Matsada Sorakichi: il Ciclone Giapponese

Matsada Sorakichi: il Ciclone Giapponese

L’intraprendete direttore della “Police Gazette”, Richard K.Fox, svolse, come più volte ricordato in questa rubrica, un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella diffusione del wrestling negli Stati Uniti.
Oltre ad avere offerto a una generazione di avidi lettori dettagliate cronache degli incontri di quegli anni e ad avere lanciato la carriera di innumerevoli lottatori, Fox, insieme al “Professore” Phil H. Kirby, ha introdotto, decenni e decenni prima della nascita del Puroresu e anni prima dell’ondata di praticanti di Ju-Jitsu che sbarcò in America nei primi anni del Novecento, il primo combattente giapponese sul suolo statunitense: Matsada Sorakichi.
Sorakichi arrivò negli Stati Uniti nel Dicembre del 1883, sotto la guida di Kirby, che importava attrazioni da tutto il mondo per i circhi itineranti che percorrevano in lungo e in largo il territorio americano.
In collaborazione con Fox, che intuì il potenziale del wrestler straniero, Kirby cominciò a presentare Sorakichi come il “campione del Giappone” nei primi mesi del 1884.
In un’epoca permeata di razzismo, la stampa era solita riferirsi a lui semplicemente come “The Jap”, quando non come “mangia ratti”.
Poco si sa sul suo background marziale e sulle sue precedenti esperienze nella lotta: sappiamo comunque che era stato un lottatore di Sumo, combattendo con il nome di Torakichi.
Il nome venne storpiato, dai promoter americani, in Matsada Korgaree Sorakichi, il nome con il quale combatte negli Stati Uniti.


