Titan Tron #6: Le dimensioni contano! – 11/05/2011

Titan Tron #6: Le dimensioni contano! – 11/05/2011

di “Titan Morgan” Manuele Poli

Affetto da acromegalia, una disfunzione fisica che induce l’organismo a secernere abbondanti quantità di ormone della crescita senza mai fermarsi, il gigante francese se ne andò da casa quando era ancora un ragazzo, all’età di quattordici anni, per tentare fortuna in giro per il mondo. Data la sua altezza di un metro e novanta (che per un adolescente è tutt’altro che normale…), molto presto fu notato da un “promoter” francese che si guadagnava da vivere organizzando incontri di wrestling e nel giro di pochi anni, Andrè divenne una delle attrazioni più popolari nei circuiti parigini della lotta. Quando Andrè si ripresentò presso la casa dei suoi genitori, cinque anni più tardi, questi non avevano idea che quel gigante che avevano ammirato in televisione e sui giornali sportivi dell’epoca, fosse loro figlio, in quanto il suo aspetto era completamente stravolto rispetto al giorno in cui lo avevano visto per l’ultima volta prima che se ne andasse. Era divenuto un autentico colosso, alto quasi due metri e venti e pesante quasi duecento chili.
Una storia davvero incredibile, cominciata intorno agli anni sessanta del secolo scorso e che nel tempo ha portato Andrè the Giant a divenire una delle icone più rappresentative nella storia del wrestling mondiale.
Di giganti di questo calibro e dotati di talento come lui ne nasceranno uno ogni secolo, ci siamo sempre detti, ma dopo soli due anni dalla scomparsa del gigante francese, tutti noi ci siamo dovuti ricredere.

In men che non si dica, quel ragazzone alto due metri e venti e pesante circa duecento chili, fu introdotto al WCW Power Plant, la palestra dove si allenavano le giovani matricole sotto contratto con la World Championship Wrestling e pochi mesi più tardi era pronto per debuttare nei programmi televisivi della WCW sotto il nome di The Giant!
Ma nel frattempo, Paul Wight (questo era il suo vero nome), era entrato in contatto con alcuni personaggi poco raccomandabili quali “The Taskmaster” Kevin Sullivan e l’allora “manager” di Hulk Hogan, Jimmy Hart. Hogan si fidava sia del suo nuovo amico di grossa taglia che del suo “manager”, ma poco prima dell’autunno del 1995, questi si misero a complottare contro di lui. Sullivan ed Hart avevano intravisto grosse potenzialità nel giovane e pensavano che lo avrebbero potuto sfruttare ben bene per farci un mucchio di soldi e riuscirono a convincere Wight che la strada più semplice per diventare immediatamente una “superstar” in questo sport era quella di mettere fuori gioco la figura più rappresentativa nella storia del “business”, vale a dire Hulk Hogan. Accecato dai soldi e dalla fama, The Giant accettò la loro proposta e nel corso di un episodio di WCW Monday Nitro, con l’aiuto di Kevin Sullivan, attaccò Hulk Hogan alle spalle e lo umiliò tagliando i suoi famosissimi baffi con un rasoio in diretta televisiva! E poche settimane più tardi, in occasione dell’evento in “pay per view” WCW Halloween Havoc 1995, come previsto The Giant era già pronto per affrontare Hulk Hogan in un match valevole per la cintura di campione del mondo dei pesi massimi. Ed è qui che entrava in gioco il ruolo di Jimmy Hart, fino ad allora insospettabile “manager” del campione del mondo. Hart aveva fatto firmare ad Hogan un contratto che stabiliva che il campione avrebbe perso il titolo anche in seguito ad una squalifica. Ma nella fretta, Jimmy si era dimenticato di formulare ogni dettaglio di questa particolare clausola e non aveva quindi indicato che la cintura sarebbe dovuta passare di mano con un verdetto di squalifica. Semplicemente il campione, se squalificato, sarebbe stato spogliato della sua cintura, ma questa non sarebbe andata allo sfidante.

Ma quando Hart si rese conto della leggerezza commessa, era ormai troppo tardi.
Durante l’incontro per il titolo ad Halloween Havoc, Jimmy era intervenuto facendo squalificare il suo protetto, Hulk Hogan, che incredulo per quanto accaduto, si era ritrovato sconfitto, privato della sua cintura e tradito dal proprio “manager”. Ma The Giant non poteva essere incoronato nuovo campione, in quanto la sua vittoria era arrivata per una squalifica di Hulk causata proprio da Jimmy Hart.
Poco importava, giacchè grazie alla popolarità guadagnata in seguito a quell’incontro, The Giant aveva ormai fatto sapere al mondo intero che da quel giorno in avanti, ci sarebbe stato un altro gigante in circolazione con cui tutti avrebbero dovuto fare i conti prima o poi. Ed infatti, l’appuntamento con la cintura di campione era stato rimandato soltanto di pochi mesi, dato che nella primavera del 1996, The Giant riuscì a detronizzare il nuovo campione “Nature Boy” Ric Flair portandogli via il titolo!
Tutte le principali riviste dell’epoca, le più rispettate del settore, conferirono al gigante il prestigioso riconoscimento di matricola e lottatore dell’anno.
“The Giant” Paul Wight al tempo era molto più magro ed agile rispetto ad oggi; non di rado, grazie alla naturale atleticità acquisita sui campi da pallacanestro, lo si poteva vedere mentre sferrava un poderoso “drop kick” (doppio calcio volante) all’avversario di turno. Ma ciò che lo contraddistingueva dagli altri lottatori, oltre alla stazza monumentale, era la potenza sovrumana che gli permetteva di sovrastare anche i nemici più duri.
Ben presto, acquisita una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, The Giant si liberò della scomoda presenza di Kevin Sullivan e Jimmy Hart e cominciò ad essere accettato dal pubblico. Ma nel frattempo, il suo mentore Hulk Hogan era invece divenuto il “leader” ribelle del New World Order e fu proprio lui, in combutta con i suoi scagnozzi Kevin Nash e Scott Hall, a privarlo della cintura di campione del mondo dei pesi massimi durante l’estate del 1996, vendicando l’umiliazione subita quasi un anno prima.

Da allora, per qualche anno, Paul Wight si è limitato a competere per le cinture minori messe in palio dalla federazione, avendo il pubblico talvolta dalla sua parte, talvolta no.
Ha fatto, per così dire, la gavetta che era in qualche modo riuscito a scansare nel suo primo anno di carriera e questo gli ha permesso di acquisire esperienza e popolarità.
Si è più volte unito al New World Order ed è proprio verso la fine del 1998 che il suo mentore Hulk Hogan gli ha consigliato di far fare un definitivo salto di qualità alla sua carriera passando alla World Wrestling Entertainment, compagnia che all’epoca rappresentava un posto dove i lottatori dotati di talento venivano trasformati in autentiche “supertars”.

Ed infatti, Paul Wight fu il poco apprezzato regalo di San Valentino che Vince McMahon volle fare al suo acerrimo rivale “Stone Cold” Steve Austin.
Il 14 febbraio 1999, durante uno scontro in gabbia tra Austin e lo stesso McMahon, Wight sbucò da sotto il pavimento sfondando letteralmente il tappeto del ring, prese “Stone Cold” con le sue mani gigantesche e lo sbattè con tutta la sua forza sovrumana contro la gabbia di acciaio facendogliela sfondare! Steve Austin finì quindi fuori della gabbia vincendo l’incontro, ma non ebbe certo motivo di festeggiare la vittoria, date le condizioni in cui fu ridotto dal nuovo arrivato.
Paul Wight ha dapprima ricoperto il ruolo di guardia del corpo di Vince McMahon, ma ben presto, come Hulk Hogan aveva pronosticato, la World Wrestling Entertainment ha fatto di lui una delle più sfavillanti “supertars” dell’era moderna, ovvero The Big Show!
Dopo soli nove mesi di permanenza alla corte dei McMahon, The Big Show ebbe l’opportunità di vincere il titolo di campione dei pesi massimi WWE il 14 novembre 1999 a Survivor Series, in un match che lo vedeva opposto a Triple H ed a The Rock, che insieme a “Stone Cold”, erano all’epoca i due atleti più rappresentativi della federazione.
The Big Show si sbarazzò dei due temibili avversari e conquistò la prestigiosa cintura che in passato era stata detenuta da atleti del calibro di Buddy Rogers, Bruno Sammartino, Bob Backlund, Hulk Hogan, Andrè the Giant, Bret Hart e Ric Flair!

Ben presto, “The Big Show” Paul Wight divenne uno degli atleti più temuti e rispettati nel panorama del wrestling americano e proprio come Andrè the Giant, visto anche che le sue dimensioni erano nel frattempo aumentate notevolmente, cominciò ad essere considerato l’atleta più mastodontico nello sport professionale.
Da allora la carriera di The Big Show ha avuto più alti e bassi delle montagne russe.
In seguito ad un suo rilevante calo di forma, qualche anno fà la WWE decise di spedirlo per diversi mesi alla Ohio Valley Wrestling per affinare le sue potenzialità. Ma verso la fine del 2002, è addirittura riuscito a sconfiggere Brock Lesnar conquistando la cintura di campione dei pesi massimi WWE per la seconda volta, il terzo titolo mondiale della sua carriera, al quale, negli anni successivi, ne sono seguiti molti altri.
Ciò che nessuno può smentire è che nonostante questi alti e bassi, The Big Show rimane comunque uno degli atleti più temibili nella storia del wrestling. Certo, la sovraesposizione televisiva tipica degli anni recenti impedirà molto probabilmente alla sua figura di assumere tratti leggendari come avvenuto in passato con Andrè the Giant, ma la verità è che The Big Show non ha proprio niente da invidiare al gigante francese.
Dal punto di vista atletico, entrambi hanno avuto una prima giovinezza; infatti, ai primordi della propria carriera agonistica, anche Andrè the Giant, proprio come The Big Show, era dotato di una discreta agilità che gli permetteva di arrivare a sferrare calci volanti e semplici manovre aeree. Visto l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche, Andrè è stato costretto negli anni successivi a ridimensionare notevolmente il proprio repertorio tecnico, arrivando addirittura a limitarsi a tirare calci, pugni, schiaffi e panciate durante il periodo finale della sua carriera. Il problema di Andrè è che non ha mai voluto curare la malattia che lo affliggeva, un po’ per timore di finire sotto i ferri, un po’ perchè considerava l’acromegalia come la sua fonte di fortuna. Ed infatti Andrè è scomparso prematuramente a soli quarantasette anni, dopo aver passato gli ultimi tempi della sua esistenza camminando con l’ausilio di stampelle, stringendo i denti, bevendo quantità disumane di alcolici e ingurgitando pillole di ogni genere per riuscire a sopportare il terribile dolore che gli causavano quelle dannate gambe distrutte dalla malattia e dai rigori di una vita passata sul ring.

The Big Show è stato invece curato in tempo. Non è cresciuto ulteriormente negli ultimi anni, se non in larghezza (oggi The Big Show pesa più di duecentoventi chili) e la sua mobilità sul quadrato è ancora molto buona, nonostante il suo repertorio si limiti, giustamente, a tecniche di potenza. Che senso avrebbe infatti, per uno come lui, rischiare di farsi sorprendere in contropiede da un avversario per aver tentato di eseguire una manovra complicata, quando con la sola forza di una mano può spedire un uomo all’altro mondo? Corre voce che durante il periodo trascorso al WCW Power Plant nel 1995, The Big Show avesse addirittura imparato ad eseguire il “moonsault” (salto lunare) dal paletto! Ve lo immaginate un gigante di quelle dimensioni che si lancia dalle corde sull’avversario compiendo una giravolta in aria e franando sul corpo esanime del rivale? Oggi per lui eseguire una tecnica di questo genere rappresenterebbe un’impresa proibitiva, data la stazza sovrumana che ha raggiunto negli ultimi anni, ma una quindicina di anni fà, Paul Wight era molto più magro ed atletico di quanto non lo sia adesso. Di certo, l’esecuzione di una tecnica di questo genere, significherebbe una sconfitta sicura per il suo avversario, che correrebbe anche un serio rischio di infortunarsi gravemente vedendosi precipitare adosso un mastodonte di duecentoventi chili!
The Big Show, grazie alla sua corporatura ed al suo indiscusso talento, è ormai divenuto una stella affermata nei circoli del wrestling che contano.
Certo, in un’epoca come quella in cui viviamo oggi, nella quale ogni mentecatto che possiede un computer può improvvisarsi “esperto” di wrestling, la figura di The Big Show non è stata esente da critiche. C’è qualcuno che sostiene che Paul Wight ha avuto successo nel wrestling soltanto grazie alle sue dimensioni. Di certo, come si diceva a proposito del celebre mostro cinematografico Godzilla, “le dimensioni contano”, ma quando manca il talento, puoi essere grande e grosso quanto vuoi, ma non sarai mai nessuno in questo “business”! La storia è lì a dimostrarlo. Ricordate in povero The Giant Gonzalez? Già, proprio quel gigante che debuttò nella WWE durante la Royal Rumble del 1993 e che a WrestleMania IX affrontò The Undertaker. Prima di arrivare a Stanford aveva già trascorso alcuni anni alla World Championship Wrestling, dove era conosciuto come El Gigante. Ma il 1993 è stato il suo primo ed ultimo anno alla corte dei McMahon. Ben presto è sparito dal mondo del wrestling e nessuno ha sentito la sua mancanza! Eppure era molto più alto di The Big Show ed era pure dotato di un fisico nettamente superiore a quello del nostro Paul Wight. Ma The Giant Gonzalez nel wrestling ha raccolto soltanto fallimenti. Il motivo? Non aveva talento.

Potremmo fare lo stesso discorso per Giant Silva, altro gigante (tra l’altro molto simile nell’aspetto ad Andrè the Giant) che negli anni più recenti ha combattuto in Giappone, ma che ha trascorso qualche mese alla World Wrestling Entertainment verso la fine degli anni novanta, prima di venire allontanato da Stanford in quanto ritenuto privo dei minimi requisiti che occorrono per sfondare nel wrestling professionistico.
The Big Show calca invece i ring delle maggiori organizzazioni mondiali ormai da più di quindici anni e nonostante gli alti e bassi, continua a mietere successi su larga scala.
The Big Show sa come muoversi sul ring, sa come scaldare la folla, è capace di intrattenere il pubblico, è in grado di parlare al microfono e nonostante ai più possa sembrare un oggetto inamovibile al centro del ring, è sempre in grado di regalare incontri veramente piacevoli che saranno ricordati nel tempo.
In giro c’è ancora qualcuno che pensa che si possa prendere un qualsiasi atleta, metterlo in televisione, farlo conoscere al pubblico e trasformarlo in una “superstar”. In realtà le cose non stanno esattamente così. C’è una ragione se Vasco Rossi e Ligabue riempiono uno stadio ogni volta che fanno un concerto, mentre il povero compianto Mino Reitano non è mai riuscito a sfondare seriamente in ambito musicale: tale ragione è il talento.
In passato c’è stato qualcuno a cui erano state affidate le redini di una delle più importanti federazioni di wrestling al mondo. Costui era convinto che sarebbe stato possibile sbarazzarsi di tutte le “superstars” presenti in quel momento e crearne di nuove praticamente dal nulla. Secondo la sua visione, era il “team” creativo di una compagnia a fare di un atleta una “star”. Ed è così che questo bizzarro individuo prendeva un giovanotto semisconosciuto che si chiamava Mike Sanders, gli affibbiava il soprannome di “Above Average” e siccome questo ragazzo sapeva tenere in mano un microfono, pensava di poterlo trasformare in un altro The Rock soltanto facendolo parlare e combattere in televisione. In realtà, tutti i “fans” del wrestling (compreso il sottoscritto), cominciavano a sbadigliare non appena vedevano questo “Above Average” Mike Sanders comparire sullo schermo del televisore e ben presto si vedevano costretti a cambiare canale per non correre il rischio di addormentarsi. – Ma chi è questo coglione? -, ci chiedevamo? – Ma cosa diavolo vuole? -. Queste le reazioni più comuni.
Ci vuole la materia prima per fare un grande wrestler! Non è il “team” creativo a creare un grande campione! C’è un motivo ben preciso se nella storia c’è stato un solo Ric Flair, un solo Hulk Hogan, un solo Andrè the Giant, un solo Bruno Sammartino, un solo Lou Thesz o un solo Steve Austin! La ragione è che questi atleti sono stati benedetti da madre natura con un talento al di sopra della media ed il pubblico, che se ne è accorto, li ha premiati elevandoli al rango di vere “superstars”!

E questo è il reale motivo per cui The Big Show è riuscito dove Giant Gonzalez e Giant Silva hanno fallito.
Ed è pure la ragione per cui The Big Show sarà per sempre ricordato come uno dei più grandi “big men” nella storia del wrestling, il gigante per eccellenza degli anni novanta e del duemila, perchè “di giganti di questo calibro e dotati di talento come lui ne nasceranno uno ogni secolo”, ma chissà, forse tra qualche anno, proprio come accadde dieci anni fa quando Andrè the Giant si ritirò dal wrestling, tutti cominceremo a chiederci se ci sarà mai qualcuno in grado di sostituire “il leggendario” The Big Show.

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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