Non sarà stato un evento particolarmente importante come i 3 show con la CZW dello scorso novembre o come quello con la NOAH del mese scorso, ma lo show che la wXw ha organizzato il 4 giugno era importante nella motivazione da cui nasce: quella di raccogliere soldi a favore del Giappone colpito dallo tsunami e dal terremoto lo scorso marzo.

Un evento semplice e senza nomi di richiamo internazionale: non c’erano i Chris Hero, gli Adam Cole, i Takashi Sugiura, i KENTA e via dicendo. Chi c’era era il cuore della wXw, la parte sempre presente agli show,  riunita per una buona causa che ha portato alla raccolta di 3600 euro.

Insomma, in questo frangente il wrestling passava in secondo piano. Dovendo fare qualche giorno di ferie, ho colto l’occasione per essere allo show, dopotutto 10 euro di ingresso non sono una cifra improponibile, no?

La prima cosa che ho notato rispetto alle mie precedenti escursioni in Germania è l’atmosfera e non poteva essere diversamente per almeno due fattori: l’assenza di nomi di un certo livello internazionale ed il fatto che questa volta non ero in compagnia. Inoltre il fattore climatico: a giugno non c’è il clima che si ha a novembre, per quanto fresco ci fosse alla Turbinenhalle (nella sala piccola dove già avevo assisitito ai 2 show della CHIKARA).

Prima degli incontri è il momento delle presentazioni: viene annunciata la card con relativo ordine degli incontri, e tutti i lottatori salgono sul ring mentre varie autorità ringraziano i presenti per partecipare a questa raccolta fondi: c’è anche il patrocinio del consolato nipponico di Dusseldorf, città dove si trova la più grande comunità giapponese in Europa.

Ad aprire le danze è il primo match della Trial Series per Freddy Stahl, lottatore del Westside Dojo. Il suo avversario è Mark Haskins, lottatore inglese di ampia esperienza. Il concetto delle Trial Series è molto semplice e viene usato molto in Giappone. Si tratta di una serie di incontri (in questo caso Stahl ne sosterrà 5, ma in Dragon Gate ci sono state serie da 50 incontri) in cui un lottatore, solitamente con poca esperienza, si mette alla prova per migliorarsi affrontando avverarsi di un certo livello: a memoria non ricordo vittorie in una trial series.
Non per questo un match in questo frangente deve essere scontato o noioso. Il match infatti è stato molto buono, ed anche equilibrato per motlo tempo. Molti nearfall, sia da una parte che dall’altra e come spesso accade è il dettaglio che fa la  differenza, ed Haskins si porta a casa una vittoria più sofferta di quanto si potesse ipotizzare in un primo momento. Il pubblico, anche nella sconfitta, non fa mancare il suo supporto a Stahl.

Trial Series
Il secondo incontro è il classico Davide contro Golia: nel ruolo di Davide, Jason Hendryx, in quello di Golia (in questo caso si potrebbe Golia Nero), l’inglese Kurupt. È evidente che quel ruolo ad Hendryx gli si addice particolarmente (come già dimostrato a novembre a wXw Fight Club contro Micheal Isotov), e l’ho trovato molto migliorato non tanto nell’aspetto lottato perché la prima volte fece ben poco, quanto nel fisico. Per la maggior parte dell’incontro, Kurupt è in controllo, ma non abbastanza da poter disporre agevolmente dell’avversario, che riesce anche a sfiorare la vittori in più di un occasione.

Come già successo nel primo incontro, l’azione si sposta anche fuori dal ring dove Hendryx vi giunge grazie ad un bel moonsault sull’avversario. Hendryx subisce ancora e forse anche più di prima gli attacchi dell’inglese ma in qualche modo riesce a sfuggire al conto di tre, uscendone prima, ed arrivando anche a conquistare la vittoria in maniera rocambolesca, tra lo stupore generale (soprattutto di Kurupt). Il pubblico aveva anche chiesto un dance off, ma Kurupt si era rifiutato: forse avrebbe fatto meglio ad accettarlo…

Kurupt vs Hendryx
L’incontro successivo vede il campione pesi leggeri della UEWA, Sean South, affrontare Anthony Zeus, accompagnato dall’insopportabile Adam Polak. Anche questo incontro risulta equilibrato, nonostante le interferenze di Polak (basti dire che il pubblico gli dedica un coro: Die, Polak, Die). South sfiora più volte la vittoria ma nulla può quando Zeus lo colpisce con una Spear.

Il quarto incotro vede l’altro campione della UEWA, Bad Bones, capitare un team composto anche da  2Face e Jay Skillet contro Tommy End, Aaron Insane e Chris Rush: per ogni team quindi un allentatore e 2 studenti del Dojo. Sono proprio due studenti ad iniziere, 2Face e Insane mentre i due alenatori tardano ad entrare in azione, ma quando lo fanno, saltano tutte le regole o quasi perché è un continuo ribaltamento di front, con Bad Bones che non lesina lariat agli avversari, che dal canto loro non esitano a fare un assalto collettivo.     Ad un certo punto Bad Bones resta a terra mentre l’azione continua.