Matsada Sorakichi in posa con Ernst Roeber

Sorakichi non era molto alto e pesante, misurando meno di un metro e ottanta d’altezza per circa 75 chilogrammi, ma aveva un fisico ben sviluppato e una muscolatura notevolmente potente.
Il suo esordio avvenne contro l’esperto wrestler inglese Edwin Bibby, in un incontro al meglio delle tre cadute.
Entrambi i contendenti iniziarono cautamente, studiandosi, poi Sorakichi esplose contro Bibby, afferrandolo saldamente al collo.
Ma l’inglese aveva dalla sua una grande conoscenza del Catch, e riuscì a atterrare il giapponese, per poi procedere a schiacciare la sua schiena e le sue spalle, lentamente ma inesorabilmente, al tappeto.
Bibby si aggiudicò la vittoria nella prima caduta in soli 32 secondi.
La seconda caduta risultò più combattuta, ma, alla fine, Bibby riuscì ad aggiudicarsela in soli due minuti e diciannove secondi.
Sorakichi apparve affranto dalla sconfitta subita, mentre il pubblico applaudiva calorosamente il vincitore, ma va detto che si trattava della sua prima sfida con le regole del Catch As Catch Can, e che aveva affrontato uno dei riconosciuti maestri dello stile.
Fu organizzato un rematch, questa volta con le regole della “Lotta Giapponese”, con entrambi gli uomini indossanti una cintura tradizionale.
Il match si tenne il 10 Marzo del 1884, alla Clarendon Hall di New York.
Sorakichi, tenendo il suo corpo in una posizione bassa, sollevò lentamente il piede destro per poi sbatterlo violentemente a terra e ripetere la manovra con il sinistro, in una movenza tipica dei lottatori di Sumo.
Bibby cercò, in qualche modo, di imitarlo e poi l’incontro iniziò, ancora una volta con una breve fase di studio.
Sorakichi caricò Bibby e lo spinse contro le corde, dandogli poi le spalle e alzando le braccia in segno di vittoria, credendo di essersi, secondo le regole, aggiudicato la prima caduta.
Ma Bibby non la pensava così e afferrò Sorakichi alle spalle, continuando a lottare.
L’arbitro diede ragione all’inglese e Sorakichi, infuriato, sferrò una violenta testata al rivale.
Charley Mitchell, celebre pugile inglese, si trovava a bordo ring e urlò a Bibby di ripagare il giapponese con la stessa moneta.
Detto fatto: Bibby colpì il naso di Sorakichi con una violenta testata.
A questo punto, il confronto perse ogni parvenza di match sportivo e divenne una violenta rissa, con i due uomini intenti a massacrarsi vicendevolmente di testate.
Sorakichi ebbe la meglio con due testate in rapida successione, una sul lato destro della testa di Bibby e l’altra sul sinistro.
L’inglese crollò a terra, e Sorakichi alzò nuovamente le braccia, proclamando di avere vinto un altro round.
Bibby era provato, e fu scaraventato faccia a terra non appena si rialzò.
Con questo, Sorakichi era convinto di essersi aggiudicato la terza caduta e il match, ma, durante una breve pausa, si riuscì a convincerlo che non era così.
Bibby si lanciò in un attacco disperato, e di nuovo i due si scambiarono pugni e testate, con l’inglese che ebbe la peggio e finì schienato.
In un ultimo scambio, Bibby fu atterrato per la quarta volta, e Sorakichi fu finalmente dichiarato vincitore.
Dopo Bibby, Sorakichi affrontò l’irlandese Captain James C.Daly, un uomo famoso per essere non solo un lottatore, ma anche un grande atleta a tutto tondo, capace di staccare da terra più di una tonnellata e di saltare per oltre sei metri di lunghezza.
Lo scontro si tenne alla Clarendon Hall di New York, al meglio di cinque round, due con le regole del Catch As Catch Can, due con quelle giapponesi.
In caso di pareggio, le regole della caduta decisiva sarebbero state decise con il lancio di una moneta.
Ad osservare i due uomini lottare su una piattaforma era presente anche l’ambasciatore del Giappone, insieme a diversi uomini d’affari.
Il Catch Wrestling fu estratto a sorte come lo stile del primo round.
Il pubblico dava per scontata una vittoria di Daly, più esperto e molto più pesante (superava Sorakichi di circa venti chili).
Ma i pronostici furono ribaltati: il giapponese attaccò con grande agilità, riuscì ad afferrare le gambe del rivale e lo trascinò a terra, per poi schienarlo, in meno di un minuto.
I sostenitori di Daly furono sconvolti: il loro uomo era stato sconfitto, nel suo stesso stile, in un tempo ridicolmente breve.
E il peggio doveva ancora venire: nel secondo round, combattuto secondo le regole giapponesi (un lottatore perdeva se una qualsiasi parte del suo corpo toccava terra) Daly fu scaraventato violentemente a terra in sei secondi.
Daly non tornerà a combattere, e Sorakichi venne dichiarato vincitore, con il pubblico entusiasta che salì sul ring per congratularsi con lui.
La stella di Sorakichi cominciava a sorgere, ed aveva dimostrato di essere in grado di attrarre un buon numero di tifosi.
Non deve quindi stupire che venne in in fretta e furia organizzato un suo ulteriore incontro con Duncan Ross.
Ross, come Daly, era un atleta completo e non un semplice wrestler, ma aveva una specializzazione particolarmente pittoresca: era un esperto di una particolare gara, dove entrambi i contendenti combattevano a cavallo, con una spada spuntata e un’armatura leggera.
Ross girava il mondo insieme ai suoi cavalli, sfidando i campioni locali nella lotta o nella spada.
Negli Stati Uniti, era spesso con lui il pugile di colore Mervine Thompson, per il quale combinava incontri.
Sorakichi e Ross si affrontarono a Cleveland, in un Mixed Match con regole giapponesi e del Catch Wrestling alternate.
Nel primo round, con le regole del Catch, Sorakichi eseguì la sua solita strategia, scagliandosi contro Ross al suonare della campanella e sbattendolo ripetutamente fuori dal ring.
Ma, alla fine, Ross riuscì a schienarlo, aggiudicandosi il successo.
Dopo una pausa di venti minuti, i due lottatori si cimentarono con le regole giapponesi.
Né Ross, né i suoi secondi riuscirono a capire come si allacciasse la cintura, e Sorakichi lo fece per loro.
All’inizio del round, Ross tese la mano verso il giapponese, che, invece di stringergliela, si abbassò e lo colpì con una violenta testata allo stomaco, facendolo cadere a terra e aggiudicandosi il round in circa tre secondi.
Ross protestò violentemente con l’arbitro, che restò però fermo sulla sua decisione.
Nel round successivo, combattuto secondo le tradizionali regole del Catch Wrestling, Sorakichi continuò ad utilizzare le testate.
La fronte di Ross era piena di tagli e abrasioni e il suo modo di muoversi fece temere che si fosse fratturato qualche costola.
L’arbitro intervenne a interrompere momentaneamente l’incontro, e i due lottatori furono fatti tornare nella posizione iniziale, uno di fronte all’altro.
Dopo qualche minuto di lotta, Ross riuscì ad assicurarsi una Head Lock, per poi schienare Sorakichi.
Il round successivo, con le regole giapponesi, fu descritto dalla stampa come “la contesa più disperata alla quale si sia mai assistito”.
Cone un toro, Sorakichi abbassò la testa e si avvicinò minacciosamente a Ross.
Lo scozzese, probabilmente esasperato dalla strategia dell’avversario, rispose a sua volta abbassando la testa ed assestando un violento colpo con essa.
Il rumore dei due crani che sbattevano l’uno contro l’altro rimbombò per tutta l’arena.
Il naso di Sorakichi esplose nell’impatto, ma lo stoico wrestler si limitò a grugnire continuò a combattere.
Ross sferrò una durissima testata all’addome di Sorakichi, ma, nel fare ciò, perse l’equilibrio e appoggiò una mano per terra, perdendo il round.
Tuttavia, Sorakichi, in preda a dolori atroci, non era più in grado di continuare e Ross si aggiudicò l’incontro.
Ross avrebbe desiderato organizzare un match tra Sorakichi e il grande Catch Wrestler Joe Acton, che, però, non era entusiasta di sostenere un incontro secondo le bizzarre regole giapponesi.
Come scrisse un giornalista sportivo:

“La lotta giapponese, come la rappresente Matsada Sorakichi, è un incrocio tra un combattimento tra capre e tra gatti, con le testate, i graffi e gli schiaffi come caratteristiche distintive.
Il wrestling non fa parte di essa, anzi, si direbbe che venga evitato a tutti i costi.
Se correttamente istruito nella scienza della lotta civilizzata, potrebbe essere una sfida interessante anche per i migliori atleti.
Ma se continuerà ha combattere come ha fatto finora, finirà per storpiare tutti i migliori lottatori di questo paese.
Si dice che Bibby non sia più stato lo stesso dopo il suo scontro con il giapponese.
Il cosiddetto “stile giapponese” di wrestling può essere un’attrazione per una o due volte, ma, alla lunga, non può soddisfare gli amanti di questo sport.
E’ crudele, molto più brutale e pericoloso del pugilato.”

Nonostante i pareri negativi dei puristi della disciplina, Sorakichi stava rapidamente diventando un’attrazione di portata nazionale: nelle arene migliaia di spettatori si accalcavano ovunque per assistere ai suoi cruenti match.
La cosa non sfuggì a Ross, che sostituì il riluttante Acton con il peso leggero Andre Christol per una sfida col giapponese.
Sorakichi, col suo inconfondibile stile, si guadagnò la vittoria a suon di testate.
A questo punto, nasce una collaborazione tra Ross e Sorakichi, che cominciano a lottare insieme in diverse località, prima a Indianapolis, poi a Baltimore.
E’ facile immaginare come questi match siano stati, per usare il gergo dell’epoca, degli ippodromi, cioè concordati, ma comunque, sotto la tutela di Ross, Sorakichi mostra dei netti miglioramenti nell’arte del catch, imparando a tenere a bada l’avversario anche nelle fasi di lotta al tappeto.
I due continuarono a portare il loro show in giro per l’America e, anche se la stampa iniziava a sospettare qualcosa (un giornale di New York osservò come un incontro tra i due sembrava, in diverse fasi, finto), la popolarità di Sorakichi sembrava dover continuare a crescere all’infinito: a Baltimora, in un match tenutosi in un campo da baseball (e poi interrotto a causa di una violenta nevicata) molte persone si arrampicarono sui tetti e sugli alberi vicini per poter assistere all’evento.
L’ascesa di Sorakichi spinse infine Joe Acton ad accettare la sfida.
Sorakichi mise, come condizione inderogabile, che, a round alternati, si combattesse secondo le “regole giapponesi”, con le testate permesse.
La tanto attesa sfida si tenne a Philadelphia, il 16 Giugno del 1884.
Il round iniziale prevedeva le regole del Catch Wrestling, e Acton riuscì facilmente ad atterrare Sorakichi, ma non altrettanto facilmente a schienarlo.
Un cronista della “Police Gazette” scrisse:

“Il giapponese è un contorsionista.
Sembra capace di rimanere fermo, sedersi o strisciare su qualsiasi parte del suo corpo.”

