TITAN TRON # 3: lo schermo sul passato – 2011: la scelta dell’uomo chiamato Sting – 08/02/2011

TITAN TRON # 3: lo schermo sul passato – 2011: la scelta dell’uomo chiamato Sting – 08/02/2011

La World Wrestling Entertainment vuole Sting.
No, tranquilli… non è che Vince McMahon abbia deciso di far cantare ad un inglese l’inno nazionale americano per aprire WrestleMania XXVII, anche perchè ovviamente non sto parlando del famoso cantante britannico entrato nella storia della musica leggera come autore di canzoni dall’eterno fascino quali Fields of Gold, If I ever lose my faith in you e Desert Rose, bensì del leggendario pluricampione del mondo dei pesi massimi NWA, WCW e TNA che risponde al nome di Steven Borden.
L’uomo conosciuto nell’ambiente del wrestling come Sting, che è tornato a combattere a tempo pieno qualche anno fa sul sempre più caldo ring della TNA Wrestling, pare essere divenuto una delle priorità della WWE per l’anno 2011.
Al momento di andare on-line non sappiamo ancora se The Stinger sia già stato effettivamente messo sotto contratto dalla World Wrestling Entertainment (come riportato nei giorni scorsi dal New York Daily News) o se sia addirittura lui il misterioso lottatore che debutterà a Monday Night RAW il 21 febbraio 2011, sta di fatto che non appena il suo nome ha cominciato ad essere accostato alle tre lettere WWE, il mondo del wrestling è subito andato in fermento!

Infatti, la popolarità di questo atleta negli Stati Uniti e nel mondo (Italia compresa) fino a pochi anni fa era probabilmente seconda soltanto a quella degli altisonanti nomi di Hulk Hogan, Stone Cold Steve Austin e The Rock. Per rendervi conto di quanto Sting sia stato amato ed apprezzato anche nel nostro paese, vi basti sapere che intorno all’anno duemila, quando l’azienda Giochi Preziosi importò in Italia le “action figures” ufficiali della World Championship Wrestling, quella di Sting risultò essere la più venduta e richiesta in assoluto, ancor più di quelle di Hollywood Hulk Hogan (che però all’epoca era un cattivo) e di Goldberg (il fenomeno del momento).

Oltre al wrestling, come hanno fatto molti altri colleghi, Sting ha pure varcato i confini del “mainstream” comparendo sul grande schermo nella pellicola Ready to Rumble prodotta dalla Warner Bros ed in vari telefilm (Thunder in Paradise tra tutti).
Personalmente, ricordo di aver sentito parlare per la prima volta di questo campione verso la fine degli anni ottanta. Proprio come avviene tutt’oggi, in quell’epoca l’unica federazione americana di wrestling ad essere trasmessa regolarmente in televisione era la WWE e visto che il fenomeno di internet come lo conosciamo ai giorni nostri rappresentava poco più che un’ipotesi fantascientifica (i computer più diffusi del periodo erano il Commodore 64 e lo Spectrum…), l’unico mezzo per tenersi informati sulle altre realtà internazionali relative alla lotta erano le riviste vendute in edicola. Riviste italiane, grazie a Dio.

Vidi Sting e lessi informazioni su di lui sul mensile Wrestling All Stars edito dalle edizioni Play Press. Pur non avendolo mai potuto vedere in azione, il suo personaggio suscitò immediatamente fascino e curiosità nei miei pensieri di adolescente appassionato di questo sport.
Sting portava dei capelli cortissimi tagliati a spazzola e biondi ossigenati. Sul suo viso era pitturata una maschera variopinta che ricordava in tutto e per tutto quella di The Ultimate Warrior, che più tardi sono venuto a sapere essere stato il suo primo compagno di coppia. Sting non era un ammasso di muscoli ipertrofici come imponeva lo “standard” dei lottatori professionisti dell’epoca, ma il suo fisico sembrava essere potente ed atletico allo stesso tempo e per questo era pure supportato da un’altezza certamente superiore alla media (quasi due metri) ed un peso di tutto rispetto (114 Kg), per non parlare della provenienza, Venice Beach, California, la stessa da cui veniva annunciato Hulk Hogan (che in realtà è nato ad Augusta, Georgia e risiede a Clearwater, Florida).
Nel 1992, la stessa casa editrice che pubblicava Wrestling All Stars, realizzò addirittura uno speciale sugli atleti della World Championship Wrestling, nel quale era ovviamente presente anche una bella (per lo “standard” qualitativo dell’epoca…) biografia di Sting e la mia voglia di vederlo in azione non poteva far altro che aumentare.

