TITAN TRON #14 – LE DONNE NEL WRESTLING AMERICANO – 01/05/2013

TITAN TRON #14 – LE DONNE NEL WRESTLING AMERICANO – 01/05/2013

di “TITAN MORGAN” Manuele Poli (@TitanMorgan)

Quando, lo scorso 16 gennaio 2013, ho annunciato la mia intenzione di non scrivere più articoli per occuparmi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione del sito, sono stato invaso da e-Mail, messaggi e tweet che mi hanno fatto senz’altro un gran piacere.
Mi hanno scritto ragazzi e ragazze di tutte le età, telecronisti televisivi, addetti ai lavori, italiani che vivono all’estero (non sto scherzando), lottatori. Tutte persone che, da anni, leggevano e seguivano il “Titan Tron” e mi ringraziavano per il fatto che questo editoriale storico li ha aiutati ad approfondire la loro conoscenza di questa disciplina ed a seguirla con ancora più passione, se possibile.
Tra tutti questi, che mi hanno riempito di gioia con i loro attestati di stima, un messaggio lasciato sulla mia bacheca di Facebook mi ha particolarmente colpito. Lo ha scritto la più grande campionessa di wrestling che il nostro paese abbia mai conosciuto: Queen Maya.

Conosco Adele (questo è il vero nome della Regina) da quasi tredici anni, in passato scrivevamo insieme sul sito di Michele Posa, WrestlingMania.it, per qualche anno ho girato l’Italia con lei e gli altri wrestlers della Italian Championship Wrestling quando commentavo i loro show insieme al “Maestro Zamo” Francesco Zamori e posso dire che ho sempre avuto grande stima e considerazione di lei come persona. Ma se c’è una cosa che, evidentemente, ho sempre sottovalutato di Adele è sicuramente la sua passione per il wrestling. Sapevo che il wrestling le piaceva, che era appassionata fin da bambina e che questa disciplina era nel DNA di famiglia, visto che anche suo fratello Emilio “Mr. Excellent” Bernocchi è un campione plurititolato, oltre ad essere uno dei fondatori della Italian Championship Wrestling. Ma non avrei mai pensato che in cuor suo, Queen Maya coltivasse l’ambizione di diventare la più grande campionessa italiana di sempre, facendo del wrestling qualcosa di molto più grande che una semplice passione. Mentre sto scrivendo infatti, Maya è l’indiscussa campionessa europea di categoria e gira il mondo per difendere la sua cintura dalle più agguerrite avversarie. Di certo non ho mai avuto dubbi sulle sue potenzialità, oltre a possedere eccellenti doti tecnico-atletiche, Adele è dotata di un fisico statuario e con il suo metro e ottantacinque (un metro e novanta secondo il sito ufficiale della ICW) è l’unica ragazza che conosco ad essere più alta di me, anche se solo di un paio di centimetri.

Ad ogni modo, dopo aver letto quel mio editoriale, Queen Maya mi aveva scritto per ricordarmi di camminare sempre a testa alta e di non permettere a nessuno di chiudermi in un angolo, lasciandomi un messaggio che non dimenticherò mai e che rileggerò ogni volta che avrò qualche dubbio su ciò che sto facendo:

Ciao Manu, mi è spiaciuto leggerti così rammaricato. Tu devi andare a testa alta, sempre. Sei una bella persona, una persona rara! Sono assolutamente certa che TUTTI ti rispettano.  Con modi garbati e rispettosi, hai saputo trasmettere tutta la tua grande passione nel corso degli anni, senza pretendere di imporre la verità assoluta ma solo il tuo onesto punto di vista. Sono assolutamente sicura che sono molti di più e valgono molto di più i fans di wrestling che hai fatto innamorare di questo sport piuttosto che quattro gatti che parlano a sproposito ed i cui commenti, in pratica, nessuno ha letto. Il vero fan di wrestling non perde tempo sui forum ad insultare chi la pensa diversamente o a fomentare polemiche infantili, passa le ore davanti a YouTube o alla TV, con il suo lettore DVD, a guardarsi i match dello sport più bello del mondo, magari andando a cercare proprio le chicche di cui parli tu nei tuoi articoli!!! I tempi cambiano, ma sono sicura che quando parli tu, il vero amante del wrestling ti sente sempre forte e chiaro!!!
Una regina certe cose le sa e basta! Un abbraccio!!!

