INTERVISTA DI WORLDOFWRESTLING.IT A TONY FUSARO DEL 2012 – ESCLUSIVA ITALIANA

INTERVISTA DI WORLDOFWRESTLING.IT A TONY FUSARO DEL 2012 – ESCLUSIVA ITALIANA

Prima di Posa e Franchini, prima di Lanati e Mariani, ma anche prima di Dan Peterson… c’era LUI!!! Scomparso dalle scene da 30 anni, ma mai dimenticato dai più grandi appassionati di wrestling!

Prima di Michele Posa e Luca Franchini, prima di Paolo Lanati e Paolo Mariani, ma anche prima di Dan Peterson… c’era LUI!!! Scomparso dalle scene da venticinque anni, ma mai dimenticato dai più grandi appassionati di wrestling, l’unico ed il solo… TONY FUSARO

Clicca qui sotto per ascoltare l’intervista in ESCLUSIVA!

https://drive.google.com/file/d/1Pp5p-7cGRkeMm5X4HIFOW0zbQTSiFjSI/view

e per chi non conoscesse Tony Fusaro…

LA LEGGENDA DI TONY FUSARO, L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE IL WRESTLING AGLI ITALIANI

di “Titan Morgan” Manuele Poli

Erano i ruggenti anni ottanta e tutti noi che all’epoca eravamo piccoli e innocenti, ci recavamo tutti i giorni a scuola mentre nel pomeriggio si giocava con il Lego, con le automobiline o con i Masters of the Universe, in TV andavamo matti per i giganteschi robot giapponesi mentre la sera prima di andare a letto si guardava il Drive In con la mamma ed il papà. Nelle giornate estive si scorrazzava nel cortile davanti a casa con le nostre BMX o con le Atala Hop (io avevo optato per quest’ultima… aveva un sellino molto più comodo…), si masticavano le BigBabol e se si voleva fare una partita ad un videogioco bisognava farci portare dalla nonna alla sala giochi od al bar più vicini con una bella scorta di monetine da duecento lire.
I personal computer e le console non erano ancora entrate in massa nelle nostre case… in qualcuna si, sicuramente in quelle dei più fortunati, ma non in tutte. Grazie al cielo però, la società in genere era comunque più sicura e se andavi in sala giochi trovavi soltanto i tuoi coetanei, senza alcun rischio di venire accoltellato da qualche balordo come accade al giorno d’oggi. Erano altri tempi, più spensierati, più colorati e per certi versi anche più divertenti di quelli che stiamo vivendo oggi e la nostra unica finestra sul mondo era lei: la TV.
Già, quella scatola che ha segnato la vita della maggior parte di noi, ha sicuramente fatto prendere un corso diverso anche alla mia una sera d’estate nel lontano 1986, ad un paio di mesi dal mio nono compleanno.

Era un sabato, mio padre aveva il giorno libero e mi aveva portato con se al bar dove, da qualche anno, aveva trovato lavoro mia madre, dopo che la pelletteria presso cui era stata occupata per anni aveva chiuso i battenti.
Trovandosi vicino alla stazione dei treni, era un bar molto frequentato, aveva una piccola stanza dove c’erano i videogiochi ed un’altra con una sala TV. Esaurita la mia scorta di monetine giocando a qualche videogame di cui sinceramente non ho ricordo, mi spostai nella sala dotata di un vecchio televisore insieme a mio cugino a fare zapping tra i (pochi) canali che si vedevano, fino a che non ci imbattemmo in qualcosa che attirò l’attenzione di entrambi. C’era un ring come quello del pugilato, c’erano un arbitro, c’erano due uomini che si affrontavano, ma non avevano i guantoni. Non era la boxe, era quella disciplina che avevo sempre visto nel cartone animato dell’Uomo Tigre e che avevo sempre chiamato Lotta Libera. Era una disciplina sportiva diversa da quelle che avevo conosciuto fin ad allora ed anche se si trattava di un vero e proprio sport da combattimento (o almeno questa era l’impressione che mi dava), era comunque molto più divertente di quei noiosi incontri di pugilato che di tanto in tanto guardavo insieme a mio padre.
I lottatori arrivavano sul ring accompagnati da una marcetta musicale e facendosi largo tra una folla festante ed in delirio, alcuni di loro avevano un aspetto a dir poco bizzarro ed eseguivano tecniche e manovre altamente spettacolari mettendo in mostra capacità atletiche e di forza che mi lasciarono sbalordito.
A raccontare le imprese di quegli uomini c’era una voce pacata, educata e dal tono altamente professionale e questo dava ancora più l’impressione di stare assistendo ad un evento sportivo in piena regola.

