TITAN TRON #7 – Sting: la vera bestia nera di Hulk Hogan – 04/10/2011

TITAN TRON #7 – Sting: la vera bestia nera di Hulk Hogan – 04/10/2011

STING: LA VERA “BESTIA NERA” DI HULK HOGAN

di “Titan Morgan” Manuele Poli

Non ho mai nascosto che i miei due wrestlers preferiti di tutti i tempi sono Hulk Hogan e Sting.
Ma se da un lato l’ammirazione che ho sempre nutrito per loro è molto simile, il modo in cui ho avuto modo di conoscerli non potrebbe essere più differente.
Hulk Hogan è stato senza ombra di dubbio la prima superstar che ha acceso la mia passione per questa disciplina fin da quando lo vidi per la prima volta nel 1986 in qualche telecronaca della New Japan Pro-Wrestling trasmessa sui circuiti televisivi regionali e curata dall’ormai leggendario Tony Fusaro.
Poi, meno di un anno più tardi, ebbi modo di conoscerlo molto meglio seguendo tutte le settimane il programma WWF Superstars of Wrestling trasmesso ogni sabato in seconda serata su Italia 1 e condotto da Dan Peterson. Non avevo ancora dieci anni e da allora non ho mai più smesso di seguire ed amare il wrestling.
Il modo in cui ho conosciuto Sting è assai diverso. Nell’estate del 1990, mentre mi trovavo in vacanza al mare, trovai per la prima volta in edicola la rivista italiana Wrestling All Stars. E’ stato grazie a quel giornaletto con la copertina a colori e le pagine in bianco e nero che ho scoperto che negli Stati Uniti non esisteva soltanto la World Wrestling Federation, ma anche altre organizzazioni quali la National Wrestling Alliance (NWA) e la American Wrestling Association (AWA).

In quegli anni internet era quasi fantascienza, la televisione satellitare era ancora poco diffusa e l’unico modo per saperne qualcosa su queste altre federazioni e sulle superstars che vi facevano parte era quella di leggere gli articoli pubblicati su quei giornaletti e viaggiare con la fantasia. Ammetto che in un primo momento la lettura di quelle riviste mi sconvolse. Ebbi modo di scoprire che negli Stati Uniti, il più grande lottatore al mondo non era considerato Hulk Hogan, bensì un certo Ric Flair. E nelle classifiche dei più popolari ed amati tra i fans, un tale Sting la faceva sempre da padrone. La mia curiosità aumentava sempre di più quando leggevo le cronache delle grandi battaglie sui ring della NWA che avevano come protagonisti proprio Sting e Flair e fin da subito mi appassionai a questo coloratissimo personaggio, dai capelli biondi a spazzola, la pittura facciale e dei costumi praticamente fluorescenti. Attendevo in edicola ogni mese la mia copia di Wrestling All Stars per sapere cosa aveva fatto Sting.

E se per vedere in azione Ric Flair per la prima volta ho dovuto attendere soltanto un anno (visto che nel 1991 “The Nature Boy” passò sotto le insegne della WWF, unica compagnia i cui show venivano trasmessi dalla TV italiana), per assistere ad un match di The Stinger ho aspettato addirittura cinque anni!
Infatti, pur essendo stato di fatto un suo fan fin dal 1990, il suo primo incontro in TV l’ho visto soltanto nel 1995, quando Andrea Martinelli, webmaster e fondatore di questo sito, mi spedì la videocassetta dell’evento WCW Bash at the Beach 1995, dove Sting, che all’epoca era il campione degli Stati Uniti, affrontò il selvaggio Meng (conosciuto come Haku alla WWE). Era proprio come me lo immaginavo. Avevo sempre fantasticato che The Stinger fosse entrato in scena sulle note di una musica energica, che avesse avuto uno stile basato sia sulla tecnica che sulla potenza e l’atleticità, che fosse stato un wrestler veramente completo e carismatico. Ed infatti era proprio così, Sting era eccezionale ed io mi dispiacevo al pensiero di non aver potuto assistere in TV alla maggior parte degli incontri della sua carriera. Poco male, da lì in poi, grazie allo scambio e l’acquisto di videocassette, ho avuto modo di recuperare tutto quello che mi ero perso.