Come potevo quindi sdebitarmi con lei, se non scrivendo un bell’articolo storico che parlasse proprio delle più grandi campionesse di questa disciplina con il rispetto e l’accuratezza che meritano?
E sarà proprio parlando di donne che ripartirà il “Titan Tron”! La donna, senza ombra di dubbio la creatura più bella che Dio o “Madre Natura” (per chi non crede) abbia mai ideato.
E’ per questo che anche il mondo del wrestling non ha mai potuto fare a meno della presenza di questa affascinante versione dell’essere umano, della quale la nostra Queen Maya è una straordinaria rappresentante.

Cominciamo quindi a ripercorrere a grandi linee la storia del rapporto tra il wrestling ed il gentil sesso, analizzando una ad una le più famose lottatrici americane del nostro secolo.
Seppur le donne abbiano fatto parte degli eventi del wrestling già dagli anni ’30, esse sono diventate una consuetudine per il nostro “sport” preferito soltanto poco prima del 1960; da allora, in ogni serata veniva disputato almeno un incontro femminile. La consuetudine era “Fabulous” Moolah che difendeva il suo titolo mondiale in ogni incontro, ma oltre a lei ci sono state tante altre leggende del ring al femminile.

La prima donna a “sfondare” nel mondo del wrestling è stata Mildred Burke, nel decennio che va dal 1930 al 1940. Questa eroina del ring era considerata all’epoca una grande attrazione, poichè affrontava e molto spesso sconfiggeva degli avversari maschi. Un po’ come la Chyna (Joanie Laurer) dell’era “Attitude”. In seguito, Mildred è diventata un ottima allenatrice delle giovani campionesse e dalla sua scuola è uscita addirittura la leggendaria Hall of Famer Mary Lillian Ellison, meglio nota come “Fabulous” Moolah.
E’ scomparsa all’età di 73 anni il 18 febbraio 1989.

“FABULOUS” MOOLAH

Come sanno tutti gli appassionati di wrestling di lunga data, la vera superstar in gonnella dello sport-entertainment è stata senza ombra di dubbio la leggendaria “Fabulous” Moolah. Nella prima metà degli anni ’50, questa campionessa era nota al pubblico come “Slave Girl” Moolah, la servitrice obbendiente di un wrestler chiamato “The Elephant Boy”. Dopo aver lasciato il suo “padrone”, Moolah si trasforma in “Fabulous” e partecipa al torneo indetto per coronare la prima campionessa del mondo femminile della World Wide Wrestling Federation. “Fabulous” Moolah, il 18 settembre 1956, sconfigge in finale Judy Grable e conquista la cintura che deterrà per ben ventotto anni, fino al 23 luglio 1984 quando viene sconfitta a New York da Wendy Richter. Ma la carriera di Moolah non finisce certo qui. Infatti, in piena era “Rock’n’wrestling, “The Fabulous One”, improvvisatasi nuovamente manageressa, conduce la sua protetta Lelani Kai alla vittoria sulla Richter ed alla conseguente conquista del titolo mondiale. Tuttavia, Lelani perderà di nuovo la corona poco più di un mese dopo, sempre a favore di Wendy Richter. E’ a questo punto che “Fabulous” Moolah, travestita da “Spider Lady”, vincerà di nuovo la cintura.
Dopo questo episodio, la nostra Moolah, arriverà sul gradino più alto della federazione per altre due volte; nel 1986, quando sconfigge Velvet McIntyre strappandogli il titolo perso soltanto sei giorni prima, ed addirittura nel 1999, quando porta via la cintura ad Ivory per poi perderla definitivamente una settimana più tardi. Moolah è stata la prima donna ad essere introdotta nella Hall of Fame della WWE nel 1995 ed è scomparsa all’età di 84 anni il 2 novembre 2007.

Come tutte le lottatrici dei decenni ’50, ’60 e ’70, la Banner, non ha mai potuto conquistare il titolo mondiale femminile della WWWF (vecchio nome dell’attuale WWE), poichè questo è stato in possesso di “Fabulous” Moolah per 28 anni. Tuttavia, Penny Banner è stata la prima campionessa del mondo della American Wrestling Association, conquistando la cintura nel 1961 e ritirandosi senza mai averla perduta.

