Un ringer a Burlington: il veterano Charles Olsen nello Iowa…

Un ringer a Burlington: il veterano Charles Olsen nello Iowa…

Nei primi mesi del 1905 un wrestler itinerante si trasferì a Rock Island, Illinois.
Si faceva chiamare Charles Olsen, ma il suo vero nome era Max Flaskamp.
Nato in Germania, la sua famiglia si era trasferita negli Stati Uniti, ed era cresciuto nel Montana.
Olsen aveva utilizzato innumerevoli altri nomi d’arte nei suoi viaggi, alla ricerca di avversari, negli Stati Uniti e nel Canada: era stato Harry Mayes, Lawrence Miller, Jack Carey e chissà quante altre persone.
Spesso, soprannomi come “Il Terribile Svedese” o “Il Cowboy del Montana” accompagnavano il suo nuovo nome.
Un giornalista sportivo scrisse su di lui:

“Ha più false identità del più disperato dei criminali, e i suoi avversari sconfitti, da una parte all’altra del paese, sono innumerevoli.
Non si cura degli allori della gloria.
Anche se potrebbe aspirare a vincere un titolo, preferisce fare denaro con il suo metodo, che consiste nell’ingannare gli innocenti.”


Charlse Olsen
Il modo di guadagnarsi da vivere di Olsen, come quello di tanti “barnstormer” dell’epoca, esigeva il suo assoluto anonimato; l’avversario non doveva avere il benché minimo sospetto di trovarsi di fronte a uno shooter esperto.
Senza dubbio il fisico lo aiutava: di una corporatura, alta e magra, assolutamente normale, e con un viso anonimo, non rimaneva particolarmente impresso e non dava certo l’impressione di un temibile combattente.
Nonostante ciò, con tutti gli innumerevoli incontri disputati nel corso della sua carriera, siamo a conoscenza di una sola sua sconfitta.

A Rock Island, Olsen cominciò a lavorare come macchinista, continuando però a lottare.
Viaggiava nell’Illinois e nello Iowa, alla ricerca di tutti i wrestler locali che potevano essere attirati nella trappola di un incontro con del denaro in palio.
All’epoca, nelle comunità rurali, praticamente ogni attività sociale, dal picnic a una festa, era contornata da un incontro di wrestling, e Burlington, nello Iowa, non era un’eccezione.

Dopo la partenza di Oscar Wasem, il lottatore migliore della cittadina era “Shorty” Gamble, di poco più di 60 chili di peso.
Essendo giunta, alle orecchie di Gamble, la voce che a Rock Island c’era un abile lottatore, era solo questione di tempo prima che venisse organizzato un match tra i due.
I manager dei due atleti, dopo una lunga trattativa, organizzarono l’incontro per il 7 Giugno del 1905, alla Grand Opera House: ognuna delle due parti avrebbe scommesso 200 dollari sul suo uomo e al vincitore sarebbe andato anche il 75% dell’incasso.
Le regole erano quelle della “Police Gazette”, un incontro al meglio delle cinque cadute, con la proibizione dello strangolamento.
Pochi giorni prima della contesa, Gamble combatté contro un certo Fred Sanders, in una sfida tenutasi all’aperto, e lo sconfisse facilmente in meno di un minuto.
Il facile successo convince i sostenitori di Gamble dell’imbattibilità del loro uomo.
Altrettanto sicuri appaiono quelli di Olsen: arrivati in gran numero a Burlington poche ore prima dell’inizio, scommettono grandi quantità di denaro.
La “Burlington Evening Gazette” commenta che non si era mai verificato, in tutta la storia della città, un match con un simile giro di scommesse.
Arrivato il momento della verità, gli appassionati locali si prodigarono in un assordante sostegno al loro beniamino, che, nonostante un netto svantaggio di altezza e peso, sembrava deciso a giocarsela.
Entrambi i lottatori combatterono con prudenza nella prima caduta: alla fine, dopo 38 minuti e 10 secondi, Olsen si aggiudicò il primo schienamento con una combinazione di Head Chancery e Arm Hold.
Copione analogo seguì la seconda ripresa: ancora una volta Gamble sulla difensiva e atterrato dopo una strenua lotta.
Nella terza ripresa, Gamble si infortunò alla spalla, svenendo: Olsen, nonostante i fischi del pubblico, venne proclamato vincitore, portando a casa oltre 500 dollari.
La “Burington Evening Gazette” commentò:

“Non c’è il minimo dubbio che il campione locale abbia affrontato il match con le migliori intenzioni e Shorty Gamble sperava sinceramente di vincere…è un lottatore piccolo e veloce, ma le capacità dell’uomo di Rock Island sono state ampiamente sottovalutate dal pubblico di Burlington…probabilmente si trattava di un ringer.”

I cittadini di Burlington, desiderosi di vendicare la sconfitta subita dal loro rappresentante si rivolsero al loro ex campione, Oscar Wasem, che si affrettò a tornare nella cittadina.
Wasem era un lottatore nel pieno della forma fisica, e molto più esperto e veloce di un tempo.
Se nel match tra Gamble e Olsen c’era stato un forte giro di scommesse, per quello tra Wasem e Olsen si rasentò la follia.
Shorty Gamble si offrì addirittura di scommettere tutta la sua fattoria, ma nessuno accettò.
Un giornalista scrisse:

“Se Oscar dovesse vincere, diversi uomini d’affari di Rock Island dovranno avviare le procedure di bancarotta.”

I due lottatori avevano pressapoco lo stesso peso, ma, mentre Olsen era più alto, Wasem era decisamente più muscoloso.
La contesa si tenne il 30 Giugno del 1905, all’Opera House, in un incontro al meglio delle tre cadute.
George Baptiste, un esperto wrestler di St.Louis, arbitrò la contesa.
I due lottatori iniziarono il match con una stretta di mano, poi iniziarono a combattere.


Locandina del match

Wasem dimostrò di avere un forza fisica superiore, ma Olsen era più agile, dotato di una tecnica superiore e di una metodica freddezza nel lottare: con pazienza, neutralizzò i tentativi di attacco del possente avversario, per poi ottenere una posizione di vantaggio e lo schienamento.
Se la prima ripresa fu lenta e tecnica, la seconda fu veloce e furibonda: i due lottatori si scagliarono l’uno contro l’altro, e, dopo una furibonda contesa, Olsen emerse ancora una volta come l’uomo migliore.
L’uomo di Rock Island era riuscito ad aggiudicarsi due cadute in poco meno di 36 minuti.
Il pubblico era deluso dalla sconfitta del suo beniamino, ma, avendo assistito a un’incredibile spettacolo di lotta, tributò comunque una calorosa ovazione al vincitore.
Questa volta, Olsen e il suo manager raccolgono 2200 dollari dalla vittoria.
Nella città cominciarono a nascere sospetti e speculazioni sulla vera identità del lottatore.
Ma fu lo stesso Olsen a far svanire ogni dubbio, in un’intervista rilasciata poco dopo il suo ritorno a Rock Island, nella quale ammise di essere un lottatore professionista da lungo tempo, di avere affrontato anche il grande Frank Gotch e di avere sconfitto alcune volte, in match privati, Farmer Burns.
Burns, alcuni giorni dopo, negò di essere mai stato sconfitto da Olsen, ma aggiunse:

“Il problema è che i pretenziosi lottatori di Burlington si sono scontrati con un vero professionista.
E’ colpa loro, visto che Gamble e Wasem, i wrestler locali, si sono lasciati andare a delle spacconate.
Molto spesso i wrestler usano falsi nomi per affrontare simili avversari, l’ho fatto molto spesso anche io.”

