TITAN TRON #10 – The Ultimate Warrior: segreti e retroscena – 13/03/2012

TITAN TRON #10 – The Ultimate Warrior: segreti e retroscena – 13/03/2012

TITAN TRON #10 – The Ultimate Warrior: segreti e retroscena sulla carriera del guerriero

di “Titan Morgan” Manuele Poli

Qualche giorno fa, qualcuno mi ha chiesto la ragione per cui in cui tutti questi anni non avessi mai scritto un articolo vero e proprio su The Ultimate Warrior.

Così su due piedi non sono stato capace di rispondergli, ma quella domanda mi ha permesso di pormi un dubbio sul quale, in effetti, non mi ero mai interrogato: perché? Quale è il vero motivo per cui, in quasi dodici anni di “carriera” nel wrestling-web, non ho mai scritto niente su The Ultimate Warrior, pur occupandomi principalmente della storia di questa disciplina (una storia nella quale The Warrior ha recitato una parte breve ma sicuramente molto importante e soprattutto intensa)?

Alla fine credo che questa motivazione debba essere ricercata molto indietro nel tempo.

Vi faccio un esempio: avete presente quando un uomo viene tradito dalla donna che amava (o viceversa)? Costui forse riuscirà a perdonarla, ma se lei lo tradisce nuovamente e magari in modo definitivo, sarà molto difficile che quest’uomo (o questa donna, a seconda dei casi) poi ne parlerà volentieri con gli altri. Molto probabilmente preferirà dimenticarla, riporre la loro storia in un cassetto e fare di tutto per evitare di tirarla fuori in futuro, proprio perché quella storia, per quanti momenti belli possa avergli lasciato, alla fine lo ha fatto soprattutto soffrire per come è finita e riparlarne lo farà soltanto sentire peggio.

Ecco, a me con The Ultimate Warrior è accaduta più o meno la stessa identica cosa.

Tutti coloro che mi conoscono o che mi hanno conosciuto sul wrestling-web, sono soliti identificarmi con Hulk Hogan. Ormai sono universalmente riconosciuto come Titan Morgan, il più grande Hulkamaniac in Italia, colui che quando parla di Hulk Hogan perde anche la propria obiettività (anche se ho più volte dimostrato con i fatti che questo non è assolutamente vero). Ma le cose non sono sempre state così e credo che i tempi siano ormai maturi perché io riveli tutta la verità sulla mia esperienza di appassionato di wrestling.
E’ vero, Hulk Hogan è stato senza ombra di dubbio il mio primo mito nel wrestling, il mio modello da seguire, un vero e proprio eroe della mia infanzia e della mia adolescenza.

Ma già sul finire degli anni ottanta, con il tempo che passava e la sua età che continuava ad avanzare, cominciavo a chiedermi chi avrebbe potuto prendere il suo posto nel mio cuore di appassionato una volta che Hulk avrebbe deciso di appendere gli stivali gialli al chiodo. E la risposta a questa domanda arrivava in modo più che naturale: The Ultimate Warrior!

Oggi provo quasi un certo imbarazzo a rivelarlo, ma a WrestleMania VI nel 1990, pur rimanendo leale ad Hulk Hogan, ero felice per la vittoria di Ultimate Warrior, perché in lui vedevo il futuro. Non posso dire che facessi il tifo per The Warrior in modo spudorato, ma in cuor mio speravo in una sua vittoria, proprio perché ritenevo che The Ultimate Warrior avrebbe rappresentato per gli anni novanta quello che Hulk Hogan era stato per gli anni ottanta.
Loro due erano i miei miti, solo che mentre Hulk rappresentava ormai un decennio che era tramontato, in The Warrior vedevo il futuro.

Quando andavo in sala giochi a giocare al videogame WWF Superstars, non c’erano molti dubbi su quali personaggi scegliere; i ragazzi di oggi quando fanno una partita a WWE’12 hanno varie alternative… John Cena o CM Punk? Randy Orton o Rey Mysterio? Sheamus o The Rock? Per noi la scelta era quasi obbligata: Hulk Hogan e The Ultimate Warrior! Soltanto con loro due avremmo potuto battere Andrè the Giant e “Million Dollar Man” Ted DiBiase nella finale!

Quando nel 1991 cominciarono a pubblicizzare in TV le prime action-figure dei campioni della WWF, non vedevo l’ora che arrivassero anche nei negozi del mio piccolo paese di provincia. All’epoca frequentavo le scuole medie e ricordo che il giorno in cui quei magnifici giocattoli arrivarono nei nostri negozi, in classe non si parlava d’altro! Non vedevo l’ora di arrivare alla sera per poter andare a comprare il mio primo personaggio… solo che dopo la scuola avevo anche l’allenamento del calcio, quindi dovetti attendere un bel po’ prima di farmi accompagnare da mio padre al negozio.

Tutti coloro che stanno leggendo saranno sicurissimi che non ci sono dubbi su chi sia stato il primo personaggio che mi sono fatto regalare dal mio babbo. Entrai in quella cartolibreria alle sette di sera, dopo due ore di allenamento e la successiva doccia… gli eroi della WWF erano tutti lì, bellissimi, in un’esplosione di colori e forme che riproducevano le fattezze delle loro controparti in carne ed ossa… c’erano Big Bossman, Andrè the Giant, i Demolition, Brutus “The Barber”Beefcake, Akeem, “MillionDollar Man” Ted DiBiase, Jake “The Snake” Roberts, “Ravishing” Rick Rude, “Macho Man” Randy Savage, The Ultimate Warrior ed ovviamente Hulk Hogan… e chi decisi di comprare per primo? Tutti starete per dire che è ovvio, che non ci sono dubbi, che il giallo e il rosso avrebbero rappresentato i colori della mia scelta… ed invece no! La mia prima action-figure del wrestling è stata quella di The Ultimate Warrior, con il suo costume verde e la sua forma non particolarmente realistica, ma realizzata per potergli far eseguire una delle sue mosse caratteristiche (lo shoulder-block).