Quando Hulk Hogan è passato alla WCW nel 1994, lui e Sting sono divenuti fin da subito alleati. Erano i due “buoni” per eccellenza, le due superstars più amate ed ammirate dal pubblico. Ma era solo questione di tempo prima che due personalità così importanti collidessero. E nel 1995 ho assistito al primo confronto fisico tra The Hulkster e The Stinger nel programma WCW Monday NITRO. In quel periodo Hulk Hogan stava sperimentando un suo possibile passaggio nelle file dei cattivi; non era un heel vero e proprio, ma aveva provato a cambiare atteggiamento per vedere la risposta che avrebbe avuto il pubblico. Poche settimane prima “The Taskmaster” Kevin Sullivan, leader della fazione Dungeons of Doom, con la collaborazione di The Giant (oggi noto come The Big Show) aggredì Hulk Hogan in diretta TV e dopo averlo messo in stato di incoscienza, gli rasò i suoi famosi baffi. Nelle settimane successive Hulk Hogan, anche a causa di un crescente movimento critico nei suoi confronti che si stava sviluppando nel sottobosco delle newsletter e di una primordiale comunità di internet, provò a cambiare comportamento, vestendosi in nero, parlando di “dark side of Hulkamania” (il lato oscuro della Hulkamania) ed in generale tenendo un atteggiamento alquanto ambiguo.

Sting non gradì questo passaggio di Hogan al lato oscuro e cercò di riportarlo sulla retta via. Il loro confronto a Monday NITRO, anche se mostrò alcuni spunti interessanti (con Hulk Hogan che in quel periodo utilizzava alcune tecniche di sottomissione per indebolire gli arti dell’avversario all’inizio dell’incontro), non fu particolarmente memorabile, anche a causa del fatto che Hogan si presentò sul ring indossando una sorta di stivali da cowboy che non gli permettevano di avere stabilità nei movimenti e addirittura, nelle azioni più concitate, talvolta scivolava pure… il match terminò con un verdetto di no-contest a causa dell’interferenza del Dungeon of Doom, ma sinceramente mi sarei aspettato di più da un incontro di tale prestigio, però in fondo si trattava soltanto del primo di una lunga serie che sarebbe andata avanti negli anni successivi.

Infatti il bello doveva ancora venire. Qualche settimana dopo quell’episodio, Hulk Hogan tornò a vestire i tradizionali colori giallo e rosso e Sting ricominciò a fidarsi di lui. I due tornarono ad essere buoni amici ed alleati. Questo fino all’anno successivo, quando Hogan, dopo aver fondato insieme a Scott Hall e Kevin Nash l’organizzazione clandestina e ribelle meglio nota come New World Order (nWo), stavolta passò davvero al lato oscuro, rinnegando i suoi fans, il movimento della Hulkamania ed i suoi amici, compreso ovviamente Sting.
The Stinger, aiutato dagli altri portacolori della WCW, si schierò fin da subito contro gli “invasori”, ma a causa di uno stratagemma messo in atto dai membri del nWo (che si servirono di un falso Sting per perpetrare i loro attacchi ai danni dei “buoni” della compagnia), i suoi amici cominciarono a dubitare di lui e pensarono che fosse passato dalla parte di Hogan e del New World Order.

Sting, deluso dalla mancanza di fiducia nei suoi confronti da parte di persone quali Lex Luger, alle quali lui era stato sempre molto vicino, partecipò ai War Games di WCW Fall Brawl 1996 nella squadra avversa al nWo, dopo di che sparì per un po’ dalla circolazione e quando tornò non era più lo stesso. Niente più capelli biondi, pittura facciale multicolore e costumi fluorescenti, bensì un trucco bianco e nero, capelli scuri ed un lungo cappotto in pelle, un travestimento che ricordava un po’ (un po’ tanto…) quello del protagonista del film Il Corvo interpretato dal compianto Brandon Lee.

Da lì in poi ebbe inizio la prima vera faida tra Sting ed Hulk Hogan, che in quel periodo si faceva chiamare Hollywood Hogan. Una faida assolutamente anomala e davvero emozionante. Basti pensare che Sting, per circa un anno e mezzo, non disputò neanche un incontro ufficiale e non proferì una sola parola! In tutto quel periodo, The Stinger si limitava infatti ad apparire nelle piccionaie delle arene, talvolta calandosi dal soffitto con una fune in modo davvero spettacolare per attaccare o mettere in fuga i membri del New World Order.
Il personaggio di Sting stava diventando sempre più enigmatico, nessuno sapeva quali fossero le sue intenzioni, fino a quando la dirigenza della WCW, per bocca di J.J. Dillon, decise di chiederglielo personalmente in diretta TV a WCW Monday NITRO. Anche in quell’occasione, Sting non parlò. Fu il pubblico presente nell’arena a rispondere per lui. Quello che Sting voleva era semplicemente il campione del mondo dei pesi massimi WCW, o meglio, nWo: Hollywood Hogan!
L’incontro tra i due, valevole per il titolo mondiale, fu organizzato nel dicembre 1997 a Starrcade, il più importante evento in pay-per-view della WCW e si trattò del primo match ufficiale di Sting dall’autunno del 1996. Fu proprio The Stinger ad avere la meglio, anche se l’incontro ebbe un finale non molto chiaro, con Bret “Hitman” Hart che per qualche strana ragione annullò di fatto un conteggio di tre effettuato dall’arbitro Nick Patrick ai danni di Sting e favorevole a Hollywood Hogan (Bret sostenne che si era trattato di un conteggio veloce, ma in realtà si trattava di un conto assolutamente normale) .

