Intervista esclusiva di WOW a Tony Fusaro: la trascrizione (2012)

Intervista esclusiva di WOW a Tony Fusaro: la trascrizione (2012)

In attesa della seconda intervista a Tony Fusaro vi proponiamo la trascrizione della nostra prima storica chiacchierata con il celebre commentatore italiano!

Potete ascoltare l’intervista qui:
https://drive.google.com/open?id=1Pp5p-7cGRkeMm5X4HIFOW0zbQTSiFjSI

Manuel “LordKobe” Bergugnat: amici di worldofwrestling.it, benvenuti ad una puntata speciale del nostro podcast, lords of wrestling, in questa puntata abbiamo in programma un solo argomento, ma si tratta di un argomento molto particolare: si tratta infatti di fare un tuffo nel passato. Andiamo indietro di almeno una ventina d’anni, facciamo anche 25, per parlare con una persona che ci ha tramandato, che ci ha trasmesso per primo la passione per questo nostro sport-spettacolo. Dobbiamo rigorosamente ringraziare Maurizio Ercole, che cura la pagina face book di questo personaggio. Lui è un appassionato d’arte e di fumetti ed è stato così gentile da intermediare con noi e fornirci il contatto per intervistare questo CLAMOROSO personaggio. Ed è grazie a lui che molti di noi ancora adesso ne sono fan e molti di noi ricordano le sue telecronache. Non andava in onda su Italia 1 o sulle reti Mediaset, ma sui circuiti locali, come Italia 7 o il circuito Supersix, ragazzi vi sto parlando del wrestling giapponese della New Japan. Ebbene sì, noi adesso vi presentiamo l’intervista ESCLUSIVA a nientepopodimeno che… il solo, l’unico, l’inimitabile… TONY FUSARO!

Thierry “Tsunami” Gerbore: prima di tutto io la ringrazio per la disponibilità

Tony Fusaro: beh, questo è doveroso quando vengono chieste le cose con discrezione ed educazione, perché purtroppo nella nostra società questa cosa manca un po’. E poi il caro amico Maurizio Ercole è sempre stato molto carino, mai aggressivo, lui mi ha parlato di voi, del sito internet, e ci ha messo in contatto

Tsu: grazie. Lei nel cuore degli appassionati over 30 ha un posto unico, è stata un’icona, le sue telecronache hanno appassionato una generazione al catch giapponese ed al wrestling. Forse lei non lo sa, ma per noi essere riusciti ad intervistarla vuol dire aver trovato il Sacro Graal. E’ una cosa meravigliosa.

Fusaro: siete veramente meravigliosi. Io penso che quando una persona fa un determinato lavoro con la passione, con piacere, nel tempo sicuramente raccoglierà un fatto positivo, specialmente se diventi un personaggio pubblico. Io ho cercato di fare questo negli anni ’80, con una certa qualità. Ci sono state poi delle imitazioni che ancora oggi raccolgono dei meriti, che in realtà non hanno non per una questione di rivalità, ma perché sono state dette delle cose imprecise, tipo di aver introdotto il catch o quello che io chiamavo catch, in Italia, quando in realtà siamo stati noi coi nostri distributori ad essere i primi sul mercato televisivo di questa disciplina, e questo non lo gradisco tuttora.

Tsu: starei ad ascoltarla per ore. Lei nell’immaginario collettivo italiano è affiancato a Dan Peterson come altra icona legata alla popolarizzazione del catch/wrestling in Italia

Fusaro: ecco, io mi riferivo proprio a Peterson… Che ha delle grandi qualità, specialmente nella pallacanestro, ma lui ridicolizzava nelle sue telecronache questo sport-spettacolo, mentre io non l’ho mai fatto, perché penso che chi si dedica con passione ad uno sport, anche se all’epoca i media e i giornali definivano “pomodoro” il sangue, merita rispetto per il lavoro che fa, per la sua preparazione atletica e fisica. Questo modo di commentare quindi non l’ho mai gradito. Come non ho gradito che grandi editori, anche sull’onda delle trasmissioni su Mediaset, che prima era legata appunto a Peterson abbiano pubblicato delle cose dove si afferma come sia stato lui ad introdurre il wrestling in Italia. Non è vero. Ci sono delle date che dimostrano questo. Ci sono state emittenti che hanno visto la nostra campionatura, e dal successo di questa siamo partiti.