Tornato a casa, non appena sceso dall’auto, dissi a mio padre: – Sai babbo, ho visto in TV uno sport che mi è piaciuto un sacco! – e lui mi rispose: – Ah si? E cosa era? -. Con in mente i cartoni animati dell’Uomo Tigre, gli dissi sicuro: – E’ la lotta libera! Ci sono dei lottatori che combattono sul ring come nella boxe ma non si danno solo i pugni, possono fare di tutto! -. Mio padre capì immediatamente cosa avevo visto: – Ah, non è la lotta libera, quello è il Catch! -.
Il Catch. Bella questa parola, pensai. Non avevo idea di cosa significasse, ma mi piaceva un sacco: Catch!
Da quel giorno in poi, in TV avrei cercato il Catch.
Ed infatti nei giorni successivi scoprì che quegli incontri che avevo visto per caso nel televisore del bar, non erano un evento unico nel loro genere, ma un programma che andava in onda regolarmente, se non tutti i giorni. Si chiamava “Il Fantastico mondo del Catch“, a conferma di quello che mi aveva detto mio padre. In altre occasioni veniva presentato anche come “Catch the catch” o “Campionati di Catch: incontri di lotta libera professionisti“, ma la sostanza non cambiava ed anche se io all’epoca non lo sapevo, si trattava sempre degli incontri promossi dalla lega giapponese New Japan Pro-Wrestling, che all’epoca in cui quei match erano stati registrati, aveva nel proprio roster i più grandi campioni che la storia di questa disciplina abbia mai visto competere: Antonio Inoki, Tiger Mask, Hulk Hogan, Tatsumi Fujinami, Andrè the Giant, Stan Hansen, Akira Maeda, Jumbo Tsuruta… nomi che abbiamo imparato a conoscere grazie alla familiare voce di Tony Fusaro.

Già, sono state proprio queste telecronache che hanno di fatto segnato l’avvento in italia della disciplina che oggi tutti noi conosciamo come Wrestling. Molto prima che Dan Peterson venisse chiamato dalla Fininvest (oggi nota come Mediaset) per commentare gli spettacoli della World Wrestling Federation (oggi WWE) su Italia 1, il wrestling era già arrivato sui nostri teleschermi grazie ad un network di emittenti regionali che diffondevano i programmi presentati da Tony Fusaro in tutto il territorio nazionale.
Ed il successo che queste telecronache riscuotevano, per quanto possa sembrare incredibile al giorno d’oggi, era davvero impressionante. Migliaia di lettere sommergevano la redazione de “Il Fantastico mondo del Catch” ed i più fortunati vedevano la loro letterina scelta per essere letta dallo stesso Fusaro e da una sua collaboratrice (al suo fianco ha avuto Cristina Piras e Marina Massironi) o ospiti speciali (ricordo il maestro di judo Paolo Angeli) nel corso del programma. Le lettere arrivavano da ragazzi, ragazze, uomini, donne, bambini e bambine… il successo riscosso dal Catch era universale!
Non c’è da stupirsi, all’epoca non c’erano molti canali televisivi come al giorno d’oggi ed il Catch era uno degli show più divertenti ed avvicenti che si potessero trovare sulla nostra TV. Inoltre, la simpatia e la professionalità dimostrate da Tony Fusaro e dai suoi ospiti nel corso delle telecronache, non poteva lasciare il telespettatore indifferente, che anzi, si sentiva subito “rapito” dal contesto di sport e di spettacolo in cui veniva trasportato.

