Karrion Kross e la “maledizione” da sconfiggere

La seconda serata di NXT Takeover : Stand and Deliver ci ha regalato un autentico happy ending, in cui Karrion Kross ha potuto sollevare al cielo quella cintura che di fatto non aveva mai perso. Il suo primo regno, infatti, era nato sotto il segno di un infortunio che lo aveva costretto ad abbandonare il titolo alla prima occasione disponibile, mentre ora potrà finalmente mostrare a tutti le sue doti da campione. Va dato atto alla WWE di non aver perso fiducia nel wrestler, che ce l’ha messa tutta per riprendersi in tempi brevi e che si è già dimostrato in gran forma.

Questo stint servirà anche alla federazione per valutare ulteriormente le sue capacità in vista di un futuro passaggio a Raw o a Smackdown. Sono in molti, infatti, a pensare che Kross sia solamente “di passaggio” nel roster giallo, in quanto il suo potenziale lo rende particolarmente adatto ai due show principali. Look, carisma, mic skills e capacità sul ring sono quelle giuste per un aspirante main eventer ; tuttavia, Karrion sarà chiamato in futuro a un compito particolarmente arduo, ossia quello di mettere fine a una certa tradizione negativa che viene vista ormai come una maledizione. Kross è uno dei tantissimi atleti approdati in WWE direttamente dalla TNA/Impact Wrestling, e finora tutti coloro che sono passati a NXT non sono poi riusciti a conquistare il titolo nel main roster, con alcuni di loro che sono finiti addirittura in fondo alla card.

A questa casistica, ovviamente, non appartiene AJ Styles, ritenuto così importante da entrare nella compagnia di Stamford direttamente dalla porta principale. Una mossa che ha fatto vedere subito i suoi frutti, col Phenomenal One che ha fatto subito breccia nei cuori dei fans, molti dei quali lo conoscevano già da anni, e si è potuto laureare campione durante il suo primo anno in WWE. Va detto, però, che Kross non ha potuto seguire lo stesso percorso per il semplice fatto che AJ apparteneva a una TNA che era vista da più di un milione di telespettatori, mentre Karrion ha lavorato a Impact Wrestling quando la federazione era già stata ampiamente ridimensionata, e lo show era visto da molti meno spettatori.

Se guardiamo, invece, Samoa Joe e Robert Roode, possiamo vedere come l’ottimo stint a NXT, dove entrambi sono arrivati al titolo massimo, abbia portato a un push iniziale nel main roster, che però li ha portati a conquistare solamente titoli minori. Joe ha fatto qualche main event e ha avuto delle buone faide contro AJ Styles e Brock Lesnar, ma nel momento clou, la federazione ha deciso di non dargli il titolo. Gli infortuni lo hanno poi messo fuori gioco definitivamente, e ora lo possiamo vedere nelle vesti di commentatore, anche se c’è chi continua a sperare nel suo rientro. Discorso diverso per Robert Roode, che al momento dell’approdo nel main roster è stato proposto come face, ruolo nel quale non si è mai trovato a suo agio, e con le attenzioni totalmente rivolte alla sua theme song. L’ heel turn si è rivelato tardivo, essendo arrivato quando ormai Roode era percepito come un midcarder, e negli ultimi anni lo abbiamo visto impegnato maggiormente nella categoria tag team, dove ha fatto buone cose seppur non replicando il successo nei Beer Money. Molto difficilmente lo vedremo approdare nel giro che conta.

Su Eric Young ed ECIII bisogna stendere direttamente un velo pietoso, visto che la loro gestione è stata pessima sotto ogni punto di vista. Il canadese aveva fatto vedere buone cose a capo del Sanity, che è stato smantellato all’arrivo nel main roster, dove l’ex campione TNA è diventato uno dei low carder che inseguivano R-Truth per togliergli il titolo 24/7. La stessa sorte è toccata ad ECIII, se non addirittura peggio, visto che il “nipotino” di Dixie Carter ha avuto uno stint brevissimo a NXT, e non ha mai potuto dare prova della sua bravura sul ring e soprattutto al microfono, dove è uno dei migliori della sua generazione. L’anno scorso è arrivato il rilascio per entrambi, con Young che ha conquistato quasi subito il titolo massimo a Impact Wrestling, mentre ECIII, dopo un breve ritorno nella compagnia che lo ha lanciato, è poi passato alla Ring Of Honor.

Insomma, i precedenti non sono incoraggianti, ma Karrion sembra avere tutte le carte in regola per interrompere questa particolare maledizione. In primis, l’unione tra fisico scultoreo ed esplosività sul ring ha funzionato molto spesso in WWE, e sono pochi i lottatori a possedere entrambi gli elementi: Joe era esplosivo e “distruttivo”, ma non aveva il fisico, mentre Roode non ha mai trasmesso un gran senso di potenza, pur essendo dotato di un fisico notevole. Inoltre, non è assolutamente da sottovalutare il fattore Scarlett, che attualmente si gioca con Paul Heyman il ruolo di miglior manager della federazione. Miss Smokeshow aggiunge tantissimo al personaggio di Kross, rendendolo mille volte più accattivante e togliendolo dall’impiccio di dover parlare troppo, cosa che toglierebbe fascino a un character che va alla grande quando si limita a poche frasi in favore di una maggiore azione sul ring. Scarlett è la burattinaia che muove i fili, come quando ha convinto Lorcan e Burch a difendere le cinture tag e, più in là della serata, ha usato l’astuzia per scatenare la furia di Kross contro il malcapitato Finn Balor. Il suo è un personaggio ai limiti del paranormale, una seduttrice spietata che riesce ad avvantaggiare il suo protetto sporcandosi le mani solamente di rado. Stiamo parlando, dunque, di una power couple affiatatissima, uno di quei casi in cui l’unione fa la forza, e non mi sorprenderebbe vedere un giorno entrambi gli atleti con delle cinture importanti intorno alla vita. Kross ha tutte le carte in regola per sfondare e distruggere la maledizione degli ex TNA, e Scarlett avrà un ruolo chiave in questo percorso.

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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