Bette Boucher è una delle poche lottatrici degli anni ’60, che possono vantarsi di aver sconfitto “Fabulous” Moolah. Infatti, il 17 settembre 1966, la Boucher aveva messo al tappeto la “Fabulous” per il conto di tre in una match valevole per il titolo . Tuttavia il “passaggio” di cintura non è mai stato riconosciuto ufficialmente; l’episodio, come tutti gli altri analoghi accaduti anche ai giorni nostri (vedi la vittorie non ufficiale del titolo WWE da parte di Antonio Inoki), ha quindi assunto tratti leggendari. Bette era solita combattere in incontri “tag team” al fianco della sorella meno famosa Rita Boucher.

Negli anni ’60, Betty Niccoli era una lottatrice odiata e cattivissima, una “rulebreaker” o “heel” in gonnella. A suo tempo ha avuto una lunghissima faida con Jean Antone, ma viene ricordata soprattutto per due episodi della sua carriera: per il suo terribile scontro a Los Angeles contro la leggendaria “Fabulous” Moolah e per il suo matrimonio con il lottatore giapponese Akio Sato.

“PRINCESS” LITTLE CLOUD

Altra lottatrice popolare in quegli anni è la Principessa Little Cloud, anche lei sposata ad un lottatore e famosa per la sua incredibile resistenza sul ring. All’epoca, si diceva che Little Cloud si fosse allenata percorrendo migliaia di chilometri nel deserto. Grazie a questi estenuanti allenamenti, lei ed il marito Eddie Sharkey erano divenuti imbattibili negli incontri di coppia misti. La sua “trademark move” era il “Judo Chop”.

Mae Young ha probabilmente raggiunto il picco della propria popolarità alla fine degli anni novanta, alla veneranda età di settantasei anni, partecipando ad una serie di bizzarri siparietti che sono divenuti un “cult” dell’era Attitude, ma la sua carriera come wrestler professionista è cominciata addirittura alla fine degli anni ’30, quando recatasi a vedere uno show in Oklahoma, lanciò una sfida all’allora campionessa Mildred Burke. Il promoter Billy Wolfe non le permise di affrontare la detentrice del titolo, ma la fece combattere in un match “shoot” (non predeterminato) contro Gladys Gillem e per la sorpresa di tutti, la Young si aggiudicò la vittoria in una manciata di secondi! Da lì Mae Young cominciò ad allenarsi per divenire una wrestler professionista e la sua ambizione l’ha portata ad esibirsi in Canada per la promotion di Stu Hart, per la World Women’s Wrestling Association di Mildred Burke, per la National Wrestling Alliance (compagnia nella quale ha conquistato i titoli femminili degli Stati Uniti e della Florida) ed in Giappone. Nel 2008, Mae Young è stata introdotta nella Hall of Fame della WWE e nonostante abbia superato i novanta anni, continua a farsi vedere sporadicamente negli show televisivi in occasione di avvenimenti speciali.

Negli anni ’70, il mondo del wrestling comincia a sfruttare i vari stereotipi imposti dalla società americana. Nel wrestling femminile emergono quindi le “cow-girls”, le “native americane”, le donne della fattoria in tuta di jeans, le mamme camioniste ecc.
Tuttavia, anche in questo decennio solo una riesce a detenere il maggiore titolo mondiale riservato al gentil sesso: la solita “Fabulous” Moolah! Ma non dimentichiamoci delle sue agguerritissime avversarie.

Vivian Vachon, una massiccia lottatrice di settanta chilogrammi, ha vinto nella sua carriera un titolo chiamato “Grand Prix women’s title” ed ha combattuto specialmente in Canada. Vivian era la sorella dei lottatori “Mad Dog” Vachon e “Butcher” Vachon. Le è stato addirittura dedicato un film, intitolato “Wrestling Queen”. Purtroppo, Vivian ha perso la vita all’età di 40 anni, il 25 agosto 1991 insieme alla figlia Julie, entrambe vittime di un incidente automobilistico a Montreal.

Joyce Grable ha vinto il titolo “Tag Team” versione femminile per ben due volte, la prima in coppia con Vicki Williams nell’ottobre del 1974, la seconda con Wendy Richter nel maggio 1982. Nonostante Judy fosse una lottatrice molto feroce e competitiva, non è mai riuscita a strappare il titolo mondiale a “Fabulous” Moolah, che l’ha sempre sconfitta nei loro numerosi incontri.