Già… questo a dimostrazione che per me non c’era molta differenza tra Hulk Hogan e The Ultimate Warrior, anzi, forse in quel momento The Warrior era addirittura un gradino sopra a The Hulkster nella mia scala di preferenza!

Nella mia camera c’erano tanti poster di Hulk Hogan quanti ce n’erano di The Ultimate Warrior, in più, mi ero addirittura fatto crescere i capelli lunghi proprio perché volevo somigliare a The Warrior ed interpretare il suo temperamento indomito e selvaggio anche con il look.

Ho ritenuto doverosa questa premessa in quanto uno dei miei due migliori amici, il “Maestro Zamo” Francesco Zamori, che è anche universalmente riconosciuto come uno dei più grandi fans di The Ultimate Warrior, mi aveva scherzosamente sconsigliato di scrivere un editoriale sul guerriero, in quanto a suo modo di vedere non sarei stato obiettivo, visti i recenti trascorsi di The Warrior con Hulk Hogan in ambito di gossip e chiacchiericcio spicciolo e fine a se stesso. Invece voglio assicurare i lettori che questo articolo non solo sarà obiettivo ed imparziale al massimo, ma cercherò di far capire le profonde motivazioni personali che mi hanno portato a farmi sentire tradito, come fan, da The Ultimate Warrior.

Quando nel 1991 a WrestleMania VII The Ultimate Warrior schienò “Macho Man” Randy Savage ponendo fine alla sua carriera (o almeno quella doveva essere la stipulazione del match…) in uno degli incontri più belli ed emozionanti che io abbia mai visto, pensavo che quella per The Warrior sarebbe stata la consacrazione definitiva, che ormai non ci sarebbe stato più alcun dubbio sul fatto che sarebbe stato lui la faccia del wrestling degli anni novanta: aveva strappato il titolo mondiale ad Hulk Hogan e fatto ritirare “Macho Man”… insomma, aveva battuto in modo pulito i più grandi nomi degli anni ottanta! Chi mai avrebbe potuto fermarlo?

Poi, quando nell’estate di quell’anno venni a sapere che a SummerSlam, Hulk Hogan e The Ultimate Warrior avrebbero fatto coppia per sfidare il triangolo del terrore formato da Sgt. Slaughter, General Adnan & Col. Mustafà (The IronSheik) nel cosiddetto “Match made in Hell” (Incontro fatto all’Inferno), non stavo più nei panni, non vedevo l’ora di assistere a quella sfida, i miei due miti insieme, in coppia, proprio come era accaduto l’anno prima nella finale di Survivor Series… tanto per farvi capire quanto fosse grande la mia passione per il guerriero, vi dico che all’epoca avevo acquistato le mie prime due magliette della WWF che avevo trovato una mentre ero in vacanza al mare, un’altra su un banco del mercato… anche qui, molti penseranno che si trattasse di due magliette di Hulk Hogan ed invece no! Avevo soltanto due t-shirt della WWF ed entrambe raffiguravano The Ultimate Warrior! Incredibile, eh?

Il “Match made in Hell” al Madison Square Garden di New York non deluse le mie aspettative, anche se per vederlo dovetti attendere fino ai primi di ottobre… infatti l’emittente Tele+2 irradiò SummerSlam con più di un mese di ritardo.

Ma nelle settimane successive a quell’incontro, mi resi conto che The Ultimate Warrior era scomparso dai programmi TV! E ben presto la sua immagine era sparita anche dalla sigla degli show della WWF… che diavolo poteva essere successo? All’epoca non ne avevo idea, non c’era internet e sulle due riviste specializzate che si potevano acquistare in edicola (Wrestling All Stars della Play Press e Wrestling Magazine della Renzo Barbieri Editore) non dicevano niente a riguardo.

In men che non si dica si diffusero le voci più infondate a riguardo e la più comune era quella secondo la quale The Ultimate Warrior fosse morto. Ma se fosse davvero accaduto un fatto così tragico, per quale ragione la WWF avrebbe dovuto nasconderlo?
La verità (o almeno una parte di essa) su quell’improvvisa scomparsa l’ho saputa una decina di anni più tardi. Quella sera del 1991, al Madison Square Garden, prima del main-event di SummerSlam The Ultimate Warrior si recò nell’ufficio di Vince McMahon e lo minacciò che se non gli avesse fatto avere subito un aumento del suo ingaggio di almeno cinquecento mila dollari, lui si sarebbe rifiutato di salire sul ring per combattere al fianco di Hulk Hogan contro Slaughter, Adnan e Mustafà.

Una richiesta sicuramente sbagliata come tempistica, ma anche esosa dal punto di vista economico, considerato che all’epoca The Warrior, nonostante fosse “l’ultimo arrivato”, era la superstar più pagata dell’intero roster subito dopo Hogan, tanto che l’anno prima “Ravishing” Rick Rude aveva addirittura deciso di lasciare la WWF in polemica con la compagnia in quanto era venuto a sapere che il compenso percepito da Warrior per il loro cage-match a SummerSlam 1990 praticamente quadruplicava il suo, nonostante quell’incontro lo avesse interamente gestito e diretto lui (come era comune in tutti gli incontri del guerriero).

