Speciale – Godiamoci CM Punk

Speciale – Godiamoci CM Punk

You love me, you hate me, you’ll never forget me: la catchphrase resa famosa da Diamond Dallas Page nel lontano 1999 ben si adatta alla situazione di CM Punk, protagonista del ritorno più importante degli ultimi vent’anni. La AEW ha messo a segno un colpo incredibile, e ha scelto la giusta location per presentare il suo grande acquisto: la città di Chicago ha reagito nella maniera più rumorosa possibile, ma sono sicuro che lo Straight Edge avrebbe ottenuto lo stesso riscontro ovunque. Ovviamente, non sono mancate le critiche e le accuse, proprio come negli ultimi sette anni, ma nessuno è riuscito a rimanere indifferente al suo ritorno, e ciò va solamente ad accrescere l’importanza di questo atleta, che è rimasto impresso nell’immaginario collettivo e ha portato la gente a parlare di lui anche quando era lontanissimo dal wrestling e si cimentava, fallendo miseramente, nelle MMA. I cori in suo favore sono diminuiti col tempo, ma non sono mai cessati del tutto, mentre ogni sua dichiarazione veniva analizzata nei minimi dettagli nella speranza di trovare un indizio del suo ritorno sul ring.

Eric Bischoff ha sempre detto “controversy creates cash”, ed è il caso di Punk, che sia durante il suo stint in WWE che in seguito al suo abbandono ha sempre alimentato il fuoco delle controversie. D’altronde, c’è un motivo se ancora oggi ci chiediamo se il famoso promo del 2011 fu veramente farina del suo sacco o se fu realizzato a tavolino dal team creativo della compagnia di Stamford, così come nei prossimi anni saranno in tanti a dubitare della sincerità delle parole che il Best In The World ha rivolto ai suoi fan nell’ultima puntata di Rampage. Una delle sue qualità, d’altronde, è proprio quella di favorire la sospensione dell’incredulità, tanto da non farci capire quando a parlare è Phil Brooks e quando invece è CM Punk a fornire la propria opinione: a tal proposito, vi invito a recuperare il quinto episodio del Titan Morgan Show, disponibile su Youtube, dove uno dei maggiori esperti di wrestling in Italia dice la sua in merito.

A volte, va detto, il wrestler di Chicago si è spinto troppo oltre, mancando di rispetto al wrestling nel periodo in cui stava preparando il suo disastroso debutto in UFC. Le sue dichiarazioni, diametralmente opposte rispetto a quelle di sua moglie AJ Lee, non sono andate giù a tante persone, che lo hanno giustamente accusato di aver sputato nel piatto da cui ha mangiato per anni, e ora saranno in tanti a ritenerlo un mercenario e un incoerente. Non sono qui per far cambiare idea a nessuno, anche perché concordo sul fatto che Punk abbia sbagliato al tempo e sia tornato sui suoi passi nel momento più giusto per lui a livello monetario e di prestigio, ma la domanda che vi pongo è questa: ci interessa davvero tutto ciò? Ci interessava a Wrestlemania VIII, quando Ultimate Warrior, conosciuto come uno dei più grandi “egomaniacs” della storia del wrestling, faceva il suo ritorno per salvare Hulk Hogan dalle grinfie di Sid Justice e Papa Shango? E se la mettiamo sul piano sportivo, quante volte abbiamo applaudito un calciatore che un tempo avevamo detestato solo perché se ne era andato nella squadra rivale e aveva gettato fango sul team che tifiamo, salvo poi tornare e giurare nuovamente amore eterno? Se Lukaku un domani tornasse all’Inter, sono più che sicuro che il 90% dei tifosi lo accoglierebbe a braccia aperte.

Vi invito, dunque, a lasciar perdere Phil Brooks e a godervi CM Punk, che è destinato a scrivere altre pagine importanti nella storia del nostro amato sport-entertainment. Stiamo parlando dell’unico in grado di spostare gli equilibri, portando la AEW a una crescita esponenziale e aprendo le porte ad altri possibili acquisti: non dimentichiamoci, infatti, che il cosiddetto “effetto Hogan” facilitò l’approdo di Macho Man, Big Boss Man, Earthquake e tanti altri in WCW, fino a creare, con l’arrivo di Scott Hall e Kevin Nash, i presupposti per l’nWo. Il ritorno di una competizione seria potrebbe, inoltre, stimolare la WWE a uscire dalla propria comfort zone e a osare un po’ di più, come accadde con la creazione dell’attitude. I cosiddetti “AEW originals”, infine, potranno solo beneficiare della presenza di Punk nel roster, in quanto godranno di maggiore visibilità e saranno sicuramente spinti a dare il massimo nella speranza di scavalcare l’atleta di Chicago nelle gerarchie interne della federazione. Insomma, lo adorate, tifatelo ; se lo odiate, fischiatelo ; ma guardate con attenzione ciò che farà, senza congetture che poco hanno a che fare col wrestling. Prometto che non ve ne pentirete.

If you don’t know… Now you know!

Alessandro Bogazzi

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