Ancora al giorno d’oggi, abbiamo più di una generazione di italiani che hanno conosciuto la disciplina proprio grazie a questi programmi e che parlano di “Volo d’angelo” o di “Laccio californiano” quali tecniche di Catch più famose, probabilmente senza neanche sapere che questi termini, insieme ad altri (come “Schiacciata californiana” o “Spaccacervello”), sono stati inventati di sana pianta dallo stesso Tony Fusaro nel tentativo di rendere più comprensibile ed appetibile al pubblico di casa nostra le spettacolari mosse che gli atleti mettevano in scena in questi incontri disputati sui ring del Giappone.
Se chiedete a vostro padre, a vostro zio od al vostro fratello maggiore il nome di una mossa di Catch, è probabile che vi risponda il “Volo d’angelo” o il “Laccio californiano”. Nomi che, nel ragionamento fatto all’epoca da Fusaro, un telespettatore italiano avrebbe sicuramente memorizzato con più facilità rispetto a complesse denominazioni in lingua inglese. Il “Volo d’angelo” infatti altro non era che il tuffo dalla terza corda, quale ad esempio il Frog Splash, mentre il “Laccio californiano” era l’esotico nome attribuito al braccio teso (Clothesline o Axe Bomber) di Hulk Hogan, atleta che veniva presentato come proveniente da Venice Beach, California. Nomi che, grazie alla loro semplicità, sopravvivono ancora oggi nell’immaginario collettivo della generazione che li ha vissuti grazie alle telecronache di Tony Fusaro.

Un Tony Fusaro che, grazie alla popolarità riscossa dal suo programma, negli anni ottanta riuscì a rendere addirittura possibile l’arrivo del leggendario campione nipponico Antonio Inoki a Roma come protagonista di un evento, ovviamente commentato da Fusaro, nel quale si esibì affrontando l’ex campione di judo Bad News Allen (conosciuto come Bad News Brown alla WWE), ma che dopo l’esplosione dei programmi della World Wrestling Federation su Italia 1 e su Tele Capodistria (in seguito divenuta Tele+2 e successivamente confluita nel gruppo Sky Sport) commentati da Dan Peterson, è di fatto scomparso dalle scene. Le repliche dei suoi programmi sul Catch sono continuate fino ai primissimi anni novanta sul circuito di emittenti regionali noto come Super Six, mentre pochi anni fa la casa di produzione MHE ha addirittura messo in vendita nei negozi e nelle edicole una serie di dodici DVD chiamati World Wrestling History che raccoglievano i migliori incontri commentati da Tony Fusaro negli anni ottanta.
Ma di fatto, di Tony Fusaro non abbiamo saputo più nulla.
In special modo agli albori dell’esperienza del wrestling web italico a fine anni novanta – primi anni del duemila, si parlava spesso di lui, in particolar modo sul sito TuttoPuroresu (interamente dedicato al wrestling giapponese) gestito dai fratelli Lanati. Ci si chiedeva che fine avesse fatto, se fosse in qualche modo possibile rintracciarlo, ma niente di niente. Per anni, Tony Fusaro è stato considerato il Santo Graal del wrestling italiano, un qualcosa che sapevamo che c’era, ma che era impossibile riuscire a ritrovare. Poco tempo fa si era addirittura diffusa la notizia che Tony Fusaro fosse deceduto… ma grazie a Dio, l’uomo che per primo ha fatto conoscere il wrestling agli italiani, non solo è vivo e vegeto, ma gode anche di ottima saluta ed è più in forma che mai!
E dopo venticinque anni di attesa, grazie ad un fantastico lavoro di squadra messo in atto in special modo dai nostri Thierry “Tsunami” Gerbore, Daniele “Fuso81” Fusetto e Tommaso “T.C. the Punisher” Consortini, WorldOfWrestling.it lo ha ritrovato per voi e lo ha portato per la prima volta in assoluto nel mondo del wrestling-web, un mondo che se avesse una Hall of Fame, Tony Fusaro dovrebbe essere il primo ad esservi introdotto di diritto.

Per cui vi consiglio di scaricare ed ascoltare molto attentamente la fantastica intervista telefonica che “Tsunami” ha condotto alla leggenda vivente Tony Fusaro, se non altro per risentire dopo tutti questi decenni la sua inconfondibile e familiare voce, ma vi dico fin da subito che di cose da raccontare Fusaro ne aveva eccome, tanto che non crederete alle vostre… orecchie!

“Titan Morgan” Manuele Poli titanmorgan@hotmail.com

 

n.d.Tsu
un ringraziamento a tutto lo staff di World of Wrestling per l’inestimabile lavoro svolto in questi giorni.
Ringraziamo Maurizio Ercole, gestore della pagina Facebook dedicata a Tony Fusaro e suo amico, per averci messo in contatto con IL MITO!

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