Così come Joyce Grable, anche Donna Christantello è conosciuta per i suoi successi nella categoria “Tag Team”. In coppia con Toni Rose ha avuto un regno lunghissimo come campionessa del mondo di coppia. La Christantello e la Rose hanno avuto una serie di celebri sfide con la coppia di campionesse formata da Joyce Grable e Vicki Williams. Nonostante la sua “tag-partner” ideale sia sempre stata Toni Rose, Donna non disdegnava come compagna per i suoi incontri di coppia anche “Fabulous” Moolah.

La compagna di Joyce Grable, vincitrice del titolo femminile “Tag Team”, era considerata la versione femminile del lottatore argentino Antonino Rocca e non solo perchè entrambi combattevano a piedi nudi, ma anche per le sue straordinarie abilità atletiche. Vicki ha combattuto anche come lottatrice singola; memorabile il suo incontro per il titolo mondiale contro “Fabulous” Moolah in Fort Worth, nonostante la Williams abbia avuto la peggio.

Susan Green, grazie alla sua gimmick di “cow-girl”, è divenuta negli anni ’70 la più popolare lottatrice texana in Oklahoma (lo stato dove si esibiva abitualmente). Susan si presentava sul ring con il cappello e la giacca da cow-boy e indossando gli stivali texani. Anche la sua mossa finale, una sorta di “Bulldog”, si diceva che l’avesse presa direttamente dal mondo del “Rodeo”.

Negli anni ’80 abbiamo l’avvento della cosiddetta era del “Rock ‘n’ Wrestling”. Se da un lato questo fenomeno ha aiutato le varie compagnia a rilanciare la categoria femminile, dall’altro, in particolar modo nella World Wrestling Federation, la presenza sul ring di personaggi famosi quali la popolarissima cantante Cindy Lauper, ha in qualche modo distolto l’attenzione dalle lottatrici. Ecco quindi esplodere il fenomeno delle manageresse e vallette che scortano i lottatori maschi sul quadrato di gara. Le donne più significative di questo periodo sono state le seguenti:

Spesso Wendy si presentava sul ring accompagnata dalla famosa “pop star” Cindy Lauper; questa insolita partnership, ha avuto luogo anche il 23 luglio 1984, quando Wendy ha posto fine all’interminabile regno della campionessa del mondo WWF “Fabulous” Moolah, diventanto a tutti gli effetti la versione femminile di Hulk Hogan nella metà degli anni ’80. Infatti, la Richter era, insieme al leggendario lottatore baffuto, protagonista del cartone animato “Rock ‘n’ Wrestling”, andato in onda per diversi anni anche sulle reti private italiane. Il match che ha incoronato Wendy Richter come campionessa del mondo WWF è stato disputato in occasione dell’evento “Brawl To Settle It All” trasmesso da MTV e da molti considerato il precursore di WrestleMania.

Candi Devine, lottatrice proveniente da Nashville nel Tennessee, ha conquistato per ben tre volte la versione femminile del titolo mondiale AWA e lo ha difeso dagli assalti di “Sensational” Sherri, Judy Martin e Diane Hoffman. Candi ha continuato a combattere nei circuiti indipendenti anche negli anni ’90, dopo la chiusura della American Wrestling Association.

“SENSATIONAL” SHERRI MARTEL

Nel settembre del 1985, Sherri ha sconfitto Candi Devine conquistando il primo dei suoi tre titoli mondiali AWA. Due anni dopo, “Sensational” Sherri Martel sconfigge Moolah per la versione WWF del titolo di campionessa del mondo femminile. Non trovando avversarie degne della sua ferocia, ha deciso di sfruttare le sue doti per aiutare alcuni grandi lottatori a conquistare un posto di primo piano nel wrestling. Infatti, Sherri è stata la manageressa di alcune leggende del quadrato, quali “Macho Man” Randy Savage, “Million Dollar Man” Ted Dibiase, “Nature Boy” Ric Flair e “The Heartbreak Kid” Shawn Micheals. Inoltre, occorre ricordare che negli anni ’90, Sherry ha avuto una faida con Luna Vachon nella World wrestling Federation. Purtroppo Sherri ci ha lasciato all’età di soli quarantanove anni il 15 giugno 2007, un anno dopo essere stata introdotta nella Hall of Fame della WWE.

