WWE Ritorno al passato: WWF Gennaio – Marzo 1987

WWE Ritorno al passato: WWF Gennaio – Marzo 1987

Bentornati sulle pagine di “Ritorno al passato”, pronti a tuffarci negli eventi del 1987. La WWF di Vince McMahon era sempre più forte, col proprio campione Hulk Hogan diventato un’icona incontrastata di questo sport-spettacolo. Ma la federazione aveva dalla sua anche ottimi atleti come la Hart Foundation, i British Bulldogs, il Dream Team e i Can-Am Connection nella categoria di coppia, oltre al campione intercontinentale Machoman Randy Savage, il primo sfidante Ricky the dragon Steamboat, l’ex campione IC Tito Santana, e grandissimi catalizzatori delle folle come Andrè the giant, considerato il campione senza cintura anche se lontano dalla forma migliore di alcuni anni prima (ormai sulla soglia dei 40 anni, inattivo da diversi mesi e con parecchie difficoltà nei movimenti, a causa delle diverse decine di chili di sovrappeso) Rowdy Roddy Piper, Mr. Wonderful Paul Orndorff, Jake the snake Roberts (heel ma tifatissimo, tanto che la World Wrestling Federation dovette evitare di trasmettere un match nel quale il pubblico si schierò con lui anziché con Hogan) e, nonostante le scarse capacità sul ring, Junkyard Dog.

L’anno parte subito alla grande, con l’edizione numero 9 di Saturday Night’s Main Event, aperta dal grande match per il titolo WWF tra Hulk Hogan  e Paul Orndorff, all’interno della gabbia d’acciaio. I due erano stati rivali nella prima Wrestlemania, poi si erano alleati fino al tradimento di Orndorff, che guidato da Bobby the brain Heenan era andato vicino alla conquista del titolo nella splendida cornice dello stadio di Toronto, durante “The Big Event” del 28 agosto 1986. Questa volta per Mr. Wonderful sembra fatta, scalando la gabbia prima del rivale, ma perde quell’attimo prezioso che permette ad Hogan di evadere egli stesso, facendo accadere l’impensabile: entrambi infatti toccano terra nello stesso istante. L’arbitro Danny Davis decreta vincitore Orndorff, mentre l’altro arbitro Joey Marella dichiara trionfatore Hogan. A questo punto Orndorff attacca il campione alle spalle, nel parapiglia Davis rimane contuso e deve essere trasportato in barella nel backstage, permettendo a Marella di dichiarare il pareggio e di far riprendere l’incontro. Hogan riesce a resistere all’interferenza di Bobby Heenan, mette a segno il legdrop e, uscendo dalla gabbia, si conferma campione della federazione.

La tradizione di SNME, che prevedeva il main event come incontro iniziale, è rispettata anche questa volta con ottimi risultati sia di spettacolo sia di ascolti.

Nel secondo match Machoman difende il titolo IC schienando George the animal Steele, poi Junkyard Dog sconfigge per squalifica King Harley Race; Adorable Adrian Adonis batte Roddy Piper per conteggio fuori, dopo avergli spruzzato negli occhi del profumo. Infine BlackJack Mulligan schiena Jimmy Jack Funk.

Il 6 gennaio, prima delle registrazioni di Challenge, Machoman sconfigge Ricky Steamboat per squalifica, e Hulk Hogan schiena Hercules. Questi dark match saranno, come molti altri dell’epoca, trasmessi nelle versioni internazionali, permettendo anche a noi italiani di vederli commentati da Dan Peterson.

Nella puntata del 10 gennaio di Superstars, Nikolai Volkoff & Iron Sheik sconfiggono i campioni di coppia British Bulldogs per squalifica, in un match non titolato. Il risultato è controverso a causa del comportamento dell’arbitro Danny Davis, che squalifica Davey Boy Smith per aver inseguito col cane Matilda il manager Slick negli spogliatoi, dopo che quest’ultimo aveva colpito il partner Dynamite Kid col bastone.

