Kenny Omega e il fascino del pluricampione

Il 2021 al di fuori della WWE si è aperto sotto il segno di Kenny Omega, che dopo aver strappato il titolo AEW a Jon Moxley alla fine dell’anno scorso, ha rafforzato ulteriormente il suo status e si è lanciato alla conquista del maggior numero di cinture possibile. Un altro importante tassello è stato aggiunto a Rebellion, dove il canadese ha avuto la meglio su Rich Swann e si è laureato campione di Impact Wrestling ; alle due già citate corone si aggiungono il Mega Championship della AAA e il vecchio TNA Title, riportato in auge da Moose lo scorso anno. Una vera e propria collezione internazionale, che Omega vuole assolutamente espandere nel tentativo di rendere la sua impresa ancora più storica. Resta da vedere quante e quali federazioni decideranno di collaborare, ma ci sono tutti i presupposti per uno stint epico, frutto di una costruzione dal basso e di una storyline semplice, ma destinata a funzionare 9 volte su 10.

Quando la AEW ha aperto i battenti, Omega è stato presentato come una vera e propria megastar internazionale, in virtù dei suoi strepitosi successi in NJPW, e sicuramente la tentazione di renderlo subito imbattibile e affidargli il massimo alloro sarà stata molto forte. Invece, Kenny ha iniziato la sua avventura alla corte di Tony Khan con una serie di sconfitte avvenute al termine di incontri molto combattuti contro Chris Jericho, Pac e Jon Moxley. Quello che da molti è stato visto un affossamento, in realtà era il modo per far conoscere Omega ai fan americani senza imporlo subito come volto della compagnia, cosa che probabilmente lo avrebbe reso antipatico. In questo modo, il wrestler canadese ha potuto iniziare il suo percorso, conquistando una serie di vittorie credibili e allo stesso tempo dimostrandosi anche un ottimo tag team wrestler, come dimostra il regno da campione di coppia insieme ad Adam Page. La striscia di positiva è stata un crescendo, con trionfi su lottatori man mano più forti, fino ad arrivare alla resa dei conti con la sua nemesi, quel Moxley che nel frattempo era diventato campione e aveva eliminato qualsiasi ostacolo: siccome non si diventa superuomini dall’oggi al domani, Kenny ha dovuto letteralmente vendere l’anima al diavolo per portare via la cintura a Jon, alleandosi con Don Callis e in seguito anche coi Good Brothers. In questo modo, gli status di entrambi sono stati rispettati, e Omega è diventato il classico campione scorretto ma allo stesso tempo forte, non troppo codardo, ma comunque avvezzo alle scorrettezze. Un character del genere se ben gestito è un valore aggiunto anche per chi, alla fine, lo batterà, perché da un lato potrà bearsi di un’impresa epica, ma dall’altro non dovrà sopportare il peso di chi compie un’impresa considerata impossibile.

Insomma, a differenza di quanto successo con altri atleti, con Kenny la AEW ha azzeccato le tempistiche e ha tirato fuori una bella storyline per il suo uomo di punta. Diciamolo chiaramente, il fascino del lottatore che alza al cielo più di una cintura è immenso, e resta quasi sempre nella memoria degli spettatori, che si tratti di un upgrade temporaneo (Ultimate Warrior a Wrestlemania, Goldberg a Nitro), di un tentativo di takeover (Bobby Lashley a Impact), della conquista di due cinture dello stesso livello (Becky Lynch a Wrestlemania, Chris Jericho a Vengeance). Ci sono state persino occasioni in cui la conquista di più titoli si è rivelata una scelta azzeccata senza mettere in mezzo il massimo alloro: è il caso di Lance Storm, che nel 2000 conquistò le cinture secondarie della WCW e fu visto immediatamente come uno dei top heel della compagnia, e uno dei pochi personaggi veramente riusciti dell’era Russo. D’altronde, chi non spera di vedere i propri atleti preferiti vincere più di un premio? Chi non spera che la sua squadra del cuore faccia il triplete? E chi, d’altro canto, vive nel terrore che gli atleti e le squadre che gli stanno antipatiche raggiungano più di un traguardo? Il wrestling prende queste realtà e le fa sue, andando così a scrivere una storia adatta a tutti.

Ora resta da vedere quale sarà il prossimo obiettivo di Kenny Omega, che potrebbe puntare dritto alla NWA, con cui la AEW già collabora per quanto riguarda la categoria femminile, tentare di invadere la Ring Of Honor o dare lo scossone definitivo e tornare in NJPW per prendersi uno dei titoli più prestigiosi al mondo. Le federazioni che collaboreranno hanno da guadagnare in visibilità e, a lungo andare, di prestigio, perché è vero che Rich Swann è uscito con le ossa rotte dal main event di Rebellion, ma è anche vero che presto o tardi Omega perderà le cinture conquistate, e colui che libererà Impact Wrestling dal giogo della AEW potrà vantarsi di aver sconfitto uno dei lottatori più vincenti di questa epoca.

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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