Sting si laureò quindi campione del mondo dei pesi massimi WCW, ma a causa del contestato finale, ebbe immediatamente un rematch con Hogan la sera successiva a Monday Nitro. Anche quell’incontro terminò in modo controverso e fu sancito il no-contest. Per tale ragione, Sting fu poi spogliato della cintura e questa fu resa vacante fino al febbraio dell’anno successivo, quando a WCW SuperBrawl VIII, The Stinger ebbe ancora una volta la meglio su Hollywood Hogan conquistando di nuovo il titolo mondiale.

Dal febbraio del 1998, Sting e Hogan non hanno più avuto modo di affrontarsi in un incontro uno contro uno, ma soltanto in qualche tag-team match. Memorabile quello che ha avuto luogo a Monday Nitro nell’autunno del 1998, tra Sting & The Ultimate Warrior contro Hollywood Hogan e Bret “Hitman” Hart, che sancì la riunione one night only dei Blade Runners (il nome del team che ha lanciato Sting e The Warrior nella scena indipendente degli anni ottanta).
Hogan e Sting si ritrovarono di nuovo a competere per il titolo mondiale nella primavera del 1999 a WCW Spring Stampede, però in un incontro a quattro che The Hulkster non riuscì neanche a portare a termine, visto che fu costretto a ritirarsi dal match a causa di un infortunio al ginocchio causatogli da una presa di sottomissione di Diamond Dallas Page.

Nell’estate del 1999 Hulk Hogan passò nuovamente tra i favoriti del pubblico e tornò a vestire i classici colori della Hulkamania, giallo e rosso. In quel periodo, Hogan riuscì anche a riconquistare la cintura di campione del mondo sconfiggendo “Macho Man” Randy Savage a WCW Monday NITRO grazie all’aiuto di Kevin Nash.
In quel periodo Hogan e Sting tornarono amici ed ebbero modo di combattere più volte anche in coppia in vari incontri tag-team. Ed a Fall Brawl 1999, The Hulkster decise di concedere una title-shot al suo grande amico-rivale. Mal gliene incolse, poichè stavolta fu The Stinger a voltare le spalle a lui ed ai suoi fans, attaccandolo con una mazza da baseball e strappandogli ancora una volta (la terza) il titolo dei pesi massimi!
Il turn-heel di Sting durò meno del previsto, anche perchè a differenza di quanto accaduto con Hulk Hogan tre anni prima, il pubblico sembrava non riuscire a prendere sul serio The Stinger nei panni del cattivo e lui non pareva trovarsi molto a suo agio in quelle inedite vesti.
Hulk e Sting si affrontarono anche nei giorni successivi a Monday Nitro, ma The Stinger riuscì a mantenere possesso del titolo.
Se si fa eccezione per qualche tag-team match che fu organizzato nell’autunno del 1999 a Monday Nitro, questi sono stati gli ultimi confronti fisici che Hogan e Sting hanno avuto, visto che in occasione dell’atteso rematch che sarebbe dovuto andare in scena ad Halloween Havoc 1999, Hulk Hogan, in polemica con la nuova dirigenza (in particolare con i writer Vince Russo e Ed Ferrara), si distese in terra all’inizio del match e si lasciò schienare spontaneamente da The Stinger.

L’anno successivo, per un breve periodo, Hogan e Sting si trovarono ad essere di nuovo alleati come membri della stable di veterani chiamata Millionaires Club, contrapposta ai giovani del New Blood, ma abbiamo dovuto attendere più di dieci anni perchè le carriere di queste due icone dello sport-spettacolo collidessero nuovamente dando vita ad una nuova faida.
E’ accaduto lo scorso anno alla TNA, quando Sting, fin da subito, ha manifestato segni di insofferenza nei confronti dei nuovi boss della compagnia, Hulk Hogan ed Eric Bischoff. Inizialmente nessuno riusciva a spiegarsi lo strano comportamento di Stinger, che era arrivato addirittura a prendere per il collo la presidentessa della TNA Dixie Carter, colpevole di non essersi resa conto dell’errore che aveva commesso nell’affidare la TNA nelle mani di Hogan e Bischoff.