Il 15 gennaio, dopo aver colpito un assistente di volo, Jim Neidhart viene arrestato, e poi liberato su cauzione.

A superstars del 17 gennaio accadono due importanti eventi: il debutto dei Demolition, assistiti da Johnny Valiant, e con Randy Culley (conosciuto col nome di Mondoog Rex) nel ruolo di Smash. Ma soprattutto si svolge il Piper’s Pit con ospiti il presidente WWF Jack Tunney, il campione Hulk Hogan e Andrè the giant, con l’Hulkster che viene premiato con un trofeo in onore dei suoi 3 anni da campione della federazione.

Il 19 gennaio si svolge un house show al Madison Square Garden di New York, trasmesso dalla tv locale, in cui Mean Gene Okerlund premia Howard Finkel per i suoi dieci anni come ring announcer del MSG, poi i Can-Am Connection (Rick Martel & Tom Zenk) schienano i Dream Team (Greg Valentine & Brutus Beefcake) in un match inserito nella vhs “Best of WWF volume 11), Brad Rheinghans fa il suo debutto in federazione schienando Frenchy Martin (l’incontro sarà poi trasmesso durante Prime Time del 2 febbraio) e Hulk Hogan mantiene la cintura schienando Kamala in un match senza squalifiche. Al termine, Andrè the giant sale sul ring, prende la cintura, la osserva e poi la lancia verso Hogan, abbandonando il quadrato.

Inoltre, al termine di un match tra Hercules ed un jobber, il manager Bobby Heenan sfida Billy Jack Haynes ad uscire dalla presa del suo assistito, cioè la full-nelson, mossa tipica anche di Haynes (i due si erano affrontati anche nelle federazioni del circuito NWA).

Vi è anche il ritorno di Ricky the dragon Stemboat, assente da circa 3 mesi a causa di un infortunio alla gola provocatogli da Machoman.

Nell’episodio successivo, è il turno di Andrè di essere premiato, questa volta per essere l’unico lottatore imbattuto nella storia della WWF. Il trofeo è più piccolo di quello consegnato ad Hogan, e la comparsa sul set dello stesso Hulk, giunto a congratularsi con l’amico, ma togliendoli di fatto la scena, inducono il gigante francese ad allontanarsi.

Il 31 gennaio l’ospite di Piper è Jesse the body Ventura, che dichiara che la prossima settimanaporterà di nuovo Andrè al suo show, se Roddy  riuscirà a portare Hogan. Questo è un segmento che ancora oggi è impresso nelle menti di tutti gli appassionati.

Il giorno successivo, a Challenge, Gorilla Monsoon intervista Andrè, che annuncia la sua presenza per il confronto con Hulk.

Vi è anche la vittoria di King Harley Race ai danni di Koko B.Ware, con l’intervento nel post match di Junkyard Dog, pronto ad aiutare l’uomo pappagallo.

Ci sono altri incontri ravvicinati tra Hercules e Billy Jack Haynes, entrambi al termine dei loro rispettivi match contro degli sparring partner.

Nella puntata di Prime Time in onda il 25 gennaio, JYD sostituisce Dynamite Kid (alle prese con un infortunio che lo porterà, anni dopo, a chiudere la carriera) nei British Bulldogs (attuali campioni di coppia) per affrontare la Hart Foundation. JYD ottiene lo schienamento vincenti su Bret Hart, ed al termine invita alcuni ragazzi a salire sul ring per ballare con lui. Addirittura una quarantina di ragazzi si presenta sul quadrato, costringendo la sicurezza ad intervenire per accompagnare il wrestler di colore negli spogliatoi, a dimostrazione dell’incredibile affetto ricevuto dal futuro hall of fame in quegli anni, inferiore solo ad Hulk Hogan.