Secondo altre fonti invece, quello che Warrior chiese a Mr. McMahon era il salario che gli sarebbe spettato per la sua partecipazione a WrestleMania VII di qualche mese prima e che evidentemente non aveva ancora ricevuto.
Non so quale delle due versioni sia quella più veritiera, ma ad ogni modo, la richiesta di The Warrior fu davvero molto poco professionale per il momento in cui era arrivata, perché in pratica con il suo atteggiamento non solo “tenne in ostaggio” l’uomo che lo aveva reso la superstar che era divenuto, ma mancò anche di rispetto alla compagnia che tanto aveva fatto per lui e soprattutto mancò di rispetto ai fans ed ai suoi colleghi, Hulk Hogan in primis, che soltanto un anno prima aveva fatto tutto quello che era in suo potere per renderlo il nuovo portabandiera della WWF passandogli di fatto la torcia, nonostante nessuno nello spogliatoio credesse in The Warrior o lo ritenesse in qualche modo simpatico o degno di raccogliere una così importante eredità.

Vince McMahon non aveva scelta, quel match era stato pubblicizzato per mesi, nell’arena erano presenti più di ventimila spettatori paganti accorsi per vedere quell’incontro mentre centinaia di migliaia di telespettatori avevano acquistato la visione dell’evento in pay-per-view in tutto il mondo. La responsabilità di McMahon era quella di dare al pubblico ciò che il pubblico aveva pagato per vedere, per cui dovette acconsentire alla richiesta di The Warrior. Ma Warrior non era soddisfatto, voleva vedere i soldi prima di salire sul ring, altrimenti si sarebbe rifiutato di combattere nel main-event!

E McMahon fu costretto a firmargli sul posto un assegno di cinquecento mila dollari per salvare SummerSlam! Quando Hulk Hogan lo venne a sapere da Sgt. Slaughter, andò su tutte le furie, nessuno aveva mai osato tenere in ostaggio la WWF in questo modo, come poteva un “novellino” che tutti si erano impegnati e sacrificati per trasformarlo in una superstar aver osato tanto? Nel DVD “The Self Destruction of The Ultimate Warrior” (uscito anche in italiano con La Gazzetta dello Sport intitolato “La Difficile Storia di The Ultimate Warrior), Hogan afferma che quando c’erano dei problemi di carattere economico con Vince McMahon, fissava un appuntamento con lui e gli esponeva la ragione per cui riteneva di meritare un aumento del proprio ingaggio. La maggior parte delle volte Vince acconsentiva, l’importante era discutere come due uomini che parlano di affari rispettandosi reciprocamente. Ma minacciare di non presentarsi ad un match così importante la sera stessa di un evento sul quale centinaia di migliaia di persone avevano investito rappresentava una condotta estremamente non professionale. Hulk Hogan, formatosi nella vecchia e brutale scuola del wrestling degli anni settanta, per sua stessa ammissione disse agli altri “ragazzi” di risolvere la faccenda alla vecchia maniera, ovvero di rinchiudere The Warrior in uno spogliatoio e di impartirgli una severa lezione. Secondo Sgt. Slaughter, Hogan era così infuriato per l’accaduto che arrivò addirittura a chiedere a Col. Mustafa di rompere una gamba a The Warrior nel corso del match. Tuttavia Vince McMahon disse ad Hulk Hogan ed agli altri che nessuno avrebbe dovuto farsi male e che ci avrebbe pensato lui alla fine del match a dare a The Ultimate Warrior quello che si meritava e che non vedeva l’ora di farlo.

Nonostante tutta questa vicenda, il match uscì comunque molto bene, Hulk Hogan e The Ultimate Warrior funzionarono alla grande in tag-team e la serata fu un successo… ma quando The Warrior tornò nel backstage ebbe un’amara, quanto prevedibile, sorpresa. Vince McMahon gli comunicò ufficialmente che la sua presenza alla World Wrestling Federation non era più richiesta e gli spiegò anche la ragione della sua decisione. In pratica, The Warrior era stato licenziato!

Ma all’epoca noi fans non eravamo al corrente di tutta questa storia, tutto quello che potevamo fare era aspettare di ricevere qualche notizia o qualche aggiornamento attraverso gli unici canali di cui disponevamo, ovvero la TV e la carta stampata. E molti mesi più tardi, il primo a parlarne, in seguito alle numerose richieste ricevute, fu Dan Peterson dai microfoni del programma WWF Wrestling Spotlight. Dan tranquillizzò i telespettatori affermando che The Warrior era vivo e che godeva di ottima salute e che presto lo avremmo rivisto nuovamente sul ring. In seguito anche il Wrestling Magazine rassicurò tutti i fans sullo stato di salute del guerriero.

Ed il ritorno di The Ultimate Warrior sulle scene fu tanto spettacolare quanto inaspettato!

Poco prima di WrestleMania VIII, nel 1992, Hulk Hogan aveva annunciato il suo ritiro dalle scene. A WrestleMania avrebbe disputato il suo ultimo match, contro Sid Justice. Io ero disperato… niente più Hogan, niente più Warrior… era la fine, come avrei potuto fare???

WrestleMania VIII fu il primo evento della WWF trasmesso a pagamento in Italia ed io avevo convinto i miei genitori ad abbonarsi a Telepiù appositamente per poter seguire il wrestling… siamo stati la prima famiglia nel mio paese ad avere un abbonamento alla pay-TV, nonostante le nostre possibilità economiche non fossero di certo superiori alla media. Ma per accontentare il loro unico figlio, che comunque aveva sempre dato (quasi) il massimo per meritarsi la loro fiducia, i miei sono sempre stati disposti anche a fare qualche sacrificio.
Il match tra Hulk Hogan e Sid Justice terminò in favore dell’Hulkster ma soltanto grazie ad un verdetto di squalifica a causa dell’interferenza del manager Harvey Whippleman. Dopo il match, Sid Justice attaccò brutalmente Hogan legandolo alle corde del ring ed anche il maestro del voodoo Papa Shango intervenne per dargli mai forte. Pensai: “che fine ingloriosa per The Hulkster!”. Possibile che l’epoca d’oro della WWF si concludesse davvero in quel modo? Ed invece nell’arena risuonò quell’inconfondibile musica rock che mi aveva esaltato per anni… la folla esplose in un boato…The Ultimate Warrior era tornato e stava correndo a tutta velocità verso il ring per salvare The Hulkster!!!

Hogan e Warrior fecero piazza pulita e festeggiarono insieme al centro del ring tra lo spettacolo dei fuochi d’artificio! Una scena indimenticabile.

Io me ne andai a dormire eccitatissimo, ma felice e sereno… adesso tutto era al posto giusto, Hogan si era ritirato, ma come avevo sempre sperato, The Ultimate Warrior aveva preso il suo posto. Molti anni più tardi, lo stesso Hulk Hogan ammetterà che nonostante quello che era successo sette mesi prima a SummerSlam, era comunque molto felice per il ritorno di The Warrior. Lui lo adorava come personaggio ed in fondo gli piaceva anche come persona, i due erano buoni amici e lo aveva anche invitato a casa sua, lo aveva presentato alla sua famiglia, lo aveva fatto giocare con i suoi figli, in più aveva investito moltissimo su di lui quando gli aveva passato la torcia nel 1990, per questo si augurava che funzionasse, in modo da non vanificare i progetti che erano stati fatti su di lui. Ma in cuor suo nutriva sempre qualche dubbio.
Ma se Hulk Hogan era praticamente l’unico ad essere amico di The Warrior, non era comunque il solo ad avere dei dubbi su di lui, anche se a quanto pare nessuno nel backstage, a parte Hogan, era stato felice di rivedere The Warrior tornare alla WWF. Infatti, mentre tutti i fans andavano matti per il guerriero, nessuno tra i colleghi poteva soffrirlo. Andrè the Giant lo aveva sempre odiato in quanto non lo riteneva all’altezza. Era opinione comune nel backstage che The Warrior non avesse la minima idea di come funzionasse il wrestling e di quali fossero le basi per disputare un match, ne gli interessava impararlo perchè per lui il wrestling era una fonte di guadagno come un altra. Nei suoi match aveva sempre bisogno di essere guidato da qualcuno e non è un caso che i più grandi incontri della sua carriera li abbia disputati contro le due più grandi superstars di quel periodo, ovvero Hulk Hogan e “Macho Man” Randy Savage, due autentici generali del ring che sono stati capaci di guidarlo in ogni sua mossa.

Era ed è tutt’ora opinione comune presso i wrestlers e tutti gli addetti ai lavori, che The Ultimate Warrior dal wrestling abbia soltanto preso, senza dare niente in cambio.

In più, oltre che per le sue scarse capacità tecniche ed il suo poco rispetto del business, quasi tutti disprezzavano The Warrior anche come persona.
Bret “Hitman” Hart racconta nella sua autobiografia che negli anni in cui Vince McMahon prese la decisione di rimpiazzare Hulk Hogan con The Ultimate Warrior ai vertici della WWF, c’era un grande malcontento ed un’immensa preoccupazione nello spogliatoio. Innanzitutto per la differenza di carattere tra i due. Hogan era uno dei ragazzi, aveva si il suo spogliatoio privato, ma permetteva a tutti di entrarci, scherzava e si divertiva con i colleghi, dopo gli show usciva insieme agli altri wrestlers e si vedeva chiaramente che per lui il wrestling era la vita e rispettava il business e tutti quelli che ne facevano parte, rivelandosi sempre gentile, amichevole e disponibile con tutti, pronto ad ascoltare ed aiutare colleghi ed amici. E questo lo racconta Bret Hart, che negli anni recenti, per varie ragioni, è divenuto uno dei più acerrimi detrattori di Hogan. Ma in quegli anni tutti erano molto preoccupati per questo passaggio di consegne tra quello che tutti consideravano un vero grande campione, Hulk Hogan, a colui che invece vedevano soltanto come un tizio al quale era stata semplicemente offerta una grande occasione, ma che non solo non si rendeva conto dell’opportunità che gli avevano dato, ma non aveva alcun rispetto per il business e per tutti coloro che lo stavano aiutando a diventare qualcuno, credendo che tutto gli fosse dovuto e considerando gli altri come degli individui al suo servizio che stavano soltanto facendo il loro dovere.

Bret Hart racconta che dopo che The Warrior si era laureato campione dei pesi massimi WWF avendo battuto Hogan, nel backstage era di fatto divenuto la superstar più importante. Aveva il suo spogliatoio privato nel quale non permetteva a nessuno di entrare, anche perché era sempre stato un individuo che non amava particolarmente la compagnia dei colleghi. Una sera ad un evento in Omaha, nel backstage era stato portato un bambino della “Make a Wish Foundation” gravemente malato di tumore. Quel bambino, disteso su un letto con le ruote, era accompagnato dai suoi genitori e purtroppo aveva i giorni contati, era sotto chemioterapia, sulla sua testa non c’era rimasto neanche un capello ed il trucco da “Warrior” che si era fatto dipingere sul volto non riusciva a nascondere quei piccoli occhi che mostravano tutta la sua sofferenza. Ma quel bambino aveva un solo desiderio, conoscere il suo eroe, The Ultimate Warrior. Per anni HulkHogan, “Macho Man” Randy Savage e addirittura Andrè the Giant avevano visitato gli ospedali pediatrici per incontrare questi bambini il cui unico desiderio, forse l’ultimo della loro breve vita, era quello di poter conoscere i loro eroi. Ed ogni volta che qualcuno di questi piccoli ma veri guerrieri era stato portato nel backstage, Hogan, Savage, Andrè e gli altri avevano passato tutto il tempo possibile con loro, per cercare di renderli felici e regalare loro un momento di goia in una breve vita fatta di sofferenza e dolore.

Quel giorno in cui quel piccolo guerriero della “Make a Wish Foundation” fu portato nel backstage, The Warrior stranamente non si rinchiuse nel suo spogliatoio privato, ma si recò in una sala insieme a tutti gli altri colleghi. Il tempo passava, ai genitori del bambino fu detto di aspettare ancora un po’, visto che The Warrior sarebbe presto arrivato, mentre il piccolo non stava più nella pelle, era in trepidante attesa di quel momento che forse avrebbe rappresentato l’ultimo istante di felicità nella sua brevissima esistenza; si era preparato in tutto e per tutto, pittura sul viso, fasce colorate alle braccia, maglietta raffigurante il proprio eroe… mentre nel frattempo alcuni ufficiali della WWF andarono ad avvertire The Warrior nella sala, dicendogli che il bambino ed i suoi genitori lo stavano aspettando da ore. Warrior si voltò infuriato rispondendo: “E aspettate un fottuto minuto!!! Non vedete che sono impegnato?!?”. Impegnato a fare cosa, si chiedeva BretHart? A stare con delle persone, i suoi colleghi, con i quali non aveva mai voluto spartire nulla? Poi Bret se ne andò sul ring insieme al suo compagno di tag-team Jim “The Anvil” Neidhart ed al ritorno dal loro incontro, notò che il bambino ed i suoi genitori non erano più presenti nel corridoio. The Hitman tirò un sospiro di sollievo, pensando che finalmente The Warrior si era degnato di incontrarli. Invece, voltato l’angolo, vide il bimbo con il suo papà e la sua mamma che erano stati fatti sedere in una stanza, per lasciare libero il corridoio in modo da non intralciare The Ultimate Warrior che di lì a poco avrebbe dovuto fare il suo spettacolare ingresso nell’arena in piena corsa, come sempre.

Alla fine non sappiamo che fine abbia fatto quel bambino, se un miracolo lo abbia salvato o se sia morto pochi giorni dopo. Solo una cosa è certa: non è mai riuscito a realizzare il suo sogno di incontrare il suo eroe. E Bret “Hitman” Hart ammette che da quel giorno in avanti ha provato sempre più odio e disgusto nei confronti di The Ultimate Warrior come persona, considerandolo un vigliacco ed un codardo, un uomo dal grande fisico, ma con un cuore piccolissimo.

Questa è la versione raccontata da Bret “Hitman” Hart, un personaggio purtroppo ben noto per la sua invidia ed i suoi rancori personali nei confronti dei colleghi che hanno ottenuto più successo, però da parte mia posso dire che molti anni prima di leggere l’autobiografia di Bret, questa stessa storia, quasi identica in ogni dettaglio, me l’aveva raccontata personalmente il compianto Andrew “Test” Martin, ex superstar della WWE (nonchè ex fidanzato della bellissima Stacy Keibler), poco prima di uno show organizzato dalla Italian Championship Wrestling a Rimini che io presentavo e commentavo dal vivo insieme al Maestro Zamo. A lui pare l’avessero raccontata alcuni veterani della WWE. Evidentemente qualcosa di vero deve esserci stato.

Ad ogni modo, in occasione del suo sorprendente ritorno nel 1992, The Ultimate Warrior apparve molto diverso da come lo avevamo conosciuto, al punto che addirittura qualcuno ipotizzava che non si trattasse del vero “Warrior”! Capelli più corti, fisico meno muscoloso… insomma, nel giro di poco tempo nacque una leggenda metropolitana secondo la quale il vero The Ultimate Warrior fosse morto e la WWF avesse deciso di rimpiazzarlo con qualcun altro (un po’ come la storia di Paul McCartney nei Beatles…), ovvero “Texas Tornado” Kerry Von Erich. Ma ovviamente queste voci erano false, quello era veramente The Warrior, anche se in effetti appariva piuttosto cambiato. Secondo alcune voci, pare che a causa delle indagini relative alla distribuzione degli steroidi anabolizzanti, The Warrior avesse smesso, così come tanti atri atleti, di farne uso ed il che è assai probabile; basti pensare alla differenza di fisico ed aspetto dello stesso Hulk Hogan tra il suo ritorno nel 1993, quando appariva praticamente “sgonfiato” sia nel viso che nel corpo, a come era apparso per tutti gli anni ottanta fino al 1992, vale a dire nel periodo in cui l’utilizzo di questi farmaci era ancora consentito. Ad ogni modo, io che all’epoca ero ignaro di tutte queste vicende del backstage (comprese quelle raccontate da Bret Hart nella sua autobiografia…), ero al settimo cielo e felicissimo di rivedere il mio eroe preferito, specialmente adesso che non c’era più Hulk Hogan. The Warrior era tornato nel momento in cui c’era più bisogno di lui ed i fans lo avevano accolto a braccia aperte… adesso per Warrior era arrivato il momento di riprendersi quello che gli spettava di diritto, ovvero la cintura di campione dei pesi massimi WWF, che si trovava in possesso dell’uomo che un anno prima lui stesso aveva costretto al ritiro: “Macho Man” Randy Savage!

Il match tra i due fu fissato per SummerSlam 1992 allo stadio di Wembley in Inghilterra, una cornice unica ed altamente suggestiva!

Ed anche quella sfida non deluse le attese… personalmente lo ricordo come uno dei più grandi match ai quali io abbia mai assistito ed avendolo riguardato anche in tempi recenti non posso far altro che confermare. Quando The Warrior aveva davanti un avversario che lo sapeva guidare, riusciva a regalare prestazioni di un’intensità unica. La sola parte di quel match che mi fece storcere parecchio il naso fu il risultato… una vittoria di The Warrior ma soltanto per count-out, per cui, come da regolamento, il titolo rimase nella mani di Savage. Probabilmente la WWF non aveva ancora recuperato la fiducia in The Ultimate Warrior e non se la sentivano di assegnargli nuovamente il titolo.

Io all’epoca non capivo perché, mi sembrava tutto così perfetto… Hogan se n’era andato, il suo successore era tornato… perché mai non vinceva la cintura di campione?
Non doveva forse essere lui il campione degli anni novanta come Hogan lo era stato degli anni ottanta?

Purtroppo no e la risposta al mio dubbio arrivò molto presto. Infatti, dopo SummerSlam, The Warrior unì le proprie forze a quelle di “Macho Man” fondando il tag-team degli Ultimate Maniacs… a Survivor Series 1992 avrebbero dovuto affrontare Ric Flair & Razor Ramon ma dopo un match a Saturday Night Main Event tra gli Ultimate Maniacs ed i Money Inc. (“MillionDollar Man” TedDiBiase& Irwin R. Schyster) trasmesso anche da Tele+2 durante le vacanze di Natale, The Ultimate Warrior scomparve di nuovo. Il suo posto a Survivor Series fu preso dal rientrante “Mr. Perfect” CurtHenning, nei panni inediti del “buono”.

Anche quella volta rimasi spiazzato, non riuscivo a capacitarmi di questa nuova scomparsa del guerriero dalle scene… il tempo passava e di lui non si sapeva nulla, sul Wrestling Magazine scrivevano che aveva subito un infortunio ma sta di fatto che alla WWF avevano smesso anche di rammentare il suo nome.
Tanti anni più tardi, sempre nel DVD “The Self Destruction of The Ultimate Warrior”, sono venuto a sapere che in realtà The Warrior era stato trovato positivo ad un test antidoping ed in un periodo come quello, in cui la World Wrestling Federation era stata travolta dall’inchiesta sull’abuso di steroidi anabolizzanti, certe leggerezze non erano permesse, per cui fu immediatamente allontanato dalla compagnia. Secondo un’altra fonte, smentita dalla WWF, pare che Warrior avesse invece lasciato la compagnia in quanto subito dopo Survivor Series per lui era prevista una faida con Nailz, il “carcerato” che nel corso dell’anno aveva creato più di un grattacapo a Big Bossman. In realtà pare che questa faida sarebbe toccata a The Undertaker, ma ciò non avvenne in quanto Nailz fu quasi subito allontanato dalla World Wrestling Federation.

Personalmente cominciavo a sentirmi tradito da The Warrior. Nei primi mesi del 1993 Hulk Hogan tornò alla WWF e lì mi resi conto che The Hulkster ci sarebbe sempre stato per noi, che non avrebbe mai abbandonato i suoi fans. Forse è proprio in quel periodo che per me, Hulk Hogan è divenuto a tutti gli effetti il mio numero uno, perché lui c’era sempre nei momenti del bisogno, mentre The Ultimate Warrior no, anzi, mi sembrava quasi che The Warrior ci stesse prendendo in giro.

Ma come ben sappiamo, il tempo cambia tante cose e permette anche di perdonare i torti subiti… nel 1994 Hulk Hogan era approdato alla WCW ed io avevo cominciato a seguire con grande passione anche quella compagnia, grazie ad un impianto di ricezione satellitare che avevamo installato a casa appositamente per permettermi di continuare a seguire il wrestling (altro regalo dei miei genitori, che non ringrazierò mai abbastanza) dopo che sia Tele+2 che Italia 1 avevano smesso di occuparsene.
Mi auguravo di ritrovare The Warrior alla WCW, ma dopo un po’ di tempo avevo perso le speranze, anche se in fondo, chi se ne importava? Adesso c’era Hulk Hogan e sembrava essere tornato più in forma che mai, quasi come se fosse ringiovanito! Ed era pure campione del mondo dei pesi massimi!
Ma nei primissimi mesi del 1996 la WWF annunciò un grande ritorno… The Ultimate Warrior sarebbe tornato di nuovo in occasione di WrestleMania XII!!! Non riuscivo a crederci… avrei avuto ancora una volta entrambi i miei due eroi, uno protagonista alla WCW, l’altro alla WWF!
La sera in cui The Warrior fece il suo ritorno a WrestleMania ero in fibrillazione… il suo sfidante sarebbe stato l’odioso Hunter Hearst Helmsley (meglio noto come Triple H) e quando risuonarono nell’arena le prima note della spettacolare musica chiamata “Unstable” e The Warrior entrò in scena non credevo ai miei occhi… stavolta era in grandissima forma, gli anni sembravano non essere passati per lui, il suo fisico faceva quasi paura ed il suo costume di scena era più accattivante che mai… finalmente The Warrior era tornato per reclamare il posto che gli spettava, ovvero quello di icona indiscussa degli anni novanta, come Hulk Hogan lo era stato negli anni ottanta.

Questo era ciò che io, povero ragazzino ingenuo, continuavo a pensare. Il problema è che a differenza di me, la maggior parte degli altri fans si erano stufati di lui e delle sue continue uscite di scena già da un bel po’ di tempo. Molti avevano dirottato la loro attenzione su altri personaggi, altri avevano smesso di seguire il wrestling e quelli che rimanevano avevano paura che a riporre nuovamente la loro fiducia in The Ultimate Warrior, sarebbero stati traditi per l’ennesima volta.

Io purtroppo ero meno smaliziato e più ingenuo, ero disposto ad investire nuovamente su di lui, sapevo che questa volta non mi avrebbe tradito, sapevo che questa sarebbe stata la volta buona, The Warrior era troppo in forma per fallire e poi alla WWF di quel periodo c’era un disperato bisogno di una superstar carismatica come lui… non poteva andare male!
Ed invece andò pure peggio delle altre volte… la permanenza di The Warrior alla WWF durò poco più di un paio di mesi e terminò quando in seguito alla morte del padre, The Ultimate Warrior decise di non prendere parte ad alcuni show e fu rimpiazzato all’ultimo momento (proprio come avvenne nel 1991) da SychoSid (precedentemente conosciuto come SidJustice).
Nel DVD The Self Destruction of the Ultimate Warrior, Vince McMahon racconta che The Warrior non aveva più rapporti con suo padre da più di dieci anni e che non vedeva ragioni per cui The Warrior dovesse saltare una serie di show nei quali era richiesta la sua presenza in quanto era stato promosso come l’attrazione principale, a causa della morte di una persona della quale non gli era mai importato nulla.
Anche qui io non so dove stia la verità, fatto sta che mi sentì tradito per l’ennesima volta da The Ultimate Warrior, che anziché discutere con il proprio datore di lavoro in modo serio e professionale un’eventuale assenza programmata in modo tale da non nuocere agli affari della compagnia per cui lavorava, preferì nuovamente fare di testa propria mettendolo in tasca non solo alla WWF, ma soprattutto a tutti noi suoi irriducibili fans.

Probabilmente è a quel momento che ho detto basta ed ho finalmente capito ciò che molti altri avevano compreso già da tanto, tanto tempo: non potevo permettermi di investire la mia fiducia su The Ultimate Warrior, per il semplice fatto che non la meritava ed avrebbe sempre continuato a deludermi. Probabilmente all’infinito.

Ed è così che quando The Warrior, due anni più tardi si presentò a WCW Monday Nitro, ero si felicissimo di rivederlo, ma assai disilluso. Per la prima volta vedevo Warrior per quello che, purtroppo, era realmente: una meteora, nel vero senso della parola. Una meteora che arriva sulla terra con un impatto devastante, carica di energia esplosiva e di potenza. Ma che passa molto velocemente e dopo che è passata… scompare.
Al suo debutto a Nitro, nell’estate del 1998, Warrior parlò per una serie interminabile di minuti, facendo la morale a “Hollywood” Hulk Hogan, che da un paio di anni aveva dato una svolta alla propria carriera riciclandosi nei panni del “cattivo” ed ottenendo, manco a dirlo, un successo indescrivibile. Ma con che diritto The Warrior poteva fare la morale a Hogan? Buono o cattivo, Hulk Hogan c’era sempre stato per noi fans. Avevamo sempre potuto contare su si lui in tutti questi anni e non ci aveva mai abbandonato. Mentre Warrior dove era stato per tutto questo tempo? A prendere il sole in Arizona? A farsi i cavolacci suoi? Non lo sapevo e francamente non mi interessava più, tutto ciò che mi bastava sapere era che non potevo più fidarmi di Warrior, perché se avessi nuovamente riposto la mia fiducia in lui, mi avrebbe deluso per l’ennesima volta.

Ed infatti così è stato… alla WCW The Warrior ha disputato soltanto tre incontri, uno più brutto dell’altro. Ad Halloween Havoc 1998, Hulk Hogan si è finalmente ripreso, anche se solo simbolicamente, quella torcia che aveva passato a The Ultimate Warrior otto anni prima, sconfiggendolo in un match che molti ritengono essere stato uno dei peggio “costruiti” nella storia, tanto che l’allora direttore della WCW Eric Bischoff decise di farlo concludere inviando sul ring una serie di scagnozzi del New World Order (l’associazione clandestina capitanata da Hulk Hogan) per attaccare Warrior in modo tale che costui potesse essere schienato da Hogan. Lo schienamento avvenne infatti in seguito ad una sediata tirata da Horace Hogan (il nipote di Hulk) sulla schiena di The Warrior.

Dopo quel match, pare che The Warrior chiese più soldi alla WCW per rimanere ed i vertici della compagnia decisero di lasciar arrivare il suo contratto alla scadenza senza più utilizzarlo negli show.

Ma ormai non me ne importava più niente. Erano troppe le delusioni che The Ultimate Warrior mi aveva dato per poterlo annoverare ancora tra i miei “miti”, per troppe volte aveva tradito la mia fiducia e per questo non meritava più niente da me. Ormai per quel che mi riguardava, The Warrior era solamente uno tra i tanti, un bel ricordo della mia infanzia e della mia adolescenza, ma che mi aveva profondamente deluso e lasciato con l’amaro in bocca e per questo preferivo non parlarne. Proprio come una ragazza con la quale hai trascorso dei momenti bellissimi ma che un bel giorno ti tradisce con un altro. Rimangono i bei momenti, ma preferisci smettere di parlarne perché ogni volta che li ricordi, ti torna in mente soltanto la delusione che ti ha lasciato.

Ma in realtà la mia storia personale con The Ultimate Warrior non era proprio finita: qualche anno fa, The Warrior ha combattuto un ultimo incontro in Spagna, in un evento organizzato dalla Nu Wrestling Evolution, promotion italiana che aveva deciso riportare sul ring il guerriero per fargli sfidare l’allora campione dei pesi massimi Orlando Jordan. Ho seguito con un certo interesse tutto il cammino che ha portato The Warrior a quel match, l’ho addirittura difeso sui forum di discussione dai suoi numerosi detrattori, ma l’ho fatto soltanto perché un tempo quell’uomo era uno dei miei eroi e io non riesco mai ad abbandonare fino in fondo una persona sulla quale ho investito per così tanto tempo la mia fiducia, anche se questa mi ha fatto soffrire.