Ma per vedere The Stinger impegnato sul ring in televisione, ho dovuto aspettare il 1995, anno in cui mi sono munito di un impianto di ricezione satellitare ed ho potuto assistere sull’emittente tedesca DSF al “pay per view” WCW Bash at the Beach nel quale Sting ha sconfitto Meng (conosciuto come Haku nella WWE) grazie alla sua tecnica risolutiva finale, la Scorpion Death Lock (Presa Mortale dello Scorpione).
Questo è stato il primo incontro di Sting al quale ho potuto assistere ed è avvenuto ben sei anni più tardi da quando ho cominciato ad ammirare questo leggendario campione sulle pagine dei mensili specializzati.

Fino ad allora avevo letto dei suoi interminabili confronti con “Nature Boy” Ric Flair per la conquista del titolo di campione del mondo dei pesi massimi WCW, avevo sentito parlare di quanto Sting fosse popolare ed amato dai “fans” e di quanto fosse bravo e competitivo sul ring. Dopo averlo visto in azione dalla seconda metà degli anni novanta in poi, non ho potuto fare altro che confermare tutto ciò che avevo letto a suo riguardo.
A mio avviso, Sting ha rappresentato il prototipo del lottatore perfetto: potente ed agile allo stesso tempo, pur non essendo dotato di una stazza fuori dal comune che probabilmente ne avrebbe ridotto la mobilità sul ring; alto e dotato di un’elevazione superiore alla media e quindi in grado di eseguire sia le tecniche di potenza che buona parte di quelle aeree; atletico, muscoloso e di bell’aspetto ma anche carismatico e capace di interagire con il pubblico come pochi altri “fan favourite” hanno saputo fare nella storia di questo sport; positivo, simpatico e vincente, tre qualità che gli hanno permesso di diventare uno dei lottatori più amati di tutti i tempi.
Queste sono le caratteristiche cha hanno fatto di Sting una leggenda pur non essendo mai entrato a far parte della World Wrestling Entertainment, federazione che comunque ha sempre dovuto fare i conti con la fama di questo campione. Nel WWE Magazine, pubblicazione ufficiale della compagnia di Vince McMahon, il nome di Sting viene spesso citato come termine di paragone per atleti e personaggi di ogni epoca, anche se i “fans” più accaniti (i cosiddetti “WWE mark”) della WWE, pubblico cui si rivolge principalmente questa rivista, potrebbero non averlo mai visto in azione (a meno che, negli anni passati, non abbiano seguito anche le altre compagnie della concorrenza).

Nel 1996 Sting ha cambiato drasticamente il proprio personaggio ed ha assunto un “look” simile a quello adottato dal protagonista della saga cinematografica, fumettistica e letteraria de “Il Corvo”. Oltre all’aspetto, almeno per i primi tempi, Sting aveva modificato anche il proprio carattere. Vi basti pensare che per un anno intero, dalla fine del 1996 al 1997, The Stinger non ha disputato neanche un incontro nella WCW e nonostante questo veniva considerato all’unanimità l’atleta più popolare amato ed acclamato dell’intera federazione. Sting si limitava ad apparire nelle “piccionaie” dei palazzetti o sui tetti delle arene come un attento osservatore che seguiva l’evolversi delle vicende dall’alto (in quel periodo imperversavano le scorribande clandestine del New World Order fondato dal malvagio Hollywood Hulk Hogan) in attesa del momento più profizio per intervenire. Talvolta Sting si calava sul quadrato con una fune attaccata ad un’imbragatura, ma sempre senza proferire parola! Trovatemi voi un altro lottatore in grado di divenire il più popolare ed amato della più grande federazione mondiale senza aprire bocca e senza combattere un incontro! Sting ci è riuscito perché il suo personaggio trasmetteva carisma da ogni poro presente sul suo corpo.