Tsu: sicuramente questa sua serietà e questa sua passione le hanno garantito un posto assoluto nell’Olimpo di noi appassionati

Fusaro: il giocare con lo spettatore, simulando talvolta delle presenze, inventandosi un linguaggio che ha fatto la sua epoca, e che serviva ad essere in linea con lo spirito del wrestling, non rendere pesante allo spettatore seguire uno sport che non era conosciuto dalla massa. In base a ciò non arrivare ad una terminologia propriamente tecnica, come una chiave di nelson, ma giocare con un linguaggio un po’ inventato, usare “schiacciata californiana”, “volo d’angelo”, “doppio calcio volante”, sappiamo benissimo che non sono termini tecnici, e che c’erano termini tecnici che si potevano seguire, ma dato che è un mondo colorito e colorato, e già lo sport era definito violento, ho preferito usare una terminologia teatrale, un po’ come accadde in Francia, dove gli atleti venivano definiti commedianti. Senza dimenticare la serietà di atleti preparati che passano molto tempo in palestra, altrimenti non potrebbero fare questo sport.

Tsu: confermo, ho avuto modo di conoscere diversi atleti, e di lottare qui in Europa, e senza preparazione non si potrebbe fare tutto questo

Fusaro: assolutamente. Ho avuto modo a suo tempo di venire a contatto con alcuni grandi campioni, come ad esempio Antonio Inoki, dal quale ho avuto una testimonianza diretta. Antonio Inoki che affrontò Muhammad Alì/Cassius Clay in un incontro di beneficenza al Madison Square Garden, un match che terminò pari, e sappiamo come Alì non regalava mai niente al suo avversario

Tsu: sono scolpite le immagini di Inoki che cercava di colpire coi calci le gambe di Alì, e quest’ultimo che cercava con l’allungo di colmare la distanza

Fusaro: la stampa parlò di tutto preparato, tutto finto, ma io posso dire di aver vissuto quei momenti e non c’era nulla di preparato, di fuori quinta, tra due personaggi che rimarranno nella storia

Tsu: lo stesso Alì dichiarò poi che Inoki fu uno degli avversari più ostici mai affrontati sul ring

Fusaro: appunto. Sappiamo bene che questi personaggi nella loro onestà intellettiva e nella loro preparazione atletica non hanno mai regalato niente a nessuno, e quindi una dichiarazione di Alì, che ha sempre cercato nelle interviste di demolire i suoi avversari, sulle qualità di Inoki è stata una testimonianza veritiera. Inoki poi è di una grande correttezza, io l’ho conosciuto all’Excelsior di Roma, prima di in un match contro Bad News Allen al palazzetto dello sport, che io commentai dal vivo. Bad News mi prese letteralmente per il bavero della giacca a bordo ring contestandomi di tifare troppo per Inoki, quindi arrivarono tutti i secondi di Inoki a menare Allen. Non so se è rimasta traccia video di quell’evento in 2 serate al PalaEur, attuale PalaLottomatica

Tsu: alcuni miei colleghi credo che le abbiano e le custodiscano gelosamente

Fusaro: io personalmente non ne ho nessuna traccia, anche se c’erano diverse emittenti televisive, specialmente americane e giapponesi, di quell’evento unico. Sarei molto contento se un domani, anche insieme, si potessero rivedere e ricommentare a distanza di anni quei match

Tsu: credo che dopo questo annuncio qualche cosa si muoverà, perché la comunità italiana è piccola ma molto attiva.

Fusaro: io sono veramente commosso di aver lasciato un segno, nonostante la grande quantità di materiale che girava in quegli anni, non per un fatto di esibizionismo, ma semplicemente perché ho fatto tutto con passione, senza averne neanche un grande riscontro economico. Anzi, lo dico anche a voi, come dissi già a Maurizio Ercole, che quando dico: “facciamo qualcosa”, non lo dico perché vedo una lucetta col dollaro in stile Paperon de’ Paperoni, ma solo per l’affetto che ancora a distanza di anni mi dimostrate. Mi è capitato tempo fa qui nel Lazio di incontrare dei quarantenni che, una volta che mi hanno riconosciuto mi hanno accolto come fossi una rockstar, e ci siamo abbracciati anche se non ci conoscevamo, uniti da questa passione di quello che io continuo a chiamare catch

Tsu: non potrei mai correggerla, può chiamarlo catch quanto vuole…

Fusaro: io lo chiamo così perché, come sapranno molti appassionati, il termine deriva da “catch as can catch”, che significa più o meno “dai e prendi” ma sapevamo già all’epoca che il termine corretto era “wrestling”, e molti mi chiamavano ignorante, ma io spiegavo che usavo quel termine come gioco