Olsen, nel frattempo, aveva cambiato nuovamente il suo nome in Jack Carey, e, spostatosi a Des Moines, sconfisse Doc Fillmore davanti a 1200 persone.
Ma il popolo di Burlington insisteva per un’altro match, questa volta contro George Baptiste.
Baptiste voleva lottare a St.Louis, Olsen a Rock Island.
Alla fine, si finì per accordarsi su Galesburg, nell’Illinois.
George Baptiste era anche lui un barnstormer, nonché un grande esperto di Catch As Catch Can.
Soprannominato dai suoi tifosi “L’Uomo di Ferro”, reclamava per se la cintura di campione dei pesi medi degli Stati Uniti.
I due wrestler si affrontarono il 18 Luglio del 1905, al Galesburg Auditorium.
Anche questa volta, vennero scommesse forti cifre da entrambe le parti.
Baptiste scommise 7000 dollari su se stesso.
I sostenitori di Olsen, rimasti senza contanti, puntarono 1000 dollari in diamanti sul loro uomo.
Molti tifosi vennero da Burlington, Rock Island, St.Louis, Moline e Davenport.
I cittadini di Burlington erano desiderosi di vedere Olsen sconfitto, tuttavia veniva dato per favorito.
Farmer Burns, scelto per arbitrare il match, predisse uno scontro duramente combattuto e senza un vincitore certo.
In seguito alle insistenze di Baptiste, vennero permessi gli strangolamenti, fatto raro negli incontri di quell’epoca.
Il “Galesburg Evening Mail” scrisse:

“Olsen era alto e magro, e sembrava un ragazzo di fronte al corto e muscoloso Baptiste.”

Nella prima caduta, Olsen si aggiudicò la vittoria, dopo una lunga fase di lotta al tappeto.
Nella seconda, entrambi i contendenti partirono al massimo della velocità, con Baptiste leggermente più aggressivo.
Poi Olsen riuscì a tirare fuori dal nulla una Double Nelson, con una incredibile velocità d’esecuzione.
Baptiste fece istantaneamente ricorso a tutta la sua forza, riuscendo per un soffio a liberarsi.
Nel frenetico scontro che ne seguì, Baptiste fa toccare, quasi senza volerlo, le spalle di Olsen sul tappeto, aggiudicandosi così la seconda caduta.
Incoraggiato dal veloce successo ottenuto, Baptiste adottò una tattica estremamente aggressiva nella terza e decisiva ripresa: dopo solo alcuni secondi di studio, si scagliò contro l’avversario e cominciò a strangolarlo.
Le dita di Baptiste si serrarono intorno alla gola del rivale, il cui volto cominciò a cambiare colore.
Olsen, indebolito, crollò al tappeto, e Baptiste lo seguì, le mani sempre strette intorno al suo collo.
Solo quando Olsen fu quasi svenuto Baptiste lasciò la presa, per poi schienarlo con una Bar Lock.
Dopo solo due minuti, “L’Uomo di Ferro” si era aggiudicato la terza caduta e il match.
Olsen, in cattive condizioni, dovette essere portato fuori dal ring dal suo secondo.
Gli uomini di Burlington circondarono Baptiste per congratularsi con lui.
Il giorno dopo, la “Burlington Evening Gazette” intitolava: “Wasem vendicato”.
Un dottore esaminò Olsen, rilevando una profonda ferita sulla sua gola, ma il wrestler rifiutò ogni trattamento e si rifugiò nella sua camera d’albergo, proclamando di essere in grado di battere Baptiste, in un incontro con gli strangolamenti proibiti.
Molti spettatori erano della sua stessa opinione: Baptiste, anche se era uscito come vincitore dalla contesa, non li aveva convinti della superiorità della sua tecnica.
Fu osservato, tuttavia, che anche il mento di Baptiste era attraversato, al termine dell’incontro, da profondi tagli.
Evidentemente anche Olsen aveva tentato alcuni strangolamenti, inficiati da un pronta chiusura del mento da parte dell’avversario.
Nonostante la sconfitta, Olsen proseguì serenamente la sua carriera di ringer, abbandonando il Mid West e rispuntando, poco tempo dopo in North Carolina.
Anni dopo, sarà coinvolto in due tragici incidenti, nei quali causerà involontariamente le morte di due avversari, Stanley Lake, al quale spezzò laspina dorsale all’altezza del collo, e Osborne Taylor, al quale ruppe l’osso del collo.

 

Nicola Medici

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