Ma poi, nell’ottobre del 2010, in occasione dell’evento in pay-per-view TNA Bound For Glory, tutti i nodi sono venuti al pettine e i discorsi che faceva Sting su Hogan e Bischoff si sono dimostrati fondati. Infatti, con un’abile ribaltamento dei fronti, Hulk e Bischoff hanno preso possesso della TNA strappando la compagnia dalle mani di Dixie Carter e assumendo di fatto il comando della stessa aiutati da una nuova fazione chiamata Immortal.

In un primo momento Sting ha reagito proprio come quindici anni prima, dicendo “Io ve lo avevo detto, voi non vi siete fidati di me, adesso sono cavoli vostri!” e andandosene. Nel periodo in cui è rimasto fuori dalla TNA sono circolate molte voci sul suo conto, alcune delle quali lo volevano addirittura prossimo ad un improbabile debutto alla WWE per affrontare The Undertaker a WrestleMania. Ma alla fine Sting ha preso la decisione di lottare per la causa che riteneva giusta, ovvero quella di liberare la TNA dalla “dittatura” di Hulk Hogan e gli Immortal. Sting si è quindi presentato a sorpresa nel 2011 ad un episodio di Impact Wrestling e nel main-event della serata ha sconfitto il portabandiera degli Immortal Jeff Hardy strappandogli la cintura di campione del mondo dei pesi massimi.
La sua rivalità con Hulk Hogan si è quindi riaccesa stavolta raggiungendo livelli che l’anno precendente non erano neanche stati sfiorati. Sting ha infatti nuovamente rivoluzionato il suo personaggio, stavolta prendendo spunto da un altro personaggio del cinema e dei fumetti, ovvero il Joker di Batman.
E’ così che uno Stinger completamente fuori di testa, per l’occasione soprannominato “The Insane Icon”, ha deciso di rendere nuovamente la vita di Hulk Hogan un inferno fino a che non fosse riuscito a farlo rinsavire, prendendo atto dei propri sbagli e tornando a percorrere la retta via.

Per farlo, Sting ha prima sfidato l’antico rivale Ric Flair, prezioso alleato di Hulk Hogan e degli Immortal. The Stinger ha preteso una stipulazione speciale per il suo match con “The Nature Boy”, che è andato in scena a Impact Wrestling nel settembre 2011. Se Flair avesse vinto, Sting si sarebbe ritirato. Ma se Flair avesse perso, allora The Stinger avrebbe avuto il via libera per affrontare il leader indiscusso degli Immortal: HulkHogan!
Come era prevedibile, Sting ha sconfitto Flair facendolo cedere alla Scorpion Deathlock ed è così che il 16 ottobre 2011 a TNA Bound For Glory, l’evento in pay-per-view più importante dell’anno per quel che riguarda la TNA, The Stinger affronterà Hulk Hogan in un incontro nel quale molto probabilmente sarà in palio in controllo dell’intera compagnia!

Dal punto di vista sportivo, Hulk Hogan non ha mai battuto Sting in un incontro ufficiale trasmesso in TV! Gli storici sostengono che The Undertaker è la “bestia nera” di Hulk Hogan, ma in realtà i risultati dicono tutt’altro: la vera “bestia nera” di Hulk Hogan è proprio Sting! Ogni volta che i due si sono affrontati, The Stinger ha sempre avuto la meglio.
Per quanto concerne Bound For Glory 2011, nessuno si aspetta che quello tra Sting e Hulk Hogan, con il primo che ha ormai superato i cinquant’anni ed il secondo che si avvicina ai sessanta, possa rivelarsi un grande incontro sul piano tecnico ed atletico, anche alla luce dei gravissimi problemi fisici che hanno afflitto Hulk negli ultimi anni e che hanno di fatto impedito fino ad oggi un suo ritorno sul ring a causa della sua impossibilità di sottoporre a sollecitazioni una schiena ormai distrutta e che ha dovuto sopportare innumerevoli interventi chirurgici.
Ma ciò che questi due leggendari campioni non hanno mai fatto mancare al loro pubblico sono le emozioni. Emozioni che entrambi riescono a regalare ogni volta che entrano in scena, tutte le volte che uno porge la mano all’orecchio e l’altro lancia il suo grido di battaglia. Emozioni che solo i più grandi sanno dare.
E la storia ci racconta che nessuno è più grande di Hulk Hogan e Sting!
Perciò non perdetevi per niente al mondo il loro ultimo e definitivo confronto a Bound For Glory!

L’appuntamento è per domenica 16 ottobre 2011 a Philadelphia, Pennsylvanya… brothers!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli

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