Spesso e volentieri leggo o sento dire che The Rock è stato l’atleta più carismatico nella storia del wrestling. A mio avviso, questo è vero solo in parte, poiché quando si parla di The Rock, si tende a confondere la sua abilità al microfono con il carisma.
Non c’è alcun dubbio che The Rock al microfono sia stato il migliore in assoluto. Migliore di Hulk Hogan, migliore di Ric Flair, migliore di John Cena e migliore di chiunque altro. Ma il carisma, a mio avviso, non lo si misura esclusivamente dal saper recitare e dall’essere capace di intrattenere il pubblico, microfono alla mano.
Il carisma è un qualcosa di innato, un elemento naturale presente in pochi individui che fa innamorare la gente di un personaggio non appena lo vede e fa loro desiderare di rivederlo ancora.
Questo è il carisma e questo è ciò che aveva (ed ha tutt’ora…) Sting, un lottatore che non è mai stato uno dei migliori al microfono (anzi, a dir la verità non ha mai avuto niente di speciale su questo aspetto…), ma che nonostante questo limite è sempre riuscito a catapultare su di se la stima di tutti i “fans” per tutto quello che ha fatto dentro e fuori dal ring, molto di più di quanto non siano riusciti The Rock e “Stone Cold” Steve Austin con i loro “If you smell what the Rock is cooking” e “that’s the bottom line, ‘cause Stone Cold said so”.

Qualche anno fa, Sting è approdato ad una TNA Wrestling che in quel momento stava disperatamente cercando visibilità in modo da potersi affermare come realtà internazionale rispettata in tutto il mondo al pari della WWE. E per la TNA c’era forse un modo migliore per farsi conoscere dal pubblico se non quello di sbandierare nei propri programmi il nome di una delle più grandi leggende di questo sport?
Da quando Sting è approdato alla TNA, il panorama della compagnia fondata dalla famiglia Jarrett si è fatto sempre più scottante, uno dopo l’altro, tutti i più grandi nomi nella storia del “business” sono approdati alla iMPACT! Zone, fino ad arrivare addirittura ad Hulk Hogan e Ric Flair, messi sotto contratto lo scorso anno.
Fino al 2010, Sting è stato “The Icon”, l’icona per la TNA. Ha partecipato al Main-Event di quasi tutte le edizioni di Bound For Glory dando vita ad incontri che resteranno per sempre impressi nella memoria dei più grandi fans di questa disciplina.

Ma se la presenza di Sting è stata praticamente indispensabile agli scopi promozionali della TNA Wrestling, si potrebbe dire altrettanto per un suo eventuale approdo alla WWE?
Beh, è chiaro che la compagnia di Vince McMahon non ha ne la necessità, ne l’urgenza di sbandierare i nomi delle vecchie leggende del ring per farsi conoscere dal grande pubblico. La World Wrestling Entertainment è praticamente l’unica federazione seguita in ogni angolo del pianeta ed il fatto che ci siano i leggendari Sting e “Macho Man” Randy Savage oppure i più giovani John Cena e Randy Orton, non fa molta differenza ai fini promozionali, dato che praticamente, già tutti conoscono la WWE. Tuttavia, la presenza di Sting (così come quella delle altre leggende ancora in attività), potrebbe risultare molto utile alla WWE, sia per le “storyline” che per la promozione dei nuovi talenti. Ed anche per creare un po’ di attesa, di “hype” come dicono negli Stati Uniti.
Così come il ritorno di Hulk Hogan nel 2002 è servito ad elevare gente come Brock Lesnar, Edge e Kurt Angle, anche Sting, se decidesse di competere anche “part-time”, potrebbe far fare un salto di qualità a qualcun altro tipo Dolph Ziggler o John Morrison, atleti che in qualche modo, per la loro completezza dal punto di vista atletico, ricordano in parte il giovane Steven Borden della NWA negli anni ottanta.