Alla fine, Acton sbrogliò la matassa sollevando il rivale e sbattendolo duramente a terra, ottenendo così uno schienamento.
Acton aveva un piano per il round successivo, che prevedeva le regole giapponesi: non volendo ricevere le violente testate di Sorakichi, partì subito all’attacco.
Ma, dando prova di una incredibile agilità, Sorakichi si scansò di lato, e Acton perse l’equilibrio e appoggiò una mano a terra, errore che gli costò il round.
Facendo tesoro della lezione, Acton vinse il round successivo in un minuto e mezzo, e quello finale , con una Waist Hold.
Nei mesi successivi Sorakichi lotterà di nuovo contro Bibby e Acton, per poi affrontare il peso piuma Benny Jones.
Ma l’avversario che tutti volevano vedere contro di lui era il grande William Muldoon, il leggendario campione di Lotta Greco-Romana.
Fox incontrò Jere Dunn, il promoter di Muldoon, per organizzare l’agognato incontro, ma il punto d’attrito erano le testate.
Dunn insisteva che dovevano essere bandite, anche nei round combattuti secondo le regole giapponesi, spiegando che Muldoon “non desidera avere la faccia danneggiata, i denti spezzati o le costole rotte”.
Fox, dal canto suo, faceva notare che le testate erano l’arma principale nell’arsenale di Sorakichi e che, inoltre, gli permettevano di affrontare alla pari uomini più grandi e forti di lui come Muldoon.
Probabilmente queste divergenze, riportate con grande clamore dalla stampa, erano semplicemente pubblicità: alla fine comunque Muldoon acconsentì ad ammettere le testate.
La contesa si tenne il 26 Luglio del 1884, nella Music Hall di Chicago, nelle consuete regole che prevedevano l’alternanza dei due stili.
Ma la forza di Muldoon era davvero troppo superiore a quella del suo avversario: quando Sorakichi provò a scagliarsi su di lui come un ariete, venne semplicemente afferrato alla cintura, sollevato come un bambino e scagliato a terra.
Come prevedibile, Muldoon ebbe facilmente la meglio anche nei round disputati con la Greco Romana, la sua specialità.
Alla fine, la tanto attesa sfida sfociò in un incontro piuttosto scialbo.


William Muldoon

Nelle prime settimane di Agosto, Fox aveva iniziato a promuovere un altro lottatore giapponese, Hamada Korikichi.
Korichichi si fece presto notare per la sua forza eccezionale, e Fox cominciò a valutare la possibilità di far combattere tra loro i due atleti giapponesi sotto la sua protezione.
Dopo un incontro con il campione del dipartimento di polizia di New York, James Quigley, vinto dal giapponese, Sorakichi e Korakichi furono in tour insieme, fino all’Aprile del 1885, quando il secondo tornò in Giappone.
Nel Febbraio dello stesso anno Sorakichi si sposò con una donna americana, Ella Bonsal Lodge.
Inizialmente l’unione sembrò iniziare con le migliori premesse: i due, grazie ai guadagni di Sorakichi e a un’eredità recentemente acquisita dalla Lodge, potevano permettersi di condurre uno stile di vita agiato.
Ma, in breve, emersero molte difficoltà che continuarono per il resto delle loro vite: la Lodge accusò sempre Sorakichi e i suoi amici di sperperare tutto il suo denaro e pare che ricevesse minacce di morte le volte che osava lamentarsi.
Negli anni successivi, la coppia si divise e si riunì diverse volte, e in un’occasione la Lodge denunciò Sorakichi, per averla picchiata con un manico di scopa.
Il matrimonio interrazziale era considerato qualcosa di scandaloso all’epoca, e l’opinione pubblica non vedeva di buon occhio l’unione tra i due.
Intanto, Sorakichi proseguiva anche nella sua carriera di lottatore, e, nel 1885, sono degni di nota tre match con il grande lottatore tedesco Carl Abs.
I primi due, tenutisi con le regole della Lotta Greco Romana, si risolsero rispettivamente in un pareggio e in una sconfitta per Sorakichi.
Il terzo, invece, si tenne con le regole alternate della greco-romana, del Catch e della lotta giapponese.
Il pubblico era composto principalmente da tedeschi, sostenitori di Abs e l’arbitro fu costretto a concedere una controversa vittoria al lottatore europeo per evitare una rivolta.
Il 28 Gennaio del 1885, Sorakichi affrontò uno degli avversari più prestigiosi della sua carriera, Evan “Strangler” Lewis.
Lewis era il principale esponente del Catch Wrestling americano (Bibby, Acton e gli altri esperti di Catch che Sorakichi aveva affrontato erano tutti britannici).
Joe Acton in persona allenò Sorakichi per il match.
Lewis vinse il primo round in due minuti e cinque secondi.
Nel secondo, Sorakichi scagliò Lewis fuori dal ring, facendolo impattare sulle sedie.
Nonostante le scuse, Lewis gli restituì il favore, gettandolo a sua volta tra il pubblico.
Lewis venne squalificato, e così il match tornò in una situazione di parità.
Nel terzo round, Lewis mise a segno lo strangolamento che gli aveva fatto guadagnare il suo soprannome.
Il volto di Sorakichi divenne nero e cominciò a perdere sangue dalla bocca.
Prima di svenire, concesse il round a Lewis, per poi non ripresentarsi a combattere e perdere il match.
Il rematch, organizzato per il 15 Febbraio a Chicago, attirò oltre 3.000 spettatori.
Questa volta, la Stranglehold era proibita.
Sorakichi, già notevolmente migliorato rispetto alla rozzezza dei suoi esordi, si allenò con Bibby per raffinare ulteriormente il suo Catch Wrestling.
I sostenitori di Sorakichi erano confidenti nel fatto che, senza gli strangolamenti, il loro lottatore potesse competere alla pari con Lewis, che era comunque dato per favorito tra gli scommettitori.
Va comunque notato che lo statunitense godeva di un vantaggio di oltre dieci chili di peso sul giapponese.
Ma l’incontro prese una piega inaspettata e assai pericolosa.
Dopo qualche minuto di lotta, Lewis afferrò il piede dell’avversario e cominciò a torcerlo.
Di solito, in questi casi, la persona intrappolata nella presa si girava sulla schiena, concedendo lo schienamento all’avversario.
Ma Sorakichi, forse non riconoscendo la tecnica dell’avversario o forse per orgoglio, si rifiutò di concedergli il round.
Lewis applicò la leva con forza ancora maggiore, e il viso di Sorakichi sbiancò.
Alla fine, Sorakichi ruotò e concesse il round, con la gamba in condizioni preoccupanti, ma il pubblico era furibondo per l’azione di Lewis, considerata scorretta.
Diverse persone urlavano di impiccare l’inglese, e, man mano che la rabbia della folla sembrava salire, cominciava a sembrare probabile che qualcuno decidesse di passare dalle parole ai fatti.
La situazione era aggravata dal fatto che Harry Palmer, l’arbitro, era privo di esperienza (era stato scelto per dirigere il match solo all’ultimo momento) e non sapeva minimamente come gestire il pubblico.