Tsu: ancora adesso tra gli appassionati si usa il termine wrestling per definire quello americano, mentre quello giapponese viene identificato col nome di puroresu oppure catch

Fusaro: a distanza di anni mi diverte ricordare quello che non era una passeggiata, ma significava ore ed ore di lavoro. Anche perché in pochi sanno che i video che arrivavano dal Giappone avevano all’interno altre ore di spettacoli diversi, che però per una questione di diritti non potevano venire trasmessi, e quindi io mi trovavo a rieditare il tutto per farne uscire la puntata da 60 minuti. I mezzi non erano quelli di adesso, sono stati bravissimi i miei tecnici della mia società editrice

Tsu: quindi come avveniva la costruzione di un episodio del fantastico mondo del catch?

Fusaro: innanzitutto si dovevano togliere tutte le parti per le quali non erano stati acquistati i diritti di trasmissione in Italia, dove per il 90% erano riempitivi, con ad esempio lottatrici come Mimì Hagiwara esibirsi in vari show, tipo cantare, ecc. Io dovrei avere, ma non so la qualità, alcuni master integrali di quelle puntate, ma appunto non so come sia lo stato di conservazione di quei nastri magnetici, perché necessitano sempre di manutenzione o addirittura restauri. Però si potrebbe provare a vedere quei nastri per vedere come erano in versione senza tagli. Per tornare alla domanda originale, dopo i tagli si faceva il montaggio delle parti da trasmettere, e poi la parte audio, il tutto veniva poi riversato in un altro nastro che era quello utilizzato quindi per la messa in onda

Tsu: sicuramente per la tecnologia dell’epoca era un bel lavoro di montaggio e di editazione

Fusaro: accidenti! Io poi avendo una società di edizioni ero attento a conoscere gli sviluppi delle tecnologie, perché non potevo andare da un mio montatore senza avere le competenze per potergli fare determinate domande sul montaggio. Competenze che oggi, nei vari settori, senza voler fare polemica, sono andate perse. Io in quel caso specifico seguivo il montaggio con degli strumenti, che erano i primi videoregistratori editing da ¾ di pollice, mentre prima si usavano quelli da un pollice. Noi lavoravamo su degli ottimi ma giganteschi JVC, era una tecnologia manuale. Facevamo la lettura del fotogramma in maniera meccanica, con dei contatori meccanici, non visiva. Ne posseggo ancora alcuni che sono proprio dei reperti archeologici

Tsu: in questi tempi tecnologici sentirla parlare della passione con la quale lavorava su quegli strumenti dà l’idea come se fosse un lavoro da artigiani, che creavano qualcosa

Fusaro: eravamo degli artigiani, ci inventavamo noi degli strumenti per lavorare. In alcuni casi sono stato proprio io a suggerire ai produttori cosa potesse servire al mondo dell’editoria cinetelevisiva per dare un prodotto di qualità, come alcuni disgiuntori presenti in alcuni tipi di moviola. Perché spesso avevano le competenze ma non capivano come stava cambiando il modo di fare televisione. Senza considerare come all’epoca si usassero apparecchiature gigantesche

Tsu: sicuramente a noi fans questa vostra passione nel lavoro è arrivata

Fusaro: come ho detto in premessa, se a voi che all’epoca eravate bambini ed a quelli che ora sono cinquantenni è rimasto qualcosa è perché noi abbiamo cercato di farlo al meglio. Oggi invece i cronisti… ma non voglio entrare in polemica perché rispetto il lavoro di tutti. Ma se la società è quello che è, anche al di sotto dei 30 anni che avete voi, è anche per quello che ogni giorno ci trasmettono, non voglio fare comizi ma alla tenera età di oltre 60 anni voglio dire ai ragazzi: “oh, svegliatevi”. Per fortuna c’è stato il catch che ci ha dato la possibilità di divertirci, giocare e sognare, ma tante di quelle cose che potevano essere potevano partire in modo positivo negli anni ’80 sono state bloccate da un potere classista, e ne stiamo pagando ora le conseguenze.

Tsu: tornando al catch, lei nel corso degli anni ha avuto modo di commentare le gesta di alcuni grandissimi lottatori: Tiger Mask, Antonio Inoki, Tatsumi Fujinami, Hulk Hogan, Dynamite Kid, ecc. Chi ricorda con più simpatia e chi era il suo preferito?

