrestlemania contro Charlotte. Per quell’occasione, la Ripley ha abbandonato i suoi classici vestiti neri con le borchie in favore di un attire a tema Dragon Ball, strizzando l’occhio ai nerd e riservando allo Showcase Of The Immortals il trattamento da “occasione unica”, dove si può osare un po’ di più per quanto riguarda costumi, entrate e anche qualche manovra un po’ più rischiosa. Inutile dirlo, l’incontro con Charlotte è stato un autentico capolavoro, per ora il miglior “one on one” match femminile della storia di Wrestlemania, ma ancora una volta la Ripley non si è fermata, e nel corso dell’ultimo anno l’abbiamo vista spesso disputare lo show stealer della serata sia durante i Takeover che durante gli episodi settimanali di NXT. Come se non bastasse, fisicamente è diventata ancora più imponente: se confrontiamo le sue foto del 2017 con quelle attuali, la differenza è abissale, soprattutto per quanto riguarda la larghezza delle spalle. Questa crescita le fornisce un aspetto ancora più intimidatorio, e un’esplosività sul quadrato che attualmente non ha eguali.

Osservando attentamente i roster delle varie federazioni, posso dire che forse stiamo entrando in una nuova fase della Women’s Revolution, dove un determinato tipo di combattenti si sta finalmente ritagliando il suo posto nel giro che conta. Oltre a Rhea Ripley, infatti, ci sono anche Raquel Gonzalez a NXT, Jade Cargill in AEW e Kamille in NWA: queste lottatrici hanno in comune un fisico strepitoso, che sembra scolpito nel marmo, che viene utilizzato in tutta la sua potenza contro le avversarie. Non si tratta più delle “gigantesse” alla Nia Jax o Tamina, provviste solo di grande resistenza e di forza bruta, bensì di lottatrici più simili, facendo ovviamente le dovute proporzioni, ad Hulk Hogan, Ultimate Warrior, Goldberg, Lex Luger (per quest’ultimo faccio riferimento soprattutto alla Cargill). Insomma, potremmo davvero assistere a una “golden era” del wrestling femminile, che mai come oggi ha avuto così tanti talenti all’interno delle major e così tanto spazio televisivo a disposizione.

Rhea può mettersi alla guida di questa nuova era, ma prima dovrà fare suo il titolo più importante, ottenendo quel Wrestlemania Moment che merita. Per i suoi fan, un evento del genere sarebbe il punto di arrivo, il riconoscimento degli enormi sacrifici compiuti da questa grande wrestler, ma sono sicuro che lei lo vedrebbe come un nuovo inizio, uno spunto per continuare a crescere e a lavorare sodo per ottenere risultati sempre migliori e distruggere ogni record precedente. Non dimentichiamoci, d’altronde, che Rhea Ripley ha solamente 24 anni e un’intera carriera davanti, nonostante a tratti riesca addirittura a sembrare una veterana.

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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