Il team di End ad un certo punto si avvicina al campione europeo e lo attacca, sembra un’azione normale, ma così non è. L’azione già da un po’ la  conducevano i due allievi. Stanno per attaccare Bad Bones nuovamente ma 2Face scatta e si mette in mezzo: lui contro 3 avversari, lotta e tiene loro testa, è chiaro che qualcosa non va: l’arbitro si avvicina a Bad Bones, 2 Face è sempre di guardia. Viene dato il segnale che il match è terminato in no contest. Bad Bones è ancora fermo a terra dolorante. Passano i secondi, ma resta a terra. Cala il silenzio, un silenzio mai sentito prima. Intervengono i soccorsi e Bad Bone viene portato via in barella mentre al pubblico viene concessa una prima pausa per aiutare i soccorsi. Per Bad Bones si tratta di uno strappo muscolar a quanto si dice poco dopo, ma è stato portato in ospedale per accertamenti giusto per evitare che vi siano problemi più seri.


Si riprende dopo diversi minuti con il match tra Karsten Beck (acompagnato da Klaus Kauroff) e Marty Scurrl. E vai con il pugno in aria stile Jersey Shore! Scurrl non si risparmia e prende il controllo del match sin dalle prime battute, ed inventa anche una nuova presa di sottomissione, utilizzando il costume di Beck, impedendogli così di liberare le gambe. Nonostante i tentativi di latrare il match, con l’aiuto di Karhoff, Scurrl porta a casa la vittoria e nel post match Beck se la prende con la leggenda Karhoff che lo colpisce con la sua mazza da baseball (che verrà poi messa all’asta).


Subito dopo è la votla di Emil Sitoci contro Absolute Andy. Il divario fisico è notevole, tutto a favore di Andy, ma l’olandese non si tira di certo indietro e lotta tenacemente assestando diversi colpi, senza però avere mai un vantaggio vero e proprio, e quando vi riesce, ecco intervenire The Mind, la Stable di Adam Polak, Anthony Zeus, Tommy End (e Karsten Beck): Zeus e End distraggono Sitoci che dalla terza corda si butta su loro. Una volta tornato sul ring, Andy riesce ad  avere la meglio grazie alla Sharpshooter, facendo perdere i sensi all’avversario mentre Polak lo deride. Dopo il match, Andy attacca due allievi del Dojo intervenuti per soccorrere sitoci, ed anche per loro finisce male.


E dopo questo (lungo) incontro, è tempo di una nuova pausa da cui si ritorna con un match di coppia tra gli Hunter Brothers e MK McKinnan &  Trent Seven. Il primo pensiero che ho avuo vedendo gli Hunter Brother è stata quella di vedere i Gen Me. Il match è molto veloce e spettacolare, perfetto per un ritorno da una pausa e quidni per scaldare il pubblico nuovamente. Al termine del macth vinto dagli Hunter Brothers parte il coro del pubblico: Please Come Back!

Sul ring torna la stable The Mind, questa volta per il match tra Adam Polak (accompagnato da Anthony Zeus) e Rico Bushido. Bushido parte subito alla carica e si capisce come mai abbia vinto il secondo torneo Ambition (shoot wrestling: il primo lo vinse Bryan Danielson). Polak con una scorrettezza ottiene un break e parte all’attacco, ma presto Bushido riprende il controllo ed inizia a volare colpi più stiff. Polak viene disteso all’angolo e Bushido in corsa sale sulla corda e comincia  con una serie di pugni. Bushido tenta più volte lo schienamenot ma in un modo o nell’altro Polak ne esce, conquistando alla fine l’ennesima vittoria sporca, con l’aiuto di Zeus.


È quindi la volta del match tra Micheal Kovac e Jon Ryan. Una partenza lenta con l’inglese Ryan che controlla le prime fasi, ma Kovac riesce a prendere il controllo e tenta lo schienamento pur senza successo ed inizia un lavoro di submission move per sfiancare l’avversario, ma non è ancora abbastanza e Ryan riprende il controllo nuovamente, vincendo alla fine l’incontro.


Giungiamo quindi al main event, l’incontro valido per il titolo di campione della wXw tra il campione in carica Big Van Walter e Zack Sabre Jr., da cui vinse per la prima volta il titolo lo scorso anno, dopo che Sabre aveva unificato il titolo pesi massimi in possesso di Stenie Douglas e quello pesi leggeri in suo possesso.

È il classico foza contro agilità, ma non è propriamente un altro Davide vs Golia. Sabre non è per nulla intimorito o in difficoltà contro il campione e subito vanno testa a testa, ma le prime fasi avvantaggiano il campione che inizia con un lavoro di logoramento fisico per passare poi rapidamente a colpire duro, mettendo Sabre alla corde ed in leggera difficoltà.


Sabre però resiste e risponde con la velocità, una serie di colpi più o meno duri e submission move, riportando l’inconto se non alla pari, quasi. BVW inizia quidni a usa molta più forza a cui Sabre reagisce con colpi duri agli arti. Sabre vuole vendere cara la pelle, ma all’ennesimo break a favore di BVW non riesce a rispondere e viene schienato dopo una powerbomb.

È il momento di uscire, dopo aver fatto un paio di foto e qualche chiacchierata con i lottatori, alcuni dei quali mi dicono di volere venire in Italia, oramai una cosa abituale per me. Una pagella per i match non ha senso in questo caso farla, sono stati tutti match sopra la sufficienza, non perfetti, ma tutti molto godibili. Forse il match tra Absolute Andy e Sitoci è stato troppo lungo (ad un certo punto smebra non potesse finire mai), ma non per questo è stato un brutto incontro e magari il macth per il titolo poteva durare qualcosa di più. Sono però solo quisquilie, per uno show che aveva uno scopo più alto e che ha, come detto, portato 3600 euro in aiuto del Giappone.

Questo report è dedicato a mio padre, fotografo/reporter (tra le mille altre cose) che è mancato sabato 25 giugno.

Lord Kobe

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