Ma non perdendo contro di loro, come molti stolti che sporcano con le loro opinioni i siti web (anche qui in Italia) sarebbero pronti a sostenere, bensì lavorando insieme a loro. Infatti, sono tanti gli stolti che pensano che per elevare una giovane stella al rango di “superstar”, basta che una leggenda del ring si lasci sconfiggere da questa. Kenny Dykstra avrà sconfitto Ric Flair (a detta di molti, il più grande lottatore che abbia mai calcato un ring) una decina di volte, eppure… eppure penso che qualcuno tra quelli che stanno leggendo questo articolo, non sappia neanche chi diavolo sia Kenny Dykstra. E questo nonostante abbia sconfitto Ric Flair, non solo in un qualche “house-show” visto da un migliaio di persone, ma in diretta a Monday Night RAW! A Dykstra è servito a qualcosa battere Ric Flair? No, e sapete perchè? Perchè tutti hanno battuto Ric Flair negli ultimi anni. Ormai anche cani e porci hanno messo “The Nature Boy” con le spalle al tappeto. Per cui una vittoria contro di lui non significa più granchè. E per tale ragione, Ric Flair è stato completamente svalutato come leggenda. Le leggende come Ric Flair, Sting o Hulk Hogan dovrebbero perdere soltanto contro i più grandi, quelli su cui una compagnia ha realmente deciso di investire come nuovi portabandiera e future icone, personaggi come John Cena, non Kenny Dykstra insomma.

Ma più che pensare a ciò che Sting potrebbe fare per i giovani (che alla fine, non è certo un problema nostro…), dovremmo pensare alle emozioni che un eventuale approdo di The Stinger alla WWE potrebbe regalare a noi! E’ vero che ormai è stato rivelato che il 21 febbraio 2011 a RAW ci sarà il ritorno di The Undertaker, ma chi ha detto che sia effettivamente lui il protagonista di quel video misterioso che sta passando nel corso dello show del lunedì sera?
Pensate un po’… se The Undertaker facesse il suo ritorno sul ring fra il tripudio del pubblico, ma ad un certo punto le luci si spengeressero e mentre tutti i presenti nell’arena pensano ad uno dei soliti effetti speciali che accompagnano il “Deadman”, un faro si accende e va ad illuminare qualcuno o qualcosa che si trova molto in alto, nella piccionaia dell’arena. Pochi secondi per rendersi conto che quella figura oscura e coperta da un lungo cappotto nero di pelle che osserva tutti dalla cima del palazzetto, altri non è che Sting! Una scena da infarto, non vi pare? Ed un ottimo modo per inaugurare una faida che porterebbe Sting a sfidare The Undertaker a WrestleMania XXVII.

Tuttavia Sting, che ha da poco superato la cinquantina in fatto di età, non pare avere ne grande interesse, ne possibilità fisiche per tornare al wrestling a tempo pieno, soprattutto in una compagnia impegnativa e competitiva come la WWE, che a differenza della TNA, presenta un calendario di impegni veramente massacrante. Sting probabilmente preferirebbe restare in semiattività per potersi dedicare alla sua famiglia, oppure decidere di firmare un semplice accordo commerciale con la WWE, permettendo alla compagnia di Stanford di sfruttare la sua immagine ed il suo personaggio per la vendita di DVD a lui dedicati e gadgets di vario genere.
Ma come diceva sempre il buon vecchio Jim Ross, tutto può accadere alla WWE e Vince McMahon ha sempre dimostrato di essere disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole (e soprattutto, pare essere sempre stato disposto a tutto pur di scalzare la concorrenza, basta guardare a come ha recentemente rovinato i piani della TNA riportando alla WWE “Diesel” Kevin Nash e Booker T…), quindi non stupitevi se prima di WrestleMania XXVII vedrete per la prima volta in assoluto Sting alla WWE! Si tratterebbe veramente di un altro duro colpo inferto alla TNA ed a mio avviso, stavolta Vince McMahon ce la sta mettendo davvero tutta per convincere Sting a firmare un contratto con la sua azienda.

Alla prossima… brothers!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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