L’episodio di Superstars irradiato il 7 febbraio incorona i nuovi campioni di coppia, quando l’Hart Foundation detronizza gli inglesi in meno di 3 minuti, con Davey Boy Smith costretto a lottare il match da solo, dopo che Jimmy Hart aveva messo KO il proprio partner (che ricordiamo non era in grado di combattere) ma soprattutto grazie al comportamento di Danny Davis, che passa il tempo a sincerarsi delle condizioni di Dynamite, permettendo agli sfidanti un 2 contro 1 nei confronti di Smith.

Ma l’importanza della puntata è rivestita dal turn heel di Andrè the giant che, al Piper’s Pit, accompagnato da Bobby Heenan e Jesse the body Ventura, sfida apertamente Hulk Hogan per il titolo, strappandogli anche la catenina d’oro.

Durante Prime Time del 13 febbraio, il campione IC Machoman dimostra tutta la sua abilità lottando alla pari con l’ex supercampione Bruno Sammartino. A Savage va la vittoria per count-out, anche se in maniera sporca dopo aver colpito l’italo americano con una sedia. A fine match Bruno si prende la sua rivincita, imprigionando Randy nella micidiale bear hug, tanto da rendere necessario l’intervento di numerosi wrestlers ed arbitri in aiuto di Savage. Il match è stato introdotto nel dvd “Macho Madness: The Ultimate Randy Savage Collection”

La settimana successiva il campione WWF è solo con Piper, che gli domanda se avrebbe accettato di fare un match contro il gigante, e dopo un attimo di smarrimento Hulk si lancia in un urlo liberatorio: “Yeeesss!” dando così il via alla grande pubblicizzazione di Wrestlemania III.

Sempre nell’episodio del 14-2 vi è il debutto di Barry Darsow nelle vesti di Demolition Smash, ed assistiamo alla sospensione di Danny Davis, accolto però nella sua squadra da Jimmy Hart.

Sette giorni dopo Roddy Piper rilascia un’intervista in un’arena vuota, dove conferma come il match di Wrestlemania III sarebbe stato l’ultimo

Il giorno dopo, durante Challenge, Honky Tonk Man è ospite di Jake Roberts, nel suo Snake’s Pit, al temine del quale colpisce Jake con la chitarra, fatto che gli provocherà seri danni per tutta la carriera (Roberts affermerà, nel dvd a lui dedicato, di aver iniziato l’abuso di droghe e di antidolorifici per sopportare il dolore causatogli da Honky)

Il 17 febbraio, durante le registrazioni di Challenge (ma trasmesso in alcune versioni internazionali) Jake Roberts sostituisce George Steele nel match contro Machoman, riuscendo a trionfare grazie alla DDT, in un incontro senza il titolo in palio.

Il 28 febbraio, durante Superstars, i Can-Am Connection & Lanny Poffo sconfiggono il Dream Team & Adrian Adonis, quando Martel schiena Beefcake, al quale per errore Adonis aveva tagliato i capelli.

Il 1° marzo, a Challenge, l’annunciato match tra Piper e Paul Orndorff non si svolge, a causa di un infortunio a Mister Wonderful, che lo porterà a saltare Wrestlemania

Il 2 marzo, a Prime Time, i Killer Bees sconfiggono la Hart Foundation, ma purtroppo per loro il match non era con in palio le cinture. Blair & Brunzell sfruttano i loro continui cambi di maschera per sostituirsi illegalmente all’interno del ring, senza il classico tocco, approfittando delle distrazioni arbitrali.

Il 14 marzo la NBC trasmette il Saturday Night’s Main Event, giunto alla sua decima edizione. Il rating è altissimo (11.6) e lo show non delude le aspettative: nel primo incontro Machoman difende con successo il titolo intercontinentale, battendo per count-out George the animal Steele, troppo preoccupato di prestare attenzione a Miss Elizabeth, per la quale nutriva una cotta da molto tempo. La stipulazione del match prevedeva anche che il vincitore avrebbe ottenuto proprio Elizabeth come manageressa, che così resta al fianco di Savage.

Ma i fans non vedono l’ora del secondo match, cioè una battle royal a 20 uomini. Le prime 8 eliminazioni sono tutte opera di Hogan o Andrè the giant (che fa anche sanguinare copiosamente Lanny Poffo) e dopo circa 6 minuti il gigante francese (sempre vincitore in questo genere di match) elimina l’Hulkster, ma poco dopo tocca a lui lasciare il ring, grazie alla coalizione di tutti gli altri combattenti.  Il vincitore si rivela poi Hercules, che elimina per ultimo il rivale Billy Jack Haynes.

Nel terzo incontro King Kong Bundy ha la meglio su Jake the snake Roberts, squalificato per aver colpito l’arbitro, che cercava di imperdirgli di portare il serpente Damien sul ring. L’ultima parola spetta però a Jake, che riesce a mettere KO Bundy con la sua micidiale DDT.

La Hart Foundation riesce a mantenere i titoli di coppia battendo Tito Santana (sostituto di Mike Rotundo) & Danny Spivey (chiamato da Dan Peterson, non si sa perchè, col nome di Francois Le Prodige, nell’evento trasmesso integralmente su Italia1). Ancora una vittoria sporca per i campioni, con l’interferenza di Danny Davis che colpisce Tito Santana col megafono di Jimmy Hart, mentre il lottatore di origini messicane teneva imprigionato Bret Hart nella figure-4.

L’ultimo match vede trionfare Ricky the dragon Steamboat su Iron Sheik, e al termine il ragazzo delle Hawaii si confronta verbalmente con Randy Savage, antipasto della sfida di Wrestlemania.

Nell’house show del 15 marzo al Maple Leaf Garden di Toronto la WWF si rifà alla Crockett Cup della NWA organizzando la Frank Tunney Memorial Cup per tag team, un torneo che mette in palio una title shot immediata per i titoli di coppia. La vittoria va ai Killer Bees, sconfitti però nel match titolato dalla Hart Foundation. Tutti i match verranno trasmessi durante i successivi episodi di Prime Time, tranne il match titolato.

Nella puntata di Superstars del 21 marzo Boby Heenan e Andrè the giant  sono ospiti del Piper’s Pit, dove il presidente Jack Tunney mostra una cintura extralarge, da utilizzarsi nel caso di trionfo di Andrè nei confronti di Hogan.

Nella stessa serata Hacksaw Jim Duggan, da poco giunto in federazione dopo i trascorsi in UWF (dove si è fatto notare per il carisma) dovrebbe affrontare Iron Sheik , ma l’incontro non inizia neppure, in quanto Duggan attacca Nikolaii Volkoff (tag team partner dello sceicco) mentre sta eseguendo l’inno nazionale russo.

Il 21 marzo si svolgono i primi tapings a Las Vegas, al Thomas & Mack Center (sede anche dello Smackdown successivo a Wrestlemania 26, al quale ero presente) dove vengono registrati diversi segmenti di interviste condotte da Missy Hyatt, Queste, che avrebbero dovuto rimpiazzare il Piper’s Pit, non andranno però mai in onda.

Ed eccoci arrivati al resoconto del più atteso ppv fino a quel momento. Questo è quanto scrissi tempo fa per lo speciale “Wrestlemania 1- 10”, che potete trovare a questo link https://www.worldofwrestling.it/index.php?ind=reviews&op=entry_view&iden=1483

Wrestlemania III – Pontiac Silverdom di Detroit – 29/3/1987

L’edizione leggendaria, con il main event per eccellenza tra il campione Hogan e quello che veniva considerato il vero campione, quello imbattibile: Andrè the giant. Furono annunciate oltre 93 mila, un record per un evento indoor che rimarrà imbattuto fino al 2010, ma forse gli spettatori furono poco meno di 80 mila. Questo cambia poco l’aura dello spettacolo andato in scena

The Can-Am Connection sconfiggono Don Muraco & Bob Orton dopo lo schienamento di Martel su Muraco. I due heel erano sempre in contrasto tra loro, e poco dopo si divideranno, con Muraco che passerà face. Zenk & Martel avevano una buona alchimia, ed erano proiettati verso i titoli di coppia, ma Zenk se ne andò non accettando che Martel guadagnasse di più (all’epoca i tag team guadagnavano la stessa cifra, ma Rick arrivava dalla AWA, dove fu campione). Fu poi rimpiazzato da Tito Santana, e pochi mesi dopo la neonata Stike Force vinse i titoli di coppia contro la Hart Foundation

 Feud: n.g. match: 7

Billy Jack Haynes vs Hercules termina in un doppio countout. Feud incentrato sulla potenza dei due contendenti, e su chi avesse la full nelson migliore. I due ebbero un feud simile anche nei territori indipendenti. Haynes riuscirà ad ottenere un discreto successo di pubblico per un breve periodo, mentre Hercules continuerà la sua carriera tra alti e (molti) bassi

Feud: 6.5  match: 6

Hillbilly Jim, Little Beaver & Haiti Kid battono King Kong Bundy, Little Tokyo & Lord Littlebrook per squalifica, quando Bundy colpisce Beaver. Bundy passa da main eventer a match contro dei nani… Alla fine li colpirà tutti, causando il ritiro proprio di Beaver, e preoccupandosi, negli anni successivi, che i colpi da lui inferti siano stati la causa della prematura morte del midget. Poco tempo dopo sparirà dalle scene delle major, mentre Hillbilly proseguirà a jobbare alle nuove leve

Feud: n.g.   match: 5

The King Harley Race sconfigge Junkyard Dog per schienamento.  Race era arrivato da meno di un anno in WWF, dopo essere stato un’icona della NWA. Riuscì comunque a conquistare il titolo di king, entrando poi in lotta con il simbolo della gente umile, JYD. La stipulazione prevedeva che il perdente avrebbe dovuto baciare il piede del vincitore ma, nonostante fosse stato the king a trionfare, fu colpito con una sedia da JYD, che evitò di subire l’umiliazione. Race proseguirà il suo regno per oltre un anno ancora, seppur in modo defilato rispetto alla posizione ricoperta negli anni gloriosi. JYD resterà nel midcarding, amato dal pubblico ma senza successi di rilievo

Feud: 6.5    match: 6.5

The Dream Team battono The Rougeau Brothers. L’ultimo match da heel per Brutus Beefcake, che fu abbandonato dai suoi soci, e rimpiazzato definitivamente da Dino Bravo. I Rougeau collezionarono la prima di una serie di immeritate sconfitte in ppv.

Feud: n.g.  match: 6

Rowdy Roddy Piper batte Adorable Adrian Adonis tramite sleeper hold.. Fu annunciato come ultimo match di Piper, e così fu per qualche anno. Il match si salva, purtroppo è la figura rimediata da Adonis che si ricorda. L’incontro era un hair match, e quindi Adrian finì rasato da Brutus Beefcake, che si vendicò di un taglio di ciocche fatto per errore dall’Adorable qualche tempo prima. Da segnalare il fan che entra nel ring e riesce a stringere la mano all’hot rod

Feud: 6.5   match: 6

The Hart Foundation & Danny Davis battono The British Bulldogs & Tito Santana.  Danny Davis era l’arbitro che costò il titolo ai Bulldogs qualche settimana prima, e fu protagonista di decisioni sempre discutibili contro i face, tra i quali Santana. Si schierò quindi con Jimmy Hart e divenne un lottatore, con debutto proprio a WM 3 (in realtà combattè già qualche prima, con la gimmick di Mister X). L’incontro fu un 3 vs 3 forse per dare riposo a Dynamite Kid, alle prese con problemi fisici. La vittoria arriva con schienamento proprio di Davis su Davey Boy, avvenuto grazie alle scorrettezze di compagni e manager

Feud: 6   match: 6.5

Butch Reed batte Koko B. Ware, schienandolo coi piedi sulle corde. Match senza infamia e senza lode tra i due atleti di colore. Vittoria per Butch Reed, che poco dopo ottenne un discreto push nel midcarding. False le voci che lo volevano campione IC al posto di Honky Tonk Man, e che questo non accadde in quanto Reed non si presentò allo show. Infatti, oltre alle smentite degli interessati, si vede Reed che festeggia negli spogliatoi con il sosia di Elvis.

Feud: n.g.  match: 6

TITOLO IC: Ricky the dragon Steamboat sconfigge Machoman Randy Savage conquistando la cintura. Savage colpì violentemente alla gola l’hawaiano nel novembre 1986, e da lì Steamboat annunciò vendetta, che arrivò al termine di un match sensazionale, che in parte offuscò il main event. Decine di conti di due, gran velocità, mosse ribaltate, interferenze, arbitro ko. A livello di wrestling lottato, uno dei primi 5 match della storia della disciplina. Lo schienamento arriva anche grazie all’interferenza di George Steele, che evita a Savage di colpire Ricky col gong. Steamboat perderà il titolo a giugno contro Honky Tonk Man, e da lì iniziò la sua parabola discendente in WWF, in quanto Vince non gli perdonò di aver chiesto più tempo da passare con la famiglia (aveva appena avuto un figlio). Tornerà strepitoso in WCW, e in WWF rientrerà brevemente come il dragone sputafuoco. Savage invece inizierà il suo turn face, che lo porterà ad uscire da WM con il titolo assoluto un anno dopo

Feud: 7.5   match: 9

Honky Tonk Man batte Jake the snake Roberts schienandolo con un roll up. Qualche tempo prima, durante lo Snake’s pit, Honky colpì Jake alla testa con la chitarra. Come raccontato nel suo dvd “pick your poison”, il colpo fu più forte del previsto, delle schegge rimasero conficcate nella testa di Roberts, e da lì aumentarono i suoi problemi con droghe ed antidolorifici. A sorpresa a trionfare è Honky, che meno di tre mesi dopo si ritroverà campione intercontinentale. Jake si fece accompagnare dal cantante Alice Cooper, che a fine match colpirà Jimmy Hart e gli gettò contro il serpente.

Feud: 6.5   match: 6.5

Nikolai Volkoff & the Iron Sheik battono the Killer Bees per squalifica. Incontro che vede il debutto in ppv di Jim Duggan, che interviene causando la squalifica di Jim Brunzell & Brian Blair. Entrambe le coppie rimasero nel midcarder, con i due “invasori” che si divideranno poco dopo.

Feud: n.g. match: 6.5

 

TITOLO WWF: Hulk Hogan sconfigge Andrè the Giant per schienamento, mantenendo il titolo. Il main event per eccellenza. Due ex amici, il campione effettivo contro quello che era considerato il campione senza cintura, annunciato come imbattuto in carriera. Il match che consacrò Hogan e diede il definitivo primato alla WWF. C’è bisogno di dire qualcosa che già non si sappia? Ecco come lo raccontai in un numero de “I grandi feud”: Quando si parla di wrestling, così come lo conosciamo oggi, il primo pensiero va ad Hulk Hogan. E quando si parla di rivalità, di main event, si deve tornare indietro al 1987, al Pontiac Silverdome di Detroit, dove, davanti a 93.000 persone, si svolse la più importante edizione di Wrestlemania, la numero 3, che vide di fronte coloro che fecero conoscere la disciplina anche al di fuori della cerchia degli appassionati: lo stesso Hulk Hogan e il colosso francese, Andrè the giant.

Hogan era diventato campione il 23 gennaio 1984, e proprio Andrè fu tra i lottatori pronti a festeggiare negli spogliatoi con l’idolo in giallo e rosso, versandogli addosso una bottiglia di spumante.

La loro amicizia proseguì negli anni, con l’Hulkster pronto a far coppia con Andrè durante il terzo episodio di Saturday night’s main event (in onda il 2-11-1985) per fronteggiare altri due giganti: King Kong Bundy & Big John Studd. Dopo la vittoria, Hogan aiutò l’amico a fine match, salvandolo dall’attacco dei due membri della Heenan family.

A wrestlemania 2, Hogan difende con successo il titolo dall’assalto di Bundy, mentre Andrè trionfa in una battle royal a 20 uomini, che comprendeva anche atleti della National Football League.

Hogan prosegue il suo regno da campione, portando il suo nome e quello della federazione a livelli incredibili, grazie anche al suo carisma che gli permise parecchie apparizioni televisive.

Tuttavia, Andrè veniva considerato come un “campione senza corona”, e ci si chiedeva chi fosse realmente il più forte dei due.

Durante il Piper’s pit (segmento di interviste condotto da Rowdy Roddy Piper) trasmesso nella puntata di WWF superstars del 17 gennaio 1987, Jack Tunney consegna ad Hogan (accompagnato dal mastodonte francese) un trofeo simbolico per i 3 anni consecutivi passati da campione della compagnia di Stamford.

Nell’episodio successivo, Tunney consegna anche ad Andrè un trofeo, come riconoscimento per essere l’unico uomo imbattuto in WWF. Il trofeo è nettamente più piccolo di quello conferito ad Hogan, e quest’ultimo, oltretutto, ruba di nuovo la scena ad Andrè, parlando al suo posto. A questo punto, quello che sarebbe dovuto essere il protagonista della serata si allontana, lasciando solo Hogan a proseguire nel monologo.

Il 7 febbraio 1987 Andrè, ora accompagnato da Bobby the brain Heenan, sfida Hogan ad un match titolato da disputarsi a Wrestlemania III. Hogan rifiuta, cercando di far tornare in sè l’ormai ex amico. Andrè, come risposta, gli strappa il crocefisso e si allontana.

Il 14 febbraio Hogan si trova costretto ad accettare la sfida di Andrè, scatenando l’ennesima grande attenzione dei fans e dei mass media sulla federazione.

Pochi giorni prima del ppv, va in onda (il 14 marzo) la decima edizione di Saturday night’s main event, che li vede per la prima volta sullo stesso ring come rivali. L’occasione è una 20 man battle royal, nella quale Andrè riesce ad eliminare con facilità proprio Hogan, prima di essere a sua volta gettato fuori ring da un’alleanza di più wrestlers. La vittoria finale sorriderà ad un altro membro della scuderia di Heenan, cioè Hercules.

Si arriva così a Wrestlemania 3, che fa registrare il record (ancora attuale) di spettatori per un evento al coperto, con la cifra incredibile di 93173 paganti, oltre agli acquisti televisivi in pay per view.

Il match inizia subito forte, con Hogan che tenta di sollevare Andrè: purtroppo il peso è eccessivo, e lo stesso gigante crolla addosso al campione, che riesce ad alzarsi appena prima del conto di 3.

Hogan si salva da una sconfitta lampo, ma si trova nettamente in svantaggio contro un avversario di 2,20 metri per 220 kg.  L’incontro prosegue a favore di Andrè, fin quando l’Hulkster riesce a mettere a segno un paio di colpi e a far cadere a terra lo sfidante. E qui avviene l’impensabile: Hulk attende che Andrè si rialzi, per poi riuscire finalmente ad eseguire una bodyslam e ad ottenere il conteggio vincente.

Nelle settimane successive, tuttavia, Heenan e Jesse the body Ventura cercano di dimostrare come, nei primi istanti di match, dopo il tentativo di bodyslam fallito da Hogan, l’arbitro Joey Marella abbia contato fino a 3. Questo si dimostra vero, ma solo perché questi non è riuscito a fermare la mano quando il campione ha alzato la spalla.

Andrè rimarrà lontano dal ring per quasi 7 mesi, pronto però per il nuovo avvenimento in pay per view della WWF: le Survivor Series.

Feud: 8   match: 7

Per concludere, vi lascio questa chicca proveniente dalla mia personale collezione, cioè il match tra Hogan e Andrè commentato da Dan Peterson nel 1987 su Italia 1, quando i match erano introdotti da una ragazza e compariva in sovraimpressione il logo “Wrestlingmania”.

 

Daniele Fusetto

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