Miss Elizabeth, considerata per lungo tempo la “First lady” del wresttling, è stata per anni il punto di riferimento di ogni manageressa nel mondo del wrestling americano. Senza ombra di dubbio la donna più famosa dello “sport entertainment” della sua epoca, Elizabeth ha guidato Randy Savage, il lottatore che in seguito sarebbe diventato suo marito, verso la conquista del titolo intercontinentale e del titolo mondiale WWF. Negli anni ’90, Miss Elizabeth si è occupata anche di altri lottatori quali Hulk Hogan, “Nature Boy” Ric Flair e Lex Luger. Purtroppo, anche la bellissima “Liz” ci ha prematuramente lasciati a soli quarantrè anni il 1 maggio 2003, ma non senza aver prima impresso un ricordo indelebile nella memoria di ogni appassionato.

Missy Hyatt, una manageressa bionda e prosperosa, ha iniziato la sua carriera come valletta di John Tatum nella World Class Championship Wrestling; in seguito è passata alla UWF dove ha costituito con Eddie Gilbert (che qualche anno più tardi è divenuto suo marito), l’alleanza chiamata “HotStuff & Hyatt International”. Per un po’ di tempo, Missy Hyatt ha fatto parte anche della WCW ed ha addirittura condotto un segmento di interviste per la WWF.

In costante evoluzione dagli anni ’80, il fenomeno delle “vallette”, esplode letteralmente nel decennio successivo.
Per la prima volta, il numero delle “donne manageresse”, supera in larga misura quello delle “donne lottatrici”.
Dopo il fenomeno della “rock’n’wrestling connection”, abbiamo un qualcosa di completamente nuovo, che potremmo definire “sex’n’wrestling” ma che tuttavia si integrerà perfettamente nella campagna promozionale denominata “WWF Attitude”.
Le rappresentanti del gentil sesso vengono coinvolte nelle “storylines” tra i più popolari atleti delle maggiori federazioni americane, spesso anche come fattori determinanti nella conquista di un titolo importante. Ecco le donne più significative degli anni ’90 per quanto riguarda il wrestling:

Grazie alla sua stazza da “body builder”, Chyna ha debuttato nella World Wrestling Federation come guardia del corpo di Hunter Hearst Helmsley (Triple H) in sostituzione della sensuale “Sable” Rena Mero. Più tardi, ha seguito il suo protetto nella rivoluzionaria “stable” denominata “DeGeneration X”, della quale è stata uno dei rappresentanti principali. Più volte campionessa femminile della WWF, Chyna è stata la prima donna a partecipare alla Royal Rumble. Ma c’è di più: il 17 ottobre 1999, la nostra eroina ha sconfitto Jeff Jarrett impossessandosi della cintura di campione intercontinentale della World Wrestling Federation. Nel 2011, dopo una serie di vicissitudini che l’hanno portata anche ad essere la protagonista di un paio di film per adulti, Chyna è tornata sul ring per disputare un paio di incontri con la TNA (Total Nonstop Action Wrestling).

Nel 1987, l’ex modella Madusa Miceli, ha vinto la versione femminile del titolo messo in palio dalla American Wrestling Association. Il 13 dicembre 1993, sotto il nome di “Alundra Blayze”, ha sconfitto Heidi Lee Morgan nella finale del torneo indetto per stabilire la nuova campionessa del mondo della World Wrestling Federation. Madusa conquisterà quest’ultimo titolo per altre due volte, prima da Bull Nakano, poi da Bertha Faye (Rhonda Sing), prima di gettarlo letteralmente nell’immondizia durante le riprese in diretta di WCW Monday NITRO.

Nei primi anni ’90 Ivory combatteva per la Ladies Professional Wrestling Association sotto il suo vero nome: Tina Moretti.
L’8 giugno del 1999 ha sconfitto Debra ottenendo la sua prima vittoria del titolo mondiale femminile della World Wrestling Federation. Lo stesso titolo lo perderà qualche mese più tardi dalla neorientrata “Fabulous” Moolah e lo riprenderà di nuovo dalla stessa. Ivory ha conquistato il titolo femminile WWF per un’altra volta, il 2 novembre 2000 da Lita, come membro della discussa fazione chiamata “Right to Censor”.