Fusaro: su tutti Antonio Inoki, perché ci ho avuto a che fare, ed è una persona di grandi qualità, poi è di spirito, divertente. Poi seguono Tatsumi Fujinami, ma soprattutto Tiger Mask, e vi spiego il perché. Avendo una società che si chiamava “Tony Fusaro & company” avevo la possibilità di seguire il doppiaggio di cartoni animati giapponesi, tra cui proprio Tiger Mask, e quindi la situazione divenne divertente in quanto da una parte commentavo le gesta del lottatore, dall’altra davo la voce al cartone animato, quindi da una parte ero “esterno”, dall’ altra “diventavo l’atleta”

Tsu: non so se lo sa, ma il Tiger Mask originale lotta tutt’oggi, anche se un po’ appesantito, ed ha allenato una serie di allievi, e quindi la maschera è giunta alla sua quinta “incarnazione”

Fusaro: non lo sapevo, ma questa cosa è bellissima. Poi Tiger Mask, come Fujinami, era un grande atleta, io ed altri cronisti avevamo fatto uno studio anche sulla sua muscolatura, come facemmo anche per un grande calciatore come Maradona, sulla qualità della sua elasticità muscolare. Era una saetta, ricordiamo i suoi salti, quando arrivava a bordo ring con dei balzi incredibili. Scusate se salto di palo in frasca, ma mi viene in mente Andrè the giant, che con la sua mole dominava sugli altri. Purtroppo non è più tra di noi, e a me è dispiaciuto parecchio

Tsu: è un sentimento che a noi compare spesso, ogni qualvolta uno dei personaggi della nostra giovinezza ci lascia

Fusaro: vorremmo essere immortali, soprattutto quando ci siamo comportati con onore e rispetto verso il pubblico, ma non voglio intristirvi

Tsu: nel corso della trasmissione leggeva spesso le lettere degli appassionati. Quanta posta arrivava in redazione?

Fusaro:  arrivavano migliaia di lettere, ma proprio migliaia e migliaia. Avevo degli ottimi collaboratori, ma cercavo personalmente di leggere tutto quello che arrivava. C’erano poi dei ragazzi della redazione che selezionavano le migliori. I miei collaboratori dicevano di me che ero un accentratore, e la cosa mi fa anche un po’ male, perché poteva sembrare che non mi fidassi degli altri, perché mi preoccupavo anche magari di una luce, di un campanello, e mi veniva risposto che non era compito mio, ma io volevo solo capire il perché qualcosa non andasse. Comunque hanno fatto tutti molto bene, e quindi se mi dovessero sentire, li ringrazio per tutto l’aiuto che hanno dato. Io però andavo a leggere anche quelle non selezionate, magari simile ad un’altra, però mi colpiva per un cuoricino o un fiorellino disegnato a parte, o per qualche altro motivo, e allora sceglievo quelle, più per sensazioni che non per carattere tecnico, oppure le sceglievo per l’età di chi scriveva, preferivo citare un bambino

Tsu: è molto bello immaginare, in questo tempo di e-mail, qualcuno che prendeva proprio in mano le lettere

Fusaro: sì, eravamo proprio sommersi, c’era la materia e non solo il virtuale. Anche quello era faticoso, ma piacevole. C’erano poi comunque anche lettere di persone che disapprovavano il catch, oppure me, o la trasmissione.

Tsu: noi appassionati abbiamo spesso avuto scontri con associazioni come il Moige, che identificano il wrestling come violento e diseducativo. Ci sembra che anche lei abbia vissuto invece questo sport in maniera diversa, cogliendone le parti migliori. Cosa si sente di rispondere a queste critiche oggi?

Fusaro:  confermando quanto avete detto. Io poi doppiavo anche cartoni animati violenti come Mazinga o Ufo Diapolon, che reputavo bruttarelli, che mi erano “antipatici” perché mi facevano spaccare la voce, che si contrapponevano a quelli eleganti di Hanna & Barbera o della Disney. Ma anche sotto questo punto di vista la critica può essere uguale. Un mondo falso, rappresentato da questi ultimi, che “drogavano” il pubblico con dei messaggi non veritieri, estremamente favolistico ed edulcorati, con l’altra parte rappresentata da un mondo crudo di battaglie, con un popolo molto tenero come quello giapponese. Mi ha colpito molto l’articolo su un uomo che è rimasto con tutti i suoi animali a Fukushima dopo l’ultima tragedia. Questo mi ha ricordato la grande umanità di questo popolo Quindi grande violenza, ma io ci giocavo, mentre altri ironizzavano. Ma la violenza della boxe, e di chi si ammazza a 300 km/h? Io faccio vedere che due persone preparate possono affrontarsi Molto spesso queste persone sono scontente, e quindi gli è più facile criticare il lavoro fatto da altri mentre loro non fanno niente

Tsu: negli ultimi anni si è sviluppato un movimento di wrestling, con piccole federazioni, anche in Italia. Lo sapeva?

Fusaro: non lo sapevo, ma alcuni anni fa fui invitato nelle Marche, nel maceratese se non erro, ad assistere ad uno spettacolo con dei ragazzi che volevano iniziare a combattere per l’Europa, ma non pensavo si fosse arrivato a costituire delle realtà associative in Italia. Mi piacerebbe, se mi darete le informazioni, assistere a qualche evento in qualche palazzetto dello sport

Tsu: ora una domanda che in tanti si aspettano. Se ne avesse la possibilità, tornerebbe a commentare il catch?

Fusaro: bella domanda, l’impeto è dire di sì, perché è uno sport che ho amato, e ho avuto contatti piacevoli con la gente, ed è una cosa che sento. Non so a chi possa interessare oggi sentire Fusaro dire: “benvenuti nel fantastico mondo del catch”, ma con gioia rispondo non in modo positivo, di più!

Tsu: questa affermazione potrebbe portarla a ricevere delle richieste…

Fusaro: è molto bella questa cosa, siete squisiti. Le interviste devono essere queste, delle chiacchierate tra amici

Tsu: ora le faccio una domanda un po’ spinosa. Tempo fa uscirono dei dvd che contenevano anche il suo commento. Lei fu mai informato?

Fusaro: non ne ho mai saputo niente, e sono stato sempre tranquillo nonostante mi avessero dovuto chiedere almeno il consenso, se non darmi una cifra dal punto di vista commerciale. Non so come funziona dal punto di vista giuridico, ma almeno il buon gusto di comunicarmelo. Anche se è vero che è girata per anni la voce che io fossi deceduto.

Tsu: è vero che girava questa voce

Fusaro: io l’ho saputo da amici, che sono grossi personaggi teatrali,  che per correttezza non cito, che erano tristissimi per questa notizia, e poi c’è stato un momento di grande commozione quando ci siamo incontrati. Mi ha danneggiato anche dal punto di vista professionale, perché non potevo essere contattato. Per quanto concerne invece i dvd, che ho visto materialmente in vendita su internet, vorrei andarci un po’ a fondo. Ma  non lo dico per il punto di vista puramente economico?

Tsu: almeno per il rispetto dello sforzo fatto all’epoca per produrli

Fusaro: vorrei che poi chi edita, o ha editato, libri sul wrestling, non dia notizie false come quella secondo cui è stato Peterson ad introdurre il wrestling in Italia. Non mi citate, piuttosto scrivete: “dopo un primo periodo di successo sul mondo del wrestling giapponese, è arrivato Peterson…” ma almeno non dai una notizia che, non so con quanta volontarietà, non è esatta.

Tsu: noi del sito worldofwrestling.it cercheremo di capire la situazione dei dvd

Fusaro: io vi autorizzo, non perché non ne sono capace a farlo personalmente, a chiedere notizie sui dvd. Prima avevo dei legali che tutelavano la mia immagine, poi ho lasciato perdere. Io sono un po’ disilluso e preoccupato su queste cose, su come sta andando la società, perché ho dei figli della vostra età, anche più giovani. Mi potete chiamare quando volete perché a me fa piacere rimanere in contatto con voi. Magari per altre domande che questa volta sono state dimenticate, particolari che sono sfuggiti, o per qualsiasi altra iniziativa.

Tsu: io la ringrazio per la disponibilità, per l’amabilità, starei ad ascoltarla per ore, è stato gentilissimo, e la ringrazio moltissimo.

Fusaro: io ringrazio voi, non per piaggeria, ma per il calore che mi avete dato, che forse un pochino mi sono meritato

Tsu: senza forse, se l’è meritato. Grazie e buona serata

Fusaro: tanti successi per voi e ricordate che sono disponibile quando volete

 

Ora rimanete sintonizzati su WorldOfWrestling, perchè lunedì Tony Fusaro tornerà con la seconda intervista!

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