Un ritratto di Evan Lewis

Toccò al giornalista R.L.Carey Jr. l’ingrato compito di calmare il pubblico, spiegando che si era trattato di una mossa perfettamente legittima in un incontro di Catch As Catch Can Wrestling.
Sorakichi non si ripresentò per il round successiva e Lewis fu proclamato vincitore; il pubblico era sempre infuriato e contestò sonoramente la decisione.
Carey dovette essere scortato fuori dall’arena dalla polizia.
Si diffuse la voce che la gamba di Sorakichi si fosse spezzata, e la cosa è entrata a far parte della storia del wrestling.
In realtà si trattava di un semplice stiramento, e Sorakichi poté tornare a combattere nel giro di qualche settimana.
Lewis riconobbe che Sorakichi aveva delle braccia forti come il ferro, e che si trattava di uno degli uomini più forti che avesse mai affrontato.
A questo punto della sua carriera, Sorakichi combatteva utilizzando le regole del Catch Wrestling o della Lotta Greco Romana, a volte con i due regolamenti alternati round per round.
I selvaggi ed esotici scontri secondo le cosidette “regole giapponesi”, che gli avevano garantito la popolarità all’inizio della sua avventura, appartenevano ormai al passato.
Nel Marzo del 1886 venne sconfitto da Bibby in un match di Catch, e, qualche settimana dopo, pareggiò, in un incontro durato due ore e mezzo, con Ernst Roeber, l’uomo che succedette a William Muldoon come campione di Greco-romana.
Negli anni successivi la carriera di Sorakichi comincia ad avvitarsi in una spirale negativa, con la salute del wrestler che comincia a declinare.
Uno dei suoi ultimi match, forse l’ultimo in assoluto, è contro Farmer Burns, agli inizi della sua carriera.
In una sorta di simbolico passaggio di consegne, Burns vince in quattro minuti, e, in seguito, diventerà uno dei più grandi lottatori di tutti i tempi.
Nel 1891 la salute di Sorakichi peggiora e, ad Agosto, il campione giapponese muore di consunzione, solo, senza soldi e senza amici.
Aveva 32 anni nel momento della sua morte.
Viene ricordato come il primo lottatore giapponese ad avere combattuto negli Stati Uniti, aprendo la strada a molti altri.
Undici anni dopo, il wrestler britannico Jack Carkeek, in un’intervista, dichiarò di avere una grande opinione di Sorakichi, a suo avviso il miglior lottatore del mondo nella sua categoria di peso.

 

Nicola Medici

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