Jacqueline, che nei primi anni ’90 si faceva chiamare “Miss Texas”, è stata la prima donna ad entrare nella celebre lista dei cinquecento migliori lottatori pubblicata ogni anno dal mensile PRO WRESTLING ILLUSTRATED (nel 1993, quando si è “classificata” alla quattrocentottantatreesima posizione).
Dopo aver fatto parte per un po’ di tempo della World Championship Wrestling, ha debuttato nella World Wrestling Federation, vincendo il titolo femminile vacante nel settembre del 1998. In seguito, Jacqueline entrerà in possesso di tale cintura per un’altra volta nel febbraio del 2000, prima di perderla nuovamente a favore di Stephanie McMahon-Helmsley un mese più tardi. Negli anni recenti, Jacqueline è stata una delle protagoniste della divisione Knockouts (nome della categoria femminile) della TNA.

Rena Mero, conosciuta dai fans della WWF con il nome di Sable, ha subito una mutazione da valletta a lottatrice in seguito ad una faida sul ring con l’ex marito Marc Mero, anche lui lottatore della World Wrestling Federation (conosciuto nella WCW come Johnny B.Badd). Questa scelta di carriera, ha portato Sable prima alla vittoria del titolo femminile WWF ai danni di Jacqueline nel 1998, poi ad un reportage fotografico “senza veli” sulla celebre rivista soft-core americana PlayBoy, che nell’occasione ha venduto un numero esorbitante di copie in tutto il mondo.
Rena Mero è sposata ormai da diversi anni con la superstar della WWE Brock Lesnar, dal quale ha avuto due figli.

A partire dagli anni 2000, il wrestling femminile ha avuto un’autentica esplosione in America, grazie alla decisione presa dalla WWE di trasformare il fenomeno “Divas” in una vera e propria divisione e soprattutto al lancio delle Knockouts da parte della TNA nel 2007.
A dire il vero, in molti casi, il sicuro aumento della quantità di donne intenzionate ad intraprendere una carriera nel wrestling non sempre ha coinciso con un uguale riscontro sul piano della qualità, anzi; è assai palese che molte ragazze, al giorno d’oggi, vedono il wrestling, ed in special modo la WWE, come un semplice trampolino di lancio verso una carriera da modella, attrice o show-girl. E’ il caso, ad esempio, delle bellissime Torrie Wilson e Stacey Keibler, che pur dovendo molta della loro popolarità all’esposizione mediatica che hanno avuto grazie alla WCW ed alla WWE, non hanno mai preso troppo sul serio il loro impegno sul ring, utilizzandolo esclusivamente come una scorciatoia per arrivare a qualcosa che evidentemente preferivano fare.
La longevità delle atlete è infatti molto diminuita e non sempre per ragioni legate alla maternità o alla famiglia, ma spesso e volentieri perchè una volta divenute famose, anche le più acclamate “Divas” preferiscono lasciarsi alle spalle le fatiche del ring per sfilare su una passerella o dietro la cinepresa.
Tuttavia, è assai riduttivo raccontare il “boom” del wrestling femminile parlando esclusivamente del fenomeno delle Divas, visto e considerato che la Knockouts Division della TNA ha rappresentato, almeno fino a poco tempo fa, una vera e propria isola felice per le lottatrici dotate di talento. E’ infatti innegabile che la Knockouts Division, quando è stata fondata nel 2007, per certi versi ricordava gli albori della Cruiserweight Division della WCW, nella quale convergevano i più acclamati pesi leggeri provenienti da ogni parte del mondo, Messico, Giappone, Canada ed Europa, per poter ambire al titolo di categoria, rendendolo di conseguenza una delle cinture in assoluto più prestigiose nel panorama internazionale.
Era stato un po’ lo stesso con la Knockouts Division, che quando fu lanciata richiamò l’attenzione di alcune tra le più famose lottatrici internazionali che approdarono alla TNA attratte da questa nuova opportunità
Ad ogni modo, se devo fare un’accurata cernita delle donne che hanno dominato il primo decennio degli anni duemila, le prime che mi vengono in mente sono le seguenti:

Prima ed unica donna a conquistare il titolo femminile della WWE in ben sette occasioni, è stata introdotta nella Hall of Fame della compagnia nel 2013 a soli trentotto anni, dopo essersi ritirata ancora molto giovane nel 2006 per dedicarsi ad altri progetti lagati al mondo del fitness. Al suo debutto come valletta, nel 2000, nessuno si sarebbe mai lontanamente immaginato che Trish potesse diventare un giorno una delle più acclamate lottatrici dell’era moderna, dimostrando un talento ed una preparazione di certo non comuni, specialmente in un contesto, come quello delle WWE Divas, in cui le “lottatrici” vengono scelte più per la loro avvenenza fisica piuttosto che per le loro doti atletiche. Le sue faide con Lita e Mickie James resteranno nella storia per aver fatto compiere un salto di qualità all’intera divisione femminile .