Nei mesi più recenti, The Ultimate Warrior ha pubblicato sul proprio canale personale di YouTube una serie di video nei quali pare demolisse la persona di HulkHogan nel suo privato e la sua famiglia, facendolo passare per un depravato ed altra roba di questo genere. Dico “pare”, perché in tutta sincerità non ho mai guardato quei video. Ne mi interessa vederli, sapendo di cosa parlano. Preferisco ricordare The Ultimate Warrior per quello che ha fatto e per le emozioni che mi ha regalato, piuttosto che per un individuo ingrato e delirante che sputa nel piatto dove ha mangiato e che infama le persone che lo hanno aiutato a diventare qualcuno al solo scopo di farsi pubblicità.

Qualche anno fa The Ultimate Warrior era balzato agli onori delle cronache in seguito ad alcune sue conferenze che aveva tenuto nelle università americane. Infatti, chiusa la sua esperienza come wrestler, The Warrior si è messo a fare il motivatore per i giovani, cercando di trasmettere alle nuove generazioni i suoi valori conservatori tipici del movimento repubblicano statunitense. In alcune di queste conferenze, The Warrior ha esternato il proprio pensiero negativo sugli omosessuali, affermando che l’omosessualità non permette al mondo di funzionare come dovrebbe. Niente di particolarmente strano in quello che ha detto, dopo tutto, come lui stesso in seguito ha avuto modo di chiarire, se tutto il genere umano fosse omosessuale, si interromperebbero le nascite ed assisteremmo all’estinzione dell’umanità. Il problema è che nel corso di quelle conferenze, in seguito a delle civili e pacate quanto legittime contestazioni da parte di alcuni studenti omosessuali, The Warrior si è messo a sbeffeggiarli in modo piuttosto infantile e poco decoroso, di certo non dando una bella immagine di se, tanto che i media lo hanno accusato di omofobia, mentre l’Università che lo aveva ospitato per il dibattito ha ritenuto opportuno non invitarlo mai più a parlare nelle proprie aule giudicandolo un individuo instabile, profondamente maleducato, razzista ed intollerante.

Nel più volte citato DVD The Self Destruction of The Ultimate Warrior, la figura del guerriero viene brutalmente demolita da una serie di “tirapiedi” di Vince McMahon, in particolar modo Bobby “The Brain” Heenan, Jim Ross, Triple H, RicFlair, Chris Jericho, TedDiBiase, Edge, Christian, Sgt. Slaughter… ironia della sorte, quello che si esprime su di lui in modo meno negativo rispetto agli altri, vale a dire Hulk Hogan, è anche l’unico sul quale The Warrior se l’è rifatta in seguito. Ma non è questo il problema, anche perché in tutta sincerità mi sono sentito alquanto disgustato da quella pubblicazione. Non è stato affatto piacevole vedere un’azienda multimilionaria sfruttare tutte le proprie potenzialità di marketing al solo scopo di distruggere la reputazione di qualcuno, avendo la possibilità di divulgare una propria ed univoca versione dei fatti senza concedere alcun diritto di replica al diretto interessato.

Anche il fatto stesso che sia stato deciso di intitolare quel DVD “L’autodistruzione di The Ultimate Warrior” rappresenta una pesante incoerenza, secondo la mia opinione. Autodistruzione di cosa??? Ad essersi autodistrutti sono stati “Mr. Perfect” Curt Hennig, “Ravishing” Rick Rude, Eddie Guerrero, “British Bulldogg” Davey Boy Smith, Chris Benoit e tutti gli altri che per questo business si sono giocati la vita prematuramente, non certo The Ultimate Warrior, che ha superato la cinquantina e ancora gode di ottima salute. Disgustosa è stata anche la testimonianza di Triple H in quel DVD, che consapevole di avere le spalle ben coperte dall’azienda, avendo spostato la figlia del boss, si è prodigato in una serie di filippiche per mettere in cattiva luce The Warrior come persona e come professionista, in quanto colpevole di averlo “sconfitto” troppo velocemente nel loro match di WrestleMania XII.

Ad ogni modo, che lo si ami o lo si odi, è innegabile che quella di The Ultimate Warrior rimane una figura tanto affascinante quanto controversa.

Io credo di aver spiegato in modo molto obiettivo ed approfondito le ragioni che mi hanno portato a perdere completamente la mia fiducia nei suoi confronti. Se non lo avessi mai apprezzato, probabilmente oggi la sua figura mi lascerebbe indifferente, invece nei suoi confronti provo innanzitutto un grande senso di amarezza e soprattutto di delusione, proprio perché era il mio mito e mi ha tradito… troppe volte.

Ci sono ancora molte persone che continuano a credere in lui. Tra queste, ci sono molti miei amici, uno dei quali, il Maestro Zamo, che io considero alla stregua di un fratello. Ma anche Andrea Renzi, Emanuele Vartolo, Fabrizio Zuffi, tutti amici che personalmente stimo, rispetto ed ammiro nella loro passione, ma che non so come facciano a continuare a credere in The Ultimate Warrior, a difenderlo, a sostenerlo incondizionatamente in tutto quello che fa; buon per loro, io personalmente non ci riesco, perché sono rimasto deluso troppe volte da lui e non ho più voglia di farmi prendere in giro. Comunque lo ripeto, rispetto ed ammiro la loro devozione, pur non comprendendone le motivazioni.

The Ultimate Warrior è stato la mia prima action-figure, è stato la mia prima maglietta della WWF, è stato insieme ad Hulk Hogan il primo personaggio che ho scelto in un videogame ed il primo poster che ho appeso nella mia cameretta… ma è stato anche il primo a tradire la mia fiducia.

E proprio come quella bella ragazza che hai amato e con la quale hai passato dei momenti stupendi, ma che poi ti ha tradito, preferisco dimenticarlo, perché il suo ricordo mi fa solo stare male.

Alla prossima… brothers!!!


“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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