GAIL KIM

AWESOME KONG

Con un metro e ottanta di altezza per centoventiquattro chili di peso, Awesome Kong è senza ombra di dubbio una delle più imponenti e mastodontiche lottatrici di tutti i tempi. Al suo debutto nella TNA Knockouts Division appariva praticamente imbattibile e quando conquistò la cintura di categoria (titolo che ha vinto in due diverse occasioni), si pensava che nessuna sarebbe mai riuscita a portarglielo via. Ma prima di approdare alla TNA, Awesome Kong si era già fatta un nome in Giappone per la All Japan Women’s Pro-Wrestling ed in varie promotion in giro per il mondo. Ovunque sia comparsa, Awesome Kong ha seminato panico e terrore per le sue avversarie, una tendenza che aveva continuato anche dopo il suo passaggio alla WWE avvenuto nel 2011. Ribattezzata Kharma, Awesome Kong si presentava sul ring a sorpresa per attaccare e distruggere ogni volta una “Diva” diversa, fino a quando non ha lasciato la compagnia a causa di una gravidanza che, purtroppo, non è riuscita a portare a termine.

MICKIE JAMES

BETH PHOENIX

Quelle che ho appena finito di citare sono state probabilmente le presenze femminili più significative nella storia del wrestling americano. Certo, non sono le uniche; infatti, oltre a personalità “dirigenziali” quali Stephanie McMahon o la presidentessa della TNA Dixie Carter, dovrei almeno ricordare la celebre associazione di lottatrici costituita negli anni’80, la “Ladies Professional Wrestling Association” (LPWA), sempre presente sulla rivista italiana “Wrestling All Stars” che leggevo quando ero bambino. Ai tempi, la campionessa “Magnificent” Mimi, andava per la maggiore in questa associazione, ma non dobbiamo dimenticare la muscolosa Terri Power (che in seguito diverrà nota come Tori alla WWF), la brava Susan Sexton, la massiccia Reggie Bennet, l’intrigante Peggy Lee Leather, la giapponese Malia Hosaka ed il duo di patriote americane, Heidi Lee Morgan e Misty Blue Simms.

Di più recente formazione sono invece la “Women of Wrestling” di David Mc Lane (che verso la metà degli anni ’80 aveva lanciato la “Gorgeus Ladies of Wrestling”), tornata operativa nel 2012 dopo alcuni anni di stallo, e soprattutto la SHIMMER Women Athletes, compagnia fondata da Dave Prazak e Allison Danger con sede a Chicago, che grazie soprattutto a Internet si è guadagnata una bella fetta di popolarità presso i fans, dando visibilità ad un bel po’ di vere e proprie fuoriclasse che grazie a tale esposizione mediatica sono riuscite ad ottenere un contratto con le due major nordamericane, ovvero la TNA e la WWE.

Il gentil sesso ha sicuramente avuto un ruolo da protagonista nell’incredibile successo che il wrestling ha riscosso in tutti questi anni.
E non solo in America. Anche (e soprattutto) in Giappone hanno le loro donne del ring, agguerrite ed atletiche quanto i campioni maschi del “puroresu”. Ed in Europa, oltre alla nostra bravissima Queen Maya, ci sono straordinarie campionesse che sono riuscite a diventare famose e richieste anche negli Stati Uniti, quali ad esempio Katarina Waters (Winter/Katie Lea) e “Sweet” Saraya Knight.

Anche buona parte del clamoroso seguito di pubblico avuto dalla originaria Extreme Championship Wrestling di Paul Heyman è stato ottenuto grazie alla presenza di stupende vallette, più impegnate nei “catfight” che non negli incontri di wrestling, ma sicuramente molto piacevoli da vedere. Le bellissime Tammy Sytch, Francine e Dawn Marie sono soltanto alcune di queste stupende ragazze.

(Nella foto: Tammy “Sunny” Sytch sulla copertina del WWE RAW Magazine)

Alla prossima… brothers… and sisters!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

Segui Titan Morgan anche su Twitter: @TitanMorgan

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *